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“Pietrino Soddu è stato una colonna dell’autonomia sarda e una delle figure politiche e intellettuali più rappresentative dell’isola nel secondo dopoguerra”. Con queste parole la Presidente della Regione, Alessandra Todde, esprime il suo cordoglio per la morte del politico sassarese, che si è spento oggi a 97 anni.

“Soddu è stato un protagonista assoluto della vita politica isolana. Ha lavorato per modernizzare la Sardegna del dopoguerra ricoprendo incarichi centrali, come quello di assessore regionale della Rinascita, dell’Industria e delle Finanze. Prima ancora, è stato consigliere comunale e sindaco di Benetutti, suo paese natale, e in seguito consigliere provinciale. È stato soprattutto Presidente della Regione, più volte tra il 1972 e il 1980, e successivamente deputato al Parlamento, dal 1983 al 1994”.

“La sua grande esperienza politica e la lucidità del suo pensiero – prosegue la Presidente Todde – sono state per me di stimolo nelle occasioni di confronto in merito alla nostra autonomia incompiuta, al ruolo che deve avere la Sardegna e ai poteri e agli strumenti che dobbiamo utilizzare per emanciparci rispetto a quelli che restano in capo allo Stato, in un’ottica di collaborazione reciproca ma mai di arretramento rispetto alle prerogative che lo Statuto assegna alla Regione”.

La Presidente ricorda il pensiero del politico scomparso anche a proposito dell’insularità, “non da intendersi semplicemente come un limite, ma come peculiarità da far valere in Italia e in Europa”.

Proprio in riferimento all’Europa “ho trovato moltissimi punti di contatto fra noi, nell’identificazione della Sardegna quale regione pienamente europea, portatrice di valori come l’inclusione, la solidarietà e l’identità, a dimostrazione di un pensiero sempre attuale che deve essere un faro per il nostro agire quotidiano. Ai suoi familiari – conclude la Presidente della Giunta regionale – esprimo il cordoglio mio e di tutta l’amministrazione regionale”.

“Ogni nuova impresa nasce prima di tutto da un’idea, ma soprattutto dal coraggio di un giovane che decide di crederci. È in questa energia, nella voglia di costruire, sperimentare e mettersi alla prova, che la Sardegna può trovare una parte importante del proprio futuro. Il Contamination Lab offre proprio questo: uno spazio in cui i giovani possono incontrarsi, contaminare le proprie competenze, trasformare le idee in progetti e avvicinarsi concretamente al mondo dell’impresa”.

Con questo messaggio dell’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, è stato inaugurato ieri, all’Università degli Studi di Sassari, il nuovo ciclo del Contamination Lab (CLab UniSS), il percorso dedicato alla formazione e allo sviluppo della cultura dell’imprenditorialità, dell'innovazione e della sostenibilità.

L’esponente della Giunta regionale ha portato il saluto della Regione Sardegna, sottolineando il valore strategico del progetto e il ruolo centrale delle nuove generazioni per lo sviluppo dell’Isola. L’iniziativa rientra in un quadro di collaborazione che vede la legge di stabilità 2025 stanziare 400mila euro all'anno per il triennio 2025-2027, suddivisi equamente tra gli Atenei di Cagliari e Sassari.

“Guardare a questa realtà – ha sottolineato l’assessora Manca – significa puntare su conoscenza e determinazione. Il CLab è uno spazio in cui la creatività incontra il rigore e il lavoro di squadra genera innovazione. Come Regione vogliamo tradurre il sostegno ai giovani in azioni concrete, affinché un’idea valida trovi nell'Isola il terreno ideale per crescere”.

In questa direzione si inseriscono anche gli altri interventi regionali per le nuove generazioni, tra cui il Piano NEWGENS (oltre 44 milioni di euro per l'occupazione e la creazione d'impresa) e le Misure STEP (circa 36 milioni per l'alta formazione nei settori tecnologici strategici). "Iniziative come il Contamination Lab - ha concluso l’assessora Desirè Manca - dimostrano l'importanza di fare rete tra università, istituzioni e tessuto produttivo. Continueremo a sostenere questi percorsi, perché investire sui giovani significa investire sul futuro della Sardegna”.

