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E’ stato pubblicato l’avviso per il contributo annuo a sostegno dei programmi annuali dei Centri Commerciali Naturali (CCN), a valere sulla L.R. 5/2006 e delle direttive approvate con Deliberazione di G.R. 56/43 del 29/10/2025. L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio ha stanziato 2,5 milioni di euro in favore dei CCN iscritti all’Elenco regionale, per il proprio programma annuale di promozione previsto dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

“Con questo intervento mettiamo a disposizione dei Centri Commerciali Naturali risorse più ingenti e con una tempistica più adatta ad un corretto processo di pianificazione, per rafforzare il commercio di prossimità e sostenere le iniziative di promozione dei nostri centri urbani -dichiara Franco Cuccureddu assessore del Turismo, Artigianato e Commercio. L’obiettivo è favorire iniziative capaci di rendere le nostre città e i nostri centri urbani sempre più attrattivi e accoglienti, sia per i cittadini sia per i visitatori”. “Intendiamo sostenere il lavoro delle reti di imprese –conclude Cuccureddu- che operano nei CCN, promuovendo progettualità e azioni di animazione territoriale che rafforzino l’identità commerciale e turistica dei nostri centri urbani”. Le domande devono essere presentate, a pena di esclusione, mediante la modulistica ufficiale pubblicata sul sito istituzionale dell’Assessorato e inviata esclusivamente via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 31 marzo 2026.

Il contributo annuo massimo concedibile è pari a 50 mila euro nel limite del 90% delle spese ammissibili, finalizzate alla riqualificazione del commercio, promozione dei centri urbani, valorizzazione integrata di prodotti e servizi, miglioramento della competitività degli associati e al potenziamento dell’accoglienza e della fruizione da parte dei cittadini.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute nel link:https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/177314638843623

Il cuore pulsante del tennis isolano, tra i pini di Monte Urpinu, si tinge di rosa per una svolta storica. Il Tennis Club Cagliari ha scelto la sua nuova guida: è Lodovica Binaghi, per tutti Vichi, manager di esperienza e figura profondamente legata alla tradizione sportiva cagliaritana. È lei la prima donna a sedere sulla poltrona più alta del prestigioso circolo di via Gemelli.

Il ritorno di un cognome che ha fatto la storia

La nomina di Vichi Binaghi rappresenta un connubio perfetto tra memoria storica e visione futura. Cugina di Angelo Binaghi (Presidente della FITP), Vichi porta con sé l'eredità di una famiglia che ha letteralmente costruito le fondamenta del tennis in Sardegna. Succedendo a Renato Arba, la nuova Presidente assume il comando in un momento di grande fermento, con l'obiettivo di consolidare il club come punto di riferimento non solo sportivo, ma anche sociale e culturale della città.

Gli Obiettivi: Tradizione e Modernità

Sotto la presidenza di Vichi Binaghi, il TC Cagliari si prepara a una stagione di grandi trasformazioni. Ecco i punti cardine del suo mandato:

• Il Palcoscenico Mondiale: La sfida più immediata è l'organizzazione del Sardegna Open 2026 a maggio. Il torneo Challenger 175 è ormai un appuntamento fisso per i campioni del circuito ATP, e la nuova presidenza punta a rendere l'esperienza per il pubblico e gli atleti ancora più esclusiva.

• Innovazione e Strutture: Continua il piano di ammodernamento del circolo, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e al potenziamento dei servizi per i soci, inclusa l'area dedicata al padel e il completamento delle nuove infrastrutture.

• Valore Sociale e Giovanile: Vichi Binaghi ha espresso la volontà di rafforzare il legame con la città, rendendo il club un luogo aperto e dinamico, con un focus particolare sulla scuola tennis e sulla crescita delle nuove promesse sarde.

Un Segnale di Rinnovamento

L'elezione di una donna al vertice del TC Cagliari è un segnale forte per tutto lo sport regionale. Il circolo si conferma come un’eccellenza in continua evoluzione, dove la passione per la racchetta incontra una gestione moderna e attenta ai dettagli.

Con Vichi Binaghi al timone, il Tennis Club Cagliari è pronto a servire il suo ace più importante: quello di un futuro all'insegna dell'eleganza e della competenza.

 

G.A.

