Mario Frongia

Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi

Sabato, 26 Agosto 2023 15:39

Cagliari, Inter stai in guardia

Cagliari-Inter, match d'alta quota

Sold out alla Domus per il debutto in casa con i vicecampioni d'Europa. Ranieri mischia le carte. E avverte: "Voglio praticità e non bellezza"

Mario Frongia

Il Sir di Testaccio non finisce mai di sorprendere. Contro il Palermo e a Torino gli antipasti. E anche lunedì sera andrà così: impossibile carpire un brandello di formazione, difficile intuire come, dopo aver brekkato i granata in trasferta, il Cagliari di Ranieri possa far male all'Inter. Con una premessa: "Troviamo la finalista di Champions, una squadra solida e tecnica, che da dieci anni è ai vertici. E non ci arrivi per caso. Parliamo di un gruppo che nelle ultime quattordici gare ne ha perse due, che crossa di più e meglio di tutte, che ha un centrocampo tra i più collaudati al mondo. Ma noi sappiamo cosa fare per impensierirli". Umiltà e piedi per terra. Il Ranieri pensiero ha queste frequenze. La seconda d'andata - lunedì, 20.45 alla Domus, arbitra Fabbri di Ravenna, diretta su Dazn - scuote l'animo della tifoseria.

Tifosi al top. Per la prima in casa ci sarà il sold out con lo zoccolo duro degli oltre tredicimila abbonati. Un jolly-messaggio che il presidente esibirà con disinvoltura ai politici e agli amministratori: lo stadio è piccolo, dobbiamo fare quello nuovo. Vero. L'impianto non servirà solo per il calcio ma anche per spettacoli ed eventi. Ma non è detto che la procedura sia solo quella che passa per una valanga di denari pubblici, utili anche per un hotel a cinque stelle e quattromila metri quadri di centro benessere ultra chic. Chissà cosa ne penseranno i residenti dei quartieri limitrofi, ma non solo. Intanto, l'atmosfera attorno al faccia a faccia con la squadra di Inzaghi, lievita. Claudio il tosto di San Saba, precisa: "Il gioco bello fine a se stesso non mi interessa, preferisco la praticità". Con l'Inter alle porte, l'adagio è traducibile nel classico "Non guardiamoci allo specchio, potremmo farci male". A seguire, il tecnico precisa: "Puoi giocarla alla pari ma se gli altri hanno il campione, questo te la può risolvere con una giocata".

Dal mercato alla rosa. Sul tema, Ranieri taglia corto: "Sugli arrivi ho sempre dato il mio parere. Il mercato è difficile ma ho una buona rosa". Insomma, gli alibi stanno a zero. Dunque, in attesa dell'ufficialità dell'ingaggio dei difensori, il polacco Wieteska e il greco Hatzidiakos, partiti Altare e Lella con destinazione Venezia, mentre per la punta sono in ballo i soliti Petagna, magari Okereke, forse Nsama, l'allenatore del miracolo promozione tiene tutti in tiro: "Devo tirar fuori da ciascuno il meglio. Dico ai ragazzi che possono uscire dal campo a testa alta se hanno la coscienza a posto e sanno di aver dato tutto". Dal mantra all'asticella che sale. "Con l'Inter la sfida è stimolante e complessa. Hanno una mediana superba, spingono con i "braccetti" da dietro, tirano bene e al primo errore possono punirci. Proveremo comunque a rendergli la serata in salita. Ma dovremo avere continuità, anche dopo aver fatto bene a Torino. Senza, siamo destinati a soffrire, sarà necessaria una partita da collettivo: non sarà da Davide contro Golia, ci si studia tutti reciprocamente. Giocheremo la nostra partita sapendo a cosa andiamo incontro".

