Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Cagliari, obbligato a vincere
"Con il Verona non sarà decisiva ma molto importante" dice Claudio Ranieri. Il tecnico tiene alta l'asticella ma il match di Pasquetta non si può toppare. In forse dal via Luvumbo, Gaetano e Mina
Mario Frongia
Claudio Ranieri è maestro, anche, di pretattica. Così, quando a 48 ore dal Verona dice che "Non sarà una partita decisiva ma molto importante", sa bene che è vero anche il contrario. Il Cagliari ha di fronte un match da non sbagliare. Di gamba, testa e cuore. Cento minuti a mille all'ora per battere, lunedì alle 15, il Verona compagno di classifica a quota 26 punti. I dettagli? In caso di arrivo a pari punti si va in B per una serie di argomenti. Tra questi, scontri diretti (rossoblù sconfitti 2-0 all'andata), differenza reti tra le contendenti e generale (veneti messi meglio). Insomma, un faccia a faccia speciale. Sia per i 3 punti, sia per dare uno sguardo in fiducia al futuro con le big da affrontare. Ma è meglio andare una gara per volta. Questa di dopodomani non necessita di particolari motivazioni. Con la Domus sold out ("Non ho più parole per ringraziare i tifosi. Venite allo stadio e fate dieta" ironizza il tecnico), Sir Claudio inquadra il bersaglio: "Dopo il Verona ci aspettano altre otto partite. Troviamo formazioni di alta classifica. Lunedì dobbiamo cercare la vittoria, sarebbe importante poter prendere i tre punti". La frase è scontata, il senso pure. Rimane quel genere di scossa che l'allenatore di Testaccio trasmette. Al gruppo e all'ambiente, di quel che accade in società poco si sa. Ma pare che un Fondo statunitense stia lavorando sottotraccia per acquisire il club: non necessariamente una cattiva notizia, anzi. Intanto, il pomeriggio di Pasquetta 2024 - dopo il pari strappato dal Frosinone a Marassi con il Genoa - si annuncia caldissimo. Con nove partite da giocare con la rabbia e l'incoscienza di chi non vuol retrocedere. Meglio non scherzare.
Dal passato al presente. "Il Verona è meglio rispetto all’andata. Parliamo di una squadra fisica e che punta subito ad attaccare. Servirà una grande partita per riuscire a vincere" spiega Ranieri. Che accelera: "Giochiamo contro una squadra determinata che si difende bene, si chiude e riparte in velocità. Ci assomiglia, ma penso sia più fisica di noi, non a caso è la squadra che commette più falli. Per questo, serve rapidità e reattività. I singoli? Prima avevano Djuric, adesso c'è Noslin da tenere d'occhio". Il Verona, per cause societarie, ha subito una rivoluzione a gennaio con la partenza dei big. Ranieri taglia corto: "Non mi fido. Lì l'abbiamo persa pagando cara l'espulsione di Makoumbou. Ripeto, chi non giocava prima, ha avuto la possibilità di dimostrare quanto vale. In attacco sono cambiati, adesso Baroni ha due punte che vanno nello spazio".
I riabilitati. Dalla sconfitta di Monza il parco si ricompone. "I nazionali sono rientrati in buone condizioni. E anche Gaetano, Luvumbo e Oristanio possono darci una buona mano anche se non sono al massimo. Mina? Si è allenato con il gruppo ma l’ho fermato per non correre rischi. Abbiamo ancora due giorni di tempo per decidere. Sulemana? Potrà darci tanto in queste ultime gare" spiega il coach rossoblù. Il tono, condito dal solito sorriso, non è particolarmente convincente. Con il poker di acciaccati che può essere della gara, la musica potrebbe essere innegabilmente diversa. Senza, specie in avanti, è complicato segnare. E per battere il Verona fame, abilità e cattiveria sotto porta saranno decisive. Si vedrà.
Cagliari, a Pasquetta caccia ai 3 punti
Il Verona alla Domus, match da giocare senza paure e tatticismi. La vittoria con la squadra di Baroni vale mezza salvezza
Mario Frongia
Claudio Ranieri arriva alla sfida con il Verona, che da sola vale mezza salvezza, con una lista di variabili da brivido. Il post sosta, la sconfitta di Monza che ha interrotto la serie positiva con 8 punti in quattro gare, gli impegni dei nazionali in Europa e oltre oceano, gli acciaccati. Lo fa dopo aver abbandonato il terzetto di coda. Ma ai suoi chiede - anzi, li obbliga - di non pensarci. Dopo ventinove giornate, ventotto giocate nei seggiolini che portano alla B, il Cagliari deve ragionare da condannato. La posizione ideale per non mollare di un centimetro, ribattere colpo su colpo, raschiare fino all'ultima goccia di energia. Con i veneti - che arrivano senza Suslov e Folorunsho: giro fortunato per i rossoblù! - non sono ammesse sbavature. Anche perché tutto si accorcia. E le altre saranno più determinate che mai. Dando per pressoché spacciata la Salernitana a quota 14, Sassuolo (23), Frosinone (24), Empoli (25), Cagliari e Verona appaiate (26), Udinese (27) e Lecce (28) se la giocano alla morte. Tra le pericolanti, sabato il Frosinone va a Genova. Ma è lunedì 1° aprile che lo show si accende. Alla Domus alle 15 il match tra le formazioni di Ranieri e Baroni. In contemporanea, per la trentesima di campionato, si giocano Sassuolo-Udinese, Lecce-Roma, Bologna-Salernitana e, alle 20.45, Inter-Empoli. Facile pronosticare che si tratti di partite fondamentali per il destino delle peggiori otto della serie A. La sensazione è che Lecce e Frosinone siano alla quasi canna del gas. Mentre per Sassuolo, anche senza Berardi, Empoli, con Nicola che non cede, e Udinese, strutturata fisicamente, Verona, in buone condizioni mentali nonostante sia stata spolpata a gennaio, e Cagliari in versione play off Bari, il tutto possa chiudersi con la permanenza tra le migliori venti d'Italia. I bookmakers, con l'ausilio di algoritmi, precedenti, trend, calendario, infortuni, momento eccetera, per le due poltroncine ancora libere danno più a rischio proprio Cagliari, Empoli e Frosinone. Per Sir Claudio un motivo in più per motivare i suoi. Ed esorcizzare, visto che c'è e non guasta, gli scontati quanto inopportuni peana societari su impegno, attaccamento ai colori sociali, sforzo e "tutti assieme ce la faremo!"
