Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Cagliari, sprint vincente a Parma
Prima vittoria esterna con l’addio alla coda della classifica. Fiducia, coraggio e attenzione del gruppo per un 3-2 che conduce alla trasferta di domenica con la Juve
Mario Frongia
Un balzo che in pochi si aspettavano. Eccetto Davide Nicola: “Non eravamo in un periodo delicato” precisa a caldo l’allenatore del Cagliari. I rossoblù - reduci in campionato dalla debacle casalinga con l’Empoli - hanno tirato il cazzotto che serve al momento giusto e nel luogo giusto. Il 3-2 nella coda di una partita persino bella, al Tardini con il Parma, è un piccolo grande elisir di lunga vita. Piaccia o meno alla pretattica sorridente del tecnico, i 3 punti non solo permettono di lasciare l’ultimo posto al Monza, ma conducono Piccoli e soci al sedicesimo posto. E sono la cifra di un gruppo che sa cambiare pelle. Pelle, cuore e testa. E questo, senza dubbi, è merito di Nicola. Artefice coraggioso nel cambiare modulo e nel lasciare in panca Marin, che lo ha ricambiato con un gran gol da subentrato, Deiola e Augello. Nel Cagliari corsaro in Emilia è riapparso il trequartista. Viola, un’ora di tocchi e idee, poi benzina finita. Ed ecco Gaetano, ancora lontano dai suoi standard. Ma la grande mossa tattica viene dalla tonnara di mezzo: Adopo e Makoumbou, che senza i tocchi in più sarebbe perfetto o quasi, sono stati i mediani della svolta. Pressing alto, esterni ben presidiati, continuo raddoppio e attenzione sulle prime palle. Con Luvumbo finalmente largo e Zortea riconoscibile (gol dell’1-0, tempismo e inserimento), appare un gruppo che sa cosa fare quando ha la palla tra i piedi. E anche quando passa agli avversari. Se poi Mina e Luperto difendono senza sbavature e anche Zappa raddoppia la concentrazione, ecco che c’è Piccoli a chiudere il match, pareggiato su rigore dai padroni di casa, all’87’.
Vittoria e sorpasso. Con 5 punti in sei gare, appena sotto la media salvezza, la macchia delle quattro gare in casa e delle sconfitte di fila, il Cagliari ha ritrovato nella notte emiliana l’assist per stare in fila. E rimettere luce nella classifica. Il grande merito va la tecnico. Fiducia in ascesa, determinazione pure. Con il tecnico piemontese che arriva alla prima vittoria stagionale prima del maestro Claudio Ranieri. “Una vittoria meritata. Abbraccio di gruppo con l’allenatore, seguiamo Nicola” ha detto Piccoli. Squadra tonica, dunque. Per il ritiro e per la vittoria in Coppa con la Cremonese? Può darsi. Certo che il tonfo su tutti i fronti con l’Empoli non è stato da poco. Ma i rossoblù si sono rialzati. E si sono rimboccati le maniche. Voglia di combattere e personalità, elementi chiave di qualsiasi riscossa. La novità tattica, con il 3-5-2 che sta fuori per un più congeniale fronte offensivo con il falso nueve - Viola finché ne ha, Gaetano appena è al top - è l’approccio che piace. “Siamo stati bravi a tradurre in gol le tante azioni offensive” ha aggiunto il tecnico che in settimana aveva ricordato che il Cagliari è tra le squadre della A con una percentuale di tiri elevata.
Coraggio e ordine. “Sappiamo che ci sarà da soffrire. Ma lo faremo con coraggio nell’attaccare e con ordine nel difenderci” il mantra dell’ex allenatore di Torino, Crotone e Salernitana. Basterà? La tifoseria, ricompattata dal successo fuori casa, ci spera. Lavoro e ancora lavoro sono il menu del gruppo. Il riacquistare la piena disponibilità delle pedine acciaccate - a Parma senza Prati, in rientro, Lapadula, Pavoletti, Jankto e Wieteska - è altro passaggio chiave. Ma adesso occhio a non cadere nella trappola. Domenica allo Stadium i rossoblù incrociano la Juventus all’ora degli spaghetti. A seguire, dopo la sosta, riecco la Domus con il Torino. Ma sarebbe sciocco guardare la classifica e gli avversari. Adesso, la testa va alla Vecchia Signora. Match delicato, comunque lo si affronti. Ma se vincere aiuta a stare meglio, quel che serve è avere una fame da lupi e dimenticare il 3-2 rifilato al Parma. Davide Nicola sa cosa lo aspetta.
Sharper, festoso e riuscito happening tra scienza e ricerca
L’Università di Cagliari e una Notte da non scordare. All’Exma l’evento che ha sposato capoluogo regionale, accademia e futuro. “Siamo al servizio delle nuove generazioni e dei cittadini” ha detto il prorettore Fabrizio Pilo
Mario Frongia
C'erano anche i Ris dei Carabinieri e la Polizia scientifica. Con tanto di slide, video, illustrazioni e oggetti tratti da indagini con al centro omicidi e rapine. Ma anche i sindaci di Cagliari e Monserrato, Massimo Zedda e Tommaso Locci, hanno partecipato a quella che un tempo non lontano è stata battezzata “Università diffusa”. Circondati da un centinaio tra ricercatrici e ricercatori. Più decine di bambine e bambini affascinate da esperimenti con l’acqua, figure cangianti, bilancini, computer, microscopi elettronici. Tra proiezioni, biglie, puzzle, cartoncini. I colori di un mondo incantato. Nel cuore di Cagliari, in una serata afosa apertasi nel primo pomeriggio e chiusasi a notte fonda. Per gli operatori coordinati dalla Direzione ricerca, uno spicchio di umile e orgogliosa soddisfazione. Sharper è stato un film interessante. Curioso, aperto, inclusivo. Adatto e trasversale alle varie anime del sociale e dei tanti che hanno voluto saperne di più. All’Exma, con l’Università del capoluogo, immersi in un piccolo grande viaggio tra le pieghe della formazione avanzata. Un mix di sapere e conoscenza che ha incrociato la quotidianità. “Non siamo una torre d’avorio, né viviamo in una campana di vetro. Siamo vicini ai giovani e alle loro famiglie. Sharper per le nostre politiche di engagement è stato e rimarrà un fondamentale passo avanti” ha ben detto la prorettrice Ester Cois. Il filo verde trova compatto e performante lo stato maggiore dell’ateneo. I 404 anni dell’Accademia si sono librati leggeri nel cielo del capoluogo regionale. La scaletta con i talk su diritti - con gli applausi preoccupati per un tribunale in cui potrebbe svettare anche il giudice-robot! -, miniere e detriti tossici, chimica verde, informatica (hacker e bullismo cibernetico incluso!), diseguaglianze di genere, economia circolare, transizione energetica con tanto di indicazioni da tenere a mente: far partire la lavatrice alle dieci di sera non è più una genialata. In breve, nel posto giusto e al momento giusto. Anche per un progetto che ampli l’insegnamento della storia e delle potenzialità dell’isola. Portando sul tavolo, per dire, quella sarda. L’elenco delle bellezze scientifiche e la loro narrazione, è stato lungo e incoraggiante. Sharper ha messo in vetrina aspetti e dinamiche per lo più sconosciute su ambiti disciplinari variegati. Insomma, un happening genuino per la comunità accademica, i partner, gli oltre trecento tra docenti, volontarie e volontari a disposizione di un pubblico numeroso. attento e partecipe.
