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Il Cagliari in serie A: un'opera d'arte firmata Claudio Ranieri
Un miracolo, incredibile ma vero. Una storia a lieto fine che scomoda tante storie. Storie di uomini, luoghi, sport, partite, sudore e sacrificio. Il Cagliari che si riprende la serie A dopo dodici mesi nell'inferno della B, playoff inclusi, ha un mattatore: Claudio Ranieri. Il tecnico di Testaccio, curriculum sontuoso aperto proprio a Cagliari con la cavalcata dalla C alla A applaudita oltre tre decenni or sono, ha forgiato e riformato un gruppo senza leadership, scollato, demotivato, incapace di assumersi le proprie responsabilità. Ha ridato fiato e forza ad atleti acerbi ed esperti, magari alle prese con acciacchi e infortuni di vecchia data. Una sorta di secondo padre, abile nell'intercettare le frequenze dei suoi e di codificarle a favore del gruppo. Ha instillato lo spirito e la determinazione indispensabili per cogliere qualsiasi obiettivo. La risalita ha del fenomenale se si pensa al modo, il contesto e gli interpreti. Ranieri ha preso la squadra nel girone di ritorno, da quattordicesima, più vicina ai play out che alla testa della classifica. Una situazione orribile, figlia dell'esonero di Liverani, della cacciata dei direttori sportivo e generale, Stefano Capozucca e Mario Passetti, del trasloco alla Primavera dei collaboratori tecnici, Roberto Muzzi e Fabio Pisacane. Mosse che hanno confermato l'approssimazione, un filo di supponenza e la mancanza di un progetto. Sir Claudio ha visto, sentito e capito. Ed è andato oltre. Ha blindato da subito il gruppo, e se stesso, dalle interferenze societarie.
E, soprattutto, l'ha riavvicinato ai tifosi in modo serio, corretto, trasparente, senza secondi fini. Insomma, una piccola grande rivoluzione. Poi, ha seminato la sua dottrina, basata su lavoro, esperienza e concentrazione. Sul campo, come qualsiasi novellino, ha spostato cinesini e birilli e sgomitato in tuta e scarpette con la rosa. Ha ridato coraggio e fiducia a Lapadula (capocannoniere della B con 21 reti, 26 in stagione), Nandez e Mancosu. Ha lanciato gli Under Obert, Kourfalidis e Luvumbo. Ha trasformato Dossena, proveniente dalla C, fatto diventare portiere di ottimo livello Radunovic, ridato smalto ad Azzi e aspettato Rog e Pavoletti, autore del gol partita, e campionato!, al quarto minuto di recupero a Bari. Inoltre, ha risistemato la difesa: il reparto ha dimezzato le reti subite in pochi mesi. Ha inventato Makoumbou regista e creato una intercambiabilità proficua tra Lella, Deiola, Di Pardo, Zappa, Altare. In definitiva, un percorso utile da studiare nelle scuole di progettazione, gestione e conduzione sportiva professionistica. D'altronde, senza questo mix non si riesce a vincere i play off, con la doppia finale contro i pugliesi spinti da sessantamila tifosi al san Nicola. Ranieri è stato quel manager pulito e competente indispensabile in un club che ha mostrato più di una lacuna. la serie Aè stata ripresa in dodici mesi. Il passato va tenuto bene a mente. A partire dalla vergognosa retrocessione di Venezia, incapaci di battere i padroni di casa imbottiti di riserve e già retrocessi, con la Salernitana travolta in casa dall'Udinese. Un film horror al termine di un torneo allucinante con Semplici esonerato dopo tre giornate, Mazzarri allontanato a tre turni dalla fine con la chiamata di Agostini, Godin e Caceres fulminati in diretta tv - va tenuto bene a mente. E deve servire da monito per l'immediato futuro.
