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Venerdì, 31 Marzo 2023 14:55

Aperto a Cagliari il Museo del mattoncino

Da questa mattina di venerdì 31 marzo 2023, Cagliari ha il suo Museo del mattoncino, primo e unico in Sardegna. Si chiama KaralisBrick, è situato al civico numero 5 di viale Trento e si sviluppa su una superficie di 260 metri quadrati, interamente destinati a opere realizzate con mattoncini Lego.

“Quella di oggi è una giornata importante per la città. Rappresenta un'occasione ulteriore per promuovere Cagliari”, ha rimarcato l'assessore alle Attività produttive e Turismo, Alessandro Sorgia, intervenendo alla cerimonia del taglio del nastro. “Come Amministrazione comunale stiamo lavorando tanto per far si che sia i cittadini, che i visitatori e i turisti possano godere di occasioni di svago. Ma anche formativi, come quelli che offre KaralisBrick, grazie ai laboratori per grandi e piccoli”.

Realizzato da Maurizio Lampis, fondatore e presidente dell'associazione culturale KaralisBrick, in collaborazione con Gianluigi Cornaglia, il Museo del mattoncino di Cagliari presenta al suo interno dieci temi differenti, tutti realizzati secondo la fantasia dei costruttori, hanno spiegato. I visitatori hanno dunque l'opportunità di ammirare castelli medioevali, pirati, Star wars, Il signore degli anelli e la Sardegna in miniatura. In totale sono 500 i pezzi in esposizione.

KaralisBrick mette inoltre a disposizione un laboratorio per bambini con 20 postazioni che mette loro a disposizione migliaia di mattoncini, hanno spiegato Lampis e Cornaglia. Il divertimento, assicura, è garantito e si possono apprendere le tecniche costruttive Lego.

 "I pastori al tavolo per un confronto tecnico con la Direzione Generale per parlare della Pac e della nuova programmazione. La politica si deve prendere la responsabilità di difendere il proprio territorio, è un dovere per chi fa questo mestiere. Gli interessi della Sardegna devono essere rappresentati con la massima forza, attendiamo a breve la convocazione di un tavolo nazionale al Ministero dell’Agricoltura". Lo ha detto l’Assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta, che ieri pomeriggio ha convocato in assessorato una delegazione di pastori per discutere insieme a loro delle misure della Politica Agricola Comune (Pac) e del Programma di Sviluppo Rurale (Psr).

 I rappresentanti della filiera agropastorale e zootecnica, provenienti da Armungia, Arzana, Bitti, Bolotana, Buddusò, Ozieri, Ollolai, Pattada e Silanos, durante l’incontro hanno messo in evidenza lo svantaggio della Sardegna nella ripartizione delle risorse a livello nazionale ed europeo.

“Il problema – ha spiegato l’assessore dell’Agricoltura – è stata la ripartizione delle risorse da parte dello Stato con la nuova programmazione, che non ha compensato le perdite per quelle regioni che sono passate allo stato di regioni svantaggiate, come la Sardegna. Per questo la Regione ha provveduto autonomamente con un emendamento di Giunta approvato in Finanziaria, con cui sono stati stanziati 23 milioni l’anno per il quinquennio proprio al fine di compensare le perdite sulla programmazione comunitaria (Pac) 2023-2027”.

 “Il tavolo odierno è stato un tavolo di confronto, voluto per permettere agli allevatori di sottoporci le loro perplessità, e a noi, di avere da loro informazioni preziose, utili per far valere le istanze isolane nei tavoli tecnici nazionali. Si sono susseguite numerose interlocuzioni con il Governo che è sempre molto sensibile alle nostre richieste. A breve – ha concluso l’assessore Satta – insieme ad alcuni rappresentanti della categoria, e ai tecnici della Direzione, vedremo come impiegare i 23 milioni di euro richiesti in finanziaria sulla programmazione 2024”. 

Ieri sera al BiFest - Bari International Film&Tv Festival, tra un grande successo di pubblico, è stato presentato in anteprima mondiale Tutti i cani muoiono soli, distribuito da Fandango e supportato dalla Regione Sardegna e dalla Fondazione Sardegna Film Commission. 

