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La Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore del Lavoro, Ada Lai, ha stanziato dieci milioni di euro per gli interventi di politica del lavoro e formazione professionale, di cui otto milioni per il Fondo Lavoro in Sardegna Annualità 2022 e due per il Programma integrato plurifondo per il lavoro LavoRAS Annualità 2023, per la pubblicazione di un Avviso per l’avvio di percorsi di formazione breve finalizzati alla certificazione delle competenze.

“Il 2023 è l’anno europeo delle competenze - afferma Lai - proclamato dall'Unione per rilanciare il valore della formazione. La Regione ha avviato investimenti senza precedenti sulle persone, sempre più efficaci e inclusivi, per creare le competenze richieste dal mercato del lavoro, che garantiscono occupazione ai disoccupati, ai giovani e alle donne”.

La delibera, inoltre, prevede un altro milione per lo scorrimento della graduatoria dell’Avviso pubblico a sportello per la concessione di aiuti a favore delle agenzie formative accreditate (Annualità 2022-23 -2024, Legge Regionale n. 22).

Prima donazione italiana di midollo osseo in Ucraina: cellule staminali emopoietiche volano da Cagliari a Kiev
Il Centro donatori dell’Ospedale Binaghi della ASL di Cagliari ha verificato la disponibilità della donatrice sarda risultata idonea, certificato il suo buon stato di salute e, grazie al consenso della donna, è stato possibile procedere al prelievo di cellule destinate a un paziente ucraino.

CAGLIARI, 25 ottobre 2023 - La guerra non ferma la solidarietà: è stata completata con successo nelle scorse settimane una procedura di prelievo di midollo osseo, effettuato a Cagliari grazie a una donatrice volontaria. Il midollo è stato trasportato e consegnato a Kiev per un trapianto di cellule staminali emopoietiche su un paziente ucraino.

Il reperimento del donatore e l’organizzazione del trasporto del materiale biologico sono stati gestiti dal Registro IBMDR attraverso un trasporto a “staffetta”. La richiesta era partita 3 mesi prima dall’Ukrainian Bone Marrow Donor Registry per una persona bisognosa di un trapianto di midollo che non aveva trovato un donatore compatibile tra i propri familiari. Come avviene sempre in questi casi, la ricerca è stata estesa a livello mondiale, dato che le possibilità di rintracciare un “gemello genetico” idoneo sono circa una su 100mila. La compatibilità era stata riscontrata dall’IBMDR in una donna afferente al Registro regionale della Sardegna, una delle regioni con il tasso di donazione più alto in Italia.

A quel punto il Centro donatori dell’Ospedale Binaghi della ASL di Cagliari ha verificato la disponibilità della donatrice, certificato il suo buon stato di salute e, grazie al consenso confermato dalla donna, è stato possibile procedere al prelievo.

Il prelievo di cellule staminali emopoietiche,  è stato eseguito presso il Centro Prelievi del Brotzu (ARNAS Brotzu) di Cagliari, quindi la sacca contenente le cellule salva-vita, preparata dall’Istituto dei tessuti dell’Ospedale Businco dell’ARNAS Brotzu di Cagliari, è stata consegnata a un primo corriere del gruppo Time:matters che l’ha scortata fino al checkpoint di Medyka-Shehyni, sul confine tra Polonia e Ucraina: lì un secondo corriere inviato dal Registro ucraino l’ha presa in carico e l’ha recapitata all’Ospedale Okhmatdyt di Kiev, dove è stato effettuato il trapianto di midollo.

"E' davvero motivo di orgoglio vedere un lavoro di squadra tra Aziende sanitarie, una macchina perfetta che in questi casi si attiva immediatamente per salvare vite umane - ha affermato il direttore sanitario della ASL di Cagliari Roberto Massazza - . In questa occasione, inoltre, sono stati superati i confini tra Stati e popoli diversi. Per questo è fondamentale iscriversi al Registro Donatori Midollo Osseo: con un semplice gesto è possibile salvare la vita di tante persone in ogni parte del mondo!"

“Tutte le donazioni portano con loro una meravigliosa storia umana, ma questa donazione è stata un po’più speciale: la donazione è un atto solidaristico che supera tutte le barriere ma questa volta c’era un’altra barriera da superare: la guerra”, ha dichiarato la Dr.ssa Sara Lai referente del Registro Regionale della Sardegna della ASL Cagliari.