Adesso, c'è da godersi la festa. il popolo rossoblù merita di godersi a fondo la promozione. Ma il tema chiave, avvertito dai più, riguarda il futuro dell'allenatore. Innanzitutto, c'è da chiedersi quale possa essere la scelta di Ranieri. Il tecnico avrebbe in automatico il prolungamento. Ma su questo fronte è presto per capire se, dopo aver firmato un monumento sportivo ed etico impensabile cinque mesi fa, decida altrimenti. La serie A impone una profonda rivisitazione dell'organico. Il campionato delle migliori venti d'Italia è profondamente diverso dalla B e non solo per introiti, potere e visibilità. Tecnicamente occorre e si rende indispensabile, un restyling corposo e meditato. Quindi, investimenti e competenza. Claudio Ranieri il suo non solo l'ha fatto ma ha lasciato capire cosa significa essere consci dell'insieme delle conoscenze, delle buone pratiche e dei modi necessari nel mondo del pallone, più o meno dorato. Adesso, la palla è nel campo della proprietà. Dita incrociate.
Mario Frongia
Continuità territoriale aerea, l'assessore Moro: "Offerta estiva da record per la Sardegna con 9 milioni e mezzo di posti e oltre 230 voli"
“Vorrei ricordare a quegli esponenti dell’opposizione disfattista che in questi giorni parlano strumentalmente di continuità territoriale e diritto alla mobilità che quest’estate i tre aeroporti dell’Isola possono contare su un’offerta record di nove milioni e mezzo di posti e oltre 230 collegamenti con il resto d’Italia e altri 25 Paesi, e che gli unici interessi tutelati dalla Giunta sono quelli dei sardi”. Così l’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro, replica alle dichiarazioni del deputato del Pd, Silvio Lai, confermando i numeri della stagione estiva degli scali sardi.
“Faccio anche presente che nel minor tempo possibile la Regione ha mantenuto l’impegno di varare un disegno di legge che prevede aiuti fino al 50% ai vettori per l’attivazione di nuove rotte con uno stanziamento di 25 milioni di euro in tre anni. E questo è solo il primo dei tre pilastri su cui si regge il nuovo modello ‘sardo’ di continuità territoriale sarda che è completato dalla continuità con gli oneri di servizio, sulla quale è aperto un confronto con Bruxelles, e dagli aiuti diretti al passeggero per l’abbattimento del costo dei biglietti. E all’onorevole Lai dico che gli interessi forti ai quali fa riferimento sono quelli rappresentati e tutelati da autorevolissimi esponenti del partito del quale l’onorevole Lai fa parte e che puntano alla gestione in regime di monopolio degli aeroporti sardi”, conclude l’esponente della Giunta Solinas.
Contatto- Accendiamo le idee: on line il bando per partecipare alla presentazione dei progetti
E' on line lil bando relativo al progetto "Contatto - Accendiamo le idee -: partito qualche mese fa, permetterà di selezionare i quindici progetti che verranno finanziati con i fondi PON METRO React EU, che saranno utilizzati per attivare servizi innovativi a impatto sociale, in grado di generare valore e migliorare la qualità della vita nei territori di Pirri e Sant’Elia.
Il finanziamento a fondo perduto, di importo compreso tra i 20.000 e i 60.000 euro, rientra nei progetti del POC_CA_IV_3.1.1.a “ Sostegno all’attivazione di nuovi servizi in aree degradate – Pirri e Sant’Elia” e POC_CA_IV_3.1.1.b “Contributi per l’attivazione di nuovi servizi in aree degradate – Pirri e Sant’Elia”, previsti dal Comune di Cagliari.
L’avviso è stato preceduto nei mesi scorsi da una prima fase di attività di animazione territoriale, progettazione partecipata, attivazione di presidi territoriali e co-design di nuovi servizi e progetti di innovazione sociale. In questa seconda fase, il Comune intende individuare idee-progetto meritevoli di accompagnamento e sostegno che verranno finanziate tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto e accompagnate nella realizzazione. L’accompagnamento sarà finalizzato ad aumentare il tasso di conoscenze e competenze in materia di gestione e sviluppo di impresa sociale dei soggetti impegnati nella realizzazione, di rendicontazione dei progetti e servirà ad indirizzare i progetti verso soluzioni efficienti, efficaci e sostenibili nel tempo (terza fase del progetto).
