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Il nuovo decreto energia dovrebbe alleggerire le bollette 2026, ma quanto hanno pagato lo scorso anno le famiglie italiane per luce e gas? Secondo l’analisi* di  Facile.it , la spesa media 2025 per i clienti domestici con fornitura nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata pari a 2.055 euro, valore solo di poco inferiore al 2024, ma ben più alto rispetto, ad esempio, al 2018, quando le bollette pesavano meno di 1.200 euro.
Nello specifico, a pesare maggiormente sulle tasche degli italiani è stata la bolletta del gas che, in media, è arrivata a 1.316 euro, mentre per quella elettrica i consumatori hanno dovuto mettere a budget appena meno di 740 euro.
«Sebbene al momento non siano previsti aumenti nel costo dell’energia per i prossimi mesi, il consiglio è di non abbassare la guardia perché i prezzi sono volatili e, in caso di aumenti improvvisi, chi ha una tariffa variabile potrebbe veder salire le bollette in modo repentino», commentano gli esperti di Facile.it. «Confrontare periodicamente la propria offerta con quelle presenti sul mercato per verificare che sia ancora vantaggiosa e, in caso contrario, cercare un nuovo fornitore è il modo migliore per difendersi dai rincari.».
L’andamento regionale della bolletta elettrica
L’analisi – realizzata tenendo in considerazione i consumi dichiarati di oltre 1 milione di utenze – ha permesso di fotografare le differenze a livello territoriale; e allora, in quali regioni si è speso di più e in quali di meno?
Guardando alla sola bolletta elettrica, la Sardegna è la regione con il conto più salato; nell’Isola le famiglie hanno consumato, in media 2.751 KWh, spendendo 826 euro, il 12% in più rispetto alla media nazionale. 

L’assenza di riscaldamento con gas di città in alcune aree della regione e l’uso di dispositivi elettrici per riscaldare le abitazioni può spiegare, almeno in parte, perché i consumi siano così elevati.

Continuando con la classifica, in seconda posizione c’è la Sicilia, dove lo scorso anno le famiglie hanno consumato in media 2.511 KWh spendendo circa 768 euro. Al terzo posto, staccato di un soffio, c’è il Veneto, con una bolletta media pari a 767 euro, (per 2.505 KWh annui consumati).
Guardando alle regioni dove le bollette della luce sono state più leggere, grazie a consumi più ridotti, al primo posto si trova la Basilicata, con una spesa media che si è fermata ad “appena” 611 euro (a fronte di consumi annui pari a 1.862 KWh), seguita dalla Liguria (635 euro per 1.960 KWh) e, al terzo posto, dell’Abruzzo (665 euro per 2.085 KWh annui).

L’andamento regionale della bolletta del gas
Analizzando le bollette del gas 2025, la classifica cambia radicalmente. La regione con la bolletta più salata è il Trentino-Alto Adige (in media, 1.548 euro, a fronte di consumi annui dichiarati pari a 1.261 Smc), seguita dal Veneto (1.529 euro con consumi pari a 1.215 Smc) e, sul gradino più basso del podio, l’Emilia- Romagna, con una bolletta media annuale pari a 1.525 euro (1.204 Smc). Quarto posto per la Lombardia, con una bolletta media 2025 pari a 1.416 euro (1.146 Smc).

Le aree in cui, di contro, le bollette del gas sono state più leggere sono la Sicilia, (636 Smc con una bolletta annuale arrivata a 942 euro), la Calabria (967 euro per 642 Smc) e il Lazio (979 euro per 665 Smc).

E' "Aisha’s Story" diretto da Elizabeth Vibert & Chen Wang (Canada) che si è aggiudicato il premio perché "la cucina di una donna si trasforma in un archivio vivente di erbe, semi, colori e storie. Con l’aiuto del suo mulino a mano, sopravvissuto alla Nakba, trasforma le ricette in eredità" il miglior documentario lungo secondo la Giuria internazionale della XXII edizione di Al Ard Film Festival.
 
Un'edizione che si è contraddistinta per una ricchezza di contributi (oltre 300 film in concorso, 24 selezionati e proiettati in 5 serate, 2 film fuori concorso) e un successo di pubblico che, con grande interesse, ha assistito alle proiezioni, seguito le due tavole rotonde e il concerto finale. Nella sala gremita di spettatori del Teatro Massimo si è parlato, insieme con registi e autori, della questione palestinese ma non solo: anche di diritti umani, di rapporto con la propria terra di origine, di narrazione giornalistica, di esilio e di colonialismo, di cibo, poesia, ecologia e tante altri argomenti. 
 
