Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Far west eolico, no a visioni miopi e saccheggiamenti
“La Sardegna ha bisogno, per l'ambiente e l’economia, di un sistema di produzione e consumo moderno, performante e con meno impatto possibile su clima e paesaggio” dice il consigliere regionale, Stefano Tunis
Mario Frongia
Una sensazione sgradevole e a tratti da incubo. Dettata da logiche distanti dai reali bisogni dei residenti. Un milione e mezzo di sardi infuriati che non sanno quale sarà il domani per quanto riguarda la transizione energetica. Ma sanno benissimo quanto siano pesanti le bollette, le incertezze, le manovre che celano, un giorno dopo l’altro, sguardi avidi sui territori e sui mari della Sardegna. I pirati del terzo millennio dormono poco o nulla. La risposta ai tentativi degli speculatori, in uno scenario senza norme e buon senso, sono state precise. Ma c’è da chiedersi quando apparirà la sigla The end. Con l’incoraggiante e sana raccolta di firme, le attività di protesta dei comuni, dei comitati, dalla Pratobello e dai decreti legge, si legge un filino di civile speranza. Quella che i sindaci stanno per perdere: "Non aspetteremo dicembre, vigileremo sul cammino delle norme e sulla decisione della Corte Costituzionale" hanno urlato numerosi un po' ovunque, anche ai piedi del Palazzo regionale di via Roma. Comunque la si rigiri, la situazione è incandescente. Anche perché la transizione pesa come macigno su un’intera regione. Con l’opposizione che mette i puntini sulle i. “Oramai sono all'ordine del giorno gli ammiccamenti da parte della Giunta Todde ai numerosi comitati che animano il dibattito sulla transizione energetica. Si passa - segnala il consigliere regionale Stefano Tunis - da un DL sulle aree idonee, se possibile più restrittivo della cosiddetta Pratobello, a ripetuti tentativi di approccio ai comitati. È surreale pensare a un doppio esame di due norme così simili nella sostanza che metterebbe in freezer le molte altre emergenze che la politica deve affrontare, a partire dalla sanità. L'unico modo che avrebbero le parti di arrivare ad un risultato, sarebbe quello di un esame congiunto, azzerando il breve percorso che il DL aree idonee ha fatto in commissione”. Ecco, la sanità. Un altro moloch che pare una condanna senza tempo per tutti i sardi. Ma sarà davvero cosi impossibile trovare con tempistiche umane un sistema equo e garantito, da Pula a Castelsardo, passando per Orotelli e Giba?
Visione e competenze. Le scelte politiche camminano e diventano concrete realtà se si hanno idee. Ma queste necessitano di gambe e conoscenza. In caso contrario, il dramma è granitico. “Dispiace che un tema così strategico sia vittima di tattiche di così breve respiro ed è grande il rimpianto per le opportunità che la Sardegna ha perso per le sconsiderate battaglie, della ex sottosegretaria/viceministro Todde, contro il gas naturale. Per un lustro - rilancia l’onorevole Tunis - ha mercanteggiato come il presente, la possibilità di rendere programmabile la produzione ed il consumo di energia da fonti rinnovabili, superando le centrali a carbone. Consegna viceversa la Sardegna a un futuro fatto solo di carbone e parchi di rinnovabili obsolescenti”. Parlare di carbone nel 2024 significa almeno due considerazione: precipitare nell’inferno perpetuo dell’inquinamento e dei costi. Ma anche immaginare un territorio sempre più vilipeso e arretrato, quasi una condanna per le nuove generazioni. “Viene più spontaneo a questo punto sperare che l'opinione pubblica sarda si faccia un idea più completa non solo di ciò che non vuole, ma di ciò che è disponibile a sacrificare in ragione di ciò di cui ha un bisogno imprescindibile per l'ambiente e per la propria economia, ovvero un sistema di produzione e consumo moderno, performante e con meno impatto possibile sul clima e sul paesaggio. Io - conclude l’esponente di Sardegna al Centro20Venti - il nostro movimento e credo molti altri colleghi siamo pronti a fare la nostra parte”.
Cagliari, arriva il Toro alla Domus
Alla vigilia della sfida ai granata Davide Nicola mostra il petto: “Siamo pronti per sfruttare le loro debolezze”. Luvumbo e Mina in gruppo, in ascesa la condizione di Gaetano e Zortea
Mario Frongia
Capaci di fare diverse cose, anche a seconda delle mosse avversarie. Con una quasi perfetta omogeinità del gruppo per condizione e affiatamento. Attenti nel rispondere al trittico Torino-Udinese-Bologna; “Dobbiamo trovarci pronti, queste gare serviranno per capire quanto siamo cresciuti e cosa possiamo fare” dice d’un fiato Davide Nicola. Incalzato su tifo e passioni pallonare giovanili, il tecnico rossoblù glissa. Ricorda i quattordici anni a Genova, le esperienze di Torino e il resto in giro per l’Italia. “Della carriera da calciatore non ricordo più nulla, tutto è avvenuto nel Paleozoico. Mentre da allenatore sono quello che ha preso un pochino da ciascun tecnico che ha avuto. I tifosi e le storie locali? Ho tanti amici dappertutto” glissa cyborg-Nicola. E il Toro, squadra che lo ha visto in campo e in panca? “Non penso mai al passato. Tutte le squadre sono da affrontare con la testa e la mentalità giusta. Mi concentro sulla partita”. Quasi algido, molto concentrato, seguace di un credo che vede il lavoro dei suoi e le performance del gruppo che diventano risultati, come prima missione. Forte dei quattro punti colti nella pericolosa trasferta contro Parma e Juventus, la guida del Cagliari mette in guardia sulle insidie del match di domani alla Domus. “Si, sono senza Zapata, ma Adam ha ottimi spunti, Sanabria, che ho allenato, e Vlasic sono pericolosi. Il Torino, di cui ho visto le ultime cinque partite, è quello che a San Siro ha fatto due reti all’Inter. Tutte le squadre hanno punti di forza e di debolezza. Dobbiamo cercare di lavorare bene per limitare le nostre e aggredire le loro”.
