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La sicurezza non è un dettaglio burocratico ma un valore imprescindibile. Solo attraverso il rispetto rigoroso delle regole, i controlli e una vera cultura della prevenzione è possibile tutelare le persone e garantire che i luoghi dell’intrattenimento restino spazi di socialità e non di tragedia.

È il messaggio forte lanciato questa mattina da Fipe e Silb Confcommercio Sud Sardegna, al termine del convegno “Il valore della sicurezza” nella Sala Garzia della sede di Confcommercio Sud Sardegna, in via Santa Gilla 6 a Cagliari.

Un incontro partecipato, promosso da Fipe Confcommercio Sud Sardegna e Silb Confcommercio Sud Sardegna, che ha visto il confronto diretto tra operatori del settore e istituzioni, con la presenza del maggiore Simone Pietro Anelli, Comandante della Compagnia Carabinieri di Cagliari, Roberto Cilona Primo Dirigente della Polizia di Stato, Tiziano Melis, Ispettore vigilanza tecnica salute e sicurezza dell’Ispettorato del Lavoro e Claudia Piscitelli, Vice Direttore Comando Provinciale Vigili del Fuoco Cagliari insieme a Luca Manselli Comandante Provinciale Vigili del Fuoco Cagliari Dirigente superiore. 

Il pensiero condiviso è andato alla tragedia avvenuta durante i festeggiamenti di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

“Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alle vittime e alle loro famiglie – dichiarano Andrea Massa, presidente provinciale Silb, ed Emanuele Frongia, presidente Fipe Confcommercio Sud Sardegna –. In una circostanza così dolorosa non si può non ribadire che uno degli aspetti principali della nostra lotta all’abusivismo è proprio quello della sicurezza”.

“Mi unisco – ha detto Andrea Massa – anche a nome di tutti i nostri associati, al profondo cordoglio per le tante vittime, quasi tutte giovanissime, e al dolore dei loro familiari. Non tutti i gestori di pubblici esercizi prestano la stessa attenzione che caratterizza le discoteche e i locali associati a Silb. Parliamo di uscite di sicurezza adeguate, corretto utilizzo di materiali ignifughi, rispetto delle capienze autorizzate e delle normative antincendio, dalla presenza di estintori e naspi all’impiego di personale formato e certificato. Tutti elementi fondamentali per garantire un divertimento sicuro ai clienti”.

Fipe e Silb, la tragedia di Crans-Montana deve rappresentare un monito anche per il nostro territorio, rafforzando l’impegno delle istituzioni e delle associazioni di categoria nel contrasto agli eventi organizzati in luoghi non idonei e privi dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge.

A due mesi dal rogo che in Svizzera ha provocato 41 vittime e 115 feriti, Confcommercio Sud Sardegna ha fatto il punto sulle principali norme da rispettare per poter lavorare senza rischi.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Luca Manselli, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Cagliari:“Il numero delle uscite di sicurezza, il tipo di materiale che può essere installato, gli impianti che devono essere presenti in un locale: ciò che spesso riscontriamo è il mancato rispetto del progetto approvato”. 

Fondamentale anche il rispetto dei limiti di capienza: “Spesso si ottengono autorizzazioni per meno di cento persone e poi si esercita come fosse una discoteca da centinaia di presenze, mettendo a rischio l’incolumità delle persone”, aggiunge Andrea Massa. 

Per sostenere gli imprenditori, Confcommercio offre assistenza e corsi di formazione, anche tramite gli enti bilaterali.

“Stiamo andando avanti su un impulso del Governo e della Prefettura – ha sottolineato Emanuele Frongia – per informare attraverso incontri come quello organizzato oggi. In Italia esiste un’attenta applicazione delle norme, ma è fondamentale ricordare cosa il datore di lavoro deve fare nei luoghi di lavoro: quali corsi attivare, quali strumenti mettere in campo. Il principio di legalità deve diventare un valore fondante dell’impresa e non essere percepito come un costo. Le associazioni di categoria sono al fianco degli imprenditori anche per fornire gratuitamente formazione e supporto”.

Il convegno “Il valore della sicurezza” si è concluso a fine mattinata con un appello condiviso: riportare la sicurezza al centro dell’impresa, come cardine imprescindibile per tutelare lavoratori, clienti e comunità.

Numeri da record che hanno costretto gli organizzatori a chiudere le iscrizioni con largo anticipo e tante novità per la decima edizione della SoloWomenRun (la nona su strada a causa del Covid che nel 2020 impedì il regolare svolgimento) che animerà con una lunga scia rosa Cagliari dalla Fiera a Piazza Yenne.

