Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Vigne Surrau e le magie fotografiche della Sardegna
Al via la sesta edizione del premio promosso dalle cantine di Arzachena. Oltre cento fotografi italiani espongono le loro opere nei giardini della struttura di Tino Demuro
Mario Frongia
L'arte del vino e delle immagini a braccetto. I filari tenuti con cura, i tini e i percorsi di degustazione, i grandi vini. Tra cristalli, sughero, graniti e opere artistiche custodite nella wine boutique con pochi eguali. A una manciata di chilometri da Arzachena e da Porto Cervo. Il tutto griffato Surrau. In un angolo di Gallura che non si scorda. E viaggia su frequenze internazionali non solo per la Costa Smeralda, le calette, i paperoni e il jet set. Adesso, è il momento di oltre cento foto selezionate da una giuria qualificata che saranno esposte per un anno intero nei Giardini di Vigne Surrau. Performance che fa capo, alla geniale generosità e all'amore per il territorio e le proprie origini della famiglia Demuro, e trova asilo nella rassegna A.Banda 2024. In palio due premi, il “Surrau” e quello della Giuria popolare. “Siamo orgogliosi di partecipare a una nuova sfida: ospitare nei nostri giardini i lavori di cento fotografi scelti tra 240 aspiranti. L’azienda, che con la mia famiglia amministro fin dall’inizio della sua costituzione, è fiera di dedicare particolare attenzione alla valorizzazione delle attività culturali che ben si prestano a diffondere in tutto il mondo le tradizioni, i saperi e i prodotti di eccellenza della Sardegna.Vigne Surrau - dice Tino Demuro, presidente della giuria, affiancato dagli esperti Salvatore Ligios e Luca Spano - è uno spazio aperto per arte, cultura e promozione”
Le foto, il vino, i cibi e l’arte. L’inaugurazione, prevista per sabato 29 giugno, mette al via in un contesto unico il pregio delle maxi opere. In una gara che mette in gioco professionisti e giovani fotoamatori, si coglie il senso della visibilità e di un percorso teso ad esaltare la natura, i luoghi, l’uomo e le sue scelte. “Vino, cibo e arte formano un connubio che - rilancia Tino Demuro, amministratore delegato di Vigne Surrau - trova qui la sua massima espressione. La galleria è stata pensata per accogliere artisti sardi e internazionali, mostre d’arte contemporanea, vernissage e qualsiasi evento legato all’arte e al piacere di stare insieme apprezzando il buon vino”. Il Premio Surrau e il Premio Giuria Popolare sono la cornice dell’esposizione all’aperto della rassegna di fotografia più importante della Sardegna. Cento stampe di grandi dimensioni proposte da professionisti e fotoamatori con differenti soluzioni estetiche, contemporanee e visibili per un anno, incorniciate dai vitigni pregiati. L'Associazione Su Palatu Fotografia, in collaborazione con Vigne Surrau, per la sesta edizione della rassegna ha ricevuto 240 candidature. Per i premiati tra i cento lavori esposti è previsto un montepremi di settemila euro da assegnare ai primi cinque classificati. La giuria selezionerà una prima short list di 20 lavori. Prima dell’inaugurazione si conosceranno i cinque autori che riceveranno i premi. Al primo classificato vanno tremila euro. Mentre ricevono mille euro secondo, terzo, quarto e quinto classificato. La giuria è composta da Tino Demuro, Sonia Borsato, (curatrice e docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle arti, Sassari), Valeria Brandano (fotografa e docente di Fotografia all’Accademia di Belle arti, Sassari), Mariolina Cosseddu, (curatrice e già docente di Storia dell’arte), Ivo Serafino Fenu (curatore e già docente di Storia dell’arte), Mario Saragato (fotografo e curatore indipendente) e Luca Spano, artista e co-curatore della rassegna A.Banda. Un riconoscimento di tremila euro andrà all’autore della fotografia che riceverà il maggior numero di preferenze da parte del pubblico che potrà votare con una cartolina che riceverà durante la visita all’esposizione. Si potrà votare dal 29 giugno sino al 30 di settembre. La rassegna A.Banda 2024 è accompagnata da un catalogo, edito dalla Soter editrice, dove sono presenti tutti i lavori dei fotografi in esposizione, accompagnati dai testi critici di Salvatore Ligios e Luca Spano.
I magnifici cento. Alla rassegna A.Banda 2024 prendono parte Nanni Angeli, Pietro Basoccu, Leonardo Boscani, Alessio Cabras, Gianni Caggiari, Giusy Calia, Aurelio Candido, Alessandro Cani, Roberto Cannas, Vittorio Cannas, Chiara Caredda, Massimiliano Caria, Mimmo Caruso, Giulio Casti, Franco Casu, Giampaolo Catogno, Marco Ceraglia, Emanuela Cherchi, Guglielmo Cherchi, Gianluca Chiai, Giovanni Coda, Dario Coletti, Lorella Comi, Chiara Cordeschi, Nino Corona, Valentina De Santis, Simone Deidda, Sara Demontis, Tiziano Demuro, Serafino Deriu, Pierluigi Dessì, Massimo Drago,ElenaFavia, Antonio Figoni, Ignazio Figus, Valeria Floris, Rosi Giua, Camilla Goldsmith, Fausto Ligios, Claudia Locci, Massimo Locci, Elisabetta Loi - Sergio Melis, Fabio Loi, Francesca Macis, Antonio Manis, Anna Marceddu, Massimo Mastrorillo, Caterina Mattana, Alba Meloni, Myriam Meloni, Simone Mizzotti, Veronica Muntoni, Gigi Murru, Gloria Musa - Sabrina Oppo, Isabella Muzzu, Lorenzo Naitza, Marianna Ogana, Stefano Oliverio, Stefano Oppo, Matteo Orani, Alessio Orrù, Giuseppe Ortu, Silvia Pazzola, Stefano, Pia, Riccardo Pinna, Francesco Pintore, Ernst H. Piras, Marco Piras, Sebastiano Piras, Virgilio Piras, Antonello Pirodda, Anna Piroddi, Francesco Piroddi, Mario Pischedda, Matteo Pispisa, Giovanni Porcu, Gino Puddu, Sergio Raffaele, Francesca Randi, Leonardo Riu, Claudio Rosa, Andrea Sabiu, Giulia Sale, Stefania Scano, Ambra Iride Sechi, Paolo Serrau, Luisa Siddi, Mario Sollai, Giuseppe Tamponi, Pasquale Tanda, Noé Toledo, Donatello Tore, Mirko Ugo, Giuseppe Ungari, Stelio Usai, Michele Vacca, Gianluca Vassallo, Alexa Vinci, Cristian Vincis e Davide Virdis. Info: Su Palatu Fotografia 349.2974462; www.supalatu.it.
