Mario Frongia

Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi

Venerdì, 03 Novembre 2023 14:33

Cagliari, rabbia, umiltà e concentrazione

“Con il Genoa, squadra di valore, vedremo cosa ci rimane dalle vittorie in recupero con Frosinone e Udinese”, dice Claudio Ranieri. Ospiti senza Retegui, rossoblù con un ristabilito Lapadula ma Nandez è out

Mario Frongia

Testa al Grifone, senza se e senza ma. Il Cagliari, come auspica la tifoseria ancora piacevolmente scioccata dall'exploit senza precedenti in casa contro il Frosinone e dal successo a Udine in Coppa, cerca la terza vittoria in otto giorni. Ma Claudio Ranieri frena. “Aspettiamo la riprova di domenica per vedere cosa è cambiato. C’è sempre stata la consapevolezza di lavorare bene, adesso arriva il Genoa, squadra di valore, e la nostra mente è totalmente su di loro. L’anno scorso è finita in pari ma l’infortunio all’arbitro ha scombussolato un po’ tutti. Adesso, stiamo concentrati. Hanno grandi giocatori e dobbiamo portare a casa un risultato positivo”. Il tecnico in conferenza stampa precisa che “se vinci alla fine delle partite significa che i giocatori sono preparati bene e mentalmente non vogliono uscire sconfitti dal campo. Con l’Udinese hanno voluto il passaggio del turno con determinazione. So che non mollano mai. Anche nelle partitelle tra noi non mi interessa chi vince, ma vedere come esce dal campo quella che perde”. Attento ai dettagli, abile conoscitori di uomini e pallone. Soprattutto, onesto intellettualmente: “Dobbiamo migliorare molto in difesa perché commettiamo errori che non commettevamo in B! Mi sono stufato di ripeterlo: una squadra che si deve salvare non può incassare tutte queste reti!”. L’obiettivo è nitido. Il momento pure: “Anche grazie al supporto dei tifosi, sappiamo di dover continuare così: certo, da queste due gare in casa è meglio 6 punti di 4. La verità è che dobbiamo acquisire personalità da serie A. Vorrei che fossero sempre tutti dal primo minuto disperati e affamati. Poi, dipende anche dalle caratteristiche individuali, nessuno si scrolla di dosso paura e tensione allo stesso modo Chi sta fuori? Voglio siano furiosi e si chiedano cosa fare perché possa farli giocare.”. E non manca la battuta: “Allenatore italianista, antico, attendista? Mi va bene tutto se rivinciamo 4-3”

Sui singoli. Intanto, spazio a Petagna: “Ha fatto una gran partita, mi sono sfuggiti i voti alti in pagella! (ride, ndr). Ha corso per 13 chilometri, non me lo aspettavo. Vuol dire che è sulla strada buona anche se gli manca qualcosa per essere al cento per cento. Però,  lui e Shomurodov tentano di fare cose buone e questo è l’importante”. Passaggio anche per Pereiro: “Ha qualità innate e sta entrando pian piano nella mia mentalità. Non posso dirgli con il piede che ha se metterla a destra o a sinistra, ci pensa lui perché ha grande conoscenza tecnica e tattica. Mancosu e Lapadula? Stanno bene, mentre Di Pardo ha una contrattura”. Si passa alle punte. “Siamo dipendenti dal giocatore che fa la differenza, in questi ultimi tempi lo è stato Luvumbo. Pavoletti? Leo per noi significa serie A. Quando vedi giocatori esperti in prima fila a trascinare il gruppo è bello per un allenatore. Stesso discorso per Mancosu e Viola, presenza e qualità”. Infine una curiosità: “Makoumbou lo stresso come nessun altro perché lo vorrei perfetto. Deve fare meno tocchi, essere più rapido e giocare in verticale”. Sugli ospiti, lente sull’assente Retegui: “Un grande giocatore, ha una rapidità di esecuzione notevole. Il Genoa ha un ottimo centrocampo e Gudmundsson: è in formissima, dovremo avere mille occhi, degli ultimi cinque gol ne ha fatti quattro”. Infine, i Premi Ussi Sardegna 2023. Sir Claudio riceve dal comitato regionale guidato da Paolo Mastino il Premio intitolato a Davide Astori: “Sono molto orgoglioso, non me l’aspettavo, mi rende molto felice e ringrazio la famiglia per questo”.

L’analisi. Sest’ultimi in classifica con 6 punti, peggior difesa con 21 reti incassate. Una faccia di realtà da non trascurare pur con gli incoraggianti segnali da Udine, passaggio agli ottavi della coppa Italia inclusi (il 2 o il 3 gennaio sfida al Milan che vale comunque vada una quota cospicua dell’incasso di San Siro. La vittoria aiuta a vincere e si sa. Meglio se in trasferta, con una diretta concorrente alla salvezza, per ora, e con la certezza di saper soffrire sino all’ultimo secondo. Se poi si aggiunge il recupero di alcune pedine chiave, da Lapadula a Petagna, alcune piccole grandi certezze Oristanio e Makoumbou, gli sprazzi di Sulemana: dal Friuli una serie di indicazioni utili per approcciare il Genoa. Claudio Ranieri batte sul ferro della concentrazione e dello spirito di sacrificio. Sa quali sono i rischi mentali da evitare dopo l’exploit del 4-3 in rimonta sul Frosinone. Conosce le trappole che verranno tese dalla formazione di Gilardino e anche quelle in cui potrebbero cadere i suoi: i 3 gol incassati dalla squadra dell’ex Di Francesco sono un monito da tenere bene a mente.     

Notarelle. Gianfranco Ibba, presidente di Abbi group Sardegna e amministratore delegato del gruppo nazionale Crai, dal 1973 nel settore della grande distribuzione, è nel cda del Cagliari. La nomina da parte del patron è arrivata nel corso del cda (approvato bilancio in rosso per 2,2 milioni dai 16 dello scorso anno), a una decina di giorni dell’accordo che ha visto l’impianto di Asseminello diventare Crai sport center. Intesa, pare quinquennale, di marketing e visibilità - che prevede anche altri optional quali cartelloni promozionali eccetera alla Domus - che costa all’imprenditore di Oristano circa 250mila euro. La metà circa di quanto chiedeva la presidenza del club

Mercoledì, 01 Novembre 2023 23:54

Cagliari, remuntada anche in Coppa Italia

I rossoblù stendono l’Udinese in trasferta. In gol Viola e Lapadula all’ultimo minuto dei supplementari. Agli ottavi c’è il Milan. Ma adesso, testa al Genoa

Mario Frongia

Dopo lo scialbo 0-0 in campionato alla Domus, Cagliari corsaro a Udine. Con il marchio della casa, la rimonta. I sedicesimi di Coppa Italia conducono i rossoblù agli ottavi dove troveranno il Milan (presumibilmente il 3 gennaio 2024). Partita arcigna, Claudio Ranieri può essere contento, anche in vista del Genoa, domenica alla Domus. Ben giocata anche come accelerazioni e attesa, strategie e pazienza. Il tecnico parte con Petagna-Shomurodov, dà le chiavi della porta a Radunovic, quelle del centrocampo a Makounbou e quella della fantasia a Oristanio. Il resto, alternanze prevedibili o quasi, inclusi i centrali stranieri Wieteska e Hatzidiakos, tenuto conto della squadra di Gilardino dietro l'angolo, dopo il fresco exploit da Guinness con il Frosinone. Alessandro Cioffi, subentrato a Sottil, tiene a riposo Samardzic e Diawara e schiera Lovric e Zarraga. Sempre out Delofeu. Mentre i medici confermano Nandez fuori causa per un mese: problemi ai flessori.

