Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Cagliari, ko con la Juve
Primo tempo senza idee e forze per contrastare la Vecchia Signora. Ripresa decente ma Caprile evita almeno tre volte la goleada. Intanto, in coda vincono in tre. Adesso, testa al Bologna
Mario Frongia
Certo, Mina poteva fare meglio. E Adopo pure. Ma scaricare sul colombiano le colpe della sconfitta per 1-0 - quelle vittorie a “corto muso” tanto care a Max Allegri! - pare eccessivo. Alla sconfitta della ventiseiesima alla Domus sold out, hanno contribuito tutti. Dal campo alla panchina al club. Unica eccezione, oltre ai tifosi, sant’Elia Caprile. Il portierone soccombe solo a Vlahovic, ma mura Yldiz, Conceicao e lo stesso centravanti match winner. Partiamo da Davide Nicola. Il tecnico ha preparato la gara per blindare, o almeno mitigare, ripartenze, incursioni laterali e centrali della Juve. Piazza in mediana gli stessi tre di Bergamo (Deiola-Makoumbou-Adopo) e rinuncia al trequartista. Ma si scorda di schermare Locatelli: il play bianconero gioca una montagna di palloni, apre, sventaglia, lancia, crea occasioni manco fosse una via di mezzo tra Busquets, De Bruyne e Kros. Una serata di lusso per l’ex Sassuolo che gioca in pantofole e può comodamente gestire palla e gioco con Makoumbou e Piccoli, ma anche Adopo e Deiola, che lo ammirano a dieci metri di distanza. Male. Per Nicola rimane da chiarire anche lo spostamento di Luvumbo - due minuti in campo e ha costretto al giallo Weah - da sinistra a destra. Dove si è pian piano spento. Sul club poche storie: Palomino, che potrebbe lasciare il Cagliari per andare in Argentina al Talleres, è una bomba a orologeria. La società pensa solo a risparmiare un milione di euro di stipendio. Ma il tecnico ha risposto adeguandosi: “Non mi opporrò”. Mica male se si pensa che dalla difesa sono partiti anche Azzi e Wieteska. L’aziendalismo spinto oltre il normale buon senso non ha mai garantito né salvezze né accesso alle Coppe. Ma non è tutto. Se Marin ha rivisto il campo per qualche minuto, Prati passa ancora in tv a Chi l’ha visto? Un tema increscioso, visto che è stato pagato sei milioni di euro mentre Oristanio è stato lasciato al suo destino.
Continuità cercasi. Per la conferma dopo le strisce positive c’è ancora da lavorare. Era capitato all’andata dopo gli exploit esterni con Parma e Juve e la vittoria in casa con il Torino, è arrivato il ko di Udine. Quindi, la risalita: vittoria a Monza, pari a San Siro con il Milan, 4-1 al Lecce alla Domus. A seguire, sprofondo rosso con il Toro. E siamo a oggi: il 2-1 al Parma, lo 0-0 di Bergamo con l’Atalanta, la sconfitta con la Juve. Niente, per un filotto più duraturo c’è da aspettare. Intanto, la coda da segni di vita. Verona, Parma e Como vincono, il Venezia strappa un punto, ma è vivo, alla Lazio. Si registra il tracollo dell’Empoli (5-0 in casa dall’Atalanta) e del Monza (0-4) a Roma. Traduzione: il Cagliari a quota 25 ha visto ridursi di un punto la distanza dal terzultimo posto, occupato dall’Empoli a 21. La classifica che dietro si accorcia non è mai un buon segno. “Le qualità in campo non sempre ti permettono di avere atteggiamento e giocate come quelle mostrate nel secondo tempo”. La frase onesta è di Davide Nicola. E ci sarà da ricordarsene. “Ho lottato spesso per questi obiettivi, ci sono tante squadre coinvolte” ha chiosato il tecnico nel post Juve. Con la testa che va alla prossima, al Dall’Ara con il Bologna. La squadra di Italiano è reduce dal derby perso con il Parma. Domenica prossima alle 15, in Emilia, come ovunque, non sarà facile.
MicroCyber, il futuro è già presente
Il progetto europeo per la cybersecurity supporta imprese ed enti pubblici e viene presentato venerdì al Caesars hotel. “Puntiamo con un supporto qualificato a colmare il divario tecnologico che spesso penalizza le micro e piccole imprese” dice Giovanni Nicola Pes
Mario Frongia
Un quadro in costante e approfondita evoluzione. E come sempre, nel mondo della tecnologia ipersofisticata, non tutto è un bene. Gli ingredienti? Lo scenario è quello della trasformazione digitale e dell’innovazione. Quindi, processi di crescita dagli obiettivi certi e delineati. Binari necessari per il tessuto imprenditoriale, con soluzioni utili per arginare i bulli del settore. Da qui, studi e consapevolezza sull’uso di un airbag che protegga tessuto produttivo, pubblica amministrazione e cittadini. Sì, perché la sicurezza informatica è oramai capitolo ineludibile per lo sviluppo, per la serenità operativa dell’intrapresa micro, media e piccola, per una programmazione competente, per i dati sensibili degli italiani. Ma anche per gli enti pubblici la partita è più che aperta. Matura anche su queste frequenze l’atteso e qualificato summit che si tiene a Cagliari venerdì 28 febbraio. “Il ruolo della cybersecurity e della digitalizzazione per le Mpmi del Mezzogiorno” inquadra un tema attuale e dibattuto. Con MicroCyber, polo di innovazione europea per la Cybersecurity di Mpmi e Pa, stella polare di settore nel Vecchio continente, si apre nel capoluogo regionale una finestra di pregio scientifico, economico, accademico e sociale. “MicroCyber vuole essere punto di riferimento per le aziende che desiderano un percorso di trasformazione digitale sicura, con strumenti, competenze e risorse per prevenire rischi informatici e proteggere dati e processi strategici. L’obiettivo? Colmare il divario tecnologico che spesso penalizza micro e piccole imprese, offrendo loro un supporto qualificato, in gran parte gratuito, per avere soluzioni efficaci di cybersecurity” sintetizza Giovanni Nicola Pes. Chiare origini sarde, piglio deciso e competenza, il vicesegretario generale dell’Ente nazionale per il microcredito e direttore dell’Edih (European digital innovation hub) MicroCyber, non ha dubbi: “Intanto, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato mettiamo a disposizione un ecosistema di saperi all’avanguardia per aiutare le imprese a navigare nel nuovo scenario digitale con maggiore consapevolezza e sicurezza”.