L’avviso – che scade il 30 giugno 2023 alle ore 18:00 - è rivolto a soggetti no-profit del Terzo Settore già costituiti o gruppi informali di cittadini, in forma singola o in partnership costituite o da costituire.
Tutti gli interessati potranno richiedere informazioni e chiarimenti entro le 12:00 del 25 giugno 2023 a innovazionesociale@comune.
Il progetto pilota di digitalizzazione per gli over 60 Social Digì fa tappa a Vallermosa
“La Regione Sardegna si impegna costantemente a favorire la piena inclusione di tutti i sardi nel processo di transizione digitale avviato dal Governo e finanziato attraverso i fondi del PNRR. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini. Dopo Villaspeciosa, Decimoputzu e Siliqua, il progetto SocialDigì prende il via a Vallermosa, con l’importante supporto dell’Unione dei Comuni Onte Idda e Fanaris e con l’obiettivo di portare la digitalizzazione a disposizione di tutti”. Lo afferma l’Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione, Andreina Farris, commentando la nuova tappa, a Vallermosa, del progetto SocialDigì, il format messo a punto dalla Direzione Generale Innovazione Sicurezza IT indirizzato all’utilizzo degli strumenti digitali per l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di favorire il processo di transizione digitale.
Già attuato con piena partecipazione a Villaspeciosa, Decimoputzu e Siliqua, il progetto SocialDigì permette ai partecipanti di prendere dimestichezza, attraverso lezioni ed esercizi pratici organizzati in un percorso di venti ore, con i linguaggi, le operazioni e le modalità di accesso alla rete in piena sicurezza. Gli allievi - circa sessanta per Comune, suddivisi in quattro classi – imparano a scaricare documenti, creare e gestire una casella di posta elettronica e un profilo FaceBook, compilare form di iscrizione, scaricare analisi cliniche, attivare lo Spid (Sistema Pubblico d’Identità Digitale), la Cns (Carta Nazionale dei Servizi) e la Cie (Carta d’Identità Elettronica), ed effettuare pagamenti online alla Pago PA.
Oltre alla sicurezza informatica, particolare attenzione è dedicata al linguaggio iconografico che caratterizza i servizi offerti e agli elementi identitari del vissuto dei partecipanti: gli strumenti per il tutoraggio sono infatti realizzati in italiano e in sardo, incrociando le loro conoscenze, la loro esperienza e saggezza, con le esigenze dei processi avviati con la Transizione digitale.
“Non dimentichiamo – conclude l’assessore Farris – che la prima mail e il primo giornale online sono partiti proprio dalla Sardegna. Ringrazio il sindaco di Vallermosa, Francesco Spiga, per quanto fatto e per quello che concretamente sta facendo, Questo progetto è fortemente voluto dal Presidente Solinas perché il futuro è nella digitalizzazione”
Regata nazionale Nacra 15 al Windsurfing Club Cagliari da venerdì 9 all’11 giugno
Due giorni di trainig, uno di practice per testare il campo dei regata e poi finalmente, venerdì 9 giugno alle 12:30 la prima partenza dei Nacra 15, i multiscafi propedeutici alla classe olimpica dei 17 piedi, impegnati a Cagliari fino a domenica 12 nella regata nazionale organizzata dal Windsurfing Club, tappa del circuito della European super-series.