 

Il volto della Pubblica Amministrazione italiana sta cambiando, passando dal lungo inverno del blocco del turnover a una fase di rinnovamento senza precedenti. A tracciare il bilancio è il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenuto oggi a Cagliari in occasione della tappa sarda di “Facciamo Semplice l’Italia”, l'iniziativa itinerante dedicata alla modernizzazione dei servizi pubblici.

Il Ministro ha rivendicato con forza i risultati ottenuti sul fronte dell'occupazione nel settore pubblico. Dopo otto anni di paralisi nelle assunzioni, la macchina statale ha ripreso a correre grazie a procedure di selezione più snelle.

"Oggi disponiamo di un sistema di reclutamento rapido e digitalizzato — ha dichiarato Zangrillo — che ci ha permesso di inserire oltre 600.000 persone negli ultimi tre anni. È la risposta concreta alla necessità di nuove competenze per affrontare la transizione digitale".

Rispondendo alle sollecitazioni del mondo produttivo sardo, il Ministro ha sottolineato come la richiesta di una burocrazia più agile non sia un'esigenza locale, ma una necessità di tutto il sistema Paese. La semplificazione amministrativa è infatti uno dei pilastri del PNRR.

Traguardi raggiunti: In ambito europeo, sono state già attuate 450 semplificazioni mirate a facilitare la vita di cittadini e imprese.

Obiettivo: creare un dialogo con la PA ispirato a immediatezza, semplicità ed efficacia, eliminando i colli di bottiglia normativi che frenano gli investimenti.

Zangrillo ha poi toccato due punti nevralgici per la crescita del personale: la preparazione tecnica e la valorizzazione del talento.

Syllabus e Hub Territoriali: "Al mio arrivo, la formazione media era di sole 6 ore annue. Oggi siamo saliti a 40 ore", ha spiegato il Ministro. Questo balzo in avanti è stato possibile grazie al portale digitale Syllabus e alla nascita di hub formativi d'eccellenza in sinergia con le Università.

Il Ddl Valutazione: La vera sfida resta però il merito. Un disegno di legge, già passato alla Camera e atteso al Senato ad aprile, punta a cambiare radicalmente la carriera dei dipendenti pubblici. I dirigenti avranno finalmente il potere di proporre promozioni per i collaboratori più meritevoli. "Valorizzare il capitale umano è una responsabilità primaria di chi guida l'amministrazione", ha ribadito Zangrillo.

Ascoltare direttamente gli imprenditori, raccogliere le loro esigenze e costruire insieme proposte concrete per il futuro del commercio cittadino. Con questo obiettivo Confcommercio Sud Sardegna promuove un incontro pubblico con le imprese del territorio dal titolo “Confcommercio ascolta le imprese di Quartu S.E.”, in programma mercoledì 11 marzo dalle ore 9.30 alle ore 12.30 nella Sala ex Convento Cappuccini, in via Brigata Sassari a Quartu Sant’Elena.

 

L’iniziativa è rivolta a tutti gli imprenditori della città e nasce come momento di ascolto e confronto diretto con le attività economiche locali, con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni, criticità e proposte utili a individuare azioni concrete per il rilancio del comparto commerciale.

 

L’appuntamento si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento e rilancio dell’ufficio zonale di Confcommercio a Quartu, con l’intento di consolidare il ruolo delle imprese nel tessuto economico cittadino, potenziare i servizi a disposizione degli associati e rafforzare il dialogo con l’amministrazione locale e con le istituzioni del territorio.

 

L’incontro rappresenta quindi un’occasione importante per gli operatori economici di Quartu Sant’Elena per portare la propria voce, condividere problematiche e contribuire alla definizione di strategie comuni a sostegno del commercio e delle attività di servizio della città. 