Argine e contropiede contro gli hacker. Quello dell’hotel Caesar’s, semaforo verde dalle 9, è occasione preziosa per approfondire le opportunità offerte dalla trasformazione digitale e dalla sicurezza informatica per le micro, piccole e medie imprese del Sud Italia. “La cybersicurezza - spiega il dottor Pes - rappresenta un elemento chiave delle politiche di coesione, fondamentali per garantire uno sviluppo equo e sostenibile nei territori meno digitalizzati. Senza adeguate misure di sicurezza informatica, il divario tecnologico rischia di amplificarsi, ostacolando crescita e competitività dei territori”. Dunque, la consapevolezza dei rischi derivanti dai balordi del web. Ma anche la piccola grande sfida tra le chance date dalla digitalizzazione e la protezione dalle incursioni dei balordi del terzo millennio. Le risposte? “Un grande partenariato può aggredire l’emergenza costituita dal rischio di attacchi informatici, acuita anche dai conflitti internazionali in corso. In questa fase non vi è ancora grande consapevolezza del problema, se non a livello istituzionale. Diciamo che la difesa informatica non è tra le priorità degli imprenditori anche se ogni giorno si registrano intrusioni” rimarca Giovanni Nicola Pes.
Gioco di squadra. Il progetto è pragmatico e ambizioso al tempo stesso. MicroCyber prevede l’erogazione di una serie di servizi offerti in larga parte gratuitamente, e, con il sostegno pubblico, formazione, acquisto di strumenti tecnologici, sviluppo di competenze utili a proseguire il percorso in autonomia. Sui dati del problema, poche storie: nell’ultimo anno gli attacchi informatici a danno delle imprese italiane sono lievitati del 300 per cento con circa 90mila tentativi di hackeraggio. Ovviamente, contro i cattivi si gioca di squadra. Confapi, associazione della micro, piccola e media industria, è partner dell’evento. MicroCyber è tra i sette centri di eccellenza promossi e finanziati dalla Commissione Europea e dal ministero delle Imprese e del made in Italy per guidare l'innovazione nei prossimi decenni. L'Ente nazionale per il microcredito è il soggetto istituzionale che coordina le politiche di supporto rivolte ad aziende ed enti enti pubblici affinché si dotino di adeguati strumenti per difendersi dagli accessi digitali illeciti. In prima fila anche Deloitte (società consulenza specializzata), Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l'informatica), Cirps (Centro interuniversitario ricerca sviluppo sostenibile). Un quadro che accomuna 73 atenei italiani. Ai lavori prende parte anche Mariaelena Motzo, assessore regionale Affari generali, personale e riforma. Parterre di spicco con i relatori Giorgio Delpiano (presidente Confapi Sardegna), Federica Orecchioni (direttore Centro operativa sicurezza cibernetica Polizia di Stato), Valeria Valsecchi (senior expert Cirps), Francesco Sanna (mentor Microcyber), Francesco Napoli (vicepresidente nazionale Confapi), Giorgio Giacinto (docente Università Cagliari), Beniamino Di Martino (docente Università Campania “Luigi Vanvitelli”), Gabriele Secol (Deloitte Officine innovazione) e Giuseppe Calì (Delfi security). La partecipazione all’evento è gratuita previa registrazione sul sito www.microcyber.eu/2024/02/13/cagliari-28febbraio-microcyber.
Cagliari, testa e determinazione
Intanto, in coda la classifica si sgrana e l'attenzione va alla Juve, attesa domenica alla Domus. Il pari con l’Atalanta certifica un gruppo coeso, organizzato, capace di gestire i momenti meno brillanti
Mario Frongia
Il punto che prende il Lecce a Monza più la sorprendente, ma mica tanto, vittoria del Como dei miliardi a Firenze. Per il resto, la venticinquesima d’andata va al Cagliari come un saporito gelato mille frutti ai primi tepori primaverili. Perdono Empoli, Venezia, Verona e Parma: tra queste salteranno fuori le due che rischiano di scivolare in B, dopo il Monza quasi spacciato. In casa dell’Atalanta i rossoblù sono stati abili nel capitalizzare senso pratico, attenzione e coraggio per tutti i cento minuti. Poi, sulla squadra di Gasperini si può dire di tutto e di più. Ma lo 0-0 non si cancella. Basti dire che la prima vera parata di Caprile è arrivata al 35’ della ripresa. Poi, il portiere rossoblù ha detto no a Vlahovic allo scadere. Eppure, di fronte c’erano il secondo attacco più forte del campionato (54 reti), il bomber della A Retegui (20 gol), la formazione con più idee offensive e un gioco totale apprezzato da anni anche in Europa. Anche per questo la poca operosità dell’ex Napoli dà l’idea della postura e della tenuta, mentale e fisica, del Cagliari a Bergamo. Per Luperto e soci lo 0-0 in casa Atalanta dà certezze e dissipa diversi dubbi. E siamo alla Dea. Certo, il suo coach Giampiero Gasperini, ha fatto i conti con le riserve ed era infuriato. La squadra è parsa poco brillante, persino deconcentrata per il rigore beffa subito contro il Bruges nel turno di Coppa, con la testa rivolta al retourn match di stasera. Per dire, il passaggio del turno, con il Bruges che va sconfitto con due reti di scarto, vale come un buon centravanti: dodici milioni di euro. Ma il tutto non basta a delegittimare un pareggio che sa di buono. Voluto e difeso con intelligenza. Costruito con la testa e l’umiltà giusta.