Tutti i cani muoiono da soli è frutto della penna di Paolo Pisanu (che firma anche la regia) e Gianni Tetti, entrambi sassaresi.  La presentazione di ieri si è svolta nello storico e suggestivo Teatro Piccinni, il quale oltre alla partecipazione di regista e sceneggiatore, ha visto la presenza di Damiano Ticconi (produttore Ang Film), dei protagonisti Orlando Angius e Francesca Cavazzuti, dello scenografo Luca Noce e della direttrice della fotografia Sara Arango Ochoa. 

Il film racconta la storia di un incontro tra due solitudini, il ricongiungimento difficile tra un padre e una figlia, l'ultima occasione di un uomo alla deriva. “Siamo molto contenti di poter essere qui in un festival così importante, accogliente e familiare.” dichiara il regista Paolo Pisanu, “La proiezione è stata molto partecipata ed è stata un’emozione indescrivibile poter assistere alla mia opera prima in anteprima mondiale in uno dei teatri più suggestivi del nostro paese.” 

Il protagonista è Rudi (Orlando Angius), un uomo sulla sessantina che vive di piccoli crimini in un piccola città di provincia. Buona parte della vita l'ha passata da solo, una scelta, una necessità per l'esistenza che ha deciso per sé. 

“E’ difficile esprimersi da protagonista, vengo da una tradizione di teatro comico, e questo ruolo è stato molto complesso da assimilare.” dichiara Orlando Angius “C’è molto di me in Rudi, a partire dal nome. Orlando è sempre stato un nome ‘da adulto’, ora ne vado fiero, ma quando ero giovane tutti mi chiamavano Rudi. Non solo, c’è parte della mia vita a Bari, dove ho fatto il militare per tre anni e dove ricordo di essere andato via tra le lacrime. Ricordo che al tempo ero solito andare a guardare il mare pugliese, che mi ricordava il mare di Sardegna che tanto mi mancava. Proprio come me, anche Rudi, trovava rifugio nell’osservare il mare di Platamona, nel cercare conforto da una vita in cui si sente già morto”. 

Nella pellicola, quando il protagonista Rudi dovrà occuparsi di sua figlia Susanna (Francesca Cavazzuti), colpita da una grave malattia neurodegenerativa, sarà costretto a fare i conti con sé stesso. In una Sardegna invernale, livida e violenta, va in scena il dramma di un uomo che spera nell'ultima occasione. Il lungometraggio, distribuito da Fandango a partire dal 4 Maggio in Sardegna, vede anche la partecipazione di Alessandro Gazale ed è stato prodotto da Ang Film e Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno di Regione Sardegna e Sardegna Film Commission.

“Lieti di essere qui al festival e ringraziamo Felice Laudadio per averci invitati” riferisce Damiano Ticconi, produttore di Ang Film, “questo film meritava una vetrina come quella del Festival di Bari, che tra l’altro quest’anno ha una programmazione molto interessante. Ringraziamo tutti quelli che hanno supportato il film da Rai Cinema a Fandango, ma soprattutto la Regione Sardegna e la Film Commission”. 

All’interno dell’evento giunto alla sua 14° edizione, al fianco di 12 anteprime mondiali e importanti appuntamenti nazionali, c’è anche un altra opera prima in competizione all’interno della kermesse pugliese: “La Terra delle donne (No Potho Reposare)” di Marisa Vallone, prodotto dalla neonata società di produzione sarda Fidela di Paola Sini. 

“La varietà dei talenti sardi, il riuscito investimento sugli autori emergenti e sulle giovani società di produzione isolane, conferma la solidità dell’ecosistema audiovisivo made in Sardegna, che ci porta con ben due opere prime a Bari, opere finanziate dalla Regione e accompagnate sin dai primi passi dal supporto creativo e logistico della Sardegna Film Commission” - afferma l’Assessore regionale Andrea Biancareddu. “ La nostra è un isola di grandi e piccoli autori e autrici, ma anche l’epicentro produttivo di contenuti originali, che spaziano dal live action all’animazione con progetti di altissima sperimentazione di governance, che combinano l'alta formazione dei professionisti con le forme più originali di supporto ed incentivazione delle produzioni a trovare casa in Sardegna”.