Con questa consapevolezza tutto il personale sanitario della Sardegna, coinvolto nel processo di donazione, si è riunito presso l’Ospedale Businco di Cagliari (ARNAS G.Brotzu), sede dell’Istituto dei tessuti, quando la sacca è stata consegnata al primo corriere, che l’avrebbe dovuta portare fino al confine Ucraino.

Il Registro Regionale Donatori di Midollo Osseo della Sardegna

Il Registro Regionale Donatori di Midollo Osseo della Sardegna, attualmente sotto la Direzione della Prof.ssa Sabrina Giglio,  è nato nel 1987 per volontà del Prof. Licinio Contu, Ematologo e Genetista, con lo scopo di creare un Registro di donatori volontari che potessero aiutare i pazienti Sardi, in attesa di trapianto, che non avevano trovato un donatore familiare.

Con la nascita del Registro Italiano IBMDR, il Registro Sardo, è entrato a far parte della rete dei 17 Registri Regionali che coprono tutta la Nazione. Nei 36 anni di attività ha iscritto circa 34.000 donatori.

Per le 13 cantine sarde presenti a Chicago, all’International Wine Expo (IWE) in collaborazione con Vinitaly è stato sicuramente un grande successo.

L’evento è stato organizzato da Italian Expo e dalla Camera di Commercio Italiana del MidWest USA, in collaborazione con Vinitaly e con il supporto di tutti gli uffici ITA- ICE del nord America. La Sardegna si conferma dunque ancora una volta Isola della Qualità e ha presentato in una vetrina d’eccellenza, l'unicità e la storia millenaria dei suoi vitigni e dei suoi vini. Le cantine sarde hanno rappresentato l'eccellenza della produzione isolana negli spazi dedicati alla "Collettiva Sardegna", voluta dalla Regione attraverso l’Assessorato dell’Agricoltura e curata da Laore Sardegna. Quasi duecento le cantine italiane che hanno preso parte alla kermesse statunitense.

Hanno partecipato oltre 500 buyers da tutti gli Stati Uniti e dal Canada con oltre 2000 incontri tra produttori partecipanti e operatori commerciali organizzati prima dello svolgimento della manifestazione.

L’assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta, ha espresso grande soddisfazione. “ Abbiamo creduto all’importante partecipazione delle cantine sarde a quest’edizione americana di Vinitaly. I vini sardi hanno destato grande interesse tra gli operatori americani e canadesi intervenuti. Quello americano è il primo mercato per i vini italiani e le nostre cantine hanno ancora importanti margini di crescita, sia per quelle che sono già presenti con una loro rete di distribuzione, che vogliono ampliare e rafforzare, sia per quelle che invece vogliono iniziare a lavorare in questo importante mercato”.

Durante l’International Wine Expo si sono svolte anche due degustazioni educational dedicate ai vini sardi al fine di spiegare agli operatori partecipanti le unicità della Sardegna e la varietà dei vitigni che la Regione offre. “La Sardegna - ha detto ancora l’Assessore Satta -  esprime tutto il suo valore in ogni banco di prova ed anche in questo caso la promozione del territorio è andata oltre le attese. 

La Commissione europea ha riconosciuto ufficialmente l’eradicazione della peste suina africana dal cinghiale su tutto il territorio sardo. La proposta è stata votata venerdì scorso a unanimità dai rappresentanti degli stati membri dell’Unione europea e la decisione sarà pubblicata ufficialmente nelle prossime ore. Un verdetto che ridefinisce in modo significativo la geografia delle prescrizioni ancora in vigore nell’Isola, fino a oggi caratterizzata da tre zone, oltre a una zona ‘libera’ da restrizioni estesa già a maggio al 62% dei Comuni della Sardegna. La decisione di Bruxelles cancella infatti la ‘zona 2’ (del selvatico) e restringe la ‘zona 1’ (la cosiddetta zona cuscinetto, ora ridotta a 35 Comuni) al solo perimetro attorno alla ‘zona 3’ (zona in fase di regolarizzazione sul piano dei suini non censiti), che rimane invariata per dodici Comuni della Sardegna centro-orientale e a cui si aggiunge una zona di restrizioni, in vigore fino al 22 dicembre, sui territori interessati dal recente focolaio ‘di importazione’ del genotipo 2 in un allevamento a Dorgali, prontamente gestito dall’Unità di progetto.

Le aree completamente libere in cui non sarà più necessario il ricorso alle deroghe per la movimentazione degli animali, delle carni o per la caccia, passano così a oltre l’85% del territorio, per un totale di 330 Comuni.

