utente1

utente1

Si è svolta oggi nella Sala Anfiteatro della Regione la cerimonia di consegna delle pergamene del Master in Ingegneria dei sistemi aerospaziali e in Security awarness, organizzati dal Distretto aerospaziale della Sardegna (DASS) in collaborazione con il CRS4, il centro di ricerca del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna. All’evento sono intervenuti: Ada Lai, assessore regionale del lavoro Regione Sardegna, Francesco Mola, rettore dell’Università di Cagliari; Maika Aversano, direttrice generale Aspal; Giacomo Cao, amministratore unico del CRS4 e presidente del DASS; Paolo Teofilatto, Università La Sapienza Roma, Mario Caligiuri, Università della Calabria e i partecipanti dei master.

I due master, finanziati interamente dalla Regione Sardegna con un importo complessivo di 160mila euro e destinati alla formazione di laureati occupati o in cerca di occupazione, sono stati attivati a Cagliari a ottobre del 2021 presso il dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università di Cagliari a seguito dell’accordo stipulato con l’assessorato del Lavoro della Regione Sardegna e l’Agenzia sarda per le politiche attive del Lavoro (ASPAL). I percorsi formativi si sono conclusi a novembre 2022 con un totale di 23 partecipanti, ciascuno dei quali ha ottenuto una borsa di studio del valore di 1000 euro, a copertura totale dei master, che hanno formato ingegneri esperti di sistemi aerospaziali e professionisti nell’ambito della security awarness in campo spaziale. In particolare il master in Ingegneria dei sistemi aerospaziali aveva l’obiettivo di arricchire le competenze specialistiche di ciascun iscritto finalizzandole alla realtà multidisciplinare delle attività aerospaziali, tra cui quelle legate ai sistemi di bordo satellitari o ai  sistemi di guida e controllo. Il master si è concluso con 8 corsisti che hanno svolto il tirocinio presso il CRS4 e Nurjana Technologies, soci del Distretto aerospaziale. Il master in Security awarness, invece, aveva lo scopo di diffondere la cultura della sicurezza e degli strumenti istituzionali, organizzativi e tecnico-operativi utilizzati sul piano nazionale e internazionale per affrontare tali sfide. Il master si è concluso con 15 corsisti che hanno svolto il tirocinio presso gli uffici della Regione Sardegna e il DASS.

Così il Presidente della Regione Christian Solinas. “La sfida di oggi è quella di fare sistema tra le istituzioni, il mondo accademico e imprenditoriale  per rispondere alle trasformazioni e alle esigenze di un mondo del lavoro in continua evoluzione, sempre più basato su logiche e modelli di collaborazione. Costruiamo l’alta formazione del futuro puntando sull’innovazione e sulla sinergia tra le istituzioni e le imprese”.

“Co-progettiamo una nuova visione di Sardegna formando i nostri giovani nella loro terra - ha affermato l’assessore del Lavoro, Ada Lai - con due percorsi formativi di alta formazione in settori innovativi e trainanti che guardano al futuro. Il Presidente Solinas ci chiede un cambio di passo nella gestione delle risorse: formazione mirata, politiche attive del lavoro finalizzate all’ inserimento lavorativo, investimenti massicci in innovazione, digitale, nuove tecnologie e reti infrastrutturali. In Sardegna - ha aggiunto Lai - abbiamo le competenze, le risorse e le strutture per formare i nostri talenti. I finanziamenti del PNRR rappresentano una grande opportunità per una formazione di qualità che garantisca l’ occupazione”.

“Siamo orgogliosi di aver portato a termine nei tempi stabiliti due importanti percorsi formativi in capo all’Università di Cagliari - ha detto l’amministratore unico del CRS4 e presidente del DASS, Giacomo Cao - che hanno visto l’imprescindibile contributo del DASS sotto il profilo gestionale e organizzativo come pure del CRS4 quale soggetto ospitante della quasi totalità dei corsisti del master in ingegneria dei sistemi aerospaziali. Ringraziamo l’assessorato regionale del Lavoro - ha aggiunto Cao - per aver finanziato questi master con i quali abbiamo potuto dare risposta a richieste di formazione di alto livello, che siamo riusciti ad attrarre con le risorse disponibili”.