Sono state inoltre numerose le partecipazioni della Film Commission sarda a diversi e importanti festival nostrani, come Torino e Trieste. Mentre il Torino Film Festival (TFF) compiva 40 anni di attività, la Sardegna Film Commission festeggiava il suo primo decennio   presentando l’opera prima di Alberto Mascia (Ipersonnia con Stefano Accorsi) e l’ultimo film breve di Peter Marcias; organizzando due premi per corti live action e di animazione; dando spazio all’animazione Made in Sardegna con i lavori del laboratorio permanente NAS, il percorso di formazione all’animazione 2D pioniere del settore nell’isola e nella penisola. Il Trieste Film Festival, invece, principale evento italiano dedicato al cinema est europeo, ha visto la partecipazione al mercato internazionale When East Meet West di due produzioni Made in Sardegna come “Anime galleggianti” di Maria Giménez Cavallo e “Anna” di Marco Amenta.

Inaugura Ludica - Il giocattolo come simbolo del cambiamento tra due secoli a Palazzo di Città

Non solo un tuffo nella nostalgia ma soprattutto un racconto delle trasformazioni della società tra Ottocento e Novecento viste attraverso l’evoluzione di giochi e giocattoli: è la mostra Ludica. Il giocattolo come simbolo del cambiamento tra due secoli, ospitata al Palazzo di Città di Cagliari, da oggi fino al prossimo 4 giugno, e presentata questa mattina alla stampa dall’assessora Maria Dolores Picciau.

L’esposizione, organizzata dall’Assessorato comunale alla Cultura e Spettacolo, in collaborazione con l’Associazione Domina, attraverso un articolato percorso tematico e cronologico presenta oltre 300 giochi e giocattoli rari tra bambole, transatlantici, aeroplani, cavalli a dondolo, macchine, trenini e soldatini, ma anche documenti importanti come antichi libri per bambini, riviste per l’infanzia, vecchie pagelle e fotografie dagli inizi dell’800 agli anni Novanta del ventesimo secolo, con un occhio di riguardo per la Sardegna: per esempio, dal polo museale Sa Corona Arrubia di Villanovaforru arriva una raccolta di giocattoli autocostruiti dai bambini.

Dai preziosi giochi antichi per i rampolli delle classi agiate fino all’esplosione, negli anni Sessanta e Settanta, del giocattolo di massa legato a personaggi di provenienza americana, Ludica racconta l’evoluzione del concetto di “infanzia” e della sensibilità della società nei confronti dei più piccoli: da fonte di sostentamento per le famiglie proletarie dell’Ottocento a importante target commerciale nella società contemporanea.

“Ludica – spiega l’assessora Picciau – propone un punto di vista diverso e a tratti sorprendente sulla storia “quotidiana” della nostra società: nei giocattoli e nei prodotti per l’infanzia si riflettono i cambiamenti politici, socio-economici e di costume degli ultimi due secoli. La mostra nasce dalla passione di alcuni collezionisti che hanno messo a disposizione pezzi importanti delle loro collezioni, tra i quali ci sono anche pregevoli manufatti artistici come alcuni pupazzi di legno creati da Eugenio Tavolara e presentati all’Esposizione internazionale di Parigi del 1925 e due preziose bambole realizzate da Edina Altara. Da oggetto d’arte a rappresentazione materiale di personaggi in grado di conquistare tutto il mondo: come quelli di Walt Disney, che proprio cento anni fa iniziava a costruire un immaginario diventato impero mediatico mondiale”.

L’esposizione è suddivisa in 13 sezioni: i giocattoli fai da te, la bambola, la bambola in Sardegna, la bambola artistica, con le creazioni di Edina Altara, Eugenio Tavolara, Giuseppina e Albina Coroneo; i mestieri casalinghi (cucina e cucito), automi e robot, personaggi (Disney, Mattel e Marvel), teatrini e marionette, giochi in movimento, divisi in aria, terra e mare: cavallini, motoscafi, navi e sommergibili, aerei, auto, locomotive, trenini; venti di guerra: soldatini, carri armati e armi giocattolo; giochi da tavolo; l’infanzia e i suoi racconti (libri e riviste per i più piccoli); tecnologia (invenzioni scientifiche a fine ludico).