Per gli equipaggi attesi allo start un massimo di 12 prove che si annunciano in condizioni meteo piuttosto variabili. Tra i partecipanti, tutti sotto i 19 anni, i cagliaritani Alessandro e Carolina Vargiu, incoronati a Viareggio campioni italiani giovanili 2022 (passati di recente dal Wcc al Ycc) e Leonardo Vascellari con Eleonora Bandel (Wcc), entrambi provenienti dalla classe Dragoon dove hanno vinto l’oro ai campionati italiani ed europei; Benedetta Ghiani, con Gigi Zonca a prua (Ycc), che hanno conquistato un argento al mondiale 2022, nella categoria under 16, con i compagni di circolo Lorenzo Sirena e Alice Dessì; Matteo Porru e Chiara Cavagnoli, che potrebbero dare il meglio di sé in condizioni di vento sostenuto e Luna Castriotta e Filippo Sollai entrambi dello Wcc. Assente la nostrana Sofia Gorgerino così come, per problemi a un ginocchio, Manfredi Marioni, (Centro Velico 3v di Roma) attualmente primo nella ranking list. Tra gli atleti del circolo Svagamente di Pescara, si segnala la presenza di Enrica Morelli con Stefano Troiano, argento ai giovanili. Dopo il passaggio di consegne tra gli atleti del lago di Garda, arriva a Cagliari l’equipaggio Leonardo Vadagnini con Vedovelli a prua, del circolo Acquafresca.
Saranno premiati i primi tre equipaggi assoluti, il primo equipaggio U19, U16 e il primo equipaggio esordiente.
La nazionale, quarta tappa dopo Anzio, Follonica e Pescara, precede i campionati europei 2023 che si disputeranno a Knokke-Duinbergen in Belgio a fine luglio e il campionato giovanile doppi Fiv, che assegnerà il titolo italiano sul lago di Garda, ai primi di settembre.
Donne al Timone, percorsi di empowerment in barca a vela per donne in contesti di fragilità. Un’iniziativa dell’Asd Arcipelaghi
La vela è uno sport d'avventura che con naturalezza esce dalla quotidianità e permette di creare contesti perfetti per lavorare con le emozioni. Da questa constatazione nasce “Donne al Timone”, progetto della Asd Arcipelaghi presieduta da Giulia Clarkson, rivolto a donne che hanno attraversato contesti di violenza e fragilità, e costruisce intorno a loro una dimensione ideale, sul mare e lontano dai traumi, in cui sperimentare l’assunzione del comando, la leadership e l’empowerment, la fiducia e la condivisione della responsabilità.
“Così come timonare una barca, prendere in mano il timone della propria vita è un atto di coraggio che forgia l’autostima, la determinazione e l’assunzione di responsabilità” spiega Giulia Clarkson, ideatrice del progetto. “Donne al Timone crea il contesto per l’immersione in un percorso di consapevolezza e riappropriazione del valore di sé, aiutando le partecipanti a prendere per mano il proprio destino e compiere scelte significative sulla rotta da intraprendere.”
Al progetto partecipa la Fondazione Domus de Luna, che ha individuato le partecipanti e la psicologa, Cabiria Cacciatore, che ne seguirà il percorso. “Mettendo al centro le fragilità di chi vive ai margini, rendendo protagoniste donne vulnerabili che hanno vissuto storie di grande difficoltà, spesso nell’indifferenza di molti, lontano dai traumi e in un ambiente protetto e molto diverso dal quotidiano - interviene Ugo Bressanello - si sperimenta la fiducia reciproca e la condivisione della responsabilità. Donne che hanno tante ragioni per non guardare al prossimo con speranza e ottimismo hanno addirittura la possibilità di assumere il comando, prendere il timone e indicare la rotta per sé e per chi ci è vicino, persone a cui si vuole bene e che si fidano di noi. E anche noi, piano piano, iniziamo a fidarci di loro”.