Una giostra folle. Mina, Gaetano e Luvumbo sono il tris che permette al tecnico di giocare con meno patemi. Il punto interrogativo riguarda le condizioni del terzetto, reduce da acciacchi muscolari. Con i tre in campo, il discorso cambia e non di poco. Sia per presenza fisica e leadership (Mina), sia per tecnica e imprevedibilità tra le linee (Gaetano), sia per le accelerate (Luvumbo) è innegabile che il poter contare sul trio è basilare per approcciare ai venti al meglio. La squadra, che si è ritrovata oggi ad Asseminello, ha riacceso i motori senza i nazionali. Tra amichevoli e gare di qualificazione sono in giro Makoumbou, in Francia con il suo Congo, Shomurodov con l'Uzbekistan ha giocato contro Hong Kong e si è infortunato, Lapadula è a Lima con il Perù, match con la Repubblica Dominicana. Il bomber dovrebbe mettersi a disposizione giovedì. Domani sono in rientro Prati e Oristanio (Under 21), Nandez (Uruguay), Hatzidiakos (Grecia) e Obert (Slovacchia). Insomma, per l'allenatore di Testaccio le valutazioni saranno delicate. "Per stare in A serviranno 36, 37 punti" le stime di Ranieri. Occorre vincere gli scontri diretti. Dopo il Verona alla Domus arriva l'Atalanta, quindi si incrociano Inter a San Siro e Juve in casa. Poi, si va a Marassi con il Genoa, scontro direttissimo alla Domus con il Lecce, il Milan fuori, il Sassuolo al Mapei stadium e e la Fiorentina alla Domus. Per le ultime tre gare, meglio prima, potrebbero tornare a disposizione Petagna, Mancosu e Pavoletti. Ma adesso c'è da pensare al Verona.
Sardegna Ricerche, l'innovazione d'eccellenza per gli enti pubblici
Appalti e percorsi che facilitano il lavoro delle amministrazioni. L'ente diretto da da Maria Assunta Serra brucia le tappe e prende il premio da 75mila euro, applausi e congratulazioni al summit europeo in corso a Bruxelles
Mario Frongia
L'innovazione come un'obbligata e virtuosa linea di sviluppo. La ricerca che inquadra presente e futuro. Un pool selezionato, competente e motivato. Una questione, in definitiva, di energie. condivisione, scienza e sguardo a un futuro che è sempre più presente. Se poi ci si mette quel pizzico di determinazione e orgoglio isolano, il quadro è completo. Ecco perché non può essere un caso che in un settore fortemente competitivo su scala internazionale, l'unica struttura del settore che sventola il tricolore in Europa, sia made in Sardinia. Selezionata per la categoria “Innovation procurement iniziative”, tra i tanti finalisti Sardegna Ricerche è stata premiata a Bruxelles da una giuria di esperti. Podio superlativo, accreditamento e reputazione che cresce. Per Maria Assunta Serra, direttore generale dell'azienda ai vertici delle attività di ricerca, un motivo d'orgoglio e soddisfazione condiviso con collaboratori e dipendenti. Applausi e congratulazioni sono arrivate ieri pomeriggio, proprio nel cuore del summit dell’European innovation council.
Gli appalti innovativi. Il progetto, realizzato con i fondi del Fesr 2014/20, prevede vari step strategici per Sardegna Ricerche. "Parliamo di modelli, dinamiche e piano d'azione che contribuiscono a modernizzare il settore pubblico con soluzioni più efficienti ed economiche. Ma non solo. Si tratta di ricerche - spiega la dottoressa Serra - che facilitano l’accesso al mercato a nuovi operatori. E pensiamo soprattutto alle piccole e medie imprese. In sostanza,, si tratta di percorsi che riescono a dare risposte tecnologiche alle necessità delle pubbliche amministrazioni che non trovano soluzioni sul mercato. Un esempio? Dagli appalti innovativi che abbiamo messo in atto sono nati i lampioni intelligenti voluti dal Comune di Monserrato per migliorare il traffico che, attraverso dei sensori collegati con la centrale della polizia municipale, segnalano le lunghe code o gli incidenti stradali, consentendo un intervento mirato alle forze dell’ordine". Soluzioni funzionale, capaci di chiudere al meglio, per i cittadini e le municipalità, situazioni di disagio e pericolo. E ancora. "Abbiamo messo a punto anche le barriere smart del comune di Pula che ha così trovato il sistema per tutelare la laguna di Nora anche in caso di alluvioni o forti piogge evitando danni all’ecosistema e alle imprese della zona" rimarca il dg.