Attenti e senza frenesie. “Potevamo anche essere più cinici. Ma la direzione è questa” ha detto nel post gara Davide Nicola. L’allenatore di Pinerolo ha incartato maestro Gasp. Adesso, deve provarci con Thiago Motta. Sabato scorso a Bergamo, senza Ederson e De Roon (entrati nella seconda frazione), con Lookman fuori causa, i padroni di casa non hanno trovato tempi di gioco con incursioni senza palla, pressione e dominio sulle fasce. Solo così avrebbero potuto provare a superare un Cagliari corto, con i reparti in equilibrio, senza timori riverenziali. Di fronte ai terzi in classifica è giunta una prestazione senza frenesie, come predica il tecnico, né disattenzioni. Il mini-girone Atalanta-Juventus-Bologna vede la ruota che gira con il verso giusto.
Tattica, rotazioni, calendario. Mister “eurogol dopo due minuti” ha sostituito Felici al 22’ della ripresa. Coman ha lottato, preso un giallo, dato una mano nei raddoppi. Il tecnico ha irrobustito la mediana e tenuto larghi Felici e Zortea. Interessante capire se Makoumbou-Adopo-Deiola, senza il trequartista, siano la risposta anti Juve. Si vedrà. Intanto, domenica alla Domus potrebbe riaffacciarsi Luvumbo mentre è ancora a rischio Gaetano, out anche a Bergamo per una botta. La soluzione Viola dal via, un’ora di tecnica e qualità negli ultimi trenta metri, è piuttosto gettonata. Con la Juve, reduce dalla sofferta vittoria con l’Inter, la musica cambia. A quota 25, cinque lunghezze dal terzultimo posto, con 39 punti in palio e i bookmakers che danno la soglia salvezza tra i 35 e i 36 punti, il Cagliari va a caccia di continuità. Il pari di Bergamo è arrivato dopo la convincente vittoria casalinga contro il Parma. Adesso, per la tifoseria sarebbe perfetto lo sgambetto alla Vecchia signora.
Conferenza Stato-Regioni, brilla la best practice dell’assessorato allo sport
Coprogettazione, programmazione e 50 milioni di euro per le strutture sportive della Sardegna: applausi per il lavoro e le risorse coordinate dal team di Ilaria Portas
Mario Frongia
Poteva essere un passaggio politico e istituzionale, di confronto e relazioni, come tanti altri. Invece no. A Roma l’apprezzamento per il lavoro dell’assessorato regionale Sport, beni culturali, pubblica istruzione, informazione e spettacolo, è giunto non solo dagli assessori delle altre regioni ma anche dal ministro dello Sport, Andrea Abodi. Questo genere di incontri sono da sempre occasione per valutare e comparare le varie attività, gli obiettivi, le risorse, i progetti. Ma stavolta sui vagoni principali del convoglio ci sono le nuove generazioni made in Sardinia. Tutte con un bersaglio: avere, raggiungere e rafforzare traguardi sociali, civili e formativi di qualità. Asticelle che per essere colte e superate necessitano di finanziamenti adeguati. Da qui, la maxi-operazione dell'amministrazione regionale - mai attuata con cifre di questa portata - che ha messo in gioco cinquanta milioni di euro per l’impiantistica sportiva della Sardegna. L’assessorato tende la mano a istituzioni ed enti pubblici e privati. Municipalità e scuole, dunque. Ma anche associazioni, circoli e club sono in prima fila. Un pool di soggetti che cura, supporta e organizza le attività sportive isolane. Un quadro, vasto e complesso, che con il finanziamento guadagna in concretezza nel riassetto sportivo del territorio e nell’esaltazione dell’importanza dell’attività motoria e fisica. Ovvero, risorse fondamentali per crescere che vengono messe a terra da Olbia a Carbonia passando per Oristano e Tortolì. Ed è questa una delle principali ragioni che hanno visto brillare nella capitale l’operosità dell’assessorato guidato da Ilaria Portas.
Visione di alto profilo. Sport e movimento possono tranquillamente tradursi in concetti e modalità concrete. Tra queste, l’educazione al rispetto delle regole e dell’avversario. Ma non solo. Per i praticanti, a qualsiasi titolo dal professionismo agli amatori, le declinazioni scomodano benessere, qualità della vita, salute. Senza scordare inclusione, abbattimento delle barriere architettoniche e delle discriminazioni. Specie per i giovani si tratta di un filo verde che offre un approccio più solido e consapevole alla quotidianità. Magari, meno sgangherato da routine in cui prevalgono gli strumenti digitali senza alcun controllo. Insomma, l’attività dell’assessorato ha colto nel segno. "A Roma abbiamo illustrato - ha detto Ilaria Portas - gli interventi della Regione sull'impiantistica sportiva. Nel 2024 abbiamo messo a correre 50 milioni per le strutture pubbliche e 4 milioni per quelle private, con richieste pari, rispettivamente, a 113 milioni e 19 milioni di euro”. La conferma di quanti e quali siano i bisogni. “Il nostro modello e il nostro modo di operare è stato molto apprezzato e preso in considerazione dalle altre regioni e questo ci riempie di orgoglio. Lo sport è vita, salute, socialità e noi stiamo lavorando perché nell'isola tutti e tutte, dai bambini agli anziani, abbiano accesso, e in sicurezza, alle attività sportive" ha concluso l’assessora della giunta Todde.
La conferenza Stato-Regioni. Organizzata per condividere buone pratiche tra il livello centrale e statale e il livello regionale, nell'ottica della coprogrammazione e della coprogettazione degli interventi, la conferenza è da sempre riferimento per gli apparati regionali. Anche per questo l'intervento di Ilaria Portas ha suscitato particolare interesse. Nel dettaglio, il bando rivolto agli Enti locali ha visto 16 milioni di euro destinati ai comuni con più 15mila abitanti, 16 milioni ai comuni tra i 5mila e i 15mila e 18 milioni ai comuni sotto i 5mila abitanti. In totale – si legge in una nota dell’assessorato - sono pervenute 310 istanze, di cui 294 ammissibili. I progetti finanziati sono stati 78 in totale. Per quanto riguarda il bando con dotazione finanziaria di 4 milioni rivolto alle associazioni sportive, le istanze pervenute sono state 133 di cui 131 domande attualmente in valutazione.