Gli oggetti in mostra provengono da alcune collezioni private, tra le quali quella di Antonella Fontana (che ha trasformato la sua casa al centro di Cagliari in una casa-museo della bambola aperta gratuitamente al pubblico ed entrata nel 2018 a far parte dell'Associazione nazionale dei piccoli musei), quelle di Beppe Deplano e di Rossella Piras e la raccolta Giogus Antigus del museo Sa Corona Arrubia di Villanovaforru. Gli stessi collezionisti hanno curato la selezione dei pezzi da esporre. Nel catalogo di Ludica compare un testo critico dell’antropologo, giornalista e scrittore Bachisio Bandinu.

Per le scuole di ogni ordine e grado sono previsti percorsi di visita guidata che consentiranno ai bambini e ragazzi di immergersi in altre epoche e scoprire come i loro coetanei passavano il tempo tra impegni scolastici e familiari. Per rendere più interessante e immersiva l’esperienza al museo, sono previsti anche laboratori creativi diversificati in base all’età dedicati ai giochi fai-da-te, ai lavori di Altara, Tavolara e delle sorelle Coroneo. Prevista anche un’attività laboratoriale legata all’intensa ricerca dell’artista Maria Lai dedicata al rapporto tra gioco e apprendimento.

Appuntamento dunque a Palazzo di Città al civico n. 6 di piazza Palazzo 6, nel 1cuore di Castello. Il prezzo del biglietto intero è di 6 euro, 3 invece per il ridotto (studenti fino ai 26 anni, gruppi di almeno 15 persone, adulti oltre i 65 anni, guide turistiche regionali). L'ingresso alla mostra è gratuito per i bambini minori di 6 anni, giornalisti, portatori di handicap e loro accompagnatore, soci ICOM. Sconto del 20%: Rinascente Card, presentazione del biglietto d’ingresso del Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu” (Sa Corona Arrùbia – Lunamatrona), del Museo della Statuaria Preistorica in Sardegna (Laconi), Orto Botanico di Cagliari.

Ludica apre al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18. Per prenotare accedere al sito dei Musei Civici di Cagliari ( https://sistemamuseale.museicivicicagliari.it/prenotazione-palazzo-di-citta/ )

La bella novità di casa Sardegna Sport esce allo scoperto. Il neofita team di rugby in carrozzina è pronto a misurarsi con le forti compagini del continente che partecipano al Campionato Italiano. Quella che si terrà il primo e il due aprile 2023 presso il campo romano della Fondazione Santa Lucia è la seconda tappa: nella prima il club cagliaritano ha riposato. L’unica sfida che caratterizzerà il suo esordio è alle ore 15 di sabato, contro i vice campioni d’Italia della Polisportiva Milanese. I curiosi potranno vederla in diretta streaming sulla pagina Facebook della FISPES (Federazione Sport Paralimpici e Sperimentali).

Fanno parte della competizione anche Romanes Ares Rugby Roma, Mastini Cangrandi Verona, Padova Rugby e H81 Vicenza.

La polisportiva presieduta da Luciano Lisci è decisamente disinteressata al risultato finale, l’esser riusciti a costituire un team è già un grandissimo successo. Solo da gennaio i sette ragazzi allenati da Nicola Marcello (vedere intervista in basso) hanno avuto in dotazione le carrozzine da gara arrivate dalla Germania, grazie ai fondi dell’otto per mille destinati dalla Chiesa Valdese. Ma le sedute di allenamento cominciarono nell’ottobre del 2021, da allora si è curata prevalentemente la parte fisica e tecnica con l’utilizzo di carrozzine private.

In campo si entra in quattro, ma tutti e sette non vedono l’ora di acclimatarsi in un contesto agonistico dove le altre avversarie, specialmente quelle del Veneto, vantano un’esperienza decennale.