Gioco di squadra. Sempre con il supporto di Sardegna Ricerche, il Policlinico Universitario di Cagliari sta realizzando un nuovo strumento per la diagnosi precoce del tumore del colon retto. L'Areus (Azienda regionale emergenza urgenza Sardegna) ha completato con successo un appalto di innovazione per guidare gli elicotteri con nuovi strumenti di assistenza al volo e all’atterraggio in condizioni meteo avverse. Mentre il comune di Fonni ha creato un prototipo di bidone intelligente per la raccolta differenziata. "Da decenni siamo impegnati nella promozione della ricerca e dell'innovazione con particolare attenzione alle piccole imprese. Anche per questo offriamo programmi di finanziamento e supporto per gli appalti di innovazione lanciati dalle pubbliche amministrazioni regionali, al fine di consentire loro di analizzare e soddisfare le proprie esigenze tecnologiche. Inoltre - dice Maria Assunta Serra - li aiutiamo a indirizzare al mercato una domanda di innovazione che prima non era contemplata, costruendo un nuovo quadro che definiamo amichevole”. Ma non è tutto. Con l’Innovation procurement Sardegna Ricerche e la Regione Sardegna hanno coniugato il concetto di innovazione e il concetto di acquisto pubblico aiutando gli enti locali regionali, "anche i piccoli comuni, in un percorso collaborativo non centralizzato" chiosa il dg. Il premio, consegnato ieri da Jo Brouns, ministro fiammingo per l’Economia e l’innovazione, e da Elisa Ferreira, commissaria europea per la coesione, prevede anche un contributo da 75mila euro. Il progetto per la partecipazione all’Euipa è stato realizzato con il supporto dell’ufficio della Regione a Bruxelles.
Robot in urologia: eseguiti al Brotzu oltre mille interventi
Numeri importanti dalla scuola di chirurgia robotica dell'Arnas. "Alta tecnologia ed eccellenza sono il presente della medicina" dice Agnese Foddis
Mario Frongia
Un brindisi meritato. Condiviso, frutto di un percorso complesso, con un'attenzione particolare alle innovazioni tecnologiche. Un'asticella di pregio, sostanza perfetta per i pazienti, quella che scavalca la struttura di Urologia, Trapianto di rene e Chirurgia robotica dell'Arnas Brotzu. Diretta da Andrea Solinas, l'équipe taglia un traguardo mica male con oltre mille interventi urologici robotici e seguiti. “La nostra scuola aperta a medici e infermieri, di area chirurgica di tutta Italia, agli specializzandi e ai medici in libera professione, è uno dei fiori all’occhiello dell’Azienda. Giungono al San Michele - dice Agnese Foddis, direttore generale dell'Arnas Brotzu - corsisti da mezza Italia. Qui da noi imparano le tecniche del sistema da Vinci. E con le loro nuove conoscenze, contribuiscono a potenziare un settore che, a differenza di quanto comunemente si pensi, è il presente della medicina”. Orizzonti di cura, terapie, assistenza e chirurgia di eccellenza. Staff di sala con preparazione e conoscenza all'altezza di un comparto che si evolve di continuo. Con gli specialisti e il management che rafforzano credibilità e reputazione dell'Azienda di piazzetta Ricchi. Medicina all'avanguardia. “L’Urologia ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della robotica. Ma oggi - spiega Andrea Solinas - ne facciamo largo uso anche per altre specialità come la chirurgia generale e bariatrica. Gli interventi sono realizzati con l’ausilio del robot da Vinci, la piattaforma più avanzata per la chirurgia mini-invasiva disponibile sul mercato mondiale, nonché l’evoluzione della laparoscopia tradizionale”. Un traguardo di pregio. Per una sanità che non può fermarsi ma deve accelerare. "L'obiettivo è stato colto grazie alla volontà di un intero reparto ospedaliero che ha creduto nelle formidabili potenzialità alla chirurgia robotica, considerata da tanti fantascientifica. La storia è incisa nel tempo. E racconta di passione medica, competenza, altruismo. E anche un sano e ottimistico sguardo verso il futuro. Nel febbraio del 2011 al San Michele è stato effettuato il primo intervento di chirurgia robotica. Sul tavolo operatorio un paziente alle prese con una prostatectomia radicale per carcinoma della prostata. L’anno seguente, il primario Mauro Frongia con la sua equipe, hanno eseguito il primo prelievo di rena da donatore vivente. Lo specialista, dopo aver frequentato la sala robotica dell’ospedale francese di Nancy guidata da Jason Hubert, ha visto lontano. E ha aperto una pagina indelebile della chirurgia isolana. Ma non solo. Nel 2013 il team di capitan Frongia va di nuovo a scuola. Dalla Francia agli Stati Uniti. A Chicago gli specialisti dell'Azienda cagliaritana seguono una stage curato da Enrico Benedetti, docente all'University of Illinois. La pagina seguente si scrive da sola: al rientro all’Arnas il team esegue il primo trapianto di rene interamente robotico. E poco dopo il primo doppio trapianto di rene mai eseguito al mondo. Da lì in avanti le tappe sono preziose e in continua crescita.
Il gruppo guidato da Mauro Frongia sgobba e migliora di giorno in giorno le performance. Aggiornamento, condivisione e amore per un mestiere duro quanto fondamentale per la vita di tante persone, sono i capitoli chiave. Il 2017 è un anno decisivo. Matura l'attenzione alle tecniche più avanzate e cresce il confronto con le eccellenze mondiali. Il passo è breve: al Brotzu apre la Scuola di chirurgia robotica dotata di una propria sala operatoria. Un genere di chirurgia considerata mini invasiva che permette al chirurgo di non operare direttamente con le proprie mani, "ma di utilizzare una console di comando collegata a una serie di bracci robotici. In questo modo si evitano i tremori fisiologici delle mani e si riduce la percentuale di errore. Al contempo, si velocizzano le procedure, diminuisce l’invasività degli interventi e si aumenta la precisione. E per i pazienti significa operazioni più brevi, meno dolori e cicatrici, minor tempo di recupero, che in alcuni casi si riducono a poche ore rispetto ai giorni o alle settimane delle tecniche tradizionali. A tutto vantaggio dei costi e dell’efficienza dei reparti ospedalieri" rimarca una nota dell'Arnas. La questione è chiara: per poter manovrare il robot servono competenze molto elevate da parte del chirurgo e del personale di sala: "Non a caso è obbligatorio che ogni manovra venga eseguita sotto il diretto controllo del chirurgo, non effettuabile altrimenti. Ripetuti controlli di sicurezza impediscono qualsiasi movimento indipendente degli strumenti o delle braccia robotiche. Si tratta di competenze che si acquisiscono attraverso una specifica alta formazione, garantita dalla scuola dell’Azienda diretta da Agnese Foddis.
Andrea Mura, una storia di mare e rispetto per l’ambiente
Il velista cagliaritano si è piazzato terzo nella regata in solitaria Global. È il primo sardo e il quinto italiano a riuscirci. “Ma adesso riparto” dice con un sorriso
Mario Frongia
Anche di fronte a fortunali e tempeste ha reagito con un sorriso sincero. Guasti meccanici, manutenzioni impegnative, onde alte dieci metri. A migliaia di chilometri dalla costa più vicina. Luoghi esotici, da Capo Horn agli oceani più temuti. Anche da chi va per mare da bambino. Andrea Mura è approdato l’altra sera a Marina La Coruña, in Spagna. Ha chiuso il giro del mondo in solitaria dopo quattro mesi di forti temporali, vortici, buriane. “Il momento più difficile? Le onde alte sette metri e un vento da 40 nodi al largo dell’Argentina”. Il sorriso viene inquadrato da telecamere e fotoreporter. Andrea e il suo Vento di Sardegna sono la notizia. Un ottimo esempio di professionalità, passione, temperamento. Quattro mesi di navigazione per compiere la Global Solo Challenge. Un giro del mondo che non fa sconti, meno che mai ai velisti più esperti. Una circumnavigazione senza scalo e assistenza. Sotto peso forma di svariati chili, il volto cotto da salsedine e sole, Andrea Mura è un buon esempio per i giovani, per quanti amano lo sport, per coloro che vogliono cimentarsi con rinunce e sacrifici. Mai domo, classe 1964, ha già in mente da dove ripartire. E l’ha detto ai cronisti appena sbarcato in Galizia: “Sì, le sirene dell'Oceano mi chiamano. Mi piace pensare a un'altra impresa, simile a questa che ho appena concluso. Una sfida che giorno dopo giorno, miglia dopo miglia, ha pian piano selezionato i concorrenti. Siamo partiti in sedici l’autunno scorso da La Coruna e siamo arrivati in sette”. Dunque, neanche il tempo di rassettare le vele ed ecco il nuovo obiettivo: “La Vendèe Globe, la circumnavigazione del globo non stop. Si arriva e parte dal porto francese Les Sables d'Olonne, nel dipartimento della Vandea. La regata è simile alla Global ma si svolge con barche tutte uguali, molto più grandi e performanti, come gli Imoca 60, mono scafi di 60 piedi”.
Si ripassa dal terzo posto nella Global. Un piazzamento che ha confermato le abilità nautiche di Andrea Mura. Vento di Sardegna, Open 50 varato nel 2001, ha fatto egregiamente la sua parte. Ma il coraggio e la determinazione del velista cagliaritano hanno fatto la differenza. Senza non si reggono le 26mila miglia del tracciato. Con il nodo Sud America che non si scorda. “Nella risalita dell'Atlantico, al largo di Buenos Aires sono incappato in una tempesta, con vento di 40 nodi e onde che hanno raggiunto i sette metri di altezza. Condizioni estreme che hanno quasi rovesciato la barca, una botta terribile che per fortuna non mi ha provocato dei danni alla schiena. Beh, quella volta mi sono davvero spaventato e ho avuto paura” ha raccontato con l’immancabile sorriso, noto anche al grande pubblico televisivo che lo ha seguito grazie ai video inviati alle emittenti locali e nazionali. Il terzo posto lo ha catapultato nella storia della navigazione oceanica. Intanto, è il primo sardo che ha circumnavigato la terra su una barca a vela. Ed il quinto tra gli italiani. A La Coruña si è goduto gli applausi dei tifosi e degli amici. E, soprattutto, l’abbraccio della moglie Daniela e dei figli Lucas e Marvel. “Cosa significa questo viaggio? Servirebbe tanto tempo per raccontare il significato profondo di questo lungo viaggio negli oceani. Ma ci provo in due parole. La prima è l'amore, per il mare, per l'ambiente, per noi stessi, per gli altri. La seconda è il rispetto. E penso all'ambiente e alla vita. Potrà sembrare banale ma queste due parole sono sempre con me. Qui in Spagna non è la fine ma l'inizio di tante altre avventure”.
Ranieri, Monza con più qualità
“Noi siamo questi ma abbiamo perso per un episodio. Ci siamo stati con il cuore”. Per il Verona i rientri di Mina, Luvumbo e Gaetano
Mario Frongia
La giostra prosegue. E non è una notizia: per stare in A, se per ventisette giornate sei stato tra le ultime tre, serve qualità e continuità. Il Cagliari ha altro: “Cuore. Questa sconfitta non è un passo indietro” dice il tecnico. Ma talvolta non è bastato. Il Monza si è presa la posta massima con il minimo sforzo, un Maradonata di Daniele Maldini su punizione. Claudio Ranieri la prende larga. “Noi? Un solo tiro in porta e Lapadula era in fuorigioco. Sapevamo delle qualità del Monza, abbiamo approcciato in modo compatto. Ma non voglio usare scuse anche se ci mancavano giocatori di qualità e rapidità”. L’accenno ai forfait di Mina e Gateano, più Luvumbo, è chiaro. Il trio dovrebbe esserci alla Domus alla prossima, dopo la sosta contro il Verona. Un altro, l’ennesimo, faccia a faccia che vale un pezzo di salvezza. Sir Claudio rimarca un aspetto: “I ragazzi hanno dato tutto e ho fatto loro i complimenti. Avevamo impostato la gara nelle ripartenze. Nel secondo tempo abbiamo rischiato qualcosa di più. Qualità? Questa è la nostra. Ci dispiace non aver dato una gioia ai nostri tifosi, quello sì”. Ecco, la qualità. L’onestà intellettuale del tecnico è merce rara nel settore. E le mistificazioni societarie non aiutano, anzi. Il Cagliari, anche se i tifosi devono giustamente gioire per la doppietta e il recupero di Shomurodov, si aspettavano altro. Adesso, si attendono Petagna e Pavoletti. Mentre da Hatzidiakos a Wieteska, e contro il Monza, anche Jankto è stato sotto la sufficienza, le risposte sono quelle che sono.
Il bersaglio. Sul tema caratteristiche tecniche, Ranieri non fa sconti: “Se paragoniamo la nostra qualità a quella del Monza forse non abbiamo capito bene la differenza che c’è tra noi e loro”. Tono serio e sostenuto. Pausa. E ripresa: “Siamo fieri di quello che abbiamo fatto. Palladino ha messo su un bel gruppo, giocatori con esperienza, gioventù e qualità. Li avevamo imbrigliati bene ma sulle palle inattive non puoi farci niente. Sono una bella squadra”. Il tecnico rientra nella gara. “Makoumbou non stava bene, sapevo che non poteva dare il suo solito contributo e l’ho sostituito all’intervallo”. Quindi, il commento, inevitabile e non piagnucoloso, sugli assenti: “Gaetano e Mina? Sì, ci sono mancati. Come Luvumbo, ci danno imprevedibilità, ma non voglio parlare degli assenti. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, loro hanno trovato il gol alla fine del primo tempo. Peccato”. Si passa oltre. “Non sono deluso per non aver fatto punti, sono soddisfatto della prova dei miei. Leviamoci via le parole negative dalla testa, pensiamo al lavoro e al sacrificio che serve per salvarci. Dopo la sosta dovrei recuperare Mina, Gaetano e Luvumbo”.
Sguardo sul futuro. “I ragazzi? Sono dispiaciuti ma mi sono complimentato. Ripeto, abbiamo trovato una squadra che gioca bene a calcio, abbiamo sbagliato ma non rimprovero nulla ai ragazzi. Ho sempre detto che ci salveremo, se lo faremo, solo all’ultima giornata. Non pecchiamo di euforia dopo aver tirato fuori la testa dall’acqua”. Spazio anche alle battute: “Quando non vinco i miei cambi sono sempre tardivi!”. In sala stampa si sorride. Sir Claudio si porta avanti: “La sosta arriva nel momento migliore per recuperare la condizione. Aver perso a Monza non sposta nulla. Sappiamo di dover lottare fino all’ultimo, con grande motivazione, poi vedremo il risultato. Intanto, faccio i complimenti a Maldini, ha trovato l’angolo giusto”. In chiusura il plauso ai 2.400 tifosi rossoblù accorsi al Brianteo. “Volevamo fare una grande partita per loro, siamo contenti che ci seguano con passione e con supporto. Solo così ci possiamo salvare».
Cagliari, ko su prodezza di Maldini
Il Monza passa di misura, il pari sarebbe stato più giusto. Poca qualità nella gestione della palla, solita fatica nel finalizzare. Adesso la sosta e a Pasquetta il Verona alla Domus
Mario Frongia
La apre Maldini con un capolavoro - che firma anche il primo tiro del match, il secondo è di Nandez - ma il Cagliari si trova sotto, e finirà per perderla, senza meritarlo. A Monza si interrompe la serie positiva di quattro match con 8 punti. Il figlio d’arte la sblocca con una magia su punizione, palla persa da Deiola e fallo di Nandez. La lotta per stare in A continua a non fare sconti. C'è da soffrire. E Claudio Ranieri lo sa. E non a caso il suo tormentone "ci salveremo all'ultimo secondo dell'ultima partita" è sempre attuale. Formazioni molto concentrate, attente a non dare campo e ripartenze. Con il Monza ficcante sulle fasce e alla ricerca della manovra rasoterra. Ma dura poco. Il Cagliari ha i reparti corti e in equilibrio, le marcature preventive funzionano, la schermata su Pessina, giocoliere dei padroni di casa limita i danni. Nandez è in palla, Makoumbou meno, Shomurodov e Lapadula tengono in apprensione Izzo e Pablo Mari. Dopo un avvio marcato Monza è la formazione di Claudio Ranieri a tenere il pallino. Ci provano Lapadula e Dossena, di testa a lato. Si soffre a sinistra con Colpani e Birindelli che prendono d’infilata Augello. A destra cresce Dani Mota. Lo striscione dedicato a Gigi Riva, con oltre tremila tifosi rossoblù, al Brianteo, porta bene e ricorda meglio il bomber dei bomber. Senza Mina e Gaetano, gli acquisti di riparazione. Al loro posto Wieteska, più limiti che opportunità sinora. Con Lapadula, alla ricerca del bis, e Shomurodov resuscitato dalla doppietta alla Salernitana. Con Oristanio in panca e Jankto, abbastanza opaco nei primi 45’, alle spalle del tandem offensivo. Claudio Ranieri leva il velo. Un 4-4-2, che diventa un 4-2-3-1, di sostanza quello schierato all’UPower di Monza. Palladino chiede ai suoi di tenere alta la linea. Con Bondo che cresce e Djuric che fa i compiti a metà, stretto da Dossena. Ranieri chiede a Nandez di puntare l’ex Carboni. Ma prima del riposo è Dani Mota, su pennellata di Pessina, a graziare di testa Scuffet. L’1-0 è il cinquantesimo gol subito dal Cagliari, quarta peggior difesa del campionato.
Meno paura ma poca qualità. Sir Claudio non è soddisfatto e anticipa i cambi. Serve tecnica e geometria. Ecco Prati e Oristanio, in doccia Makoumbou e Jankto. Cambi puntuali per quello che sembra un 4-3-3 flessibile di un gruppo più consapevole dei propri mezzi e meno impaurito. Il Monza parte veloce, toppano la giocata Djuric, Dani Mota e Colpani. Il Cagliari pare meno reattivo e lucido. Nei primi dieci minuti Deiola è spesso in ritardo su Bondo, Wieteska e Dossena è impreciso. La reazione al dominio di casa è un cross teso di Augello, deviato in corner. Palladino si protegge e inserisce Gagliardini e Zerbin per Maldini e Dani Mota. Ci prova Deiola, angolo. Ripartenza dei brianzoli con Birindelli che entra in area e crossa, brivido. Pessina di testa, Scuffet blocca. La partita esce dall’anonimato e si anima. Segna Lapadula girata in rete ma il peruviano è in offside. Sale Birindelli ma è Pessina il vero metronomo della squadra lombarda: un profilo che il Cagliari non ha e non riesce a trovare da anni. Il miracolo lo firma sir Claudio, non fosse altro per il mix personalità-orgoglio-determinazione mostrato dai suoi. L’accelerata rossoblù procura due angoli. Ma Di Gregorio non soffre. I rossoblù ci credono, la volontà c’è ma manca la qualità nella rifinitura e nelle conclusioni. Entra uno degli obiettivi di mercato sfumati, Colombo per Djuric: il neo entrato cicca una ghiotta occasione di fronte a Scuffet. Azzi subentra ad Augello, Mutandwa (debutto in A per il 2003 originario dello Zambia, cinque reti e un assist nella Primavera) a Shomurodov, poca roba dall’uzbeko. A 8’ dalla fine entra Viola per Deiola. Destro di Prati, a lato. L’arbitro Marcenaro dà cinque minuti di recupero. Colombo impegna Scuffet. I 3 punti li prende il Monza, al Cagliari il rammarico di averci provati solo a tratti. Si chiude con il 62 per cento di possesso per il Monza, con 443 passaggi contro 267. L’ha decisa un capolavoro di Daniel Maldini. Ma è meglio pensare al Verona, ennesimo scontro salvezza, atteso alla Domus per Pasquetta.
Claudio Ranieri, a Monza per provarci
Il Cagliari alla caccia del quinto risultato utile di fila. Out Gaetano
Mario Frongia
"Siamo all'ultimo rettilineo, ci sono in palio 30 punti, non possiamo sbagliare una virgola". Claudio Ranieri e l'avviso ai naviganti. Il tecnico mostra serenità e freddezza: "Sono fatto così, mi tengo tutto dentro, sono asettico, devo seguire il gruppo e le partite con distacco e rigore. Ma ricordate che a Bari ho pianto". Sir Claudio e la corsa salvezza. Con un guizzo che sabato all'ex Brianteo deve diventare certezza. Punti e sostanza, anche per abbracciare idealmente i tifosi: "Mi dicono che saranno in tremila. Noi dobbiamo fare il massimo per renderli felici. Non smetterò mai di ringraziarli, l'ho detto l'anno scorso, l'ho ripetuto tante volte: senza il loro supporto faremo davvero poco". Nella conferenza pre-gara c'è spazio anche per un grazioso amarcord: trentaquattro anni fa in quello stesso stadio il Cagliari di Claudio Ranieri batte il Monza con rete di Provitali. I punti valgono per salire in A. L'allenatore di Testaccio sorride. E incassa. Si torna al presente. "Ci siamo goduti i 3 punti presi con la Salerninata ma ai ragazzi ho detto che non mi sono piaciuti i dieci minuti in cui si è perso il focus e abbiamo subito due reti. Poi, mi è piaciuta la reazione e l'aver fatto quattro gol. La verità? Dobbiamo stare sul pezzo ogni secondo. Se siamo concentrati, con un filo logico, siamo noi. Senza, non va bene". Sulla quota salvezza, poche storie: "Servono 36, 37 punti. Ripeto, non possiamo permetterci passi falsi". Neanche gli 8 punti in quattro gare rassicurano il tecnico: "Sì, ci permettono di stare in questa posizione. Ma questa serie di partite di capisce cosa possiamo fare. Il Monza gioca bene, ha grandi giocatori. All'andata hanno giocato con il 4-3-2-1, poi cambiano. Contro il Genoa sono partiti a mille, poi hanno avuto una pausa ma sono stati capaci di ribaltarla. Ecco cosa ci aspetta"
Mentalità. IL cambio di passo ha mille ragioni, dall'Udinese al Napoli alla vittoria di Empoli. Ranieri spiega: "Ci ha reso più consapevoli. Se abbassiamo l'attenzione non siamo livelli accettabili. Ci siamo resi conto che dovevamo fare ognuno il suo e non cercare di fare di più per il bene della squadra, così si va fuori rotta. Certo, non posso rimproverarli per troppo amore, ma su corner e punizioni non possiamo abbassare la soglia di concentrazione. Io l'artefice? No, sono credibile perché dico prima quello che potrebbe succedere, gli artefici sono i giocatori. I tifosi l'hanno capito. Non è facile trovare una tifoseria che ci sta dietro anche nei momenti difficili".
Presente e futuro. "Gli infortunati? Tutti evolvono al positivo, devo vedere se e cosa posso rischiare". Ma di sicuro non sarà disponibile Gaetano. "Le mie idee? La prima è quella di centrare la salvezza, la cosa più importante per tutti e per la Sardegna. Sapete che ho un contratto che finisce tara un anno. Vedremo". Ranieri ripassa dalla trasferta di dopodomani: "Stiamo concentrati. Spesso leggo che criticate il momento dei cambi, ma sappiate che è basilare capire gli attendi per togliere uno o l'altro. Con i cinque cambi il calcio è cambiato, tutti hanno capito che sono importanti in egual misura è questo è decisivo per noi allenatori". In sala stampa partono i buoni auspici. "Oristanio decisivo? Me lo auguro. Se segna Deiola dico era ora! Ma quel che conta è non prenderli". Arriva l'inciso sul mercato: "Ci abbiamo messo troppo a mettere in pari i nuovi". Infine, parentesi fuori porta. "Non giustifico D'Aversa ma ci sono mille stress per gli allenatori. Riesco a capirlo ma non va bene, ci sono tanti ragazzi che ci vedono. Episodi simili ci sono stati anche in passato. Ricordo una sfuriata di Guardiola su un giocatore ma questo se ne era già andato. Ripeto, si capisce ma non si fa".
Claudio Ranieri, a Monza per provarci
Il Cagliari alla caccia del quinto risultato utile di fila. Out Gaetano
Mario Frongia
"Siamo all'ultimo rettilineo, ci sono in palio 30 punti, non possiamo sbagliare una virgola". Claudio Ranieri e l'avviso ai naviganti. Il tecnico mostra serenità e freddezza: "Sono fatto così, mi tengo tutto dentro, sono asettico, devo seguire il gruppo e le partite con distacco e rigore. Ma ricordate che a Bari ho pianto". Sir Claudio e la corsa salvezza. Con un guizzo che sabato all'ex Brianteo deve diventare certezza. Punti e sostanza, anche per abbracciare idealmente i tifosi: "Mi dicono che saranno in tremila. Noi dobbiamo fare il massimo per renderli felici. Non smetterò mai di ringraziarli, l'ho detto l'anno scorso, l'ho ripetuto tante volte: senza il loro supporto faremo davvero poco". Nella conferenza pre-gara c'è spazio anche per un grazioso amarcord: trentaquattro anni fa in quello stesso stadio il Cagliari di Claudio Ranieri batte il Monza con rete di Provitali. I punti valgono per salire in A. L'allenatore di Testaccio sorride. E incassa. Si torna al presente. "Ci siamo goduti i 3 punti presi con la Salerninata ma ai ragazzi ho detto che non mi sono piaciuti i dieci minuti in cui si è perso il focus e abbiamo subito due reti. Poi, mi è piaciuta la reazione e l'aver fatto quattro gol. La verità? Dobbiamo stare sul pezzo ogni secondo. Se siamo concentrati, con un filo logico, siamo noi. Senza, non va bene". Sulla quota salvezza, poche storie: "Servono 36, 37 punti. Ripeto, non possiamo permetterci passi falsi". Neanche gli 8 punti in quattro gare rassicurano il tecnico: "Sì, ci permettono di stare in questa posizione. Ma questa serie di partite di capisce cosa possiamo fare. Il Monza gioca bene, ha grandi giocatori. All'andata hanno giocato con il 4-3-2-1, poi cambiano. Contro il Genoa sono partiti a mille, poi hanno avuto una pausa ma sono stati capaci di ribaltarla. Ecco cosa ci aspetta"
Mentalità. IL cambio di passo ha mille ragioni, dall'Udinese al Napoli alla vittoria di Empoli. Ranieri spiega: "Ci ha reso più consapevoli. Se abbassiamo l'attenzione non siamo livelli accettabili. Ci siamo resi conto che dovevamo fare ognuno il suo e non cercare di fare di più per il bene della squadra, così si va fuori rotta. Certo, non posso rimproverarli per troppo amore, ma su corner e punizioni non possiamo abbassare la soglia di concentrazione. Io l'artefice? No, sono credibile perché dico prima quello che potrebbe succedere, gli artefici sono i giocatori. I tifosi l'hanno capito. Non è facile trovare una tifoseria che ci sta dietro anche nei momenti difficili".
Presente e futuro. "Gli infortunati? Tutti evolvono al positivo, devo vedere se e cosa posso rischiare". Ma di sicuro non sarà disponibile Gaetano. "Le mie idee? La prima è quella di centrare la salvezza, la cosa più importante per tutti e per la Sardegna. Sapete che ho un contratto che finisce tara un anno. Vedremo". Ranieri ripassa dalla trasferta di dopodomani: "Stiamo concentrati. Spesso leggo che criticate il momento dei cambi, ma sappiate che è basilare capire gli attendi per togliere uno o l'altro. Con i cinque cambi il calcio è cambiato, tutti hanno capito che sono importanti in egual misura è questo è decisivo per noi allenatori". In sala stampa partono i buoni auspici. "Oristanio decisivo? Me lo auguro. Se segna Deiola dico era ora! Ma quel che conta è non prenderli". Arriva l'inciso sul mercato: "Ci abbiamo messo troppo a mettere in pari i nuovi". Infine, parentesi fuori porta. "Non giustifico D'Aversa ma ci sono mille stress per gli allenatori. Riesco a capirlo ma non va bene, ci sono tanti ragazzi che ci vedono. Episodi simili ci sono stati anche in passato. Ricordo una sfuriata di Guardiola su un giocatore ma questo se ne era già andato. Ripeto, si capisce ma non si fa".
Claudio Ranieri, testa e sacrificio per continuare a lottare
Un 4-2 senza sussulti: misura e compostezza dal tecnico di Testaccio. La gioia per il gol di Lapadula e il recupero di Shomurodov, doppietta, e Oristanio. "Ma dobbiamo ancora soffrire!"
Mario Frongia
La squadra è con lui. E non c'erano dubbi. La capacità di Claudio Ranieri nel ricaricare e tenere i suoi con la testa giusta, è roba nota. Poi, a fare la differenza - specie in queste ultime gare - c'è la "bolla" creata dall'allenatore di Testaccio per proteggere lo spogliatoio dalle ingerenze societarie. E i risultati arrivano. Che poi, Sir Claudio tenga il profilo basso e mantenga garbo e contesto fa parte dell'esperienza e della buona educazione.
Le arrabbiature. Claudio Ranieri si scoccia spesso. Anche quando ha appena vinto 4-2 e dato uno scossone, dopo Empoli, al campionato rossoblù. A bordo campo, a tratti, è una furia. Braccia larga, urla, indicazioni. "Non mi piacciono i passaggi all'indietro. Cosa ho detto ai ragazzi? Vediamo di salvarci, poi scherziamo e ridiamo". Ma la vittoria rende tutto più facile. "Il modulo? Dipende sempre dall'avversario. Ma una cosa è certa: se i terzini attaccano, le ali devono prenderli. Ma oggi il guaio è stato quello di non fare mai quel che abbiamo fatto noi nel secondo tempo: pensare che sul 3-0 la gara sia conclusa". Il cenno alla classifica, con il Cagliari tredicesimo in attesa che giochino le altre impelagate in fondo, è inevitabile. "Per noi non cambia nulla. Anche perché appena pensiamo che qualcosa cambi prendiamo due reti. Dobbiamo lottare sino alla fine. La mia stizza a bordo campo? Guardate la partita o guardate me! Sulle occasioni fallite da Viola e Azzi, non vi dico cosa ho provato". In sala stampa si ride.
Strategia e recuperi. La partita e l'avversario, per Ranieri non è un qualcosa che non muta. Anzi, dalle tante partite nella stessa gara si deve trovare lucidità e concentrazione. "L'amnesie e il calo di tensione che ci ha fatto prendere due reti? Male. Ma anche prima, in vantaggio 2-0, abbiamo creato buone occasioni ma non stavamo facendo quel che avevo chiesto io". Si passa ai big, da Lapadula a Gaetano e Nandez. "Sono contento per Gianluca, l'ho tolto perché ha preso un colpo sul polpaccio, devo preservarlo. Lapadula è importante, è un leader, se non fa gol sta male. L'anno scorso ne ha fatto 25, se non segna è come se non aiutasse la squadra. E io gli chiedo anche lavoro oscuro, che fa volentieri". E ancora. "Anche Gaetano ha sentito un leggero risentimento e ho preferito richiamarlo. Nandez? L'ho tolto perché ha preso un colpo". Claudio Ranieri si gode il rientro di Oristanio e Shomurodov: "Sono recuperi importanti. noi siamo qui per combattere". Sull'attaccare in velocità la coppia Fazio-Manolas, che Ranieri ha allenato, poche storie: "Li conosco bene. Come loro studiano noi, noi studiamo gli altri. Ci arriva di tutto, statistiche e video, un altro calcio da quando ho iniziato io. La Salernitana tagliata fuori? No, sinché la matematica non li condanna, credo che possano fare qualcosa. Se fossi seduto sulla loro panchina non mi arrenderei. E se la matematica mi condannasse giocherei per il pubblico. La resa non l'accetto mai".