La Regione Sardegna ha presentato ricorso al Tar contro il Ministero della Giustizia per ottenere l’accesso agli atti relativi al procedimento che ha portato al trasferimento in Sardegna di detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis.

“Lo avevamo annunciato e siamo conseguenti: ad un passaggio senza precedenti, rappresentato da una totale mancanza di collaborazione istituzionale, rispondiamo ricorrendo al Tribunale amministrativo per far valere il diritto della Sardegna a conoscere gli atti che hanno condotto alla decisione di trasferire nella nostra Isola un numero così spropositato di detenuti sottoposti al regime speciale, discriminando di fatto la Sardegna rispetto alle altre regioni. Non arretriamo di un passo”, dichiara la Presidente della Regione, Alessandra Todde.

La richiesta di accesso agli atti era stata inoltrata dalla Regione il 4 agosto scorso. Da allora, il Ministero della Giustizia non ha fornito alcun riscontro, fino all’arrivo nell’Isola dei primi detenuti sottoposti al regime previsto dall’articolo 41 bis della legge 26 luglio 1975, n. 354.

Il 5 settembre i primi detenuti sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Uta. “Come Presidente di una Regione autonoma sono venuta a conoscenza dell’operazione soltanto perché alla Asl 8 è stata richiesta la disponibilità di personale medico. Non una comunicazione preventiva, non una telefonata, non un confronto istituzionale”, sottolinea Todde.

Per la Presidente, l’aspetto più grave della vicenda è la discriminazione della Sardegna in una scelta adottata dallo Stato e destinata ad avere ricadute pesanti sul territorio. “Si chiede alla Sardegna, che gode di uno speciale regime di autonomia con legge Costituzionale, di farsi carico delle conseguenze di una decisione assunta senza alcuna interlocuzione istituzionale. Inoltre, il principio di insularità, riconosciuto dalla Costituzione, viene di fatto utilizzato come elemento di penalizzazione per l’Isola. È una situazione inaccettabile”.

Todde richiama inoltre le criticità che il trasferimento dei detenuti comporta per il sistema penitenziario e sanitario regionale. “Le strutture di Uta e Bancali operano già oltre la capienza ordinaria e soffrono una grave carenza di organico. A questo si aggiunge la necessità di garantire assistenza sanitaria a detenuti che presentano condizioni cliniche complesse, con un ulteriore carico sul Sistema sanitario regionale, sostenuto dai cittadini sardi, senza che lo Stato preveda alcuna forma di compensazione”.

Il ricorso al Tribunale amministrativo rappresenta il primo passo di un’azione volta a tutelare le prerogative istituzionali della Regione Sardegna. “Ho il dovere di difendere le prerogative della nostra autonomia e di tutelare il tessuto sociale ed economico dell’Isola da ogni possibile effetto derivante da decisioni assunte senza coinvolgere il territorio. Su questo fronte continueremo a far valere con determinazione le ragioni della Sardegna. Non ci fermeremo”, conclude la Presidente.

Accelerano i prezzi a Cagliari. Nel mese di agosto l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, il cosiddetto NIC, ha registrato un aumento dello 0,9% rispetto a luglio, confermando una dinamica al rialzo più marcata rispetto a quella osservata nel mese precedente.

A luglio, infatti, la variazione congiunturale si era fermata al +0,5%. Nel giro di un mese il ritmo di crescita dei prezzi è quindi aumentato, con un incremento che emerge ancora più chiaramente guardando al confronto con lo scorso anno.

Su base tendenziale, vale a dire mettendo a confronto agosto 2026 con lo stesso mese del 2025, l'indice segna infatti un +3,4%. Anche in questo caso si registra un'accelerazione: a luglio l'aumento annuo dei prezzi era stato del 2,7%.