Porto Flavia, vetrina internazionale per i tuffi dei campioni del mondo
Per i cento anni della suggestiva località, in gara per la prima volta in Sardegna ventiquattro specialisti: i dodici uomini si sfidano da un’altezza di 27 metri, per le dodici donne piattaforma a venti. Candidati al podio gli italiani Davide Baraldi, Andrea Barnaba ed Elisa Cosetti. Il rumeno Popovici e l’australiana Iffland i più quotati per il titolo. La soddisfazione della municipalità di Iglesias e degli organizzatori. Prevista la diretta di Rai sport
Mario Frongia
Classe e coraggio per una due giorni a capofitto. Sfidano l’acqua, il vento, le correnti. Sono i giganti internazionali del tuffo. Abbinano tecnica, postura e coraggio. Più migliaia di prove, sacrifici e rinunce. Porto Flavia, da sabato 6 a domenica 7 luglio, ospita i maestri dei tuffi dalle grandi altezze. La storica manifestazione è stata strappata alla Costiera Amalfitana. Così, i migliori tuffatori e le migliori tuffatrici al mondo daranno vita al “33° MarMeeting Porto Flavia 2024”. Un evento spettacolare, suggestivo, capace di attrarre sportivi e amatori. Tanto che il comune di Iglesias, che cura e promuove la manifestazione nei dettagli, sta coordinando anche la presenza di apposite imbarcazioni destinate ad accogliere un pubblico che si annuncia molto numeroso.
Iglesiente in vetrina per un evento internazionale. Ricca di fascino, con un appeal che scomoda le testate televisive continentali, la competizione si tiene per la prima volta in Sardegna e ha un Italia una sola gara analoga (Polignano a mare). Ma l’appuntamento è imperdibile anche perché si svolge in concomitanza con le celebrazioni per il centenario della Galleria Porto Flavia. Storia mineraria, sociale, politica e sport assieme. Con un plauso a un territorio che sa di fatica e pericolo. Ma al tempo stesso mostra orgoglio, organizzazione e la voglia di non mollare. Mai. L’evento, mai banale sottolinearlo, onora il sacrificio e l’abnegazione delle popolazioni dell’Iglesiente. Tuffi dal trampolino con una vetrina mondiale senza eguali. Tanto che saranno trasmessi da RaiSport e in diretta streaming dalla piattaforma dell’organizzazione.
Ventiquattro atleti, emozioni e brividi. Un panorama unico. Con un tratto di mare dai mille colori. Lo sbocco della Galleria Porto Flavia può essere visto anche come l’avvio di una sfida senza eguali. Da una piattaforma a 27 metri dalla superficie del mare, lottano i ragazzi. Mentre per le ragazze si vola da 20 metri. Iscritte e iscritti provengono dai cinque continenti. Tra gli italiani Davide Baraldi (Cirimido, Rovigo), Andrea Barnaba (Trieste) ed Elisa Cosetti. I campioni da battere sono il rumeno Popovici e l’australiana Iffland. L’iniziativa ha necessitato di svariati mesi di preparazione, i lavori sono iniziati nel settembre dello scorso anno.
MarMeeting, comune di Iglesias, Olimpiadi 2028. Le attrazioni del territorio con lo sport d’eccellenza: nasce da questi capitoli l’intesa tra MarMeeting, nata nel 1985 a Salerno e guidata da Franco Varese, e il comune di Iglesias. La disciplina dei tuffi dalle grandi altezze è molto attesa a livello mondiale e dovrebbe esordire alle Olimpiadi del 2028. Intanto, Iglesias diventa tappa fissa del circuito internazionale dell’High diving e rientra nel ranking mondiale. L’evento - con l’apparato organizzativo in moto da mesi - sarà rilanciato dai media e lo spicchio di mare sulla falesia della costa sud occidentale verrà apprezzato su scala internazionale. La municipalità, con in testa l’assessore comunale allo Sport, Vito Spiga, procede nel curare la maggiore visibilità possibile: saranno numerose le imbarcazioni che potranno ospitare il pubblico.