Slancio accademico e passione. “Sharper è anche un modo per avvicinarci ulteriormente ai nostri allievi e alle loro esigenze. La Notte delle ricercatrici e dei ricercatori serve per coinvolgere, favorire il confronto, dare forza al lavoro quotidiano, specie sul fronte della Terza missione” ha aggiunto il prorettore vicario, Gianni Fenu. “Vicinanza e attenzione per le necessità del territorio e il benessere dei cittadini, passano per l’insieme delle filiere di ricerca. Siamo strafelici per aver coinvolto così tanti cittadini e per aver offerto un pomeriggio diverso, che testimonia quanta passione sia indispensabile per un ricercatore, alle famiglie e ai tanti allievi delle scuole dell’obbligo” ha puntualizzato Fabrizio Pilo, prorettore Innovazione e territorio. “Un contesto di straordinaria vitalità, fondamentale per rafforzare l’educazione e i valori insiti nella scienza e nella democrazia” ha rimarcato la farmacologa Micaela Morelli, già prorettrice per la Ricerca e vice presidente della Fondazione di Sardegna.
Il ring del sapere tra via Sonnino e via San Lucifero. Con un soffio di musica new wave per colonna sonora, centinaia di palloncini, maglie rosse e il brand con la civettona nera di Sharper, gli stand e le connessioni con altri dodici atenei, venerdì 27 settembre è stato pratica e teoria di un canovaccio moderno e inclusivo. Di pari passo, attuale e volto al domani. E pazienza per i 33 gradi che hanno fatto sbuffare relatori e ospiti. Negli spazi del vecchio mattatoio, proposte e percorsi multidisciplinari diretti alle nuove generazioni. Tecnologie innovative, economia circolare, clima, qualità della vita, fonti rinnovabili ed energia. Spazio anche a spigoli e meandri dell’Intelligenza artificiale. Ben accompagnata dagli interventi su sicurezza, mare, ambiente, storia, architettura. Discipline “avvicinate” con giochi interattivi, test, mini lezioni e un bel sorriso. Finanziato da Commissione Europea e Fondazione di Sardegna, l’evento ha avuto al via Inaf, Istat, Airc, ScienzaSocietàScienza, Sardegna Ricerche-10Lab, InFn, UniCa radio, Polo universitario penitenziario, Polizia e Carabinieri. Un momento che è stato sintesi e cornice di una visione solida e mirata. Con il benessere delle comunità per obiettivo. D’altronde, se l’acronimo della manifestazione (Sharing researchers’ passion for education and rights) mette in gioco conoscenza, diritti, educazione e passione, non poteva che andare così. I linguaggi utilizzati, accessibili e fruibili su vasta scala, hanno reso scienza e saperi a portata di mano. Con interessanti rimbalzi mediatici, Sharper è stata condita da apprezzati pre-eventi con visite e seminari. Di assoluto pregio, quelli dei ricercatori dell’ateneo di Cagliari in alcune scuole secondarie e ai penitenziari di Uta e Massama. Ma l’agenda pre-Notte ha offerto visite guidate alle collezioni museali d’ateneo, alle cere anatomiche di Clemente Susini e ai musei di fisica e zoologia. Apprezzati anche i laboratori per bimbi nella cornice dell’Orto botanico e le mostre dedicate all’architetto Paolo Portoghesi allestite nel museo universitario di arte e cultura contemporanea (Muacc) e nell’aula “Stefano Asili”. Queste ultime saranno visitabili sino al 22 novembre. In breve, un affresco interattivo stringente e attuale. Che non ha lasciato nessuno a terra e ha avuto un pensiero per gli ultimi, che si tratti di didattica o socialità. L’input adatto per crescere e maturare con intelligenza. E se poi si scopre, piacevolmente sorpresi, che il rifacimento del manto stradale si può fare con il guscio delle cozze, l’assist è servito. È la scienza, bellezza, si potrebbe dire parafrasando Humprey Bogart.
A Cuglieri i campioni del tiro con l’arco
A Torre del Pozzo sono stati assegnati i titoli italiani individuali e a squadre. Brilla anche la Sardegna con i club di Uras, Sardara, Torres, Nurachi e Olbia
Mario Frongia
Tre giorni speciali. Dedicati alla disciplina che accomuna tecnica, determinazione e tanto lavoro. Poi, per quanti amano la storia e i suoi interpreti, c’è un filo che mette assieme storia e tradizioni. Torre del Pozzo, una manciata di chilometro da Cuglieri, ha ospitato i campioni di tiro con l’arco. In calendario da giovedì scorso a oggi il Campionato italiano 3D. In palio i podi individuali Under 20 e Over 20 delle divisioni Arco nudo, Arco istintivo, Longbow e Compound. Insomma, roba sofisticata e da specialisti. Ma anche quel genere di pathos che mette assieme amatori e sportivi di varia estrazione. La manifestazione organizzata dagli Arcieri Uras in collaborazione con il Comitato Fitarco Sardegna e il supporto di altri club isolani, ha visto in gara molti degli arcieri che domani partono per Mokrice. La Slovenia è la culla della rassegna iridata 3D, specialità nella quale l'Italia eccelle: il primo posto nel medagliere ottenuto ai Campionati europei 2023 di Sansicario e ai Mondiali 3D di Yankton (Usa) del 2022.
E siamo a Cuglieri. Interrotte per il buio le sfide per medaglie di bronzo e oro, oggi è stato definito il podio a squadre Over 20 maschile. Il terzo oro a squadre dopo i successi 2011 e 2015, l’hanno messo al collo gli Arcieri Fivizzano (Bellotti, Gallo, Pontremolesi) che hanno la meglio sui campioni uscenti Arcieri delle Alpi (Lazzaroni, Seimandi, Vieceli). Bronzo agli Arcieri Tigullio (Baldini, Godano, Noceti), vincenti sugli Arcieri Costa Etrusca (De Pietro, Fani, Rossi). Tra i titoli a squadre ieri oro femminile per Sagitta Arcieri Pesaro (Donati, Giorgetti, Marcaccini), di un filo all'ultima piazzola su Arcieri Città di Pescia (Crocioni, Pennacchi, Sacchetti). Terzo gradino al trio Arcieri dell'Airone (Clerici, Desilvestri, Maffiuletti) su Sardara Archery Team (Angius, Masala, Nioi). Tricolore maschile giovanile per Arcieri Altopiano Piné (Avi, Giovannini, Maccarinelli) su Arcieri dell'Airone (Medina Cerrato, Scudeller, Tironi). Terzo posto per gli Archi del Grande Falco (Manca, Mazzi, Romano) vincenti sui padroni di casa degli Arcieri Uras (Nalli, Onali, Pinna). Anche il tricolore femminile va agli Arcieri Altopiano Piné (Maccarinelli, Melchiori, Sitkevich) su Polisportiva Pegasus (Griguoli S., Griguoli D., Toscano) 86-77. Bronzo agli Arcieri Uras (Cotza, Delunas, Mura) che vincono 59-40 il derby sardo con gli Arcieri Torres Sassari (Figus, Pilo, Sanna). Titoli individuali Over 20. Nel Compound il campione uscente Marco Bruno (Fiamme Azzurre) conferma l'oro su Paolo Pockaj (Asd Zarja). Raffaele Gallo (Arcieri Fivizzano) terzo su Giusto Magrelli (Arcieri del Medio Chienti). Tra le donne fa il bis Irene Franchini (Fiamme Azzurre) per un punto (39-38) su Ilaria Spanu (Arcieri Uras). Bronzo per Elisa Baldo (Arcieri Decumanus Maximus) su Anna Puricelli. Nell'Arco istintivo Giuliano Faletti (Arcieri delle Alpi) vince l’oro su Luca Rossi (Arcieri Costa Etrusca). Terzo posto per Ivano Lolli (Le Frecce di S. Margherita) su Massimo Cavanna (Aga). Tra le donne vittoria di Michela Donati (Sagitta Arcieri Pesaro) su Barbara Pagliuca (Arcieri Costa Etrusca). Erminia D'Agostino (Arco Club Capri) prende il bronzo su Simonetta Graziani (Arcieri della Volpe Bianca). Nell'Arco Nudo Alessio Noceti (Arcieri Tigullio) vince il titolo su Giuseppe Seimandi (Fiamme Azzurre). Bronzo per Alessandro Morini (Ypsilon Arco Club) su Simone Barbieri (Malin Archery Team). Nel femminile la campionessa in carica Cinzia Noziglia (Fiammo Oro) si conferma su Eleonora Meloni (Arcieri Uras). Bronzo per Rania Braccini (Arcieri Lucca) su Alia Hamoude (Arcieri Virtus).