 

Oltre 16.000 le iscritte (con una età media che si attesta sui 46 anni) e 55 gruppi che non hanno voluto perdere l'appuntamento di domenica 8 marzo 2026 con la manifestazione che coniuga sport, solidarietà e condivisione. Tra le curiosità il fatto che a essere protagoniste non saranno solo le donne dell'area metropolitana di Cagliari ma anche tante altre partecipanti da tutta la Sardegna con oltre il 50% delle iscritte in arrivo soprattutto dal Sulcis, dall'Oristanese e dall'Ogliastra. Saranno presenti anche circa cinquanta iscritte in arrivo da oltre Tirreno (Lazio, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna) ma anche una decina di partecipanti provenienti dall'estero (Belgio, Spagna, Portogallo, Germania).

 

I numeri della edizione 2026 sono stati illustrati in una conferenza stampa ospitata nell'Aula consiliare del Palazzo Civico di via Roma 145 a Cagliari, dal responsabile dell'organizzazione, Andrea Culeddu, accolto in Municipio dal presidente del Consiglio comunale, Marco Benucci e dal presidente della Commissione consiliare Sport, Tempo libero e impiantistica sportiva, Michele Boero.

 

Due le partenze fissate dal piazzale grandi eventi della Fiera di Cagliari: la prima, quella della manifestazione “open” della camminata ludico-motoria di 5 chilometri (alla quale prenderà parte il maggior numero delle partecipanti) è in programma alle 9,30 mentre lo starter della seconda, quella per la competitiva “challenge” (con oltre 200 iscritte che si daranno battaglia nei due giri del percorso per un totale di 8,5 chilometri), avrà luogo alle 11.

 

Il piazzale della Fiera prenderà vita già dalle 8 quando prenderà il via ufficialmente la manifestazione con l'arrivo delle prime partecipanti che verranno accolte da musica e intrattenimento. Per la prima volta, gli animatori saranno “itineranti” e accompagneranno il colorato e rumoroso corteo lungo tutta la città in un ideale abbraccio fatto di coesione e sostegno.

 

Nelle giornate del 5, 6 e 7 marzo dalle 10 alle 20, le partecipanti che hanno provveduto a iscriversi singolarmente (senza aderire ad alcun gruppo) dovranno ritirare il proprio kit gara presso il centro commerciale La Plaia. Non sarà possibile effettuare il ritiro il giorno della manifestazione.

 

Realizzata con il patrocinio del Comune di Cagliari e con il supporto di Cagliari Atletica Leggera e il Comitato territoriale UISP oltre che con l'aiuto dei numerosi sponsor privati, l'iniziativa si pone obbiettivi ambiziosi, con il traguardo dell'anno prossimo fissato alle 20.000 presenze.

 

Ma per il momento tutte le attenzioni sono rivolte a domenica 8 marzo quando le oltre 16.000 partecipanti vestite con la maglia ufficiale rosa, tendente al fucsia, daranno vita ad un serpentone colorato che si snoderà da viale Diaz a viale Cimitero passando per viale Bonaria, viale Regina Margherita con tappa al Bastione di Saint Remy, via Manno, Largo Carlo Felice, via Roma (nel lato portici riqualificato), viale Bonaria, viale Cimitero fino ad arrivare al Piazzale Marco Marco e tagliare il traguardo alla Fiera.

 

Per creare minor disagio possibile alla circolazione stradale, sono state potenziate le corse del trasporto pubblico non solo all'interno della città, ma anche nelle principali direttrici verso Cagliari.

 

Previste dall'ordinanza dirigenziale n.562/2026 alcune modifiche alla circolazione stradale, così come di seguito riportate:

  • il divieto di sosta (con rimozione forzata) dalle 18 di sabato 7 alle 13 di domenica 8 marzo, in viale Diaz (da via Siracusa a via Sonnino), viale Bonaria (tratto da viale Cimitero a piazza Amendola), viale Regina Margherita, largo Carlo Felice (lato Banca d’Italia e parcheggi centrali tra via Mameli e piazza Yenne), via Roma portici (tratto compreso tra largo Carlo Felice e piazza Amendola), piazza Marco Polo (solo mezza luna);
  • il divieto di transito dalle 7 alle 13 di domenica 8 marzo, all'occorrenza sino al passaggio dell'ultima concorrente, in tutte le strade ricomprese all'interno del perimetro delimitato dal viale Regina Margherita, piazza Costituzione, via Manno, Largo Carlo Felice, via Roma, piazza Amendola, e nel viale Diaz (entrambi i sensi di marcia, da via Sonnino a piazza Scopigno), piazza Marco Polo (esclusa l'area di sosta), via Ancona, via Brescia (direzione viale Diaz), via Messina (da via Firenze a viale Diaz), via Caboto (da viale Colombo a viale Diaz), via Caboto (da via Pessagno a viale Diaz), via Siracusa (da via Palermo a viale Diaz), via Catania (da via Palermo con direzione viale Diaz), viale Cimitero (tratto da viale Bonaria a viale Diaz), viale Bonaria (tratto da viale Cimitero a piazza Amendola), via Nuoro, via Sonnino (tratto da piazzetta Lippi a viale Diaz), via XX Settembre, via Eleonora d'Arborea (tratto da via Lanusei a viale Regina Margherita), via Dei Pisani, piazza Amendola, via Pirastu, piazza Deffenu (corsia direzione piazza Amendola), viale Regina Margherita, piazza Costituzione, viale Regina Elena (direzione piazza Costituzione), piazza Martiri d'Italia, via Mazzini, via De Candia, via Università, via Spano, via Cima, via Manno, piazza Yenne (direzione via Santa Margherita), Largo Carlo Felice (semicarreggiata con direzione via Santa Margherita), via Roma portici (tratto compreso tra largo Carlo Felice e piazza Amendola;
  • obbligo di svolta a destra da via Mameli-Largo Carlo Felice con direzione piazza Matteotti dalle 7 alle 13 di domenica 8 marzo.