Invalidità civili, la rabbia dei sindaci per le dodicimila pratiche arretrate
Nel Medio Campidano, come in tutta l'isola, si soffre e si negano diritti alle persone fragili. “Abbiamo ottenuto un piccolo passo avanti ma servono interventi straordinari” dice Alberto Urpi, consigliere regionale del territorio
Mario Frongia
L’incontro ha dato un esito positivo. Ma comunque insufficiente a sanare la rabbia e l’amarezza dei sindaci del Medio Campidano. Con la sanità non si può più scherzare. Né ci sono parole utile a diluire il tema: le esigenze dei pazienti e dei cittadini, con particolare riferimento alle persone disabili e ai loro familiari, agli anziani e a quanti necessitano di un’assistenza rapida e di qualità, necessitano di risposte concrete. La comunità ha una lista di priorità sanitarie e mediche che meritano attenzioni e giustizia. Da qui, il meeting coordinato da Alberto Urpi, sindaco di Sanluri e consigliere regionale di riferimento per il territorio. Al tavolo tecnico, con i primi cittadini di un’area che mette assieme poco meno di novantamila residenti, hanno partecipato l'assessore regionale alla Sanità, Armando Bartolazzi e la direzione della Asl n.6. “Nel corso del confronto - ha precisato l'onorevole Urpi, - abbiamo affrontato questioni di primaria importanza. Dalla carenza di medici di base alle difficoltà operative delle commissioni per l'invalidità civile sino alle criticità del pronto soccorso. C’è ancora tanto da fare ma è stato un dialogo aperto e costruttivo su temi fondamentali per la nostra comunità”. Una serie di argomenti che nell’isola sono purtroppo pane quotidiano per quanti devono avere assistenza e cure. E magari, sono costretti al pendolarismo e al turismo sanitario o al dover ricorrere alle strutture private. Nell’incontro, anche per la modesta presenza di specialisti di medicina generale, è stata affrontata la situazione delicata e particolarmente urgente dell’iter inerente l’invalidità civile. Il tema ha un dato di fatto impossibile da scansare: l'enorme mole di pratiche arretrate per il riconoscimento dell’invalidità. Una sorta di conferma di quanto ci sia da mettere a punto per dare certezze alla cittadinanza.
Per l’area del Medio Campidano stime attendibili descrivono un accumulo di circa 12mila pratiche. “Uomini e donne che aspettano e vedono negato gravemente il riconoscimento di diritti essenziali. Parliamo di cittadini con molteplici fragilità. Finalmente, dopo mesi di nostre interrogazioni, confronti e interlocuzioni in Consiglio, qualcosa si sta muovendo. L’assessore Bartolazzi - ha aggiunto l’onorevole Urpi - ha deciso di adottare misure concrete per snellire l'iter burocratico. In particolare, la Asl n.6 ha annunciato l'istituzione di una nuova commissione, portando il numero complessivo da cinque a sei. Inoltre, sarà possibile accertare alcuni casi per via documentale, senza il passaggio obbligato in commissione, riducendo così i tempi di attesa. "È un passo avanti, Tuttavia, ritengo che non sia sufficiente. Un’unica commissione non può risolvere una situazione così critica con il risultato che gli interessati devono attendere mesi, se non anni, per vedersi riconosciuto un diritto fondamentale. O peggio, c’è chi rischia di morire prima che l’iter venga avviato”. Insomma, la battaglia condotta dal sindaco di Sanluri procede, ferma e spedita. Un impegno a tutto campo, così come per le altre battaglie tese ad adottare ulteriori misure per garantire ai cittadini del Medio Campidano un accesso tempestivo e giusto ai servizi sanitari e assistenziali. “Ripeto - ha concluso il primo cittadino - l’incontro ha rappresentato un passo avanti, ma è solo l’inizio di un percorso lungo e complesso. Continuerò a battermi affinché questi problemi abbiano finalmente una soluzione”.
Cagliari, strike che vale oro
Il 2-1 al Parma vale la tredicesima piazza con 24 punti, Eurogol del neodebuttante Coman a suggello di una prova quasi perfetta per approccio e maturità. Sabato trasferta feroce a Bergamo
Mario Frongia
Ventiquattresima giornata con stelle filanti, coriandoli e abitino della festa. Per il Cagliari di Davide Nicola il 2-1 sul Parma è da applausi. Con motivazioni, coesione e la giusta consapevolezza a seguire. A dirla tutta, il balsamo adatto a preparare nel migliore dei modi un trittico infernale: sabato trasferta in casa Atalanta, quindi la Juventus alla Domus e il Bologna al Dall’Ara. Ma ovviamente, anche le altre che lottano per stare in A trovano in calendario zeppo di scontri diretti e faccia a faccia con le altre della parte sinistra della classifica, impegnate nella corsa scudetto e per un seggiolino nelle coppe. Intanto, si brinda. La vittoria sul Parma arriva nel fine settimana in cui perdono le dirette concorrenti nella lotta salvezza (Como, Verona, Empoli, Venezia e Monza). Solo Lecce e Genoa incassano un punto. Fatti due conti, i rossoblù balzano al quattordicesimo posto con 24 punti, alla pari con i pugliesi di Marco Giampaolo. Il terzultimo posto, occupato dal Parma, è distante quattro punti. E sono da tenere presenti anche i due punti recuperati in avvicinamento a Udinese e Torino, oltre che a Genoa e Lecce. Sì, c’è da gioire e tirare un bel sospiro di sollievo. E i tifosi l’hanno capito. Anche perché la vittoria è nata da una prova matura, attenta, basata sul non dare campo e ripartenze alla squadra di Pecchia. Dopo le due sconfitte con Torino e Lazio è arrivata la performance cercata dal tecnico rossoblù. Molla, animo e balsamo, appunto, per cercare equilibrio e continuità.