Pronti per un Toro insidioso. Con Mina e Luvumbo in gruppo (“Yerry è rientrato prima, sta bene”), i soli Wieteska e, in parte, Lapadula di poco distanti dalle potenzialità agonistiche del gruppo, Davide Nicola, piemontese di Pinerolo, non ha dubbi: “Nelle prossime tre gare sarà fondamentale farci trovare pronti. Marin? Viene dall’aver fatto bene con la Romania e dall’aver risposto presente da subentrato”. Insomma, il Cagliari è pronto per la sfida di domani - alle 18 - contro il Toro di Vanoli. Lasciate in freezer, almeno cosi dice, le emozioni, il match è delicato. “Mi piace confrontarmi con squadre di questo genere. Il passato? Definisce il presente, non vediamo l’ora di affrontarli. Ripeto, massimo rispetto per le tifoserie che ho rappresentato. Ma sono immerso nell’attualità”. Dunque, i granata e i loro 11 punti. “Competitivi e con qualità, fanno la partita anche quando le cose non girano. Hanno un baricentro molto alto, diverse strategie di gioco, usano le fasce e con duettano sia con due punte, sia con una e il trequartista”. E il Cagliari? Con il rientro senza strascichi dei nazionali, Zortea e Gaetano che hanno sollevato l’asticella della continuità e della condizione, c’è da fare i conti con il forfait di Obert. “Ma abbiamo le qualità e le idee per contrastare il Torino”. Riassestata la classifica con la vittoria al Tardini e il pari allo Stadium, il Cagliari riparte. Lo spirito e la tempra dell’allenatore stanno permeando il gruppo. Il sold out della Domus sarà utile per proseguire la marcia e tenersi lontani dalla zona calda: “Vi avevo chiesto dieci giornate per capire meglio cosa avrei potuto fare con i ragazzi. Bene, lo so fin dalla partita di Parma. La strada - chiude Nicola - è quella giusta”.
Gianfranco Zola, signore per sempre
Anche la stampa estera rende omaggio al Baronetto della Regina. Lunedi a Roma, Magic box con Ciro Immobile, Giuseppe Marotta, Hakan Calhanoglu e altri campioni, riceve il Premio Eccellenza Mediterraneo 2024
Mario Frongia
Cera una volta il calcio. Pallonate sincere, cariche di agonismo, tecnica e una piccola dose di tattica. Con passaggi feroci, legati al successo e al lavoro quotidiano. E i tifosi capivano. Adesso, le cose sono cambiate. E si marcia in un mondo diverso da quello attuale, in campo e fuori. Esasperato e drogato dal business, le smanie di potere, i magheggi, gli accordi sotto banco, il delirio di contratti fuori dall’umano. Per non parlare di una tecnologia che aiuta a metà, dei petrodollari, dei network tv, del calcio-spezzatino e dei cronisti tenuti a parte o peggio. Nel ricordare le gesta di Napoli, assieme a Maradona e Careca, quelle di Parma, con Asprilla e Minotti, l’epopea di Londra con la maglia del Chelsea, con Terry e Lampard, fino a quelle consumate a Cagliari, con Suazo ed Esposito, la giuria del Premio Mediterraneo '24 ha dovuto fare poca fatica per premiare un maestro dello sport, pulito e sincero, qual è stato e continua ad essere, Gianfranco Zola. L’attuale vice presidente nazionale della Lega Pro, lunedi prossimo a Roma riceve a Palazzo Valentini un riconoscimento alla carriera che tiene conto dei successi, delle gioie e delle fatiche indispensabili per raggiungerli. Ma se si parla dell’ex capitano in rossoblù, diventa complicato omettere quanto abbia dimostrato nel voler tornare in Sardegna, con una squadra che era finita in B e avrebbe giocato al “Manconi” di Tempio, per lasciare il Chelsea, allenato da Mourinho e candidato alla Premier e alla Champions league. “Una scelta di cuore” ha ripetuto di recente il Baronetto proclamato da Elisabetta II. Il mix irraggiungibile di talento e modestia, un portamento misurato mai oltre le righe. Con una cifra signorile e vincente di chi ha conosciuto anche momenti complessi e impattanti della quotidianità.