Dopo anni di interventi frammentati, la Regione Sardegna avvia un percorso organico di riorganizzazione della propria amministrazione, intervenendo in modo strutturale su processi, competenze e modelli di gestione del personale. Con un pacchetto coordinato di delibere, la Giunta regionale imprime una svolta a temi rimasti a lungo irrisolti, con l’obiettivo di rendere il Sistema Regione più efficiente, moderno e capace di produrre valore pubblico.

Il percorso, promosso dall’Assessorato degli affari generali, personale e riforma, prende avvio da un presupposto chiaro: non è possibile riorganizzare senza conoscere a fondo come l’amministrazione lavora.

“Stiamo portando avanti un processo ampio e strutturale di crescita e riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale, che interviene su nodi rimasti fermi per troppo tempo – dichiara l’assessora degli Affari generali, personale e riforma, Mariaelena Motzo –. Non si tratta di una somma di interventi isolati, ma di una riforma che mette al centro il metodo, la conoscenza dei processi e il valore delle persone che ogni giorno lavorano nel Sistema Regione. Non solo: c’è la volontà di condividere gli obiettivi con il coinvolgimento attivo di tutto il personale, ognuno per la propria area di competenza, in modo che si lavori sinergicamente verso le sfide ambiziose che la Regione si pone in fase di programmazione”.

In questa direzione va il Protocollo d’intesa con l’Università degli Studi di Cagliari, siglato lo scorso dicembre, che consentirà alla Regione di avviare una mappatura sistematica dei processi, dei flussi di lavoro e delle competenze, introducendo metodi di analisi organizzativa basati su dati e modelli scientifici.

Su questa base si innesta l’adozione del nuovo Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMiVaP), che supera approcci esclusivamente gerarchici e introduce una valutazione più ampia e partecipata, orientata ai risultati organizzativi, al lavoro di squadra e al miglioramento continuo. Il nuovo sistema valorizza anche il contributo del personale attraverso strumenti innovativi come la valutazione dal basso, rafforzando trasparenza, responsabilità condivisa e coinvolgimento a tutti i livelli dell’organizzazione.

“Mappare come funzionano davvero le strutture, introdurre strumenti di valutazione più trasparenti e partecipati significa creare le condizioni per un’amministrazione più solida, capace di migliorarsi nel tempo – prosegue l’assessora –. È un lavoro complesso, che richiede ascolto, responsabilità e visione, ma è anche un passaggio necessario per superare inerzie storiche che hanno rallentato l’evoluzione dell’organizzazione regionale.

L’obiettivo è duplice – conclude Motzo –: da un lato valorizzare il personale, rendendo le competenze riconoscibili e il lavoro più qualificato e gratificante dando grande rilievo anche al benessere organizzativo; dall’altro garantire a cittadine e cittadini servizi pubblici sempre più efficaci, tempestivi e all’altezza delle sfide che la Regione è chiamata ad affrontare”.

Si è svolto questa mattina, in videoconferenza, il Tavolo Verde convocato per fare il punto sugli indennizzi alle aziende agricole colpite dal ciclone Harry e dagli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato l’Isola tra gennaio e febbraio 2026.

Nel corso dell’incontro è stato esaminato il quadro degli interventi previsti dal Decreto-legge n. 25, con cui il Governo ha disposto misure urgenti per fronteggiare l’emergenza causata dagli eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio scorso, hanno interessato Sardegna, Sicilia e Calabria. Per la ripresa dei settori dell’agricoltura, pesca e acquacoltura il provvedimento nazionale ha stabilito uno stanziamento complessivo di 108 milioni di euro a valere sul Fondo di solidarietà nazionale, da ripartire tra le tre regioni coinvolte.

“Per la Sardegna era fondamentale che venisse riconosciuta la reale durata dell’emergenza – ha dichiarato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus –. Gli eventi straordinari non si sono limitati al passaggio del ciclone Harry tra il 19 e il 21 gennaio: il nostro territorio ha continuato a subire senza sosta condizioni meteorologiche avverse, con vento intenso e precipitazioni persistenti fino al 20 febbraio e che hanno danneggiato gravemente le produzioni. Nel decreto-legge è stata accolta la richiesta della nostra Regione di estendere la finestra temporale degli eventi, un passaggio necessario per garantire alle aziende colpite il pieno riconoscimento dei danni subiti durante tutto il periodo emergenziale”.

