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Inclusione digitale, al via il programma strategico rivolto ai cittadini sardi
Parte anche in Sardegna l’iniziativa “Punti Digitale Facile”, programma strategico che punta a rafforzare le competenze digitali di base dei cittadini, facilitando l’accesso ai servizi digitali della Pubblica amministrazione e migliorando la qualità della vita attraverso l’uso consapevole delle tecnologie.
“Termini come Spid, PagoPa, Cie, InPa, App Io, Anpr o Fse, sono ormai entrati a far parte del linguaggio comune, li utilizziamo o li sentiamo pronunciare tutti i giorni”, afferma l’assessora degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Mariaelena Motzo. “Si tratta di strumenti e servizi digitali creati per semplificare la vita dei cittadini - continua l’assessora -, in particolare nel rapporto con la pubblica amministrazione. Purtroppo, però, non tutti sono in grado di servirsene, rivelandosi spesso un ulteriore ostacolo anziché rappresentare un’opportunità”.
Secondo il rapporto Desi 2024 (Digital Economy and Society Index) della Commissione europea, solo il 45,8% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, a fronte del 55,6% della media europea.
I “Punti Digitale Facile”, finanziati e promossi dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale e realizzati dalle Regioni, offrono assistenza pratica e formazione ai cittadini attraverso i facilitatori digitali, personale formato specificamente per aiutare le persone ad accedere e utilizzare i servizi online.
Nello specifico, in Sardegna è in programma l’apertura di 89 punti digitali con un’attenzione particolare per i piccoli paesi. Al momento ne sono stati già attivati 16: a Padru, Oschiri, Monti (2 punti), Berchidda, Alà dei Sardi, Buddusò, Escalaplano, Gonnostramatza, Pompu, Codrongianos, Cargeghe, Putifigari, Simala, Siris e Masullas. I cittadini che volessero verificare la presenza di un punto digitale nel proprio paese o in uno vicino potranno consultare la mappa sul sito www.digitalefacile.italia.it che sarà costantemente aggiornata.
I principali ambiti di supporto riguardano l’occupazione, i servizi previdenziali e assistenziali, l’accesso ai servizi sanitari e al Fascicolo sanitario elettronico, i pagamenti digitali, la creazione dello Spid, l’uso di AppIO, l’istruzione e l’accesso all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr).
Nuove linee guida per i contributi per fibromialgia
“Abbiamo adottato nuove linee d’indirizzo che aggiornano le modalità di riconoscimento, di erogazione e di rendicontazione del sostegno dedicato alle persone affette da fibromialgia e residenti in Sardegna”. Ad affermarlo è l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, che commenta la delibera approvata durante l’ultima riunione di Giunta.
Finora l’indennità regionale fibromialgia era stata erogata a fondo perduto una tantum, senza rendicontazione. Con la legge 18 del 2024 è stata modificata la natura del beneficio che diventa un contributo di rimborso alle spese sostenute.
“Dopo una fase sperimentale conclusa il 31 dicembre -spiega Bartolazzi - vengono ora confermate le nuove modalità che prevedono l’erogazione di un contributo pari ad un massimo di 800 euro in qualità di rimborso delle spese a carattere sanitario, qualora non coperte dal Servizio Sanitario Regionale, sociosanitario e di cura alla persona, in base alle disponibilità del Bilancio regionale”.
L’assessore illustra nel dettaglio le principali novità della misura 2025: “L’importo del sostegno è commisurato all’Isee del beneficiario, senza decurtazioni fino ai 15 mila euro, a scalare del 5 per cento dai 15 ai 25 mila, del 10 per cento dai 25 ai 35 mila euro, del 25 per cento dai 35 ai 40 mila euro, del 35 per cento fra i 40 e 50 mila euro, fino ad una decurtazione dell’80 per cento per chi possiede un Isee oltre gli 80 mila euro”.
Possono presentare domanda per il contributo i residenti in Sardegna in possesso di certificazione attestante la patologia, con certificato medico specialistico riportante una data non successiva all’anno per cui viene presentata la domanda.