La spedizione verso la capitale sarà formata dai seguenti giocatori: Giovanni Ambus (maglia n.14), Andrea Lorrai (3), Giovanni Melis (5), Simone Melis (13), capitan Stefano Perra (23), Fabio Sanna (4), Salomon Menana Abaga Ocomo (22). Lo staff tecnico, oltre che da Marcello, è composto dall’ex velocista di fama internazionale Sandro Floris (entrambi collaborano con la famigerata società del Rugby Capoterra con cui la Sa.Spo. sta stringendo un proficuo rapporto di collaborazione), dal neolaureato Sandro Carrone e dal delegato regionale FISPES Carmelo Addaris, saspino della prima ora che non rinuncia mai a condividere con gli sportivi paralimpici la sua invidiabile esperienza pluriennale.

Importante anche l’apporto del meccanico Roberto Perra, papà del giocatore Stefano e poi non può mancare il supporto societario costante che viene garantito dal vicepresidente SA:Spo. Antonio Murgia e dal dirigente Claudio Secci, papà di Francesca, nuotatrice che ha partecipato a due paralimpiadi. Essenziale la presenza dell’autista Giorgio Loi che accompagna i giocatori agli allenamenti con il pulmino a loro riservato.

Il gruppo non è passato inosservato agli occhi della Federazione e il tecnico della nazionale Franco Tessari è ormai di casa negli impianti di Selargius perché con grande disponibilità è già venuto a far visita ai giocatori e a dispensar loro consigli da tenere bene a mente.

Gli allenamenti son diventati ancor più consistenti da quando la società Basket San Salvatore Selargius ha messo a disposizione il pallone di via Vienna: tutti i sabato mattina lo staff del rugby in carrozzina è ospite della struttura. Una nota di merito dei protagonisti è che raramente bucano gli allenamenti, e quando lo fanno è solo per questioni sanitarie legate alla tetraplegia e alla paraplegia di cui sono affetti.

Dopo l’esperienza laziale, seguirà l’appuntamento a Vicenza del 20-21 maggio dove affronteranno i padroni di casa e i Mastini. L’ultimo concentramento è previsto a Cagliari (7-8 ottobre 2023) e per l’occasione si vogliono fare le cose in grande, coinvolgendo più persone possibili.

Sono 72 le aziende del settore vitivinicolo che prenderanno parte, quest’anno, alla 55esima edizione del Vinitaly, la prestigiosa manifestazione fieristica del vino e dei distillati in programma a Verona dal 2 al 5 aprile.

“In Sardegna – afferma il Presidente della Regione, Christian Solinas – la vite e il vino sono presenti da circa 5.000 anni. Il nostro territorio, caratterizzato dal gioco delle altitudini, dalla varietà di terreni e climi, e dal grande patrimonio di vitigni autoctoni, unitamente al fatto che la Sardegna non ha subito, se non in minima parte, l’invasione dei vitigni internazionali, ha conferito alla nostra Isola una caratteristica di biodiversità che è la principale risorsa della vitivinicoltura sarda. Il nostro territorio consente produzioni enologiche peculiari, spesso di nicchia, che conquistano i mercati internazionali. Sono sempre più numerose – sottolinea il Presidente – le cantine che si affacciano sul mercato, riscontrando grande apprezzamento. Il Vinitaly rappresenta così un’eccezionale vetrina per le nostre produzioni, che si fanno emblema dei forti valori identitari della Sardegna nel mondo”.

 La collettiva delle 72 imprese vitivinicole troverà spazio in un’area di oltre 1700 metri quadrati all’interno del Padiglione 8 di Veronafiere, all’interno della quale vi sarà anche uno spazio istituzionale dove, come già avvenuto nelle precedenti edizioni, saranno organizzati momenti di degustazione delle eccellenze vitivinicole dell'Isola in abbinamento ai prodotti agroalimentari tipici. Sono stati organizzati in particolare sette eventi, concepiti come momenti seminariali, in cui l’enologia, la gastronomia e le tradizioni si incontrano per raccontare il territorio.

 Quasi il 40% del vino prodotto in Sardegna va oltre mare e di questo, il 50% va all’estero (di questo, il 60% in Europa, il 30 % in America, e il 10 % in Asia). La superficie vitata in Sardegna è pari a poco più di 27.000 ettari, e circa 300 sono le aziende che hanno almeno un’etichetta. La Sardegna vanta attualmente 19 Denominazioni di origine DOC e una Denominazione d’Origine Controllata DOCG relativa al Vermentino di Gallura.