Donne al Timone prevede un primo approccio per familiarizzare con la barca e la navigazione e poi uscite giornaliere per mare, con partenza dal porto di Cagliari e/o Capitana. La navigazione sarà accompagnata da indicazioni sulla sicurezza, la vita di bordo, le manovre e la conduzione. A bordo ciascuna donna, a turno, si cimenterà in attività e nei ruoli legati alla navigazione, compreso timonare e dettare alle altre i tempi delle manovre. Si vivranno situazioni tipiche della vela che richiedono valutazione, assunzione di responsabilità, decisione, lavoro autonomo e di squadra, comunicazione, resilienza e autocontrollo e ciò permetterà a ognuna di sperimentare, sotto la guida della psicologa, abilità e capacità comportamentali utili a comporre il proprio percorso di libertà e il proprio progetto di vita.
Per ampliare la portata dell’esperienza, il percorso sarà poi oggetto di una narrazione, che verrà diffusa attraverso la forma del podcast e verrà messa a disposizione sulle apposite piattaforme via radio. Dopo l’estate, saranno inoltre organizzati eventi pubblici di sensibilizzazione in cui presentare i risultati e trattare problemi connessi alle discriminazioni di genere. Ulteriori e preziosi apporti saranno forniti da Fondazione Territorio Italia, che ha già collaborato con le case protette per progetti nell'alta formazione e nella creatività, come Design della rinascita tramite i green jobs; dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dall’associazione Generazione Mare che, grazie alla presenza di competenze specifiche al loro interno, sosterranno azioni tese ad amplificare e replicare il progetto sul territorio nazionale.
“Anche in Donne al Timone l’innovazione è la parola chiave intesa nel suo significato più intimo di creazione del nuovo che inizia con il guardare con occhi nuovi ciò che viene svalorizzato, mortificato, disconosciuto e scartato” afferma Daniela Ducato, di FTI e Generazione Mare. “Ribaltare gli scarti in bellezza, restituendogli vita, luce e valore inaspettato aiuta a ritrovare dentro di sé quella stessa visione. Si allenano così autostima e talenti, perché anche il proprio territorio ferito e maltrattato possa rinascere. La barca a vela sarà anche lab di innovazione dove si imparerà anche l’impensabile: ad esempio coltivare cibo di eccellenza come i superfood e altre innovazioni in ambito di salute e benessere che verranno trasferite anche all’esterno per diffondere a 360° la sostenibilità che inizia sempre dal curare e nutrire il primo ambiente, il più importante, quello dentro di noi”.
Donne al timone è sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, dall’Ufficio della Consigliera di parità della Città Metropolitana, dall’assessorato della Cultura del Comune di Cagliari e dal Rotary Club Cagliari Sud, che mette a disposizione le barche a vela.
“Il contrasto a stereotipi, discriminazioni, molestie e violenza di genere rientra tra le missioni della Consigliera di Parità. Azioni innovative come il progetto Donne al Timone consentono di intervenire efficacemente sulle criticità, sviluppando l'autostima e l'autodeterminazione delle donne”, dichiara la Consigliera di parità della Città Metropolitana Susanna Pisano.
Per l’assessora comunale Maria Dolores Picciau, “identificare la cultura come strumento terapeutico e di costruzione di una comunità sensibile alle fragilità è un obiettivo importante di questa amministrazione che lo coniuga nelle attività quotidiane, nelle strutture culturali istituzionali (musei, biblioteche, archivi) e nel sostegno delle attività culturali associative di cui supporta volentieri il compito di essere innovative e propositive, nell’assolvere un ruolo sociale di prossimità e di integrazione così rilevante per il benessere della comunità.”
“Il Club Rotary Cagliari Sud è particolarmente sensibile alle esigenze di persone con fragilità, a cui già destina il ricavato di regate veliche quali la Rotary Cup e che supporta con progetti sempre legati al mondo della vela perché siamo convinti del valore terapeutico e formativo del mare”, aggiunge la presidente Daniela Carta. “Per questo siamo particolarmente felici di mettere a disposizione del progetto Donne al Timone alcune imbarcazioni private certi che, per le donne che saliranno a bordo, saranno luoghi di benessere e restituzione.”