“Il riconoscimento a livello comunitario dell’eradicazione del genotipo 1 della peste suina nel selvatico, che in Sardegna circolava da oltre quarant’anni, rappresenta un traguardo storico a coronamento del grande lavoro portato avanti nell’Isola su questo fronte. Un risultato che assume ancora più rilevanza in un momento in cui, ovunque, a livello nazionale ed europeo, la peste suina continua a rappresentare una piaga. La Sardegna ha dimostrato che quella contro il virus è una battaglia che si può vincere e siamo orgogliosi che questo messaggio di speranza, al mondo, arrivi dal nostro territorio”.

Una lotta, quella intrapresa nell’Isola contro la peste suina africana, che arriva a un punto di svolta nel 2021, in seguito all’audit della Commissione europea da cui partiranno le osservazioni che, porteranno la Sardegna al potenziamento della sorveglianza sanitaria, all’estensione del censimento degli animali, fino all’implementazione dei più moderni strumenti di condivisione delle informazioni e dei dati tra la Regione, il Ministero della Salute e Bruxelles. Azioni rese possibile anche grazie a una collaborazione sinergica di diverse forze in campo, dal Ministero della Salute, all’Istituto zooprofilattico e i servizi veterinari delle Asl, passando per l’Agenzia Forestas, il Corpo Forestale e di vigilanza ambientale, le associazioni di categoria degli allevatori, le associazioni venatorie e cinofile e le amministrazioni locali su tutto il territorio. Lo dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas, che oggi, nel corso di una conferenza stampa a Villa Devoto, a presentato la decisione della Commissione europea insieme all’assessore della Sanità, Carlo Doria, e il responsabile dell’Unità di progetto per l’eradicazione della peste suina, Giovanni Filippini.

“La gestione della malattia nell’isola - spiega l’assessore Doria - è sensibilmente migliorata, sia in termini epidemiologici, con la notifica di un numero di focolai di malattia in continuo decremento, sia in termini di risoluzione di molte criticità organizzative che avevano ostacolato o rallentato l’eradicazione della malattia. Negli ultimi tre anni sono stati compiuti notevoli passi in avanti che hanno permesso alla Sardegna di ottenere formalmente il riconoscimento del suo percorso di eradicazione. Un percorso che lo scorso dicembre ha portato alla fine di un lungo embargo e che a maggio ha visto ulteriormente aumentare il numero dei territori nella zona ‘libera’. Il risultato odierno è frutto di un impegno che non si è mai interrotto e che proseguirà fino alla completa alla rimozione delle ultime restrizioni e anche oltre, per garantire la sicurezza di un settore, quello suinicolo, che in Sardegna può esprimere un grande potenziale. A questo fine, per garantire il potenziamento per il potenziamento dei servizi veterinari in risposta alle azioni previste nel piano di mitigazione del rischio PSA genotipo 2 abbiamo previsto uno stanziamento nella prossima variazione di bilancio di 2.437.000 euro per il 2023 e 2024 e 1.950.00 per il 2025”.

“La Sardegna si candida come punto di riferimento nel Mediterraneo nel campo della gestione dei rifiuti. Grazie ad un lavoro ormai ventennale portato avanti dall’Amministrazione regionale, in particolare nell’implementazione del sistema nell’intero territorio e nella raccolta differenziata, abbiamo raggiunto obiettivi importanti anche in ambito nazionale. La Sardegna, infatti, è la seconda Regione italiana per il livello della differenziata. Un risultato possibile grazie soprattutto a due fattori: le Amministrazioni comunali hanno fatto un grande lavoro per spiegare ai cittadini l’importanza della raccolta differenziata e la Regione ha creato una diffusa rete di impianti che consente la gestione del rifiuto nel luogo più prossimo alla sua produzione, anche riducendo fortemente l’impatto ambientale”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, nel suo intervento all’apertura dell’evento finale del progetto internazionale “Med4Waste” (“Mediterranean dialogue for Waste management governance”), che si svolgerà a Cagliari dal 24 al 26 ottobre. All’evento partecipano, oltre i rappresentanti italiani, quelli di Giordania, Grecia, Libano, Spagna e Tunisia.

L’obiettivo del Progetto è quello di mettere a punto nuovi modelli di governance per politiche integrate ed efficienti di gestione dei rifiuti urbani nella regione mediterranea: “Sei municipalità di Tunisia, Libano e Giordania – ha evidenziato l’assessore Porcu – sono state accompagnate nel migliorare i propri piani di gestione dei rifiuti, integrando anche buone pratiche sperimentate in altre municipalità del Mediterraneo”. 

