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Il presidente Solinas incontra gli allievi del corso agenti forestali
Siete i futuri custodi del nostro immenso patrimonio ambientale e naturale: la Sardegna guarda a voi con grande fiducia.
Così il Presidente della Regione, Christian Solinas, si è rivolto agli allievi del Corso Agenti Forestali della Sardegna, incontrandoli insieme al Comandante, Generale Fabio Migliorati, prima nel centro operativo di Pula, per la celebrazione della Messa Pasquale, poi nell'edificio di Sardegna Ricerche che ospita il Corso.
Guardo a voi con particolare simpatia e con grande speranza, ha detto il Presidente, perchè siete i giovani ed entusiasti protagonisti del primo concorso che finalmente, dopo 18 anni, la Regione ha bandito per riprendere ad assumere agenti del suo Corpo Forestale, che e’ davvero un fiore all’occhiello, un orgoglio della Regione Sarda.
Proprio per questa ragione ho fortemente voluto che questo Corpo diventasse una Direzione Generale in capo alla Presidenza, e ho realizzato questo mio intendimento nel 2021, dando compimento ad un auspicio del Corpo stesso, atteso da decenni, come doveroso riconoscimento al valore e all’importanza del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale, che ha ormai assunto un ruolo decisivo in vari campi di azione strategici, al servizio dei Sardi e dell’ambiente.
Nei decenni intercorsi dalla sua istituzione, avvenuta con la Legge regionale n. 26 del 5 novembre del 1985, il Corpo Forestale Sardo ha ampliato notevolmente le proprie competenze, inizialmente indirizzate alla vigilanza su caccia, pesca, pascolo. Oggi, abbraccia tutti i problemi ambientali, l’urbanistica, il paesaggio, i beni demaniali e quelli della salute pubblica, investendo, dunque, le competenze di vari assessorati. È una struttura multidisciplinare diffusa su tutto il territorio regionale, che opera attraverso 7 servizi territoriali, 82 stazioni forestali, 10 basi navali.
La fase che oggi state vivendo, ha detto ancora il Presidente Solinas, e’ quella della fondamentale formazione che fara’ di voi non solo dei pubblici ufficiali, non solo degli agenti di pubblica sicurezza, ma i veri tutori e difensori dell’ambiente, della natura, della salute pubblica, dei beni archeologici che fanno della nostra terra uno scrigno di bellezza e di pregio unico al mondo che deve essere difeso dal degrado, dall’inquinamento, dall’abusivismo, da ogni azione umana che lo mette in pericolo.
Tutti i Sardi guardano con fiducia al Corpo Forestale, ha concluso il Presidente.
La Regione investe e continuerà ad investire per l’efficienza del Corpo, così come per il potenziamento degli organici.
Vinitaly, successo per la Sardegna
“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti quest'anno, abbiamo rilevato una grande affluenza in tutti gli stand ed un altissimo gradimento da parte dei nostri produttori. Le mie considerazioni sono molto positive, lavoreremo per il prossimo Vinitaly affinché possa essere sempre di più una vetrina per le nostre eccellenze”. Lo afferma l’assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta, impegnata in questi giorni al Vinitaly di Verona nelle attività di promozione del settore vitivinicolo isolano.
Oltre alle 72 cantine iscritte alla manifestazione, altre 38 aziende del settore sono presenti agli eventi correlati, per un totale di 110 piccole e medie imprese del vino e dei prodotti tipici sardi: un numero in crescita edizione dopo edizione, a testimoniare la florida realtà del patrimonio sardo.
Il distretto rurale Barbagia investe sui suoi giovani con il progetto ST.OR.I.E e percorsi di apprendimento innovativi
Arriva in Barbagia un nuovo progetto europeo pensato e studiato per i giovani, in particolare per i Neet, ossia i ragazzi che non studiano, non lavorano, non cercano una occupazione ma che vogliono però aprirsi alla conoscenza tramite l’esperienza all’estero, perfezionare la lingua, sperimentare nuovi percorsi di apprendimento.