“La nostra attenzione sul fronte della formazione è e continuerà ad essere altissima e il sostegno alle iniziative di eccellenza proposte dai poli universitari sardi proseguirà - ha sottolineato la direttrice generale dell'Aspal, Maika Aversano. I Master come questi vanno nella giusta direzione perché formano figure specialistiche molto elevate  che le aziende richiedono e richiederanno sempre di più. Si  tratta, infatti, di  percorsi formativi perfettamente coerenti con le politiche nazionali e comunitarie. È questo il futuro e noi e l’assessorato del Lavoro saremo a fianco delle Università sarde”.

Soddisfatto il rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola, “Orgogliosi nel vedere la realizzazione  delle prime edizioni dei master su tematiche di grande attualità e grande interesse che proiettano l’Ateneo  e la nostra regione nel contesto nazionale e internazionale. Tutto questo grazie al contributo della Regione Sardegna.”

Il sindaco Paolo Truzzu alla presentazione di questa mattina di martedì 7 febbraio a Palazzo Bacaredda: “Voglio che l’Amministrazione sia a fianco del cittadino sempre, in maniera semplice e intuitiva”.

Il Comune di Cagliari più vicino alle persone con una nuova piattaforma digitale finanziata coi fondi PON METRO 2014-2020

Un ulteriore passo in avanti verso soluzioni "smart city", una città intelligente al servizio alle persone, ovunque esse si trovino. È il nuovo sistema Customer Relationship Management integrato nell'area personale del cittadino sul portale internet del Comune di Cagliari, finanziato coi fondi PON METRO 2014-2020 Cagliari Asse 6, Operazione CA6.1.1.a . Online dalla fine dal 31 gennaio 2023, il CRM permette la gestione centralizzata delle richieste. E che arrivino tramite telefono, o email, o WhatsApp, promette di offrire sempre un servizio di assistenza rapido, efficace e meno dispendioso per le casse pubbliche, ottimizzando il lavoro dei dipendenti del comune.

Identico il principio ispiratore del ChatBo, consultabile cliccando sul tasto “Assistente virtuale” e posto nell'angolo in basso a destra del portale internet del Comune. Progettato per simulare una conversazione con un essere umano tramite una intelligenza artificiale, il software è collegato a centinaia di faq, che saranno costantemente aggiornate e implementate. “Efis”, così è stato battezzato questo sistema, tramite parole chiave (per il momento su diritto di accesso, TARI, IMU, rilascio certificazioni, carta dì identità, cambio di residenza, cittadinanza-jure sanguinis, politiche sociali, pass ZTL, pass disabili e pass rosa, occupazione di suolo pubblico), estrapola tutte le informazioni utili. Se le risposte fornite non dovessero però soddisfare le richieste dei cittadini, “Efis” consente di contattare gli uffici comunali, inviare una segnalazione, o magari fissare un appuntamento online coi servizi comunali interessati.

L'ha spiegato questa mattina di martedì 7 febbraio 2023 il sindaco Paolo Truzzu che durante una conferenza stampa convocata per l'occasione nella Sala Retablo al secondo piano di Palazzo Bacaredda ha anche rimarcato: “Voglio che l’Amministrazione sia a fianco del cittadino sempre, in maniera semplice e intuitiva. Sono molto soddisfatto. Questo nuovo sistema tecnologico mette a disposizione tutti gli strumenti: telefono, WhatsApp, e-mail e sito istituzionale canalizzati in un unico sistema digitale”. Così, “sarà anche possibile avere un'idea molto precisa delle esigenze dei cittadini”.

La nuova piattaforma digitale mira dunque a diventare un luogo dove trovare notizie, informazioni utili e risposte. Una modalità, sempre a portata di mano, per conoscere e fruire dei servizi a disposizione. Ma anche per fornire segnalazioni e suggerimenti. In linea con le più moderne strategie di comunicazione delle smart cities, in un’ottica di interazione e fruizione dei servizi pubblici.

Dello stesso segno l'intervento dell'assessore all'Innovazione tecnologica, Alessandro Guarracino. “Il Comune di Cagliari – ha detto - ha intrapreso un percorso di innovazione digitale secondo quanto stabilito da programmi europei come il PON e il PNRR, dove è sempre più importante l’erogazione di servizi sulle reali esigenze del cittadino, attraverso procedure più snelle e personalizzate. Attraverso il CRM il nostro obiettivo è quello di dare un servizio sempre più rispondente ai cittadini che chiedono risposte precise in tempi ragionevoli. In questo modo le nuove tecnologie sono un supporto fondamentale per questi obiettivi e, devo dire, il Comune di Cagliari si mostra attualmente all’avanguardia”.