Cagliari, 21 giugno 2024
Un Cammino tra bellezze naturali e i Beati di Dorgali, Galtellì, Oliena, Orgosolo e Orosei
“I percorsi accomunano i nostri tesori e catturano migliaia di appassionati, provenienti anche da Giappone e Stati Uniti. Visitatori che possono spendere fino a diecimila euro” spiega l’assessore Franco Cuccureddu
Mario Frongia
Forse, è anche questo un modo di voler bene alla propria terra. Che scomoda valori, fede, territorio. Corre anche su questi binari il protocollo sottoscritto dall'assessore del Turismo, Franco Cuccureddu con i sindaci di Orgosolo, Galtellì, Oliena, Orosei e Dorgali. Cinque comuni ricchi di storia, tradizioni, appassionanti momenti di cultura, arte e luoghi epici per vacanze e relax. Ma stavolta, l’asticella sale. Si parla di religione. Del come e del perché la visibilità e la funzionalità turistica che mette assieme in maniera sinergica le municipalità, possa trasformarsi in un eccellente trampolino per catturare le attenzioni dei visitatori. Un piccolo grande salto su mercati nazionali ed esteri dalle gigantesche potenzialità per lo sviluppo socioeconomico dell’isola. Un po’ lo sguardo e il respiro lungo dell’assessore, da sempre attento alle politiche di coinvolgimento e divulgazione delle bellezze isolane. "Avviamo un percorso per riconoscere l'ottavo cammino dopo i sette già registrati. Con otto si può partire con una precisa e meditata azione di marketing. E abbiamo una quindicina di Cammini in lista d'attesa” spiega Franco Cuccureddu con al fianco i primi cittadini delle amministrazioni coinvolte. “Questo Cammino dei beati ha una grande valenza paesaggistico ambientale. Più volte è stato rimarcato che l'attrattore spirituale, come accade in tutte le sedi nazionali e mondiali di culto, si unisce al fattore escursionistico. Da qui, l’importanza delle ricadute economiche nel territorio. Dall'offerta del mare alla gastronomia sino ai percorsi. L’obiettivo? Allungare la stagione" conclude l’assessore. Nasce anche da qui il coinvolgimento e l'intesa finalizzata all'inserimento dei centri nel "Registro dei Cammini e degli itinerari turistico-spirituali". Un balzo che rinforza l’insieme delle scelte legate al tema. L’isola, che ha già altri sette cammini, mette a fuoco esperienze e successi maturati nel tempo. “Dal mare al Supramonte” è il leit motiv. Dell’iniziativa che ha per filo conduttore la religione
I Beati e le loro origini. Luoghi di culto e ambiente senza eguali. Fotografie di una Sardegna ricca di prospettive che ammaliano e conquistano. Un assist per i movimenti turistici, assetati di nuovo ed esclusivo. Sardegna magica e ed emozionante. Continente a se stante, quasi ricco di sorprese, forte di e unico. Il Registro dei Cammini che si allarga ad altri centri che sono la patria di un "Beato", nominato dalla Chiesa, conquistano ulteriore visibilità, e non solo mediatica. Già questo sarebbe un punto di partenza per l’assessorato, teso a seminare una nuova filosofia del “vendere” la nostra regione. Valorizzazione, inclusione, ampliamento delle platee, allungamento delle stagioni. Con alcuni quadri d’autore: Antonia Mesina a Orgosolo, Maria Gabriella Sagheddu a Dorgali, Giovanni Antonio Solinas a Oliena. Senza scordare il Santissimo crocifisso di Galtellì e la devozione alla Madonna di Orosei. Dunque, non solo calette color zucchero, acque cobalto, escursioni a Gorroppu o Tiscali, gite a Castelsardo, Pula, Villasimius e Sant’Antioco. Quella dei Cammini è una Sardegna orgogliosa di indossare abiti poco usuali. Comunque, sgargianti più di quanto si possa immaginare. Il cpunt down, avviato oggi nella sala conferenze dell’assessorato, ha nel mirino il prossimo mese di ottobre. Semaforo verde da Galtellì. Poi, accelerata verso la costa a Orosei e Dorgali. Dal golfo e le sue falesie note nel mondo, la risalita verso Orgosolo e Oliena. Di possono misurare tra gli ottanta e i cento chilometri di percorso nel nome della fede e di un turismo che va piano, non ha fretta e trova nella lentezza il proprio appagamento. Come godersi un qualcosa di intimo e profondo senza strafare. E, soprattutto, senza frenesie, telefonini e altri accessori ipertecnologici. Il format è ampiamente collaudato. E non solo da quanti vanno ad Assisi, da Padre Pio o Lourdes. Tra gli appassionati si scovano anche camminatori e ciclisti. I passaporti? Giapponesi e statunitensi. Turisti pronti a spendere, lo dicono le ricerche specializzate, anche diecimila euro. Infine, i dettagli. Il Cammino dei Beati verrà presentato per la terza edizione di Camminiamo in Sardegna, ovvero il lancio per il Giubileo del 2025. Si parte il 30 settembre con un evento promozionale dedicato a giornalisti, youtuber e influencer dei cinque continenti. Ma sarà Oristano, il mese prossimo, la tappa utile a fare il punto della situazione. Al meeting saranno presenti anche gli esponenti della Chiesa.
Sardegna Ricerche, quando il futuro anticipa il presente
Festeggiati alla Manifattura i vent'anni della struttura che coniuga scienze, saperi e territorio. “Sempre al servizio dello sviluppo isolano e delle nuove generazioni” dice Maria Assunta Serra
Mario Frongia
Il drone che cattura il verde delle montagne di Pula, il blu del mare di Alghero, i colori del sole di Oristano: gli umori di una terra incantata. Un'atmosfera che racconta al meglio le venti candeline spente da Sardegna Ricerche. Segnali che sanno di buono. Ricerca, appunto. Con un pacchetto di mischia che incorona il lavoro degli specialisti, le strutture, i laboratori, le collaborazioni con atenei e accademie. Maria Assunta Serra ringrazia tutti. Sul palco della sala dei Prefetti la tradisce un filo di emozione. La direttrice generale presenta i filmati, immagini e colonna sonora azzeccata, con parole calde. La location, nel cuore dell'ex Manifattura, è gremita. Ed è l'ideale per parlare di ricorrenze con dietro un lungo pezzo di storia. Storia di tante storie. Tra scienze, uomini, luoghi, esperimenti. Certo, successi e sconfitte. Ma proprio per questo lo slancio verso un domani che non concede tempo. La dottoressa Serra descrive il Parco tecnologico di Pula, le connessioni tra le strutture isolane, a partire da Alghero e Oristano. Un pool che funziona e procede in sincrono. A dirla tutta, l'insieme di quella che è e rimane una missione fondamentale per il sistema Sardegna: studiare, pensare, produrre e sviluppare per stare al passo con i tempi. Ovvero, opportunità, relazioni solide e innovazione. Più una sana e corposa dose di confronto lontana da autoreferenzialità gratuite. Un prisma che contiene impegno, curiosità, saperi, la voglia di essere sfidanti: in pratica, quel che deve accompagnare la crescita dello sviluppo isolano e delle nuove generazioni. In prima fila, applaude anche il neo assessore alla Programmazione, Giuseppe Meloni. Il cambio di testimone alla guida dell'ente è scontato. Maria Assunta Serra lascia a testa alta.