Coman day. Con la chiusura del mercato, le partenze di Azzi, Scuffet, Wieteska e Lapadula e gli arrivi di Caprile e Coman, Davide Nicola non ha nascosto fastidi e preoccupazioni. Si può essere aziendalisti ma negare l’evidenza è complicato e sciocco. Il convento passa questo, il bomber da quindici reti costa caro e si doveva sfoltire il monte ingaggi. Insomma, ci si deve arrangiare. Intanto, Caprile conferma di essere un portiere come si deve. E Florinel Coman, da due minuti in campo, ha fatto il resto con una sassata di destro da cineteca. Il numero 9, esterno adattabile ma non il ricambio ideale di Piccoli, ha sorpreso per l’approccio all’esordio. Ottimo segnale. Di certo, c’è da augurarsi che in difesa Mina e Luperto (tra i migliori) non abbiamo neanche un raffreddore. Mentre Zappa, che ha sempre giocato, potrà rifiatare solo abbassando Zortea. In mezzo permangono i soliti punti di domanda sull’impiego, parziale o nullo, di Prati e Marin, pezzi pregiati pagati caro e inutilizzati, con Oristanio lasciato al suo destino. Ma adesso è meglio stare sul campo. Le possibilità societarie saranno vagliate anche sui prestiti di fine stagione. A giugno serviranno circa 24 milioni di euro per riscattare Piccoli, Adopo e Caprile. E pensare che Nandez, pagato diciotto milioni di euro, è andato via a zero. Per Gaetano il discorso è già chiuso: il Napoli avrà circa sei milioni di euro. Insomma, visto l’Indice di liquidità, che da anni tiene in scacco il club anche per la mancata iniezione di capitale, una sommetta mica male. Si vedrà. Adesso, quel che conta è salvarsi.
Marabadminton, quando il futuro è già presente
Campioni d’Europa 2023, a caccia del titolo su scala nazionale, con un dna che sa di buono. Sport ma non solo per il club che esalta una regione inclusiva e vincente. Con le Fondazioni di Sardegna e Mont’e Prama a promuovere i tesori più pregiati dell’isola. Adesso testa al possibile sorpasso in serie A
Mario Frongia
Un robusto filo verde. Che sposa passione, esperienza, tecnica. Un pezzo di pregiata Sardegna che vola leggero. Nel badminton. Con passi accorti e di buon senso. Prima in Europa, con la vittoria nel Campionato europeo per Club 2023 tenutosi a Oviedo. Quindi su scala nazionale. Matex Marabadminton Academy è una storia che piace. E convince. Nei modi, per la caparbietà indispensabile per mettere in bacheca la più pregiata competizione per squadre di club a livello europeo. Per il sapersi prendere non troppo sul serio e con la giusta filosofia. Accompagnati da quel genere di saggezza che accompagna chi crede nei valori, nelle regole, in un dna con pochi eguali. Ideare, costruire, coinvolgere e migliorare. La società che ha messo radici a Maracalagonis, con il Palasport rimesso a nuovo dopo anni di abbandono, si nutre di sport e buon senso. Cattura e calamita prospettive avvicinanti e includenti. Mette a terra un percorso che individua un futuro che è già presente. Poi, ciliegina di una torta da applausi, include nella maniera più performante possibile: sposa ed esalta il territorio e l’identitarietà. Ma sia chiaro, sbaglia chi pensa che la miscela sia da Mulino Bianco o di una Sardegna da cartolina. No, a Mara, con l’infaticabile Francesco Feliziani, che di mestiere siede ai vertici delle scuole sarde, accettano il confronto. E sollevano l’asticella. Lavorano, consumano scarpe, attenzione e rispetto. Mettono concentrazione e competenza. In campo e nella quotidianità. Forse, tutto diventa più facile se in Spagna hai messo in fila formazioni provenienti da Azerbaigian, Finlandia, Islanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo. Per non scordare i padroni di casa. Ma il ciak, si gira è continuo. Marabadminton è stata la prima squadra con i colori dei Quattro mori a rappresentare l’Italia nel Vecchio continente. Già questa è una piccola grande medaglia. La storia siamo noi, canta Francesco De Gregori. Quella del gruppo marese porta lontano. E non a caso è arrivato, con altri sostenitori pubblici e privati, anche il supporto delle Fondazioni di Sardegna e Mont’e Prama. Entrambe determinate nel cogliere occasioni che esaltano, tra sport, scienza, impresa, archeologia, natura e comunicazione, la regione e le sue peculiarità.
Il flash colpisce: gli specialisti del badminton nel cuore di Cagliari. Sì, Marina, Castello, il Bastione. La cornice si amplia. Energie, sorrisi, smash. La racchetta come scettro che sa di appartenenza e identità. Il volano? L’idealizzazione di scenari che cambiano pelle. La colonna sonora sale di un’ottava. Appaiono i giganti di Mont’e Prama, il museo di Cabras, il sito archeologico di Tharros. Mito, mistero e anima di una terra che non si arrende. Il video, presentato prima della partenza per le Asturie, è difficile da scordare. Immagini che hanno fatto il giro degli sportivi, e non solo, di mezza Europa. Per dire, anche ai giochi olimpici di Parigi. Per la gioia di Francesco Feliziani e del suo staff. Per il presidente nazionale Fiba, Carlo Beninati, e per quello regionale, Andrea Del Pin. Con l’apprezzamento di Bruno Perra, numero uno del Coni. La vittoria che avvicina, dà stimoli, offre suggestioni. Anche perché, e siamo all’assist che coglie l’attimo, progetto e partners sono miele e nutella di un progetto teso a diffondere il badminton e i valori dello sport nelle scuole isolane. Insomma, la lotta all’abbandono, a una formazione che misceli con sapienza e curiosità vita sana ed equilibrata, saperi e pratica sportiva di base, ha per epicentro Maracalagonis. E siamo al punto di partenza. Aver battuto 3-1 nella finale di Oviedo gli spagnoli del Recreativo Ies La Orden, è valsa la conquista del tetto d’Europa. Da 44 anni non accadeva che un club italiano partecipasse, figuriamoci mettersi tutti alle spalle. Per Matteo Massetti, Malena Norrman, Lucia Rodriguez, Ania Setien, Andreas Sondergaard, Gianna Stiglich e Christopher Vittoriani la standing ovation è meritata. In tre anni di vita Matex ha messo in fila due secondi posti in tre campionati di serie A. Guidata da Rosario Maddaloni (“Abbiamo portato la Coppa in Sardegna grazie a un gruppo unito e affiatato”), con Francesco Feliziani, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, team manager anima e cuore del team (“È stato un cammino straordinario, la partecipazione alla competizione europea ha avuto anche la finalità di promuovere il patrimonio archeologico, storico e naturalistico della Sardegna”), la vittoria sa di riscatto e personalità. Un ottimo messaggio per le nuove generazioni.