Rebus formazione. "Devo fare scelte che tengono conto della condizione, delle caratteristiche tecnico-tattiche e degli avversari. Alcune potranno apparire strane ma devo tenere conto di quel che vedo in allenamento". Anche sui singoli, la solita serenità: "Zito Luvumbo ha detto che dopo Torino ha capito cosa deve fare? Pensate che non ci sono riuscito io in sei mesi!" Risate. "Ma lo apprezzo proprio perché è un giocatore imprevedibile, che non si risparmia". Senza Desogus, in riabilitazione, e Pereiro, al di fuori del progetto etcnico, i primi undici e il modulo sono una sorta di piccolo rebus. Con Lautaro Martinez da mettere in gabbia, Darmian, Barella, Calhanoglu e Dimarco ospiti scomodi, il Cagliari potrebbe partire con Radunovic tra i pali, a tre dietro (Goldaniga, Dossena e Obert), Zappa, Nandez, Makoumbou, Sulemana e Azzi in mezzo, Oristanio e Luvumbo in avanti. Ma attenzione: Augello, Jankto e Pavoletti sono sul pezzo.

Giovedì, 24 Agosto 2023 19:06

Cagliari-Inter, l'asticella sale

Sfida all'Inter

Ranieri lavora sulla mentalità, coccola nuovi ed esordienti, chiede l’esempio ai veterani, aspetta rinforzi. Il club non può deluderlo, sarebbe un pessimo autogol

Mario Frongia

In attesa dell’Inter, testa al mercato. Oramai anche i sassi sanno cosa chiede Claudio Ranieri. Sul fronte attacco prosegue la telenovela Petagna sì-Petagna no. Con una news: l’ex centravanti di Spal, Atalanta e Napoli, l’anno scorso al Monza, per l’amministratore delegato dei brianzoli, Adriano Galliani, pare non sia più nella lista dei partenti. Mentre è slittato al 1° settembre l’arrivo del difensore centrale greco, Pantelis Hatzidiakos. Prima di approdare ad Asseminello giocherà prima i match delle qualificazione di Conference ed Europa League dell’Az Alkmaar. Sarà l’uomo giusto per affiancare un sontuoso Dossena, debuttante in A e tra i migliori in campo a Torino? A otto giorni dal gong che chiude le trattative, il Cagliari è ancora incompleto.

Momento positivo. Sir Claudio spande fiducia e ottimismo ogni tre per due. Chissà. Intanto, lunedì alle 20.45 si gioca alla Domus contro i finalisti dell’ultima Champions, andata al City di Pep Guardiola. La sfida all’Inter è un curioso e splendido incrocio. Scuote suggestioni e ambizioni. Offre buone dosi di fiducia dopo l’incoraggiante pareggio in casa del Toro. In Piemonte Claudio Ranieri ha letto e disfatto i sogni di Juric. Con l’attacco dei “piccolini” ha incartato il primo giro palla di Schuurs e soci. In mezzo, Sulemana e Makoumbou hanno mostrato solidità, mestiere e continuità. Anche ben più del previsto. Anche per questo, date all’allenatore romano il difensore centrale e la punta da almeno dieci gol. E ci sarà da divertirsi. Intanto, anche per la tifoseria l’asticella sale. Il timore, conoscendo le modalità del patron, riguarda le mosse di mercato: il pari con il Toro potrebbe far raffreddare le risposte da dare al tecnico E sarebbe un autogol.

Dal Toro ai nerazzurri. La prima di campionato ha sorriso ai rossoblù. Spirito, determinazione, gamba e testa anche quando i granata hanno pressato. Con gli stessi deficit del Cagliari: la finalizzazione. Ma adesso la musica cambia. L’Inter si è presa i 3 punti del debutto contro il Monza. Lunedì ritmo, qualità tecniche e concentrazione saranno fondamentali. Ma forse, Lautaro e soci è meglio trovarli adesso. In casa, per giunta. Con il sold out. Miscela speciale, quella offerta dalla tifoseria. Il gruppo schiuma. Il tecnico lavora con rigore sugli aspetti motivazionali. La squadra, dopo la miracolosa promozione dello scorso anno, affina mentalità e carattere. Anche a Torino la personalità è stata fondamentale. Sul faccia a faccia con la formazione dell’ex Nicolò Barella, poche storie: il match ha evidenti disparità tecniche, d’organico e di ambizioni. Cuore e applicazione saranno fattori decisivi.