I due indicatori permettono di leggere il fenomeno da prospettive differenti. La variazione congiunturale fotografa ciò che è accaduto nell'arco di un solo mese e indica quanto siano cambiati mediamente i prezzi rispetto a luglio. Quella tendenziale, invece, consente di misurare l'andamento su un periodo più lungo, confrontando il livello attuale con quello registrato dodici mesi prima.

I dati di agosto mostrano dunque una doppia accelerazione per Cagliari: i prezzi crescono più rapidamente sia rispetto al mese precedente sia nel confronto annuale.

Per le famiglie il dato tendenziale del 3,4% significa che, considerando complessivamente il paniere di beni e servizi utilizzato per calcolare l'indice, il livello medio dei prezzi risulta sensibilmente superiore rispetto a quello di un anno fa.

Il dato generale non permette, da solo, di stabilire quali prodotti o servizi abbiano contribuito maggiormente all'aumento: per individuare le voci che hanno spinto l'inflazione è necessario analizzare le variazioni delle singole divisioni di spesa.

La fotografia complessiva di agosto è però già chiara: dopo il +2,7% annuo registrato a luglio, l'inflazione a Cagliari sale al 3,4%, mentre su base mensile l'incremento passa dallo 0,5 allo 0,9%. Un'accelerazione che riporta in primo piano l'andamento del costo della vita nel capoluogo sardo.

È stata inaugurata questa mattina a Iglesias la nuova sede dell’Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, intitolata al giovane agente Michele Murenu, morto a soli 24 anni in un incidente stradale mentre si recava a spegnere un incendio. Originario di Assemini, Murenu prestava servizio presso la Stazione forestale di Santadi. Il 24 agosto 2024 stava raggiungendo un incendio boschivo nel territorio di Villaperuccio, in località Nuraghe de is Animas, quando il mezzo di servizio sul quale viaggiava insieme a una collega rimase coinvolto in un incidente.

“Per me è importante che questa sede porti il nome di Michele soprattutto pensando alle nuove generazioni di forestali che entreranno nel Corpo. Ogni volta che varcheranno la soglia di questo Ispettorato vedranno il suo nome, si chiederanno chi fosse, conosceranno la sua storia attraverso i colleghi e comprenderanno i valori che ha rappresentato”, ha detto la presidente della Regione Alessandra Todde durante la cerimonia, alla quale hanno partecipato i genitori di Michele, Mario e Cristina, e numerose autorità civili e militari.

“È questo che rende questa sede qualcosa di più di un edificio operativo o amministrativo”, ha proseguito la presidente. “La storia di Michele ci permette di trasmettere alle nuove generazioni i valori che hanno accompagnato il suo lavoro nel Corpo e che ha lasciato ai colleghi che lo hanno conosciuto. Il sacrificio, l’onestà, la discrezione e la dedizione al lavoro sono principi che spesso diamo per scontati e che scontati non sono affatto”.

La presidente Todde, anche in qualità di Capo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ha rivolto alla famiglia del giovane agente la vicinanza sua, della Giunta regionale e delle donne e degli uomini del Corpo. “La memoria istituzionale serve a ricordare le persone e a consentire a una comunità di custodire ciò che hanno rappresentato e trasmetterlo nel tempo. Il Corpo forestale è una famiglia e ha il compito di conservare la memoria di chi ne ha fatto parte, insieme alle motivazioni e all’entusiasmo con cui tanti giovani scelgono di indossare questa divisa e di mettersi al servizio della Sardegna. Michele rappresenta tutto questo”.

Todde ha poi richiamato il significato dell’ulivo donato dalla famiglia Murenu e piantato davanti alla nuova sede. “L’ulivo è una pianta capace di resistere al tempo, agli incendi e alle avversità. Vederlo crescere insieme a questo luogo credo sia una delle testimonianze più belle. Entrando qui vedremo la targa, vedremo l’ulivo e i colleghi che ogni giorno daranno vita a questa sede. Attraverso tutto questo continueremo a vedere Michele”.