La festa, i ricordi, le connessioni. La cerimonia ospita i saluti delle istituzioni, Dai sindaci di Pula e Uta, Walter Cabasino e Giacomo Porcu, il genetista Francesco Cucca (superba la relazione dello scienziato dell'Università di Sassari e del Cnr su Il dna dei sardi, un'opportunità di sviluppo per l'isola). Il piacere di conoscere e scoprire i nuovi percorsi scientifici. Il desiderio di entrare con leggerezza nelle ricerche più impattanti. "Essere performanti, capire e intuire, da ecosistema avanzato, le nuove strade, a partire dalle tecnologia innovative. Siamo stati sul pezzo su svariati fronti, attuali e dibattuti. D'altronde, quel che si fa quando si procede su sentieri sconosciuti" ha aggiunto Maria Assunta Serra. Apprezzati dalla platea anche gli interventi di Alberto Sanna ("La valle del ben-essere: un ecosistema ci competenze, tecnologie e servizi innovativi per il ben-essere e la sostenibilità ambientale" ilt ema trattato dal direttore del Center to advanced technology in health and wellbeing al San Raffaele di Milano), e Pietro Zanarini (il già ricercatore di Sardegna Ricerche ha parlato di "Breve storia del Crs4: il futuro non va previsto, va stimolato"). Nella sessione denominata Ricerca e imprese, spazio ai Laboratori del Parco con Carla Sanna (Sardegna Ricerche), su un argomento molto gettonato: La piattaforma energie rinnovabili - sede di Uta, zona industriale di Macchiareddu del Parco tecnologico). A seguire, la relazione, sempre per Sardegna Ricerche, di Franco Cappai sul Programma biomed - fair. In chiusura, le esperienze delle imprese con Virostatics, Relicta ed EShoppingAdvisor. Cin cin.
CraRegione, gran gol al Tanka village
Tennis e padel, intrattenimento e amicizia, cibo di qualità e spiaggia incantevole nel week end di successo griffato Turisport 2024
Mario Frongia
Trent’anni e non sentirli. Meglio, un fine settimana di sport nel cuore di uno degli angoli più suggestivi dell’isola. Spiaggia da film, panorama pure. Il Tanka è questo e molto di più. Tanto che il Turisport 2024 ha colto nel segno. Come sempre. Circa centocinquanta ospiti hanno preso con lo spirito giusto il week end curato dal team di Gianni Aramu. Il responsabile del CraRegione ha preso per mano soci, amiche e amici. Ha messo su tre tabelloni tra racchette con le corde e quelle in carbonio. Con un percorso meditato tra campi e tavole imbandite, ha proposto e reso omaggio alle appassionate e agli amanti dello sport all’aria aperta. Il risultato? Coppe, targhe, medaglie e tshirt per tutte e tutti. Ma, soprattutto, una festa indimenticabile. Sia per i set tirati “15 su 15”, sia per i gamberoni e le impepate di cozze. Svago e relax a cinque stelle con la compagnia giusta. Un mix - ben accompagnato dalla vittoria dell'Italia di Barella vittoriosa sull'Albania, con tifo da stadio nella piazza - che ha condotto la comitiva al traguardo, anche per la perfetta disponibilità del resort.
Tradizione, attività sportive e futuro. La 30esima edizione del Turisport ha visto in campo una quarantina di tennisti e oltre venti padellisti. Applausi, in ordine sparso, per Gabriele Schirra e Francesco Pani, trionfatori su Alberto Loviselli e Paolo Garbaccio. Giovanna Manconi e Matteo Merche hanno portato a casa il trofeo dei più forti nel tabellone B con una vittoria sofferta su Angelo Sanna e Rosanna Assorgia. Passanti, volée e servizio con incessanti palleggi da fondo campo il dna del match. Menzione speciale, per aver mostrato spirito sportivo, simpatia e il giusto piglio agonistico, per le coppie Mariano Pintus-Mario Zuddas, Lele Garau-Donatella Manca, Piero Schirra-Roberta Loi, Angela Prisco-Efisio Lai e Guido Sbressa-Gianni Dessì. Un pool che è andato via dal resort con il sorriso ma è pronto alla rivincita. Infine, nel torneo riservato alla “bandeja” e “prese da parete” gradino più alto del podio per Alessandro Pischedda e Paolo Argiolas. Il duo, con pazienza ed esperienza, ha battuto gli arrembanti Marco Viola e Giovanni Zanda. Padel tirato anche in semifinale con le coppie Gabriele Aramu-Diego Mastino, Francesco Zedda-Uccio Ibba, Antonio Lo Cascio-Carlo Tanchis e Paolo Tardiola-Antonella Ruotolo. Partite ricche di colpi più o meno belli ma comunque divertenti. Tra amicizie nuove e di vecchia data. Anche questo un ottimo motivo, nella splendida cornice del Tanka, per applaudire i trent’anni del Turisport CraRegione 2024.
Risiko, i campioni in città
Domenica di lotte, strategie e assedi tra alcuni dei principali player nazionali a caccia del pass per il torneo tricolore. Il Mamo pizza teatro delle sfide
Mario Frongia
Hanno le idee molto chiare. E non potrebbe essere altrimenti. Territori, armate, obiettivi segreti. Strategie, appunto. La mitica Kamchakta? C'è sempre. Resiste e crolla a fasi alterne. Umori, delusioni, concentrazione, un mix che conduce alla conquista, ad esempio, di Ontario e Groenlandia, Mongolia e Siam, Jacuzia e India. Il Risiko, eterno e affascinante, sbarca nell'isola. Domenica, il Master città di Cagliari si terrà da 'Mamo Pizza', in via del Pozzetto al Quartiere del Sole. Gli organizzatori hanno curato l'appuntamento nei dettagli. Dalle 9 si aprono le iscrizioni. Alle 10.15 semaforo verde per la prima partita. Pausa pranzo e riapertura delle ostilità alle 14. Dalle 16,30 semifinali e finali. Organizzati dai club ufficiali in collaborazione con "Spin master ed Editrice giochi", i master hanno visto salire sul podio per la prima volta una donna. A metà maggio scorso Rosa Giordani si è portata a casa il titolo di campionessa nazionale. E forse non è un caso che un altro "generale" donna, Monica Corda, la numero uno del Risiko Club Cagliari abbia vinto l'ultimo torneo. “Siamo molto felici di aver avuto la possibilità di organizzare un torneo così importante a Cagliari. Arriveranno da diverse regioni d'Italia e abbiamo fatto il possibile per accogliere al meglio tutti i giocatori. Il nostro club organizza tornei tutto l'anno, sono l'occasione per rilassarsi e divertirsi anche con un pizzico di competizione che non guasta mai. E mantenendo sempre in mente il nostro motto: la guerra si fa solo per gioco” le parole sensate della presidente.