St.Or.I.E acronimo di Strategy Organization Implementation Empowerment, nasce grazie alla collaborazione tra il Distretto Rurale della Barbagia, L&P e Liceul Ioan Slavici, un istituto formativo della Romania. Il progetto finanziato all’interno del Programma Erasmus +, si svolgerà sia nel territorio dell’Unione Comuni Barbagia (Tiana, Sarule, Ovodda, Oniferi, Ollolai, Olzai, Gavoi, Lodine) e in Romania, a Timisoara e nelle sue aree rurali. Ha una durata di 18 mesi e coinvolgerà 10 giovani tra i 16 e i 21 anni. Sarà lo strumento con il quale costruire non solo uno scambio di esperienze con giovani romeni ma lascerà agli stessi giovani e ai due territori un bagaglio culturale fatto di capacità digitale e linguistica utile per facilitare altre tipologie esperienziali o lavorative future. Il territorio della Barbagia di Ollolai avvia quindi il terzo progetto in collaborazione con L&P, e dopo i progetti Demetra (Dare e Monitorare Ettari di Terra Realizzando Agricoltura) realizzato nell’orto botanico del Comune di Ollolai e Mitra (Mischiare Tradizioni) che ha portato il Distretto Rurale a un confronto e crescita reciproca con alcune cooperative agricole femminili del Libano, il progetto St.Or.I.E, permette al Distretto Barbagia di rivolgere la propria attenzione verso i giovani neet e il loro grande potenziale all’interno del territorio. “Perché per quanto i territori della Sardegna centrale possano essere considerati svantaggiati – spiega Efisio Arbau, presidente del Distretto Rurale Barbagia -, è necessario considerare che vi abitano persone che credono fermamente nelle sue potenzialità. Dato questo dimostrato da 150 aziende che, unica realtà attiva in Sardegna, si sono unite nella Fondazione Distretto Agroalimentare della Barbagia. Queste aziende credono nel potenziale dei propri giovani, e su di essi vogliono investire. La formazione, anche per il tramite di metodologie alternative, può essere il mezzo per fare di questi giovani non solo i protagonisti ciascuno del proprio futuro, ma protagonisti del futuro del loro territorio”. È con questa visione ampia e di prospettiva che è stato studiato il progetto che conta al suo interno della possibilità di vivere una esperienza formativa nuova: la realizzazione di alcuni edu larp, ossia degli educational live action role-playing. Dei giochi di ruolo interamente pensati dai ragazzi, che verteranno su situazioni o tematiche dei due territori. “Giochi di ruolo, da costruire tramite il perfezionamento della lingua – spiega Gabriella Longu dello Studio L&P - lo studio dei luoghi, della storia locale, della economia e delle sue articolazioni. Non sappiamo cosa vorranno sperimentare i dieci giovani che saranno selezionati in Barbagia ma siamo sicuri che questo percorso darà loro spunti importanti sui quali lavorare per il loro futuro”. I laboratori con i giovani e i momenti formativi si realizzeranno a Sarule, presso Polo culturale Don Piu e a breve verrà dato l’avviso per la selezione dei ragazzi. Info su http://www.
L'agnello si conferma il re della tavola di Pasqua
Si conferma l’agnello il Re della tavola a Pasqua. Lo dice il Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna IGP (Contas) che certifica circa l’85 per cento degli agnelli allevati dai pastori sardi.
A confermarlo la presenza dell’agnello nel 90 per cento dei punti vendita, dove hanno quasi tutti il marchio IGP. “Questo dato ci dice che i cittadini per Pasqua vogliono portare a tavola l’agnello e lo vogliono sardo, garantito e sicuro” spiega il direttore del Contas Alessandro Mazzette impegnato a coordinare la vigilanza capillare che si sta effettuando per garantire e assicurare, allevatori e consumatori, sul rispetto dell’origine, delle modalità di allevamento e le caratteristiche organolettiche, fino al confezionamento. Il marchio IGP, infatti, identifica e certifica il prodotto e garantisce che tutte le caratteristiche del disciplinare siano state rispettate.
Un ulteriore garanzia arriva anche dalla nuova forma di identificazione degli agnelli sulla Banca Dati Nazionale (BDN), di fatto un nuovo strumento che permette l’identificazione informatizzata dei capi, con esatta rintracciabilità dell’allevamento di provenienza degli agnelli di Sardegna IGP e del percorso dal produttore al consumatore. L'agnello sardo si conferma dunque il simbolo della Pasqua: lo cucineranno nella maggior parte delle famiglie sarde e in molte di quelle del resto dello Stivale. A differenza del Natale, infatti, quando nelle altre regioni italiane, per tradizione, si consumano altri secondi, a Pasqua l'agnello è il re incontrastato della tavola. Per Natale si macella la maggior quantità di agnelli di Sardegna IGP, oltre il 40 per cento della produzione.