Ussi e Aips Europa, calcio e giornalismo ma non solo. Le ragioni del brindisi per Gianfranco Zola e la sua carriera sono state sottolineate dai presidenti dell’Unione stampa sportiva italiana, Gianfranco Coppola, e da Gianni Merlo, numero uno dell’Associazione del giornalismo sportivo internazionale. A corredo di quella che si annuncia come una serata di festa nel cuore di Roma, un insieme di figure di straordinario pregio. Il team organizzatore guidato da Dundar Kesapli, presidente dell’Associazione giornalisti del Mediterraneo e corrispondente di alcune delle più accreditate testate turche, assegna i riconoscimenti anche al presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, al centrocampista nerazzurro Hakan Calhanoglu, al centravanti storico della Lazio e della Nazionale, Ciro Immobile. Dal mondo del calcio ai palcoscenici olimpici. Il 'Premio internazionale eccellenza Mediterraneo 2024' va anche a Daniele Santarelli, ct della Turchia protagonista ai Giochi di Parigi, alla vice presidente del Coni, Silvia Salis, al presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli. Il Premio, sostenuto dalla Fondazione Artemisia, mira a promuovere e rafforzare i rapporti culturali, linguistici, religiosi, sportivi ed economici tra i paesi del Mare nostrum anche attraverso le arti e le lotte sociali. Dunque, cultura e inclusione, vicinanza e condivisione. Democratica, etica e senza confini. Su questo fronte, applausi scontati nella cerimonia di lunedi a Roma anche per il doppiatore e attore Pino Insegno, i giornalisti Paolo Liguori e Valeria Altobelli, lo stilista palestinese Jamal Taslaq, il pugile italiano Matteo Signani, il docente Hasan Tunc, il presidente dell’Amsi, Foad Aodi, gli artisti Karima Laraba e Esteban Villalta Marzi. Infine, flash e congratulazioni anche per il presidente della fondazione Mediterranean Tourism Foundation, Andrew Agius Muscat. In sostanza, una grande festa di sport, cultura e aggregazione. Il trampolino ideale, come nella visione di Dundar Kesapli e del suo team, per un abbraccio sincero e costruttivo tra popoli e visioni differenti.
InnovateHer da Crea di UniCa, Prospera women, CagliariDigital Lab e ambasciata degli Stati Uniti
Due giorni dedicati all’empowerment femminile e alle tecnologie emergenti. Confronto aperto per ricercatrici e ricercatori dell’ateneo con speaker internazionali, investitori e leader d’impresa provenienti dalla Silicon valley. Le iscrizioni alla due giorni, che si tiene in città nell’aula magna di Ingegneria, si chiudono domani, giovedi 17 ottobre
Uno sguardo proficuo verso un mondo che accomuna scienza e ricerca. E si sposa con un’imprenditoria giovane ed emergente. Con al centro le più recenti tendenze in ambito tecnologico e imprenditoriale. E un’attenzione speciale per le donne. Il tutto, in città. InnovateHer: Women’s empowerment global dummit for emerging technologies è la cornice dell’evento organizzato dal Crea UniCa (Centro servizi di ateneo per l'innovazione e l'imprenditorialità - Università di Cagliari) in collaborazione con Prospera Women. Ad ospitarlo venerdi 25 e sabato 26 ottobre, l’aula magna della facoltà di Ingegneria. Per 48 ore piccolo grande alveare di idee, energie e competenze. OnnovayeHer ospiterà ricercatrici e ricercatori dell’ateneo che potranno seguire e confrontarsi con esperti e studiosi di caratura internazionale. L’appuntamento, in linea con gli obiettivi del Cagliari digital Lab-Casa delle tecnologie emergenti, ha il patrocinio dall’ambasciata degli Stati Uniti in Italia. Ma attenzione: domani, giovedi 17 ottobre, si chiudono le iscrizioni. La partecipazione a InnovateHer prevede un numero di posti limitato. Per cui occorre registrarsi su https://crea.unica.it/innovateher/. All’interno è possibile consultare il programma dettagliato dell’evento.
Networking e formazione. “I lavori - spiega la professoressa Maria Chiara Di Guardo - sono un’occasione per esplorare e approfondire le varie tematiche con speaker internazionali, investitori e leader di settore. Ci si apre a nuove opportunità di collaborazione e sviluppo tecnologico, una delle anime del Cagliari digital Lab-Casa delle tecnologie emergenti, di cui il nostro ateneo è parte attiva. Durante le due giornate, piattaforma di networking e formazione, sono previste sessioni formative su leadership, pitching e raccolta fondi, ideali per chi volesse trasformare le proprie idee di ricerca in progetti imprenditoriali concreti”. L’evento è di portata internazionale ed è dedicato all’empowerment femminile nel settore delle tecnologie emergenti. Teso a promuovere e supportare la crescita delle donne imprenditrici e leader del settore tecnologico, fornendo strumenti concreti per superare le sfide del business globale. Tra le tematiche di rilievo Leadership e Innovazione e Startupper e Investitori Globali. Previsto un workshop su Tecnologie emergenti, con un focus su crescita delle smart cities e nell’economia verde, e un Pitching con raccolta fondi. In sintesi, una serie di opportunità per chiunque desideri trasformare idee innovative in realtà imprenditoriali di successo. (m.fr.)
Sardegna Gran Tour 2024, detta legge Guido Franchi su Enjoy One
Seconda e terza piazza per il lettone Kristaps Neretnieks su Palladium Kjv e l’austriaco Gerfried Puck su Equitron Naxcel V. Il Gran premio Csi a quattro stelle di salto a ostacoli ha scaldato il pubblico al Circolo militare generale Rossi
Mario Frongia
Un mosaico di gare mozzafiato. Sia per la presenza di oltre trenta cavalli di una bellezza imbarazzante, sia per le qualità tecniche mostrate su un percorso discretamente impegnativo e in linea con i canoni internazionali. Binomi, come si definiscono in gergo cavaliere e animale, che hanno segnato indelebilmente la tre giorni cagliaritana di salto a ostacoli. La prima edizione del Sardegna Gran Tour 2024 sigla un momento storico per la disciplina: mai prima d’ora un passaggio mondiale di questa portata era stato organizzato nell’isola. Cavalieri di otto nazioni, campioni iridati ed europei, olimpionici, i giovani e le giovani emergenti di un circuito che non regala nulla. Come Elisa Chimirri, ventuno anni e figlia d’arte reduce dal successo di Palermo, che ieri su Calandro Z, uno spettacolare esemplare dal manto argenteo, ha cullato per un attimo il sogno del podio dei migliori. Insomma, spettacolo, natura e classe. E applausi scroscianti in una cornice tirata a lucido. Con il supporto della Regione, al Circolo di via Tramontana, dal generale Sandro Branca al comandante del Centro militare di equitazione e coordinatore dell’attività equestre dell’Esercito, Marco Del Nevo, ben supportati dai rispettivi staff, hanno fatto le cose per bene. “Per noi è stato un onore e un piacere ospitare la manifestazione. L’auspicio è che questa sia la prima di tante edizioni” il commento del colonnello Del Nevo. Il Gran Premio, ritenuto “difficile” dagli operatori e anche per questo utile per misurare stato di forma e perfomance dei binomi, è stato un perfetto affresco sportivo e culturale. D’altronde, “un quattro stelle internazionale non poteva che avere queste caratteristiche” ha detto la show manager, Silvia Luise.