Trasporti via mare e logistica, gli specialisti dell’Università di Cagliari a Barcellona
Il futuro dei porti sardi, e quindi dell'economia regionale, passa anche per la formazione e l’efficientamento delle strutture. Una tematica che, anche grazie all'esperienza scientifica e di ricerca degli specialisti del team del Dicaar guidato da Gianfranco Fancello, è asset strategico e fondamentale del progetto TechLog. Il progetto associa visione, strategia e obiettivi condivisi con i partner provenienti da Egitto, Spagna, Libano e Tunisia. Un gol proficuo. Per la Sardegna, innanzi tutto. Ma, a cascata, per l'insieme dei protagonisti della filiera volta a migliorare la globalità e la funzionalità dei mercati via mare con particolare riferimento alle aree mediterranee. Un concetto ad ampio respiro che scomoda sviluppo economico, innovazione, traffici commerciali, occupazione e rapporti internazionali forieri di ulteriori prospettive.
Techlog, oltre alle accademie e agli atenei, coinvolge anche Camere di commercio e centri di ricerca. Un insieme di soggetti che discute, studia, approfondisce e propone strade adeguate allo sviluppo dei vari comparti coinvolti. Comparti e professionalità che hanno trovato una delle vetrine più prestigiose d'Europa, il Sil di Barcellona. Da martedi 6 a domani gli ingegneri trasportisti dell’Università di Cagliari hanno preso parte alla 25esima edizione del Salón internacional de la logística (Sil) in corso a Barcellona. La manifestazione è la più importante e accreditata in Europa e tra le principali al mondo del settore trasporti, logistica, addestramento operatori ed efficientamento comunità portuali. All’evento, in qualità di capofila scientifico, il Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità dell’ateneo) è stato coordinato dai docenti Gianfranco Fancello (responsabile scientifico) e Patrizia Serra (coordinatrice tecnica). Sul traguardo, poche storie. La cooperazione nei porti del Mediterraneo è la cornice di TechLog (Technological transfer for logistics innovation in Mediterranean area). Con nove partner, l'Università di Cagliari Unica-Cirem (Lead beneficiary) guida Camera di commercio, industria artigianato e agricoltura Maremma e Tirreno, Arab Academy for Science, Technology & Maritime Transport (EG), Escola Europea di Trasporto Intermodale, Aeie (SP), The Confederation of European Egyptian Business Associations (EG), Chamber of Commerce, Industry and Agriculture of Beirut & Mount Lebanon (LB), Federation of Egyptian Chambers of Commerce - Alexandria Chamber (EG), Chambre de Commerce et d’Industrie de Sfax (TUN) e Université de Sfax (TUN). Con un budget di 3.5 milioni di euro, di cui 3.1 milioni come contributo dell'Unione Europea e 0.4 milioni da co-finanziamento, TechLog rientra nei progetti strategici del programma di cooperazione europeo Eni Cbc Med “Mediterranean Sea Basin Programme” 2014-2020, principale iniziativa di cooperazione transfrontaliera dell’Unione Europea. Il progetto dura 30 mesi, è partito il 6 luglio 2021 e si chiude a Cagliari il 5 gennaio del prossimo anno. “È il secondo progetto finanziato da Eni Cbc Med che ha per capofila la nostra Università, ed è il primo come progetto strategico. Con un approccio Open innovation, realizziamo un laboratorio permanente transfrontaliero che facilita lo sviluppo di iniziative di trasferimento tecnologico tra accademie e imprese nella formazione avanzata per il personale delle comunità portuali e dell’autotrasporto.