Mappamondo, carte e latitudini. Dunque, caccia aperta a Medio Oriente e Siberia, Urali ed Egitto, Madagascar e Irlanda. Il Risiko, variante italiana del gioco da tavola di strategia Risk, come detta Wikipedia ha una cornice severa ed esaustiva. All'interno, emergono qualità, attenzione, riserbo e visione. Modalità che stanno alla base di obiettivi predefiniti, curati nel riserbo da ciascun giocatore. I circa cinquanta partecipanti alla sfida cagliaritana andranno alla conquista di un certo numero di territori, di due o più continenti. O, magari, cercheranno di annientare un avversario.
Sardegna protagonista. Al Mamo pizza sono attesi giocatori da mezza Italia. Per la soddisfazione del Risiko Club di Cagliari - info Monica Corda 340.7443101; Manuel Scordo 320.0679857 - si annunciano presenze maschili e femminili da Roma, Firenze, Bergamo, Faenza, Venezia, Genova, Acireale, Caltanissetta, e Capalbio. Nutrita, e agguerrita, anche la pattuglia sarda. Per i partecipanti il drappo rosso che sventola mette in palio l'accesso al torneo nazionale individuale. Per il vincitore, una molla straordinaria. Giocatrici e giocatori pronti a incrociare i dadi. Ma intanto gli ospiti d'oltre mare si stanno godendo le bellezze di Cagliari e anche le acque del Poetto. In attesa di un Risiko che si annuncia davvero speciale. Un bagno va sempre bene. Ma da dopodomani, testa alla Kamchakta.
"Actor giovane", teatro che piace tra presente e futuro
La Scuola d'arte drammatica di Cagliari curata dal regista Lelio Lecis in scena al “Maria Carta” di Elmas sino al 30 giugno. Diciassette spettacoli su opere di Ibsen. Andersen, Garcia Lorca. Spazio anche per Fred Buscaglione
Mario Frongia
La rivista specialistica “Prove Aperte” l’ha inserita tra le dieci migliori scuole in Italia. Un bel colpo per la Scuola d’arte drammatica di Cagliari. Nata nel 1991 grazie a Lelio Lecis, regista, autore e direttore artistico della compagnia Akròama, ha per obiettivo, oltre alla formazione professionale, una filosofia vincente: far entrare l’arte teatrale e dello spettacolo nella quotidianità di vaste fasce sociali, dando la possibilità, soprattutto a un pubblico giovane, di godersi le proposte con ingressi a prezzi speciali. Da qui, avanza tra gli applausi la rassegna “Actor Giovane”. Con la direzione artistica e docenza dell’attore e regista Simeone Latini, la direzione organizzativa di Gabriela Sandu, supportata dai docenti Caterina Ghidini, Marta Proietti Orzella e Marco Nateri, la Scuola sbarca al Teatro Maria Carta di Elmas con diciassette spettacoli in calendario sino al 30 giugno. In sostanza, la conclusione dell’anno accademico 2023/24 per gli allievi della Scuola avviene anche con il coinvolgimento delle compagnie Origamundi e Teatro Sassari/Farò Teatro Aps. “Actor Giovane è una rassegna che costituisce un momento di verifica ma anche una vera e propria festa, dopo un percorso formativo di mesi di intensa attività, si arriva ad una manifestazione all'insegna della vivacità culturale e della sperimentazione che unisce protagonisti e pubblico” spiega Lelio Lecis. Al via oggi alle 19.30, con i bambini dai 9 ai 13 anni diretti dalla regista Caterina Ghidini che portano in scena “Impariamo a volare”. Sempre la Ghidini guida gli spettacoli di venerdì 14, alle 19.30, “Allegretto andante in amicizia” con i bimbi dai 5 ai 7 anni. Alle 21 in scena gli adolescenti (14/16 anni) con “Antonia”, sabato 15 alle 19.30 “Fili di Parole” con i bambini 8/11 anni e alle 21 sul palco gli allievi (14/17) anni con “Un Amleto tra noi”.
Buscaglione, Andersen e Garcia Lorca. Domenica 16 alle 20 inscena gli allievi del Corso avanzato diretti da Simeone Latini con “Singolare Femminile”, performance fonde recitazione, danza e musica e grida il suo no alla violenza sulle donne. Alle 21 la Compagnia Origamundi Teatro con lo spettacolo di e con Ivano Cugia “A qualcuno piace Fred”. Narrazione avvincente e colonna sonora che cattura l'essenza dell’epoca dell’indimenticabile artista. Caterina Ghidini porterà sul palco gli allievi (13/15 anni) mercoledì 19 giugno con “Nel loro Sole”, giovedì 20 con “Una vita da favola”, che racconta la vita di Hans Christian Andersen, venerdì 21 sul palco gli allievi del corso Giovani (16/19 anni) con “Apocalisse con figure”, racconti e testimonianze dal Processo di Norimberga del 1945. Marta Proietti Orzella, sempre alle ore 21, condurrà mercoledì 19 il corso Principianti con *Escape”, regia con Francesco Civile. Giovedì 20 gli aspiranti attori del corso Intermedio Over30 recitano in “Avanti il prossimo”, basato su sullo show business. Venerdì 21, sempre gli Over30 con “Evviva gli sposi!”, tra sketch, monologhi e siparietti sulla vita coniugale. Sabato 29, ancora gli Over30 con “Il gatto in tasca”, su signor Pacarel, l’inventore dello zucchero per diabetici. Lo spettacolo è preceduto alle 19.30 da Teatro Sassari/Farò Teatro Aps con “Fenomeni! I delitti de Les cerisiers” da Friedrich Dürrenmatt, regia a cura di Laura Garau: storia di inganni e potere, tra ragione e follia. In chiusura, domenica 30 giugno, due spettacoli con la regia di Simeone Latini. Alle 19.30 il corso Avanzato presenta “La Barraca”, ovvero la compagnia itinerante di Federico Garcia Lorca. Alle 21 gli Aspiranti attori in scena con “Ibsen in una stanza”: cinque quadri teatrali sulle opere più celebri del grande drammaturgo norvegese. In definitiva, un viaggio teatrale proficuo e avvincente. La rassegna è realizzata con il contributo dell’assessorato regionale Spettacolo e del Comune di Cagliari, con la collaborazione di Teleflex e di Akroama Teatro. Info e acquisto biglietti su www.scuoladiteatrocagliari.it - 333.6853960.