Insomma, “una potenzialità straordinaria a disposizione delle persone”, ha rimarcato il consigliere Raffaele Onnis, presidente della Commissione Innovazione tecnologica.

All'incontro coi cronisti anche Matteo Maria Marucchi, Ezechiele Capitanio di Salesforce, aziende leader globale nel CRM, e Roberto Cotza della società Almaviva, che con l'Amministrazione comunale hanno realizzato la nuova piattaforma e rendendola operativa all'interno del postale istituzionale. E poi Riccardo Castrignanò, responsabile area Smart city e innovazione tecnologica del Comune di Cagliari, braccio operativo del progetto. “Questa prima fase – ha ricordato – ha coinvolto dieci servizi comunali e centosettanta operatori”. Già prevista un'evoluzione che “darà voce a Efis” per avvicinare ancor più l'Amministrazione comunale ai cittadini.

Sette milioni di euro dalla finanziaria regionale, 2 per il 2023 e 5 per il 2024, destinati alla razionalizzazione e all’efficientamento irriguo delle campagne del Parteolla.

“Si tratta di un intervento atteso da oltre un ventennio – dichiara il Presidente della regione, Christian Solinas – portato a compimento grazie ad un’attenta politica di ascolto sui territori. Con questo stanziamento diamo la copertura finanziaria necessaria ad un’opera di natura infrastrutturale che permetterà di dare sostegno ad un’area rurale ad alta potenzialità quale è quella del Parteolla, territorio caratterizzato dalla presenza di un’importante filiera produttiva nel settore agricolo e vitivinicolo. Intervenire sul miglioramento dei contesti produttivi – dichiara il Presidente – è un’azione imprescindibile per rendere sempre più forte e competitiva l’eccellenza dei nostri prodotti”.

 I 6.976.504,11 di euro finanziati per il Primo Lotto Funzionale saranno in particolare destinati alla realizzazione di due condotte irrigue e di un dispensatore dalla Condotta Enas, costituenti la dorsale di un’infrastruttura complessiva più ampia di possibile realizzazione. Una proposta progettuale che nasce dalle esigenze manifestate dalle amministrazioni locali e da numerose realtà imprenditoriali che trarrebbero grande beneficio dall’irrigazione delle numerose aziende agricole a vocazione vitivinicola e olivicola con produzioni di grande pregio, attualmente costrette a fare fronte alle loro esigenze idriche tramite l’approvvigionamento con emungimento da pozzo: oltre ai maggiori costi per il pompaggio, le imprese stanno affrontando problemi di impoverimento e di peggioramento della qualità della risorsa idrica della falda.

“Diamo concretezza a quest’opera, fondamentale per il tessuto produttivo del Parteolla, cui arriviamo grazie ad un attento confronto con i rappresentanti dei territori”, dice il Presidente Solinas.

“Interveniamo per servire un’area di notevole valenza agronomica. La realizzazione di un nuovo distretto irriguo e la razionalizzazione dello sfruttamento della risorsa idrica daranno una maggiore resilienza delle colture esistenti nei confronti dei fenomeni climatici estremi sempre più frequenti. La forte espansione del settore viticolo dell’area è in linea con il trend di crescita del settore vinicolo degli scorsi anni: un settore sul quale ora più che mai dobbiamo investire – conclude il Presidente -  in quanto capace di attrarre notevoli investimenti e, di conseguenza, di garantire un notevole ritorno economico, sociale ed occupazionale dagli investimenti infrastrutturali a suo sostegno”.

L’intervento attuale è propedeutico alla realizzazione di lotti successivi, in particolare per l’area del Basso Campidano, da realizzarsi con successivi finanziamenti.

La Regione ha finanziato il piano di investimenti pari a 300 mila euro per interventi a sostegno della Fondazione Sardegna Isola del Romanico. L’intervento, voluto dall’assessore alla Cultura, Andrea Biancareddu, si inserisce negli interventi finanziati con la Manovra Finanziaria 2023-2025.