Buon primo tempo rossoblù. Il Cagliari parte bene, volitivo e determinato. L’Udinese controlla senza affanni e pian piano prende il controllo. Ma le parti si invertono: il primo tiro, a lato, di Oristanio arriva al 12’, con Jankto che lamenta il mancato passaggio. Intanto, si fa male Di Pardo, in campo Zappa dopo 17’. Oristanio firma la prima palla gol in contropiede su assist di Jankto: Okoye para ma il Var decreta l’off side, Cosso di Reggio Calabria fischia. Sempre Oristanio semina il panico nell’area di casa, Okoye respinge. Poi, Azzi calcia a lato. Il dominio rossoblù si consolida. Gli errori si susseguono da entrambe le parte. Il primo squillo dell’Udinese è di Kamara, sinistro a lato. Il match è interessante, si combatte ma la qualità latita ed è la conferma della classifica in A dei friulani (diciassettesimi con 7 punti) e dei sardi (penultimi con 6). Okoye è il migliore dei suoi, prodezze su Shomurodov e Oristanio (top dei rossoblù) dalla distanza. La squadra di Ranieri mostra fluidità di manovra ed efficaci tracce di costruzione, da Sulemana a Jankto fino a Makoumbou, L’Udinese soffre, mostra confusione, passaggi prevedibili e molta fatica a crescere. Il Cagliari,, con Radunovic che non tocca palla, confeziona quattro palle gol, detiene il 55 per cento di possesso palla, 5 parate a zero, 65 attacchi contro 34, 3 corner a zero, 240 passaggi a buon fine contro 186. Makoumbou e Oristanio i migliori.   

Pareggio meritato. Sir Claudio lascia fuori Jankto per Obert. L’assetto non cambia con Azzi che sale al posto del ceco. Una sorta di 4-4-2 con Oristanio largo a destra. da squadra camaleonte. Si riparte con Lucca che segna con scavetto ma è in fuori gioco, Cosso annulla. Sempre Lucca colpisce la traversa di testa, l’Udinese pare uscita meglio dagli spogliatoi. Il Cagliari si riorganizza, sfrutta l’ampiezza, specie a sinistra con Azzi. E pian piano cresce. Poi, su corner regalato da Azzi, l’Udinese passa al 18’: Thauvin pennella per Guessand (2004) che di testa, con Sulemana distratto, batte Radunovic. La reazione passa per il sinistro di Oristanio ma Okoye non corre rischi. I rossoblù si riorganizzano e tessono una buona trama con un giro palla e rapide verticalizzazioni. Okoye para su Oristanio, direttamente dalla bandierina. Ci prova Petagna, centrale. Entrano Viola, Pereiro (ammonito dopo 30 secondi!) e Lapadula, al debutto stagionale dopo l’intervento alla caviglia. Ranieri sollecita il pressing alto, l’Udinese soffre. Viola la pareggia al 35’ con una punizione-cross che Okoye non legge: 1-1. Lucca impensierisce Radunovic, piattone a lato. Nei 5’ di recupero, ottima sponda di Petagna per Lapadula, tiro ribattuto. Il Cagliari chiude in attacco, buon segno. Da ottima posizione, punizione di Viola, angolo. Si va ai supplementari.

Petagna-Lapadula, che colpo! La manovra del Cagliari nei tempi supplementari si apre con un buon equilibrio. Viola è il play. I ragazzini dell’Udinese (Pafundi 2006, Pejicic 2007, Diawara e Tikvic 2004) tengono botta. Lapadula sfiora la traversa di testa. Squadre stanche, attente nel non scoprirsi e dare il fianco alle ripartenze. Pafundi, sassata di sinistro alta, è il terminale dei padroni di casa. La sfida tra esperienza e Under (l’Udinese gioca con un’età media che non arriva ai 21 anni!). Poi, c’è la legge del Cagliari: rimonta con Petagna al 120’ che serve Lapadula: 2-1. Con OKoye che evita il 3-1 su Deiola e Lapadula.

Udinese (3-5-2): Okoye 7; Ferreira 6, Tikvic 5,5, Guessand  7 (Nwachukwu dal 5’ pts, 6); Akè 6,5, Zarraga 6, Camara 5,5 (Pejicic dal 43’ st, 6), Lovric 5,5 (Quina dal 20’ st, 6), Kamara 5 (Zemura dal 20’ st, 6); Thauvin 6,5 (Pafundi dal 20’ st, 6,5), Lucca 6,5 (Diawara dal 43’ st, 5). A disposizione: Silvestri, Padelli, Ebosele, Masina, Samardzic. All. Cioffi 5

Cagliari (4-3-2-1): Radunovic 6; Di Pardo sv (Zappa dal 17’ pt, 6), Hatzidiakos 6, Wieteska 6, Azzi 6 (Pereiro dal 30’ st, 5); Makoumbou 7, Sulemana 6,5 (Deiola al 15’ pts, 6), Jankto 6,5 (Obert dal 1’ st, 6); Oristanio 7 (Viola dal 30’ st, 7), Shomurodov 6 (Lapadula dal 30’ st, 7); Petagna, 6,5. A disposizione: Aresti, Scuffet, Goldaniga, Dossena, Prati, Augello, Desogus. All. Ranieri 7

Udinese-Cagliari 1-2

Guessand (U) al 18’ pt, Viola (C) al 35 pt, Lapadula al 30’sts

Domenica, 29 Ottobre 2023 14:40

Miracolo Cagliari, ribaltato il Frosinone!

 

Sotto 3-0 i rossoblù riaprono la corsa salvezza con una doppietta nell'extra time di Leonardo Pavoletti. E adesso testa al Genoa

Mario Frongia

Un ribaltone,da 0-3 a 4-3, che rimarrà a lungo nella mente dei 15.936 della Domus. Pazzesco, a fronte di una condotta modesta e tecnicamente debole, il Cagliari prende con il Frosinone i primi 3 punti in stagione e riapre miracolosamente la corsa salvezza. La decima giornata vale l'aggancio all'Udinese, 18esima, a quota 6. Ma i nodi rimangono e per Claudio Ranieri il lavoro da fare è enorme. Intanto, da segnalare le reti di Oristanio, tra i migliori, Makoumbou, e la doppietta di capitan Pavoletti. Che salva anche il 4-4 di Cheddira sulla linea. Quasi un copione già scritto: il centravanti livornese, Mvp del match, risolve i problemi nei minuti di recupero. E ora testa al Genoa, domenica alla Domus.

Triste illusione. Una sola punta, Luvumbo, con Mancosu a rimorchio. Claudio Ranieri spiazza tutti. E alla lunga avrà ragione, almeno per i cambi della ripresa. Prati in regia, mediana Makoumbou, Jankto e Deiola (entrambi più alti e pronti a inserirsi tra le linee), Nandez terzino: se gioca anche in porta ha completato il tour! In avvio i rossoblù inceppano il 4-3-3 di Eusebio Di Francesco. Con il piglio giusto si affacciano in area ma il primo tiro, all'8', e del Frosinone, Scuffet c'è. I rossoblù spingono ma sono imprecisi, recuperano e smistano con difficoltà. Sentono il peso della gara, da dietro ricompaiono i lanci a casaccio, anche senza pressione. Nel primo quarto d'ora non si ha un'azione con più di tre passaggi a buon fine. Calcio da serie B. Il Frosinone sa aspettare. Ma per ripartenze adeguate e pulite Di Francesco non è messo bene. Da segnalare, un tiro, altissimo, di Nandez e un'incursione di Soulé, imbeccato da Lirola, Scuffet devia ma l'arbitro Pairetto non dà l'angolo. Il Cagliari risponde con Luvumbo, che serve Prati, Turati para ma c'è off side. Al 22' Soulé non sbaglia e i ciociari passano. Il mix di modestia globale nell'assetto difensivo, errore di Dossena, e di poca determinazione nel batti e ribatti, spiegano una parte dei problemi dei padroni di casa. La reazione la firma Goldaniga di testa, para Turati. Il Var chiama Pairetto. fallo di mano di Soulè, è rigore. batte Mancosu, traversa. Il Frosinone mostra padronanza e tecnica. Soprattutto, idea di gioco nel muovere la palla di prima e puntare la porta. Quindi, paratona di Scuffet su punizione di Soulé. Ma nulla da fare per il portiere sull'argentino che in serpentina entra in area e sigla il 2-0. La risposta? Jankto sfiora il palo su assist di Luvumbo. Poi, la sfiga ci vede benissimo: infortunio per Nandez, nel peggio uno dei migliori, e palo, a colpo sicuro, di Mancosu. Il Frosinone chiude con 61 per cento di possesso palla, 84 contro 31 di passaggi a buon fine, 5 corner contro 1. I ragazzi di Ranieri tirano 9 volte, i laziali 8.       