Med4Waste è uno degli 80 progetti finanziati dal programma di cooperazione transnazionale “Eni Cbc Med”, la più grande iniziativa di cooperazione multilaterale in termini finanziari (209 milioni di euro) e per numero di paesi coinvolti, promossa dell’Unione europea all’interno della ‘politica di vicinato’. 

“Ovviamente, la Sardegna non deve abbassare la guardia. Abbiamo raggiunto grandi risultati anche a livello europeo, con l’apprezzamento della nostra strategia per lo sviluppo sostenibile, ma per continuare in questo percorso virtuoso e migliorarlo dobbiamo trovare nuove e adeguate politiche che consentano di raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea per il 2030 e per il 2050. Perfezioneremo anche il lavoro culturale, grazie alla collaborazione coi Comuni, da realizzare nei confronti dei cittadini per chiarire quanto sia fondamentale non solo differenziare i rifiuti, ma anche la qualità della differenziata. Così da far capire gli inevitabili vantaggi, anche economici, per le nostre comunità”, ha concluso l’Assessore dell’Ambiente.

Con l'obiettivo di creare una rete territoriale attiva per la promozione della lettura, il Comune di Cagliari ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per la sottoscrizione del “Patto locale per la lettura”, destinato a tutte le realtà che possano offrire il loro contributo in base alle rispettive capacità, come scuole di ordine e grado, istituti, enti, biblioteche, case editrici, librerie, autori, lettori organizzati in gruppi e associazioni, imprese private, associazioni culturali e di volontariato, fondazioni bancarie.

In modo da poter assicurare al Patto una immediata operatività, i soggetti interessati sono invitati a manifestare la propria disponibilità all’adesione entro 30 giorni (a fare data dal 19 ottobre 2023), tramite pec all'indirizzo di posta elettronica protocollogenerale@comune.cagliari.legalmail.it .

L'avviso e la modulistica per aderire al Patto sono consultabili e scaricabili attraverso la pagina web https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/documento?contentId=DOC163105 del portale istituzionale del Comune di Cagliari (link più sotto).

Al Patto si potrà comunque aderire anche successivamente nei limiti del 31 dicembre 2025.

“La Sardegna e la Corsica devono essere ancora più unite, via mare e via aria, per creare una vera connessione tra i due sistemi di continuità territoriale che possa portare reali benefici ai cittadini e al sistema produttivo delle due regioni”. Lo ha detto l’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro, oggi a Bastia, dove ha incontrato il presidente del Consiglio esecutivo della Corsica, Gilles Simeoni, e l’assessore dei Trasporti della Regione corsa, Flora Mattei.

“Per quanto riguarda i collegamenti marittimi – ha sottolineato l’assessore Moro – la scorsa settimana abbiamo dato l’incarico all’advisor, la società di consulenza Mlab, di individuare nuove rotte complementari alla Santa Teresa-Bonifacio, negli anni passati contrassegnata da diverse interruzioni nei collegamenti che hanno creato gravi problemi al trasporto merci. La Regione conferma l’impegno di garantire la Santa Teresa-Bonifacio ma con questo studio del mercato, finanziato con risorse stanziate dalla ultima legge Omnibus, puntiamo ad allargare il traffico grazie a nuovi collegamenti, come ad esempio l’Olbia Golfo Aranci-Porto Vecchio, nella costa orientale. Alla Regione corsa abbiamo poi chiesto di riattivare il collegamento ro-ro Porto Torres-Propriano, una rotta indispensabile per il trasporto merci”.

“Sul fronte degli aerei – ha aggiunto l’assessore Moro – abbiamo ribadito al presidente Simeoni l’auspicio che Air Corsica possa essere coinvolta nella gestione delle rotte sarde grazie alle quali il vettore corso potrebbe guadagnare fette di mercato anche alla luce della concorrenza da parte di altre compagnie pronte a partecipare alle gare per la continuità territoriale corsa. Un’altra grande opportunità per Air Corsica, sempre in funzione di una maggiore connessione tra le due isole, può arrivare dagli aiuti ai vettori per l’attivazione di nuove rotte, misure contenute nel collegato alla Finanziaria recentemente approvato”.