Prendi i soldi e scappa!
Claudio Ranieri ha capito che aria tira dalla presidenza del Cagliari e ha rotto il secondo anno di contratto. Intanto, il club assiste all’accasarsi dei possibili sostituti, promette sorprese ma è ancora senza tecnico dal 28 maggio
Mario Frongia
Il meraviglioso film di Woody Allen citato nel titolo è sintesi parziale di quel che è accaduto al Cagliari. Di certo, chi ha gongolato è sicuramente il patron: se è vero che Sir Claudio aveva un altro anno di contratto, oltre allo staff, per un milione e settecentomila euro, il risparmio è stato consistente. Poi, fin dal dicembre 2022, l’aver imposto la totale scomparsa dai radar del capo e dei suoi pretoriani, era troppo difficile da ingoiare ancora. Di fatto, in parte, ma non troppo, l’uscita da signore della leggenda Leicester, ha annacquato la contestazione, i fischi e lo striscione dello stadio nella notte della sconfitta con la Fiorentina, la diciottesima. Il presidente ha incassato, male, la bordata dei sedicimila della Domus e lo striscione della Nord che lo ha diffidato dal non avere ancora una volta un progetto serio. Va così, tra strafalcioni, operazioni intrise di boria e visione modesta (i quattro milioni di euro per anno a Godin, 35enne scaricato dall'Inter e acciaccato, è stato il top con passerelle, musica del Gladiatore, hostess e coriandoli alla Domus!), modalità non consone con persone per bene come Zeman, Zola, Festa, Rastelli, Maran, Di Francesco, Carli, Rossi e altri, da dieci anni. Adesso, senza certezze per lo stadio nuovo e le promesse ai costruttori, gli sponsor e le compagnie alberghiere, il momento è decisivo. In campo e fuori. Peraltro, ai tanti senza memoria sfugge che quello con i viola è stato il diciottesimo ko di una stagione chiusa con la salvezza a un turno dalla fine. E che le tre reti incassate da Bonaventura e soci si aggiungono alle cinque subite a San Siro dal Milan e al tris incassato a Marassi dal Genoa! Poi, avanza il resto. Ranieri ha rinunciato a una montagna di soldi e se ne va dopo aver compiuto il secondo miracolo con un gruppo di modesta qualità tecnica. E lo fa dopo essere stato beffato lo scorso anno (Azzi e Prelec i rinforzi per una squadra presa da quattordicesima e poi portata in A dai play off!) e anche la scorsa estate: con i due difensori “internazionali” e i due attaccanti da doppia cifra, sinonimo di una campagna fallimentare, appena rattoppata a gennaio con Mina e Gaetano. Poi, ci ha pensato Ranieri, dimettendosi, a scuotere lo spogliatoio ed evitare la retrocessione.
Il progetto che non c’è. I fatti: a una ventina di giorni dal fragoroso addio del tecnico romano e a meno di un mese dalla partenza in ritiro, il Cagliari non ha l’allenatore. Ed è complicato capire quale sia la strategia del duo Giulini-Bonato, con quest’ultimo piuttosto marginale nelle mosse del proprietario della Fluorsid, azienda di Macchiareddu che controlla il club e che, per quanto si sa, deve ancora eseguire i ventidue e rotti milioni di euro di bonifiche per inquinamento e disastro ambientale. Una storia attenzionata dal Corpo forestale. Ma stiamo al pallone. L’entourage del capo fa trapelare che si costruirà un Cagliari basato sui giovani. Bene. Ma la tifoseria si chiede se con Prati, Sulemana, Kingstone, Obert, Di Pardo, Gaetano (in ritorno al Napoli) e Oristanio (atteso dall’Inter) si riesca a mantenere la categoria. E si rischia di perdere anche uno, o più, tra Luvumbo, Dossena e Makoumbou, i soli ad avere richieste. Intanto, lo svecchiamento è in corso. Al solo Pavoletti pare sia stato dato un anno di rinnovo. Gli altri ballano. Da Shomourodov a Petagna fino a Mina, riconfermato ma parrebbero forti le sirene sudamericane, Viola, Lapadula, Scuffet, Jankto, in tanti potrebbero salutare per fine prestito o mancato accordo, poco cambia. Proprio come Claudio Ranieri. Ma il top, altra volontaria dimenticanza mediatica, è l’addio di Nandez, tra i pochi, per tecnica e determinazione, a poter stare in A. L’uruguagio, come si sapeva da tempo, pagato diciotto milioni di euro, è andato via a zero, dopo aver avuto anche un’offerta da quaranta milioni del West Ham. Quando si dice saperci fare.
Una comoda giostra. Per la pesante successione di Ranieri sono stati tirati in ballo, spesso ad arte, Vanoli, Baroni, Gotti, Dionisi, Pippo Inzaghi, Pisacane, Vivarini, Villa, Andreazzoli, Sarri, Calzona, Paulo Sosa, Lucescu jr e tanti altri. Oltre al solito Juric, già contattato dal patron l’anno dell’orribile retrocessione culminata a Venezia, mentre il diesse Capozucca lavorava per l’automatico rinnovo di Semplici, autore di una buona rincorsa che era valsa la salvezza. Poi, sappiamo come è andata. Juric ha mostrato i denti e chiarezza, sapendo con chi aveva a che fare: “Presidente, perché chiunque incontri mi parla male di lei?” la frase di Ranieri in un’intervista dello scorso autunno. Morale, Semplici è stato riconfermato ed esonerato dopo tre partite, è arrivato Mazzarri a peso d’oro, cacciato a sua volta con strascichi in tribunale, squadra ad Agostini e tracollo in Laguna, quando sarebbe bastato un golletto per battere il Venezia già retrocesso e imbottito di riserve e Primavera. Una delle pagine più nere della storia del Cagliari. Adesso, le chiacchiere stanno a zero. Progetto, allenatore e giocatori da A cercasi. Altrimenti è molto più onorevole un passo indietro.