Ripresa choc. Quattro minuti e il 3-0 lo sigla Reggianini, sinistro a fil di palo, Scuffet distante. La mazzata è pesante. Intanto, Ranieri lascia negli spogliatoi Deiola, fischiato dal pubblico, per Pavoletti. Di Francesco inserisce Cheddira e Garritano. Il Cagliari pare sulle gambe. Escono Mancosu, Luvumbo e Jankto, entrano Oristanio, Azzi e Viola. Cambia poco, la manovra è lenta, spesso si torna indietro. Il Frosinone corre meglio. Occasione rossoblù con Zappa, di testa sotto la salvezza, Monterisi salva. L'aperitivo per il gol, destro a giro, di Oristanio: 1-3. I tifosi, nonostante la prova oscena, incitano. E Makoumbou punisce una leggerezza del Frosinone: 2-3, partita riaperta. Poi, fallo di Turati su Pavoletti. Pairetto indica il dischetto: il Var lo toglie, fallo di mano rossoblù. Segna Cheddira, annullato per fuori gioco, idem al terzo minuto, dei sette, di recupero. Il Cagliari assedia il Frosinone. Ma la lucidità è poca. Poi, Viola pennella e Pavoletti sigla il 3 a 3. Quindi, altra disattenzione dei ciociari e Pavoloso concede il bis. Dal Bari al Frosinone, gol pesantissimi. Di Francesco atterrito. La vittoria buttata via è peccato mortale. E il Cagliari respira in attesa del Genoa.

Poca roba. Ci sarà da stringere i denti. Fatto il miracolo, dopo un primo tempo da incubo, la sensazione è che la rosa sia comunque inadeguata, con gli acquisti chiave toppati senza se e senza ma. Tra i primi undici bocciati i nuovi Shomurodov, Petagna e i centrali Hatzidiakos e Wieteska: quattro acquisti toppati. che Ranieri li abbia avvallati è strano. Ma il campionato è lungo. Certo che avrebbe avuto bisogno fin dal via di due centrali esperti in A e di un attaccante da doppia cifra. Poi, sei ultimo e si va a caccia di alibi, arbitraggi, Var, big impossibili da sfidare. Ma in serie A non giocano Poggibonsi e Aglianese.  

Amarcord. Un po’ di memoria non guasta: a Eusebio Di Francesco il patron aveva detto di “tagliare” Pavoletti e Pisacane. Ma soprattutto, gli aveva garantito che avrebbe avuto un organico per il 4-3-3. Sappiamo come è andata, ed è facile attribuire le responsabilità. Cacciato, con Semplici salvatore della patria. A sua volta defenestrato l’anno seguente a favore di Mazzarri, silurato a tre turni dalla per Agostini, martirizzato dopo il vergognoso match di Venezia con retrocessione assurda!, dopo tre partite: la mano geniale del presidente rossoblù non manca mai. Semplici firma così la sua “morte” sportiva”: 2-2 con lo Spezia in casa, ko 4-1 a san Siro con il Milan e 3-2 per il Genoa alla Domus. Un punto in cassaforte: se il criterio fosse stato applicato in questa stagione, Sir Claudio sarebbe da un pezzo nella sua residenza londinese. Ma questo è un altro tema. La bizzarria di considerare il Cagliari una sorte di concorrente che gioca in un campionato a parte. Prima erano blindate - a favore chissà perché, delle avversarie - le prime otto gare. Poi, dalla Salernitana, e sappiamo come è andata, si sarebbe ripartiti con le nove partite decisive per “salvarci all’ultimo secondo dell’ultima partita, proprio come siamo saliti!”. Claudio Ranieri ha dalla sua esperienza e mestiere senza eguali o quasi. Ma la strategia, anche per lui maestro motivazionale, pare lasciare molti angoli oscuri. 

Venerdì, 27 Ottobre 2023 14:11

Ranieri e le mosse blindate anti Frosinone

 

Il tecnico mischia le carte. Conferma il Cagliari Luvumbo-dipendente e lancia il cuore oltre la curva: “Ci salveremo all’ultimo secondo dell’ultima giornata, proprio come siamo saliti su”

Mario Frongia

Cagliari. Con il Frosinone dell’ex Di Francesco alle porte, i soliti mascheramenti sui primi undici e sul modulo, lo sguardo esperto ma comunque con un filo di preoccupazione. “Cosa deve fare il Cagliari? Vincere. E non sarà facile” aggiunge lesto Claudio Ranieri. Sei ultimo, hai perso sei partite su nove e, Var o meno, non sei riuscito a battere una Salernitana molto modesta dopo essere andato in vantaggio due volte, è ovvio che le rughe aumentino. Ma è inutile guardare al passato: “Salerno non ci interessa, siamo concentrati sul Frosinone. Hanno iniziato bene, sono a metà classifica, in piena fiducia e consapevolezza. Come il Lecce, sono la sorpresa del campionato. Giochiamo con la squadra che ha vinto la B”. L’allenatore di Testaccio prende fiato. E torna sul luogo del peccato: “Dal pari di domenica mi tengo la prova ma sono amareggiato per il risultato. Ed è importante che cresca la condizione di Jankto, Shomurodov e Mancosu: devo valutare ciò che ha avuto. Ma avevo bisogno di giocatori rapidi per supportarlo e per attaccare gli spazi”. Si passa dal gruppo. “Il mal di pancia di chi sta fuori? Peggio per loro, devo scegliere per il bene del Cagliari. Se qualcuno molla non fa parte del nostro modo di pensare: so che mi salverò all’ultima partita, all’ultimo secondo come siamo venuti su. Sia chiaro, ho bisogno di tutti purché siano umili, determinati, volenterosi”. Il messaggio è nitido. Lo spogliatoio non ha scusanti. “I ragazzi credo sappiano bene che per me sono tutti uguali. Devo ragionare sull’avversario che ho davanti e sulle pedine ideali per vincere la partita.”.

Modulo e interpreti. Sulla formazione si parte dal via: “In porta gioca Scuffet, ma la mia fiducia in Radunovic. Il trequartista? Sono da sempre per i giocatori di grande qualità, Mancosu lo è, quando starà bene cercherò di giocare sempre con lui. Nandez? È un giocatore importante, trasforma la fase difensiva in offensiva. Ma sul ruolo dovremo valutare bene, se farlo giocare in mediana o da terzino destro. Mancosu quando è in forma è un asso in più che mi posso giocare. L’ho messo dentro perché dovevo fare quel tipo di partita, anche se veniva da settimane di lavoro intenso. L’ho rischiato, mi hanno detto che era al 100 per cento, ma sapevo che non aveva i 90′. Questa settimana si è allenato, ha fatto quasi tutto con i compagni, è una situazione che mi porterò dietro fino a domani sera”. Sulle punte indicazioni più precise. Ma l’incertezza permane. Ad esempio su Petagna dal 1’. “Andrea ha iniziato molto bene, poi si è fatto male al polpaccio e ha perso due settimane di lavoro. Ha una struttura notevole e sta faticando più del dovuto. Stiamo cercando di stimolarlo al massimo per farlo tornare in piena forma”. Sul Cagliari Luvumbo dipendente poche storie. “Lapadula? Giocherà quando starà bene. È il nostro attaccante principe, ma non è facile dall’oggi al domani allenarsi e poi giocare con la prima squadra. Sì, adesso siamo Luvumbo-dipendenti. Zito deve imparare a dialogare con la squadra. Ma godiamoci i gol che sta facendo”

Dalla Salernitana a Di Francesco: “Ho un ottimo rapporto con Eusebio, crede molto nel suo lavoro. Trasmette tanto e dà tanto, lo vedrete domenica, c’è tutto Di Francesco in questo Frosinone. Ci aspetta una partita importante. Troviamo una squadra che vive un momento d’oro con l’allenatore che sta facendo un ottimo lavoro. Ha provato a farlo a Cagliari ma non c’è riuscito, a Frosinone sta mettendo in pratica le sue idee e si sta divertendo. Il loro gioco? In velocità, con possesso palla nella propria metà campo per andare dritto per dritto per cercare di far gol appena superato il cerchio di centrocampo. Sarà una gara intensa, dovremo lottare fino alla fine della partita”. Sulle scelte tattiche la blindatura di Cluadio Ranieri è totale. “Non traccio mai una strada soltanto, dobbiamo essere bravi a cambiare. Poi, dipende dalle condizioni dei ragazzi per usare un sistema o un altro. Non ne ho uno fisso, il Frosinone pur usando il 4-3-3 ha movimenti differenti. Dovremo pensare bene, vedere chi sta in forma e chi può subentrare. E questo spetta a me”.