La richiesta dovrà essere sottoscritta dal beneficiario o dal suo legale rappresentante e presentata al Comune di residenza entro e non oltre il 30 aprile per ciascun anno.
La fibromialgia è una patologia reumatica extra-articolare, riconosciuta dall’Oms e caratterizzata da dolore muscolo scheletrico diffuso e da affaticamento, nonché da numerose altre manifestazioni a carico degli organi. In Italia colpisce fra il e il 4 per cento della popolazione, in prevalenza femminile.
“La Regione Sardegna ha riconosciuto la fibromialgia quale malattia progressiva e invalidante sin dal 2019”, spiega ancora l’assessore, “ed ha per questo istituito un’apposita indennità - l’Irf - finalizzata a migliorare la qualità della vita dei cittadini sardi affetti da tale patologia”.
Nell’isola, le domande interamente finanziatesono state circa 6000 nel 2023 per un importo complessivo di 5,1 milioni di euro, e 9000 nel 2024, con una spesa di 7,5 milioni di euro.
Le persone che hanno presentato una certificazione attestante la sindrome fibromialgica sono state prevalentemente donne (il 95% delle richieste), e nella fascia d’età fra i 51 e i 70 anni, ma è presente una quota consistente, pari al 29%, fra i 31 e i 50 anni.
Elisoccorso, Bartolazzi: “Una procedura booster che garantisce celerità e qualità"
Un servizio di elisoccorso più efficiente. È questo l’intento che la Giunta vuole ottenere dal nuovo bando per l’affidamento del servizio pubblico. All’Areus, titolare del servizio, sarà affidato il compito di effettuare preliminarmente un’analisi ed una valutazione critica dei risultati qualitativi e quantitativi dell'attuale servizio, che saranno messi a disposizione della Regione in vista dell’espletamento della nuova gara.
“Una procedura che si è resa necessaria per garantire la certezza della continuità del servizio con un’attenzione specifica ai criteri di qualità, tempestività e sicurezza indispensabili in un contesto insulare ed orograficamente discontinuo come quello della nostra regione”, spiega l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi.
La convenzione HEMS, Helicopter Emergency Medical Service, attivata nel 2019, che prevedeva l’affidamento per otto anni ad AREUS, l’Azienda di Emergenza Urgenza, è tutt’ora vigente e scadrà il 30 giugno 2026. “Considerati i tempi che sarebbero necessari per espletare la gara, si è scelto di adottare una procedura affidandola alla Centrale Regionale di Committenza, che avrà il compito di adottare i provvedimenti riguardanti la redazione e l’approvazione degli atti di gara, la pubblicazione del bando e l’espletamento di tutti gli adempimenti sino all’aggiudicazione definitiva. Questo consentirà di evitare il rischio di discontinuità del servizio di elisoccorso, con un cronoprogramma cadenzato e certificato”, conclude Bartolazzi.
Allarme delle imprese sarde per ritorno caro energia in 4 anni tariffe in su del 70%
Dopo il disastro di tre anni fa, anche per imprese sarde e famiglie, torna l’incubo del “caro bollette”. Pur non raggiungendo ancora i livelli del 2022, quando il costo per kilowattora superò lo 0,570 euro, la bolletta delle attività produttive isolane comincia al lievitare a causa delle nuove quotazioni dell’energia e del gas. Tale condizione potrebbe, nuovamente dopo qualche anno di relativa stabilità, mettere in difficoltà il sistema produttivo sardo e del resto d’Italia, a causa della riduzione delle commesse e delle vendite.
A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Sardegna che, come già avvenuto nell’epoca della crisi energetica, propone l’azzeramento o, quanto meno. la sterilizzazione degli oneri di sistema.