Spettacolo puro. Un Grand prix a cinque stelle che ha conquistato un pubblico di tutte le età. Famiglie, adolescenti, giovani amazzoni piacevolmente assieme negli impianti del Circolo militare. In un pomeriggio di sole e un contesto che ha accomunato altre iniziative di aggregazione, come la degustazione di vini sardi, cavalli e cavalieri provenienti dall’intero Continente su giganteschi tir attrezzati, con notevoli problemi di imbarco e trasporto. Ma questa è un'altra storia. E siamo al vincitore. Guido Franchi è stato l’unico a terminare il percorso base dell’arena senza errori. Una prova da dieci e lode. In sella a Enjoy One il cavaliere toscano con divisa dell’Esercito, ha chiuso al top una prestazione entusiasmante. L’ovazione degli spettatori è stata da brivido. Il successo di Enjoy-Franchi assume una dimensione amplificata anche dal valore dei contendenti. Per dire, nessuno degli avversari è riuscito a fare altrettanto. Nomi blasonati del circuito, come gli azzurri Bruno Chimirri, Emanuele Gaudiano (tra i partecipanti quello con la classifica più alta del ranking Fei), Roberto Turchetto e Filippo Codecasa sono riusciti a tenere testa al trionfatore. E anche gli stranieri, dalla slovena Nina Jovocic su Diamant’s Dream al brasiliano Arthur Gustavo Da Silva, olimpionico con il passaporto svizzero, sino al belga Franz Ducci su Lena du Grand Camp, sono rimasti alle spalle di mister Franchi. Anche per la seconda e terza piazza, il lettone Kristaps Neretnieks su Palladium Kjv e l’austriaco Gerfried Puck su Equitron Naxcel V, sono rimaste le briciole, frutto di almeno quattro penalità. Il Sardegna Gran tour 2024, montepremi complessivo 300mila euro, 106mila riservati al Gran Prix, ha aperto una piccola grande epoca in casa dei Quattro mori. Il generale Gastone Rossi, che dà il nome agli impianti del Circolo cagliaritano, sarebbe stato contento.
Turismo intelligente, dall’allungamento della stagione allo stop dello smontaggio dei chioschi in spiaggia
La mozione “balneari” Sardegna, che ha come primo firmatario Alberto Urpi, punta ad archiviare una norma vecchia di 35 anni per avere una stagione turistica non stop
Mario Frongia
Una Sardegna che cresce. Matura una consapevolezza socioeconomica diversa. Per una piena maturità culturale ci vuole ancora del tempo. Ma intanto, la marcia è incoraggiante. E confida in uno sviluppo omogeneo di un jolly tra i più importanti per occupazione e l’imprese: la solida e continua valorizzazione dei propri litorali. Un perimetro ambientale che unisce spiagge, calette e centinaia di chilometri di lungomare. Ambiti che siano frequentabili da gennaio a dicembre. Senza interruzione, con un pensiero ai movimenti dei vacanzieri che si divertono, spendono e viaggiano anche da ottobre a maggio. Un popolo che cresce e associa, alle popolazioni nordiche, da sempre in giro anche sotto la pioggia, con giubbotto e scarpe pesanti, un crescente numero di aficionados. Il puzzle metta assieme anche la sostenibilità ambientale e il clima che muta e incute riflessioni di vario genere. Ma intanto si applaude il gol: Alberto Urpi, consigliere regionale e determinato sindaco di Sanluri, ha rotto gli indugi. “Il tema dei servizi indispensabili per destagionalizzare è di vecchia data. Ma tuttora nei lidi extraurbani questo non avviene. E gli operatori e i concessionari del comparto balneari sono costretti a smantellare le strutture da novembre ad aprile. Una follia!”. Per camperisti, bikers, giovani, famiglie, l’orizzonte, se la mozione dovesse passare, del made in Sardinia cambia pelle. Il potenziale pubblico che approda nell’isola anche nei periodi meno battuti, cerca e necessita di servizi adeguati. Dunque, un volano economico da preservare e rinforzare. Da qui, il no allo smontaggio dei chioschi in spiaggia nei mesi invernali chiesto al Consiglio regionale da Alberto Urpi, Stefano Tunis e Antonello Peru di Sardegna al Centro20Venti.