“Il finanziamento per il 2023 - sottolinea l’assessore Biancareddu – si inserisce all’interno dei progetti per il rafforzamento del centro di documentazione con allestimento di archivio digitale sul patrimonio Romanico dell'Isola, censire i monumenti Romanici e monitorare lo stato di conservazione del monumento con la  promozione di modelli didattici sulla conoscenza del Romanico sardo. Inoltre, continua Biancareddu, si vuole  ampliare la rete dei territori coinvolti, estendere il progetto di “virtual tour” a tutte le chiese romaniche della rete, realizzare la progettazione di un percorso tattile in ogni chiesa per i non vedenti, promuovere il Romanico Sardo nelle altre aree d'Europa inserendolo nel percorso europeo di “Transromanica”, creando un braccio Mediterraneo dell'itinerario Europeo. Dotare tutte le chiese della rete di virtual tour plurilingue da consultare tramite apposita app, serve inoltre a promuovere il Romanico, favorendo la consapevolezza nei territori dei benefici della rete culturale, creando una rete di operatori gestori dei monumenti.”

Tra le attività previste dal piano di investimenti anche quella della formazione degli addetti alle visite guidate, con la promozione e l’allestimento di una mostra itinerante sul Romanico Sardo, coinvolgendo il maggior numero di Comuni. Ad oggi la Fondazione, con sede a Santa Giusta, gestisce una rete di 87 comuni sardi. Il grande patrimonio delle chiese Romaniche è composto da oltre 150 monumenti in tutta l’Isola.

Sarà la costituenda Associazione Temporanea di Imprese Marina di Porto Rotondo a realizzare e gestire, per i prossimi anni, il polo turistico ricettivo per la nautica da diporto nel tratto di lungomare compreso tra i moli Sanità e Sant’Agostino di Cagliari.

A qualche mese dalla pubblicazione del bando di gara sulla proposta di Project Financing per la predisposizione della progettazione definitiva, esecutiva, la realizzazione dei lavori, nonché la gestione dell’opera (in regime di concessione demaniale marittima), il Presidente dell’AdSP, Massimo Deiana, ha firmato il decreto di aggiudicazione che chiude un complesso iter istruttorio e apre una nuova pagina per il futuro del porto storico di Cagliari.

Per un investimento complessivo privato di oltre 34 milioni di euro, il progetto, con alcune varianti migliorative rispetto a quello depositato nella prima fase di gara, si articola in tre parti sostanziali: la completa riqualificazione e riconversione dell’ex stazione marittima in centro polivalente per servizi alla nautica da diporto e per la fruizione turistica della zona; la revisione del sistema di approdo di yacht e imbarcazioni private lungo la Calata Sant’Agostino e la sistemazione dello spazio pubblico compreso tra i nuovi approdi e la calata di via Roma.

Relativamente al primo punto, il progetto prevede la totale ricostruzione del vecchio terminal passeggeri, che si svilupperà su tre livelli più uno interrato adibito a locali tecnici. Nella nuova configurazione, il piano terra della struttura sarà dedicato a servizi per la nautica da diporto con reception, sala d’attesa, uffici del personale e della sicurezza, servizi igienici, deposito bagagli, ambulatori per il primo soccorso, ma anche attività commerciali e di ristorazione con spazi all’aperto fronte mare e piscina a sfioro. I piani superiori, invece, ospiteranno 36 camere, un’area benessere con palestra e spa, una piscina e terrazze panoramiche. L’intero edificio, nella nuova variante progettuale, sarà sormontato da una pensilina forata in vari punti per riprendere i disegni dei tappeti della tradizione locale e, con particolari accorgimenti architettonici, sarà ispirata alla forma di una vela sorretta da pali d’acciaio che richiamano gli alberi delle imbarcazioni.

Riguardo alla portualità turistica, l’intervento prevede l’utilizzo dell’attuale assetto anche per i mega yacht. In dettaglio, il molo Sanità, lato di ponente, ospiterà 11 ormeggi per imbarcazioni tra 30 e 40 metri. Altri 15 punti, per navi da diporto dai 20 sino agli 80 metri, verranno sistemati lungo la Calata Sant’Agostino attraverso la traslazione dell’attuale attracco dei traghetti di circa 190 metri dall’attuale radice con il posizionamento (a carico del proponente), di un nuovo pontone galleggiante che avrà funzione di scassa. Per quanto riguarda, infine, lo spazio pavimentato della Calata Azuni, è prevista la sostituzione della superficie asfaltata con una lastricata in pietra, in continuità con il resto della pavimentazione della passeggiata lapidea presente nel Porto.