"Giampiero Galeazzi, un grande maestro!”
I saluti del questore Rosanna Lavezzaro, dell’assessore regionale Franco Cuccureddu, i ricordi dei volti tv Gianfranco Coppola, Simona Rolandi, Giorgio Porrà, Leonardo Metalli e Stefano Meloccaro. Per ricordare il telecronista in campo Gianfranco Zola, Mauro Esposito, Robert Acquafresca, David Suazo, Renato Copparoni e Leonardo Pavoletti contro gli Special Olympics con l'arbitraggio di Antonio Giua. Per l’evento dell’Unione sportiva stampa italiana, l’olimpionica Dalia Kaddari ha premiato i sei migliori allievi della scuola “Benedetto Croce” di Domus de Maria. Al Chia Laguna resort in vetrina i colori della Sardegna, tra sport, giornalismo e inclusione. "Apritevi agli altri" l'esortazione di Padre Gabriele Semino
Tre giorni intensi, condivisi, inclusivi. Nel cuore di una Sardegna spettacolare. Tra calette, spiagge dalla sabbia candida e calette con l'acqua turchese. Al Chia Laguna resort, la terza edizione del Memorial Giampiero Galeazzi, curata dall’Ussi in partecipazione con Coni, Msp, Odg, CraRegione e le associazioni sportive Aiace e Mediterranea, ha colto nel segno. Tra formazione, sport, inclusione, visibilità mediatica di alto profilo nel nome di un grande del giornalismo tv. “Giampiero è un maestro immortale, ci ha dato tante lezioni di un giornalismo fresco, appassionato e documentato, che saranno utilissime per sempre”, hanno detto Simona Rolandi (Rai Sport - La Domenica Sportiva), Giorgio Porrà (Sky Sport - L’uomo della domenica), Leonardo Metalli (Tg1) e Stefano Meloccaro (Sky - Radio Capital). Per l’assessore regionale Franco Cuccureddu “il Memorial è un bel momento nel ricordo di un grande telecronista. Un giornalismo fresco e documentato da non dimenticare. La manifestazione, con tante personalità che portano lustro alla nostra terra, è pregiato anche per le nuove generazioni, il territorio, le associazioni di volontariato e la scuola”. Parole di soddisfazione anche dal questore di Cagliari Rosanna Lavezzaro: “Un clima davvero positivo, abbiamo il compito di avvicinare i giovani, far avere loro esempi positivi e avere memoria”. La proiezione dei video saluti e ricordi di Giovanni Malagò, Gianluca Galeazzi, Fabio Aru, Paola Pezzo, Christian Brocchi, Gigi Casiraghi, Tino Demuro, Max Sirena, Adriano Panatta, Filippo Tortu e Danilo Gallinari, hanno arricchito la serata. “Aver coinvolto questi giovani studenti e gli Special Olympics ha dato pregio alla manifestazione. Sono certo che Giampiero Galeazzi avrebbe apprezzato” le parole di Gianfranco Zola. “Giampiero ha firmato telecronache irripetibili” ha aggiunto Porrà. “In redazione era sempre prodigo di consigli, curiosità e indicazioni”, ha sottolineato commossa Simona Rolandi. “Giampiero ha coltivato un giornalismo di vicinanza e contatto con i grandi dello sport. Sbaglia chi pensa si trattasse di sola passione, era sempre preparato e sul pezzo” ha detto il presidente dell’Ussi nazionale, Gianfranco Coppola.
Ospiti doc. Di rilievo, a 55 giorni dalle Olimpiadi di Parigi, la presenza di Dalia Kaddari: “Non ho conosciuto Giampiero Galeazzi, ma le sue telecronache sono leggenda. I miei Giochi? Ci siamo qualificate con la staffetta 4x100, un risultato straordinario. Faccio atletica da dieci anni, non posso che essere soddisfatta dei traguardi raggiunti”. Dai circa cento partecipanti alla manifestazione ospitata al meglio dal resort di Chia, un plauso anche al docufilm su Lucio Dalla firmato per la Rai da Leonardo Metalli. L’inviato del Tg1 ha raccontato alla platea la trama e i dettagli del lavoro. Televisione d’autore e sport. “Giampiero anche nel tennis ha firmato cronache epiche, come la vittoria di Canè su Wilander nel ‘90 a Cagliari” il flash di Meloccaro. Anche da David Suazo, Mauro Esposito, Robert Acquafresca e Leonardi Pavoletti parole affettuose: “Evento perfetto nel ricordo di un giornalista che ha fatto la storia nella narrazione di Olimpiadi, mondiali, finali di tennis, calcio”. Grande attenzione alle parole di Padre Gabriele Semino: "L'uomo, nella quotidianità e nello sport, non si richiuda in se stesso ma si apra agli altri. Giampiero Galeazzi è stato un grande giornalista, modello di comunicazione empatica. Era tifoso della Lazio? In paradiso troveremo uno spazietto anche per qualche laziale" ha ironizzato il gesuita, noto romanista. "Evento che si apprezza per la sapiente commistione dei temi, utili a far crescere le attenzioni per il sistema Sardegna" ha aggiunto la professoressa Micaela Morelli, vice presidente di Fondazione di Sardegna.
Corso di formazione. Coordinato da Giuseppe Deiana (caporedattore Unione Sarda), con Maria Assunta Serra ("Il Galeazzi avvicina allo sport, al territorio e contiene indicazioni positive anche per il mondo della ricerca" ha spiegato il direttore generale di Sardegna Ricerche) e Salvatore Melis (ricercatore Sardegna ricerche e UNiversità di Cagliari), Gianfranco Fancello (Università di Cagliari), Riccardo Dei Rossi (canottiere olimpico e imprenditore), Andrea Mentasti (manager sportivo eventi internazionali), Mario Zaccaria (presidente consulta nazionale Ussi) e Michele Cutolo (Movimento cristiano lavoratori-Entel) il corso di aggiornamento Odg-Ussi sul tema “Sardegna, tra sviluppo socioeconomico, turismo ed eventi sportivi. Ruolo dei media e della ricerca”. Interventi anche di Gianfranco Coppola, del consigliere regionale Alberto Urpi, del dirigente della Digos, Antonio Nicolli, dei presidenti di Garanzia Etica e Ctm, Enrico Gaia e Carlo Arba, del direttore del Chia laguna resort, Marco Pedna, del sindaco di Domus de Maria, Concetta Spada, dei manager sportivi Alberto Borsetti, Gianni Aramu, Vincenzo Girau, Gianfranco Perseu, Mario Friargiu e Dante Puddu.