 

 

 

9.30 

 

Saluti istituzionali e apertura dei lavori Marco Mainas - Presidente Confcommercio Sud Sardegna

 

Graziano Milia - Sindaco di Quartu Sant Elena

 

9.40 - 10.00

"Ascoltare per crescere: lo Sportello di Ascolto e le nuove azioni di Confcommercio per le imprese del territorio"

Marco Mainas - Presidente Confcommercio Sud Sardegna

 

10.00 - 10.20

 

"Il ruolo dell'Amministrazione Comunale nello sviluppo del commercio locale: strumenti, progetti e opportunità"

Graziano Milia - Sindaco di Quartu Sant'Elena

 

10.20 - 10.40

 

"Credito e crescita: le misure del Banco di Sardegna a sostegno delle PMI del territorio"

Nicola Obino - DR Sud Sardegna Banco di Sardegna

 

11.00 - Coffee Break

 

11.15 - 12.30

 

Question Time e Tavola Rotonda

"Imprese e istituzioni a confronto: bisogni, proposte e soluzioni per

Quartu Sant'Elena"

 

Modera: Giuseppe Scura - Direttore Generale Confcommercio Sud Sardegna

Con la partecipazione di: Marco Mainas, Graziano Milia e Nicola Obino

 
 
 

La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, interviene sulla mobilitazione contro il ddl Bongiorno e sulla proposta di modifica dell’articolo 609 bis del Codice penale, che sostituirebbe il principio del consenso libero e attuale con quello del dissenso nella definizione del reato di violenza sessuale.

La presidente ha spiegato di non aver potuto partecipare al sit-in in Consiglio Regionale, organizzato dal Coordinamento femminista e transfemminista, per impegni istituzionali già programmati e ha espresso la propria attenzione verso la mobilitazione in corso.

“Per impegni istituzionali pregressi - ho partecipato alla conferenza sociosanitaria ad Oristano - oggi non ho potuto essere accanto al Presidente Comandini, e parlare con la delegazione del Coordinamento femminista e transfemminista.

Seguo con grande attenzione la mobilitazione contro il ddl Bongiorno, da donna e da Presidente donna”, ha dichiarato Todde.

“La proposta di modificare l’articolo 609 bis del Codice penale sostituendo il principio del consenso libero e attuale con quello del dissenso è una scelta che cambia profondamente il modo in cui il nostro ordinamento guarda alla violenza sessuale. Spostare il baricentro sul dissenso significa invece tornare a chiedere alle vittime di dimostrare di essersi opposte, di aver detto no nel modo giusto, di aver resistito abbastanza. Ancora una volta una vittimizzazione secondaria che pesa sulle spalle delle donne che subiscono violenza”, ha puntualizzato la presidente. 

“Non possiamo assolutamente accettare passi indietro: senza consenso è sempre violenza”.

L'8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, Cagliari ha ospitato la SoloWomenRun, un evento che ha celebrato il traguardo della decima edizione con numeri straordinari: oltre 16.000 iscritte e 55 gruppi partecipanti. La manifestazione, che coniuga sport, solidarietà e condivisione, ha visto un suggestivo "serpentone rosa" snodarsi dalla Fiera fino a Piazza Yenne.

Oltre al massiccio coinvolgimento dell'area metropolitana, il 50% delle iscritte è arrivato da tutta l'isola (Sulcis, Oristanese, Ogliastra), con presenze significative anche da oltre Tirreno e dall'estero (Belgio, Spagna, Portogallo e Germania).

L'orgoglio dell'ASD CRA Regione Sardegna

In questo contesto di festa e sport, spicca con particolare rilievo la partecipazione della rappresentanza delle dipendenti della Regione Sardegna, appartenenti all'Asd Cra Regione Sardegna. Sotto la guida attenta della referente Patrizia Piras, il gruppo ha partecipato compatto, dimostrando una straordinaria capacità di aggregazione e rappresentando l'Ente in una delle manifestazioni di solidarietà più importanti dell'isola.

La loro presenza sottolinea il forte legame tra le istituzioni regionali, lo sport e i valori di coesione sociale che l'evento promuove. "Un ringraziamento speciale a Patrizia e a tutte le colleghe atlete che, con il loro entusiasmo, hanno reso questa 'scia rosa' ancora più significativa per la nostra comunità lavorativa", ha dichiarato con soddisfazione Gianni Aramu, Presidente del Cra Regione Sardegna.

L’8 marzo non è soltanto una data sul calendario ma un richiamo quotidiano al valore del lavoro femminile nella società e nell’economia. Un ruolo che si esprime ogni giorno dell’anno e che trova nell’agricoltura uno degli esempi più concreti di crescita, innovazione e capacità imprenditoriale. Un settore dove la presenza delle donne continua a rafforzarsi, contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle imprese e dei territori.
 