“Stiamo osservando un continuo rialzo delle tariffe di energia e gas, dovuti alla congiuntura internazionale e alla crescita dei prezzi delle materie prime, con conseguente impennata delle bollette - afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna - speravamo che dopo gli aumenti del 2022 si potesse tornare ai valori del 2021, comunque già molto alti rispetto a quelli del 2018, ma dobbiamo prendere atto della realtà dei fatti”. “Ricordiamo che, secondo le notizie diffuse dalle Autorità di governo per l’energia – continua Meloni - il previsto aumento del costo di energia elettrica e gas, dovrebbe aggirarsi intorno tre il 18 e il 30% rispetto alle tariffe del 2024. Una condizione che rischierebbe di mettere seriamente in difficoltà le imprese sarde che, lentamente e con tanta fatica, stanno uscendo dagli aumenti monstre dei prodotti energetici”.
Per far comprendere l’attuale situazione, l’Associazione Artigiana fa l’esempio di un’azienda della meccanica con una potenza disponibile di 64 kW: se a gennaio 2021 pagava in bolletta 0,171 €/kWh, nel gennaio 2025 ne paga 0,299, ovvero una tariffa quasi raddoppiata. Altro esempio è quello relativo ad un’azienda del settore legno con 56,3 kW di potenza: da 0,221 €/kWh del gennaio 2021 a 0,435 €kWh del gennaio 2025, con una incidenza più che doppia. Più in generale, i costi in bolletta per kWh dal gennaio 2021 al gennaio 2025 registrano un aumento del 70% circa. Inoltre particolarmente colpite sarebbero le imprese altamente energivore di gas in primis i panifici e a seguire quella della produzione di ceramica, vetro, cemento, carta,
metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica senza dimenticare i carrozzieri che utilizzano i forni.
“Dobbiamo ricordarci come la nostra Isola abbia già subito pesantemente l’aumento dei costi energetici che ha impattato in modo sensibile sulle imprese soprattutto le 95mila di piccole e medie dimensioni – aggiunge il Presidente di Confartigianato Sardegna - mettendole in difficoltà rispetto alle altre competitor europee. Questo extracosto si è tradotto, negli ultimi due anni, in 260 milioni di euro di maggiori costi rispetto alle concorrenti di altre nazioni”.
Infatti, a livello territoriale la provincia Sassari-Gallura è quella che ha pagato maggiormente: 96 milioni di euro in più. Seguono Cagliari, cresciuta di 71 milioni, il Sud Sardegna, 41 milioni, Nuoro 29 e Oristano 24.
“Non vorremmo andare verso una china pericolosa per la nostra economia – aggiunge Daniele Serra, Segretario Regionale di Confartigianato - una situazione che non può lasciare tranquilli e impone l’avvio di azioni concrete per poter tornare a costi energetici accettabili”. “Le imprese stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi oppure optando per proposte tariffarie migliorative della attuale – prosegue Serra – e, allo stesso tempo, auspichiamo che anche il legislatore possa adoperare misure che vadano nella direzione del contenimento dei costi in bolletta”.
Da qui la proposta di Confartigianato Sardegna: la sterilizzazione o l’azzeramento degli oneri di sistema, senza dover aspettare di arrivare a tariffe incontrollabili. Operazione già attuata quando i costi sono andati alle stelle nel 2022 e 2023 e che, se riproposta oggi, porterebbe una immediata riduzione di almeno il 20% del costo della bolletta. Praticamente annullerebbe gli aumenti dell’ultimo periodo.
“Su questi temi auspichiamo la giusta attenzione anche da parte delle Istituzioni – rimarcano Meloni e Serra - stiamo monitorando cosa accade nelle nostre imprese perché la preoccupazione di una escalation delle tariffe è palpabile. Non vorremmo che le nostre imprese, le nostre officine, i nostri cantieri e i nostri laboratori, a causa dell’impennata dei costi che sarebbe impossibile da trasferire sui consumatori finali, fossero costretti a rinunciare ai nuovi ordini, nonostante la fortissima richiesta di beni e servizi”.