Arbitraggio. Alla Domus fischia Michael Fabbri. Nelle 121 direzioni in A, l’arbitro di Ravenna vanta 551 ammonizioni, 13 espulsioni per doppio giallo, 14 cartellini rossi diretti e 37 calci di rigore. Dodici volte ha diretto il Cagliari. Il bilancio è di tre vittorie, cinque pareggi e quattro ko. L’Inter? L’ha diretta dieci volte con sette vittorie, un pareggio e due sconfitte. Classe 1983, può contare sugli assistenti Luca Mondin (Treviso) e Damiano Di Iorio (Vico). Quarto uomo Giovanni Ayroldi (Molfetta), al Var Valerio Marini (Roma 1) e Salvatore Longo (Paola). “Se pensi all’arbitro, ti stai giocando un pezzetto di sconfitta!” ammoniva il compianto e saggio Carletto Mazzone.

 

Una storia di successo che si perpetua un anno dopo l’altro. Una storia che accomuna il rispetto dell’ambiente con l’esaltazione naturale dei luoghi e delle persone. La compagnia Delphina, la Gallura, un mare e una serie di location mozzafiato. Curate, gestite e tutelate con garbo, eleganza e buon senso. Con i tempi legati alle stagioni, al vento, a una vegetazione regina e bussola senza confini. Nel segno dei residenti e degli ospiti. Il tutto grazie a un’intesa perfetta, tra uomo e territorio. Oasi di relax, svago e vacanze intelligenti. apprezzate in mezzo mondo, narrate come felici intuizioni in un habitat con pochi eguali. Investimenti e percorsi che innescano applausi, dalla clientela ai competitor. Applausi e riconoscimenti. Come l’ennesima nomina ai prestigiosi World Travel Awards. Il focus plana su un turismo green, meditato, distante dal mordi e fuggi. Ma, soprattutto, culla di buone pratiche indispensabili per una seria politica di esaltazione del territorio, delle tradizioni e della genuinità isolana. In pratica il dna Delphina, ideato e custodito dalla famiglia Muntoni, con i Peru progenitrici del favoloso brand gallurese. Non a caso l'anno scorso il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha insignito Francesco Muntoni, 75 anni, originario di Aggius, del cavalierato della Repubblica. Mica male se si è partiti dal nulla e ci si ritrova con dodici tra alberghi, resort e ville, oltre milletrecento addetti e un giro d'affari annuo che sfiora i cento milioni di euro. Il tutto nel cuore della Gallura, nel nord della Sardegna, una terra che con il turismo potrebbe marciare a testa altissima su scala mondiale. L'immagine del gruppo è nitida: imprenditoria seria, corretta, capace di sfidare e vincere con i colossi internazionali in un settore che non fa prigionieri. Ma non solo. Oltre a vantare un'offerta al top per ospitalità e qualità dei luoghi e dei servizi, Delphina si fregia dal 2017 del titolo di prima catena alberghiera italiana con energia al cento per cento verde. "Per la salvaguardia ambientale siamo fieri - spiega Elena Muntoni, brand manager della catena - di essere cresciuti così tanto da poter utilizzare energia verde che proviene interamente da fonti rinnovabili e da sistemi di trasformazione a basso impatto ambientale”. Una modalità di fornitura energetica che negli ultimi sei anni ha permesso di risparmiare circa 20.663 tonnellate di CO2, quantità assorbita da circa 146.089 alberi in un anno. Numeri straordinari, studiati con attenzione dagli esperti, obiettivo delle altre aziende. Insomma, la ricetta è chiara: amore per il proprio lavoro, le proprie origini legate al rispetto dell'ambiente e della genuinità. Un mix che piace e appaga i visitatori. Intanto, si marcia spediti. Con alle spalle, un bel pezzo di stagione con il segno più. E i riflettori internazionali sulle strutture che conquistano il consenso degli addetti ai lavori, degli ospiti e degli aficionados. Il Resort Valle dell'Erica Spa Thalasso & Spa di Santa Teresa Gallura è in corsa per essere riconfermato il resort più green d'Europa. In corsa alle luci della ribalta anche il Resort & Spa Le Dune di Badesi. L’albergo con annesso uno splendido centro benessere, è nella lista delle Nomination per la categoria Italy’s Leading hotel e resort. E non è tutto. La catena Delphina hotels & resorts é nella lista delle migliori del reame per avere una pregiata riconferma: salire sul trono come Italy’s leading hotel group. In sostanza, una regione che cresce, ci crede, innova e propone il top di gamma della ricettività alberghiera. Ma se si parla di Delphina, questa non è più una notizia.