Stagione turistica e legge 45. Il primo step della mozione punta alla revisione delle norme che impongono alle imprese balneari la rimozione e lo smontaggio dei chioschi dei lidi extraurbani. Il tutto fa capo alla legge regionale n.45 del 1989. Sono passati 35 anni, si vive in un presente che è già futuro, innovazione soluzioni tecnologiche dettano e impongono i tempi, la competizione è serrata, nel Mediterraneo e sono solo. Eppure, da Castelsardo a Villasimius, il settore mantiene un affanno inconcepibile. L’assist per pensare a un nuovo approccio sulla gestione dei flussi turistici fuori stagione, è lineare. “I servizi balneari sono fondamentali per offrire nelle nostre spiagge un servizio adeguato a visitatori e frequentatori anche in bassa stagione. Ma - rimarca l’onorevole Urpi - vanno tenuti in considerazione anche il turismo sportivo, i percorsi e i camminamenti religiosi, le escursioni e il trekking. Attività che si praticano tutto l’anno e che possono trovare in Sardegna sempre nuove opportunità”. Un pensiero lungo, che punta a far si che i servizi ci siano nei lidi urbani e in quelli extra urbani.
Una Sardegna con dodici mesi di primavera. La mozione, presentata all’Assemblea regionale di via Roma lo scorso 23 settembre, ha avuto da subito un consenso motivato e trasversale alle forze politiche. Il documento impegna la Giunta a rimuovere l’obbligo per le imprese balneari di smontare i chioschi presenti nei lidi extraurbani: “La norma è superata. La legge consente di mantenere le strutture solo nei lidi urbani, ciò significa che il 90 per cento delle spiagge sarde è privo di servizi da fine ottobre ad aprile. Un evidente ostacolo per l’allungamento della stagione turistica. La presenza dei servizi in spiaggia è diventata indispensabile” aggiunge il primo firmatario. Tra l’altro, l’obbligo di rimozione delle strutture, da sempre contestato dai balneari, è anche un costo insostenibile per le imprese. “Prevedere lo smontaggio dei chioschi non fa bene all’ambiente, in quanto s utilizzano mezzi pesanti in aree di grande pregio e si producono rifiuti da smaltire. Inoltre - segnalano i consiglieri Tunis e Peru - si determina un abbassamento della qualità dei servizi. Auspichiamo che il testo venga approvato quanto prima”. In breve, una mozione intelligente e di buon senso. Utile ai balneari, in cerca di uniformità operative e certezze. Ma basilare anche per l’industria del turismo. A pensarci bene, una visione che alla lunga è benefica per tutti i sardi.
Sardegna contemporanea e agropastorale al cinema con la firma di Tomaso Mannoni
Il regista cagliaritano con “Il sogno dei pastori”, primo lungometraggio di finzione, nelle sale di Cagliari e Roma. Cast d'eccezione per narrare una regione feconda e bistrattata
Mario Frongia
Quel giusto mix che sposa storia, poesia, passione. E li unisce ai tanti piccoli e grandi anfratti culturali di una terra che si ritrova, oggi come ieri, a chiedersi tanti perché. Sacrifici, rinunce, diffidenza. Ma anche orgoglio e ambizioni, spesso amputate da decisioni distanti da Campidano e Barbagia, Sulcis e Gallura. Territori ricchi di energie e abnegazione. Ma da tanto, troppo tempo, vittime di angherie e colonialismo selvaggio e indiscriminato. Quasi che i sardi fossero, e siano, cittadini di serie B. Ecco perché la visuale di Tomaso Mannoni colpisce. E va a bersaglio, peraltro in un momento particolarmente complesso qual è la questione del far west energetico, dei trasporti, della sanità, della scuola. E di come questo poker decisivo ed esistenziale, sia sotto la pelle e dentro mente e cuore dei residenti. Di certo, molto più in profondità di quanti ne discettano a distanza. “Il sogno dei pastori” disegna un arco tra fiaba e commedia. Narra e incastra paesaggi, custodisce anima e fuoco di un popolo taciturno ma di parola. Il lungometraggio, esordio nel cinema di finzione del regista, vola leggero. Con Fabio Fulco, Alessandro Gazale, Astrid Meloni e Federico Saba: volti. movenze e parole che scuotono. L’intreccio tra atmosfere rurali e Sardegna contemporanea fanno da culla alla crisi del comparto agropastorale. Con rabbia e disincanto, dialoghi severi e puntuali, il regista porta i pastori al centro del villaggio. Strozzati dal prezzo del latte, immersi in un inferno senza fine, affrontano le mille salite di un’esistenza drammatica. L'epidemia della lingua blu, ad esempio. Poi, arriva la tecnologia. Che con i social pare offrire una via d'uscita. Da qui, speranze e fantasia per eventuali soluzioni.
Lotta, tradizione, modernità. L’accento ironico di Tomaso Mannoni plana su stereotipi e luoghi comuni. Ecco Ignazio, un burbero Alessandro Gazale nei panni del pastore sardo duro e puro. Pellaccia che non cede anche se la disillusione è feroce. C’è poi Andrea. Lo scafato e truffaldino turista d’oltre Tirreno che Fabio Fulco interpreta senza esitazioni. Nel duo si inserisce Astrid Meloni - nel cast della serie Netflix “Il gattopardo”, prossimamente in onda - nelle vesti di un’Antonietta appassionata e pragmatica. “Nel Sogno dei pastori ci sono due secoli di lotte, l’attualità di uno scontro continuo con la burocrazia e la politica. C’è la rabbia del latte versato. Con l'aspetto documentaristico che stavolta resta sullo sfondo” spiega il regista. Mannoni affronta e predilige la dimensione onirica. Un intreccio narrativo che si sviluppa come una commedia classica. Personaggi inizialmente mossi da forze opposte, s’incontrano per un gioco del destino in paese, al bar, nel presente immobile della Sardegna polverosa e rurale. In sintesi, urgenze del presente per sognare insieme il modo utile a curare un processo economico malato. Tradizione e modernità che paiono fare a botte. Diffidenze, di vecchia e nuova data, più che giustificate. Ma l’analisi del regista è profonda e si spinge su territori persino inediti. Un must per chi ama il cinema di qualità. “Della commedia classica il film ha la semplicità nella quale si muovono personaggi e situazioni. L’ironia come mood, la tecnica dell’imbroglio che capovolge e risolve l’irrisolvibile”. Tomaso Mannoni prova a restituire l’incanto della Sardegna. E ci riesce. Anche grazie alle musiche di Mauro Palmas, le suggestioni della fotografia di Matteo De Angelis, la scenografia di Marianna Sciveres.