Nel corso del Tavolo Verde si è discusso del sistema di segnalazione dei danni attivato da Agea, che prevede da parte delle aziende colpite l’invio di segnalazioni del danno, subito durante l’emergenza con fotografie georeferenziate attraverso un’applicazione per smartphone. Il sistema consentirà all’agenzia nazionale di acquisire in tempo reale le segnalazioni e aggiornare contestualmente il quadro delle esigenze di indennizzo per ciascuna regione coinvolta. Per questi motivi durante la riunione si è concordato con le associazioni di categoria di invitare tutte le aziende colpite a utilizzare l’applicazione, scaricabile dal portale AGEA (www.agea.gov.it), nella sezione “Servizi” e cliccando il tasto “APP per ciclone Harry”. L’ assessorato dell’Agricoltura e l’Agenzia Laore hanno manifestato la disponibilità alle associazioni di categoria per un eventuale supporto tecnico sull’utilizzo dell’app.

Parallelamente prosegue l’attività di ricognizione dell’Agenzia Laore che, attraverso i sopralluoghi dei propri tecnici, sta effettuando la perimetrazione di dettaglio dei danni segnalati dalle aziende agricole, con l’obiettivo di affiancare alla raccolta digitale delle segnalazioni richiesta da AGEA, una verifica puntuale sul campo nelle aree interessate. “Si tratta di un’attività di campo preziosa che porteremo avanti come sempre con Laore – ha proseguito Agus - sia perché da parte del Governo è richiesta una declaratoria del territorio elaborata ed approvata da ciascuna Regione colpita, sia perché ci consente di stimare con precisione i danni delle imprese agricole. Ad oggi sono circa 1.500 le segnalazioni pervenute all’Agenzia da parte delle aziende”.

Il confronto quindi è costante. “È fondamentale che ogni segnalazione venga raccolta e tradotta in strumenti concreti di sostegno per le aziende colpite, che spesso devono rispettare impegni pluriennali presi nell’ambito della PAC. La segnalazione con il geotag di Agea sarà utile anche per inserire nel fascicolo aziendale i dati necessari per richiedere le deroghe agli impegni pluriennali che a causa degli eventi avversi non sono sarà possibile rispettare”, ha concluso l’assessore Agus.

Sono passati 1.680 giorni da quel terribile luglio 2021, quando l’incendio del Montiferru e della Planargia, una delle ondate più violente della furia del fuoco nella storia moderna dell’Oristanese, mandò in fumo centinaia di ettari di territorio, mettendo in ginocchio l’ambiente, il mondo agricolo e intere comunità rurali, con produzioni agricole e di cibo che non hanno mai visto la luce. A distanza di 55 mesi, famiglie e aziende agricole attendono ancora risposte. Risposte che, sottolinea Coldiretti Oristano, non sono mai arrivate da parte di chi era chiamato a darle, mentre le imprese continuano a pagare il prezzo più alto di una tragedia che non può e non deve essere archiviata.
 
40 MLN MAI ARRIVATI. Di fronte alla stampa, il presidente e il direttore provinciale di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias ed Emanuele Spanò, insieme ai presidenti di sezione dei territori colpiti e a una rappresentanza delle aziende agricole, hanno ribadito la gravità di un bilancio che va oltre i numeri. Ad oggi mancano all’appello oltre 40 milioni di euro, tanto è il danno subito dalle aziende agricole colpite. Oltre 500 aziende sono rimaste in attesa per anni: solo il 10% delle domande presentate è stato ritenuto finanziabile, mentre per il restante 90% non c’è stato nulla da fare.
 
LE NECESSITÀ. "Riteniamo fondamentale reperire ulteriori risorse per consentire lo scorrimento della graduatoria delle domande presentate nel 2024 sulla misura 5.2 del PSR. In alternativa, se questo non fosse possibile, è necessario attivare strumenti dedicati ed efficaci per sostenere le aziende agricole che hanno subito questi danni” ribadiscono tutti gli esponenti di Coldiretti Oristano presenti.
 
I DANNI. Quello del Montiferru e della Planargia è stato nel 2021 l’incendio più esteso di tutta Italia. Il solo rogo del Montiferru ha coinvolto 10 Comuni, bruciando un’ampia porzione del territorio regionale: Sennariolo è stato il Comune più colpito, con il 94% della superficie coinvolta, seguito da Cuglieri con il 39%. In questo scenario, le aziende agricole hanno perso animali, strutture, mezzi, recinzioni, ma anche produzioni alimentari fondamentali, con effetti che si sono ripercossi sull’intera filiera e sul tessuto economico e sociale del territorio. 
 