La nuova sede dell’Ispettorato ripartimentale di Iglesias, dotata anche di una base elicotteri, costituisce un importante presidio per la tutela dell’ambiente e del patrimonio forestale, oltre che per la sicurezza del territorio e della comunità iglesiente.

Al recupero e alla valorizzazione della struttura hanno contribuito anche la Provincia e il Comune di Iglesias.

“L’inaugurazione della nuova sede rappresenta un momento di grande importanza per il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e per tutto il territorio della giurisdizione”, ha spiegato il Comandante del Corpo, Gianluca Cocco, evidenziando il ruolo del Comune di Iglesias, proprietario dell’immobile, che “ha profuso uno straordinario impegno amministrativo, economico e operativo, dimostrando encomiabili disponibilità e sensibilità”.

“Oggi si inaugura una struttura moderna e funzionale e, insieme ad essa, un luogo che custodirà una memoria e testimonierà un esempio per le generazioni future. La scelta di intitolare questa sede all’agente forestale Michele Murenu è un atto di riconoscenza e di profondo rispetto dell’Amministrazione regionale verso un giovane uomo che, incarnando il senso di responsabilità e lo spirito di servizio che appartengono alla nostra divisa, ha perso la vita a soli 24 anni servendo il proprio territorio”, ha aggiunto Cocco.

Il Comandante ha infine sottolineato il gesto dei genitori del giovane agente, che hanno donato l’ulivo piantato davanti alla sede dell’Ispettorato, affidandogli il compito di custodire la memoria del figlio.

“L’ulivo sarà la testimonianza viva di un figlio, di un collega e di un servitore dell’Amministrazione che resterà per sempre nella memoria collettiva. Questa sede sarà un luogo di lavoro, di presidio e di intervento, nel quale la storia di Michele continuerà ad accompagnare le generazioni di forestali che verranno”.

Dalla scuola alla palestra, fino alle gite e alle attività extrascolastiche: per i bambini e i ragazzi con diabete di tipo 1 in Sardegna arriva un sistema di assistenza pensato per accompagnarli anche fuori dall’ambiente familiare. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la prima legge regionale in Italia interamente dedicata alla tutela e all’inclusione dei minori con questa patologia.

Il provvedimento punta a risolvere uno dei problemi che più pesano sulla quotidianità delle famiglie: la necessità, in alcuni casi, che siano proprio i genitori a intervenire o ad affiancare i figli durante le ore trascorse a scuola, nello sport o nelle altre attività per garantire la corretta gestione della malattia.

La nuova legge introduce per questo una formazione specifica e continuativa destinata a insegnanti, personale scolastico, educatori e operatori sportivi. L’obiettivo è creare adulti di riferimento preparati a riconoscere e affrontare situazioni come ipoglicemie e iperglicemie e a garantire la continuità della terapia, senza trascurare gli aspetti psicologici, educativi e relazionali legati alla malattia.

La Sardegna costruirà inoltre una rete regionale della diabetologia pediatrica, con un Centro diabetologico specialistico di riferimento e organismi multiprofessionali a livello territoriale. Nascerà anche un Registro regionale dei minori con diabete di tipo 1, collegato al Fascicolo sanitario elettronico, per migliorare il monitoraggio e la programmazione dell’assistenza.

Il tema assume un peso particolare nell’Isola, dove l’incidenza del diabete di tipo 1 in età pediatrica è particolarmente elevata. Proprio questa specificità ha contribuito negli ultimi anni a portare al centro del confronto non soltanto la cura della patologia, ma anche la possibilità per bambini e adolescenti di vivere con maggiore autonomia la propria quotidianità.

La legge arriva al termine di un percorso politico trasversale. Il testo approvato dall’Aula nasce infatti dall’unificazione di due proposte presentate nel 2025, provenienti da maggioranza e opposizione, ed era già stato approvato all’unanimità dalla commissione Sanità.