Ad aggiudicarsi il premio migliore corto non documentario è stato invece Khaled and Nema di Sohail Dahdal (Palestina) "per aver saputo infondere un filo di speranza a un racconto sull'occupazione israeliana in Cisgiordania, e aver mostrato quanto la tutela della memoria collettiva possa diventare un baluardo contro i tentativi di cancellazione del presente e del domani". 
 
Miglior corto documentario è risultato, invece, secondo il giudizio della Giuria "What the Sand remembers" del regista palestinese Mahmoud Mohmed Abu Ghalwa nel quale, per un giovane di Gaza, una collinetta di sabbia è diventata lo scrigno di ricordi dei suoi cari. La camera del regista accompagna, spesso con inquadrature dal basso, la storia tragica di un legame sacro con la terra, muta testimone di una rigenerazione. 
 
Il premio del pubblico è andato invece a The Mission di Mike Lerner & Gaza Collective.
Infine, le menzioni speciali a: My Memory is Full of Ghosts, Free Words: A Poet from Gaza e Lullaby.
 
"Siamo molto soddisfatti per la riuscita di questa edizione, che ha registrato una grande partecipazione di pubblico che ha mostrato interesse ed empatia per il popolo palestinese - ha detto in chiusura di festival Fawzi Ismail, presidente dell'Associazione Amicizia Sardegna Palestina -. Abbiamo voluto dare un messaggio di speranza per tutta l'umanità, nonostante la brutalita negli ultimi due anni sia in Palestina dove è in atto un genocidio sia a livello mondiale. Noi come festival non vogliamo essere neutrali né restare indifferenti ma prendere una posizione e fare una denuncia nei confronti dei conflitti di tutto il mondo, esprimendo la nostra solidarietà. Ha vinto un film di una profuga palestinese in Giordania che ha saputo trasformare i sapori, gli odori e i cibi della campagna come messaggio per conservare il ricordo della Palestina". 
 
Al Ard Film Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Amicizia Sardegna Palestina ODV, con il contributo finanziario della Regione Autonoma della Sardegna, la collaborazione dell’Università degli Studi di Cagliari e della Società Umanitaria – Cineteca Sarda e il patrocinio gratuito del Comune di Cagliari.

“Con una votazione chiara, netta e supportata da quasi tutto il Consiglio regionale, è la Sardegna intera che oggi ha detto un no secco al trasferimento di massa di detenuti in regime di 41bis nelle nostre carceri”. E’ il commento del presidente Piero Comandini dopo l’approvazione dell’ordine del giorno che, sulla base dell’articolo 51 dello Statuto speciale della Sardegna, verrà inviato direttamente all’attenzione del Parlamento. “Una procedura rafforzata - sottolinea il Presidente -, che il Consiglio ha voluto esercitare come atto politico-istituzionale. L’ordine del giorno in premessa richiama al rispetto del principio di leale collaborazione, prevede che si proceda a modificare l’art 41 bis della legge 354 del 1975, laddove si individuano le zone insulari come collocazione preferenziale dei detenuti sottoposti a regime speciale, chiede al Parlamento di definire criteri omogenei di distribuzione dei detenuti sottoposti al 41bis, impegna il Governo a sospendere qualunque iniziativa volta a disporre la distribuzione straordinaria di ulteriori detenuti sottoposti a regime speciale. Siamo sicuri che il Parlamento e lo stesso Governo non ignoreranno questo pronunciamento, accompagnato da una fortissima e sdegnata reazione in tutta la Sardegna”.

 Sarà la suggestiva cornice del borgo di Castelsardo ad accogliere, il prossimo 25 febbraio, la partenza del Giro della Sardegna, che si concluderà il 1° marzo a Olbia dopo cinque tappe.