È il messaggio che arriva da Donne Coldiretti Sardegna, che proprio in occasione della Giornata internazionale della donna richiama l’attenzione sull’importanza dell’imprenditoria femminile in agricoltura, oggi sempre più chiamata a confrontarsi con sfide decisive come l’innovazione, la sostenibilità e la multifunzionalità delle aziende.
 
Secondo le elaborazioni Coldiretti, in Italia sono quasi 200mila le imprenditrici agricole, pari a circa il 28% delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti. Non a caso il 60% delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata.
 
In questo quadro anche la Sardegna mostra numeri significativi e in crescita. Sulle quasi 39mila imprese femminili censite nell’Isola, il 20% opera in agricoltura, mentre il 23,4% delle aziende agricole sarde è guidato da una donna. Il settore agricolo, dopo il terziario, è infatti quello più rappresentato dall’imprenditoria femminile, a conferma di una presenza sempre più radicata nel tessuto produttivo regionale.
 
“Le donne in agricoltura portano innovazione e lo stanno dimostrando costantemente nel settore – sottolinea la presidente nazionale di Donne Coldiretti Mariafrancesca Serra – spesso tornando nei campi dopo percorsi di studio e formazione diversi e integrandosi nelle aziende storiche e familiari. È proprio questa capacità di unire tradizione e nuove visioni contemporanee che consente all’agricoltura di innovarsi, puntando su sostenibilità ambientale, benessere animale e nuove forme di impresa. Le donne sono protagoniste anche nella multifunzionalità e nei progetti che hanno un forte legame con l’educazione, l’inclusione e la valorizzazione delle aree rurali, che non sono più soltanto luoghi di produzione ma anche spazi di accoglienza e crescita sociale”.
 
“Negli ultimi anni – evidenzia la coordinatrice regionale di Donne Coldiretti Sardegna Maria Gina Ledda – la forbice con l’imprenditoria maschile si è progressivamente ridotta rispetto a cinque anni fa, ma siamo ancora lontani dall’essere pienamente soddisfatte. Nel mondo del lavoro il divario resta significativo, non solo in termini di occupazione ma anche nella guida delle imprese, con una presenza femminile ancora inferiore rispetto a quella maschile e con differenze salariali che rimangono evidenti. In questo scenario però l’agricoltura rappresenta un modello da seguire: le donne che guidano aziende agricole sono in crescita costante e riescono a portare valori aggiunti importanti, dall’innovazione alla sostenibilità fino alla capacità di creare nuove opportunità nei territori. È un esempio che può diventare un punto di riferimento anche per altri settori dell’economia”.
 
“Come Coldiretti – aggiunge Ledda – crediamo profondamente nel lavoro femminile e nel ruolo della donna nel mondo produttivo. Sono tante le iniziative e le politiche che l’organizzazione porta avanti quotidianamente su diversi tavoli, compresi quelli istituzionali, per sostenere l’imprenditoria femminile e accompagnare la crescita delle aziende guidate da donne. In questo percorso Donne Coldiretti rappresenta un punto di riferimento importante, offrendo supporto, occasioni di confronto e strumenti concreti a tutte le donne che lavorano nel settore”.
 
A livello territoriale emergono inoltre dati significativi. La provincia di Nuoro si colloca al settimo posto in Italia per incidenza di imprese femminili giovanili, mentre la provincia di Cagliari è sesta a livello nazionale per nuove iscrizioni di imprese femminili, con una crescita del 5,2% rispetto al 2019.
 
Proprio per rafforzare questo percorso di crescita e di confronto, anche in Sardegna Donne Coldiretti prosegue il suo ciclo di incontri territoriali. Dopo l’appuntamento che si è svolto la scorsa settimana a Sassari, nelle prossime settimane sono previsti nuovi momenti di confronto nei territori con l’obiettivo di incontrare le imprenditrici agricole e creare sempre più connessioni con gli altri settori produttivi. Un dialogo che punta a coinvolgere tutte le donne che operano nel mondo dell’economia, dell’impresa e della società, rafforzando il valore dell’inclusione e il ruolo dell’agricoltura come comparto capace di dialogare e crescere insieme agli altri ambiti produttivi della Sardegna.