L’Organizzazione Artigiana, infine, ribadisce anche l’urgenza del bando della Regione di 678milioni, come anticipato qualche mese fa, destinato all’autoproduzione e all’autoconsumo per edifici pubblici, imprese, case private e Comunità Energetiche che creerebbe un circolo virtuoso nell’utilizzo dei fondi da parte anche delle aziende.
“Le nostre realtà sono pronte a fare la propria parte e a sfruttare questa occasione – concludono Presidente e Segretario - che consentirebbe una autonoma produzione di energia pulita, con il relativo consumo, riducendo i costi della bolletta e contribuendo a salvaguardare l’ambiente”.
Assessore Bartolazzi su cybersicurezza sanitaria
Partecipando all’evento “La minaccia cibernetica al settore sanitario” questa mattina all’Aula Atza dell’ospedale Brotzu di Cagliari, l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha sottolineato come “per garantire i dati sanitari dei cittadini sardi sia necessario un grosso investimento per un linguaggio informatico e una cultura unica all’interno della Regione”.
“Come medico nella mia esperienza è ormai da dieci anni che sono consapevole dell’importanza dei big data, ancor di più nel sistema sanitario”, ha esordito Bartolazzi. “Pensare alla situazione drammatica che potrebbero subire i pazienti, come i malati oncologici, nel caso in cui i loro referti diagnostici vengano violati da attacchi hacker mette i brividi”, ha evidenziato l’assessore.
“Un piano di prevenzione dei rischi – ha poi sottolineato – deve partire da alcuni punti fondamentali: uniformare i linguaggi informatici, lavorare sui programmi di software che spesso hanno licenze che scadono prima delle grandi apparecchiature come le Tac e ridurre i punti di attacco limitando le consulenze esterne”.
Approvati i premi per i produttori di birra artigianale, assessore Satta: "Dobbiamo valorizzare le nostre colture"
Favorire lo sviluppo della filiera brassicola di qualità in Sardegna è l’obiettivo della delibera proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Gian Franco Satta, e approvata nell’ultima riunione di Giunta. Il dispositivo definisce le direttive di attuazione per le due tipologie di aiuti, il primo relativo al premio ai cerealicoltori che aderiscono a un accordo di filiera e che coltivano orzo distico per la produzione di birra e il secondo dedicato agli Investimenti per la realizzazione e l’ammodernamento di birrifici artigianali e agricoli.
“Crediamo nella qualità dei prodotti dei nostri cerealicoltori – spiega l’assessore – per questo abbiamo stanziato complessivamente 7 milioni e mezzo per i produttori di birra. Credo sia importante incentivare e valorizzare le tante produzioni che nascono dalle nostre colture perché esprimono il nostro saper fare e la nostra identità”.
Le risorse disponibili per l’erogazione dei premi ai cerealicoltori, che coltivano varietà di orzo distico adatte alla produzione maltaria e che aderiscono a un accordo di filiera per la produzione di birra, saranno corrisposte nella misura di 200 euro per ettaro di superficie coltivata ai beneficiari che sottoscrivono l’accordo di filiera per complessivi di 4,5 milioni
Mentre le risorse disponibili per gli investimenti, per la realizzazione e ammodernamento di birrifici artigianali e agricoli che aderiscono a un accordo di filiera sono in totale 3 milioni. In questo caso, è ammesso un contributo massimo complessivo per impresa pari a 200 mila euro. L’intensità degli aiuti è pari al 60% dei costi ammissibili a contributo. La realizzazione delle attività è in capo all’agenzia Laore. Le risorse finanziarie destinate alla realizzazione degli interventi trovano copertura finanziaria nel bilancio regionale.
Avvio della campagna di vaccinazione Blue Tongue 2025
In Sardegna il comparto zootecnico rappresenta uno dei principali asset produttivi con maggiori potenzialità di sviluppo economico per l’isola. I dati sul patrimonio ovino in particolare si attestano su 2,6 milioni di capi, con 11.000 stabilimenti (aziende) in cui sono presenti allevamenti ovini. Gli allevamenti ovini sono invece complessivamente circa 13.000.