Per tutto lo spazio pubblico circostante, il progetto riconferma la razionalizzazione delle aree verdi e pedonali. Verrà, infatti, mantenuta la viabilità carrabile attuale più a ridosso di via Roma, servita da parcheggi e separata dalla restante parte con ampi spazi a verde, mentre una nuova pista ciclabile a doppia percorrenza di quasi 400 metri correrà parallelamente ai percorsi carrabili, dalla rotonda della Calata Azuni sino alla Darsena, creando un nuovo asse di collegamento per la mobilità alternativa con le piste ciclopedonali già presenti. Lo spazio pedonale pubblico vedrà l’alternarsi di percorsi pavimentati in pietra, in legno ed aree verdi. Alla base del Molo Sanità, in posizione baricentrica del progetto, verrà realizzata una piazza lastricata in pietra calcarea, che ospiterà un’ampia fontana di forma rettangolare, a sfioro e le 3 sculture di Pinuccio Sciola, che verranno valorizzate mediante apposita illuminazione scenografica.

L’aggiudicatario della procedura si occuperà di realizzare il progetto, assicurandosene la futura gestione funzionale ed economica con la corresponsione di un canone annuo di circa 67 mila euro per il triennio dei lavori e di 110 mila circa per i successivi.      

“Oggi possiamo finalmente ufficializzare il nome del soggetto che, tra qualche mese e per i prossimi tre anni, metterà in atto la tanto attesa trasformazione radicale nel cuore pulsante del lungomare cagliaritano – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – L’iniziativa dell’Associazione temporanea di imprese guidata dalla Marina di Porto Rotondo, alla quale va il miglior augurio di proficuo lavoro, sono certo saprà creare nuovi e pregevoli spazi dedicati alla fruizione turistico-ricreativa, consentendo l’approdo di imbarcazioni e mega yacht direttamente nel cuore della città. Il nuovo waterfront sarà, quindi, dedicato a servizi di eccellenza ai passeggeri e allo staff di bordo, offrirà sicuramente tante opportunità lavorative per la comunità, in sinergia con polo della cantieristica al porto canale che, con il completamento previsto tra qualche mese, con l’enorme potenziale attrattivo per le imprese del settore, diventerà il volano della nautica da diporto nel Sud Sardegna”.

Dopo il via in Campania, è il turno della Sardegna. Apripista il Liceo Motzo di Quartu Sant'Elena, dove il 17 febbraio docenti e studenti potranno conoscere e testare praticamente l’app BullyBuster messa a punto dai ricercatori degli atenei di Cagliari, Napoli, Foggia e Bari. Ogni istituto può richiedere di ospitare una tappa.

Per UniCa il referente scientifico è il professor Gian Luca Marcialis: “L’applicazione per smartphone e pc è ora a disposizione di ragazzi, famiglie, scuole e forze dell'ordine. Andando negli istituti scolastici riusciamo a far ‘toccare con mano’ il semplice modo con cui le soluzioni avanzate, permesse dagli algoritmi dell’intelligenza artificiale e unite al diritto e alla psicologia, riescono ad essere estremamente utili per il rilevamento e il contrasto delle azioni di bullismo o cyberbullismo”.

Sul sito www.bullybuster.unina.it è possibile richiedere l’inserimento nel “BullyBuster tour”, in presenza o in remoto. Possono farne richiesta i docenti e i dirigenti scolastici interessati scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In Sardegna. Dopo il test effettuato in una scuola alberghiera di Avellino, il prossimo appuntamento è previsto nel Liceo Motzo di Quartu Sant’Elena, apripista nell’Isola, in cui il 17 febbraio si potrà prendere confidenza con BullyBuster e apprenderne la facilità di uso per segnalare eventuali abusi e violenze. Nell’istituto quartese coinvolte nove classi di quinta superiore, che saranno guidate dal professor Gian Luca Marcialis e dalla dottoressa Giulia Orrù dell’Università di Cagliari, dalla professoressa Grazia Terrone (Università di Foggia e Tor Vergata), dalla dottoressa Michela Gravina (Università Federico II, Napoli) e dall’ingegner Vincenzo Gattulli (Università di Bari).