Mercoledì, 25 Ottobre 2023 10:02

Gigi Riva, i colori della storia all’Amsicora

 

Il murale sulla porta dello stadio dello scudetto, la “stamborrata” di Rombo di tuono, i ricordi dei campioni del ’70 e l’amarezza per l’attuale situazione del Cagliari. Con i dubbi sulle ultime mosse presidenziali

Mario Frongia

Le emozioni di una volta. Quelle che paiono perse per sempre. Le stesse che  animano la tifoseria: ieri, per uno scudetto che ha e avrà sempre dell’incredibile. Oggi, per un murale che ricorda Gigi Riva. All’ingresso dell’Amsicora, tempio laico e di fede indelebile assieme. Nella serata del pareggio che non sposta le cose in classifica, dà amarezza e rende incerto il percorso della squadra di Ranieri, l’inaugurazione. Con i campioni del tricolore, Tomasini, Brugnera, Greatti e Reginato, accompagnati dai tanti che hanno vestito i colori rossoblù, Quagliozzi, Piras, Copparoni, Bellini, Gattelli e Roccotelli, ma senza di lui. Rombo di tuono è rimasto a casa. “Ci abbiamo provato sino alla fine. Pareva esserci una piccola speranza. Poi, a me e a mio fratello Mauro ha detto che sì, sarebbe venuto a vedere il murale. Ma quando non ci sarebbe stato nessuno” ha spiegato con un sorriso Nicola Riva, primogenito del bomber. Insomma, la festa curata dal Comitato una statua per Riva - idea impantanatasi tra mille pastoie burocratiche nonostante una proficua raccolta fondi - è stata un ritrovo per non dimenticare. I figli di Riva, i campioni, Andrea, figlio di Stefano e nipote dell’Arrica architetto del titolo ‘69/70, tanti tifosi. Alcuni con gli occhi lucidi. La storia che non si scorda e aiuta a capire l’attualità. “È impressionante che a distanza di mezzo secolo ci sia ancora tanta gente che ricorda mio padre e questo gruppo di giocatori. Il motivo? L’essere stato sempre tutto d’un pezzo, coerente. Non l’ho mai sentito dire una bugia” ha aggiunto Nicola Riva. “Era il nostro condottiero. Giocavamo per lui, da Albertosi in avanti, la difesa era impermeabile. E riuscivamo a vincere. Anche perché erravamo tutti molto amici. Ricordo che prima di un Cagliari-Torino negli spogliatoi ci prese in disparte e ci disse che dovevamo vincerla a tutti i costi perché Mario Martiradonna doveva finire di pagarsi la cucina!” ha aggiunto Beppe Tomasini. “Eravamo in sedici, contati, non ti poteva venire un raffreddore. Gigi insuperabile e determinante ma farci gol era un’imrpesa per chiunque” ha segnalato Adriano Reginato. “Il nostro gioco? Partiva da Cera, mi arrivava la palla e sapevo di avere diverse possibilità: due cavalli di razza come Nené e Domenghini ai fianchi, o la verticalizzazione su Gigi. Sì, era un altro calcio e noi eravamo una grande squadra” ha rimarcato Ricciotti Greatti. Alle spalle del regista, un grande 10 prima dello stesso Brugnera, di Matteoli e Zola, il murale firmato dall’artista con mostre ed esposizioni in mezzo mondo, Giorgio Casu, con il supporto dell’associazione culturale Skizzo di San Gavino Monreale. E quando dagli organizzatori con il presidente del Comitato, Pietro Porcella, viene letto il telegramma del presidente della Repubblica, anche il traffico, nella piazzetta Campioni d’Italia, tra via Cagna e viale Diaz, pare fermarsi: “Gigi Riva ha scelto di essere sardo, di condividere i valori identitari e umani della vostra terra. Oltre a essere un grande campione e un indimenticabile protagonista del calcio italiano - ha scritto Sergio Mattarella - rappresenta un esempio di lealtà sportiva, una testimonianza straordinaria per le nuove generazioni”.

Applausi e un filo di commozione. Il recordmen, 35 reti in 42 gare in Nazionale, a mezzo secolo dall’ultima rete siglata in azzurro (il 23 ottobre 1973, qualificazioni per gli Europei, 2-0 sulla Svizzera, Rivera su rigore e Gigi a chiuderla), scuote le anime degli sportivi. A pochi passi dall’area di rigore dove fu il propiziatore del gol dell’1-0 al Bari, in quella domenica 12 aprile 1970 che sancì lo scudetto matematico a Cagliari, al Cagliari e all’intera Sardegna, inclusi i 150mila emigrati, Mario Brugnera si concede un sorriso: “Lo provavamo in allenamento. Gigi mi diceva, se finto di venirti incontro, mettimela sul secondo palo. Se vado largo, dammela corta. Su una punizione a dieci metri dal limite dell’area, sulla destra, scelse la prima e gli misi la palla lunga. Segnò di testa in tuffo. Poi, Bobo Gori fece la rete del 2-0”. Che storie e che tempi!

Amarezza e dubbi. L’inaugurazione del murale, che riproduce la classica “stamborrata” del mancino di Riva, si è svolta a neanche un’ora dal pareggio del Cagliari a Salerno. Mondi diversi. Per stile, qualità tecniche, sensibilità umane. “Mio nonno e mio padre Stefano mi hanno raccontato di quello scudetto. Ho visto filmati, foto e letto tanti libri. Erano belle persone” ha aggiunto Andrea Arrica. Belle e diverse. Adesso, dopo la miracolosa promozione in A voluta e costruita sui cocci da Claudio Ranieri, la squadra è in forte difficoltà. Organico inadeguato alla categoria nonostante le precise indicazioni estive del tecnico, un percorso che pare più teso a raccogliere sponsor, come la catena di market Crai che da qualche giorno dà il nome al centro di Assemini. Nel frattempo, il presidente posta video che dimostrerebbero un fallo da rigore su Prati e protesta per il penalty assegnato da Chiffi, su richiamo del Var, per il mani di Viola. È il calcio, bellezza, può dirsi parafrasando Humphrey Bogart. Ma non è tutto. Avantieri la Lega ha firmato il contratto quinquennale sui diritti tv per la serie A con Sky-Dazn pari a 900 milioni di euro l’anno. In pratica, il salvagente per numerosi club di prima e seconda fascia, denari senza i quali la bancarotta del sistema, come evidenziato dagli analisti, sarebbe certa in breve tempo. Ebbene, hanno votato sì diciassette società. Nel trio dei no, con Salernitana e Napoli, astenuto, anche il Cagliari. Un altro passo che testimonia diverse cose. Di certo, una solida intesa (!) con gli altri club e un gesto proficuo per le tv aggiudicatarie.