Il presente? In quelle sfide che scaldano i cuori. A pensarci bene, un mese che vale doppio. Semaforo verde tra poche ore in trasferta e un apice nel primo fine settimana di marzo. Matex Marabadminton è attesa domani e dopo dal secondo concentramento di serie A. A Chiari, da secondi in classifica dopo le vittorie con Modena, Chiari e i campioni in carica del Bc Milano, Matex va a caccia del sorpasso. In palio ci sono i playoff. La formazione isolana se la vede con le Piume d'argento Palermo dell'ucraina Buhrova, 50 al mondo in singolo e 25 in doppio, gli altoatesini del Malles e dell'Uberetsch. Per appassionati e sportivi appuntamento in diretta streaming sul canale youtube della Federazione italiana badminton. Giusto il saporito antipasto per quanti amano la squadra di Maracalagonis: il terzo e ultimo weekend di gare della regular season sono in programma l'8 e il 9 marzo proprio al palazzetto dello sport di Maracalagonis. E anche lì sardità e appartenenza faranno la differenza. Anche grazie a un pubblico caldo e competente.
Cagliari, il cuore non basta
La Lazio passa alla Domus, la tenacia non basta. Irrisolti i problemi in attacco, manca almeno un difensore e ci si chiede del futuro di Marin e Prati. “Il mercato? Chiedete al presidente e al direttore” le parole di Nicola
Mario Frongia
Di nuovo diciassettesimi, a un punto dal terzultimo posto. Il campionato del Cagliari, i tifosi se ne facciano una ragione, è questo. E le speranze riposte nel mercato di riparazione, chiusosi ieri a mezzanotte, sono state frustrate senza appello. Sia chiaro: questo gruppo con Davide Nicola alla guida può salvarsi nonostante visione, gestione e programmazione insufficiente. Per non parlare della disponibilità economica. I rossoblù che perdono 2-1 in casa con la Lazio sono figli di un club che non solo non può spendere ma che quando lo ha fatto si è mosso male. Rivangare è poco utile, basta andare a vedere anche le ultime mosse. Sono partiti Azzi (dato, con Prelec, a Claudio Ranieri come rinforzo per risalire la china con la squadra al quattordicesimo posto in B!) e Wieteska, spacciato come “difensore internazionale” dal presidente. Ma il tecnico romano aveva parlato di “due centrali che conoscano la serie A”, cosa ben diversa. Hanno salutato Lapadula e Scuffet. Del portiere si è detto: la competenza del padrone ha voluto che in un colpo solo l’ex Udinese e l’albanese Sherri entrassero in rotta di collisione fino ad affondare. Per fortuna, è arrivato Caprile. Adesso, le chiacchiere stanno a zero. Domenica arriva il Parma, a una lunghezza dal Cagliari. L’approccio visto con la formazione di Baroni è stato positivo. Di certo, lontano da quel che si è visto a Torino con i granata. Con questa garra Luperto e soci possono schiantare gli emiliani. Servirà concentrazione, spirito di gruppo e cuore. Più la spinta della Domus: i tifosi sono sempre da sette in pagella.
I cambi e la tattica. Per il posticipo il Cagliari ha potuto lavorare per dieci giorni di fila. La Lazio aveva sulle gambe la partita di coppe, persa con lo Sporting Braga ma è prima nel girone di Europa League, giocata giovedì scorso. Eppure, tralasciando valori individuali (Isaksen, Guendouzi, Zaccagni, Castellanos…), il turn over ha permesso agli ospiti di prendersi il pallino. Nicola ha scelto la mediana robusta (“Makoumbou e Adopo? Troppo scolastici, poco propositivi in avanti con e senza palla” ha detto Ivo Pulga, capitano e mezzala, e anche tecnico, di un Cagliari indimenticato) con Viola dietro Piccoli. Ma il trequartista, subito pericoloso dal limite, si è pian piano perso nel fraseggio e nella fisicità della Lazio. E Gaetano, subentrato, non ha cambiato l’inerzia. Nella ripresa - in una serata dove Zortea, Mina, Augello e Zappa hanno sofferto - dopo una delle tante incursioni sulla fascia, Zaccagni l’ha sbloccata. La risposta è arrivata nella ripresa con Piccoli di testa, sesto gol in stagione, uno su rigore. Un bel gol, ottimo balsamo per il proseguo. La Lazio ha capito che non avrebbe potuto danzare sulle punte, come ad esempio ha fatto alla Domus il Milan, e ha accelerato. Castellanos ha punito Caprile, tradito dai compagni e da sé stesso su una palla che ha rimbalzato nell’area piccola. La sconfitta con i quarti in classifica ci può stare. Ma adesso la corsa si fa sempre più delicata. E Davide Nicola lo sa.
Mercato fallimentare. In conferenza pre Lazio, Davide Nicola è stato chiaro: “Sono partiti in quattro, arrivati in due. I conti sono facili”. Nel dopo gara, a mercato chiuso, il sunto: “Il mercato? Chiedete al presidente e al direttore”. A condire il tutto le incognite sul futuro di Marin e Prati, pezzi pregiati che non trovano spazio. Facile dare la colpa al tecnico per il mancato o frammentario utilizzo. Magari sarebbe stato meglio capire a luglio come e in che modo sarebbero stati utili tatticamente nel percorso stagionale. Ma questo pare utopia dalle parti di Asseminello. Quindi, l’attaccante: last minute dal campionato arabo è arrivato Coman. Un esterno, quindi a farla breve, ma sarà compito di Nicola assemblare al meglio, un doppione di Felici e Luvumbo. Al rumeno, con gol e presenze allo Steaua, si augura il meglio. Ma la A fa pochi prigionieri. E per Piccoli sarebbe stato utile un folletto che magari gli gironzolasse attorno, rapido, cinico, con il fiuto del gol. Uno da quindici reti, ideale per chiudere la stagione, magari a ridosso delle prime dieci e lontano dalle abituali salvezze dell’ultima giornata o giù di lì. Peccato che per avere un calciatore del genere (ma Pohjanpalo, e non Lewandovski o Lautaro Martinez, che da Venezia va a Palermo mostra che se hai un pochino di denari, tutto si può fare) occorrano risorse che il club conferma di non possedere. O di non voler mettere in gioco. Ma non solo. Dietro, e a destra, manca almeno un pezzo. E c’è da sperare che Mina e Luperto non abbiano neanche un raffreddore. Con quindici gare da giocare c’è da stringere i denti. Obert e Palomino, spesso alle prese con fastidi muscolari, danno garanzie. Ma non basta. Nicola fa l’allenatore non il mago.