“Il giro ciclistico della Sardegna torna dopo 15 anni torna sulle nostre strade”, ha sottolineato l’assessore regionale del Turismo, Franco Cuccureddu – si tratta di un evento sportivo molto atteso che accenderà i riflettori mediatici internazionali sulla nostra Isola, in Italia anche con le dirette quotidiane su Rai Sport, in un periodo nel quale soprattutto gli italiani iniziano a programmare le vacanze estive, ma anche quelle pasquali e dei ponti tra fine aprile e i primi di maggio. La prima tappa partirà da alcuni tra i borghi più belli d'Italia, da Castelsardo a Bosa, transitando davanti a monumenti emblematici come la roccia dell'Elefante: il fatto che nelle cinque tappe vengano attraversate tutte le otto province, molti centri abitati sia della costa sia dell’interno, e si transiti vicino a importanti siti archeologici, ci consente di mettere in mostra alcuni prodotti turistici per i quali abbiamo in essere importanti azioni di marketing quali ad esempio quelle legate al turismo nei borghi e al turismo culturale, con un focus sulle Domus de Janas, recentemente inserite nella lista UNESCO del Patrimonio dell’Umanità”. L’evento, organizzato dal GS Emilia, rappresenta la prima prova della terza edizione della Coppa Italia delle Regioni, coordinata e promossa dalla Lega Ciclismo Professionistico e dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.

Nel 2026 la Coppa Italia delle Regioni unirà 25 gare per 40 giornate di competizione, attraversando 17 regioni italiane, confermandosi come uno dei progetti più significativi per la valorizzazione del ciclismo professionistico e dei territori. Il Giro della Sardegna è sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, attraverso l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio. Ai nastri di partenza si presenteranno 23 squadre, con un lotto di partenti che rappresenta 26 nazioni, a conferma del profilo internazionale della corsa e del crescente interesse attorno al progetto della Coppa Italia delle Regioni, che assegna la maglia blu Unioncamere.

Tra i nomi di maggiore richiamo spicca Filippo Zana (Soudal Quick-Step), ex campione italiano e vincitore di tappa al Giro d’Italia 2023, atleta completo e tra i riferimenti più solidi del panorama nazionale. Al suo fianco il compagno di squadra Gianmarco Garofoli, azzurro ai Mondiali in Ruanda. Particolare attesa per Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), corridore di grande esperienza e qualità in salita, vincitore di tappa al Giro d’Italia, dove ha conquistato un prestigioso successo parziale nel 2019.

Presenza di spessore anche quella dell’ecuadoriano Jonathan Caicedo (Petrolike), che nel 2020 ha scritto una pagina significativa della sua carriera imponendosi sul traguardo dell’Etna al Giro d’Italia e indossando la maglia azzurra di miglior scalatore nella corsa rosa. Sul versante internazionale spicca inoltre il colombiano Iván Ramiro Sosa (Equipo Kern Pharma), scalatore puro capace di affermarsi in classifica generale in corse a tappe di rilievo come la Vuelta a Burgos, da lui conquistata per due volte in carriera. Tra i giovani spicca indubbiamente Lorenzo Mark Finn, che ha saputo imporsi sulla scena internazionale conquistando il titolo mondiale Juniores nel 2024 a Zurigo e replicando nel 2025 con il titolo mondiale Under 23 a Kigali, confermandosi come uno dei prospetti più interessanti del ciclismo azzurro. Presenti anche le formazioni development di UAE e Red Bull, a conferma del fatto che questa sia la gara dei campioni del futuro. “Riparte il grande ciclismo in Italia con la Sardegna che apre la stagione – le parole del Presidente di Lega Ciclismo, Roberto Pella –. Stiamo costruendo una grande rete che mette a sistema sport, istituzioni e mondo produttivo. Avremo uno spettacolo con tanti corridori italiani che avranno modo di mettersi in evidenza. Come Lega Ciclismo abbiamo lavorato per dare massima visibilità all’evento con una copertura Rai Sport e internazionale quotidiana e live su HBO Max / D+ in Europa e USA. La diretta partirà ogni giorno dalle 13:40 alle 15:20”.

La Sardegna torna ad essere protagonista a BolognaFiere da oggi al 24 febbraio con una presenza ampia e qualificata nei due appuntamenti internazionali Slow Wine Fair e SANA Food, in cui saranno portate in fiera 65 realtà produttive dell’Isola, tra vino e agroalimentare.

Alla Slow Wine Fair sono 53 le aziende vitivinicole della collettiva regionale promossa dall’assessorato dell’Agricoltura e organizzata dall’Agenzia Laore Sardegna, un numero in significativa crescita che testimonia il dinamismo del comparto e la volontà delle imprese di investire nella promozione fuori dai confini regionali; oggi alle 18, nello spazio Casa Slow Food (Pad. 15A), è in programma anche l’evento “Cannonau di Sardegna: Identità che resiste”, un focus dedicato al vitigno simbolo dell’Isola.