 

Lunedì, 21 Agosto 2023 20:25

Cagliari, punto di pregio a Torino

Un pareggio prezioso

Torino-Cagliari finisce senza reti. Buona lettura di Ranieri, che imbriglia i granata e porta un punto a casa. Prove super di Makoumbou, Dossena e Sulemana. Un buon viatico in vista dell'Inter     

Mario Frongia

Un pareggio prezioso, in casa del Toro decimo dell'ultima A, con lo stesso tecnico, da tre anni, e gli stessi problemi: asfittico sotto porta. Ma il merito di 96' alla pari è stato del Cagliari. Ben piazzato, coraggioso, a testa alta, alto e disinvolto. Un punto incoraggiante. E adesso, acquisti per Sir Claudio, difensori e attaccante. E testa all'Inter, il 28 alla Domus

Le sorprese. Debutto in A a settantuno giorni dal miracolo di Bari. Si gioca allo Stadio olimpico grande Torino. Senza Pavoletti, con Oristanio, Luvumbo e Nandez, una sorta di 3-4-2-1 che con la palla diventa un 4-3-3 ibrido, quasi a specchio con il Toro. Claudio Ranieri mescola le carte. Con Goldaniga, eterno partente, dal via a destra: soffrirà con Karamoh. Solite sorprese griffate Ranieri. Che parte con cinque esordienti in A: Dossena, Makoumbu, Azzi, Luvumbo e Oristanio. Mancano i nuovi Janckto, Augello, Shomurodov, Prati e il dodicesimo (?) Scuffet.  

Con 36 gradi. Prima palla gol dopo tre minuti con Sanabria, Radunovic compie una mezza impresa. Cagliari riparte molto aggressivo e linea alta. Al 7' tira Azzi, alto. Poi è Nandez a impegnare Milinkovic Savic. Il Toro riparte. Clamorosa l'occasione di Schuurs, fuori di un pelo di testa. Ci provano anche Karamoh e Ricci. I rossoblù rispondono con Oristanio e Luvumbo. I numeri dei primi 45' (caldo asfissiante e un cooling break chiamato dall'arbitro Grosso: bravo nel far giocare) vedono Toro con più possesso (61 e 39), corner (5 e 1), cross (11 a 1). In parità i tiri in porta e fuori (1-1, 5-5). Ranieri tiene fuori Augello, i suoi traversoni non servono se non c'è Pavoletti. E cerca di sorprendere Juric e i suoi stando molto alto: la prova collettiva al debutto in A non è male. Plauso per Oristanio, Dossena, Sulemana e Makoumbou. Nella media Nandez e Zappa.

Cambi annunciati. Juric inserisce Ranodjic, Ranieri toglie Goldaniga e piazza Di Pardo. L'avvio è meno intenso di quello visto nel primo tempo. Punge Luvumbo, che reclama un fallo in area. Entrano Jankto e Shomurudov per Oristanio e Luvumbo. Ranieri urla, la squadra pare aver ritrovato la velocità giusta. Buona occasione per Jankto, girata debole. Il Cagliari c'è. Si sentono anche i 400 tifosi rossoblù, tra ventiduemila! Pavoletti subentra a Nandez, Shomurodov va a sinistra. Pavo tira, angolo. Il Toro attacca con Ilicic. La partita è aperta, Ranieri muove bene le pedine. Ma è Ranodjic, botta dal limite, a far tremare Radunovic. Finisce con 6' di recupero.

Memoria e umiltà. Utile riandare anche alle parole dedicate a Carletto Mazzone, rimarcate da Claudio Ranieri: "Grande uomo, grande allenatore. Mi ha fatto indossare la fascia di capitano a Catanzaro. Non lo scorderò!". Il Cagliari ha giocato listato a lutto, sor Magara non si dimentica. Quindi, la giusta umiltà nel dna pre-gara: "Prenderemo delle libecciate, con 4, 5 gol e dovremo essere abili nel gestirle, così come le vittorie!". Poi, è andata come è andata.