Domenica, 22 Ottobre 2023 17:17

Cagliari, pareggio amaro all'Arechi

Dopo San Luvumbo, tre reti in stagione, Viola prima segna poi commette un fallo ingenuo e la Salernitana pareggia. Match da  categoria inferiore per 80’. Compleanno amaro per Claudio Ranieri

Mario Frongia

Tensione palpabile. Accade tutto negli ultimi dieci minuti. Prima tanta confusione, rabbia, poca lucidità, gambe e testa pesanti. Comunque sia, il Cagliari interrompe il poker di sconfitte e pareggia a Salerno. Ma, con più attenzione, dopo una partita pessima per 80’, contro la squadra di Inzaghi si potevano prendere i 3 punti. Il 2-2 lascia l’amaro in bocca ai tifosi. D’altronde, penultima contro ultima all’Arechi. Cinque punti in tutto e si capisce la fatica di metter su un’azione di almeno quattro passaggi o di costruire un tiro in porta. Il Cagliari parte a quattro dietro con Nandez terzino destro, come con l’Uruguay, e Goldaniga centrale, da giugno messo in vendita. Prati in regia, Mancosu al rientro, trequartista, il duo Luvumbo-Oristanio in avanti. Desogus neppure convocato, peccato. La prima partita spartiacque dopo un inizio da incubo arriva dopo otto gare. Il Cagliari ultimo con 2 punti, mai partito così male da quando gioca in A, reduce da quattro sconfitte, sei in tutto, lascia la Campania con un punto e tanto rammarico. La classifica non cambia: 3 punti, ultimi. C’è da soffrire. A partire da domenica alla Domus con il Frosinone.

Match da serie B. La Salernitana parte a mille, primo corner dopo 2’. In compenso la prima palla lanciata da dietro (Goldaniga), facile preda dei difensori di casa, arriva due minuti dopo. Idee di gioco? Poche. I granata prendono campo e area. La pressione nel primo quarto d’ora è forte. Intanto, Mancosu innesca Luvumbo, che trova la palla gol al 16’, Costil si salva. Al 26’ stessa combinazione, gol, ma l’angolano è off side. Il  Cagliari sale, prova a tenere palla ma manca in precisione. La Salernitana è più concreta ma dà l’idea di poter prendere il gol. Se Dia spreca nell’area piccola, Augello è attento su traversone di Bradaric. E Prati impegna Costil. Il ritmo sale. Gli errori in impostazione e rifinitura pure: se in due hanno 5 punti una ragione deve esserci. Intanto, Mancosu cresce. Ma non basta. Partita da serie B. Alla mezz’ora del primo tempo Nandez e soci ritrovano ripartenze e coraggio. Ma negli ultimi 30 metri e buio notte per entrambe. Per citarne due, tra Bradaric e Deiola è corsa a chi sbaglia o perde il tempo della giocata. Un innocuo colpo di tacco di Candreva chiude i giochi. Chiffi manda le squadre negli spogliatoi. I numeri confermano un sostanziale equilibrio: 52 e 48 per cento di possesso palla per i padroni di casa, 14 e 10 i cross, 4 e 3 i corner. I tiri nello specchio? Due il Cagliari, zero i campani.

Zito e Viola spietati. Ma non bastano. Si riparte con Zappa per Nandez (cambio dubbio) e Viola per Prati. La prima ripartenza in superiorità numerica è della Salernitana. Ma Candreva spreca. Jankto subentra a Oristanio: mossa difensiva o dettata dalle pessime condizioni di Petagna e Shomurodov?  Intanto, l’ultimo passaggio è cosa sconosciuta per la squadra di Inzaghi. Idem per il Cagliari. Complice il terrore di perdere, lo spettacolo è scadente. Entra Obert (crampi Dossena), Pippo Inzaghi ne cambia tre. Le squadre pensano che un punto sia il meno peggio. Poi, c’è il botto: Luvumbo servito da Jankto, con regalo di Martegani, segna con il piattone sinistro a 11’ più recupero dalla fine. Dia la pareggia sull’ennesimo svarione difensivo rossoblù. Ma la Salernitana attuale è davvero peggiore anche del Cagliari. Dietro Costil e i suoi dormono e dopo un minuto è 2-1: Viola di testa su cross morbido di Shomurodov. Ma all’Arechi le emozioni sono tutte in coda. Il Var richiama Chiffi: contrasto tra Viola e Legowski in area, c’è il tocco di mano del rossoblù. Dia segna dal dischetto: 2-2. Nel recupero Dia si divora il 3-2. Poi, ci prova Jankto, girata di testa centrale. Ancora Dia, scivola in area al momento del tiro. Dopo 100’ i tre fischi. Entrambe devono rimandare il primo successo in campionato.

Bilancio fallimentare. Le punte da doppia cifra chieste da Ranieri? In panca. Il tecnico tiene fuori Petagna e Shomurodov. La prima certificazione del mezzo flop di mercato arriva a Salerno. Anche la seconda, se è per questo: dentro Goldaniga, a giugno messo sull’aereo per fare spazio agli arrivi dei fenomeni esteri. Poi, è rimasto. Ma all’Arechi sono out Wieteska e Hatzidiakos, acciacco in nazionale. Tra i nuovi giocano Augello, Prati e Oristanio. In panca, ci vanno anche  Sulemana e Jankto. Anche per sir Claudio non deve essere facile. E i risultati si vedono. Il pareggio, sofferto e sfortunato per come si era messa, arriva per la gioia presidenziale che ha passato la settimana a dare supporto etico a Barella e a fare cassa, cedendo a un gruppo del settore alimentare il nome di Asseminello. Per Ranieri, 72 anni compiuti venerdì scorso, l’ultima volta con la Salernitana era finita con un 2-1 firmato da Giovannelli e Cappioli. Di Bartolomei per la squadra di casa. Era serie C, nel triennio d’oro del tecnico al Cagliari. Altri tempi.

Salernitana-Cagliari 2-2 (0-0)
Salernitana (4-3-2-1): Costil; Mazzocchi, Gyomber, Fazio (38' st Ikwuemesi), Bradaric; Coulibaly (30' st Legowski), Maggiore, Kastanos (10' st Martegani), Candreva (30' st Tchaouna); Cabral (10' st Stewart), Dia. (13 Ochoa, 1 Fiorillo, 5 Daniliuc, 6 Sambia, 8 Bohinen, 66 Lovato, 98 Pirola). All.: F. Inzaghi
Cagliari (3-4-1-2): Scuffet; Goldaniga, Dossena (28' st Obert), Augello; Nandez (1' st Zappa), Prati, Makoumbou, Deiola; Mancosu (1' st Viola); Oristanio (19' st Jankto), Luvumbo (39' st Shomurodov). (1 Radunovic, 31 Iliev, 9 Lapadula, 20 Pereiro, 23 Wieteska, 25 Suleman, 30 Pavoletti, 32 Petagna, 37 Azzi, 99 Di Pardo). All.: Ranieri
Arbitro: Chiffi di Padova
Reti: nel st al 34' Luvumbo, al 41' Dia, al 43' Viola, al 48' rig. Dia
Angoli: 7-4
Recupero: 1' e 10'
Ammoniti: Kastanos, Prati, Martegani, Makoumbou per gioco falloso
Spettatori: 17.409

 

"Rischiamo il taglio di 45 autonomie scolastiche. Proponiamo alla Regione una legge ad hoc. I fondi? Una decina di milioni di euro " dicono Alberto Urpi ed Emiliano Deiana

 

Mario Frongia

 

Formazione, spopolamento, cultura. In una terra che soffre. Uno sgambetto feroce e di vecchia data. Soprattutto per le nuove generazioni. E il loro futuro. "Il domani della Sardegna passa da una serie corposa di riforme serie, pratiche, vicine ai cittadini. Ma adesso - ha detto Alberto Urpi, presidente del consiglio regionale dell'Anci e sindaco di Sanluri - per l'istruzione primaria non possiamo perdere tempo: rischiamo la chiusura di 45 autonomie sulle 273 previste dal Piano di dimensionamento nazionale". Un allarme nitido. Cruciale e delicato, da affrontare senza indugi. Cosa che l'Associazione dei comuni ha preso di petto. "Nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali, la nostra proposta di legge ha a cuore le dotazioni organiche negli istituti e le autonomie scolastiche, che significa anche evitare conflittualità tra i comuni. Auspichiamo - ha precisato Emiliano Deiana, presidente Anci Sardegna - che la proposta in corso di presentazione durante l'audizione nella seconda Commissione del Consiglio regionale, possa scongiurare il taglio e aprire la strada alla legge quadro di riordino". Le 377 amministrazioni comunali sarde incrociano le dita. Intanto, l'Anci accelera. Ha inquadrato il problema e ha redatto un testo di 15 articoli, che prevede una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. "Partiamo, purtroppo, da una constatazione: quest'anno non ci saranno proroghe, il Governo chiede il taglio di 45 autonomie. I criteri e le finestre che inchiodano i comuni, ad esempio, da 600 a 900 studenti, da 400 a 600 per le municipalità montane, sono folli: la viabilità, i trasporti, l'orografia della Sardegna è altra cosa rispetto alla Lombardia o all'Emilia Romagna. Ma chiudere le sedi significa non fermare l'emorragia che scomoda anche spopolamento. E quindi significa perdere fondi, istruzione, cultura e futuro" ha aggiunto Alberto Urpi. Insomma, una situazione complessa e delicata. Che genera amarezza.