Nel Longbow Ignazio Efisio Tiana (Asd Annuagras, Nurachi) conquista il suo primo tricolore in carriera su Alfredo Dondi (Le Frecce di S. Margherita). Terzo posto di Riccardo Bergonzi (Shadow Archery Team) su Marco Pontremolesi (Arcieri Fivizzano). Tra le donne Gabriella Sabetta (Arcieri del Molise) batte Cristina Fiorano (Le Frecce di S. Margherita) con Maria Cristina Giorgetti (Sagitta Arcieri Pesaro) bronzo su Elena Garbugli (Sagitta Arcieri Pesaro). Tra gli Under 20 nel Compound scudetto per Davide Ciaccarini (Asd Puma Riano) su Mattia Corgiat Loia (Arcieri Iuvenilia). Terzo posto per Mattia Celi (Compagnia degli Etruschi) su Omar Cecco (Arcieri del Tagliamento). Martina Del Duca (Sardara Archery Team) conferma l’oro su Sofia Morari (Arcieri dell'Airone). Ginevra Seneca (Arcieri Altopiano Piné) batte per il bronzo Sara Conci (Arcieri Altopiano Piné). Sapori di Sardegna. Nell'Arco Istintivo oro per Mattia Cabodi (Hunter Archery Team) su Tiziano Piumatti (Arclub I Falchi di Bra). Bronzo a Gabriele Arras (Arcieri Torres Sassari). Oro a Ylenia Bianchi (Arcieri della Volpe Bianca) su Asia Genovese (Arcieri Sagittario). Terzo posto per Matilde Cabodi (Hunter Archery Team) su Alessandra Schiavi (Le Frecce di S. Margherita). Nell'Arco nudo Matteo Dessì (Asd Annuagras) è d'oro su Gabriele Pizzutto (Arcieri della Fenice Fvg) e Gabriele Medina Cerrato (Arcieri dell'Airone) è bronzo su Antonio Mottola (Arcieri della Stella). Tricolore di Emma Svaldi (Arcieri Altopiano Piné) su Claudia Aluzzi (Arcieri della Stella), bronzo di Sofia Toscano (Pol. Pegasus) su Marta Malacrida (Arcieri dell'Airone). Nel Longbow oro per Flavio Manca (Archi del Gran Falco) su Edoardo Pinna (Arcieri Uras), Bronzo per Thomas Casula (Arcieri Terranoa Olbia) su Alessio Tironi (Arcieri dell'Airone). Titolo italiano di Elena Maccarinelli (Arcieri Altopiano Piné) su Silvia Porretta (Arcieri delle Due Corone). Bronzo di Emma Calcagno (Le Frecce di S. Margherita) su Deborah Griguoli (Pol. Pegasus). Titoli italiani mixed team. Over 20 Longbow. Tricolore per gli Arcieri Fivizzano (Brogi, Pontremolesi) su Sagitta Arcieri Pesaro (Giorgetti, Ambrosi). Terzo posto per Frecce di S. Margherita (Forni, Dondi) su Arcieri Torres Sassari (Bozzi, Arca). Arco Nudo, oro per Arcieri Tigullio (Noziglia, Noceti) su Arcieri Città di Pescia (Colombo, Pennacchi). Terzo posto degli Arcieri Uras (Meloni, Bandini) su Arcieri dell'Ortica (Goldoni, Figliola).
Titolo nell’Arco istintivo per le Frecce di S. Margherita (Forni, Lolli) su Arcieri della Volpe Bianca (Graziani, Macciocca). Bronzo per gli Arcieri Costa Etrusca (Pagliuca, Rossi) su Arclub I Falchi di Bra (Bo, Panero). Nel Compound oro per Arcieri dell'Airone (Maffiuletti, Tironi) su Arcieri Iuvenilia (Matzutzi, Bruno). Terzi gli Arcieri delle Alpi (Franchini, Vieceli) sugli Arcieri Grande Milano (Puricelli, Casiello). Tra gli Under 20 - Longbow, il titolo va agli Arcieri Altopiano Piné: Elena e Daniele Maccarinelli sugli Arcieri Uras (Cotza, Pinna). Nell’Arco nudo oro arco per gli Arcieri della Fenice Fvg con Monica e Gabriele Pizzutto sugli Arcieri del Falco (Carlini, Fagioli). Bronzo per gli Arcieri Altopiano Piné (Avi, Sitkevich) sugli Arcieri dell'Airone (Malacrida, Medina Cerrato). Nell’Arco istintivo Matilde e Mattia Cabodi dell'Hunter Archery Team vincono l’oro sugli Arcieri Uras (Figus, Arras). Nel Compound titolo giovanile agli Arcieri dell'Airone (Morari, Scudeller) su Sardara Archery Team (Del Duca, Melis). Bronzo agli Arcieri Altopiano Piné (Melchiori, Giovannini) su Francesca e Antonio Garofalo degli Arcieri della Stella.
Coppa Italia, il Cagliari soffre ma si prende la Juve
Lapadula risolve con una zampata la sfida con la Cremonese alla Domus. A dicembre trasferta a Torino. Ma adesso testa al campionato: per la doppia trasferta a Parma e in casa Juventus passa un pezzo importante di salvezza
Mario Frongia
Comunque la si giri, vincere fa sempre bene. E sarebbe molto importante che il Cagliari vittorioso 1-0 sulla Cremonese con fatica e sofferenze, prendesse animo dal passaggio agli ottavi della Coppa Italia. Ovvero, il 4 dicembre match in casa Juve. Ma quel che più conta è aver spezzato almeno in parte la cappa di negatività, errori, amnesie e pochezza tecnica e tattica. Quel che conta è il campionato. Lunedì nel posticipo del Tardini contro il Parma non si può sbagliare. Altrimenti tutto si complica, salvezza inclusa anche si sono giocate solo cinque partite.