Molti di questi sono destinati all’esportazione. Per Pasqua, invece, se ne lavora il 25%, ma la quasi totalità è consumata in Italia. A farla da padrone quest’anno sono le regioni del centro nord Italia, dove si venderà il 45% del prodotto. La qualità dell’agnello tra l’altro quest’anno è anche più alta rispetto agli anni scorsi grazie al clima mite che ha favorito la crescita nei pascoli delle essenze primaverili. Le quantità, invece, viste anche le tendenze all’acquisto, si prevedono non sufficienti a soddisfare tutta la domanda e pertanto dal CONTAS si invitano i consumatori ad affrettarsi nell’acquisto. “È la conferma che i cittadini vogliono portare a tavola il cibo naturale e locale, sicuro e garantito – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu -. Prodotti, come l’agnello, che oltre ad essere sani e buoni, hanno una forte identità e legame con il territorio e la tradizione a differenza di quello sintetico, creato in laboratorio con cellule staminali in provetta, rifiutato da 7 italiani su 10 e adesso, grazie al disegno di legge approvato martedì scorso dal Consiglio dei Ministri, non potrà essere prodotto e commercializzato in Italia”.
Utilizzo dell'area di spettacolo da allestire nella Fiera di Cagliari
Per l'utilizzo dell'area di spettacolo da allestire nel piazzale della Fiera di Cagliari di viale Diaz per il periodo tra maggio e settembre 2023, il Comune ha pubblicato un avviso esplorativo. Tutti gli operatori culturali interessati dovranno manifestare il proprio interesse via pec all'indirizzo di posta elettronica certificata protocollogenerale@comune.
Lingua sarda: avviato iter per la costituzione di un catalogo laboratori didattici extracurriculari destinati agli studenti delle scuole di ogni ordine egrado
E’ stato aperto l’avviso per la costituzione di un catalogo di laboratori didattici extracurriculari nelle lingue minoritarie sardo e catalano di Alghero e nelle varietà alloglotte sassarese, gallurese e tabarchino, per gli anni scolastici 2023-2024 e 2024-2025. Lo ha annunciato l’assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura, Andrea Biancareddu. L’avviso pubblico scadrà il prossimo 2 Maggio.
“L’obiettivo principale, ha detto Biancareddu, è quello di valorizzare tutte le lingue parlate in Sardegna, utilizzandole in laboratori didattici extracurriculari destinati in primis agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, ma anche ai loro familiari.”
Possono partecipare all’avviso Associazioni e Imprese che abbiano le competenze per progettare e realizzare attività coerenti con la realizzazione di un catalogo Laboratori Didattici Extracurriculari. Condizione essenziale è quella che si dotino di una coppia di operatori in possesso della certificazione della conoscenza orale della lingua sarda come rilasciata dalla Regione, secondo l’avviso NARA-MI. I progetti ritenuti ammissibili da una Commissione di valutazione, saranno inseriti in un catalogo per essere poi selezionati dagli Istituti scolastici che risultassero beneficiari di contributi per laboratori extracurricolari nelle lingue di Sardegna, chiamati FRAILES.
L’Assessore Biancareddu inoltre sottolinea che le novità di quest’anno riguardano principalmente gli ambiti tematici dei laboratori che diventano, Area artistica e di manualità creativa, Area educazione civica, salute e sicurezza, Area identità territoriale, tradizioni e cultura, Area scientifica e tecnologica e Area attività teatrali, cinematografiche e musicali. Gli operatori potranno svolgere i laboratori in tutti gli ambiti territoriali delle Province sarde. Novità anche per la presentazione dei progetti. Si possono presentare domande per un massimo di due progetti di laboratorio, ciascuno realizzabile massimo due volte in un anno (per un totale di massimo 4 laboratori all’anno da realizzare presso lo stesso Istituto scolastico o presso Istituti diversi). Questo garantirà la costituzione di un catalogo più ricco e variegato che avrà valenza biennale e potrà essere comunque aggiornato all'inizio del secondo anno scolastico
Inaugurata ieri mattina sul prato della basilica papale di Assisi l'installazione scultorea di Giuseppe Carta
E’ stata inaugurata ieri mattina ad Assisi, sul prato antistante alla Basilica papale di San Francesco, l’installazione scultorea dell’artista Giuseppe Carta composta di 140 olive di bronzo che rappresentano un fortissimo e simbolico invito alla pace e un omaggio ai valori francescani e alla città serafica, proprio in coincidenza della Domenica delle Palme. Alla cerimonia erano presenti con l’artista il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, l’assessore al Turismo Fabrizio Leggio e il custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni.