Come funziona. Una semplice app installata nei cellulari o sui pc permette di segnalare comportamenti, frasi, video, foto, interventi in chat o altro che possa essere ricondotto, con verifiche di diverso livello, ad azioni di bullismo o cyberbullismo. Segnalazioni che possono essere monitorate sui singoli device, elaborate da un sistema di intelligenza artificiale in grado di allertare le famiglie, le autorità scolastiche e, nel caso, anche le forze dell’ordine. Il tutto è inoltre in grado di funzionare in modo completamente automatico e fungere quindi da sentinella h24 se interfacciato ad apparati di videosorveglianza (sia in luoghi aperti che chiusi) oppure se installato (allo stesso modo di un classico antivirus) su smartphone, tablet o computer in cui si utilizzano social network, siti e app di messaggistica. Il sistema è in grado di rilevare autonomamente movimenti sospetti tra la folla, rivelare episodi di stalking e prepotenze, distinguere espressioni verbali e facciali aggressive (oppure casi di deep fake facciali, in immagini, foto o video, manipolate sostituendo i visi persone). D’altra parte le segnalazioni, in forma anonima, possono essere inserite nell’app direttamente da chi assiste o ha notizia di comportamenti anomali o contenuti multimediali illeciti, per essere poi sottoposte ad opportune valutazioni.

Il progetto, realizzato con un finanziamento del ministero della ricerca nel 2019, coinvolge gruppi di ricercatori di quattro università tra Sud Italia e Sardegna, specializzati non solo in tecnologia e intelligenza artificiale ma anche in diritto e psicologia. I responsabili scientifici delle quattro unità (specialisti in diversi campi di conoscenza tecnologica, psicologica e giuridica) sono i professori Carlo Sansone (Napoli Federico II, capofila), Gian Luca Marcialis (Cagliari, dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica), Donatella Curtotti (Foggia) e Donato Impedovo (Bari).

La Sardegna, prima regione d’Italia a entrare nella partita Superbonus per sbloccare i crediti di imposta incagliati nelle maglie della burocrazia, diventa un esempio da seguire a livello nazionale. Le modalità di attuazione e le condizioni dell’acquisto dei crediti edilizi di bonus, superbonus 110% ed ecobonus saranno messe a punto con una delibera di Giunta dopo che la Regione, attraverso la Finanziaria, ha messo a disposizione la propria capienza fiscale per acquistare i crediti, stimata potenzialmente in 40-50 milioni di euro al mese.

La misura rappresenta il secondo intervento della Regione, che già, grazie al Sardinia Fintech attivato dal Centro Regionale di Programmazione e dalla Sfirs, aveva liberato liquidità (sotto forma di anticipazioni finanziarie da rimborsare con i crediti fiscali) per sostenere famiglie e imprese in una misura, il superbonus, che ha prodotto in Sardegna un totale di investimenti ammessi a detrazione pari a oltre 1 miliardo e 983 milioni di euro suddivisi in investimenti su edifici condominiali, edifici unifamiliari e unità immobiliari indipendenti (Enea, rapporto di dicembre). Oltre 250 milioni di euro, divisi su tre tranche di finanziamento, sono infatti attualmente in istruttoria per la liquidazione delle domande presentate sulla linea B-Credito di Filiera Superbonus 110% del Fondo Sardinian Fintech, gestito da Sfirs, a fronte di 380 milioni di credito fiscale previsti.

Dopo l’anticipazione dei crediti fiscali operata attraverso la finanziaria regionale, arriva ora il programma di acquisto della Regione che mette a disposizione degli operatori privati del mercato la propria capacità fiscale per l’acquisizione dei crediti che poi compenserà nei propri F24.

“La Sardegna è la Regione che durante l’emergenza ha investito maggiori risorse proprie per la ripresa, e con ogni strumento a disposizione, finanziario e normativo, si è posta come obiettivo quello di sostenere il rilancio e la competitività delle aziende. Le novità introdotte con la Finanziaria vanno in questa direzione e testimoniano la volontà di continuare a sostenere e rafforzare la crescita del sistema economico sardo”, ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas. “La Regione è al fianco delle imprese di ogni comparto e pronta a recepirne le istanze dando anima e corpo a provvedimenti che possano alleggerire il peso della crisi e delle difficoltà legate al momento storico che stiamo vivendo – ha aggiunto l’Assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Fasolino - Con la norma inserita in Finanziaria rafforziamo le ricadute di carattere ambientale, sociale ed economiche relative alle diverse misure legate ai bonus edilizi, in particolare al Superbonus”.

La Regione riconoscendo la valenza strategica delle agevolazioni fiscali nell’ultima finanziaria ha quindi posto le basi per attivare un programma di acquisto di crediti da portare direttamente a compensazione dalla stessa Regione. Così facendo punta a favorire la circolazione dei crediti di imposta alleggerendo il portafoglio di crediti degli ultimi concessionari in modo che possano riprendere un programma di acquisti della stessa tipologia a favore delle famiglie e delle imprese e a liberare la potenziale liquidità del sistema delle imprese edilizie e della filiera associata attualmente bloccata in crediti che non trovano collocazione  in modo da favorirne la ripresa delle attività.