Per mettere in funzione il nuovo sistema sono previste risorse superiori a 1,2 milioni di euro per il 2026. Tra gli investimenti principali, 549mila euro sono destinati alla realizzazione o all’adeguamento del centro pediatrico specialistico e altri 549mila allo sviluppo della piattaforma informativa. Alla formazione vengono riservati 30.500 euro. Dal 2027 sono inoltre previsti 82.350 euro l’anno per la manutenzione della piattaforma.

Il principio alla base del provvedimento è quello dell’inclusione: fare in modo che la gestione del diabete non diventi un ostacolo alla partecipazione alla vita scolastica, sociale e sportiva.

La Sardegna prova così a trasformare una propria particolare fragilità sanitaria in un modello di tutela: non soltanto curare il diabete di tipo 1, ma creare intorno ai minori una rete capace di consentire loro di frequentare la scuola, praticare sport e partecipare alle attività quotidiane con maggiore sicurezza e autonomia.

La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha incontrato questa mattina a Villa Devoto l’Ambasciatore di Svizzera in Italia Roberto Balzaretti, nell’ambito della tappa sarda di “In Cammino con la Svizzera”, il progetto promosso dall’Ambasciata che porterà Balzaretti a visitare tutte le venti regioni italiane entro il 2027.

Al centro del colloquio le opportunità di collaborazione tra Sardegna e Svizzera, a partire dalla ricerca scientifica e dall’Einstein Telescope. La Confederazione elvetica, tra i Paesi fondatori del CERN di Ginevra, dispone di un sistema scientifico e industriale altamente specializzato, con competenze tecnologiche che possono contribuire alla filiera legata alla candidatura di Sos Enattos a ospitare la futura infrastruttura europea per lo studio delle onde gravitazionali.

“L’Einstein Telescope può costruire intorno alla Sardegna una rete internazionale capace di mettere in relazione ricerca e impresa. La Svizzera è un interlocutore di grande interesse per la qualità del suo sistema scientifico e per le sue competenze industriali specializzate. Vogliamo lavorare perché la candidatura di Sos Enattos generi relazioni e opportunità già nel percorso verso la realizzazione dell’infrastruttura”, ha dichiarato la presidente Todde.

Il confronto ha riguardato anche l’alta formazione nel settore turistico e ricettivo. La Svizzera vanta una lunga esperienza nell’hospitality management e ospita realtà di riferimento internazionale come la EHL Hospitality Business School di Losanna, fondata nel 1893 come École hôtelière de Lausanne.

La presidente Todde ha espresso l’interesse della Regione ad avviare una collaborazione per rafforzare in Sardegna la formazione manageriale nel comparto turistico.

“La qualità dell’offerta turistica passa dalla capacità di investire sulle competenze. Vogliamo formare in Sardegna figure manageriali capaci di guidare strutture e imprese sui mercati internazionali e accompagnare la crescita del settore. L’esperienza svizzera può rappresentare un riferimento importante per costruire collaborazioni concrete”, ha concluso la presidente.

Dopo oltre 17 anni dalla fine delle attività produttive, il complesso industriale ex Keller di Villacidro si prepara a una nuova fase della propria storia attraverso un progetto di riqualificazione e rilancio promosso dal Gruppo Bertolotti, leader mondiale nel settore della meccanica pesante e dell'automazione, che trasformerà lo stabilimento in un polo produttivo dedicato alla fabbricazione di veicoli ferroviari.
Il programma di reindustrializzazione è stato presentato questo pomeriggio a Villacidro nella sede del Consorzio industriale provinciale del Medio Campidano, alla presenza della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, dell’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, dell’amministratore delegato del Gruppo Bertolotti, Luca Barneschi, e del presidente del Consorzio, Enrico Caboni.
 
Nei giorni scorsi è stato siglato il contratto di locazione tra il Consorzio, attuale proprietario del compendio, e l’azienda toscana, creando così le condizioni operative per l’avvio della reindustrializzazione dell’ex Keller e per la realizzazione del progetto industriale presentato da Bertolotti.
 