CORRIAS. "Il prezzo pagato da queste realtà imprenditoriali non è stato solo economico, ma anche territoriale e sociale. Per molte aziende si è trattato di un colpo che non potrà mai essere completamente ripagato - sottolinea il presidente Corrias - in questi anni, mentre alcune aziende chiudevano, altre non hanno potuto nemmeno accedere ai bandi per gli investimenti. La sottomisura 5.2 del PSR  - precisa - avrebbe dovuto garantire la vitalità e la permanenza delle aziende sul territorio, attraverso il ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico. Questo, però, non è avvenuto proprio perché le aziende sono risultate prive dei requisiti economici. Oltre al danno, la beffa”. 
 
SPANÒ.  “Per sopravvivere le aziende hanno dovuto attingere alle proprie risorse e ora che lo strumento SRD01 del CSR potrebbe consentire investimenti per accrescere competitività e redditività, non hanno più la capacità economica per sfruttarlo”, spiega. Inoltre dal 2021 a oggi molte aziende non ce l’hanno fatta e hanno dovuto cessare l’attività, altre sono sopravvissute ma non hanno potuto utilizzare quelle risorse perse per rafforzare la propria struttura aziendale perdendo competitività, mercati e prospettive di futuro - conclude Spanò - tante, troppe le promesse fatte dopo il terribile incendio. Ma oggi le imprese agricole del Montiferru non possono più aspettare: hanno bisogno di risposte concrete, immediate”.

Mancano meno di 24 ore alla mobilitazione in piazza lanciata dalla Presidente della Regione Alessandra Todde a Cagliari contro la decisione del Governo di destinare all’Isola tre dei sette istituti penitenziari italiani esclusivamente dedicati al regime di 41-bis. L’appuntamento è per domani alle ore 11:00 in piazza Palazzo a Cagliari. Al centro della protesta, una scelta ritenuta sproporzionata e calata dall’alto, che assegna alla Sardegna quasi la metà del sistema nazionale di massima sicurezza, senza un adeguato confronto istituzionale e senza una valutazione pubblica degli impatti sociali ed economici. Non è in discussione la lotta alla criminalità organizzata, ma il principio di equità e di rispetto dell’Autonomia speciale. Nelle ultime ore cresce ancora la partecipazione di cittadini, associazioni, organizzazioni sindacali, realtà produttive, culturali e del mondo studentesco, in una mobilitazione ampia e trasversale che unisce territori e comunità. Domani sarà una manifestazione pacifica e democratica per chiedere la sospensione delle decisioni esecutive, l’apertura di un tavolo Stato–Regione e criteri nazionali equi nella distribuzione delle strutture di massima sicurezza. La Sardegna non chiede privilegi. Chiede rispetto”, così il coordinamento che ha organizzato la piazza. Alla mobilitazione, promossa dalla Presidente Todde, parteciperanno il Presidente del Consiglio Regionale, sindacati, partiti, associazioni e comitati. Ma soprattutto tanti sindaci: Alà dei Sardi, Alghero, Allai, Anela, Ardauli, Armungia, Arzana, Assemini, Ballao, Banari, Benetutti, Bessude, Bidonì, Bitti, Bolotana, Bonnanaro, Bono, Borore, Bortigali, Borutta, Bottida, Bultei, Burgos, Cagliari, Calangianus, Carbonia, Cargeghe, Carloforte, Castelsardo, Cheremule, Cossoine, Decimomannu, Decimoputzu, Desulo, Domusnovas, Dorgali, Dualchi, Elini, Elmas, Escolca, Fonni, Fordongianus, Gadoni, Gairo, Galtellì, Gavoi, Giave, Girasole, Gonnesa, Guasila, Guspini, Iglesias, Illorai, Jerzu , Loceri, Lodè, Lodine, Loiri Porto San Paolo, Lula, Macomer, Mamoiada, Martis, Meana Sardo, Monteleone Roccadoria, Municipalità di Pirri, Neoneli, Noragugume, Nule, Nuoro, Oliena, Ollolai, Onanì, Oniferi, Orani, Orotelli, Ossi, Ottana, Pattada, Perdasdefogu, Perdaxius, Porto Torres, Pozzomaggiore, Pula, Putifigari, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, San Sperate, Samassi, San Gavino, Sanluri, San Vero Milis, Santu Lussurgiu, Sardara, Sarroch, Sarule, Sassari, Seneghe, Serramanna, Serrenti, Settimo San Pietro, Seulo, Siamanna, Siddi, Silanus, Siliqua, Sindia, Sinnai, Sorradile, Stintino, Teti, Tiana, Torralba, Tortolì, Tramatza, Unione Comuni del Villanova, Uta Villa San Pietro, Villacidro, Villanovafranca, Villasor, Villaspeciosa, Zerfaliu. Qui tutte le adesioni: https://sites.google.com/view/lasardegnanoneunacoloniapenale/home-page

La Giunta regionale ha approvato il Piano Strategico 2026–2028 di ARST S.p.A., ai sensi dell’articolo 6 della disciplina sul controllo analogo, rafforzando il ruolo dell’azienda quale asse portante del sistema della mobilità regionale. ARST rappresenta la principale azienda di trasporto pubblico locale della Sardegna e una delle più rilevanti realtà nazionali del settore, operando in forma integrata su ferrovia a scartamento ridotto, ferrovia turistica, metrotranvia e linee su gomma urbane ed extraurbane, oltre a essere soggetto attuatore della Rete ciclabile regionale.