 “Anche quest’anno la Sardegna partecipa al Vinitaly con l’eccellenza delle proprie produzioni – afferma l’assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta – La Sardegna è una terra che presenta caratteristiche ottimali alla produzione del vino e che vanta numerose esclusività anche nel settore dei distillati. Si tratta di una realtà in forte espansione: per questo – conclude l’assessore dell’Agricoltura, in riferimento alla delibera di Giunta approvata di recente - ci auguriamo che il numero delle aziende da portare al Vinitaly sia sempre crescente e già dal 2024 confidiamo di incrementare la partecipazione e di giungere ad una collettiva di almeno 80 aziende dalle 72 attuali”.

Il Sindaco di Quartu Sant’Elena Graziano Milia non perde tempo e aderisce immediatamente all’appello promosso ieri dalla Garante della Sardegna per l’Infanzia e l’Adolescenza, dottoresssa Carla Puligheddu, per il riconoscimento dei diritti fondamentali dei minori.

La stessa Garante ha infatti invitato tutti i Primi Cittadini dell’Isola a prendere una posizione responsabile, chiara e trasparente in merito e il Sindaco Milia non ha esitato a esprimersi e a formalizzare la sua scelta.

Il Comune di Quartu assume quindi una posizione chiara ed inequivocabile sulla tutela e sui diritti dei minori nel nostro Paese. L’Amministrazione comunale, attraverso i servizi educativi territoriali, intende infatti garantire parità di trattamento a tutti i minori presenti a qualsiasi titolo nel territorio comunale: nessun minore sarà discriminato, né per le condizioni dei genitori né per la loro nascita.

Giovedì, 30 Marzo 2023 16:27

La settimana Santa in Aou Sassari

 Inizieranno il 2 aprile in Aou Sassari, con la celebrazione della Domenica delle palme, i riti della Settimana Santa. Le messe di avvicinamento alla Pasqua si svolgeranno tutte nella cappella al settimo piano dell’ospedale civile di via Enrico De Nicola, con la diretta streaming sul canale Facebook della Cappellania ospedaliera.

 La messa della Domenica delle palme e la loro benedizione si svolgerà alle ore 10,20

 Giovedì 6 aprile, alle 17, sarà celebrata la messa in Coena domini.

 Venerdì 7 aprile, sempre alle ore 17, si svolgerà l’azione liturgica della passione.

 Sabato 8 aprile, alle ore 20, i cappellani ospedalieri celebreranno la messa della vigilia pasquale.

 Domenica 9 aprile le messe di Pasqua si svolgeranno alle ore 10,30 nelle tre cappelle ospedaliere: al settimo piano del Santissima Annunziata, nella cappella della Sacra Famiglia al quinto piano del Materno infantile e nella cappella San Pietro, al piano terra del Palazzo Clemente.

 Il programma delle funzioni religiose è stato predisposto dai cappellani ospedalieri: don Piero Bussu, don Virgilio Bosincu e padre Eugenio Pesenti.

 Per l’accesso alle strutture ospedaliere è necessario indossare la mascherina FFP2.

 

Dal 30 marzo al 3 aprile sono riaperti i termini per le domande di partecipazione alla 72ª edizione della Cavalcata Sarda. Nonostante siano arrivate oltre 220 domande (molte di più rispetto allo scorso anno, quasi eguagliando il dato della grande festa per la settantesima edizione) l’Amministrazione comunale nei giorni scorsi ha ascoltato le esigenze dei gruppi, durante una serie di incontri, e ha ritenuto equo e opportuno modificare l'avviso nella parte relativa ai rimborsi spese e quindi riaprire i termini. Tutte le informazioni sulle nuove condizioni sono pubblicate sul sito www.comune.sassari.it. Queste, naturalmente, saranno applicate, qualora l’associazione sia selezionata, anche a chi abbia inoltrato domanda di partecipazione entro la data prevista dal precedente avviso scaduto il 20 marzo. Non è dunque necessario presentare una nuova istanza.