“Quella che presentiamo oggi non è soltanto la riapertura di uno stabilimento industriale. È la dimostrazione che la Sardegna può tornare a essere terra di produzione, innovazione e lavoro qualificato. Per troppo tempo l'ex Keller è stata il simbolo di una crisi industriale che sembrava senza soluzione. Oggi quel simbolo cambia segno e diventa il punto di partenza di un nuovo progetto capace di riportare attività produttive, competenze e prospettive occupazionali in un territorio che ha pagato un prezzo molto alto alla deindustrializzazione”, dichiara la Presidente della Regione.
 
“La Regione – sottolinea Todde – ha scelto di accompagnare questo percorso con determinazione, lavorando insieme al Consorzio industriale e agli attori coinvolti per creare le condizioni necessarie all'investimento. L'arrivo del Gruppo Bertolotti conferma che esiste fiducia nelle potenzialità della Sardegna quando istituzioni e imprese condividono una visione industriale credibile e di lungo periodo”.
 
“La Regione e il Consorzio industriale di Villacidro”, specifica l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, “hanno lavorato mesi dietro le quinte per giungere a questo traguardo, la reindustrializzazione di un sito che ha segnato una parte importante della storia industriale della Sardegna e che è rimasto fermo per oltre 17 anni. Oggi abbiamo l’opportunità concreta di riportarlo alla produzione, restituendo a questo territorio un presidio industriale e creando nuove opportunità di lavoro e di sviluppo non soltanto per il Medio Campidano, ma per l’intero sistema industriale regionale”.
 
“Non siamo semplicemente davanti alla riapertura di uno stabilimento – aggiunge – ma siamo davanti alla possibilità di costruire, su un sito industriale storico, una nuova piattaforma produttiva moderna, tecnologicamente avanzata e competitiva, inserita nella filiera ferroviaria. C’è anche un elemento di continuità con la storia della Keller. Il settore di riferimento rimane quello della produzione di manufatti e veicoli ferroviari, ma dopo quasi vent’anni le tecnologie, i processi produttivi e i prodotti sono cambiati. Il nuovo progetto guarda in particolare alla mobilità leggera e a una nuova generazione di produzioni ferroviarie, mettendo insieme competenze industriali, innovazione e nuove tecnologie”.
 
"Il Consorzio – sottolinea il presidente Enrico Caboni – ha svolto fino in fondo il proprio ruolo, lavorando per rendere possibile il ritorno di un’attività produttiva in un’area strategica come l’ex Keller. La presentazione di oggi dimostra che, quando istituzioni e soggetti industriali lavorano nella stessa direzione, anche una situazione complessa può essere superata e trasformarsi in una prospettiva concreta, consentendo di guardare nuovamente al futuro con fiducia".
 
“Abbiamo ufficialmente acquisito la gestione di un importante compendio industriale tramite un contratto di affitto strategico. Questo passo fondamentale punta ad ampliare la nostra capacità produttiva e a consolidare la presenza di Bertolotti sui mercati internazionali”, afferma Luca Barneschi, amministratore delegato di Bertolotti, che poi aggiunge: “È un traguardo frutto di un eccezionale lavoro di squadra: ringraziamo la Presidenza della Regione, l'Assessorato all'Industria e il Consorzio Industriale di Villacidro per la costante collaborazione e l'approccio proattivo. È l'esempio di come la sinergia pubblico-privato possa rilanciare asset strategici creando valore per il territorio. Con basi operative e accordi istituzionali ormai solidi, la concretizzazione dei primi ordini e l'apporto di parte del backlog di gruppo saranno il volano iniziale per spingere sul mercato una strategia in costante evoluzione. Troppo spesso confrontiamo il presente con un passato glorioso con un senso di malinconia; qui, invece, vogliamo costruire una realtà che non cerchi una semplice rivincita, ma che sappia essere un punto di riferimento e di visione per le nuove generazioni. Abbiamo scelto questo sito specifico proprio con questa chiara visione sociale: individuare risorse sul territorio, formarle e farle crescere per proiettarle verso una competitività internazionale. Il sito ospiterà infatti una propria Academy, dove confluiranno altissime professionalità di settore con l'obiettivo di realizzare qualcosa di mai visto prima in questo ambito”.
 