Prima cagliaritana. Sono i cinema Odissea (18 e 20.30) e Notorius (17, 19 e 21) a ospitare stasera “Il sogno dei pastori”. La prima nazionale avviene in contemporanea nelle sale di Cagliari e di Roma. Al battesimo del lungometraggio, prodotto e distribuito da Ombre Rosse Film Production e Blue Film, sostenuto da Rai Cinema e dalla Fondazione Sardegna Film Commission e con il contributo del Ministero alla cultura, oltre al regista, hanno preso parte Alessandro Gazale, Astrid Meloni, i produttori Luca Cabriolu e Andrea Di Blasio. Il film resterà in programmazione a Cagliari, per essere poi distribuito nelle sale regionali e italiane. Insomma, un bel colpo per un affresco dei Quattro mori delicato e diretto. Ottantaquattro minuti tra storia, attualità memoria griffati Mannoni. Approdato alla fiction dopo una carriera da documentarista, con una pregiata nomination ai Nastri d'argento con “The Wash”, l’autore cagliaritano è fresco di debutto al Riff, il Rome Independent Film Festival. Ma non solo. La scorsa estate è stato invitato alla Maddalena per “La valigia dell'attore” e la selezione ufficiale al festival di Richmond. Chi ha onestà intellettuale, buone intenzioni, vedute larghe e combatte per la Sardegna, sotto qualsiasi veste, farà fatica. Ma non potrà che avere la coscienza, e la fiction, a posto.
Cagliari, in cima al mondo per il salto ostacoli
Al Circolo militare generale Rossi, fine settimana d’eccellenza con ingresso gratuito per la prima edizione del “Sardegna Gran Tour” 2024. Trecentomila euro di montepremi per i grandi della disciplina. In sella anche i cavalieri isolani Gianleonardo Murruzzu e Antonio Meloni
Mario Frongia
Nella terra dell’angloarabo sardo. Tra tradizione, suggestioni e quel mix di eleganza e tecnica che accompagna cavalli e cavalieri. Cagliari e il Circolo militare generale Rossi al centro del mondo. Per la prima volta nella storia del salto ostacoli in Sardegna ecco i big internazionali della disciplina con un parterre di assoluto prestigio. Da dopodomani a domenica il fine settimana si annuncia di alto profilo per appassionati e sportivi. Con innegabili rimbalzi anche per sul fronte della visibilità del capoluogo regionale, della professionalità dei militari, di un universo che ruota con orgoglio, passione e competenza attorno a cavalli di una straordinari bellezza: “Si dice che se il cavallo compie un salto non al top la responsabilità sia del cavaliere” spiega con un filo di sana ironia Sandro Branca. Il generale presiede il comprensorio di via Tramontana. Tra venerdì e domenica sarà in sella. “Un evento di questa portata accende le attenzioni di migliaia di partecipanti. Basti dire che nel nostro ultimo appuntamento abbiamo avuto circa cinquemila partecipanti e il montepremi era dieci volte minore”. E siamo al dunque. La manifestazione organizzata da EquiEvent Asd con il contributo della Regione e in collaborazione con Anac Sardegna, ha per cornice il concorso CSI4* con Course designer Uliano Vezzani. “Parliamo di uno specialista tra i migliori al mondo. A contendersi il concorso ci saranno olimpionici come gli austriaci Gerfried Puck e Christoph Obernauer, reduci da Parigi 2024, il brasiliano Arthur Gustavo Da Silva, in sella ai Giochi olimpici di Atene 2004, il lettone Kristaps Neretnieks, in carriera le Olimpiadi di Tokyo 2020. Per l’Italia gareggiamo gli appuntati dell’Arma dei carabinieri Emanuele Gaudiano (Olimpiadi di Rio 2016 e di Tokyo 2020) e Bruno Chimirri (Atene 2004). Al via della prima edizione del “Sardegna Gran Tour” anche lo sloveno Luka Zaloznik, Emanuele Gaudiano, il cavaliere azzurro più in alto nella ranking Fei mondiale, i plurimedagliati Bruno Chimirri e Roberto Turchetto, il cavaliere dell’Esercito Simone Coata e il carabiniere Filippo Codecasa.
Luce alla e dalla Sardegna. “L’evento del campo ostacoli del Comprensorio dedicato al Generale Gastone Rossi, sostiene e rafforza la cultura e le tradizioni equestri nel territorio sardo. Illustri binomi - aggiunge il generale Branca - provenienti dai migliori allevamenti dell’isola e da otto nazioni si affrontano nella categoria di Salto ostacoli CSI4 stelle”. Sul prato verde del “Campo Rossi” con l’agente delle Fiamme Oro Francesca Ciriesi, campionessa d’Italia 2022, e la figlia d’arte Elisa Chimirri. Ma saranno applausi anche per Gianleonardo Murruzzu, fresco del nono titolo agli Assoluti regionali con la Società Oristanese di Equitazione, e sul giovane talento e vice campione sardo, Antonio Meloni, cagliaritano di vent’anni. Ulteriori motivi d’orgoglio anche per Bruno Perra, presidente del Coni regionale: “Ospitiamo un concorso ippico internazionale che ci dà prestigio e ci inorgoglisce”. Silvia Luise spiega: “La mia famiglia è molto legata alla Sardegna. Realizzare un evento di questa portata ha comportato qualche difficoltà sul fronte dei trasporti, ma abbiamo perseguito l’obiettivo con grande determinazione e impegno. Il concorso sarà una grande festa dello sport equestre e un’occasione per far conoscere questa terra unica al mondo”. La Show director del “Sardegna Gran Tour” e co-founder di EquiEvent, associazione promotrice presieduta dal padre Giuseppe, ringrazia Regione, Associazione Arma di Cavalleria Anac Sardegna e Commissione locale Sardegna. La famiglia Luise, imprenditori veneti innamorati dei cavalli, hanno scelto l’isola come loro “casa del cuore: mio marito è sardo, mio figlio Alessandro è nato a Cagliari. Da qui l’idea del concorso in una città che diventa affascinante vetrina del salto ostacoli internazionale”.