Sempre con la Finanziaria, accanto alle operazioni di acquisizione dei crediti, la Regione ha promosso anche un programma di garanzie pubbliche a favore delle imprese e dei privati: sarà infatti attivato  un programma di garanzia e controgaranzie per favorire  la negoziazione dei crediti tra soggetti privati nei limiti consentiti dalle norme e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate. 

La Regione ha finanziato il piano di investimenti pari a 750 mila euro per Interventi a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica e per il successo scolastico a favore delle scuole autonome di ogni ordine e grado della Sardegna. L’intervento, voluto dall’assessore alla Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, si inserisce negli interventi finanziati con la Manovra Finanziaria 2023-2025.

La spesa complessiva sarà di 250 mila euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 per consentire alle Autonomie scolastiche, con sede nel territorio della Regione, lo svolgimento di visite didattiche presso siti archeologici, museali, culturali di particolare rilevanza sul territorio regionale e la realizzazione di progetti speciali, rivolti in particolare al contrasto della dispersione scolastica.

“La norma - sottolinea l’assessore Biancareddu - ha una duplice finalità. Da un lato quello di permettere il finanziamento della partecipazione delle Autonomie scolastiche a progetti speciali che consentano soprattutto di contrastare la dispersione scolastica (quali manifestazioni, fiere, gare e concorsi nazionali). L’altra finalità è quella di consentire agli studenti, la fruizione guidata di tutti i possibili spazi culturali di cui la Sardegna è ricchissima. Si tratta di uscite didattiche istruttive, ripartite a seguito della fine dello stato di emergenza sanitaria.

I progetti speciali consentono, tra l'altro, di favorire il confronto proficuo con le Autonomie presenti nel territorio nazionale e regionale, al fine di individuare delle buone pratiche e attivare rapporti di collaborazione in rete che garantiscano la crescita individuale degli studenti e dell’intero sistema scolastico in generale.

Le visite didattiche guidate, invece, consentono agli studenti di conoscere il patrimonio artistico e culturale della propria Regione, favorendone la valorizzazione.

Negli ultimi anni sono stati finanziati circa 44 progetti speciali, con un costo medio per progetto di oltre  4 mila euro e circa 29 visite guidate nel territorio regionale, con un costo medio per visita di circa euro 3 mila e 500 euro.

Lo stanziamento previsto, che terrebbe conto della necessità di garantire l’adozione delle necessarie misure di sicurezza sanitaria emerse in modo particolare negli ultimi anni, consentirebbe di finanziare circa 60 progetti o visite guidate all'anno, aventi un costo medio di euro 4 mila euro.

Settanta milioni per il “pacchetto efficientamento energetico”: è questa la somma stanziata dalla finanziaria regionale, approvata dal consiglio, che supporterà imprese e famiglie nella spesa per l’energia rispettivamente con 30 e 40 milioni.

“La Regione Sardegna – dice il Presidente Solinas – già da tempo sta mettendo in campo le risorse necessarie al proprio efficientamento energetico, e al sostegno delle comunità e delle famiglie. La misura approvata con la manovra segue quanto già previsto dalla Legge sull’Energia lo scorso ottobre, con  l’introduzione del reddito energetico. In particolare, dice il Presidente, si vuole favorire la spinta sulle energie rinnovabili e gli impianti domestici di accumulo, attraverso finanziamenti che vadano a dare sostegno alle famiglie, le quali si trovano ancora in uno stato di difficoltà, causato dall’aumento dei prezzi dell’energia dovuto alla congiuntura internazionale”.

La finanziaria include, infatti, la concessione di contributi in conto capitale per le imprese e le famiglie al fine di favorire l'efficientamento energetico, che avrà come conseguenza la riduzione dei costi per l'energia.

“Per favorire l’abbattimento dei costi energetici – afferma l’assessore dell’Industria, Anita Pili – è necessario proseguire sulla strada della transizione energetica, privilegiando fonti di energia rinnovabile e autoprodotta. Si dovranno favorire le associazioni tra comuni: proprio in quest’ottica, specifica Pili, con un emendamento dedicato sono stati stanziati ulteriori 2 milioni di euro di risorse destinate ai comuni della Sardegna al di sopra dei 5mila abitanti, per l’implementazione delle comunità energetiche. Si tratta dei comuni finora esclusi dai precedenti finanziamenti regionali e dai fondi del Pnrr, destinati solo ai comuni al di sotto del 5mila abitanti”.