Proietti ha ringraziato Padre Marco Moroni, custode del Sacro Convento “luogo patrimonio dell’umanità, per aver voluto ospitare un’installazione artistica in vista della Pasqua”, e il Maestro Giuseppe Carta “che ha creduto fortemente in questo messaggio artistico di pace, di speranza, di custodia del Creato lanciato attraverso l’olivo, dono della natura. Da questo luogo santo vogliamo dire pace, pace, pace a tutti gli uomini. Ci auguriamo che la speranza si faccia concreta come le opere di Giuseppe Carta che parlano a tutti”.
L’opera si intitola “Germinazione della Pace” ed è stata non a caso collocata in uno dei luoghi simbolo di Assisi e del francescanesimo, grazie alla collaborazione tra Comune e Sacro Convento: “Era un sogno che inseguivo da anni – ha spiegato Giuseppe Carta – L’ho chiamata Germinazione della Pace, ed è nata proprio per essere installata qui. Era il mio sogno, ma mi dicevano che era impossibile: Padre Marco Moroni ha invece detto che avrei potuto realizzarla su questo prato e questo mi ha riempito il cuore di gioia. Ringrazio il sindaco Proietti, l’assessore Leggio e Padre Marco Moroni”. L'artista ha altresì ringraziato Cesare Carloni del quale ha apprezzato l'importante supporto al progetto.
Il custode del Sacro Convento, Padre Marco Moroni, ha sottolineato che “è molto bello che questa inaugurazione avvenga durante la Domenica delle Palme, proprio nel giorno in cui facciamo memoria di Gesù che si è donato a tutti noi. Ringrazio tutti per aver ipotizzato che si potesse fare e avere ottenuto di fare tutto questo in questo luogo”.
“San Francesco – ha proseguito il frate - compose il Cantico delle Creature alla fine della sua vita. Se lo immaginiamo mentre intonava questo cantico in mezzo alle campagne di Assisi, ci viene da pensare che ricordasse il ramoscello d’ulivo, che rappresenta la benedizione di Dio per l’umanità. Certamente ricordava anche il canto del salmo in cui l’autore si considera come un ulivo verdeggiante, e i rami di ulivo e le palme che agitava il popolo per l’entrata di Gesù a Gerusalemme. Ma il suo cuore sobbalzava al ricordo del pianto di Gesù nell’agonia nell’Orto degli ulivi. Pensava alle olive spremute al tornio per farne buon olio, gustoso e terapeutico, simbolo dell’azione dello Spirito nella carne e nei cuori. E non poteva non pensare a come Gesù sarebbe stato spremuto, come le olive, nella sua Passione. Davanti alla tomba di Francesco arde una lampada alimentata con olio che ci ricorda che ogni germinazione della pace passa attraverso una spremitura a cui tante volte ognuno di noi è sottoposto nella vita, come anche spesso – come in questo periodo - lo sono i popoli della terra”.
“Si tratta di un’opera d’arte particolare e altamente simbolica – ha rimarcato l’assessore al turismo Fabrizio Leggio, che ha introdotto l’inaugurazione – attraverso la quale è possibile rafforzare il messaggio di pace e speranza che Assisi evoca ogni giorno. La singolare installazione sarà inoltre un ulteriore elemento utile alla promozione turistica della città, durante le festività pasquali. Ringraziamo il Sacro Convento per la collaborazione e l’artista per aver messo l’opera a disposizione della comunità assisana”.