“Con questa delibera – dichiara l’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca – compiamo un passo fondamentale per accompagnare ARST in un percorso di innovazione, sostenibilità e rafforzamento industriale, in piena coerenza con la strategia delineata nel Piano Regionale dei Trasporti”.

Il Piano 2026–2028 nasce in un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti sociali, tecnologici e ambientali e adotta un approccio orientato non soltanto alla previsione, ma alla capacità di anticipare e governare le trasformazioni della mobilità. Tra gli assi strategici principali vi è la transizione ecologica, con il progressivo rinnovo della flotta mediante mezzi elettrici, in particolare nei contesti urbani, lo sviluppo della filiera dell’idrogeno grazie ai finanziamenti del PNRR destinati a infrastrutture e materiale rotabile, la sostituzione del gasolio con carburanti Bio HVO e la realizzazione della Rete Ciclabile Regionale.

Un altro capitolo centrale riguarda la riqualificazione delle sedi e dei depositi aziendali, molte delle quali necessitano di interventi di ammodernamento. Il Piano prevede la ristrutturazione delle stazioni e dei depositi, il miglioramento degli spazi destinati al personale, la sostituzione degli impianti di lavaggio e l’introduzione di tecnologie digitali per la gestione delle flotte e il monitoraggio in tempo reale. “Investire sulle infrastrutture significa migliorare la qualità del lavoro e, di conseguenza, del servizio offerto ai cittadini. ARST deve essere un’azienda moderna, efficiente e competitiva”.

In conformità con il Piano Regionale dei Trasporti e con il Piano Triennale dei Servizi Minimi di TPL attualmente in fase di redazione da parte della Regione, ARST predisporrà nuove linee a lunga percorrenza per collegare tra di loro, in maniera più efficace, i principali poli urbani della regione e questi con i porti e gli aeroporti.

Il sistema di bigliettazione e verifica a bordo sarà modernizzato con il potenziamento di sistemi di conteggio automatico dei passeggeri e strumenti di controllo più efficaci, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e contrastare l’evasione tariffaria. Sono inoltre previste linee dedicate al collegamento dei principali siti turistici, culturali e ambientali dell’entroterra, la cui eventuale attivazione sarà valutata anche nella forma di servizi commerciali.

Il Piano contempla anche un percorso di razionalizzazione patrimoniale, con la possibilità di un aumento di capitale e il conferimento ad ARST delle stazioni e fermate ex FMS/FdS attualmente in comodato d’uso, con contestuale restituzione alla Regione delle aree non necessarie alle finalità aziendali. “Ogni scelta patrimoniale – precisa l’assessora – dovrà essere attentamente valutata, nel rispetto dell’interesse pubblico e garantendo l’uso equo e non discriminatorio delle infrastrutture”.

L’approvazione del Piano è subordinata alla piena coerenza con lo schema preliminare del Piano Regionale dei Trasporti adottato dalla Giunta e alla predisposizione di adeguate analisi di fattibilità tecnico-economica e di valutazioni di sensitività e rischio sugli investimenti e sui costi operativi. “Il Piano Strategico 2026–2028 non è un atto formale, ma uno strumento operativo che rafforza il ruolo di ARST nel sistema regionale della mobilità. Modernizzare l’Azienda significa investire nella qualità della vita dei cittadini e nella competitività della Sardegna”, conclude l’assessora Barbara Manca.

La Regione rilancia il progetto di conservazione e valorizzazione della Ferrovia storica del Sulcis. La Giunta regionale ha approvato la programmazione di 800 mila euro destinati alla creazione di un nuovo percorso paesaggistico lungo il tracciato ferroviario dismesso.

L’intervento sarà attuato attraverso il nuovo accordo siglato stamattina a Carbonia tra Regione, Provincia del Sulcis Iglesiente (capofila) e i Comuni di Giba, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Santadi e Villaperuccio, in attuazione del programma “Conservazione e valorizzazione della Ferrovia storica del Sulcis - Percorrere il territorio”.

“Restituiamo al Sulcis un’infrastruttura identitaria - dichiara l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda - trasformando un tracciato ferroviario dismesso in un’infrastruttura verde capace di mettere in relazione paesaggio, storia, ambiente e comunità locali. È un progetto che sviluppa le prescrizioni del PPR combinando tutela es sviluppo”.

Le risorse provengono dalle sanzioni paesaggistiche e saranno reinvestite per finalità di salvaguardia, riqualificazione e valorizzazione, in coerenza con il Codice dei beni culturali e con la Convenzione Europea del Paesaggio.

Il progetto prevede la realizzazione di cartellonistica e totem informativi; l’installazione di arredi e servizi per la mobilità ciclabile; la manutenzione dei collegamenti ai siti di interesse; il censimento e valorizzazione di stazioni e caselli storici; la messa a disposizione e successiva cessione degli immobili regionali alla Provincia per la gestione.