Rivoluzione o quasi. Ed era prevedibile: la Coppa Italia è un dettaglio nella corsa salvezza. La partita vera, con tutto il rispetto per la Cremonese, è quella di lunedì a Parma. Dal black out con l'Empoli, dal via o subentranti, sopravvivono Zappa, Azzi, Augello, Makoumbou e Gaetano. Gli 11mila si aspettavano Viola e Pavoletti. Davide Nicola ha scelto Lapadula, con fascia da capitano. Giovannino Stroppa, primo allenatore del Monza di Silvio Berlusconi, mette in campo Milanese, Moretti e Barbieri del 2002, Antov, Saro e Quagliara del 2000. Il Cagliari schiera Obert ('02), Felici ('01), Adopo e Gaetano ('00). Dieci minuti di studio, due angoli senza esito, una ripartenza per parte. Il migliore? Il portiere Saro, piedi da mezzala, cercato spesso dai compagni. Gli ospiti sono reduci dalla vittoria in trasferta a Catanzaro, i rossoblù dalla terza sconfitta di fila con l'Empoli. La prima occasione dei sedicesimi della Coppa Italia la divora Azzi, su cross di Augello e smanacciata di Saro.Il Cagliari prende coraggio ma la Cremonese è rapida, si muove a memoria, spreca poco e riparte. Zappa potrebbe far male dall'area piccola ma il tocco all'indietro non trova battitori. Applausi per un voglioso Lapadula. Il pallino dal 20' è rossoblù. Ancora Azzi in zona gol, anticipato da Quagliara. Lapagol colpisce il palo, sinistro al volo. I lombardi provano a spezzare una sorta di assedio e scappano con ripartenze ficcanti. Pickel e Antov duettano, tiro ribattuto di Majer, off side. Risponde Felici, Saro respinge. Nicola è contento a metà. Personalità e pressione si vedono. Mancano rifinitura e tiro. Intanto, Zappa mette un tracciante in area, Moretti antcipa Lapadula. La notizia? Makoumbou, aldilà dei soliti tocchi superflui, c'è. Ma la squadra da A sembra la Cremonese, quarta in classifica, con organizzazione e velocità. Bonacina di Bergamo fischi due volte. Lo 0-0 sta stretto al Cagliari.
Ripresa vincente. La Cremonese parte a mille, Majer tira, deviazione. Il Cagliari prova a ripartire. Gaetano non si intende con Lapadula, il pubblico borbotta. Sherri para a terra un destro facile di Barbieri, scuola Juve. Anche Pickel impegna il portiere albanese che risponde in bagher. Geometrie solide e superiori,quelle degli ospiti. De Luca si gira bene ma calcia alto dal limite. Segno di un predominio netto. Nicola chiama Felici e Gaetano per Viola e Piccoli. De Luca sciupa a tu per tu con Sherri. Poi, il ribaltone: da un quasi rigore per la Cremonese la rete al 16' la stoccata di Lapadula su cross di Augello innescato da Piccoli: 1-0. A seguire, occasionissima di Lapagol, Saro impeccabile, e Piccoli, destro a lato. Il Cagliari prende fiducia. Johnsen è devastante per Adopo e Makoumbou. Quagliara impegna Sherri di testa. La reazione ospite è nitida. I rossoblù reggono. E rispondono, Zappa crossa e la palla scorre a un passo dalla riga di porta. Entrano Zortea e Luvumbo per Lapadula e Augello. Luvumbo subito in scena su disastro difensivo ospite, piattone a lato di fronte a Saro. Viola si prende la scena, mancino a giro di un filo a lato. Imbucata in off side per entrambe. Bonacina è attento. Anche Palomino su Johnsen fa buona guardia: la candidatura per partire dal via lunedì a Parma è pronta. Ancora una puntata ospite in fuorigioco, ma Sherri si fa trovare pronto. Game over e testa al Parma. Con il ritiro di Asseminello che potrebbe interrompersi.
Dramma Cagliari!
In ritiro, ultimo in classifica dopo quattro gare su cinque in casa, tre ko di fila, bastonato alla Domus da Napoli ed Empoli. Davide Nicola paga una qualità modesta della rosa. La gestione presidenziale non riesce a imbastire un progetto che funzioni. Domani test delicato con la Cremonese per la Coppa Italia
Mario Frongia
Bilancio deprimente. Prima considerazione: far finta di nulla o minimizzare su un Cagliari opaco, scarico mentalmente e fisicamente, incapace di riordinare gioco, idee - almeno quelle viste nella prima ora con la Roma e nel primo tempo contro il Como - e propositività, sarebbe deleterio. Seconda considerazione: Davide Nicola ha chiesto “dieci giornate” per capire stoffa e anima del gruppo. Le merita. Terza considerazione: la presenza del patron in sala stampa - parole, cortocircuiti, amnesie - dopo il tracollo interno con l’Empoli, visti i precedenti, non promette bene. Partiamo da qui. Tommaso Giulini si è messo in discussione o ha provato a farlo. Tono basso, lunghi minuti di considerazioni su momento, rosa, tecnico, diesse (Bonato stia in campana ancor più di Nicola!), passato, se stesso: “Devo riflettere, forse sono io il problema!”. La frase pesa. Meglio, va dritta al cuore. Ma se nel dopo Cagliari-Lazio 0-3, con Claudio Ranieri che si dimette e cambia idea solo per la vecchia guardia, con Pavoletti in testa, l’imprenditore milanese aveva detto ruvidamente, e in sintesi, che “non sono un Paperone. Se c’è qualcuno posso farmi da parte”, adesso il passaggio di mano societario, potrebbe riaprirsi. Ed è questo il punto. I si dice sono tanti, al riguardo. Dal club comprato da Cellino per 34 milioni di euro, come parafulmine per gli imminenti guai giudiziari al patteggiamento, con arresti eccellenti, e 22 milioni di euro circa di bonifiche - stando a quanto emerso la scorsa estate da un’ispezione delle Guardie forestali, ancora inevase -, fino al delirio di poter giocare da protagonista sul tavolo del pallone che conta, grazie alla cessione di Barella. La mezzala, tirata su dalla scuola calcio guidata da Gianfranco Matteoli, ha esordito in Coppa Italia con Gianfranco Zola e in serie A con Gianluca Festa, monumenti del calcio sardo. Un trio ben “venduto” alla tifoseria. Ma, in breve tempo, cacciati senza appello. Ci sarebbe anche l’iter legato allo stadio da rifare. Per il centenario, inserita tra le promesse del 2014. Per ora è meglio lasciar correre.