In occasione della Giornata internazionale della donna, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde interviene sul tema della parità di genere richiamando i dati che mostrano il divario ancora esistente tra donne e uomini nel lavoro e nelle opportunità.

“I diritti delle donne non sono ancora realizzati”, afferma la presidente. “Sono la prima donna a governare la Regione Sardegna. Non lo dico per celebrare un primato, lo dico perché quella ‘prima volta’, nel 2024, racconta quanto lentamente si muovono certe strutture di potere. E quanto lavoro resti ancora da fare”.

Nel suo intervento la presidente richiama anche i dati più recenti sul lavoro femminile. “Il tasso di occupazione femminile in Italia è fermo al 53,3%, quasi 18 punti sotto quello maschile. Nel settore privato le donne guadagnano in media 82,63 euro al giorno contro i 111,25 degli uomini. Un divario del 25,7%. Tra i laureati il divario arriva quasi al 40%. Le donne studiano di più, ma vengono pagate meno proprio dove hanno investito di più”.

Alla luce di questi dati la Giunta regionale ha avviato alcune misure dedicate alla promozione della parità di genere e al sostegno delle donne nel lavoro e nella vita sociale.

“Per contrastare questa ingiusta disuguaglianza e promuovere un processo di valorizzazione delle donne e del loro ruolo, la nostra Giunta ha scelto di intervenire con strumenti precisi”, spiega Todde.

Tra questi il Piano per la parità di genere della Regione Sardegna, che introduce la prospettiva di genere nelle politiche e nell’organizzazione dell’amministrazione regionale. Con il programma PARITAS, bando pluriennale da 4 milioni di euro finanziato con fondi europei FSE e FESR, la Regione sostiene inoltre le micro, piccole e medie imprese sarde nel percorso di ottenimento della certificazione della parità di genere.

La Regione sta inoltre lavorando al rafforzamento della rete dei centri antiviolenza con finanziamenti stabili, mentre la Commissione regionale per le Pari Opportunità prosegue la propria attività.

“Le donne sarde che ogni giorno tengono in piedi comunità, imprese, famiglie, spesso con meno risorse e meno riconoscimento si aspettano di più da una Regione a guida femminile. È una responsabilità che sentiamo con forza e che ci impegna a lavorare con ancora maggiore determinazione per sostenerle efficacemente”, conclude la presidente.

La presidente della Regione Alessandra Todde, su invito del Ministro Presidente della Sassonia Michael Kretschmer, ha partecipato a Berlino alla presentazione ufficiale della candidatura della Sassonia a ospitare l’Einstein Telescope insieme alla Sardegna, così come sancito nella dichiarazione di intenti sottoscritta il 12 gennaio scorso a Roma, alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

“Oggi è stata una giornata importante a Berlino”, dichiara la presidente Todde “Questa mattina ho incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Germania e nel pomeriggio abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci nella sede dello Stato della Sassonia sul progetto dell’Einstein Telescope. È un passaggio utile per rafforzare il dialogo tra territori che stanno lavorando su grandi infrastrutture scientifiche e per valutare possibili forme di collaborazione tra la Sardegna e la Sassonia”.

All’evento, svolto nella sede di rappresentanza dello Stato libero di Sassonia, nella capitale tedesca, hanno preso parte, oltre le massime autorità sassoni, l’Ambasciatore d’Italia in Germania, Fabrizio Bucci, membri del Bundestag, del Landtag sassone e rappresentanti dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), della comunità scientifica tedesca.

Dopo il benvenuto da parte del capo dell'ufficio della Rappresentanza sassone, Markus Franke, e il discorso introduttivo del ministro presidente Kretschmer, che ha confermato la ferma volontà di collaborare con la Sardegna, è intervenuta la presidente Todde.

“È per me motivo di grande orgoglio essere qui oggi a Berlino - ha esordito - ringrazio il Ministro Presidente Kretschmer e l'intero Land della Sassonia per questa opportunità. Essere qui significa che il 12 gennaio non solo abbiamo firmato un accordo, ma decidiamo di dargli seguito, promuovendo una sinergia sempre più stretta tra i nostri territori”.