“Sono particolarmente soddisfatto per la grande partecipazione delle nostre aziende – dichiara l’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus –. Sessantacinque realtà presenti in un contesto internazionale prestigioso come questo rappresentano un segnale forte: la Sardegna produttiva crede nella qualità e nella propria identità. È significativo che la Slow Wine Fair si presenti come la fiera dedicata al vino buono, pulito e giusto, capace di raccontare il vino non come semplice prodotto, ma come motore di inclusione e sviluppo sociale: sono temi che sentiamo profondamente nostri e che molte delle nostre cantine interpretano ogni giorno con scelte produttive responsabili e radicate nei territori”.

Al SANA Food, invece, la Regione è presente con 12 aziende che raccontano la ricchezza delle filiere agroalimentari e ittiche sarde, dalla pasta biologica ai carciofi DOP e spinosi sardi, dalle conserve al pane carasau e alla bottarga, fino ai formaggi artigianali, agli oli extravergini e ai condimenti della tradizione mediterranea: un paniere che unisce identità, qualità certificata e capacità di innovare, per un’alimentazione sana e consapevole.

“Portare le nostre eccellenze fuori dall’Isola – continua Agus – significa aprire nuove opportunità di mercato, rafforzare il posizionamento dei prodotti sardi e dare prospettive concrete alle imprese. Come Regione vogliamo accompagnarne sempre di più in questi percorsi, sostenendo chi investe in promozione e internazionalizzazione e costruendo una strategia capace di mettere insieme vino, agroalimentare e territorio in un’unica e riconoscibile narrazione di qualità, sostenibilità, trasparenza e innovazione”.

La Giunta, su proposta della Presidente della Regione e Assessora ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, Alessandra Todde, ha adottato due delibere per la nomina dei Direttori Generali dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 8 di Cagliari e dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 2 della Gallura.

Per la Asl n. 8 di Cagliari è stato designato il dottor Aldo Atzori. Per la Asl n. 2 della Gallura è stato designato il dottor Antonio Irione. Per entrambi l’incarico avrà durata triennale, con decorrenza dal 23 febbraio 2026.

Le nomine sono state formalizzate al termine di una seduta di Giunta convocata in via di urgenza dalla presidente: l’allarme per la guida vacante delle due aziende, rette dai supplenti, si era levato sia dalla minoranza di centrodestra sia dai sindacati che hanno chiesto urgentemente una governance piena degli enti.

Buone notizie per il comparto bovino in Sardegna: con determinazione della Direzione Generale della Sanità – Servizio Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, è stata revocata la zona di restrizione istituita nel giugno 2025 per la Dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease).

“Questo risultato è frutto del lavoro coordinato tra Regione, ASL e medici veterinari, e della collaborazione del comparto zootecnico", dichiara la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim AlessandraTodde. "Continueremo a mantenere alta l’attenzione, assicurando sorveglianza e prontezza di intervento per tutelare il patrimonio zootecnico e la sicurezza sanitaria.”

“La ripresa della movimentazione dei bovini rappresenta un passaggio atteso dal comparto e legittimato dai risultati raggiunti", spiega l'assessore dell'Agricoltura Francesco Agus. "L’altissima percentuale di vaccinazioni testimonia la responsabilità degli allevatori sardi e garantisce la sicurezza dei nostri capi, anche rispetto al resto d’Italia. La Regione continuerà a fare la sua parte. Dal 2 marzo sarà possibile presentare le richieste di indennizzo per compensare i maggiori costi di produzione sostenuti a causa della mancata movimentazione imposta dal blocco sanitario”.

La revoca, spiegano gli uffici della Regione, è stata adottata a seguito del completamento delle attività di controllo sul territorio, dell’esito favorevole delle visite svolte dai medici veterinari dei Servizi delle ASL competenti e del raggiungimento di una copertura vaccinale elevata, pari al 97,8% degli stabilimenti e al 96,5% dei capi vaccinati, nell’ambito del piano di vaccinazione ufficiale obbligatoria regionale.

Il provvedimento si inserisce inoltre nel quadro delle misure europee: la Decisione di esecuzione (UE) 2026/190 del 21 gennaio 2026 ha fissato come termine ultimo di applicazione il 26 gennaio 2026 per la zona di protezione e il 12 febbraio 2026 per la zona di sorveglianza. Venute meno le condizioni che imponevano il mantenimento delle restrizioni, la Regione ha proceduto alla revoca.