Presente all’inaugurazione anche il giornalista sardo Tonino Oppes: “Non c’è luogo più bello di questo per parlare di pace – ha sottolineato – Giuseppe Carta è un artista affermato a livello nazionale e internazionale. Tra le sue opere più significative ci sono i ritratti, tra i quali quello di Mario Draghi, conservato alla Banca d’Italia. La Germinazione ricorre spesso nella sua scultura, e inizia con la melagrana. Quando in Sardegna pensiamo alla storia, pensiamo alla nostra dea madre, alla terra che dà nuovi frutti. Giuseppe Carta è un uomo molto sensibile, e sa bene che oggi abbiamo bisogno di pace: queste opere vanno in questa direzione. Se vogliamo la pace tutto deve nascere nei nostri cuori”.
La particolare esposizione può contare sulla regia scenografica dell’architetto Alberto Bartalini e si presenta al pubblico come una grande famiglia così composta: 140 olive disposte con un ramo di ulivo dal valore fortemente evocativo nel prato della Basilica, una oliva madre monumentale che raffigura idealmente la forza generatrice della madre che dà la vita, insieme ad altre tre olive di più contenute dimensioni disposte nella piazza della Basilica superiore. Sono presenti anche dei richiami sul sagrato della Basilica e nella piazza del Comune.
Gabriele Onnis tra i migliori designer under 35 all'ADI Museum di Milano con la sua lampada "green"Phos
Si può accendere una luce con il fuoco? Per Gabriele Onnis, giovane creativo cagliaritano e eccellenza sarda del product design, si. Lo ha dimostrato con la sua lampada rivoluzionaria, Phos, un oggetto moderno, utile ed ecosostenibile per l’uso quotidiano, trasportabile e soprattutto autosufficiente, oggi inserito tra i migliori progetti di design selezionati dall’ADI (Associazione per il Design Industriale) che saranno esposti dal 4 aprile al 10 settembre all’ADI Museum di Milano, il più importante spazio espositivo dedicato al design “made in Italy”, ai migliori designer contemporanei e alla creatività. Il suo prototipo “Phos”, una lanterna a mano semplice da usare che utilizza nuovi combustibili più sostenibili come il bioetanolo, prodotto dalla fermentazione della canna da zucchero o di altra origine vegetale che durante la combustione non rilascia sostanze dannose, è stato selezionato tra oltre 300 candidature di progetti pervenute all’ADI da tutta Italia e sarà inserito all’ADI Museum di Milano nell’esposizione temporanea dedicata ai designer italiani under 35 “Italy: a New Collective Landscape”, curata da Angela Rui con Elisabetta Donati de Conti e Matilde Losi, a fianco della collezione permanente del Premio Compasso d'Oro che raccoglie i pezzi vincitori dei migliori progetti di design dal 1954 ad oggi. Una mostra-programma rivolta ai migliori giovani creativi italiani di talento costituita da prodotti, progetti, e nuove pratiche progettuali e produttive virtuose, che tengono conto delle sfide che questo momento globale richiede, invitati a candidare il proprio lavoro come parte di un nuovo panorama progettuale che rifletta attorno un clima di continue trasformazioni ecologiche e sociali.
Una grande soddisfazione per il giovane progettista cagliaritano che sarà nei prossimi giorni a rappresentare la Sardegna all’Adi Museum di Milano, alumno IED Cagliari del corso di Product Design che solo due anni fa si è diplomato presentando come progetto di tesi la sua lampada innovativa che utilizza forme alternative e più sostenibili di energia. Da allora ha iniziato un percorso importante che a soli pochi mesi dal diploma di laurea lo ha visto partecipare nel 2021 con il suo progetto alla Maker Faire di Roma, il più grande evento europeo sull’innovazione e sulla creatività, e lo scorso anno ricevere il premio del concept vincitore per il progetto grafico per i due nuovi Cannonau realizzati dalla Tenuta Olianas di Gergei, realizzato insieme a Valentina Luiu sotto la guida dei docenti e dei coordinatori IED Cagliari.
Designer freelance, Gabriele Onnis alterna l’amore, la sperimentazione e la ricerca costante nel campo delle energie rinnovabili per uso domestico e per i suoi progetti di product design e grafica con diverse collaborazioni e attività di tutor in diversi progetti speciali che si incrociano tra i corsi IED di Product, Media, Interior e Fashion Design. “Amo il mio lavoro e qualunque progetto per me è bello. Mi piace progettare, non è solo un mestiere, è proprio una passione. Non penso ad altro. Cerco di assorbire come una spugna da qualunque progetto, perché ogni progetto è diverso e ti pone di fronte sia a nuove sfide personali che a nuovi modi di vedere le cose. Ed essere stato selezionato dall’ADI tra centinaia di giovani progettisti per la mostra al Museum di Milano, un luogo sacro per i designer, è fantastico, è un bel sogno che prende forma”.