Domenica 13 ottobre il clou dell’evento. La kermesse si apre venerdì 11 e si chiude domenica 13 ottobre. Con cavalieri di Austria, Belgio, Germania, Italia, Lettonia, Macedonia del Nord, Slovenia e Svizzera, le gare si svolgeranno dalle ore 10 alle 17 nella Grass Arena del "Campo Rossi”, fresca di restyling. Il CSI4* è valida per la Longines ranking Fei (Fédération equestre internationale). Lo spettacolare Grand Prix, montepremi di 106mila euro, è il cuore della manifestazione. News e orari su www.equievent.it). “Abbiamo lavorato sodo per il concorso, migliorando strutture e campi. Abbiamo curato anche l’accessibilità per le persone disabili. Sono certo gli olimpionici e i grandi binomi del salto ostacoli internazionale, sorprenderanno il pubblico per eleganza e preparazione tecnica” rimarca Sandro Branca. Infine, segnalazioni per le giovani star al “Sardegna Gran Tour”. Si va dall’atleta dell’Esercito Guido Franchi ai fratelli Francesco e Lorenzo Correddu, nati in Sardegna ma lombardi d’adozione.
Pareggio d’oro allo Stadium
Il Cagliari blocca la Juve, si difende con ordine, le mette paura e porta a casa un punto prezioso. Applausi per Davide Nicola: il tecnico a Torino mostra coraggio e saggezza
Mario Frongia
La Juve stanca per il turno di Coppa, vinto in rimonta e con l’uomo in meno a Lipsia? Una squadra terza in classifica che aveva la propria porta imbattuta in campionato? Vlahovic, Yildiz e Conceicao, tridente anomalo ma tra i più quotati della A e non solo? L’intuito di Thiago Motta, architetto di un Bologna che gioca la Champions e designer juventino obbligato a vincere e convincere? Le domande sul pareggio prezioso strappato dal Cagliari allo Stadium sono tante. Forse, troppe. Per la chimica di uno dei giochi più appassionanti del pianeta - nonostante i tanti improvvisati che pensano di entrare per il business e sanno a malapena mettere i piedi sporchi di fango sul tavolo -, dopo sette turni quel che conta e aver mostrato personalità e coraggio. Sì, il dna del tecnico. Un signor Davide Nicola. Con buona pace delle etichette (“può allenare solo subentrando” la meno simpatica) e pur tenendo i piedi per terra: c’è ancora tanto da fare e bastano tre partite storte per rivederlo sulla graticola. Intanto, i fatti. Parliamo di uno che ha difeso i suoi dopo il secondo tempo mediocre contro il Como, il poker subito dal Napoli, la sconfitta di Lecce in dieci contro undici per un’oretta. Lo stesso che non ha cercato attenuanti dopo la non-partita contro l’Empoli alla Domus. Il tecnico ha chiesto dieci gare di rodaggio. Per capire se gruppo, singoli e club fossero all’altezza del progetto. L’esame l’hanno passato in pieno solo i tifosi, encomiabili, come sempre. Nel merito, pensare, visti i precedenti, che abbia toccato palla tra rinnovi, cessioni e acquisti, è infantile. Si è fidato, voleva mettersi alla prova in una piazza allettante. Ma questo in serie A, e a Cagliari, quasi mai è stata una scelta felice. Si vedrà. Intanto, le dieci gare di fiducia se le è conquistate sul campo.