L’intervento completa e integra la rete ciclabile regionale, rafforzando il collegamento tra costa e aree interne e valorizzando il patrimonio paesaggistico e geominerario del territorio.

“Dopo la scadenza del precedente accordo - sottolinea Spanedda - abbiamo voluto riattivare il percorso con un modello di governance chiaro, responsabilità definite e un sistema di monitoraggio. Il Sulcis può diventare un laboratorio regionale di rigenerazione paesaggistica e mobilità lenta”.

La Provincia del Sulcis Iglesiente sarà responsabile della progettazione, dell’appalto e della gestione della futura pista ciclabile, mentre la Regione offrirà supporto tecnico e vigilanza paesaggistica. L’Accordo avrà durata quinquennale e sarà accompagnato da un Comitato Attuativo per monitorare lo stato di avanzamento degli interventi.

Il modello potrà essere replicato in altri territori dell’Isola, trasformando le reti infrastrutturali storiche in occasioni di sviluppo sostenibile, identitario e integrato.

Da oggi sono ufficialmente in vendita i biglietti in continuità territoriale riservati alla nuova categoria dei parenti dei residenti. Si tratta di un passaggio importante: la Sardegna, attraverso il sistema degli oneri di servizio pubblico, riconosce formalmente come beneficiari anche i familiari dei residenti, estendendo il diritto alla mobilità a chi con l’Isola mantiene un legame stabile e profondo.

I biglietti a tariffa agevolata sono già acquistabili per voli a partire dal 29 marzo, data di avvio del nuovo sistema di continuità territoriale.

“È un risultato di cui siamo particolarmente orgogliosi – dichiara l’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca – perché segna un’evoluzione culturale e politica della continuità territoriale. Non abbiamo difeso soltanto il diritto alla mobilità dei residenti, ma abbiamo scelto di tutelare i legami familiari, che per una terra insulare come la Sardegna hanno un valore ancora più forte”.

La nuova categoria è frutto di un intenso lavoro istituzionale condotto dalla Regione in dialogo costante con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con la Commissione Europea, che ha portato a un risultato molto rilevante nell’ambito della normativa comunitaria sugli oneri di servizio pubblico.

Grazie a questa innovazione, potranno viaggiare con tariffa agevolata, a fronte di un leggero sovrapprezzo rispetto alla tariffa residenti e con una tariffa massima garantita, i parenti di primo, secondo e terzo grado dei residenti in Sardegna.

Rientrano tra i parenti di primo grado i figli e i genitori; tra quelli di secondo grado i fratelli, le sorelle, i nonni e i nipoti abiatici, cioè i figli dei figli; tra i parenti di terzo grado gli zii e i nipoti non abiatici. Accedono alla tariffa agevolata anche le persone legate da rapporti di coniugio o di filiazione con i beneficiari della stessa.

“Penso ai tanti figli che hanno lasciato la Sardegna per lavorare o studiare fuori e che devono tornare a casa per riabbracciare i genitori o i nonni. Penso ai genitori separati o divorziati che devono viaggiare per stare accanto ai propri figli. Penso alle famiglie che, pur vivendo lontane, mantengono un legame quotidiano con l’Isola. Oggi diamo una risposta concreta a tutte queste persone”, sottolinea l’assessora.

L’estensione della continuità territoriale ai parenti rappresenta un ampliamento sostanziale della platea dei beneficiari e consolida un principio: l’insularità non può essere un ostacolo ai legami familiari.

“Abbiamo esteso i diritti della continuità territoriale a chi con la Sardegna ha un legame forte, stabile e documentabile. È un passo avanti nella direzione di una mobilità più equa e più aderente alla realtà sociale della nostra comunità. È una conquista che resterà”, conclude l’assessora Barbara Manca.

"Il traffico aereo in Sardegna conferma nel triennio 2023–2025 una crescita complessiva significativa, con il superamento nel 2025 della soglia degli 11 milioni di passeggeri tra nazionale e internazionale e un incremento percentuale dell'8,6%". Lo comunica l'assessora dei Trasporti Barbara Manca facendo il punto sui dati del traffico aereo dal 2023 al 2025.

Tra i dati particolarmente rilevanti, l’assessora sottolinea “l’importante crescita dell’offerta di posti in continuità territoriale, resa possibile anche grazie all’attivazione, nel 2024, della clausola 3.2.8 del Decreto Ministeriale 466, che ha consentito l’inserimento strutturale di nuovi voli e di altri operativi che si sono resi mano a mano necessari in base all’incremento del load factor giornaliero. I numeri dimostrano in modo incontrovertibile che le implementazioni attivate dalla Regione hanno rafforzato l’accessibilità dell’Isola”.