La Giunta regionale, su proposta dell’Assessora della Difesa dell’Ambiente, d’intesa con l’Assessore della Programmazione, ha approvato il nuovo Atto di indirizzo sulla gestione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi e della relativa addizionale, aggiornando in modo organico la disciplina vigente dal 2015. Il provvedimento rappresenta un passaggio strutturale di modernizzazione del sistema di gestione dell’“ecotassa”, istituita dall’articolo 3 della legge n. 549 del 1995, adeguandolo al nuovo assetto organizzativo regionale e alle più recenti riforme tributarie.

“Con questo aggiornamento - dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi - l’ecotassa viene allineata al nuovo quadro normativo e al ruolo oggi svolto dall’Agenzia Sarda delle Entrate, diventando uno strumento più semplice da applicare e più chiaro nelle regole. La digitalizzazione dei pagamenti e la definizione puntuale delle procedure rafforzano trasparenza, tracciabilità e certezza amministrativa, rendendo al tempo stesso più rigorosi i controlli. Si consolida così una misura fondamentale di tutela ambientale, garantendo equità nei confronti dei cittadini e dei soggetti che operano nel rispetto delle norme”.

Centralizzazione delle competenze e maggiore certezza amministrativa Tra le principali novità vi è il recepimento formale del trasferimento, operativo dal 1° gennaio 2023, delle funzioni di accertamento, riscossione e irrogazione delle sanzioni all’Agenzia Sarda delle Entrate (ASE). Con il nuovo assetto:

  • l’ASE gestisce in modo unitario accertamento, riscossione e recupero coattivo;
  • i flussi finanziari risultano pienamente tracciabili;
  • la Regione incassa tributo, interessi e sanzioni in un sistema centralizzato e più trasparente. Si supera così il precedente modello frammentato, garantendo maggiore uniformità applicativa e chiarezza nei rapporti con i soggetti obbligati.

Digitalizzazione integrale dei pagamenti Il nuovo Atto di indirizzo recepisce in modo strutturale il pagamento tramite PagoPA, sistema non previsto nella disciplina del 2015. Questa innovazione consente: • tracciabilità completa dei versamenti; • riduzione degli errori materiali; • semplificazione delle procedure; • piena coerenza con il percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Rafforzamento dei controlli e contrasto all’illegalità ambientale Un ulteriore elemento qualificante è il rafforzamento delle modalità di controllo e accertamento, in particolare nei casi di discarica abusiva e abbandono di rifiuti. Il provvedimento:

  • disciplina in modo esplicito i poteri e i provvedimenti adottabili da ASE;
  • introduce criteri chiari per la determinazione della base imponibile anche in assenza di dati puntuali;
  • coordina l’attività dell’Agenzia con le autorità di vigilanza ambientale. Si tratta di un rafforzamento concreto degli strumenti di contrasto all’evasione e alle condotte illecite, con un effetto diretto sulla tutela del territorio.

Adeguamento alle riforme tributarie Il nuovo atto recepisce inoltre le recenti riforme nazionali, in particolare il D.Lgs. n. 173 del 2024 (Testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali), aggiornando la disciplina del ravvedimento operoso, delle sanzioni e del contenzioso. Viene altresì introdotta una disciplina organica e più chiara della rateizzazione, con regole certe su durata, garanzie e cause di decadenza. Il nuovo Atto di indirizzo entrerà in vigore dalla pubblicazione sul BURAS e sostituisce integralmente quello allegato alla deliberazione n. 34/12 del 7 luglio 2015.

Con questo aggiornamento la Regione consolida il ruolo dell’ecotassa come strumento di politica ambientale, orientato alla riduzione del conferimento in discarica e alla promozione di comportamenti coerenti con i principi dell’economia circolare.

Rendere strutturale un servizio che ha già dimostrato la propria utilità nei territori e garantire continuità ai comuni che hanno attivato i punti di facilitazione digitale grazie ai fondi del PNRR. È questo l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessora degli Affari generali, personale e riforma Mariaelena Motzo, che dispone la ripartizione delle risorse stanziate dal consiglio regionale pari a 1 milione di euro, per il consolidamento della rete regionale dei facilitatori digitali.

Il provvedimento riguarda i comuni che hanno reso operativo il servizio di facilitazione digitale entro il 31 dicembre 2025 nell’ambito della misura 1.7.2 del PNRR e interviene nella fase di passaggio dalla programmazione straordinaria legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a un modello di intervento stabile e continuativo. Le risorse, autorizzate dall’articolo 12, comma 9, della legge regionale n. 1 del 2026, consentiranno di evitare l’interruzione di servizi ormai essenziali per cittadini e cittadine, soprattutto nei centri più piccoli e nelle aree interne.