Sardinia I love you: le bellezze isolane narrate dalle nuove generazioni
Luoghi, culture e formazione raccontate da studenti e studentesse delle terze medie. Dall’ambiente alle tradizioni con il progetto multimediale integrato curato da Acib, Mediterranea, Sl&g e CraRegione
Mario Frongia
Dai video con alcune delle località più iconiche dell’isola, da Puntaldia a Porto Flavia, passando per le feste religiose dei capoluoghi provinciali, a quel che ne pensano le nuove generazioni. Il progetto multimediale integrato Sardinia I love you mette la freccia. Dopo la presentazione ai media e alle istituzioni dello scorso 20 dicembre nella sala regionale Anfiteatro a Cagliari con Ilaria Portas (assessora regionale Beni culturali, pubblica istruzione, spettacolo, informazione e sport), Carla Medau (capo di gabinetto assessore Turismo Franco Cuccureddu) e Alberto Urpi (consigliere regionale e sindaco di Sanluri) ad applaudire la clip con Gianfranco Zola in primo piano, la connessione sinergica prende corpo. Con Acib (Associazione culturale Italia Brasil), Mediterranea, Sl&g e CraRegione, pool che ha ideato, costruito e sviluppato il progetto, entrano a pieno titolo nel percorso anche la direzione generale Pubblica istruzione, che fa capo all’assessora Portas, e l’Ufficio scolastico regionale. Un passaggio di forte impatto che punta a coinvolgere da quattro a otto scuole medie in un contest tra alunne e alunni di altrettante terze. Finanziato con L.R. 19 dicembre 2023, n.17 - disciplinato dalla Convenzione di finanziamento n. 341, prot. 33531 stipulata con il Servizio patrimonio culturale, editoria e informazione della direzione generale dei Beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna il 21 novembre 2024 - condotto dalla direzione generale Beni culturali, informazione, sport e spettacolo dello stesso assessorato, il progetto mette le ali.
Isola gioiello. “La nostra Sardegna - ha detto in conferenza stampa e ribadito in un post sui social l’assessora Portas - è una terra paradisiaca. Uno scrigno pieno di gioielli che sono le nostre storie, la nostra tradizione, il patrimonio materiale e immateriale che abbiamo l’obbligo morale di trasmettere ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze perché non venga disperso. La lingua, le tradizioni popolari, le cerimonie legate agli eventi sacri e a quelli profani, tutto ciò che abbiamo imparato - perché ce lo hanno raccontato - intorno al fuoco dei camini dai nostri nonni, e l’ambiente, patrimonio inestimabile. Capitoli chiave per un percorso di sviluppo sociale ed economico. Tra i destinatari che ho più a cuore ci sono le scuole, gli emigrati, gli operatori di cultura, imprenditoria e comunicazione, docenti e giornalisti”. E ancora. “È necessario un circuito virtuoso che abbracci visione e praticità. Oggi non ci raccontiamo più le storie solo davanti al camino, ma utilizziamo altri strumenti linguaggi che sono quelli delle generazioni 2.0 e Z. Il progetto Sardinia I Love you, che ho avuto modo di visionare concretamente stamani, può essere uno degli strumenti multimediali utile per muoversi in questa giusta direzione di trasmissione della bellezza. La sinergia - ha concluso Ilaria Portas - tra politica, amministrazione pubblica, associazioni, cittadine e cittadini è vitale. Il nostro supporto a progetti di questa natura sarà sempre garantito. Un grande e sincero augurio per questa bellissima avventura!”. Da qui, la seconda fase tarata sui giovani sardi di un futuro che è già presente.
Innovativo, dinamico, smart. “Un progetto interattivo che esalta anche le peculiarità dell’interno dell’isola. Luoghi meno noti che rappresentano usi e tradizioni della nostra regione. Mi rallegra l’attenzione ai centri dell’isola. Siamo a disposizione per fornire contenuti e immagini agli organizzatori” ha aggiunto Alberto Urpi. Le nuove generazioni - e in seguito anche gli emigrati - spesso distanti dai flussi mediatici convenzionali, potranno fruire di canali e linguaggi adeguati. Con politiche e attività di inclusione, coesione sociale e valorizzazione delle aree interne. “Un percorso interattivo al servizio dei visitatori, utile per dare visibilità alle nostre perle naturali” ha aggiunto Carla Medau. Adesso, nel giro di un mese, si entra nel vivo. Oltre al sito web verranno individuate le scuole e le classi che prenderanno parte al concorso con la centro la narrazione della Sardegna. Vista dagli occhi, dalla conoscenza e dalle emozioni dei ragazzini e delle ragazzine dell’isola.