Passione come motore centrale che guida le idee, la testa e le mani dei giovani creativi di talento che considerano la sostenibilità come una lente fondamentale attraverso cui guardare il mondo, e che li porta a sviluppare una propria visione responsabile e a partecipare ai cambiamenti sociali ed economici in atto. Così è la visione di Gabriele Onnis (classe 1992) che grazie al suo corso di studi ha fatto diventare la “progettazione di prodotti” (Product Design) una parte essenziale della sua vita, aumentando la capacità di guardare il mondo attraverso gli oggetti, farsi ispirare da loro e dalla tradizione, e poi rielaborarli e progettarli nella versione più “green” possibile, per contribuire alla salvaguardia del pianeta. “Un oggetto è qualcosa di più di una semplice forma definita, per chi lo crea. Si fa testimone della nostra appartenenza culturale, della nostra identità e unicità. Perché racconta una storia, racconta una o più persone, racconta un tempo, racconta un luogo, racconta delle esigenze, e racconta soprattutto il rapporto tra tutti questi aspetti. Ma è qualcosa di più anche per chi lo utilizza, per ogni persona acquisisce un valore preciso, una personale chiave di lettura e una funzione differente. E noi progettisti abbiamo una grande responsabilità: creiamo qualcosa per qualcuno che non conosciamo, che non abbiamo mai visto e gli chiediamo con umiltà se un pezzo della nostra mente, una nostra idea, può entrare nelle loro vite. O cerchiamo attraverso l’oggetto di sollecitare una riflessione verso un nuovo modo sostenibile di vedere il mondo”.
Sviluppato durante il corso di studi in Product Design allo IED di Cagliari con la collaborazione dell’Arch. Lucia Logiudice come relatore, e come prezioso correlatore l’Ing. Paolo Gobbato di VEIL Energy di Bolzano, azienda partner del progetto, che ha messo a disposizione le proprie competenze per lo sviluppo del sistema termoelettrico della lampada per l’home design, il prototipo Phos si fonde in due sorgenti luminose, in cui fuoco e luce sono indissolubilmente legati tra loro, e in cui l’energia termoelettrica viene prodotta, accumulata ed utilizzata.
“L’idea è nata per caso. Ho una mia visione personale maturata negli anni che riguarda l’utilizzo dell’energia elettrica – racconta Gabriele - Ho iniziato a indagare le forme di energie alternative e ho scoperto che esistevano dei componenti elettronici che erano presenti anche nei computer e quindi nelle nostre case, che si comportano come dei generatori quando si produce una differenza di temperatura tra questi”. Studio, costanza, sperimentazione, ricerca, passione per l’elettronica e l’hobby per il riciclo già in tempi ormai passati in cui Gabriele si dilettava nella costruzione di lampade da oggetti di recupero, un paio di anni di frequentazione al corso di laurea in ingegneria biomedica poi interrotto per cercare la sua vera strada: un corso di studi per diventare Product Designer, trovata allo IED.