Per quanto riguarda il traffico nazionale, nel 2023 i passeggeri sono stati 6.539.602. Nel 2024 si è registrato un forte incremento, con 7.082.072 passeggeri (+8,3%), mentre nel 2025 il dato si è attestato a 7.101.071 passeggeri, con un ulteriore incremento dello 0,3%.

All’interno di questo dato complessivo, la continuità territoriale (OSP) ha registrato una crescita molto marcata tra 2023 e 2024: si è passati da 2.338.163 passeggeri nel 2023 a 2.814.878 nel 2024 (+20,4%), per poi raggiungere 2.837.984 passeggeri nel 2025 (+0,8% rispetto al 2024). Il traffico nazionale in libero mercato è passato invece da 4.201.439 passeggeri nel 2023 a 4.267.194 nel 2024 (+1,6%), per attestarsi a 4.263.087 nel 2025, con una flessione del 4,1% rispetto all’anno precedente ma sostanzialmente stabile rispetto al 2023.

Analizzando i singoli scali, l’aeroporto di Cagliari ha registrato nel 2023 un totale di 3.603.689 passeggeri nazionali (2.351.731 in libero mercato e 1.251.958 in OSP). Nel 2024 il totale è salito a 3.792.791 (2.380.240 libero, 1.412.551 OSP), mentre nel 2025 si è attestato a 3.793.501 passeggeri (2.482.969 libero, 1.310.532 OSP). Rispetto al 2023, nel 2024 si è registrato un +5,2% complessivo e nel 2025 un +5,3%, con una sostanziale stabilità tra 2024 e 2025 (+0,02%).

L’aeroporto di Olbia è passato da 1.814.421 passeggeri nazionali nel 2023 (1.176.791 libero e 637.630 OSP) a 2.146.526 nel 2024 (1.294.986 libero e 851.540 OSP), con una crescita del 18,3%. Nel 2025 il totale è stato di 2.056.814 passeggeri (1.181.238 libero e 875.576 OSP), con un calo del 4,2% rispetto al 2024 ma un +13,4% rispetto al 2023. Particolarmente rilevante la crescita dell’OSP tra 2023 e 2025 (+37,3%).

Ad Alghero il traffico nazionale complessivo è passato da 1.121.492 passeggeri nel 2023 (672.917 libero e 448.575 OSP) a 1.142.755 nel 2024 (591.968 libero e 550.787 OSP) e a 1.250.756 nel 2025 (598.880 libero e 651.876 OSP). Il 2025 segna un +11,5% rispetto al 2023 e un +9,5% rispetto al 2024, con un incremento molto significativo dell’OSP (+45,3% rispetto al 2023).

Considerando il traffico complessivo linea+charter (nazionale e internazionale), nel 2023 la Sardegna ha registrato 9.560.159 passeggeri, di cui 3.020.557 internazionali e 6.539.602 nazionali. Nel 2024 il totale è salito a 10.559.254 (3.477.182 internazionali e 7.082.072 nazionali), con un incremento del 10,5%. Nel 2025 si è arrivati a 11.018.433 passeggeri complessivi, di cui 3.917.362 internazionali e 7.101.071 nazionali, con un ulteriore +4,3% rispetto al 2024.

A Cagliari il totale complessivo è passato da 4.845.162 passeggeri nel 2023 a 5.154.377 nel 2024 e a 5.246.615 nel 2025. L’internazionale è cresciuto da 1.241.473 nel 2023 a 1.361.586 nel 2024 e a 1.453.114 nel 2025. A Olbia il totale è passato da 3.282.858 nel 2023 a 3.808.005 nel 2024 e a 4.009.563 nel 2025, con una crescita molto sostenuta dell’internazionale (da 1.468.437 nel 2023 a 1.952.749 nel 2025). Ad Alghero si è passati da 1.492.139 passeggeri complessivi nel 2023 a 1.595.872 nel 2024 e a 1.762.255 nel 2025, con un incremento dell’internazionale da 370.647 a 511.499 nel triennio.

“Il salto tra 2023 e 2024 – dichiara l’assessora regionale dei Trasporti – è chiaramente legato all’uscita definitiva dall’emergenza Covid, che ha determinato una riesplosione generale del traffico aereo. La Sardegna ha intercettato in modo significativo questa ripresa. Nel 2025 questo exploit è diventato a tutti gli effetti strutturale, portando anche a un nuovo incremento con il superamento della soglia degli 11 milioni di passeggeri”.

“Questi dati – prosegue – confermano che il trasporto aereo non è solo uno strumento di mobilità, ma anche un potente stimolo alle presenze complessive. Le partenze e gli arrivi dei residenti sono tradizionalmente stabili, perché ancorati a una popolazione stazionaria o in lieve calo. La crescita registrata è quindi legata in larga parte alla maggiore attrattività della Sardegna e all’aumento dell’offerta”.

La Regione comunica, infine, che i dati sul traffico aereo saranno pubblicati periodicamente sui canali ufficiali istituzionali, al fine di garantire trasparenza e aggiornamento costante a cittadini, operatori e categorie del settore.

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