Il progetto
 
Il piano, presentato da Bertolotti a seguito dell’avviso di manifestazione di interesse pubblicato dal Consorzio industriale a ottobre 2025, prevede la riqualificazione dello stabilimento e la sua trasformazione in un nuovo sito, incentrato prevalentemente sulla produzione di veicoli ferroviari. L’impianto diventerà il principale stabilimento del gruppo dedicato al segmento in forte crescita della mobilità leggera, integrandosi nella divisione Vehicles. Le attività includeranno sia la lavorazione dell’acciaio sia la costruzione di mezzi ferroviari, con produzioni che andranno dai semilavorati ai veicoli assemblati.
 
Il cronoprogramma prevede innanzitutto la bonifica e il ripristino del sito, quindi l’installazione delle strutture energetiche per l’autoconsumo e successivamente l’avvio delle linee produttive già entro il 2027, con un investimento di circa 27 milioni di euro.
Il progetto sarà articolato in tre fasi, secondo una strategia progressiva che, partendo dalle attività più immediatamente integrabili con il business attuale di Bertolotti, possa arrivare alla produzione di veicoli per il trasporto passeggeri.
 
L’impatto occupazionale crescerà progressivamente insieme allo sviluppo produttivo. Un elemento centrale dell’operazione è rappresentato, infatti, dal recupero delle competenze professionali degli ex lavoratori Keller, che saranno affiancati da nuove professionalità produttive e ingegneristiche, con il coinvolgimento degli istituti tecnici e professionali locali e delle università di Cagliari e Sassari.
 
L’ambizione del progetto va dunque oltre il semplice recupero dello stabilimento. La riapertura dell’area dovrebbe generare nuova occupazione diretta e indiretta, il coinvolgimento delle imprese locali e la crescita dell’indotto nei settori della logistica, dei trasporti, delle manutenzioni e dei servizi industriali.
 
Il contratto stipulato con Bertolotti prevede una durata di 30 anni, la riqualificazione articolata in tre fasi, con interventi coordinati tra risorse pubbliche e risorse private, un canone annuo a regime da pagare al Consorzio e l’obbligo di destinare il complesso alle attività industriali previste dal piano d’impresa.
 
"Il valore di questa operazione non si misura soltanto negli investimenti o nei numeri occupazionali che cresceranno progressivamente. Si misura nella capacità di restituire una prospettiva alle lavoratrici e ai lavoratori, di recuperare competenze che appartengono alla storia industriale di questo territorio e di costruire una nuova filiera della mobilità ferroviaria e sostenibile che guardi al futuro. È questo il modello di sviluppo che vogliamo sostenere: radicato nei territori, innovativo, competitivo e capace di generare valore per tutta la Sardegna”, conclude la Presidente della Regione.

La Regione completa lo scorrimento della graduatoria degli incentivi destinati alle famiglie sarde per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Con la determinazione appena pubblicata sono finanziate altre 4.061 domande, per complessivi 64,9 milioni di euro: 2.569 istanze nel 2026, per 39,99 milioni, e 1.492 nel 2027, per 24,91 milioni.

Il risultato porta a compimento il percorso avviato con il Progetto Pilota 2025. Delle 6.009 domande complessivamente presentate, le prime 1.290 erano state finanziate con 20 milioni di euro nel 2025; con lo scorrimento disposto dalla Giunta vengono ora finanziate tutte le ulteriori istanze risultate ammissibili. Nessuna domanda ammissibile resta quindi senza copertura finanziaria.