E soprattutto, un amore incondizionato e rispettoso per il fuoco che parte dal ricordo, di Gabriele appena cinquenne, di quella fiammella viva che animava le vecchie lampade ad olio dei minatori di Porto Flavia, illuminando le loro storie tra le anguste e umide gallerie sotterranee. Ricordi molto belli e nitidi che gli ha impresso nella memoria suo nonno Franco, medico della miniera, attraverso i suoi racconti. “Sono sempre stato affascinato dalle storie di mio nonno, e dagli oggetti che richiamavano le miniere, in particolare dall’elemento ‘fuoco’ perché ha una poetica che riscalda, tipica della fiamma e del suono dell’atmosfera che crea, e ho trovato naturale unire le due cose”. Il fuoco lo ha ispirato infatti per la sua creazione innovativa: il focolare attorno al quale ci si riunisce e che unisce. Fiamma come fonte di vita, fonte di calore e di condivisione, legame ancestrale con la materia, con gli antichi valori, e testimone di quella parte più antica di noi e dei tempi che non abbiamo vissuto. “Il mio racconto dell’oggetto Phos vuole essere una speranza. Ho realizzato questa lampada che utilizza l’energia termoelettrica con il desiderio di poter raccontare quello che era il mio modo di vedere sia la luce che il fuoco, all’interno di una possibile idea di eco-sostenibilità dentro le nostre case, ma soprattutto per mostrare un nuovo modo di vedere le cose. La mia speranza è che qualcuno veda questo progetto e dica: “Ok, c’è un altro modo o altri modi per arrivare allo stesso risultato, che siano più sostenibili”. Perché oggi abbiamo questa urgenza, ci sono tematiche ambientali troppo importanti da affrontare che urla il nostro mondo. E auspico che questi oggetti d’uso comune che conciliano funzionalità, estetica, economicità e soprattutto sostenibilità siano sempre più frequenti nel mondo del design. Mi piacerebbe che questo genere di sperimentazione, questa ricerca, spinga altri progettisti a fare ricerca, ad andare avanti, e trovare soluzioni alternative green per un nuovo mondo possibile”.
ADI MUSEUM DI MILANO – Italy: a New Collective Landscape
La mostra “Italy: a New Collective Landscape” all’ADI Museum di Milano in cui sarà esposta la lampada Phos di Gabriele Onnis sarà visitabile dal 4 aprile fino al 10 settembre 2023 e vedrà in vetrina i migliori progetti selezionati tra le 329 candidature pervenute entro lo scorso novembre, testimonianza di un grande interesse del mondo del design italiano under 35. La Open Call si è articolata su tre sezioni principali (Progetto Rigenerativo, Relazionale e Sistemico) attraverso quattro criteri principali di selezione molto rigidi: la pertinenza con almeno una delle tematiche presentate nella mostra; l’effettiva rilevanza nel campo della pratica, della ricerca e della progettazione nel design contemporaneo; la capacità di affrontare argomenti ambientali e sociali urgenti, supportati da un’indagine progettuale e da una materializzazione esaustive; la presenza della dimensione inclusiva, partecipativa e collaborativa, sia nel processo progettuale che nel formato con cui il progetto viene presentato.
Fare e pensare prodotti e servizi ''umani'' vuol dire cambiare la nostra idea del mondo. I giovani designer sono chiamati a realizzare nuovi oggetti facili da utilizzare, con un approccio sempre più attento, oggi più che mai, ai temi della sostenibilità. Un percorso “green” che l’Istituto Europeo di Design di Cagliari così come tutto il gruppo IED porta avanti da anni, sostenendolo anche attraverso diverse iniziative per promuovere il diritto allo studio dei giovani e aiutare i futuri designer che hanno nel cuore questa grande passione e vorrebbero tradurla nella loro professione.
L’1-1 con il Sudtirol degli ex è amaro. Ma il Cagliari può provarci fino in fondo
Poteva essere la terza vittoria di fila. Il successo pieno avrebbe dimezzato la distanza dal terzo posto, poltrona comoda per i play off. Così come, se le cose fossero andate per il verso giusto, sarebbe stato il secondo clean sheet consecutivo. Invece Cagliari-Sudtoril è finita in parità. E il rammarico è enorme. Claudio Ranieri si consola con l’avanzamento al quinto posto e, soprattutto, con la miglior partita del “suo” Cagliari. Una delle prestazioni più propositive e complete dell’intera stagione sfornate contro un avversario che non è terzo per caso. Agonismo, organizzazione, carattere e scelte: tutto è andato per il verso giusto. Poi, la mannaia firmata dai due ex, Pierpaolo Bisoli in panca e Joaquin Larrivey dal dischetto. Con gli episodi che hanno condannato i rossoblù fin dal decimo minuto: mezza girata di Mancosu in rete, annullata dal var per fuorigioco di Lapadula. E sempre il var, con i padroni di casa in vantaggio proprio con il centravanti italo-peruviano, a una manciata di minuti dal 90° ha richiamato l’arbitro Prontera per un fallo di mano di Zappa sfuggito ai più. El Bati ha preso il pallone e battuto alla perfezione di fronte alla Nord: 1-1. Una beffa mostruosa.