Fin dal mese di agosto del 2000, anno in cui è stata per la prima volta confermata la presenza del sierotipo 2 (BTV2) sul territorio regionale, la Regione Sardegna è stata palcoscenico di numerose incursioni che hanno implicato diversi sierotipi della BTV causando rilevanti danni di varia natura, sia di tipo diretto sia di tipo indiretto, al comparto zootecnico isolano; nel corso dell’ anno 2024 si è assistito ad una preoccupante recrudescenza della febbre catarrale degli ovini che dal mese di luglio ha interessato il territorio regionale con particolare riguardo ai sierotipi 3 (BTV 3) e 8 (BTV 8) ed in misura molto inferiore al sierotipo 4 (BTV4).
La circolazione del BTV8 ha riguardato specialmente il nord Sardegna e la Provincia di Nuoro mentre quella del BTV3 la Sardegna centrale e meridionale. Dal mese di luglio 2024 sono stati registrati 4060 focolai di Bluetongue
Il picco epidemico dell’epidemia 2024 può essere individuato a metà del mese di settembre, con un decremento dei casi registrati già evidente nelle settimane successive. Andamento poi confermato negli ultimi mesi dell’anno con una situazione praticamente rispecchiante quello delle epidemie degli anni passati.
Strategia vaccinale anno 2025
Per far fronte ad eventuali future recrudescenze dell’infezione sul territorio regionale è quantomai necessario adottare fin da ora un approccio di contesto integrato delle istituzioni interessate, definendo e coordinando gli interventi da avviare in maniera sinergica sul territorio regionale per combattere e prevenire la febbre catarrale degli ovini, secondo un cronoprogramma che prevede l’avvio della campagna entro il mese di marzo 2025.
Considerato il contesto attuale e l’importanza di intervenire in tempi rapidi prima delle schiuse dell’insetto vettore si è ritenuto di basare la strategia vaccinale 2025, da effettuare sui capi ovini del territorio regionale, secondo una priorità di intervento nelle zone a maggior rischio emersione/recrudescenza dei sierotipi circolanti, come di seguito riportato:
-BTV 8 e BTV3: Vaccinazione di tutto l’effettivo (rimonte + adulti) in tutta la Sardegna. La vaccinazione dovrà iniziare a partire dal mese di marzo e concludersi entro e non oltre il mese di luglio. Dovrà essere predisposta anticipatamente nelle zone a rischio con ordine di priorità secondo gradiente di rischio sino ad esaurimento delle dosi disponibili.
-BTV 4 Vaccinazione di tutte le rimonte ovine della Sardegna, con priorità da assegnare agli stabilimenti a maggior rischio.
La classificazione degli stabilimenti con allevamenti ovini in base al rischio è effettuata dall’OEVR. La relativa lista per ASL degli stabilimenti con allevamenti ovini ordinati in base al rischio, al fine di procedere per priorità di intervento, è fornita ai competenti Servizi veterinari di Sanità Animale delle ASL della Sardegna per il tramite del Servizio Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare
Dati numerici sui vaccini:
-3 milioni di dosi vaccinali per BTV8 sono già nella disponibilità della Regione Sardegna,
-1.200.000 dosi in corso d’acquisto da parte dell'IZS
-350 mila dosi già disponibili per il BTV4. Altri stock in corso d’acquisto da parte dell’IZS.
Compiti delle istituzioni interessate
Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale – Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare provvede in particolare a:
a) Sovrintendere la procedura per affidare all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna l'incarico per l'acquisto delle dosi di presidi immunizzanti per il patrimonio ovino contro i sierotipi circolanti in Sardegna, nonché per lo stoccaggio e per la successiva distribuzione del vaccino ai Servizi veterinari delle ASL della Sardegna;
b) Gestire la procedura di assegnazione di risorse finanziarie per il supporto ai servizi veterinari delle ASL della Sardegna nell’esecuzione delle attività di profilassi;
c) Redigere, sulla base del documento tecnico epidemiologico predisposto dall’OEVR, il Programma di profilassi vaccinale contro la febbre catarrale degli ovini per gli stabilimenti con allevamento ovino. Tale programma condiviso con i Servizi veterinari delle ASL della Sardegna è poi inviato al Ministero della Salute e al LNR dell’IZSAM di Teramo per una valutazione preventiva;
d) Coordinare e supervisionare l’andamento delle attività svolte sul territorio regionale segnalando le eventuali criticità ai competenti Servizi Veterinari delle ASL della Sardegna.