 

L'attesa è finita. Aspettando l'attesissima "prima" alla Domus contro l'Inter, il ritorno in A del Cagliari di Claudio Ranieri passa da Torino dove la formazione rossoblu esordirà contro i granata di Ivan Juric. Non sarà un inizio soft. Pavoletti e compagni affronteranno una formazione collaudata, che conosce a memoria le richieste tattiche del proprio tecnico e che lo scorso anno ha chiuso al decimo posto giocando fino all'ultimo per un piazzamento in Europa.

 

Le probabili formazioni

Ranieri deve fare i conti con l'infermeria e con le pesantissime assenze di Rog, Mancosu e Lapadula. In attesa degli ultimi colpi di mercato, il tecnico dovrebbe giocare col 4-3-2-1 con Pavoletti davanti supportato da Luvumbo e il neo-acquisto Oristanio. A centrocampo Nandez Makoumbou e l'altra new entry Sulemana. Tra i pali confermato Radunovic, eroe della doppia finale playoff col Bari, Zappa e Augello sulle fasce, al centro Dossena e Obert. 3-4-2-1 per il Toro di Juric con l'ex Bellanova a destra nel centrocampo composto da Ricci, Ilic e Vojvoda. Davanti Sanabria con Vlasic e Radoijn alle spalle.

 

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Schuurs, Buongiorno, Rodriguez; Bellanova, Ricci, Ilic, Vojvoda; Vlasic, Radonjic; Sanabria. All. Juric.

 

CAGLIARI (4-3-2-1): Radunovic; Zappa, Dossena, Obert, Augello; Nandez, Makoumbou, Sulemana; Oristanio, Luvumbo; Pavoletti. All. Ranieri.

 

Dove vedere la gara in Tv o in streming

La gara sarà visibile sia in diretta streaming su Dazn che sul satellite su Sky Sport Calcio (numero 202 e 249 del satellite, numero 473 e 483 del digitale terrestre) e Sky Sport (numero 251 del satellite). Per gli abbonati di entrambe le piattaforme, la partita potrà essere vista in tv tramite l'app DAZN disponibile sul decoder Sky Q. Per lo streaming, oltre alla piattaforma Dazn, il match sarà visibile anche su Sky Go e Now collegandosi con i siti ufficiali delle tre piattaforme con qualsiasi dispositivo mobile come tablet, iPhone, iPad e smartphone.

In occasione di tutte le gare del Cagliari, Gol Rossoblu avrà il piacere di ospitare le splendide vignette pre-partita dell'artista sardo Frédéric Art. Questa sera, alle 18.30, la squadra di Claudio Ranieri farà il loro esordio nella massima serie a Torino contro i granata di Ivan Juric e uno splendido torero rossoblu proverà a matare il Toro. 

Domenica, 20 Agosto 2023 10:02

Torino-Cagliari, vigilia calda

Torino-Cagliari, una striscia positiva da proseguire

 

Per chi crede nei corsi e ricorsi storici applicati allo sport, la serie delle ultime dieci gare giocate a Torino dal Cagliari sorride ai rossoblù: quattro vittorie, tre pareggi e tre sconfitte. Un viatico beneaugurante, chissà. Comunque sia, con Sir Claudio in panca, l'ottimismo accompagna la tifoseria. Mai, anche per la riconquista miracolosa della A, l'attesa per il debutto in campionato ha avuto così tante attenzioni. Con i ko di Empoli, Frosinone e Genoa, sconfitte in casa da Verona, Napoli e Fiorentina, e la vittoria interna dell'Inter sul Monza, si è avuto qualche brandello - comunque inservibile per capire a fondo cosa e con quali tempistiche il pallone tricolore disegnerà la stagione - incoraggiante. Utile anche per volare bassi. Missione che Claudio Ranieri ha sempre avuto come mantra. In attesa, dei due difensori centrali esperti e della punta da doppia cifra - è arrivato Prati, play dal futuro intenso, arrivato in rossoblù dopo anni di vuoto nel ruolo - con il Torino sarà indispensabile la guardia alta. Juric - contattato dal patron, poi mollato quando ha chiesto uomini certi, ingaggio elevato e una serie di premi di garanzia, mentre pareva scontata la riconferma di Semplici, autore di un'altra salvezza al fotofinish - non fa sconti. Si vedrà. Intanto, per completare il quadro statistico su 35 gare giocate in A in casa del Toro, i padroni di casa hanno vinto 17 volte. otto i successi del Cagliari, dieci match si sono chiusi in parità. I gol? Cinquantadue dei granata e 39 dei rossoblù. Il ghiotto colpaccio dei Quattro mori è abbastanza fresco: il 27 febbraio dell'anno scorso l'incontro si è chiuso 2-1, in rete Bellanova e Deiola per l'1-2. Per il Torino, in rete Belotti per il momentaneo pareggio. Belotti non c'è, Bellanova sì ma è dall'altra parte. Partita aperta.