“I 30 milioni destinati al sostegno delle micro, piccole e medie imprese – spiega l’assessore dell’Industria – prevedono sia il sostegno alla realizzazione di interventi di adeguamento e rinnovo degli impianti, sia interventi di efficientamento energetico e miglioramento emissivo degli edifici. Non dimentichiamo – prosegue Pili – che l’incremento dell’efficienza energetica nei comparti produttivi è uno dei capisaldi del Green Deal Europeo, che prevede di raggiungere la quasi totale decarbonizzazione nel 2050: per farlo, è fondamentale proseguire nella strada della riduzione dei costi energetici e dell’ottimizzazione dei processi di produzione, adottando, ad esempio, nuove soluzioni di smart manufacturing, incrementando l’efficienza dei macchinari e ottimizzando così tempi e risultati delle produzioni”.

“La Sardegna – conclude l’assessore dell’Industria – sta facendo enormi passi avanti nella transizione energetica. Le comunità energetiche sono già realtà in molte aree della regione, i cui comuni possono dotarsi di energia autoprodotta. Proseguiamo quindi su una strada che sta già dando ottimi risultati e, nel tempo, potrà rendere la Sardegna autosufficiente dal punto di vista energetico.

Inoltre, con il recente accordo sottoscritto con Assessorato della Difesa dell’Ambiente, Anci, Cal e Università di Cagliari e Sassari, portiamo la cultura dell’ecosostenibilità e della transizione verde nelle scuole e nelle comunità locali, per sensibilizzare i cittadini fin da giovani sull’importanza delle buone pratiche finalizzate a garantire una maggiore efficacia delle politiche di adattamento, le uniche da intraprendere per assicurarci un futuro che rispetti l’ambiente e ottimizzi le risorse”.

La ripresa dei consumi potrebbe avverarsi solo con il calo delle bollette. La riduzione del peso delle utenze potrebbe infatti liberare fino a 30 miliardi di euro a livello nazionale, e rendendoli disponibili per la spesa delle famiglie. La stima di Confesercenti ha rilevato infatti la spesa media mensile familiare in Sardegna per il 2023 è di 2044 euro e risulta ancora molto inferiore ai già deludenti valori di pre-pandemia del 2019 (2158 euro), Considerato che la maggior parte del budget verrà assorbito dalle spese per casa e bollette con una media del 45,8% del bilancio familiare, si può ben capire che rimane ben poco spazio per altri acquisti. E ad avere la peggio nell’Isola è la spesa alimentare per la quale si spende non più di 400 euro (IL DATO PIÙ BASSO D’ITALIA).

Nell’anno in corso la spesa media mensile delle famiglie sarde, in termini reali dovrebbe crescere infatti solo del +0,8%, pari ad appena 16,4 euro in più al mese. Si tratta dell’incremento più basso nel triennio 2021-2023, una frenata che di fatto interrompe la ripresa post-pandemia.

“Se nel corso del 2023 le tariffe di luce e gas si dovessero ridurre del 40%, come ipotizzato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti- suggerisce Gian Battista Piana, direttore Confesercenti Sardegna - la spesa complessiva sostenuta dalle famiglie per le utenze domestiche passerebbe da quasi 76 a poco più di 45 miliardi di euro, scendendo da 2.950 euro a 1.780 euro l’anno per famiglia. Le risorse così liberate potrebbero dunque consentire un’accelerazione ai consumi delle famiglie, che purtroppo restano ancora al palo nel 2023”.

“Il caro energia ha fermato la ripartenza della spesa dopo la pandemia, gran parte del bilancio familiare è stato assorbito dalle bollette e per il resto come alimentari e bevande, abbigliamento e scarpe, cultura e spettacolo, turismo è rimasto ben poco – rileva alla luce dei dati Roberto Bolognese, presidente Confesercenti Sardegna – tutte le imprese del terziario dipendono dai consumi interni e lo scenario è molto difficile. Sono indispensabili interventi che aiutino a recuperare il potere d’acquisto perduto, magari detassando gli aumenti retributivi che aiuterebbero le imprese a procedere ai rinnovi dei contratti nazionali, dando una spinta ai salari ridotti dall'inflazione energetica”.

Pagina 291 di 299