Una storia già vista. Fin dal via, con Zeman in panca e Marroccu diesse, le cose sono sempre state in bilico. Allenatori, direttori sportivi, staff tecnici, direttori generali, uomini chiave e immagine, come lo stesso Zola (senza scordare, per dire, Stefano Filucchi, Daniele Conti, Alessandro Agostini e Giovanni Rossi!), il detentore del record di punti in A, Massimo Rastelli, e decine di risorse interne e del settore giovanile che hanno salutato con eleganza senza voltarsi. O sono state accompagnate alla porta, in una giostra di avvicendamenti quasi sempre slegata da quel che hanno dato e offerto ai colori sociali. Si dirà, capita ovunque. Nel calcio-business non si fanno prigionieri. E il rispetto delle persone - basti pensare alla vicenda Roberto Montesi, licenziato senza giusta causa, rientrato al lavoro su ordine del giudice, provvedimento impugnato dal collega giornalista da decenni nell’ufficio stampa del Cagliari, tuttora in attesa di sentenza - è pratica che pare poco nota ad Asseminello. Turn over, spogliatoi spesso roventi e risultati conseguenti che il campo ha ormai cristallizzato: la squadra inanella esoneri e salvezze a fil di sirena, con esoneri, ingaggi e contratti esorbitanti. Il tutto pare privo di un progetto, o almeno di uno schema base. Qualcosa che funzioni? Il marketing. Al sodo: nel dopo Ranieri parlare di giovani da affiancare alle chiocce è un azzardo. Oristanio, e altri, forse valeva il rinnovo. La storia anche recente è impietosa. Dopo il primo miracolo - dal quattordicesimo posto in B, con Azzi e Prelec come rinforzi decisivi per risalire!, quinti ai play off e il prodigioso fattore Q a Bari - a sir Claudio era stato promesso un mercato per una serie A tranquilla. E si è visto! Al tecnico romano il patron ha attribuito anche l’ok sui due centrali stranieri, rivelatasi fallimentari tanto che non sono riusciti a cederli, e delle punte da doppia cifra, Shomurodov e Petagna: 4 gol in due. E anche in A, con la leggenda Leicester che da subito avrebbe preteso la distanza di Giulini e del suo cerchio magico dal gruppo squadra, la sofferenza è stata atroce. Poi, anche per la passione dei sedicimila della Domus, e avversarie più deboli, la salvezza. Per un punto e a una giornata dalla fine.
Occhio al campionato. Adesso, dopo il frontale delle tre sconfitte di fila dopo quattro partite in casa su cinque, dei 2 punti in classifica, di un gol fatto e otto subiti, di una squadra che dopo l’avvio aggressivo voluto da Davide Nicola, si è sgonfiata e si ritrova ultima, le nuvole sono nere. Intanto, la rosa. Anche il tifoso più distratto rileva l’assenza di una punta esperta e prolifica, di un “braccetto” di destra e di un mediano, viste le cessioni di Kourfalidis e Sulemana che, con il flop clamoroso e datato di aver perso Nandez a zero euro, hanno evidenziato una qualità tecnica complessiva che in queste prime gare non è parsa all’altezza del torneo. I rinnovi di Lapadula, Mina e Viola e la chiamata di Palomino, grondano acciacchi, autonomia limitata e una carta d’identità piuttosto pesante. E dei quattro per ora ha trovato spazio dal via solo il difensore colombiano. Ma anche il tira e molla estivo su Scuffet e Wieteska, la corsa a Gaetano, preso all’ultimo e con addosso l’assurdo compito di salvatore della patria manco fosse Messi!, sono parse mosse a sé stanti. Il Cagliari, anche per una gestione economica discutibile (il monte ingaggi da prime dieci della classe, dagli stipendi esorbitanti di Godin, Asamoah, Mazzarri, Pereiro, Petagna e Shomurodov, tra i tanti), senza ovvie iniezioni di denaro, ha un Indice di liquidità che ha bloccato e blocca il mercato. Un altro dente che duole. Ma come dice Antonio Conte se hai dieci euro in tasca non entri in un ristorante stellato da cento euro a persona. In sostanza, si balla. Anche con almeno tre cambi, da programmare per gennaio, nella speranza di arrivarci con un gruzzoletto di punti incoraggianti per la salvezza, i rischi sono enormi. Ed eccoci a Davide Nicola. Che ci siano scelte del tecnico discutibili - l’impiego spalle alla porta di Luvumbo, il modulo che pare scansare il trequartista, Deiola titolare eterno a conferma della condizione precaria di Adopo e Jankto, la ricomparsa contro l’Empoli di Makoumbou, male - sono visioni dubbie. Come sempre, dal divano e dalla tribuna tutto pare semplice. Intanto, la ruota gira. Dopo la strapazzata dell’Empoli, tutti in ritiro per ordine del patron. La sensazione è che, come accade ovunque, la partita di domani alla Domus - 18.30 - in Coppa Italia contro la Cremonese, sia un primo spartiacque. Per il destino del club, per la risposta che darà il gruppo, per l’allenatore. Tra l’altro, chi vince trova la Juve, ovvero un bel po’ di soldini da portare a casa comunque vada. Dopo la Coppa si va a Parma, a seguire a Torino contro la squadra di Thiago Motta. Inutile dire quanto Nicola si giochi la panchina in queste tre settimane scarse. Tra i prezzi da pagare per aver accettato la sfida con una dirigenza, spesso invadente, e forse con poche risorse. Più una rosa con qualità tecnica complessiva che si sta rivelando inadatta al campionato. I tifosi incrociano le dita e contestano (la Nord ha rispolverato anche i coretti sul presidente). E la giostra con gli eventuali sostituti è in moto. In attesa che Giulini precisi dove si va a parare.
Cagliari, tracollo con l'Empoli
Terza sconfitta di fila alla quarta in casa dopo cinque gare. I toscani dominano e affondano con due gol un gruppo lento, impacciato con qualità tecniche che non sembrano all'altezza della categoria. A seguire le trasferte a Parma e con la Juve. Intanto, la Domus fischia, la Nord sbeffeggia il presidente Giulini
Mario Frongia
Alla Domus passa anche l'Empoli, 2-0. E la Nord insulta il presidente Giulini e la squadra. Ci sta. Se con il Napoli si pagava il dazio ai campioni di Conte, stavolta c'è poco da cercare alibi. Il Cagliari ha una rosa inadeguata. Se cinque partite, quattro in casa, sono poche per giudicare, sono comunque abbastanza per capire che le criticità sono tante, profonde e di vecchia data. Centravanti e regista cercasi. Magari con un esterno di destra come si deve. E magari si rischia che a pagare sia Davide Nicola e non un mercato, applaudito dai cortigiani, palesemente insufficiente. E adesso, ci sono le trasferte a Parma e a Torino con la Juventus. Mala tempora.
Senza nerbo. Zortea c'è, Gaetano no. I primi undici di Davide Nicola partono ancora una volta senza le due risorse più quotate. La sorpresa? Makoumbou dal via. Roberto D'Aversa schiera una squadra che sa cosa fare della palla, distanze giuste tra i reparti, un correre con intelligenza. L'avvio è degli ospiti. Determinati, con le idee chiare, smaliziato. Cagliari timoroso e senza cuore anche sulle prima palle. L'Empoli accelera. Nei primi 15' si procura un angolo, su questo e su altri traversoni da Mina a Scuffet si percepisce incertezza. Male. Il pubblico (15.225) si spazientisce. Quando Augello batte una rimessa e la dà senza pressioni particolari ai toscani, arrivano i primi fischi. La Domus si scalda per una sgommata di Luvumbo. Ma ci si chiede: l'angolano ha sempre dato il meglio se gli dà spazio sulle fasce per poi accentrarsi. Farlo giocare spalle alla porta pare un regalo per gli avversari. Ma Davide Nicola sa il suo, diamogli fiducia anche perché la rosa è quella che é. Intanto, l'Empoli crea pericoli con Colombo, Ismaili e Gyasi. Si sveglia Zortea, cross teso, corner. Risponde Henderson, punizione dalla trequarti, Scuffet esce di pugno. Rossoblù episodici e deboli sulle seconde palle. Empoli tosto e sicuro anche nella manovra. La novità? La linea alta della difesa, con Luperto alla guida. Per stare agli ex, opaco l'avvio di Marin, Zappa, Deiola e Makoumbou. Intanto, la squadra di D'Aversa spreca ma è sempre in controllo. Il Cagliari si affida ai lanci e alle ripartenze di Luvumbo con Piccoli a spizzare palloni. Poco per provare a vincere la prima partita di campionato, dopo due sconfitte e due pareggi, alla quarta partita in casa nelle prime cinque. Al 32' l'Empoli passa. Mina lancia lungo, palla dei bianchi, passaggio filtrante di Anjorin, piattone sìnistro rasoterra di Colombo a tu per tu con Scuffet: 0-1. Da non scordare che l'anno scorso dal Monza hanno preso Petagna e non il promettente classe 2002. La reazione è blanda e macchinosa. Eppure, l'Empoli non ha la qualità e le individualità del Napoli. Scatta Luvumbo, Vasquez intercetta. Deiola ha una pallagol, tira debole e centrale, Vasquez respinge. Ma Sozza ferma il gioco per un fallo precedente. Si chiude con due angoli rossoblù. Sul secondo la prende Mina di testa, debole e centrale. Il primo tempo racconta di un gruppo che va a corrente alternata, balla in difesa, non filtra e limita, costruisce ed è prevedibile in mezzo, ha difficoltà a tirare. Se non si prende una seconda palla che sia una con l'Empoli dove si spera di andare?