“È il risultato più importante di questa misura – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu - siamo partiti nel 2025 con un progetto sperimentale e, di fronte a una partecipazione straordinaria, abbiamo scelto di dare una risposta a tutte le famiglie in possesso dei requisiti. Oggi possiamo dire che tutte le domande ammissibili sono finanziate. La transizione ecologica diventa così uno strumento concreto di contrasto alla povertà energetica e di riduzione strutturale della spesa delle famiglie”.

Complessivamente, tra il progetto pilota 2025 e lo scorrimento 2026-2027, sono 5.351 le famiglie finanziate, per circa 84,9 milioni di euro di incentivi. Il programma ha inoltre generato un importante effetto sulla filiera produttiva locale: già nella fase pilota erano state coinvolte più di 200 imprese e l’87% delle aziende interessate era sardo.

L’impatto energetico e ambientale è significativo: considerando la sola potenza minima prevista dall’Avviso, i 5.351 interventi finanziati corrispondono ad almeno 16 MW di nuova capacità fotovoltaica domestica e a circa 26,8 MWh di capacità di accumulo. Applicando gli stessi parametri di stima già utilizzati dalla Regione per il settore residenziale – 1.300 ore equivalenti annue e una quota media di autoconsumo del 70% – la produzione potenziale è pari a circa 20,9 GWh di energia rinnovabile all’anno, di cui circa 14,6 GWh potenzialmente autoconsumati dalle famiglie, con una conseguente riduzione dei prelievi dalla rete e della spesa per l’energia elettrica.

“Non si tratta soltanto di finanziare l’installazione di un impianto – prosegue Piu – ma di consentire alle famiglie di ridurre in modo strutturale la spesa energetica, producendo e accumulando l’energia necessaria ai propri consumi. La Regione sostiene integralmente le spese ammissibili e, nello stesso tempo, rafforza una filiera di imprese qualificata e diffusa in tutto il territorio regionale”. Il programma non si conclude con lo scorrimento della graduatoria – precisa Piu - per il 2028 sono previsti ulteriori 27,9 milioni di euro, oltre alle eventuali economie derivanti dalle annualità precedenti, che saranno utilizzati attraverso un nuovo Avviso. La nuova fase allargherà la platea attraverso l’innalzamento della soglia ISEE e introdurrà maggiori agevolazioni e premialità per le famiglie numerose e per i nuclei con persone con disabilità, prevedendo inoltre la possibilità di finanziare impianti di maggiore potenza quando sia necessario alimentare apparecchiature elettromedicali salvavita ad alto consumo energetico”.

Sharper Cagliari 2026 – la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, si terrà venerdì 25 settembre 2026 dalle 16:30 alle 23.30 presso il Centro d'arte e cultura La Vetreria a Pirri.
La settimana che precede l’evento sarà arricchita da visite guidate e iniziative speciali pensate per avvicinare il pubblico al mondo della ricerca. Tra reperti storici, musei e laboratori interattivi, il pubblico potrà seguire le orme degli australopitechi, esplorare l’Erbario storico e scoprire tesori della botanica come i campioni di Eva Mameli Calvino. Le visite ai Musei di Fisica e Chimica condurranno tra strumenti scientifici d’epoca, enigmi astronomici e la celebre bilancia di Deleuil, protagonista della storia della chimica moderna. All’Orto Botanico, il Passione Scienza Day proporrà laboratori e incontri dedicati al cambiamento climatico, rivolti a bambini, ragazzi e famiglie. Al Museo di Zoologia sarà possibile conoscere specie estinte e minacciate, riflettendo sull’importanza della conservazione della biodiversità. La Raccolta delle Cere Anatomiche “Clemente Susini” offrirà un viaggio nell’anatomia umana e nel funzionamento dei nostri sensi. Infine, una serata speciale di giochi da tavolo permetterà di esplorare fisica, astrofisica, neutrini e Big Bang in modo divertente e coinvolgente. Le attività uniranno scienza, storia, natura e tecnologia, con esperienze adatte a tutte le età.
Un percorso tra passato e futuro della ricerca per scoprire il mondo attraverso osservazione, curiosità e partecipazione attiva.

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