TechLog - spiega il professor Fancello - sviluppa programmi di formazione innovativi nel campo della logistica basati sull'uso di simulatori di guida avanzati per la guida ecologica, la guida sicura e l’efficientamento delle prestazioni degli operatori”. Gli scenari vanno dall'Innovazione alla sostenibilità ambientale e formazione avanzata. “TechLog implementa azioni per potenziare la capacità delle istituzioni pubbliche di gestire i processi di innovazione nei settori portuale e dell’autotrasporto. E realizza un percorso di capacity building teso a uno standard condiviso per l’area del Mediterraneo nella formazione avanzata e certificata per il personale dei trasporti e dei porti che possa rafforzarne l'efficienza operativa e la competitività” aggiunge Gianfranco Fancello. “Grazie a TechLog gli operatori e le istituzioni che operano in questi settori avranno un riferimento per co-progettare e promuovere iniziative di trasferimento tecnologico basate su simulatori di guida avanzati volte a migliorare le prestazioni, la competitività e la sostenibilità del settore portuale e dell’autotrasporto in ambito euro-mediterraneo” rimarca la professoressa Serra. Tra i beneficiari del progetto, enti di trasporto, autorità portuali, terminalisti, centri di ricerca e formazione nella simulazione avanzata per trasporti e logistica, aziende di trasporto e operatori portuali. Al Sil di Barcellona 2023 si svolgono anche il 39º Congresso Alacat, la 18ª European Conference & European Research Seminar del Cscmp, la 19ª MedaLogistics Week e la 26ª edizione di Eurolog.
Mario Frongia
Ambiente, assessore Porcu: "Oltre 1,5 milioni di euro ai comuni costieri per il sistema di salvamento a mare nella stagione balneare estiva’
“Alla Regione è affidata la disciplina dell'organizzazione dei sistemi di protezione civile nei rispettivi territori, compresa la sicurezza nella fruibilità degli arenili e delle acque prospicienti, perciò ogni anno vengono destinate le risorse, a favore dei Comuni costieri, per la predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione del rischio balneare”. Lo ha detto l'assessore regionale della Difesa dell'ambiente, Marco Porcu, delegato in materia di protezione civile, dopo l’approvazione della delibera che ha programmato le risorse trasferite dallo Stato alla Regione (406.211 euro) e quelle ulteriori regionali (1 milione 100mila euro), per un importo totale di 1.506.211 euro, destinate alle attività di salvamento a mare per la stagione balneare 2023.
“In attesa dell'approvazione del ‘Piano regionale di protezione civile multirischio’, importante strumento di pianificazione specifico per ciascun Comune costiero, che consente di valutare il rischio connesso alla balneazione, ci siamo dotati dei criteri per la ripartizione dei fondi disponibili, in modo da incentivare l'istituzione di adeguati presidi balneari sui litorali dell’Isola”, ha aggiunto l’assessore Porcu.
“Per l’assegnazione dei contributi si tiene conto dello sviluppo lineare degli arenili fruibili alla balneazione, valutato al netto dei tratti di spiaggia con stabilimenti balneari, del numero di interventi di salvamento a mare (banca dati degli ultimi dieci anni delle Capitanerie di Porto della Sardegna), della vigenza del ‘Piano di utilizzo dei litorali’, comunale o intercomunale, e del numero delle postazioni di salvamento”, ha concluso l’Assessore dell’Ambiente.
Ambiente, assessore Porcu: "Tre milioni di euro ai comuni per valorizzazione, gestione e manutenzione dei parchi urbani"
“I ‘parchi urbani’ sono aree verdi pubbliche di almeno 5.000 mq, situate all'interno di una città o nelle sue immediate vicinanze, per fornire uno spazio ricreativo a contatto con la natura. La Regione vuole supportare i Comuni nella gestione e nella manutenzione di questi spazi verdi con l’obiettivo di avviare un processo di valorizzazione”. Lo ha detto l'assessore regionale della Difesa dell'ambiente, Marco Porcu, dopo l’approvazione della delibera che stanzia 3 milioni di euro nel triennio 2023-2025 come contributo ai Comuni.