“Ci hanno condannato gli episodi ma ai miei non posso rimproverare nulla. Luvumbo in campo prima? Ho dovuto tener conto anche dei centimetri” le parole di Ranieri. Il tecnico sta scrivendo un miracolo in casa di un retrocessa vergognosamente, capace di chiudere all’undicesimo posto l’andata, con una sfilza di malumori ed esoneri (dal ds Capozucca al dg Passetti fino a Liverani, buon ultimo il recente esonero di Filippi dalla guida della Primavera) e un gruppo sfibrato e male assortito. Ricomposto l’abc fondamentale per lo spogliatoio, l’allenatore della leggenda Leicester ha riassestato i capitoli chiave della B: concretezza, difesa solida, reparti corti e spirito di sacrificio. Tatticamente, con una punta al fianco di Lapadula, un Mancosu ritrovato fisicamente e libero di muoversi senza dare riferimenti, la fiducia a Dossena dietro e Makoumbou in regia, più fluido e a due tocchi, sono state le chiavi di volta del gruppo. A seguire, l’aspetto mentale. L’organico ha fatto il pieno di fiducia e autostima, il binario perfetto per sfornare spirito di sacrificio e disponibilità. Il kit che dà buonumore alla tifoseria e riannoda i fili di un torneo che a sette giornate dal game over continua ad offrire ko inaspettati. Se il Genoa di Gilardino ha blindato a Marassi contro l’altro campione del mondo, Pippo Inzaghi e la sua Reggina in caduta libera, il Frosinone primo della classe guidato da un altro eroe di Germania 2006, Fabio Grosso, è stato bloccato in trasferta dal Perugia, il Palermo ha perso a Parma, il Como a Venezia e, soprattutto, il Pisa a Cosenza, in forte crescita. Dunque, giochi in bilico in testa e in coda.
Con due mesi a venire che si annunciano duri e avvincenti. Il Cagliari, con 46 punti, segue Sudtirol (52), Bari (53), Genoa (59) e Frosinone (63). Dietro Radunovic e soci il Pisa (45), il Parma (44) e la Reggina (42). Le otto del trenino play off, specie le ultime quattro, devono guardarsi dal Palermo di Corini a quota 42, dalla Ternana (40) di Lucarelli e da un pacchetto di mischia che va dai 39 punti di Como e Ascoli, passa per Modena, Venezia, Cittadella e Cosenza e si chiude con le 34 lunghezze del Perugia. Nei tre posti che chiudono la B sgomitano Spal e Benvento a 39, con il Brescia dell’ex presidente del Cagliari Cellino, a 28. Insomma, bagarre assicurata da qui alla fine. Per la squadra di sir Claudio aprile risulterà decisivo. Sabato a Pisa, poi il Frosinone capolista in casa, quindi trasferta a Parma e la Ternana alla Domus a chiudere il mese. Ballano 12 punti, pesantissimi per evitare i play off dal quinto posto all’ottavo. Metterne in cascina almeno 10 sarebbe perfetto. Significherebbe ripetere fuori casa l’exploit maturato nell’ultima trasferta a Reggio con un poker perfetto. Complicato ma non impossibile.
Mario Frongia
L’Aeroporto di Cagliari aderisce anche quest'anno alla Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo
L'Aeroporto di Cagliari è da sempre all'avanguardia per la difesa del diritto universale alla mobilità di tutte le persone.
Dal 2006 il nostro aeroporto ha istituito il servizio PRM, con uno staff specializzato per l'accoglienza e l'accompagnamento delle persone a ridotta mobilità, e sempre attraverso questo servizio, aderendo nel 2020 al progetto ENAC "IN VIAGGIO ATTRAVERSO L'AEROPORTO", la società di gestione ha reso possibile alle persone che vivono nello spettro dell'autismo, di affrontare l'esperienza del viaggio in modo più consapevole e sereno.
Per finire è con grande piacere che con l'apertura della Cagliari Airport Library, abbiamo potuto ospitare negli scaffali della prima biblioteca aeroportuale italiana, una vera e propria AUTISMOTECA, cioè una sezione specifica di libri in CAA e di letteratura dedicata al tema dell’autismo. Questo fine settimana, come ogni anno l'Aerostazione vestirà il colore blu attraverso l'illuminazione LED, aderendo così alla Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo.