Una legge regionale di sistema. "Sarebbe un passo che ci permetterebbe di superare lo stallo. Con il passaggio di competenza alla Regione di ogni decisione riguardante la distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche. Perdere le autonomie significherebbe perdere dirigenti, insegnanti, personale e mettere in crisi anche i sindaci" ha rimarcato Emiliano Deiana. Lo stato dell'arte si apre da base normativa esistente. La legge 3 del 2009, prevede che "nelle more di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, la Giunta regionale, nell'ambito delle dotazioni organiche complessive definite in base alle vigenti disposizioni e tenuto conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, definisce le modalità e i criteri per la distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche".

In Sardegna il tema è storia stantia. La necessità di approvare una legge regionale organica sull'istruzione e la formazione è basilare. Ma sulle spalle degli amministratori, delle scolaresche e delle loro famiglie è caduto il macigno statale: tagli, razionalizzazioni, ridimensionamenti dei servizi sia sui Pes (Punti erogazione servizio), sia sulle autonomie scolastiche. La foto si completa con il decremento demografico e i tassi di abbandono scolastici che vedono la Sardegna agli ultimi posti della graduatoria nazionale. Per cui, la battaglia Anci è decisiva: scuola, cultura, istruzione e formazione devono stare al centro delle politiche pubbliche. "Vogliamo creare un ponte tra la norma in vigore e la futura legge organica sull'istruzione che ormai sarà argomento della prossima legislatura e di cui si sente l'impellenza di tracciare una linea netta e non far chiudere nessuna autonomia scolastica. "Puntiamo a una legge sarda per una scuola sarda. Non possiamo - ha rincarato Alberto Urpi -, andare avanti con una legge nazionale che non tiene conto delle specificità e difficoltà nel nostro territorio, tra spopolamento e trasporti. Ci serve una legge nostra, tarata sui numeri della nostra scuola". La norma prevede anche il coinvolgimento diretto dei Comuni. Sul tema i vertici regionali dell'Anci, hanno tagliato corto: "Vogliamo evitare che ci siano conflitti tra municipi. Il dialogo è fondamentale". Gli amministratori pubblici possono affrontare la questione e alleviare il disagio stanziando una decina di milioni di euro.

 

Scienze ingegneristiche, progetti, brevetti, intuito e ricerca. Il Dass riferimento e attrattore internazionale: “Per Marte 2031 ci siamo anche noi” dice Giacomo Cao

Mario Frongia

Cagliari. “Destinazione Marte” è il titolo sintesi. Del volume su carta patinata che narra il decennio del Distretto aerospaziale della Sardegna. Gli stessi dieci anni di innovazione, ingegneria e scienze sofisticate create e promosse dal Dass. Ma anche di una Sardegna che genera ricerca, attrae partner e si siede nei tavoli scientifici più ambiti. Giacomo Cao e il suo staff, competenze e sardità identitaria per corredo. Il presidente e fondatore del Dass, sorta di compendio di energie, entusiasmo e ambizioni in un settore che alla velocità della luce. L’aerospazio e dintorni. Il perimetro operativo utile a ideare, realizzare ed essere competitivi su scala continentale. Il Dass ha spento ieri le candeline. Trentatré soci, dai quindici iniziali, strategie e visione per un brindisi che ha innescato ricadute occupazionali, reputazione e accreditamento internazionale, investimenti regionali con lievitazioni quintuplicate giunte globalmente a oltre sessanta milioni di euro. La giostra ha cominicato a girare nel 2016. Il protocollo con la Regione, che ha riconosciuto la vitalità e le prospettive del settore. I rapporti con l’insieme delle forze politiche locali e nazionali. Gli incontri i sindacati e con un contesto municipale in cui rispetto di sensibilità e regole, ha fatto la differenza. “Sì, ci siamo mossi con cautela e fermezza al tempo stesso”. Il professore mette in fila i dati. Brillano le due domande di brevetto legate all’esplorazione dello spazio concesse in Cina, Europa, Giappone, India, Russia e Stati Uniti.  “Un imponente patrimonio culturale e scientifico. I risultati sono frutto di abnegazione e costanza strategica, forse non immaginabili all’atto della fondazione

del distretto” spiega Cao. Lo scienziato marcia spedito. La sala dell’Auditorium del Banco di Sardegna applaude. In prima fila generali e alti ufficiali delle forze armate, docenti universitari, politici, amministratori, ceo e presidenti di consorzi e aziende del comparto. “La Sardegna è diventata con il Dass un polo internazionale di conoscenza” scandisce il presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica, Marco Tavani. “Grazie al Distretto siamo diventati un laboratorio di innovazione, con investimenti che sono destinati a crescere” aggiunge l’assessore regionale, Andreina Farris. “Nessuno fa il lavoro che sta facendo il professor Cao” sottolinea il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. Per Gaetano Bergami, presidente del Distretto Emilia Romagna, “il vostro è il territorio del futuro grazie alla bravura di Giacomo Cao”.

Serata da applausi. In platea applaudono anche la consigliera regionale Alessandra Zedda, il professore emerito di Anatomia patologica, Gavino Faa, la farmacologa Micaela Morelli. Tomaso Sciola ricorda il padre Pinuccio, artista indimenticabile. “Mio padre diceva che i suoni delle sue pietre ricorano quelli che gli astrofisici sentono nello spazio”. Lo scultore di San Sperate ha ideato il logo del Dass: sublime. Commemorazione dovuta anche per Nicky D'Amico, già direttore dell’Osservatorio economico di Selargius. Insomma, aria di festa. Sobria ma tesa al domani. Con la constatazione condivisa da specialisti ed esperti: è sempre troppo bassa la frazione di Pil che in Italia viene dedicata alla ricerca. Il tema apre “all’opportunità di recupero e utilizzo dei poligoni per i test”, ai nuovi motori criogenici indispensabili per lanciare i satelliti, in fase di sviluppo a Capo San Lorenzo. Giacomo Cao ascolta. Quindi, ringrazia. La lista delle gratitudini è estesa. Dalle aziende partner al mondo di enti pubblici e privati, banche, politica, pubblica amministrazione. Il prof - ordinario di Principi di ingegneria chimica - è fiero anche dell’accordo del luglio 2016: “L’intesa con il colosso Airbus ci ha consentito nel 2019 anche il finanziamento del progetto Bat da otto milioni di euro utile a migliorare i sistemi di navigazione aerea”. Fatti concreti per  muoversi su test e certificazioni di velivoli senza pilota. O sullo studio e gli esperimenti per l’esplorazione robotica e umana dello spazio. “L’auspicio? Per la prima missione italiana su Marte noi ci saremo”.