“Sono Presidente della Regione Autonoma della Sardegna e mi sento profondamente sarda, italiana ed europea”, ha continuato Todde, sottolineando l’importanza che riveste, in questo come in altri contesti, la collaborazione tra le comunità politiche e scientifiche europee: “Ciò che stiamo facendo parla non solo alla scienza e alla ricerca, ma anche al mondo economico e sociale europeo. Dobbiamo promuovere la cooperazione e il dialogo. L’Einstein Telescope, il motivo per cui siamo tutti qui oggi, è lo strumento che ci permette di farlo”.

La presidente ha poi illustrato le iniziative concrete già adottate dalla Regione a sostegno della candidatura, a partire dall’investimento di 350 milioni di euro per la realizzazione del progetto e i 70 milioni già impegnati per infrastrutturare il territorio dal punto di vista tecnologico, industriale e urbanistico. Sforzo sostenuto dal governo nazionale con ulteriori 950 milioni di euro.

“Ci auguriamo - ha detto la presidente Todde - che un investimento simile venga presto deciso dai partner sassoni per sostenere, almeno a livello regionale, il progetto. La nostra regione sostiene il progetto ET con fatti e decisioni importanti: nel novembre 2025, una conferenza dei servizi ha espresso parere positivo sulla possibilità di ospitare l’ET in Sardegna in entrambe le configurazioni (triangolare o a doppia L). Ma sono convinta, come ho detto al Presidente Kretschmer e al Ministro Gemkow il 12 gennaio, che la soluzione a 2L sia la più conveniente dal punto di vista scientifico, economico e sociale. Per questo motivo, i nostri uffici hanno già incontri regolari con il personale del Libero Stato di Sassonia e vogliamo con tutte le nostre forze vincere la gara e portare l’Einstein Telescope nei nostri due territori”.

L’evento è poi proseguito con gli interventi degli scienziati Christian Stegmann (direttore del Consorzio Einstein Telescope Lusazia), Heike Grassmann, Ursula Staudinger, Harald Lück (vicecoordinatore ET Scientific Collaboration), Frank Bösenberg (CEO Silicon Saxony).

Entrambe le regioni sono candidate a realizzare l’importante infrastruttura tecnologica: la Sardegna nell’area intorno all’ex sito minerario di Sos Enattos a Lula (Nuoro), la Sassonia nel territorio della Lusazia. L’accordo strategico è stato siglato considerando l’opzione della configurazione dell’Einstein Telescope a doppia L, che prevede la possibilità di costruire due distinti osservatori gemelli, conformazione che consentirebbe all’interferometro di massimizzare la sensibilità nella ricerca dei deboli segnali gravitazionali.

In Sardegna solo 3 capoluoghi su 12 hanno approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche con delibera del Consiglio comunale, come previsto dalla legge del 1986. È quanto emerge dall’indagine dell’Associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei PEBA con la Legge 28 febbraio 1986 n. 41, ha monitorato lo stato di attuazione nei Comuni capoluogo italiani per verificare quanto il Paese sia ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione.

In Sardegna risultano in regola Iglesias, che ha approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale n. 43 del 2025, Oristano, con delibera n. 57 del 2025, e Tortolì, con delibera n. 40 del 2025. Nuoro ha adottato il PEBA con delibera della Giunta comunale n. 172 del 2025, ma il Piano dovrà ora essere approvato dal Consiglio comunale. Sassari risulta in fase di realizzazione del PEBA: con delibera di Giunta comunale n. 107 del 2025 è stato istituito il gruppo di lavoro e con delibera n. 231 del 2025 è stato promosso il documento di indirizzo per la redazione del Piano relativo all’infrastruttura stradale.

Nessuna informazione disponibile invece per Cagliari e Carbonia, che non hanno risposto alle richieste di accesso agli atti promosse dall’Associazione, e per Lanusei, Olbia, Sanluri, Tempio Pausania e Villacidro, dove sui siti istituzionali e nelle sezioni Amministrazione trasparente non risultano informazioni relative al PEBA.

Il quadro regionale mostra dunque una situazione fortemente arretrata, con la maggioranza dei capoluoghi che non ha ancora adottato lo strumento previsto dalla legge da quarant’anni o che non garantisce trasparenza su un Piano fondamentale per l’accessibilità.

A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.

“Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai PEBA – dichiara l’Avv. Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’Associazione sull’accessibilità –. In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia sono stati condannati ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi”.

«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».

Come è stata svolta l’indagine – L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it

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