Dagli studenti alle glorie rossoblù. La manifestazione nazionale coordinata da Mario Frongia (consigliere nazionale Ussi), ha avuto il clou con la partecipazione della vicesindaco e dell’assessore allo sport di Domus de Maria, Maria Carla Leori e Davide Monni, che hanno ricevuto in omaggio biglietti e abbonamenti da donare agli studenti per l’utilizzo dei mezzi Ctm nel prossimo anno scolastico. I vincitori del contest letterario, curato dal docente Mario Fadda, sono stati premiati da Ussi, Msp e CraRegione: applausi per Rebecca Urru, Daigo Fenu e Davide Putzu (terza media), Mia Linvelli (seconda media), Mattia Tedde e Matilde Toro (prima media), accompagnati dalla vicepreside Nicoletta Orrù con la referente del plesso, Maria Francesca Medda. Ulteriori riconoscimenti per i campioni d’Italia del ’70, Beppe Tomasini e Adriano Reginato più Renato Copparoni, con Leonardo Metalli, Gianni Cadoni (presidente regionale Figc e vice-presidente nazionale Lnd), Riccardo Dei Rossi, Stefania Rosas e gli Special Olympics, Alberto Urpi, Mario e Fabio Lilliu (direttori del torneo), Andrea Uccheddu e Antonio Lo Cascio (responsabili sanitari). Plauso anche per Antonio Giua, primo fischietto sardo ad arbitrare in serie A che all'inaugurazione dell'evento ha diretto la gara di calcetto tra Special Olympics e leggende del calcio.
Dai campi. Il torneo maschile è stato appannaggio della coppia Mauro Esposito-Marco Marchese, che si sono imposti in finale contro Zola- Acquafresca. In campo femminile, vittoriose Cristiana Aime e Rita Muru su Ilaria Sebastiani-Giovanna Rigato. Bloccati in semifinale Meloccaro-Metalli e Arba-Carta. Buona performance anche da Loffredo-Nieddu. In chiusura foto, video, medaglie e targhe ricordo.
Lello Solinas, il ricordo degli amici del Tennis club Cagliari
A tre anni dalla scomparsa del medico di famiglia a Elmas, amici, compagni e colleghi l’hanno ricordato come gli sarebbe piaciuto
Mario Frongia
L’ hanno ricordato con indosso la tshirt “Lello, sempre con noi”. In un campo, per un mini torneo di padel che gli sarebbe piaciuto. Tra aneddoti, battute, frecciatine. Raffaele Lello Solinas se ne è andato il 12 maggio del 2021. Gli amici del Tennis club Cagliari, dove lui amava trascorrere il tempo che gli lasciava libero l’intensa attività specialistica, si sono ritrovati nel suo nome. Un picco lo grande memorial. All’aria aperta, tra sport, paninetti mortadella e gorgonzola, calici alti: Lello amava la Divina commedia e la buona birra, meglio se con la compagnia giusta e scherzosa. Per il medico di medicina generale con ambulatorio a Elmas, specializzato anche in otorinolaringoiatria, in prima fila nel curare eventi, corsi di formazione e aggiornamento sanitario - nelle sue discipline ma anche mental coach per la comunicazione medica - il padel era diventato il suo post tennis. Valvola di sfogo, decontaminante e includente. La racchetta con le corde in sintetico aveva lasciato pian piano spazio a quella compatta in carbonio. La “padella” aveva preso il sopravvento.
Agonista indomabile. Il maestro, da Andrea Lecca per il tennis, era diventato Mariano Talaferro, argentino e pioniere della “bandeja” nel capoluogo. Gli amici? Sempre gli stessi. Gege Lucca, Riccardo Mamusa, Roberto Serra, Enrico Solla, Mariano Diaz, Tore Lilliu (promotore attento e affettuoso dell'evento) , Paolo e Mino Argiolas, Sergio Bertola, Ale Orani, Giulio Loi, Giorgio Capra, Giorgio Aru. Carlo Leone, Chicco Melis, Marco Marchese, Andrea Locci, Marco Galasso, Gianni Aramu, Beniamino Loi, Sandro Sassu, Bruno Corda, Alessandro Caravati, Chicco Carta, Marco Orani, Ubaldo Caria, Giacomo Corda, Luciano Marroccu, Marcello Dolia, Alfonsino Dessì, Pino Dessì, Mario e Fabio Lilliu, Luisanna Fodde, Gianmassimo Sechi e i tanti avversari e compagni del circolo di Monte Urpinu, gli hanno reso omaggio in un pomeriggio di sole. Con un filo di mestizia. Lello, classe '54, che ha lasciato nello sconforto la moglie Patrizia e i figli Giulia, Marco e Andrea, ha sempre avuto attenzioni e una parola buona per tutti. negli spogliatoi del circolo era sempre disponibile. Anche con quanti si ritrovavano in emergenza, senza un farmaco o un fastidio. Si adoperava e trovava la soluzione. In piena pandemia, grazie anche alle possibilità di poter praticare il padel nonostante il lockdown, la sua presenza ai match pomeridiani era diventata assidua. Era un combattente. Agonista tutto d’un pezzo. Capace di non mollare mai e trovare sempre e a qualsiasi costo un colpo, uno spazio, una protesta per recuperare un set o un game andato male. Finita la sfida, ripartiva dal via: “Domani, chi gioca?”. Un treno. Carico di ambizioni ed energia. Da tre anni la sua mancanza è un vuoto indelebile. Eppure, certi pomeriggi, pare possa spuntare con la sua solita andatura ciondolante. Ma purtroppo, non sarà così. Il gruppo di sempre, guidato dall’ortopedico Andrea Uccheddu gli ha dedicato un attimo di silenzio. Con le racchette bene in vista. Ti sia sempre lieve la terra, Lello.