“È stato un incontro positivo che ha rafforzato la collaborazione tra Sardegna e Corsica in tema di trasporti. È stato definito un cronoprogramma che porterà in tempi brevi, dopo i necessari approfondimenti tecnici, un protocollo d’intesa per definire gli interventi comuni”, ha concluso l’assessore Moro.

La Regione non può essere tagliata fuori dalla gestione e dal controllo degli scali sardi, parte integrante di un sistema nevralgico per tutta l’Isola, e anzi ha il dovere di intervenire in difesa del diritto alla mobilità di tutti i sardi. Il pronunciamento della Corte dei Conti, che oltre a evidenziare criticità dal punto di vista della competenza degli attori principali dell’operazione, ne mette in risalto anche la sostenibilità finanziaria, è l’ulteriore autorevole conferma della validità della posizione espressa dalla Regione Sarda.

Lo afferma il Presidente della Regione Christian Solinas. La linea portata avanti dalla Giunta, sottolinea il presidente, va nella direzione giusta.

Avevamo chiesto da subito chiarimenti su un’operazione per la quale la Regione non è mai stata consultata. Oggi vediamo confermate dalle fonti più autorevoli tutte le nostre perplessità e contrarietà.

 

Gode di ottima salute la città di Cagliari. E a confermarlo sono i numeri dell'edizione numero 30 di “Ecosistema urbano”, l'indagine di Legambiente e Ambiente Italia sullo stato di salute dei 105 capoluoghi di provincia italiani sottoposti allo studio. 

Cagliari scala la classifica e, così come confermato nella presentazione del rapporto sulle performance ambientali delle città per il 2023, ospitato oggi, lunedì 23 ottobre 2023 a Roma presso lo Spazio sette libreria di via dei Barbieri n.7, si è piazzata ad un più che lusinghiero 16° posto generale. Ma soprattutto, appena alle spalle di Cosenza, come la seconda miglior città del centro-sud.

“Abbiamo fatto un enorme salto in avanti rispetto allo scorso anno – le parole di soddisfazione dell'Assessore all'Innovazione Tecnologica, Ambiente e Politiche del mare, Alessandro Guarracino – ma soprattutto rispetto al 2019 quando eravamo addirittura al 45° posto”. 

Tanta strada è stata fatta ma ancora molto altro resta da compiere nel tentativo di guadagnare qualche altra posizione che significherebbe dare ai cagliaritani e a tutti quelli che vivono il capoluogo sardo per motivi di lavoro o turistici, una condizione di sempre maggiore benessere.

“Grazie al lavoro intenso fatto dall'Amministrazione in questi ultimi anni – il commento dell'Assessore Guarracino – si è riusciti a trasformare la città non solo dal punto di vista dell'innovazione tecnologica, che ci conferma come prima città del Meridione, ma anche dal punto di vista ambientale. In quest'ultima chiave, sono preziose varie attività svolte: dalle modifiche nell'appalto della raccolta dei rifiuti alla efficienza energetica passando per la mobilità urbana. Elementi questi che ci hanno garantito di superare tutte le città del centro-sud”.

Le città più verdi restano Trento, Mantova e Pordenone ma anche il capoluogo sardo può ritenersi soddisfatto perché proseguendo di questo passo non sarà difficile entrare nella top 10.

 “Come migliorare? Abbiamo già provveduto con qualche aggiustamento nella gestione dei rifiuti,  che continuerà nella sua evoluzione superando le criticità del progetto originario della precedente giunta. Una maggiore efficienza dell'impianto di distribuzione dell'acqua ci darebbe ulteriore slancio, ma non dipende solo dalla nostra Amministrazione. Questo, però, è uno degli elementi che blocca una ulteriore crescita verso posizioni più alte della classifica generale”.

Sottoscritta l’intesa per la cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale per 527 lavoratori della Portovesme Srl. A sottoscrivere l’intesa sono stati l’assessore regionale del Lavoro Ada Lai, l’azienda, Confindustria Sardegna Meridionale, le organizzazioni sindacali territoriali e le RSU/RSA aziendali. “Un’intesa importante che mette in sicurezza i lavoratori. La Regione ha mantenuto l’impegno di salvaguardare il reddito dei lavoratori e delle loro famiglie, in attesa che si definisca il progetto di riorganizzazione aziendale.” Il ricorso alla CIGS interesserà a rotazione l’intero organico aziendale in forza presso lo stabilimento, per un numero massimo di 475 lavoratori al giorno e avrà una durata di 12 mesi, decorrenti dal prossimo 25/10/2023.

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