Tattica, uomini, mercato. A Torino fuori Luvumbo, dentro Augello. Dopo i fasti di Parma, è parsa una scelta rinunciataria, visto il quoziente di spinta degli esterni e la barriera difensiva - pur senza Bremer - dei padroni di casa. È andata diversamente, soprattutto per la posta in gioco. Il Cagliari ha saputo aspettare, Scuffet ha usato i guanti (Koopmeiner, Vlahovic e poco altro). Ha subito un rigore dubbio: ma sia chiaro, le regole sui tocchi di mano in area sono queste. Quel che conta davvero è la chiamata Var da tutti e per tutte. Poi, alle consuete riunioni con l’Associazione arbitrale, allenatori, capitani e vice vadano a dire nel modo giusto la loro. Il bersaglio della fiera - a farla molto sintetica - è il gol. Senza, ci si diverte molto meno. Ieri, Juventus-Cagliari sarebbe finita 0-0. Confermata la diga nella tonnara di mezzo (Adopo e Makoumbou, con qualche tocco in meno e qualche verticalizzazione in più) il gruppo, chiuso dietro e lesto nel provare a ripartire, ha retto le pressioni bianconere. Obert ha chiuso tra i migliori, mentre pare un tantino indietro Zortea. Anche per Gaetano e Prati la sosta è un’ottima medicina. Ma lascia perplessi il non poter dare il cambio a Mina: dopo un’ora il centrale, autore di una prova perfetta, è a rischio. La domanda è: quali sono le condizioni di Palomino? Comunque, è meglio non distrarsi. I 6 punti in sette gare sono il bottino rossoblù, dopo quattro match in casa e alcuni scontri diretti da cui ci si sarebbe aspettato di più (Como, Lecce, Empoli). In breve, da media retrocessione. “Il nostro obiettivo è la salvezza” replica Nicola. E fa molto bene a precisarlo. Il Cagliari ha una qualità tecnica della rosa che non lascia tranquilli. Acciacchi, infortuni, carta d’identità e conseguente tenuta atletica, sono alcuni temi da tenere presente per una corsa che non lascia tranquilli almeno otto società. Viene facile tenere fuori dal mazzo il Monza attuale: Adriano Galliani a gennaio, se servisse, ha mezzi e capacità per colmare le lacune. In casa rossoblù no: perché se così fosse stato, non ci sarebbe stata la necessità di salutare in tutta fretta Dossena e Sulemana, dare l’addio a Nandez senza ricavare un euro, abbandonare Oristanio. E provare a vendere tutti i “vendibili”, per entrare senza soldi, leggasi Indice di liquidità, alla fiera estiva del compravendi. Adesso, riposo, lavoro e testa al Torino.
Davide Nicola. "Parma in archivio, si guarda avanti"
Cagliari in casa Juve all'ora degli spaghetti. Il tecnico, dopo la prima vittoria in campionato, taglia corto. "Vincere fa sempre bene, allo Stadium vogliamo dare il massimo"
Mario Frongia
La prima settimana con un mezzo sorriso. Il primo vero test con una grande fuori casa. La ricerca della continuità. Il Cagliari di Davide Nicola e uno sguardo che vada più a fondo delle facili apparenze. Se il 3-2 in rimonta a Parma, dopo essere stati in vantaggio, è miele per gambe e testa del gruppo, la sfida alla Vecchia Signora sul proprio terreno è un'asticella che sale. E di molto. "Mi piacerebbe fare un risultato importante" dice il tecnico rossoblù, solitamente abile e attento oratore, ma stavolta sforna un timido replay di Massimo Catalano e delle fulminee ovvietà agli ordini di Renzo Arbore in Quelli della notte. Ci sta. Lo Stadium chiede altro. La Juventus di Thiago Motta non lascia spazi, ha negli esterni e nelle imbucate, un po' come il Parma, le doti migliori. Oltre a tecnica, organizzazione, individualità, una rosa di profilo europeo. Ma il Cagliari non può partire battuto. Out Jankto, Wieteska, Lapadula e Pavoletti, domani a Torino - 12.30 Dazn - sono probabili modulo e mediana fotocopia del Tardini. Quindi, trequartista e due punte con Adopo e Makoumbou in mezzo al campo. Ma non si escludono sorprese. Che dipendono dalla condizione di Gaetano, Mina e Marin. Davide Nicola lo dice chiaro: "Mi interessa un discorso che comprenda la partita che si deve affrontare. La squadra si sta allenando bene, l'approccio è quello giusto e di questa prima fase, cancello solo la partita con l'Empoli”.
Principi di gioco. "Gli errori da non ripetere? Il discorso è più ampio in funzione della gara che faremo. Mi piace il modo in cui la squadra si sta allenando e come ci approcciamo alle gare. Ho chiaro l’obiettivo ma richiede tempo e lavoro. Limitare la Juve? In genere, i principi di lavoro valgono per qualsiasi avversario. Ma non scordate che le situazioni di gioco cambiano in poco tempo in tutte le gare. Abbiamo acquistato consapevolezza ma su questo fronte dobbiamo migliorare nel saper leggere l’azione, occupare lo spazio, fermare gli avversari e scegliere il tipo di giocata giusta". L'allenatore dei Quattro mori è focalizzato sul bersaglio, dare al gruppo forza e spirito per stare distanti dalle ultime tre posizioni. E siamo alla Juve. "Ha qualità, è organizzata, attraversa un momento importante. Andiamo lì convinti di poter esprimere il nostro potenziale. Li abbiamo studiati, ha giocatori abili individualmente, che fanno bene entrambe le fasi. E - rimarca Nicola - non hanno mai subito gol". Una ragione in più per essere motivati. I dettagli? "Dovremo giocare tranquilli e veloci quando avremo la palla, cercare di aggredirli alti. Daremo il meglio da noi stessi".
Singoli e passato. Al Genoa Davide Nicola è subentrato a Thiago Motta, esonerato. “Ho mantenuto le mie convinzioni, il tempo porta ad acquisire esperienza nell’ambiente in cui ti trovi. Vale per gli allenatori così come i giocatori” taglia corto il tecnico. Per il resto i cenni a Prati ("In panca, sta recuperando") e Felici: “Ognuno ha il suo processo di crescita, deve completare l'adattamento alla categoria". Su Piccoli e Zortea poche storie: "Il paragone di Piccoli con Vieri lo lascio ad altri. Zortea sta entrando in forma. In genere, se un giocatore fa bene significa che il collettivo lo ha aiutato”. Si chiude con Viola-Gaetano: “Nicolas stava bene, a Parma serviva uno con le sue caratteristiche. Possono giocare insieme con un modo di stare in campo diverso che non cambia lo spartito di sviluppo”. Per Thiago Motta, reduce dalla vittoria in rimonta e con l'uomo in meno in Coppa a Lipsia, pesano le assenze di Bremer e Nico Gonzalez. Ma cresce l'idea di Conceicao dal via.