Attrattore di riferimento. Il Distretto aerospaziale isolano calamita di aziende leader al mondo, attrae cervelli e progetti di sviluppo. Il professore ricorda i laboratori delle Università sarde, il pool dei collaboratori, la caccia ai finanziamenti. Ma anche il gol internazionale con le ricerche sui mattoncini da riprodurre sul pianeta rosso, così come fertilizzanti, ossigeno, acqua e altre materie prima indispensabili per una missione. “Giacomo Cao si è guadagnato l’indipendenza dell’intero arco politico. Il suo lavoro merita” dice Salvatore Deidda, presidente Commissione trasporti alla Camera dei deputati. Il professore mostra un filo di commozione: nella serata che applaude al decennio del Distretto, ci sta. “Nulla è più appagante del costruire qualcosa che non esiste. Questa è stata la frase di un luminare di astrofisica indiano. Eravamo a cena, all’estero. Avevo 28 anni, ero un giovane ricercatore ambizioso. Non sapevo cosa avrei fatto. Rientrato a Cagliari ho scelto”. Giacomo Cao parla lentamente. "L'idea del Dass è nata anche in quell’incontro". Dal protocollo d’intesa sulle attività di supporto al Distretto siglato con la Regione, sono trascorsi sette anni. L’aerospazio entra nella strategia di specializzazione intelligente regionale e nel  2017 arrivano nove milioni di euro di risorse pubbliche.

Work in progress. A seguire, viene acquisito l’aeroporto di Fenosu, sottoscritto l’accordo quadro quinquennale con il ministero della Difesa per attività in campo spaziale e aerospaziale di tipo civile. In pratica, semaforo verde all’utilizzo di infrastrutture militari. Ad esempio, l’aeroporto di Decimomannu/Villasor e il Poligono interforze di Salto di Quirra. Ma non è tutto. Il Dass si muove con celerità  su più fronti. Dal progetto Sardinia Uav Test Range, finanziato dalla Regione con un milione e duecentomila euro, per creare la piattaforma italiana più evoluta per i test e le relative certificazioni di droni di qualunque dimensione e tipo. Fino all’avvio di Generazione E, finanziato con quattro milioni di euro, il Distretto capofila nazionale sui lanciatori per la messa in orbita di satelliti. Senza scordare l’investimento di trenta milioni di euro e l’impiego di trentacinque dipendenti, per l’insediamento industriale Sptf (Space propulsion test facility) che ha consentito la realizzazione di un banco di prova per motori a liquido e prevede la costruzione di un impianto per l’ottenimento di componenti in composito carbonio-carbonio a Perdasdefogu. Infine, lo Small mission to Mars, progetto che potrà consentire al sistema Paese il raggiungimento della superficie del pianeta rosso nel 2031. E siamo a “Destinazione Marte”. Il presidente, confermato nel maggio 2022 per il prossimo triennio presidente del Distretto aerospaziale della Sardegna, tira dritto. Con fermezza e senso pratico. Il volume riprende per mano le attività progettuali, sinergiche e scientifiche. E le narra con un’intimità culturale che avvicina. Dieci anni - “di significative innovazioni (…) nel rapporto tradizione/modernità, con l’eloquente testimonianza del Dass” come scrive nella post fazione il presidente della giunta regionale Christian Solinas -  di un lungo cammino. I passi di un percorso di pregio. Per il Distretto, per il professore, per l’intera comunità isolana.

Presentata a Palazzo Doglio l’iniziativa che mette al centro il benessere delle donne. Dopo il mammografo arriva il mezzo attrezzato di strumentazioni avanzate. Coraggio e generosità da organizzatori e partner

Mario Frongia

Cagliari. Un fiocchetto rosa che scuote le coscienze. E chiama a raccolta tutti e tutte. Le malattie e i pazienti. Meglio, le persone. Le loro storie, condite da sofferenze, sacrifici, rinunce. Dolore e altro. Ecco perché “Un camper per la prevenzione” coglie nel segno. Dedicato alle donne, alle loro famiglie, al loro domani. In un contesto assistenziale che spesso è distratto o se ne dimentica. Solidarietà vera e concreta, dunque. E non parole buone per una mattinata. Il percorso maturato dall’associazione Abbracciamo un sogno, con al fianco il Comitato Sardegna in rosa, il supporto del gruppo Forte Village, di Summer mode e altri partner di pregio, è una sfida speciale. Di sanità, cure e civiltà. E buon senso. Un modo preciso per mettere tutti di fronte all’ostacolo. “Prevenire salva tante vite umane” è stato il messaggio condiviso dai proponenti. “Il nostro supporto - spiega Domenico Bagalà, manager Progetti speciali Forte Village resort - è stato da subito entusiasta, prima con l’acquisto del mammografo, adesso per attivare il Camper. Un’iniziativa solidale a sostegno del benessere e della salvaguardia della salute delle donne sarde. Noi non potevamo mancare”. Maria Dolores Palmas, fondatrice e presidente di Abbracciamo un sogno, ha annuito. E rilanciato: “Adesso, dopo l’avvio del 2019 con un impegno attivo per promuovere la prevenzione e la salute femminile, dobbiamo concentrarci su questa nuova scommessa”,  Eliana Costante, co-fondatrice di Summer Mode, la chiama sfida: “Una sfida che accomuna tutte le donne. Cosa occorre? Prevenzione e ancora prevenzione”. Rita Loffredo, founder del Comitato Solidale Sardegna in Rosa, sottolinea “quanto “sia stato decisivo l’apporto dei partner. Siamo grati a CFadda, Rinascente, Obicà Mozzarella Bar, Radio Sintony, Pubblicitas e Cvs”. Insomma, la Storia siamo noi, come canta Francesco De Gregori. Una storia che ha dalla sua coraggio e scienza.

Obiettivi e percorso. Il progetto solidale si presenta con un grande obiettivo: “Abbiamo raccolto in soli 18 mesi i fondi necessari per acquistare il nuovo mammografo operativo da mese scorso nel reparto di Radiologia dell’ospedale Businco. Pareva una cosa impossibile ma ce l’abbiamo fatta” rimarca Maria Dolores Palmas. “Questa raccolta fondi è destinata all’acquisto di un vero e proprio ambulatorio mobile, equipaggiato con apparecchiature di ultimissima generazione per le mammografie e le ecografie. Il camper, spostandosi in diverse località dell’Isola a seconda della necessità, renderà più accessibili i test di screening a tutte le donne, anche quelle che risiedono in zone distanti dai presidi ospedalieri” aggiunge Rita Loffredo. I dettagli li spiega a puntino il comunicato redatto dall’Ufficio stampa del Forte: “Il Camper sarà dotato di un Sistema mammografico digitale 3DCon Tomosintesi Planmed ClarityTM. Un’innovativa tecnologia che, grazie all’ausilio dei medici e degli operatori sanitari, permetterà l’acquisizione di immagini nitide capacidi evidenziare anche le strutture e microcalcificazioni più delicate”. Innovazione tecnologica di alto profilo, step indispensabile per essere all’altezza delle richieste. “L’ecografo, invece, sarà un Samsung HM 70 Evo, sistema ad alte prestazioni capace di offrire un flusso di lavoro eccezionalmente rapido e imaging ad alta risoluzione”. Ma non è tutto. Il Camper sarà equipaggiato con una sala di refertazione, una rampa d’accesso per le persone diversamente abili, connessione internet, sistema di sanificazione e defibrillatore.