Caporetto rossoblù. L'aria non è leggera e tenderà ad appesantirsi. Alla Domus la sensazione di un Cagliari con poche qualità tecniche è sempre più pesante. Davide Nicola riparte con Pavoletti, fuori Makoumbou. Il bersaglio? Giocarsela con i cross per il centravanti di Livorno. Tre minuti e arriva il raddoppio dell'Empoli con Esposito, tiro, parata di Scuffet, palla recuperata tra una difesa di marmo e rete. Fischi. Dalla tribuna chiedono di Claudio Ranieri. Ma il sir sapeva quel lo aspettava ed è scappato via. I rossoblù reagiscono con poca precisione. Ci mettono l'anima ma non basta. In serie serve qualità. Ci prova Luvumbo, alto. Al 15' Azzi e Viola in campo per l'angolano e per Augello. Pavoletti ci prova, girata alta. Neanche Zortea cresce. L'Empoli cerca di sterilizzare il match. Nicola si sbraccia. Richiama Marin e mette in campo Gaetano. Un minuto e l'ex Napoli ha l'occasione sottoporta. Ma in acrobazia la mette alta. D'Aversa richiama Grassi e Colombo per Cacace e Solbakken. L'Empoli, dopoun batti e ribatti, mette dentro il 3-0, Sozza annulla per offside. Entra Lapadula per Piccoli. La palla va da Scuffet, il pubblico fischia, la curva richiama gli attributi. Esposito sfiora l'incrocio con una sassata. Il Cagliari cerca l'arrembaggio. Ma non paga. Entrano De Sciglio e Pellegri, mica male averli in panchina. Si gioca fino al 95'. Gaetano sfiora la rete con Vasquez che salva il tocco sulla linea di porta. Tira Azzi, in curva. Da due angoli nascono altrettante mischie ma la stoccata non arriva. L'Empoli si prende i 3 punti - momentaneamente terzo in classifica con 9 - il Cagliari è sempre penultimo con 2. E potrebbe stare da solo in fondo alla serie A.
Arriva l’Empoli, niente ansia da prestazione
Davide Nicola dimentica il poker subito dal Napoli e domani ritrova la squadra guidata fino al maggio scorso: “Cerchiamo equilibrio e miglioramento”. Ancora out Prati, Gateano e Zortea dal via
Mario Frongia
Ci sarebbe da dire che l’Empoli è tuttora imbattuto e ha già giocato con Juve e Roma. I toscani di Roberto D’Aversa sono ottavi e hanno all’attivo 6 punti, frutto di una vittoria e tre pari, con 3 reti fatte e 2 incassate. C’è da aggiungere che il Cagliari gioca domani alla Domus - 18.30, arbitra Sozza - la quarta partita in casa delle prime cinque di campionato. I punti sono 2 (pareggi con Roma e Como), le reti subite sono 6, una quella segnata. Il bilancio per i rossoblù è inferiore alle aspettative. Con la tifoseria che freme. Per la società il momento non è felice, inclusa la multa tra trentamila euro per i botti durante il match con il Napoli corsaro. È il calcio, bellezza, si potrebbe dire parafrasando Humprey Bogart. Ecco perché Davide Nicola indossa il saio e si muove con cautela. “Giochiamo dopo cinque giorni, qualche piccolo fastidio fisico c’è stato. Ma guardiamo avanti”. L’allenatore ritrova la squadra che ha allenato nella parte finale della scorsa stagione con salvezza all’ultima giornata. “Stiamo facendo le cose giuste. Non mi aspettavo di essere già competitivi. I ragazzi ci tengono a indossare questa maglia. Sono felice della squadra. L’Empoli? Sì, pochi mesi fa ero da quella parte. Ma guardo avanti valorizzando il passato. Si cambia per accettare una nuova sfida, guardo dove sono adesso. Serve mettere entusiasmo e convinzione, credo si stia vedendo”. Pausa. “Ansia di vincere? Non esiste. Ogni gara cerchiamo di ottenere il massimo possibile. Stiamo mettendo le basi per ottenere più punti, non serve smania o frenesia ma qualità”. Sui toscani poche storie: “Prediligono gioco veloce e ripartenze, l’impianto tattico non è mutato. Li aspettiamo organizzati e aggressivi per poi rintanarsi e toglierci gli spazi. Sarà molto combattuta ma abbiamo i mezzi per ottenere il massimo”. Tutto giusto e bello, anche perché sarebbe diabolico che dopo cinque partite ci fosse già l'atmosfera conosciuta dalla tifoseria, soprattutto in questi ultimi anni.
Attacco asfittico. Out Prati, con la piazza che reclama Adopo e Zortea in campo dal via, ma anche Maloumbou è un oggetto oscuro, Nicola parte dal parco avanzato. “Lapadula e Pavoletti dal 1’? C’è la possibilità. Ma non ci sarà mai un giocatore come fosse la bacchetta magica. Vedo la squadra ogni giorno: Pavo e Lapa sono importanti e dentro il gruppo, ma guardo a quel che è più produttivo per la partita. Sono tutti titolari e chi subentra ha può incidere di più. Dobbiamo crescere come collettivo”. Si entra nel merito. “Luvumbo? Lo vedo bene, deve imparare la gestione nelle scelte finali. La fase di non possesso su Viti è un tema per gli attaccanti. Attenzione, si può ovviare alla mancanza di un bomber con più giocatori. Le occasioni le creiamo, dobbiamo allenarci per migliorare in fase realizzativa, più freddi e lo faremo. Mi preoccuperei se non avessimo un’identità o se non creassimo le occasioni”. Con Zortea e Gaetano nei primi undici, ma è meglio non escludere sorprese, la sfida assume visioni meno complicate. “Serve coraggio, equilibrio e disciplina. Non basta correre per 95’ ma farlo al momento giusto. Ripeto, senza smania e frenesia ma con qualità. Miglioreremo, ma da mattina a sera ci riescono solo i fenomeni”. Alla vigilia, il riassunto del tecnico - che si gode i meritati complimenti del presidente dell’Empoli, Corsi - trasuda fiducia: “Abbiamo dimostrato voglia di aggredire la partita. Ma se vogliamo numeri di un certo tipo dobbiamo anche essere in grado di costruirceli”. Nella speranza che la materia prima a disposizione sia all’altezza.
Cagliari, le bastonate del Napoli
Di Lorenzo, Kvaratskhelia, Lukaku e Buongiorno firmano il poker. Partita sospesa per7' per lanci di petardi e bombe carta tra gli ultras ospiti e di casa. I ragazzi di Nicola ci hanno provato, due pali, ma la qualità complessiva rimane modesta. Ci sarà da soffrire. E venerdì arriva l'Empoli
Mario Frongia
La perdi 4-0 e non ti può consolare né un filo di sfortuna, né le due occasioni per pareggiarla quando si era sotto di una rete. Ma non l'hai messa a posto. Poi, qualità tecniche e organizzazione fanno la differenza. E ti ritrovi terzultimo in classifica dopo quattro gare. Con la quarta sfida in casa con l'Empoli in calendario venerdì. Per Cesare Poli, tra gli eroi dello scudetto, scomparso il 7 settembre, ricordato a inizio gara, non poteva esserci un Cagliari più imbarazzante.
Davide Nicola non rischia Zortea - ma quanto dura questa botta alla spalla? -, conferma Deiola e lancia Gaetano. La presenza dell'ex Napoli si sente, smista, muove la palla in velocità. Ci prova Piccoli, prima in off side, poi girata fallosa su Rrhamani. Il Napoli ci prova con Politano con poco successo. Le stelle dello show sono Mina che francobolla Lukaku. Lotta tra titani. La Penna fischia il giusto. La squadra di Conte - pre tattica di vecchia data: aveva dato in forse Lukaku e Kvaratskhelia, ci sono entrambi - accelera. La ragnatela è asfissiante. Ma i rossoblù reggono. Il pallino è ospite, Luperto e soci hanno difficoltà a ripartire. Si soffre. Il Napoli al 18' passa, tira Di Lorenzo, deviazione di Mina, Scuffet battuto. La reazione la firma Azzi, Meret devia in corner. Davide Nicola si sbraccia. Sposta Luvumbo a sinistra. Si combatte alla pari. Le qualità tecniche, invece, sono dispari. Un miracolo di Luperto evita il 2-0 di Lukaku, in chiusura di un'azione manovrata Lobokta-Anguissa. Intanto, scoppia la guerriglia tra la curva sud e la tifoseria napoletana: petardi e fumogeni volano da una parte all'altra. La partita viene fermata. Di Lorenzo e i suoi provano a calmare i propri supporter. La Penna chiama i capitani. Deiola e Di Lorenzo ci provano. Sedicimila persone in ostaggio di cento delinquenti. E non è la prima volta. Purtroppo, non sarà neanche l'ultima. Dalla Nord vengono lanciati in campo decine di petardi, simili a bombe carta. Lo speaker annuncia la sospensione momentanea del match. Vergogna. Si riparte dopo sette minuti di stop. Ma non è finita: dalla Nord proseguono i lanci di ogni genere di ordigno. A bordo campo compaiono gli uomini del Reparto mobile: in uno stadio, nel 2024! Il Napoli rimette in moto la macina. Il Cagliari cerca la verticalizzazione. Due punizioni su Luvumbo dal limite esterno dell'area non vengono sfruttate. Su corner Piccoli incorna bene, Meret ci mette i guanti. Risposta ospite con Kvaratskhelia, Zappa ribatte. Ci prova anche Spinazzola, intercetta Luperto. La Penna indica 8' di recupero. Su traversone Piccoli una buona palla, su traversone di Luvumbo, svirgolata in curva. Poi, Lukaku imbeccato da Kvaratsckhelia si dimentica la palla al limite dell'area. Risposte di Gaetano e Mina e Marin, traversa e palo ma erano in off side.
Il tracollo. L'allenatore del Cagliari lascia in doccia Deiola e inserisce Adopo. Tatticamente cambia poco. I rossoblù - con la terza maglia, nera - partono forte: incornata di Luperto, Meret para, Luvumbo sbaglia il tap in. Il match si mette in equilibrio. Lukaku viene sommerso dai fischi per un assist banale sbagliato di grosso. Il Napoli cresce ma è un tantino lezioso nella manovra e non finalizza. Adopo e soci respirano. Marin ci prova da 35 metri, traversa piena. Manca quel filo di fortuna. Intanto Mina giganteggia su Lukaku. Il Cagliari ci prova, è ben piazzato alla ricerca del pareggio. Debutta Zortea (numero 19) per Azzi. Entra Kingstone per Gaetano. Conte richiama Spinazzola per Olivera. Intanto, vigili del fuoco in campo per rimuovere i petardi della Nord. Al 21' il 2-0 ospite. Lukaku scarta un cioccolatino per Kvaratskhelia, piattone a battere Scuffet. Pochi minuti e arriva il tris. Scuffet confeziona il regalo, il Napoli recupera palla e il belga segna il 3-0. Paradossale che il ko dei campani arrivi proprio quando il Cagliari stava creando. Ma è una questione di qualità, esperienza, temperamento e organizzazione. La differenza era e rimane molto importante. Uomini, investimenti, obiettivi diversi. Ci sarà da soffrire. Intanto, Conte leva Lobotka, Kavaratskhelia e Lukaku. Entrano Simeone, Gilour e McTominay. Cagliari in bambola. Esce Piccoli per Pavoletti e si rivede Makoumbou, mai impiegato sinora, per Marin. Ma è meglio non meravigliarsi troppo: la squadra è la stessa che non è riuscita a pareggiare a Lecce, nonostante l'uomo in più per un'ora. Il 4-0 arriva nel recupero, testa di Buongiorno su calcio d'angolo. Serataccia. E non solo per gli scontri tra ultras.
Cagliari-Napoli, piccolo grande bivio
Con Gaetano, senza Prati, forse Zortea dal via. Davide Nicola è fiducioso: “Mi sto innamorando di questa squadra. Dai miei voglio coraggio e attenzione sui calci piazzati"
Mario Frongia
Chiede la traduzione in sardo di cazzima. Gli dicono balentia, che però c’azzecca fino a un certo punto. Ammette che si può giocare con due registi, Marin e Prati, ma anche con uno e lascia intendere che questa potrebbe essere la norma se dietro le due punte giostrerà Gaetano. Si vedrà. Davide Nicola a 24 ore dal Napoli mostra una preziosa serenità. “No, sento la partita, eccome. Ho tanta adrenalina che scorre” dice d’un fiato prima di andare a vedere la Primavera, sconfitta 1-0 dall’Inter. E siamo alla squadra di Antonio Conte, attesa alla Domus domani alle 18. “I complimenti del mister? Mi fanno molto piacere. Ma devo essere sincero, penso alla partita. Stimo molto Conte”. Si entra nel vivo. “So bene che qui è la gara contro il Napoli è molto sentita. Ma vorrei che tutte fossero particolari. Limitare Lukaku e Kvaratskhelia? Servirà un grandissimo lavoro di squadra in tutte le zone del campo. Misureremo anche quanto stiamo crescendo per mentalità e attitudine al progetto”. Gli errori da non commettere riportano alla sconfitta di Lecce, per un’ora con l’uomo in più: “Dobbiamo avere maggiore freddezza nel finalizzare e registrare i regalino che facciamo in certi momenti. E mi riferisco al passaggio dall’atteggiamento attivo a quello passivo. Come? Si deve trovare la giusta concentrazione sui calci da fermo, bisogna fare più attenzione”. Il riferimento al calcio d’angolo da cui è nato l’1-0 dei pugliesi, è evidente.
Dal Lecce al Napoli. La sosta può aver lenito la sconfitta dei rossoblù, con i nazionali che hanno ritrovato subito il clima campionato. “Mina, è stato ammonito, avrebbe saltato la prossima con la Colombia, è rientrato prima. L’ultimo è stato Lapadula. “Li ho trovati carichi. Il ko di Lecce? No, non mi ha indispettito. Sicuramente non è mi piaciuto non prendere punti. Ma abbiamo creato tanto e sarà difficile nel lungo periodo non portarne a casa. Sono contento per come i ragazzi stanno rispondendo, perché piacciono le proposte di gioco”. Davide Nicola scomoda “approccio, atteggiamento, coraggio. Ma anche il saper fare i raddoppi, coprire bene il campo, aiutarci. Solo così, e con una buona condizione, possiamo crescere ed essere competitivi. Per giocare alla pari anche con avversari che vantano maggiore qualità tecniche”. Come il Napoli.
La chiusura del mercato. Davide Nicola scommette su Kingstone: “Sarà la sorpresa”. E ammette: “Finalmente il mercato si è chiuso. Abbiamo perso Nandez e Dossena, sono arrivati Luperto e Zortea. Si è dovuto tener conto dell’indice di liquidità. Ma non entro nel merito, non mi compete”. Acquisti, cessioni e passione: “Di questa squadra mi sto innamorando. Mi piace come tutti portano avanti il lavoro, per l’abnegazione e l’impegno. Il che significa che l’asticella degli obiettivi sale” dice il tecnico. Si torna il campo. Contro Raspadori e soci l’unico assente sarà Prati, ancora acciaccato. Su Gaetano, che da buon ex campione d’Italia non confermato da Conte, l’allenatore rossoblù rallenta: “Vediamo quanto minutaggio ha. Può sia giocare dal via sia subentrare”.
Boccia, a Olbia i migliori al mondo in gara anche per le Paralimpiadi di Los Angeles 2028
Italia a caccia del podio tra diciotto nazioni al via. In Gallura oltre 500 tra atleti, allenatori e dirigenti. Tecnica, orgoglio e disabilità all’evento patrocinato da ministero dello Sport, Regione Sardegna, Comune di Olbia, Coni, Comitato Paralimpico, Msp e Ussi
Mario Frongia
Un evento sportivo internazionale che contiene un insieme di elementi pregiati e utili a maturare, confrontarsi, essere lieti di poter partecipare. Il tutto con uno sguardo a un futuro che è già presente. L’Olbia 2024 World Boccia Challenger è questo e non solo. Dai 150 tra atlete e atleti con gravi e gravissime disabilità allo scenario unico offerto dalla Gallura fino all’intersecarsi proficuo tra una disciplina amata e seguita, il territorio, le attività inclusive e il corposo lavoro curato da organizzatori e società. Un evento nell’evento. Che conduce a riflessioni e scomoda visioni, integrazione e coesione culturale e mentale, ancora prima che logistica e strutturale. Insomma, una manifestazione che aiuta a crescere. Presentata ieri a Cagliari da Franco Cuccureddu (assessore regionale Turismo), Marco Giunio De Sanctis (presidente Federazione italiana bocce), Elena Casu (assessore Sport, Olbia) Bruno Perra (presidente Coni regionale), Mikalina Augustiniak (Federazione mondiale Fispes, intervenuta da Varsavia) e Sandrino Porru (presidente Fispes e Comitato italiano paralimpico), con i dettagli sulle gare che sono state illustrate da Dario Della Gatta, direttore generale comitato organizzativo Asd Ichnusa. Intanto, il bersaglio: la manifestazione è valida per le Paralimpiadi di Los Angeles 2028. Anche per questo al PalaGeovillage dal 29 settembre al 6 ottobre saranno in gara i migliori atleti al mondo. In campo le nazionali di Australia, Belgio, Cina, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Polonia, Singapore, Slovacchia, Slovenia e Svezia. E sono attesi dai Giochi di Parigi la cinese Lin Ximei (oro nel BC4), Yuansen Zheng (Cina) e i tedeschi Boris Nicolai e Anita Raguawaran. La Sardegna? Dirà la sua con i Giudici di gara Damiano Tuveri (Cagliari), Francesca Pasella (Olbia) e Diletta Sanna (Budoni).
Gli interventi. “Teniamo molto al Challenger. Le gare di boccia, come si è visto a Parigi, sono molto seguite. Nonostante la delusione per la mancata partecipazione alle Paralimpiadi continueremo a mettere a disposizione tutti i mezzi necessari per far crescere i nostri atleti dal punto di vista tecnico e renderli più forti a livello internazionale. L’evento mondiale di Olbia è una grande occasione per qualificarci per Los Angeles 2028. Per la Federbocce sarebbe un risultato molto importante” le parole del presidente Fib, Marco Giunio De Sanctis. “Un evento che ci piace sostenere e promuovere: sport, etica, cultura e turismo vanno assieme. Lavoriamo per rendere la nostra regione più accessibile” ha aggiunto l’assessore Cuccureddu. “Orgogliosi e fieri di poter ospitare un evento internazionale così qualificato” ha rimarcato Elena Casu. Auspici di buon lavoro e condivisione anche da Mikalina Augustiniak, Bruno Perra e Alberto Borsetti (presidente Msp). “Il nostro è un lungo cammino, ci chiamavano handicappati, abbiamo fatto passi di rilievo. Eventi come quello di Olbia rafforzano integrazione e approccio culturale. E danno lustro alla Sardegna” ha segnalato Sandrino Porru.
L’Italia al Palageovillage. Il Challenger prenderà il via il 29 settembre, cerimonia inaugurale il 30 settembre alle 18. Quindi le gare e le premiazioni, 4 e 6 ottobre al Palageovillage. Atlete e atleti gareggeranno nell’Individuale categorie BC1, BC2, BC3 e BC4 e nella Coppia BC3 e BC4. La delegazione azzurra sarà composta dal capodelegazione Vincenzo Santucci, dal ct Loreno Targa, dal vice Lorenzo Fedele, dagli atleti Giuseppe Rollo, Deborah Giannaccari, Mirco Garavaglia, Gabriele Zendron, Giulia Marchisio, Matteo Tosetti, dagli assistenti Eleonora Rollo, Carlo Giannaccari, Martino Miorelli, Umberto Garavaglia, Adriano Zendron, Maria Rita Cattani, Roberto Marchisio, Rosaria Caviglia e Mario Tosetti. L’evento, patrocinato da ministero dello Sport, Fib, Coni, Comitato paralimpico, Regione, Comune di Olbia, Ussi e Msp, torna nel capoluogo gallurese dopo le edizioni di successo del 2018 e 2019. “Avremo oltre cinquecento tra partecipanti, tecnici e accompagnatori provenienti da diciotto nazioni, Giappone e Singapore le più distanti. La disciplina permette agli atleti disabili gravi e gravissimi di poter competere a livello agonistico. Al Palageovillage sarà una grande festa di sport d’elite e inclusione” ha sottolineato Dario Della Gatta. Organizzato da Fib con Asd Ichnusa, il Challenger è supportato da Bmw specialmente, partner della Federazione. La manifestazione, nell’ambito delle attività tese a promuovere una comunicazione inclusiva, equilibrata e puntuale del giornalismo, è patrocinata dall’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) e da Msp Italia.