“La rete dei facilitatori digitali è un servizio che funziona e risponde a bisogni reali – spiega l’assessora Mariaelena Motzo –. Con questa delibera accompagniamo il passaggio dal PNRR alla normalità amministrativa, assumendoci la responsabilità di rendere strutturale un presidio pubblico fondamentale per l’inclusione digitale, l’accesso ai servizi e la riduzione delle disuguaglianze territoriali”.

Il consolidamento della rete regionale consente di valorizzare l’esperienza maturata dai comuni e di rafforzare un modello di facilitazione che ha contribuito a migliorare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, favorendo l’uso consapevole e sicuro dei servizi digitali e sostenendo una cittadinanza digitale attiva.

“La facilitazione digitale – conclude l’assessora Motzo – svolge una duplice funzione strategica: da un lato rafforza la cittadinanza digitale attiva, accompagnando le persone nell’accesso ai servizi pubblici e ai propri diritti; dall’altro crea lavoro qualificato e competenze diffuse, contribuendo all’evoluzione delle comunità locali e allo sviluppo equilibrato dei territori in tutta l’isola, anche quelli più marginali”.

Lo stanziamento sarà ripartito in parti uguali tra gli enti locali che presenteranno richiesta secondo le modalità e le tempistiche che saranno definite dalla Direzione generale dell’Innovazione e Sicurezza IT, incaricata anche della stipula degli accordi necessari per garantire la piena coerenza degli interventi con gli obiettivi nazionali ed europei di transizione digitale.

Un intervento massiccio per alleggerire la pressione fiscale sulle bollette e rispondere ai danni causati dalle recenti calamità naturali. Il Consiglio dei Ministri, riunitosi mercoledì 18 febbraio, ha approvato una serie di decreti d'urgenza che mettono sul piatto oltre 6 miliardi di euro tra risparmi energetici e aiuti diretti ai territori colpiti dal maltempo.

Il "Decreto Bollette" punta a ridurre l'impatto dei costi energetici per circa 2,7 milioni di famiglie vulnerabili e per il tessuto produttivo. La strategia del Governo si basa su una ridistribuzione del carico fiscale: è stato approvato un aumento del 2% dell'aliquota Irap per le grandi aziende del settore energia.

Questi proventi serviranno a tagliare la componente "Asos" (gli oneri legati alle rinnovabili) dalle bollette di artigiani e PMI. Le stime fornite da Palazzo Chigi indicano risparmi significativi. Piccoli ristoratori e artigiani: riduzione media di oltre 700 euro l'anno (500 sull'elettricità, 200 sul gas).

Medie imprese: benefici fino a 19.000 euro annui.

Grandi industrie "gasivore": tagli che possono superare i 220.000 euro. 

Per le famiglie con Isee basso, il bonus sociale sale complessivamente a 315 euro, grazie a un contributo aggiuntivo che il CDM ha deciso di elevare a 115 euro (rispetto ai 90 inizialmente ipotizzati).

Il "Decreto Maltempo" risponde all'emergenza scatenata dal passaggio del ciclone Harry, che ha flagellato Calabria, Sardegna e Sicilia. Per questi territori è stato stanziato oltre un miliardo di euro. I Presidenti di Regione, in qualità di commissari delegati, avranno il compito di gestire i fondi per il ripristino delle infrastrutture stradali, la messa in sicurezza delle coste colpite dalle mareggiate e il sostegno alle attività economiche danneggiate nelle aree interne.

Particolare attenzione è stata rivolta al Comune di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, devastato da una frana che dal 25 gennaio ha costretto decine di famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. Il decreto dedicato stanzia 150 milioni di euro e affida a Fabio Ciciliano la carica di commissario straordinario. 

Le misure per Niscemi includono: contributi per l'acquisto di nuove abitazioni per chi ha perso la casa definitivamente, sospensione di tributi e contributi finanziari, sostegno al reddito per lavoratori dipendenti e autonomi, sospensione delle bollette: l'autorità Arera ha già disposto lo stop ai pagamenti dei servizi essenziali per sei mesi a favore della popolazione colpita.

"È un provvedimento molto significativo", ha commentato la Premier Giorgia Meloni in un video social. "Garantiamo risparmi e benefici diretti per oltre cinque miliardi, rispondendo alla priorità di ridurre il peso delle bollette su chi produce e sulle famiglie più fragili".

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