Osservatorio epidemiologico veterinario regionale (OEVR) provvede in particolare a:
a) Fornire il supporto tecnico-scientifico al Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, necessario per l’esercizio dei propri compiti di indirizzo e programmazione degli interventi e al governo – controllo della situazione anche attraverso l’implementazione di specifiche piattaforme informatiche, quale in particolare il Data Warehouse BT;
b) Fornire anche un supporto tecnico-scientifico ai Servizi veterinari di Sanità Animale delle ASL della Sardegna per la programmazione e la gestione delle attività nei territori di competenza;
c) Effettuare l’analisi del rischio e la classificazione degli stabilimenti con ovini in base al rischio e redigere le apposite liste per ASL da fornire, per il tramite del Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, ai competenti Servizi veterinari di Sanità animale delle stesse ASL, al fine di procedere alle attività di profilassi vaccinale per priorità di intervento;
d) Monitorare la situazione epidemiologica per Bluetongue sul territorio regionale;
e) Produrre, se necessario, relazioni sull’evoluzione della situazione epidemiologica e sull’andamento delle misure di prevenzione e profilassi effettuate sul territorio regionale da inviare al Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare;
f) Monitorare l’andamento delle attività di vaccinazione sul territorio regionale e, se del caso specialmente in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica e sulla base del numero di dosi vaccinali disponibili, proporre eventuali modifiche al programma di profilassi vaccinale.
Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna (IZS Sardegna) provvede in particolare a:
a) Acquisto, stoccaggio e distribuzione dei vaccini per Bluetongue da utilizzare sul territorio regionale per l’effettuazione del programma vaccinale previsto per gli ovini e per l’effettuazione di eventuali interventi di vaccinazione su bovini da movimentare verso territori indenni o verso territori dove non è presente l’infezione, qualora fossero richieste garanzie in tal senso da parte delle Regioni riceventi;
b) Effettuare l’attività diagnostica di laboratorio e rendere disponibili su CORAN i relativi rapporti di prova al termine degli accertamenti ed implementare il SIBT con riferimento ai dati di competenza;
c) Inviare tempestivamente i campioni positivi al LNR per le previste analisi di conferma del caso e a rendere prontamente disponibili anche su CORAN i relativi rapporti di prova (rapporti di prova esterni) ricevuti dal LNR.
d) Effettuare attività di formazione, eventualmente in collaborazione con le ASL della Sardegna;
e) Promuovere attraverso il proprio sito internet la divulgazione di informazioni sulla malattia e sulle misure di prevenzione e profilassi;
f) Collaborare con LAORE allo scopo di approfondire le conoscenze sui vettori e i conseguenti metodi di lotta da applicare nelle aziende zootecniche.
Servizi veterinari di Sanità Animale delle ASL della Sardegna provvedono in particolare a:
a) Attuare nei rispettivi ambiti territoriali di competenza le attività di sorveglianza e controllo e ad adottare i relativi provvedimenti del caso;
b) Informare, tramite avviso possibilmente entro il mese di febbraio 2025, gli operatori riguardo alle attività previste dal programma di vaccinazione e raccogliere le relative adesioni anche al fine di consentire un efficace programmazione e organizzazione delle attività, e a tracciare tutti i rifiuti al programma di vaccinazione da parte degli stessi operatori;
c) Effettuare le attività di profilassi indiretta negli ovini previste nel territorio di competenza dal programma di vaccinazione e monitorare l’andamento delle attività;
d) Coordinare e supervisionare le attività di profilassi vaccinale effettuate dai medici veterinari aziendali e/o libero professionisti autorizzati dalle stesse ASL;
e) Assicurare una puntuale e corretta implementazione dei sistemi informativi veterinari dedicati.
Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro – Pastorale provvede in particolare a:
a) Gestire, per il tramite dell’Agenzia LAORE, le procedure per eventuali aiuti autorizzati a rimborso delle somme pagate dalle aziende agricole per gli esami della reazione a catena della polimerasi (PCR) eseguiti ai fini della movimentazione degli animali o per interventi di profilassi diretta, quali trattamenti con insettorepellenti atti a proteggere gli animali dalle punture degli insetti vettori;
b) Programmare e istituire gli aiuti per gli indennizzi dei danni verificatisi a seguito dell’epizoozia, individuare le direttive di attuazione e trasferire le risorse all’Agenzia Laore, quale organismo attuatore dell’aiuto.
LAORE Sardegna provvede in particolare a:
a) Effettuare attività di sensibilizzazione verso gli allevatori riguardo l’importanza della vaccinazione quale strumento importantissimo in grado di ridurre e contenere i danni diretti negli ovini e nel contempo limitare la circolazione virale sul territorio regionale e la probabilità di diffusione nei diversi territori;
b) Assicurare un efficace attività di formazione e informazione agli allevatori sulle misure di prevenzione da porre in essere nelle aziende zootecniche, con particolare riguardo alle misure di biosicurezza finalizzate alla lotta all’insetto vettore;
c) Raccogliere informazioni relativamente alle misure di lotta all’insetto vettore messe in atto nelle aziende zootecniche;
d) Collaborare con l’IZS Sardegna allo scopo di approfondire le conoscenze sui vettori e i conseguenti metodi di lotta da applicare nelle aziende zootecniche.
1. Assessorato della Difesa dell’Ambiente provvede in particolare a:
a) Promuovere per il tramite degli Enti competenti attività di controllo e prevenzione finalizzate alla lotta all’insetto vettore, in linea con le attività di competenza previste nell’ambito di altri piani e programmi.
Cambiamenti climatici, la Regione avvia il tavolo tematico in ambito costiero
La Regione accelera i lavori per l’elaborazione della nuova Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici in ambito costiero. Ieri, infatti, la Giunta ha deliberato l’avvio dei lavori per l’istituzione di un Tavolo Tematico per l’elaborazione della Strategia e si pone l’obiettivo di definire gli orientamenti e le raccomandazioni per integrare l’adattamento climatico negli strumenti di pianificazione e programmazione regionale. “La Sardegna è particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico e la Regione ha il dovere di agire con una strategia mirata e integrata”, afferma l’assessora della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, che ha portato la proposta in giunta.
Il Tavolo tematico sarà composto da un gruppo di lavoro che riunisce diversi settori dell’amministrazione regionale per trovare soluzioni concrete ai problemi causati dal cambiamento climatico nelle zone costiere. Parteciperanno esperti e rappresentanti degli assessorati dell’Ambiente, del Turismo, degli Enti Locali e Urbanistica, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle coste sarde, proteggere le aree più a rischio e pianificare interventi che aiutino i territori a fronteggiare eventi climatici estremi, come l’erosione delle spiagge e l’innalzamento del livello del mare. Il coordinamento è affidato alla Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, che guiderà il lavoro e assicurerà che le decisioni prese si trasformino in azioni concrete per la tutela del territorio. L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara sarà il sito pilota per la sperimentazione delle misure previste dal piano regionale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del programma Interreg EuroMED, che mira a rafforzare la resilienza climatica dei territori mediterranei attraverso l’adozione di soluzioni basate sulla natura. Il progetto “NaTour4CChange”, in particolare, è finalizzato a sviluppare strategie per la sostenibilità del turismo costiero e la gestione degli ecosistemi di transizione.