Cuore e generosità. Dunque, attenzioni e coscienza per un’idea collettiva che vale circa trecentomila euro. Le donazioni si possono effettuare sul conto  IT57G0306909606100000187345, intestato a Costruiamo Sogni Coop Sociale. Intanto, il pool di aziende e associazioni lancia numerose iniziative tra la fine dell’anno e il 2024. Il primo appuntamento sarà “La Camminata in Rosa”, passeggiata di 5 km aperta a tutti, che avrà luogo domenica 22 ottobre alle 10 al Forte Village. La partecipazione prevede un contributo di 25 euro per persona da devolvere alla raccolta fondi e include il bracciale “Legami” di Summer Mode. Altre informazioni all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o allo 070.9218384. Il 25 ottobre sarà la volta de “La Giornata in Rosa” con due appuntamenti a Palazzo Doglio. Dalle 17.30 alle 19, infatti, il Teatro Doglio ospiterà il talk ad accesso libero “La prevenzione non ha età” a cura di Elisabetta Orani (radiologa Arnas Brotzu) e Gabriele Andria (ginecologo SS. Trinità). A seguire, dalle 19 alle 22, un aperitivo solidale alla Corte Doglio con un contributo di 25 Euro,  che include anche il bracciale “Legami”. Al contempo, verrà lanciata la “Lotteria solidale”, aperta fino al 30 aprile prossimo, metterà in palio 125 premi, tra cui un soggiorno di due notti al Forte Village e numerosi gift voucher per trattamenti benessere, cene, abbigliamento e accessori. La vendita di circa 20mila biglietti, da 2,50 euro ciascuno, contribuirà alla raccolta di oltre 50mila euro. L’estrazione si terrà mercoledì 15 maggio a Palazzo Doglio. Domenica 5 novembre, prenderà il via il torneo di padel, maschile e femminile, allo SportLifePadel Club a Su Planu. Iscrizione a 30 euro, con focaccia e bibita incluse. Palazzo Doglio ospiterà anche una giornata dedicata alla prevenzione, con visite senologiche gratuite, a Palazzo Doglio. Il progetto ha il patrocinio di Rotary Distretto 2020 e Rotaract Club Cagliari. Tra le attività, Rinascente donerà parte delle vendite del 12 dicembre. Stessa data dell’aperitivo solidale “Happy 10th Birthday Summer Mode!”: un modo simpatico e coinvolgente  per festeggiare il decimo anniversario di attività del brand di gioielli solidali da Obicà Mozzarella Barnella Food Hall al 6° piano della Rinascente. Dal 18 Ottobre, Obicà proporrà nel proprio menù un piatto solidale: per ogni insalata Quinoa ordinata il marchio devolverà un euro al progetto. Infine, CFadda, proprio come nella raccolta "Un Mammografo per il Businco", darà ai clienti la possibilità di donare un euro alla cassa dei punti vendita. Il tutto dal 16 al 30 novembre e nel 2024. Sì, un fiocchetto rosa che merita attenzione.

Mercoledì, 11 Ottobre 2023 11:47

Cagliari, il flop dell’era Giulini

 

I tifosi soffrono e si affidano a Ranieri ma i numeri maturati in casa negli ultimi anni sono implacabili:  44 vittorie, 31 pareggi e 62 sconfitte

Mario Frongia

Il mondo dei social in ebollizione, i blog che si rincorrono nel rimarcare un’altra annata in disperato affanno, i siti e le testate accreditate che esaminano con serietà e professionalità quel che è accaduto al Cagliari nelle ultime otto giornate. Il quadro è nitido: sei sconfitte, le ultime quattro di fila, e due pareggi, altrettanti punti che valgono l’ultimo posto in classifica con tre reti all’attivo (due Luvumbo più Nandez) e sedici incassate. Menzionare i dati, meglio fotografare con oggettività l’andamento dei rossoblù, frutto di scelte societarie ancora una volta pesantemente deficitarie, non è disfattismo. Ma semplice cronaca. Un dovere e un diritto assieme, se non si vuol nascondere la testa sotto il cuscino. A scanso di equivoci, il Cagliari in A, anche epr gli oltre 170mila emigrati, è un dono strepitoso. Nessuno di buon senso può auspicare retrocessioni e campionati da infarto. Ma scansarsi o ignorare un andazzo da incubo sarebbe da stolti. Fin dalla prima retrocessione del 2024/15 - con Zeman e il bidonamento di Gianfranco Zola alla campagna acquisti, il primo di una lunga serie che è proseguita con Ranieri - dei siluramenti di Rastelli (autore della vittoria della B e del record imbattuto dei 47 punti e dell’undicesimo posto in A) e di Maran (capace di stare fino a gennaio tra le prime dieci, poi chiedeva un difensore centrale e il presidente gli ha preso Pereiro!) piaccia o meno, i due tecnici che hanno fatto gioire la tifoseria.

Un passato che non insegna. Per fare un esempio e stare all'attualità, ci si chiede come mai a precise richieste del tecnico di Testaccio di una punta da doppia cifra e di due difensori centrali esperti della A, siano arrivati Shomurodov da ricondizionare, Petagna idem all’ultimo minuto del mercato e due, per quel che si è visto finora, stranieri totalmente digiuni di uno dei cinque tornei più feroci al mondo. Gli alibi? Cinque big in avvio, le papere di Radunovic, il debutto per tanti giovani, l’amalgama da trovare, gli infortuni di Lapadula, Rog e Mancosu. Intanto, sul portiere serbo va detto che ha commesso errori pesanti. Ma oltre al decisivo contributo per la risalita in A, ha fatto il suo anche in queste prime gare. E magari lo ha disturbato anche il mancato rinnovo del contratto, a cifre ridicole, che chiede da mesi! Mentre Scuffet - debutto e quattro gol incassati con la Roma - pare guadagni il triplo.  E i contratti non li ha fatti certo Topolino, né il diesse Bonato. Su Lapadula e Mancosu, il club sapeva da giugno che dovevano operarsi, quindi si poteva intervenire con tempismo e logica. Sugli scontri con le cinque big - squadre che comunque hanno perso punti con le dirette concorrenti del Cagliari, ad esempio, Genoa, Frosinone, Lecce - bisogna chiedersi di come non si sia riusciti a battere una modesta Udinese in casa. E del perché a Bologna, e anche con il Milan, non si sia stati capaci di difendere con le unghie l’1-0. E pensare che, come ripete il coro, “il nostro campionato inizi adesso” è un’altra trappola mortale per tutti. Con in prima fila i 13.700 abbonati e col resto dei tifosi e degli sportivi sardi, è arrivato  il primo parziale e doloroso momento di riflessione. Tra guerre, crisi finanziarie, politiche ed economiche, c’è ben altro a cui pensare. Ma neanche il benaltrismo, con il presidente del club che coglie al volo l’occasione dei Giganti di Monte Prama agli Uffizi per sollecitare i soldi dello stadio alla Giunta regionale e non dà notizie sull’esecuzione delle bonifiche per disastro ambientale a Macchiareddu, pari a 23 milioni di euro come da sentenza del tribunale di Cagliari, è onorevole per la comunità isolana.

Numeri atroci. Cagliari-Roma 1-4 è la sconfitta numero 62 in casa. Poca roba per i tifosi i 31 pareggi e le 42 vittorie in un totale di 137 partite. Come ben documentato su Centrotrentuno.it dal collega Matteo Zizola, dati impietosi. Il confronto con i dieci anni precedenti è dovuto all'aver preso per riferimento l’avvio dei 3 punti a successo. Per stare al presente non era mai capitato che il Cagliari iniziasse così male. Nel decennio scorso i rossoblù non hanno mai ceduto i 3 punti per più di 8 gare. Dal 2014/15 - avvento dell’era giuliniana – su sette tornei di A in quattro edizioni ne ha perse almeno dieci. Inoltre, escludendo la stagione attuale, con il presidente già nel cda dell’Inter, la squadra 5 volte su 8 ha subito almeno 19 sconfitte su 38 (due volte 21, due volte 20, una volta 19). E solo nell’anno di Rastelli ha superato le 11 vittorie stagionali, 14 in tutto. Nei dieci anni precedenti, con la proprietà di Massimo Cellino, solo nel 2007/08, concluso peraltro con la salvezza dopo una rimonta strepitosa guidata da Ballardini, il Cagliari non ha mai perso più di 18 match. Insomma, il tanto decantato fortino Domus è un concetto buono, forse, per il marketing e per farlo battezzare dietro lauto conguaglio da una assicurazione. Ma questo è un aspetto che poco aiuta a fare punti indispensabili per la salvezza. Anche perché sarebbe doppiamente osceno - dopo la retrocessione di Venezia -l dilapidare, a neanche quattro mesi dalla sbornia collettiva per la vittoria last minute di Bari, la permanenza in A.

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