Mario Frongia

Sabato, 19 Agosto 2023 19:12

Addio Carletto!

Ciao, Carletto!

Pratico, onesto, conoscitore di uomini e pallone ha portato il Cagliari in Uefa. Mazzone, sor Magara, ci ha lasciati. Aveva 86 anni

Per la sconfitta con il Piacenza a Napoli non si dava pace. Quel Cagliari che ha perso lo spareggio per stare in A al San Paolo, gli era un po' sfuggito di mano. Ma la tifoseria non l'ha mai condannato. Anzi. Carletto Mazzone è un'altra di quelle grandi icone unite per sempre al rossoblu. Maestro, in campo e fuori. "Non farti mai dare la valutazione di un giocatore o di un allenatore da un tuo collega, anche se anziano e bravo. Per sapere la verità chiedi a un altro giocatore o a un altro allenatore" le parole di sor Magara al cronista alle prime armi in una saletta dell'hotel Mediterraneo, residenza abituale nei suoi anni alla guida del Cagliari. Con l'impresa del '93, settimo posto e biglietto per la Coppa Uefa, massimo traguardo raggiunto dal club. Carisma e temperamento, anche focoso, come ricordano gli ultras del Brescia. O Tejera, talento uruguagio mai esploso in rossoblu.

L'allenatore e l'uomo. Talvolta, a seconda dei momenti e dei singoli, anche padre. Specie con gli scapoli e i più giovani. E non sorprende il post di Claudio Ranieri, intriso di rispetto e dispiacere. Con 792 panchine in A, record della categoria, ultima esperienza nel 2006 al Livorno, se ne è andato nella sua Ascoli. Aveva 86 anni. "Me farebbe molto piacere venire da voi, ma non mi muovo più, sto con i miei nipotini" la frase in risposta all'invito ai Premi Ussi Sardegna 2016, dove avrebbe ricevuto il premio alla carriera. "Carlo, è stanco, vi vuole bene, non dimenticherà mai Cagliari e la sua gente. Ma dovete capirlo" le parole della moglie. L'abbiamo capito e apprezzato. Addio e grazie, Carletto. Ti sia lieve la terra.

Mario Frongia 

Sabato, 19 Agosto 2023 17:41

Carlo Mazzone ci ha lasciati

Il mondo del calcio piange la scomparsa di Carlo Mazzone. L'ex allenatore del Cagliari si è spento ad Ascoli Piceno all'età di 86 anni. Poeta romantico di un calcio che non c'è più, Mazzone è parte integrante della storia del Cagliari. Arrivato sulla panchina dei sardi nel 1991 subentrando a Massimo Giacomini, nel 1993 riesce a portare i rossoblu in Europa, 21 anni l'ultima volta con un incredibile sesto posto. Torna al Sant'Elia nel 1996 prendendo il posto di Gregorio Perez, esonerato dopo 6 giornate, ma non riesce a evitare la retrocessione arrivata dopo lo spareggio col Piacenza.

 

Panchina da record e campioni d'oro

1278 panchine ufficiali, 792 delle quali in serie A. Nessuno come lui nella massima serie, Nereo Rocco e Giovanni Trapattoni seguono rispettivamente con 787 e 689 gettoni. "Carletto" ha allenato anche tre tra gli allenatori più noti di oggi: Pep Guardiola, Claudio Ranieri e Antonio Conte. Innumerevoli i campioni scesi in campo sotto la sua guida, da Francesco Totti a Roberto Baggio, passando (tra gli altri) da Andrea Pirlo e Beppe Signori. La serie A omaggerà l'ex allenatore del Cagliari con un minuto di silenzio su tutti i campi.

Dal San Nicola all'Olimpico Grande Torino. Sono passati poco più di due mesi dal gol di Pavoletti sotto il diluvio di Bari, due mesi di festa dopo un anno nel purgatorio della B. Ora, però, il tempo dei bagordi è finito, si torna a fare sul serio in quella che è la massima espressione del calcio italiano, la serie A. Il Cagliari ci arriva in punta di piedi, consapevole che per guadagnarsi la salvezza dovrà sudare e fare più di quanto fatto pochi mesi fa per conquistare la promozione. Inizierà a farlo lunedì alle 18.30 sul campo del Torino di Ivan Juric, squadra ben collaudata e che lo scorso anno ha chiuso la stagione al decimo posto salvandosi con largo anticipo.

 

Calendario difficile

La squadra di Claudio Ranieri ha già assaporato l'aria dei match ufficiali, in coppa Italia, andando a vincere all'ultimo respiro dei supplementari contro il Palermo. Alti e bassi in quella partita, come è giusto che sia in una calda serata di metà agosto quando le gambe sono ancora imballate e il peso della preparazione affatica più la mente che il corpo. Partire bene, però, è fondamentale anche perché il calendario del Cagliari, da qui alla prima settimana di ottobre non è dei migliori. Inter, Atalanta, Milan, Fiorentina, Roma le più ostiche, Torino, Bologna e Udinese le più abbordabili. Si fa per dire, perché parliamo di squadre solide che vivono il palcoscenico della serie A da anni.

 

"Ho già dimenticato la promozione"

A Torino la squadra deve entrare in campo con grande umiltà, consapevole della forza della formazione granata, ma anche della propria, eliminando dalla mente i ricordi della cavalcata trionfale in B. Ranieri conosce benissimo le trappole dei successi. Sa quanto la testa possa far funzionare male le gambe. Lo ha già vissuto sulla panchina del Leicester dopo lo storico successo in Premier League, esonerato poi un anno dopo con la squadra in piena lotta per non retrocessione. "Siamo saliti in A e l'ho già dimenticato, ora dobbiamo rimboccarci le maniche e lottare in ogni partita, centimetro su centimetro - le parole del tecnico nella consueta conferenza stampa pre-partita -. I granata vogliono l'Europa e hanno speso tanto. Hanno un allenatore bravo che conosce a memoria i calciatori, con automatismi perfetti. Li rispettiamo, ma così come ci metteranno in difficoltà dovremo farlo noi".

 

"Alleno la nazionale dei 4 mori"

L'ultima di Claudio Ranieri allenatore del Cagliari in Serie A risale a oltre 32 anni fa, 26 maggio 1991: 1-1 al Sant'Elia col Bari e grande festa per la salvezza ottenuta una settimana prima a Bologna, al termine di un triennio eccezionale partito in C1. "Sarò emozionato - ammette pensando al suo ritorno nella massima serie con i colori rossoblu -. Ma me lo terrò dentro". E poco male se Gravina non ha chiamato lui per la panchina della Nazionale: "Alleno la 'Nazionale dei 4 Mori', sono contento e soddisfatto". Intanto si attendono due difensori, di cui uno dovrebbe essere il greco Pantelis Hatzidiakos dall'AZ Alkmaar, e un attaccante che difficilmente sarà Lorenzo Colombo del Milan. "Stiamo lavorando bene, tutti gli obiettivi stanno arrivando e così sarà anche per difensori e attaccante. Non capisco perché si inizi col mercato aperto, non solo qui in Italia: gli affari si fanno l'ultima settimana, se non l'ultimo secondo". E sull'ultimo arrivato, Matteo Prati: "Era fra i primi che volevamo e l'avevo segnalato subito dopo la gara giocata contro la Spal a gennaio, parlandone anche con De Rossi. Ha un'ottima visione di gioco ed è molto intelligente". Ora bisogna far parlare il campo. Partire bene è fondamentale.

 

Antonio Farinola

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