“Questo Tavolo Tematico - ha dichiarato l’assessora Laconi - rappresenta un passo fondamentale per garantire che l’adattamento climatico diventi un pilastro della pianificazione regionale. Grazie alla collaborazione tra assessorati e al supporto di progetti europei come NaTour4CChange, possiamo sviluppare soluzioni innovative per proteggere le nostre coste e promuovere un turismo sostenibile, coniugando sviluppo economico e tutela ambientale.”
Sardegna protagonista alla BIT 2025: un successo che consolida il ruolo internazionale dell’isola
Si è conclusa con uno straordinario successo la partecipazione della Regione Sardegna alla BIT di Milano 2025, confermando il ruolo centrale dell’isola nel panorama turistico internazionale. La strategia di promozione mirata e un’offerta sempre più diversificata hanno attratto un vasto pubblico e professionisti del settore.
Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu: “La BIT 2025 ha rappresentato un momento straordinario di confronto e promozione per la Sardegna. Il grande afflusso di visitatori e l’interesse riscosso dai nostri operatori confermano che stiamo andando nella giusta direzione: la nostra isola è sempre più percepita come una destinazione attrattiva tutto l’anno. L’obiettivo ora è consolidare i risultati ottenuti e continuare a lavorare per un turismo di qualità, sostenibile e accessibile”.
Durante la manifestazione, anche la Ministra del Turismo, Daniela Santanché, ha fatto visita allo stand della Sardegna, incontrando l’Assessore Cuccureddu. La Ministra ha elogiato il lavoro svolto dalla Regione e la collaborazione con il Governo, sottolineando l’importanza della destagionalizzazione come strategia per la crescita del settore turistico.
Nei tre giorni di fiera lo stand della Regione Sardegna – un imponente spazio espositivo di 1040 mq – ha ospitato 54 operatori turistici, oltre alla Fondazione Mont’e Prama, Fondazione Barumini Sistema Cultura, Fondazione Pula Cultura Diffusa e l’Associazione Borghi Più Belli d’Italia. La partecipazione di queste realtà ha permesso di attrarre numerosi visitatori, buyer internazionali e professionisti del settore.
Grande attenzione è stata dedicata ai temi della sostenibilità, del turismo esperienziale e delle nuove opportunità di crescita per il settore. L’Assessorato del Turismo ha puntato su grandi eventi, mercati internazionali, turismo accessibile e potenziamento dell’offerta ricettiva, incluso l’albergo diffuso, una soluzione innovativa per valorizzare il territorio.
I dati sul movimento turistico del 2024 evidenziano una crescita significativa della Sardegna come destinazione turistica, con incrementi a doppia cifra nei flussi aeroportuali e portuali. Un trend positivo che si prevede di rafforzare nel 2025, grazie anche agli investimenti regionali nelle fiere di settore e nella promozione internazionale.
La BIT 2025 ha dunque rappresentato non solo una vetrina di prestigio, ma un’opportunità concreta per consolidare il ruolo della Sardegna nel turismo mondiale, confermandola come una meta attrattiva 365 giorni all’anno.
Cagliari, giovedì 13 e venerdì 14 febbraio temporanea chiusura in viale Diaz
Con Ordinanza n.323 firmata oggi, mercoledì 12 febbraio 2024 dal Dirigente del Servizio Opere strategiche, Mobilità, Infrastrutture viarie e Reti del Comune di Cagliari, è stata disposta, il 13 e 14 febbraio 2025, la temporanea chiusura alla circolazione nel viale Diaz, corsia in direzione via Roma, nel tratto compreso tra il viale Cimitero e la via Stazione Vecchia.
Le nuove prescrizioni sono state adottate per consentire la prosecuzione dei lavori di realizzazione della Metropolitana leggera di Cagliari.
Pertanto, nei giorni 13 e 14 febbraio 2025 dalle 9 alle 17, saranno adottate, come da planimetria allegata all'Ordinanza, le seguenti prescrizioni:
- chiusura alla circolazione veicolare nel nel viale Diaz, corsia in direzione via Roma, nel tratto compreso tra il viale Cimitero e via della Stazione Vecchia, come da planimetria allegata all'Ordinanza.