“Gli effetti positivi si riflettono sul clima, sulla qualità dell’aria, sui livelli di rumore e sulla stabilità del suolo – ha aggiunto l’assessore Porcu – Gli spazi verdi fungono da ‘climatizzatore naturale’, stemperando gli eccessi termici dell’ambiente urbano. L'abbassamento della temperatura nei periodi estivi ha un impatto positivo indiretto su consumi energetici, qualità dell’aria e surriscaldamento globale. La vegetazione può contribuire anche alla riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico e attenua l’inquinamento acustico. Non sono da trascurare gli effetti positivi sulla stabilità del suolo: le chiome degli alberi e la vegetazione arbustiva intercettano la pioggia, favorendo l’infiltrazione dell’acqua nelle superfici permeabili sottostanti e rallentandone il deflusso verso le reti di smaltimento. Inoltre, i ‘parchi urbani’, grazie alla presenza di una flora ricca e varia, possono rappresentare habitat idonei per numerose specie animali, concorrendo alla conservazione della biodiversità”.
“Dal punto di vista socio-economico, una città verde, oltre ad apparire esteticamente più apprezzabile e appetibile a livello turistico, è in grado di incontrare i fabbisogni ricreativi, di relazione sociale, crescita culturale e di salute dei propri abitanti. Vogliamo valorizzare gli aspetti legati alle molteplici funzioni che il verde può svolgere con importanti benefici per l’ambiente e, conseguentemente, per la comunità”, ha concluso l’Assessore dell’Ambiente.
Le risorse sono ripartite tra i Comuni con meno di 20.000 abitanti (1 milione 600mila euro per 40 beneficiari da 40mila euro ciascuno) e quelli sopra i 20.000 abitanti (1 milione 400mila euro per 10 beneficiari da 140mila euro ciascuno) e gli interventi possono essere di mitigazione degli impatti; di miglioramento della biodiversità; di gestione razionale delle risorse; sulla fruibilità del parco; altre azioni finalizzate al miglioramento della connettività ecologica ed alla sicurezza.
Nuraghi, l'assessore Salaris: “Regione impegnata nella valorizzazione e accessibilità dei siti"
La Regione è protagonista nel processo di valorizzazione dell’antica civiltà nuragica, testimoniata dalla presenza di circa 7mila nuraghi, con l’obiettivo di sostenere concretamente i Comuni e rendere accessibili e fruibili i siti sparsi in tutto il territorio regionale.
“Gli Enti locali sono al centro di una rivoluzione culturale che la Regione sostiene con decisione perché non c’è comune in Sardegna che non annoveri nel proprio territorio un nuraghe e questo è un elemento importantissimo”, ha spiegato l’Assessore degli Enti locali, Aldo Salaris, nel corso del convegno “Sardegna Isola dei nuraghi. Sviluppo territoriale partecipato”, promosso dall’Associazione ‘La Sardegna verso l’Unesco’ in collaborazione con l’Anci.
L’Assessore Salaris che ha ricordato le risorse stanziate con l’ultima Finanziaria per la valorizzazione, accessibilità e piena fruizione dei siti nuragici sardi, pari a circa 35 milioni di euro. “La valorizzazione del patrimonio nuragico sardo – ha proseguito l’esponente della Giunta Solinas - rappresenta per la Sardegna la migliore occasione per sostenere nuove forme di sviluppo sostenibile. In questo contesto i Comuni e gli Enti locali in genere saranno i più importanti protagonisti di questo processo che – ha evidenziato l’Assessore - auspichiamo avrà ricadute importanti non solo in termini di tutela dell’ambiente e di valorizzazione dei territori ma anche in termini di ricadute occupazionali. La Regione, sostenendo finanziariamente il progetto di valorizzazione dei siti, ha intravisto in questo piano di sviluppo la chiave per creare nuove opportunità in favore della Sardegna e dei sardi”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas
