Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Sardinia I love you: bellezze naturali, cultura, ambiente, scuole e municipalità nel progetto multimediale integrato
“Il progetto offre una narrazione fresca e moderna, diretta anche alle nuove generazioni, all’inclusione, nello sport e nella quotidianità” ha detto Ilaria Portas. “Un percorso interattivo al servizio dei visitatori, utile per dare visibilità alle nostre perle naturali” ha aggiunto Carla Medau. “La strada giusta per rafforzare le potenzialità delle zone interne” ha rimarcato Alberto Urpi. "Un lavoro condotto dalla scorsa primavera, teso a narrare la nostra isola" ha segnalato Gianni Aramu
Mario Frongia
Una storia composta da centinaia di storie. Magie millenarie, ricche di laboriosità, sole, salsedine e vento. La Sardegna, dunque. Pagine ricche, emozionali, incorniciate da uomini e donne, artigianato, commercio, idee vincenti e zone inesplorate. Più formazione e coinvolgimento delle municipalità, delle nuove generazioni e degli emigrati. Un puzzle solido e suggestivo. Anche perché se si parla del continente regionale, tutto è in discesa. Dai beni architettonici alle bellezze ambientali e naturali, passando per l’inclusione e la condivisione di un patrimonio culturale, storico ed esperienziale con pochi eguali. "Sardinia I love you" è questo e altro. Venerdì 20 dicembre la sala regionale Anfiteatro a Cagliari ha ospitato la presentazione del progetto. Per biglietto da visita anche una serie di clip. Dall’area di San Teodoro-Porto San Paolo-Puntaldia-Tavolara, con Gianfranco Zola, in versione golfista e oramai monumento vivente di una sardità che ammalia e conquista, alle principali sagre dell’isola con sant’Efisio, i Candelieri, ila Sartiglia, l Redentore, l’Ardia. E altri numerosi eventi che mettono assieme ritrovi sacri e laici, consuetudini e usi, spiagge, coste e scogliere da applauso. Oltre a monumenti e aree di alto pregio archeologico, paesi dell’interno, mappe metropolitane in tre dimensioni, si viaggia su contenuti agili. Da Arzachena a Villasimius, passando per Cuglieri e Siniscola fino a Iglesias e Castiadas. Con i capoluoghi di provincia in prima fila. Le clip, dunque. Gli autori del progetto - Acib, Mediterranea, CraRegione e Slg - hanno incastonato luoghi iconici con musiche mozzafiato, come Porto Flavia che ha festeggiato il secolo di vita ospitando i tuffi d’altura degli specialisti olimpici. Ma anche i flash sul portale creato ad hoc, con le indicazioni per una fruizione immediata, plurilingue, con linguaggi freschi e adeguati anche agli studenti e alla terza età, hanno catturato addetti ai lavori e cronisti. Finanziato con la legge regionale del 19 dicembre 2023, n.17 -disciplinato dalla Convenzione di finanziamento n. 341, prot. 33531 stipulata con il Servizio patrimonio culturale, editoria e informazione della direzione generale dei Beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna il 21 novembre 2024 - il progetto lancia il cuore e le prospettive oltre il già visto.
Narrazione, obiettivi ed emozioni. Alla conferenza hanno preso parte Ilaria Portas (assessora regionale Beni culturali, pubblica istruzione, spettacolo, informazione e sport), Carla Medau (capo di gabinetto assessore al Turismo, Franco Cuccureddu, che, come il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, Francesco Birocchi, ha inviato un caloroso messaggio di buon lavoro) e Alberto Urpi (consigliere regionale e sindaco di Sanluri). “La nostra Sardegna - ha detto l’assessora Portas - è una terra paradisiaca. Uno scrigno pieno di gioielli che sono le nostre storie, la nostra tradizione, il patrimonio materiale e immateriale che abbiamo l’obbligo morale di trasmettere ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze perché non venga disperso. La lingua, le tradizioni popolari, le cerimonie legate agli eventi sacri e a quelli profani, tutto ciò che abbiamo imparato - perché ce lo hanno raccontato - intorno al fuoco dei camini dai nostri nonni, e l’ambiente, patrimonio inestimabile. Capitoli chiave per un percorso di sviluppo sociale ed economico. Tra i destinatari che ho più a cuore ci sono le scuole, gli emigrati, gli operatori di cultura, imprenditoria e comunicazione, docenti e giornalisti”. E ancora. “È necessario un circuito virtuoso che abbracci visione e praticità. Oggi non ci raccontiamo più le storie solo davanti al camino, ma utilizziamo altri strumenti linguaggi che sono quelli delle generazioni 2.0 e Z. Il progetto Sardinia I Love you, che ho avuto modo di visionare concretamente, può essere uno degli strumenti multimediali utile per muoversi in questa giusta direzione di trasmissione della bellezza. La sinergia - ha concluso Ilaria Portas - tra politica, amministrazione pubblica, associazioni, cittadine e cittadini è vitale. Il nostro supporto a progetti di questa natura sarà sempre garantito. Un grande e sincero augurio per questa bellissima avventura!”
Innovativo, dinamico, smart. “Le potenzialità materiali e immateriali della nostra terra sono immense. Siamo al lavoro per conquistare sempre più attenzioni e offrire il meglio delle nostre perle ambientali e turistiche. Sardinia I love you è uno strumento multimediale che offre un supporto prezioso al nostro lavoro” ha rimarcato Carla Medau. “Un progetto interattivo che rende merito anche alle peculiarità dell’interno dell’isola. Luoghi meno noti che rappresentano usi e tradizioni della nostra regione. Mi rallegra l’attenzione ai centri dell’isola. Siamo a disposizione per fornire contenuti e immagini agli organizzatori” ha aggiunto Alberto Urpi. Una rivista in stile vintage con una grafica moderna, una campagna promopubblicitaria su quotidiani, riviste, web, social, radio e tv. Ma anche un portale e una serie di azioni con le scuole, che si avvieranno il prossimo anno e prevedono un contest letterario, i circoli degli emigrati e le proloco, costituiscono il percorso che si è aperto la scorsa primavera. “Avuto il via libera, dallo scorso marzo ci siamo attivati per lanciare il progetto. Sardinia I love you - ha precisato il presidente del CraRegione, Gianni Aramu - mette assieme diverse professionalità accreditate nel campo della divulgazione, dell’imprenditoria del turismo e della formazione, dell'aggregazione, della grafica, del giornalismo e della gestione e conduzione di enti pubblici e privati. Siamo grati per il prezioso e continuo supporto offertoci dall’assessora e dalle direzioni Beni culturali e Pubblica istruzione con i rispettivi staff”. La strada è segnata: la divulgazione delle peculiarità e delle potenzialità della Sardegna avranno per focus una narrazione multimediale comoda non solo per visitatori, turisti e operatori di settore. Ma anche per le nuove generazioni e gli emigrati, spesso distanti dai flussi mediatici convenzionali, che potranno fruire di canali e linguaggi adeguati. Senza scordare politiche e attività di inclusione, coesione sociale e valorizzazione delle aree interne. La seconda fase di "Sardinia I love you" verrà completata nel 2025.
Proficua stretta di mano tra Polizia e Anci Sardegna
Sicurezza cibernetica e digitale al centro del protocollo d’intesa siglato dai vertici della Questura di Cagliari e dell’Associazione dei comuni isolani
Mario Frongia
Il mondo del digitale, chiave di volta del terzo millennio. Innovazione tecnologica, tra benefici, rischi e opportunità. Miniera di sviluppo e progresso, auspicata, voluta, attesa. Nel bene e nel male, una questione da gestire con buon senso. Da coordinare e accompagnare su più fronti. Il classico capitolo, con declinazioni civili e sociali più le ovvie e fondamentali diramazioni democratiche, che incrocia esigenze e tutele dei cittadini. Ovvero, garanzie e sguardo verso un futuro sempre più presente. Scenari in continua evoluzione, con le istituzioni in prima fila. Ecco perché il filo verde tessuto dalla Questura di Cagliari con l’Anci Sardegna arriva al dunque e sa di buono. Polizia e sindaci, risorse umane e strutturali assieme. E già questa è una bella notizia per i sardi. E per quanti visitano la nostra isola. Ci sono valori e principi, condivisione e inclusione. Per cornice, un protocollo. A sancire un accordo strutturato. Che mette nero su bianco un’intesa costruita con perizia, cura dei dettagli, attenta alle esigenze e alle risposte da dare ai cittadini. Con la supervisione del questore, Rosanna Lavezzaro, nei giorni scorsi tra il dirigente del Centro operativo regionale per la sicurezza cibernetica, Francesco Greco, e la presidente dell’Anci Sardegna, Daniela Falconi, la stretta di mano ha chiuso un cerchio di alto profilo. La cornice del protocollo d’intesa mette assieme prevenzione e contrasto dei crimini informatici a tutela dei sistemi informativi e delle infrastrutture tecnologiche dell’Anci. E quindi, un cordone informatico e normativo che copre le municipalità isolane. Un bel colpo.
Tra futuro, visione e senso civico. Il documento, firmato nella sede dell’Associazione dei comuni in viale Trieste a Cagliari, rientra nell’accordo che fa parte del più ampio Progetto pro-C2SI. “Un percorso - ha spiegato la dottoressa Lavezzaro, particolarmente attenta e garbata nel proprio ruolo a tutela di un’isola che le è già entrata nell’animo - per la cyber sicurezza dei Comuni italiani, che costituisce diretta attuazione di quanto previsto dalla convenzione stipulata nel luglio 2023 dal Capo della Polizia e dal presidente di Anci”. Sul tavolo procedure operative di intervento ed un costante scambio di informazioni per la tutela delle infrastrutture digitali e delle banche dati gestite dai comuni sardi “al fine di consentire, a entrambe le parti, di avere elementi conoscitivi sulle principali minacce e sulle modalità di attivazione dei più insidiosi attacchi informatici” ha aggiunto il dottor Greco. Per la presidente Daniela Falconi e per il vice Francesco Spiga - alla guida dei comuni di Fonni e Vallermosa - una giornata da ricordare. Anche per le ricadute positive su temi delicati e impattanti per i comuni sardi. L’accordo è ben articolato. Intanto, rende possibile l’organizzazione di percorsi formativi dedicati ai tecnici, ai dirigenti e al personale delle amministrazioni locali. Percorsi di formazione finalizzati ad incrementare la conoscenza e la consapevolezza dei rischi informatici, per una più pronta capacità di primo intervento e di immediata segnalazione ai Centri operativi della Polizia Postale in caso di attacchi. “Il protocollo d’intesa sancisce una proficua e strategica collaborazione a livello regionale mirata a innalzare il livello di sicurezza dei sistemi informativi dell’Anci e dei comuni della Sardegna. L’iniziativa - ha rimarcato Rosanna Lavezzaro - si inserisce nel consolidato modello di sicurezza partecipata”. Per Francesco Greco “si punta a rafforzare ulteriormente la rete che sul territorio vede la Polizia Postale impegnata nella protezione delle infrastrutture informatizzate attraverso efficaci partnership con altri enti e attori istituzionali della regione. Il tutto per affrontare le sempre crescenti sfide della cybersicurezza e per garantire la sicurezza del territorio, del suo sistema economico e sociale, sempre più dipendenti dai sistemi informatizzati”. La Polizia di Stato svolge già da tempo, in via esclusiva, con il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche del servizio Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica di Roma, una rilevante attività di prevenzione e repressione dei crimini informatici, di matrice comune, organizzata o terroristica, che hanno per obiettivo le infrastrutture informatiche di natura critica e di rilevanza nazionale.
Coppa Italia, la Juve divora il Cagliari bis
Davide Nicola lascia in panca i titolari, i bianconeri annaspano in avvio ma poi dilagano per qualità tecniche individuali e collettivo. Adesso, testa al Venezia
Mario Frongia
Due occasioni che avrebbero potuto dare, specie la prima, un diverso significato al tracollo di Torino in Coppa Italia. Dopo neanche un minuto Lapadula intercetta il passante di Zortea e da una decina di metri impegna Di Gregorio, che para da portiere dio calcetto aprendo il compasso. Più o meno stile Garella, per capirci. Sarebbe stato l’1-0 per il Cagliari. Con la Juve che per un tempo non è parsa proprio in serata, c’è da chiedersi come sarebbe andata. Poi, la seconda allo scadere nei piedi di Prati. Il regista dell’Under 21, non solo non coglie l’attimo e dà per 95’ la sensazione di non trovarsi al meglio in una mediana con Deiola e Marin. Ma batte un rigore in movimento addosso a Di Gregorio. Sarebbe stato l’1-4. Poca roba? Certo, per l’eliminazione dalla Coppa non sarebbe servito a nulla. Ma per il morale del ragazzo avrebbe pesato, eccome. E invece la Vecchia Signora, in uno dei suoi peggiori momenti stagionali degli ultimi dieci anni, incassa il poker, strameritato nella seconda frazione per occasioni da gol e mole di gioco, e va avanti. Ad attenderla c’è l’Empoli, che ha battuto ai rigori la Fiorentina. Cose che al Cagliari poco importano, a meno che i toscani non si ritrovino a febbraio invischiati nella lotta retrocessione. E siamo ai rossoblù. Per l’appuntamento al freezer juventino (2 gradi sopra lo zero), Davide Nicola ha fatto riposare i titolarissimi. E si è visto: visto le prove di Wieteska e Palomino, ma anche dagli altri c’è stato poco da spremere, c’è da augurarsi che Mina e Luperto non abbiamo neanche un raffreddore. Identico il discorso per il centrocampo. Makoumbou e Adopo, piacciano o meno agli esteti del pallone, sono i soli presentabili per media corsa-copertura-tecnica. Dalla cintura in su pareva la serata giusta per Gaetano. L’uomo mercato inseguito a lungo, per ora lontano parente di quello che ha contributo alla salvezza con Ranieri in sella, ha dato qualche segnale di riscossa. Ma la scintilla invocata dall’allenatore non c’è stata. Quindi, l’attacco. Lapadula, occasione iniziale a parte, ha sgobbato e raddoppiato. Ma la porta dei padroni di casa è rimasta lontana. Nella ripresa, tutti in campo, meno Luvumbo (out per infortunio, pur con alti e bassi il solo a saper saltare l’uomo) e i centrali di difesa. La musica è cambiata di poco. Sui detentori della Coppa rimane poco da dire. Ancora con una manovra poco fluida, lenta, ingessata, passano il turno con dei gioelli per gli amanti del calcio: Vlahovic, Koopmeiners su punizione, Nico Gonzalez, sessanta metri palla al piede e scavetto su Scuffet, e Conceicao, che ha fatto impazzire Augello, hanno reso il calcio uno sport migliore.
Programmazione cercasi. L’analisi, dopo la sconfitta allo Stadium, non è da sorriso per i tifosi. Il gruppo vive il momento complicato. Il terzultimo posto in classifica rende l’umore in altalena. La marcia ritrovata delle ultime, con il Venezia che aspetta domenica il Cagliari e nell’ultima di campionato vinceva proprio contro Gatti e soci fino al 93’!, acuiscono l’apprensione. Inoltre, le due sconfitte, di misura e con recriminazioni varie, con Fiorentina e Atalanta non migliorano l’atmosfera e sono tutte lì. In archivio? Magari no. E questo è lo scenario che porta in Laguna. La sfida di domenica non necessita di commenti. La stagione dei rossoblù, come sempre nell’ultimo decennio, è questa. Lotta fino all’ultimo, organico risicato e incompleto (il lettore che scrive “anche i muri del sant’Elia sanno che serve un portiere e un attaccante che finalizzi”, ha perfettamente ragione). Sulla gestione, che anziché rafforzare pare aver allentato lo spirito di gruppo (l’avvicendamento Sherri-Scuffet lascia molti dubbi su quanto possa aver prodotto), i dubbi permangono. Il “parlare” societario sembra volutamente distante dalla realtà, alimenta alibi e congegna una montagna di accordi commerciali e pubblicitari molto utili per le casse ma che, purtroppo, non danno punti da aggiungere ai 14 dopo 16 gare in classifica. Insomma, il passaggio è delicato. A cercare alibi e ad alimentare lamentele sugli arbitri nessuno si è mai salvato. Il mercato di gennaio è dietro l’angolo. La questione stadio pure. Una proprietà all’altezza saprebbe chiaramente come muoversi. Il lato positivo? Una tifoseria seria, che soffia e aiuta, in casa e trasferta. Ma non basta. E adesso c’è la trasferta di Venezia contro gli ex Di Francesco, Oristanio (il mancato riscatto grida vendetta) e Altare. Dita incrociate.
Cagliari, la vince Carnesecchi!
L’Atalanta si impone 1-0 alla Domus. Ma i rossoblù creano almeno cinque palle gol con altrettante chiusure del portiere ospite. Davide Nicola plaude i suoi ma chiede più cinismo. Domenica trasferta a Venezia
Mario Frongia
Scomoda i miracoli di Carnesecchi, sa di aver avuto le risposte che cercava, chiede un pizzico di cinismo. Davide Nicola, nonostante sia arrivata alla Domus la seconda sconfitta di fila, si gode l’attimo. Il Cagliari contro l’Atalanta prima della classe ha perso di misura. Non ha avuto un filo di fortuna pur mostrando organizzazione e una pressione alta da grande collettivo. Inoltre, ha tenuto testa e mostrato buone geometrie. E anche nei duelli personali non è andata male: il bomber della A, Retegui, è stato annullato da Mina. Con Sherri mai impegnato. la Dea ha cambiato l'inerzia del match con cinque cambi doc. Se ti puoi permettere di partire senza Zaniolo, De Roon, Djimsiti, Lookman e Samardzic, invertire la rotta non è impossibile. Da qui, un match alla pari o quasi. Con cinque occasioni da gol, Piccoli e Zortea, risolte solo da una serie di magie del portiere ospite. “Ci ha salvato Carnesecchi” ha ammesso con fair play insolito, Giampiero Gasperini. Il tecnico del Cagliari plaude le parate del numero 29 e riannoda i fili: “Le ultime due squadre che abbiamo affrontato, Fiorentina e Atalanta, hanno vinto sedici volte. Considerato il livello delle avversarie penso che avremmo potuto prendere due punti. Non male, in sostanza. I ragazzi stanno lavorando bene e si ottiene ciò che si merita”. Sul modulo, poche storie. “Abbiamo un sistema di gioco che permette di costruire coi terzini o i braccetti. Zappa, Mina e Luperto modificano in corso d’opera a seconda di chi si incontra. Il rigore? Un episodio, giudicano gli arbitri. Ma conta la buona prova e i giocatori devono essere contenti”. In attesa delle altre gare della sedicesima giornata i rossoblù stanno a quota 14. Ma approccio e condotta rassicurano i tifosi, ieri in 15.900 alla Domus. La marcia prosegue. Per Nicola a chiudere l’andata ci sono Venezia fuori, Inter in casa e Monza in trasferta il 5 gennaio. Con le dirette concorrenti non si può più sbagliare.
I singoli. Un faccia a faccia che lascia buone sensazioni alla tifoseria. “Di certo non tolgo meriti all’Atalanta. Per noi è stato molto allenante questo match, nel non perdere troppi palloni e facendolo girare velocemente. L’Atalanta è una squadra forte ma non sarà facile nemmeno per loro fino alla fine”. Nicola parla di frenesia. “Serve cinismo. Se fosse entrato il pallone di Pavoletti sarebbe saltato il banco e gli avremmo disorganizzati. Tanto che abbiamo portato in attacco Mina. Il collettivo? Nella prestazione generale c’è poco di migliorabile. Loro hanno un portiere da Nazionale”. Sui singoli, poche storie. “Non so cosa ha tolto l’uscita di Luvumbo, con lui interpretavamo un sistema di gioco diverso. Senza Zito abbiamo dovuto interpretare un’altra gara. Deiola? Serviva grande fisicità ed essere abile nei calci piazzati. Ho preferito un centrocampo con più gestione con Makoumbou, pressioni con Adopo, e la capacità di Deiola nel liberare il corridoio centrale tra Zito e Piccoli e la fase di non possesso nel non perdere il livello di pressione”. La strada è lunga ma il Cagliari c’è.
Cagliari, stop di misura a Firenze
Ma i rossoblù avrebbero meritato il pareggio. Nicola punta su Viola e Obert dal via ma è Luvumbo, dalla ripresa, a dare la sensazione di poter incidere. Adesso, testa alla Dea
Mario Frongia
C’è poco da meravigliarsi se in coda - ma anche in testa nel forcing scudetto ancora tutto da capire - basta un passaggio a vuoto per ritrovarsi nel calderone che lotta per la salvezza. Il Cagliari che perde 1-0 al Franchi con la Fiorentina dà però la sensazione di potersela giocare sino alla fine. In attesa delle altre gare della quindicesima d’andata, in Toscana si è avuto conferma dello spirito propositivo dei rossoblù. Il mix made in Davide Nicola regge. Anche con una squadra che veniva da sette vittorie - con questa è record di Palladino nella storia dei gigliati: otto di fila come Carniglia - Makoumbou e soci hanno mostrato quel genere di atteggiamento che premia, prima o poi, chi ha buon senso e coraggio. Il tecnico punta le fiches su Viola alle spalle di Piccoli, tiene fuori Luvumbo, Gaetano e Adopo. Viola non ha mai trovato la giocata. In mezzo Marin e Makoumbou non sono stati al top. Ma i padroni di casa hanno sofferto la ragnatela rossoblù. Il raddoppio puntuale in mezzo, con Mina, sempre provocatorio ma terribilmente efficace, e Luvumbo hanno fatto il resto. Il gol-partita di Cataldi nasce da un corto circuito in mediana. Intanto, Adli semina il panico e si trascina Marin e Makoumbou. Poi, anche Viola cade nella trappola e va a smorzare l’ex Milan. Peccato che questo lasci spazio a Cataldi, che aspetta e piazza il piattone destro dai diciotto metri su assist di Beltran. Sherry parte in ritardo ma non è messo al meglio: 1-0. L’ufficio stampa del Cagliari fa sapere che il portiere albanese sarebbe stato disturbato da Kouamé in off side. Ma l’attaccante non è parso influire sulla visuale di Sherry. “Il gol era da annullare” dice Nicola nel dopogara. Ma è meglio ripartire dall’approccio positivo per preparare la prossima - sabato alle 15 alla Domus - con l’Atalanta. I primi della classe all’esame con il Cagliari. Servirà un passo, fisico e mentale, preciso e senza sbavature.
Regia e punta cercasi. Il primo tempo si chiude con 4 tiri dei padroni di casa e neanche uno degli ospiti. Ma il tema riguarda la manovra. Se Mina firma quattro lanci da 60 metri, c’è qualcosa che non quadra in mezzo nella costruzione e nella gestione dei tempi di gioco. Manca il regista? Sì, ma Prati non gioca. A rincorrere le prime voci di mercato, sarebbe in freezer per una probabile partenza a gennaio, versante Torino. Voci, appunto. Intanto, il play è titolare nella nazionale Under e non mette piede in campo nel Cagliari. Considerazioni da fare anche per Gaetano, pezzo pregiato e last minute di mercato. Il trequartista è troppo lontano dal risolutore della scorsa stagione. E Piccoli, che si sbatte sull’intero fronte offensivo, soffre la mancanza di palle pulite dal limite dell’area. Per chiudere, la questione portiere. Scuffet, quarta di fila in panchina, destinato ai saluti. Potrebbe rientrare nello scambio con Terracciano che a Firenze non ha nessuna intenzione di fare la riserva di De Gea. In sostanza, visto che neanche Sherry convince appieno, il cambio di aria, e di titolare, pare inevitabile. Insomma, l’altalena - vista una rosa che necessita di almeno tre interventi - per i rossoblù prosegue.
Comunicazione e giornalismo: in Sardegna le testate tradizionali conservano autorevolezza
Dalla ricerca commissionata dal Corecom emergono dati interessanti su abitudini e tendenze dei lettori nell’isola. "Un riferimento ineludibile per cittadini, editori e istituzioni" rimarca Sergio Nuvoli
Mario Frongia
Da Porto Torres a Pula, passando per Baunei e Iglesias: i sardi si informano in maniera multimediale, su più strumenti, con piglio critico e puntualità. Leggono di tutto ma dalla ricerca sullo stato dell’arte commissionata dal Corecom all’Alta scuola in Media comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si scopre che le fonti tradizionali mantengono una solida autorevolezza. Ma non solo. I sardi si fidano dell’informazione. La ricerca - presentata il 28 novembre scorso nella sala stampa “Gianni Massa” del Consiglio regionale della Sardegna - ha mappato canali e contenuti. Ha ricostruito i processi con cui i cittadini si informano. Ha incluso strumenti e formati innovativi o non convenzionali. “L’intento è stato dunque quello di analizzare il fenomeno informativo dal punto di vista dell’offerta messa in campo dal comparto regionale e dal punto di vista della ricerca e della fruizione di contenuti informativi da parte dei pubblici” spiega Sergio Nuvoli, promotore dell’indagine da presidente del Corecom. Con la direzione scientifica di Mariagrazia Fanchi, l’indagine ha colto uno dei bersagli istituzionali del Comitato. “Nei sei anni di attività dell’Osservatorio opinion leader 4 future di Almed e Credem, Università Cattolica, confermano la profonda trasformazione in corso nelle pratiche e nella regolarità con cui ci si informa e configurano uno scenario complesso che non si può ridurre al rilievo che non si leggono più giornali. Il caso della Sardegna - sottolinea la direttrice - è in questo senso emblematico sia per la molteplicità di forme con le quali i cittadini, e non solo i più giovani, assumono e condividono informazioni, sia per il ruolo che le testate tradizionali si stanno ritagliando: come il canale più trasversalmente capace di soddisfare i bisogni di informazione”. In sostanza, si cerca autorevolezza, fiducia e chiarezza. Anche e soprattutto rispetto ai nuovi erogatori di notizie. “Questa ricerca realizza una delle nostre finalità. Abbiamo puntato con determinazione fin dall’inizio del mandato. Il lavoro fatto dal team di ricercatori guidato dalla professoressa Fanchi, ci ha fornito una mole di dati molto consistente ottenuta e analizzata con metodo scientifico. Il quadro che emerge è vitale, vario e professionale con centinaia di professionisti. Siamo certi - aggiunge Nuvoli, che ha chiuso il mandato presidenziale e fa parte del direttivo regionale guidato da qualche giorno da Luchino Corrias, che comprende anche Nicola Grandesso Silvestri, Massimo Lavena, Luigi Pambira, Marco Pili, Flavia Attardi, Maurizio Bistrusso, Alessandro Balzani e Marco Pisu - che la ricerca costituisca la base per una riflessione approfondita sul sistema informativo sardo. Siamo orgogliosi nel metterla a disposizione della categoria giornalistica, della classe politica e dei sardi”.
Identità regionale. I ricercatori e le ricercatrici di Almed Università Cattolica - Sara Sampietro, Giulio Vidotto Fonda, Sebastiano Pacchiarotti - hanno anche realizzato un’indagine multimetodo, articolata in differenti step: un’analisi quali-quantitativa tra gli abitanti del territorio sardo. I dati rivelano abitudini, motivazioni e giudizi sulla fruizione informativa in Sardegna (1.003 soggetti tra i 16-80 anni), la mappatura dei contenuti online con un tool di web listening (81.100 contenuti analizzati) e la revisione sistematica dei dati e delle ricerche già esistenti. In sostanza, prima che italiana o europea, la maggioranza dei sardi si sente sarda (57 per cento). Identità locale che si riscopre trendy e fa breccia tra i giovani istruiti residenti nei grandi centri del territorio. La spinta a informarsi nasce da una pluralità di driver con al centro il desiderio di ampliare i propri orizzonti culturali e di essere cittadini attivi e consapevoli (50 e 45). Ciò si riflette in un più spiccato interesse per l’informazione locale e regionale (51, molto interessati), rispetto a quella nazionale o internazionale (rispettivamente al 40 e al 31 per cento). I temi nell’agenda dei sardi sono diversificati. Ma il 96 per cento segue le notizie su meteo e traffico, una maggioranza si informa regolarmente sugli eventi a livello locale (55), molti seguono costantemente politica, cronaca nera e sport. Lavoro, innovazione ed economia intercettano una nicchia imprenditoriale e maschile.
Fonti di informazione. Tra i meccanismi di condivisione delle notizie, il più potente rimane il passaparola nelle reti familiari, lavorative e amicali, che rappresenta una fonte di approvvigionamento regolare di informazione locale per il 61 per cento. Tra i principali soggetti ed enti riconosciuti come fonte di informazione prevalgono gli enti locali (Comuni e Regione): da questi circxa quattro cittadini su cento affermano di ricevere informazioni regolarmente, trasversalmente alle varie fasce d’età. Seguono gli influencer locali online (30), più seguiti dalla Generazione Z. A distanza politici o partiti (23), associazioni e attivisti (21 e 17 per cento), ma ancora con maggiore seguito tra i più giovani. La propensione dei cittadini sardi verso l’informazione, che emerge anche dalle indagini multiscopo di Istat, è confermata dal numero delle testate e fogli regionali e locali: oltre 50, con una diffusione capillare sul territorio. Anche la Sardegna risente della più ampia dinamica che vede una crescente propensione alla fruizione di testate online a detrimento di quelle cartacee. Negli ultimi 3 anni i due principali player regionali, l’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, registrano infatti una prevedibile, evidente e progressiva riduzione della tiratura cartacea. D’altra parte, potrebbe stupire di più l’altrettanto evidente e progressiva flessione delle edizioni online di entrambe le testate, quasi dimezzata tra il 2021 e il 2023. Ciò potrebbe essere in parte spiegato da dinamiche, anch’esse sovra locali, legate alla disaffezione dei più giovani verso le fonti «tradizionali» nella direzione di una dieta informativa più spostata verso i social network. Il giudizio complessivo sul sistema dell’informazione locale è nettamente positivo per quanto concerne la chiarezza dei contenuti, adeguata per l’82 per cento del campione, e prevalentemente positivo per quanto riguarda la loro veridicità (66) e per il loro livello di approfondimento (61). Diviso risulta invece il giudizio sull’imparzialità dell’informazione, adeguata solo per il la metà dei rispondenti (55 per cento nel caso dell’elettorato di centrodestra). Ciò, tuttavia, non si traduce in una critica dei mezzi d’informazione tradizionale in favore dei media digitali, è vero anzi il contrario. L’informazione ricevuta attraverso Tv, quotidiani e radio riscuote soddisfazione maggioritaria tra il 70 e il 78 per cento del campione, superiore a quella accordata ai nuovi media. In particolare, i podcast e i contenuti prodotti dagli influencer, perlomeno in fatto di informazione locale, riscuotono un giudizio diviso: oltre il 45% degli intervistati si ritiene insoddisfatto. Indagando sull’opinione rispetto all’informazione locale legata alle specifiche tematiche, meteo e traffico riscuotono maggiore soddisfazione. I temi più controversi risultano invece politica, economia e lavoro (pienamente soddisfacenti per il 16-17 per cento del campione) sui quali è più probabile che il lettore rintracci letture divergenti dalle proprie opinioni; dato che potrebbe essere associato alla limitata percezione di imparzialità del sistema informativo complessivo. Lo sguardo all’immagine della Sardegna dai quotidiani locali dice che per la maggioranza questi restituirebbero un ritratto realistico ed equilibrato del territorio regionale. Ma per uno su cinque - in particolare tra i cittadini delle province di Oristano e Sud Sardegna - la rappresentazione della Sardegna risulterebbe invece distorta in senso peggiorativo dai quotidiani locali. Un dato su cui il Corecom ha innescato una sana riflessione. Indispensabile per una comunità civile, libera e democratica.
Cagliari, vittoria con vista
Match sporco, combattuto, povero di tecnica. I rossoblù passano 1-0 sul Verona. Balzo in classifica incoraggiante in vista delle sfide con Fiorentina e Atalanta. “I ragazzi hanno qualità morali, sono soddisfatto” le parole di Davide Nicola
Mario Frongia
Una vittoria che può dare la spinta giusta per le sfide di Firenze e con l’Atalanta alla Domus. Il successo con il Verona– il secondo in casa, dopo la rimonta con il Torino ma il primo senza subire gol: era successo solo in Coppa Italia - porta in dote più dei 3 punti. Intanto, vale il sorpasso momentaneo sulla Roma. A quota 14, Luperto e soci sono a una lunghezza dal Toro, dodicesimo. Insomma, in attesa delle partite della quattordicesima giornata che si chiude lunedì con Roma-Atalanta, la tifoseria può godersela. E siamo all’1-0 colto in casa contro i veneti. Partita maschia, sporca, di seconde palle e poca tecnica da una parte e dall’altra. Si combatte, si rincula e si riparte alla pari. La palla vola alta. Il Cagliari mostra le unghie. Nicola sceglie i due mediani e affolla l’area schierando a sorpresa Lapadula. Stanno fuori Viola e Gaetano, i soli dotati di un tasso tecnico superiore alla media dei compagni. Peraltro, l’ex Napoli a Genoa ha dato segni di risveglio. Si accomodano in panca anche Adopo e Obert. Zanetti ha una pattuglia di corridori. Ma la manovra è disomogenea. Si va a strappi, da una parte e dall’altra. Tanti corner, qualche occasione, conclusioni che fioccano. Gli ospiti colpiscono una traversa, le risposte sono di Luvumbo, Piccoli e Zortea. Ma ci pensa Piccoli, quarto centro stagionale, nella ripresa. L’azione è da serie A con Makoumbou che innesca in area Felici, palla indietro e zampata del centravanti scuola Atalanta. La reazione del Verona è ben organizzata ma manca la finalizzazione.
Responsabilità e umore. Il Cagliari che tiene botta, risponde colpo su colpo, si aiuta nei raddoppi, cerca la porta e sale alto con un pressing collettivo, dà orgoglio ai tifosi. Vincere e stare lontani dalle zone roventi della coda, aiuta a fare sempre meglio. Giustamente il tecnico smorza: “Nei numeri abbiamo dimostrato di valere la vittoria. Merito di chi magari non gioca sempre, ma di cui non ci dimentichiamo. Nella nostra rosa c’è una grande qualità morale: andiamo avanti, non abbiamo fatto chissà che cosa, c’è ancora tanto da fare” sintetizza il tecnico. Sui singoli poche storie: “Vincendo si capitalizzano i passaggi precedenti. Contava avere continuità di risultati e di prestazione. Non sempre si può vincere ma sono soddisfatto perché sapevamo di incontrare una squadra molto motivata. Lapadula? L’idea era usare un doppio mediano e cercare di trovare più spazio in attacco, per servire più palloni. Nei primi venti minuti abbiamo avuto soluzioni interessanti”. Su Roberto Piccoli Nicola ha pochi dubbi: “Si sta creando i numeri. Non pensa solo ai gol, ma al bene e al lavoro che fa per la squadra. Quando è uscito mi ha detto che era morto, è fra i primi per minutaggio, bisogna trovare il modo di farlo rifiatare”. Infine, Mattia Felici: “Arriva da un altro contesto e ha avuto un salto di qualità dal punto di vista delle responsabilità Il Cagliari crede nelle sue qualità, ha margini di crescita importanti”.
Notarella
Sherri in porta e Scuffet che lo guarda. Davide Nicola prosegue nel dare fiducia al portiere albanese che ha preso cinque gol nelle prime due gare (Milan e Genoa). Scuffet paga la presa, e il gol a seguire, subito all’Olimpico contro la Lazio Ieri, primo cleen sheet. Tra appassionati e sportivi il dibattito è aperto. I portieri sono giocatori a sé. Sfiorarne l’equilibrio è questione molto delicata. Sherri, acquisto voluto e supportato dal presidente, si trova in campo. Scuffet a gennaio potrebbe salutare. Chissà se la mossa è stata azzeccata.
Beni architettonici: Rotonda di Tempio, carceri di Buoncammino e San Sebastiano, ex manicomi di Cagliari e Sassari nel percorso della Scuola di UniCa
Le iscrizioni alla specializzazione biennale si chiudono il 2 dicembre. Tra studi, ricerca e restauro dei tesori isolani, il percorso di UniCa fornisce un titolo preferenziale per i bandi di Soprintendenza, ministero Cultura e gare per il restauro del patrimonio paesaggistico
Mario Frongia
Una Sardegna che merita rispetto. Culturale, sociale, economico. In sostanza, quel genere di garbo scientifico e pragmatico che accompagna le filiere di sviluppo e tutela di qualità e destinate a segnare i tempi. Una Sardegna che vanta luoghi, territori, esperienze e strutture che necessitano di professionalità ed esperienze di alto profilo. Una Sardegna che deve alzare l’asticella sul vero presente e futuro dei tesori della propria storia. Il flash è immediato: la Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio dell’Università di Cagliari forma i formatori. Modella e crea percorsi accademici al passo, e molto spesso anche un tantino avanti, con le principali accademie e i competitors istituzionali di settore. Il team diretto da Caterina Giannattasio vola leggero. Incrocia relazioni, esamina, sviscera, approfondisce, si confronta. D’altronde, in Sardegna la materia prima non manca. Per dire, il percorso affronta il rapporto tra patrimonio costruito e paesaggio nel bacino del Mediterraneo. Mette mano e mente alle visuali e alle ricerche architettoniche, urbane e territoriali. Ha per mantra il riuso, la sostenibilità e l’accessibilità. Con la direttrice - mossa da passione e professione: gli stessi capitoli che ne guidano la mission con il Centro interdipartimentale Cagliari accessibility Lab - la Scuola marcia spedita. Affronta e supera ostacoli di vario genere. Mette in luce un ateneo dinamico, ben incastonato nei problemi, o nelle opzioni culturali e di fruizione, della collettività. E, per stare a un sano realismo, conseguire il diploma di specialista in beni architettonici e del paesaggio consente di mettere in curriculum un titolo preferenziale su scala nazionale per partecipare ai bandi di Soprintendenza, ministero della Cultura e alle gare d’appalto per il restauro del patrimonio. Per iscriversi occorre una robusta accelerata: il timer scossa fino a lunedì 2 dicembre. Per le giovani e i giovani specialisti sardi, con un plus d'amore per la propria terra, un'occasione più che ghiotta.
La Sardegna, isola del tesoro. “Seguiamo, tra l’altro, le carceri storiche, Buoncammino a Cagliari e San Sebastiano a Sassari. Siamo impegnati - dice la professoressa Giannattasio - anche con l’ex reggia giudicale di Oristano, la Rotonda di Tempio, gli ex ospedali psichiatrici di Villa Clara e Rizzeddu a Cagliari e Sassari e i borghi abbandonati come Osidda”. Il team del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura - nella Scuola sono coinvolti i docenti di altri dipartimenti dell’ateneo, Università e centri di ricerca nazionali ed esteri - segue anche torri costiere, castelli e mura medievali, paesaggi militari. In breve, UniCa assieme. Nel mettere su un percorso che è indicativo per quanti si muovono in un ambito che richiede visione, intuito e professionalità specifiche. Meglio se maturate sul campo. Alla Scuola accedono laureati magistrali e specialisti in Architettura, Ingegneria edile, Archeologia, Conservazione beni architettonici e ambientali, Conservazione e restauro beni culturali, Storia dell’arte, Conservazione patrimonio storico-artistico, Storia dell’Arte e laureati con il vecchio ordinamento inerenti alle discipline del bando. La Scuola prevede venti posti per anno, due riservati a dipendenti degli Istituti del ministero della Cultura con sede in Sardegna, due a dipendenti del Comune di Cagliari e due a stranieri. L’accesso avverrà secondo una graduatoria, stilata in base a titoli e colloquio. Per le prime tre posizioni sono previste borse di studio. Le lezioni si svolgeranno tra gennaio e giugno 2025.
I tempi, i luoghi, l'obiettivo. “In un momento di forti trasformazioni del paesaggio emerge l’importanza di sensibilizzare le comunità alla cura del patrimonio culturale. Nel 2005, il Consiglio d’Europa con la Convenzione di Faro ha sottolineato gli aspetti importanti del patrimonio culturale in relazione a diritti umani e democrazia. L’Italia - sottolinea Caterina Giannattasio - nel 2020 ha ratificato la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società e si è impegnata a incoraggiare la formazione professionale continua e lo scambio di conoscenze e competenze, all'interno e all'esterno del sistema educativo”. Ma non solo. “La Sardegna, per le sue specificità ambientali, culturali e storico-politiche, necessita di attenzioni e cure sui paesaggi storici e archeologici, industriali, rurali, militari. Così come i territori delle aree interne soggette al crescente fenomeno di spopolamento. Anche per questo - conclude la professoressa Giannattasio - occorre formare esperti di alta competenza nella cura del patrimonio sardo”. In sostanza, cultura e sardità. Miscela indispensabile per un domani ricco di forti opportunità. Il link al bando è il seguente: https://web.unica.it/unica/protected/474017/0/def/ref/DOC474002/. Ulteriori informazioni si possono avere su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; https://unica.it/unica/it/ssbap.page.
Cagliari, pari di peso a Marassi
La squadra di Davide Nicola pareggia 2-2 in rimonta e sfrutta al meglio due rigori. Contro il Genoa di Vieira testa e gambe vanno nel modo giusto. Venerdì arriva il Verona, match molto insidioso
Mario Frongia
Prima si sofferma su qualche gol di troppo. Ma dura poco. E parte il plauso al gruppo: “Caratterialmente recuperare uno svantaggio subito nel nostro momento migliore di gioco, va bene”. Davide Nicola dalla pancia di Marassi: diluvio e prato disastrato da un match dell’Italrugby. Il tecnico rossoblù porta a casa un punto. Muove la classifica in casa di una diretta concorrente, si prepara al faccia a faccia con il Verona, venerdì alla Domus. Insomma, in casa Cagliari si gioisce. Ma senza strafare. E lo si sapeva. “Abbiamo preso gol su situazioni evitabili, sul secondo ci siamo messi male, non so cosa sia successo e non mi interessa commentarlo”. I rossoblù al “Ferraris” impattano bene. Passano in vantaggio su rigore, Sozza vede il braccio di Frendrup e indica il dischetto. Il Var conferma, Marin non sbaglia. Nicola ripassa dal via: “Dobbiamo sistemare qualcosa, ma va bene così”. Anche il 2-2 definitivo arriva su rigore, segna Piccoli allo scadere. Il pari è il risultato giusto. Ma Patrick Vieirà, pluricampione francese, da tre giorni sulla panca del Genoa al posto di Gilardino, non ci sta: “Sul secondo rigore l’arbitro ha sbagliato! Nel secondo tempo siamo stati la squadra più forte, ma così è il calcio”. È difficile accettare il secondo rigore”. Ma un punto va preso incartato e portato a casa.
Orgoglio rossoblù. “Sono soddisfatto per come lotta questo Cagliari, ci dobbiamo costruire il futuro”. La squadra soffre e combatte. Ma si aspetta ancora il miglior Zortea. E anche da Gaetano, finalmente un guizzo sottoporta, serve altro. Intanto, bene Luvumbo e Piccoli. Niente male Makombou, subentrato a Marin, e Adopo. Il match è sporco, si gioca palla su palla. Sozza lascia giocare, si chiude con tre cartellini, compreso il rosso su Viola, ridimensionato giustamente in giallo. I rossoblù mostrano da subito i denti. Davide Nicola ha chiesto pressing alto e raddoppi. Il Genoa - tra subentro in panchina, proprietà 777 che pare in crisi e si legge del ritiro di due figure dal cda - mostra crepe pesanti. Regge Badelj, corrono Miretti e Sabelli, Pinamonti è il più pericoloso. Ma Luperto e Mina sono sul pezzo. Dietro, il solo opaco è Augello. Da citare i colpi di testa di Piccoli e Pavoletti, nella seconda frazione. I flash di un Cagliari che si muove rapido, mostra maturità nei momenti chiave della gara, corre con giudizio. Ma sa cosa non fare: aprirsi, girare la palla con la moviola, darla dietro. A proposito, Scuffet sta ancora in panca. Gioca l’albanese Sherry, acquisto del presidente. Con i portieri la cautela è sempre massima. L’alternanza non è intelligente e non ha mai dato risultati proficui. Certo che per Scuffet, dovendo fare la riserva, sarebbe stato meglio andare a Milan. La questione, anche per Marin, si riaprirà a gennaio. Adesso, testa al Verona, alla Domus venerdì alle 20.45. I veneti sono stati asfaltati dall’Inter al Bentegodi. Facile prevedere veleno su ogni pallone. Partita molto insidiosa. Ma il Cagliari ha l'occasione per superare una diretta concorrente alla corsa salvezza.
Arrdia, progetto internazionale tra medicina e ambiente
Amianto e patologie pleuro-polmonari, diagnosi precoce e professionalità. Roberto Cherchi, già primario di Chirurgia toracica all’Oncologico, è il direttore scientifico di un team che lavora per aiutare i lavoratori che inalano sostanze tossiche. In Sardegna la triste presenza, oltre alle aree minerarie, di oltre 2.200 edifici con presenza di amianto
Mario Frongia
“Era tempo di voltar pagina!” Roberto Cherchi adora la medicina. E c’è da scommetterci: il giuramento a Ippocrate non è stato un mero adempimento burocratico e professionale. Passione e pensiero lungo. Come per il progetto che apre prospettive di sviluppo scientifico non solo di interesse scientifico e clinico. Ma, soprattutto, di forte attenzione per i pazienti. Arrdia, acronimo di Asbestos related respiratory diseases in industrial area, è l’asticella che sale. Medica, clinica, assistenziale. A ben guardare, gambe della stessa idea: essere al servizio della comunità. Prevenire, curare e assistere. Con metodiche all’altezza di un paese industrializzato. E dinamiche operative chiare e trasparenti. Ed ecco l’addio al reparto dell’ospedale Businco: “La mia scelta di lasciare dopo dieci anni il primariato è stata ponderata. E deriva dal fatto che in questi anni si è formato un gruppo di lavoro molto efficiente an che di fronte alle problematiche affrontate quotidianamente. Un’équipe che è cresciuta costantemente ed è stata capace di raggiungere parametri di operatività straordinari. Una squadra. che negli anni in cui sono stato primario. non ha mai avuto un contenzioso medico legale, e oggi, con le situazioni di cui si sente parlare, è veramente una cosa eccezionale”. La realtà, l’ospedale, i contesti, sempre più complessi e articolati. Il dottor Cherchi ne ha viste tante. Ma sui propri collaboratori, da Laura Riva a Massimiliano Santoru, Matteo Pinna Susnik, Paolo Albino Ferrari, Sabrina Sarais, Alessandro Murenu, Francesco Corda e Giulia Grimaldi. Il progetto, dunque. Patrocinato dall’assessorato regionale della Programmazione e dal Crs4, completa un percorso nato due anni fa al Businco. Dal primo ottobre scorso il direttore scientifico è Roberto Cherchi. Che precisa: ¨Siamo partiti con un reparto che ha fatto 146 interventi l’anno e oggi supera i 430. La parte amministrativa è migliorata del 340 per cento, passando da 800mila a tre milioni di euro. Direi che i dati sono interessanti! E ne sono orgoglioso perché nell'ultimo ranking della Società italiana di Chirurgia toracica siamo al decimo posto in Italia”.
Assist di pregio. Con una premessa: “Dal 2014 abbiamo applicato tecniche avanzate nei settori endoscopico e chirurgico toracico puro”. In definitiva, un quadro propedeutico per poter guidare Arrdia. “Il progetto, nato nel mio reparto, è legato all'ambiente e alla biomedicina, settori di cui mi sono sempre occupato. Da trent’anni sono perito del Tribunale di Cagliari sulle problematiche legali legate a questi temi. Provengo dal Sulcis, un'area della Sardegna che ha avuto un impatto, da questo punto di vista, fortissimo. Luoghi dove un tempo si viveva di miniere e industria. La ragione per cui si è arrivati a fare questo progetto, sta proprio nell'impegno verso i lavoratori che sono stati esposti all'inalazione di sostanze tossiche”. La storia siamo noi, canta Francesco De Gregori. La storia della Sardegna è anche quella dei grandi insediamenti industriali. Del business minerario, delle false promesse, dell’inquinamento, delle bonifiche mai fatte. Roberto Cherchi fa una lieve smorfia. “Stiamo ancora raccogliendo le scorie e i danni che sono rimasti in vari territori dell'isola, specie nel Sulcis Iglesiente. Sono stato incaricato di partecipare al Tavolo tecnico per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti all'amianto: l’idea di proporre ai lavoratori e alle organizzazioni che li seguivano un progetto che andasse anche oltre, è nata così”. Arrdia passa microRna, le piccole molecole endogene di Rna non codificate. “Sono riscontrate nel trascrittoma di piante, animali e alcuni virus a Dna che sono deputate all'immunità locale dei nostri organi. Solo dieci anni fa nessuno le conosceva, oggi invece, è stato attribuito ai loro scopritori il premio Nobel con la relativa validazione scientifica internazionale di quella intuizione”. Il progetto cresce e vola leggero. Con la Giunta regionale che lo sostiene. L'amministrazione precedente, con l’assessore della Programmazione Giuseppe Fasolino, e il suo successore attuale, Giuseppe Meloni, credono nel progetto. Il bersaglio? Individuare con la raccolta della parte liquida del respiro, le sostanze che provengono dagli organi che sono poi interessati dalle malattie che l'amianto può determinare e che quindi dovrebbero essere molto più presenti”. In breve, le cose che funzionano grazie a una professionalità che va dritta al punto.
Il plauso internazionale. Il progetto ha debuttato al congresso mondiale della Società di epidemiologia, tenutosi a Mumbai nel 2022. “Il gruppo di oncologi indiani è rimasto colpito ci ha contattato. Adesso, lavorano con noi e a breve stipuleremo una convenzione perché possano entrare a far parte del progetto a cui collaborano anche le Università di Cagliari e Milano ed il Crs4”. La ricerca del team di Roberto Cherchi ha per riferimento un campione di 450 operai che in gran parte fanno parte di Aiea, l’Associazione italiana degli esposti all’amianto, e di un'altra organizzazione dell'Oristanese: “Un’area con una grossa incidenza di presenza di residui di manufatti altamente tossici. Da qui, l’appello alle istituzioni: in Sardegna c'è ancora troppo amianto da bonificare. E sbaglia chi pensa che il problema interessi solo i lavoratori dell’industria”. Anche perché in Sardegna il Comitato nazionale dell'amianto ha censito 2.200 edifici e nel mondo della scuola il rischio esposizione è stato quantificato in ambito nazionale per circa 350mila studenti. Molte strutture hanno ancora coperture interne, specie le palestre, dove docenti, personale scolastico e i ragazzi sono ovviamente esposti alla presenza di queste strutture che emettono piccole frazioni di materiali che tendono ad indovarsi nei nostri tessuti, a livello dell'apparato digerente e respiratorio. “Il progetto, oltre alla visione positiva da parte della Giunta regionale, può essere diffuso anche alla ricerca di altri fattori grazie alla continua serie di prelievi che noi facciamo. Tutto serve per migliorare l'identificazione e la definizione della malattia di cui è affetto l'operaio, l'ex operaio e i suoi congiunti. Occorreranno altri fondi. Inoltre, non scordiamo gli ex esposti all'amianto e il singolo cittadino che vuol farsi controllare. Noi facciamo un test ogni sei mesi per tre anni a quanti vogliono partecipare allo sviluppo del progetto e anche a coloro che hanno avuto una diagnosi di malattie di questo tipo, soprattutto tumore del polmone, mesotelioma e interstiziopatie”. Il messaggio è evidente: i pazienti vengono seguiti dagli specialisti. Ma occorre ampliare i finanziamenti. La Regione copre Arrdia per trentasei mesi.