Le ulteriori associazioni, gruppi folcloristici e gruppi di cavalieri e amazzoni interessati a partecipare possono fare richiesta esclusivamente attraverso la piattaforma appositamente creata sul sito www.comune.sassari.it. È necessario accedere alla sezione Servizi online del sito web del Comune di Sassari. Per presentare la domanda è indispensabile essere in possesso di Spid (Sistema Pubblico d’Identità Digitale). Possono inoltrare la richiesta i legali rappresentanti delle associazioni o loro delegati allegando la delega. Eventuali richieste pervenute anticipatamente alla pubblicazione del presente avviso od oltre il termine non saranno prese in considerazione. Non saranno prese in esame richieste in forma cartacea o tramite pec.

Tutte le comunicazioni saranno pubblicate sul sito www.comune.sassari.it, nella pagina "72a edizione della Cavalcata sarda, 21 maggio 2023 – Partecipazione alla sfilata e alla rassegna". Per chiarimenti contattare gli uffici del Settore Cultura, Sviluppo turistico e Gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Sassari alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

La manifestazione avrà luogo la penultima domenica di maggio (21 maggio). La mattina si svolgerà la sfilata degli abiti tradizionali e dei cavalli mentre la sera si terrà la rassegna dei canti e delle danze tradizionali della Sardegna.

L’organizzazione della manifestazione è in capo al Comune di Sassari. La selezione dei gruppi, l’ordine di sfilata e di esibizione durante la Rassegna saranno a cura del direttore artistico individuato dall’Amministrazione. La selezione avverrà nel rispetto dei criteri di rotazione e di adeguata rappresentatività dei diversi territori della Sardegna.

I vitigni autoctoni minori della Sardegna protagonisti di una masterclass d’eccellenza al Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino in programma a Verona dal 2 al 5 aprile. L’appuntamento è per lunedì 3 aprile, dalle ore dalle ore 14.00 alle ore 15.30, al Padiglione 8 (Sardegna). L’evento è speciale perché la “lezione” sarà tenuta da tre punte di diamante dell’enologia italiana: Mariano Murru, Andrea Pala e Antonio Manca. Tre grandi professionisti che hanno avuto importanti riconoscimenti anche a livello nazionale. A loro il compito di presentare tre differenti vitigni: Nasco (Murru), Arvisionadu (Pala) e Granazza (Manca).

 Mariano Murru è stato premiato da Vinoway nel 2020 come Miglior Enologo Italiano, un riconoscimento assegnato per il suo spirito di abnegazione e di dedizione alla sua amata Sardegna. Murru è tra i più apprezzati enologi italiani nel mondo. 

A seguire le sue orme, il gallurese Andrea Pala, eletto miglior giovane enologo d’Italia nel 2021 che ha contribuito a creare vini che hanno già ottenuto importanti riconoscimenti. Giovane ma già esperto di vitigni autoctoni non solo sardi ma anche delle Marche, Campania, Calabria, Lazio e Toscana, regioni dove lavora come consulente enologo di importanti aziende. 

Giovane ma già di grande esperienza anche Antonio Manca, enologo della cantina Trexenta, che con i vitigni autoctoni ha grande dimestichezza. Insomma, tre enologi per illustrare l’eccellenza dei vini sardi a una platea di buyer nazionali e internazionali.

  “L’Arvisionadu – afferma Andrea Pala – è un rarissimo vitigno autoctono la cui diffusione è limitata in un fazzoletto di terra di circa 20/25 ettari, nella regione storica del Goceano, tra i comuni di Benetutti e Bono. Un vero unicum perché è la stessa scienza a dire che per questo straordinario vitigno non è stata trovata nessuna corrispondenza genetica”.

 “Preservare questo vitigno – conclude Pala (foto) – significa mantenersi fedeli a un codice genetico enologico della Sardegna, esattamente come si fa per i centenari dell’Isola. Sono davvero felice di poter presentare i vini prodotti da questo vitigno preziosissimo, simbolo dell’identità enologica della Sardegna”.

 L’evento è a cura dell’Agenzia Laore Sardegna in collaborazione con l’Associazione Nazionale “Città del Vino”, Assoenologi Sardegna e Agenzia Agris Sardegna. 

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