Procreazione medicalmente assistita, Genera sbarca in Sardegna
Fecondazione eterologa, social freezing, test genetici e altre metodiche ginecologiche innovative. Il gruppo con oltre 190 centri nei cinque continenti, sette in Italia, apre a Cagliari e si affida alla guida scientifica di Gianni Monni, per decenni primario al Microcitemico
Mario Frongia
La premessa è obbligata e preoccupante al tempo stesso: in Sardegna il fenomeno delle “culle vuote” è ben noto. Dietro si celano ragioni economiche, sociali, culturali e non solo. Intanto, i numeri inchiodano: la denatalità isolana, che cammina con l’età media della donna al primo figlio, è la più alta in Italia. Ed è pari a 33,2 anni. Nel resto del paese è abbastanza alta ma si colloca a 32,4 anni. Ma non è tutto. L’isola del sole, del mare e del vento si piazza stabilmente sotto il livello di un figlio (0,91) per donna. Traduzione impietosa: da Cagliari a Olbia nella finestra temporale 2014-2023 il numero di nati è sceso da 11.473 a 7.242. Per cui nell’ultimo decennio si sono registrati quattromila sardi in meno. E nel 2022, dice l’Istat, su scala regionale ci sono stati cinquecento nuovi nati in meno. Nel dettaglio, sono stati 7.703 nel 2022 con un calo di 529 rispetto al 2021. Dietro numeri e statistiche si celano drammi, tensioni e ferite profonde. Il desiderio della genitorialità e dell’avere uno o più figli passa anche dai problemi di infertilità. Anche da queste prospettive la è pregiata scelta del gruppo che controlla oltre centonovanta centri di ricerca, cura e assistenza nel mondo, di approdare nel capoluogo sardo. E il timone medico e scientifico non poteva che andare a uno dei pionieri delle innovazioni e delle metodiche del settore ginecologico-ostetrico più avanzate. Gianni Monni, primario per decenni del comparto all’ospedale Microcitemico, se la cava con una battuta: “Tutta colpa della legge Madia che, a chi compie settant’anni, impedisce di proseguire le attività mediche nel comparto pubblico. Ed è così - spiega lo specialista, maestro di decine di ginecologi cagliaritani e non solo - che dopo 42 anni in ospedale, ho accettato la proposta fattami da Genera”.
Il primo centro privato specializzato in Procreazione medicalmente assistita della Sardegna ha aperto i battenti in via Jenner. A pochi passi, nella strada degli ospedali, tra Microcitemico, Businco e Brotzu. “La nuova clinica del gruppo Genera consentirà alle coppie sarde di avere accesso a tutte le tecniche di Pma, inclusa la fecondazione eterologa con donazione di gameti, ovociti o spermatozoi, esterni alla coppia. Possibile anche la preservazione della fertilità, con la crioconservazione dei gameti o social freezing, per motivi anche personali e non solo medici. Inoltre, sarà possibile effettuare i test genetici pre-impianto sull’embrione, per i quali fino a oggi i pazienti erano costretti al pendolarismo sanitario con consulti nelle strutture d’oltre Tirreno, in Italia o all’estero. “La scelta o la necessità di procrastinare la gravidanza è uno dei principali motivi alla base dei problemi di infertilità. Anche se la vita media delle donne è brillantemente aumentata, superando gli 85 anni, il sistema riproduttivo femminile - dice il professor Monni, già direttore della struttura complessa di Fisiopatologia della riproduzione umana e diagnosi prenatale, con incarichi nella Asl 8 e all’Arnas Brotzu - continua ad avere il suo picco di funzionalità attorno ai 30 anni, per poi calare progressivamente dopo i 35 anni”. Ai vertici di alcune delle principali società scientifiche nazionali e internazionali come Aogoi, Sieog, Wapm, direttore della Ian Donald School italian branch, professore onorario dell’Università di Buenos Aires, docenze e incarichi in altri atenei, da Dubrovnik alla Cornell fino alla Columbia university di New York, lo specialista dalle origini ogliastrine Ha avviato dalla scorsa estate il centro Genera di Cagliari. “Ottenere le autorizzazioni e il via libera è stato un piccolo percorso di guerra. Ma adesso ci siamo. Da luglio siamo a disposizione delle coppie sarde. Qui da noi abbiamo l’età media al parto più alta d’Italia. Significa che le donne si affacciano più tardi alla ricerca della maternità rispetto alla media italiana e sono per questo più esposte al rischio di incontrare ostacoli al concepimento”. La riflessione è nitida: “Il nostro centro è in grado di rispondere a tutte le esigenze in termini di diagnosi e cura dell’infertilità di coppia, offrendo per la prima volta in Sardegna la possibilità di avere accesso anche al test genetico pre-impianto e alla donazione di gameti, opzione che le coppie sarde finora hanno potuto scegliere solo spostandosi in altre Regioni o all’estero. Insomma, si tratta di un bel messaggio: possiamo finalmente dire loro che ora non occorre viaggiare, per avverare il sogno di un figlio”.
Qualità e garanzie, dalla scienza alla ricerca. Con oltre trecento ginecologi formatisi con il professor Monni (“Di questi, circa la metà stranieri” dice con un filo d’orgoglio), la clinica Genera si piazza in uno scenario medico-sanitario che consiste in tre centri di Procreazione medicalmente assistita pubblici. Nel 2022, stando a un’elaborazione dei dati del registro dell’Istituto superiore di sanità, in queste strutture sono stati effettuati circa 500 cicli di Pma. E l’anno precedente sono nati 86 bambini grazie alla medicina della riproduzione. “Si stima che in Sardegna ci sia un fabbisogno non soddisfatto di almeno ulteriori 1.500 cicli di Pma rispetto a quanto effettuato a oggi” precisa Blasco de Felice, amministratore delegato del gruppo Ivirma Italia che controlla Genera. “Il team di specialisti medici ed embriologi della nostra clinica si propone di rispondere a queste esigenze insoddisfatte delle coppie residenti in Sardegna con problemi di infertilità, secondo quello che è il principio del nostro gruppo, quello di mettere a disposizione cure d’eccellenza ovunque il cittadino si trovi sul territorio italiano. La nostra garanzia di qualità sarà di supporto a tante coppie in cerca di un bambino”. Genera è il più grande gruppo attivo in Italia nella diagnosi e nella cura dell’infertilità, un network di 7 centri specializzati privati con sedi a Roma, Napoli, Cagliari, Umbertide (Pg), Milano e Marostica (Vi) e Torino. I centri effettuano oltre 4.500 trattamenti con circa mille bambini nati ogni anno. Il gruppo ha un’esperienza di oltre trent’anni nella medicina e nella biologia della riproduzione. E ha all’attivo oltre trecento pubblicazioni scientifiche.
