Mario Frongia

Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi

Oltre novecento atleti provenienti da 54 nazioni in gara dal dal 14 al 23 settembre al palasport di Monte Mixi. Per gli specialisti delle arti marziali anche il codice etico 

Mario Frongia 

Questi dell’associazione S’Animu fanno le cose per bene. Vedono lontano e curano i dettagli. Per dire, gli oltre novecento tra atlete e atleti che gareggiano per la  Brazilian Jiu Jitsu Summer Week, ricevono un kit che li accompagnerà per la città. Ma non solo. Gli organizzatori forniscono ai partecipanti anche un codice etico. “Daremo cartina della Sardegna, biglietti per i mezzi pubblici, tutte le informazioni utili per spostamenti, pernottamento, programma con gli appuntamenti. Ma quest’anno consegniamo anche una serie di regole comportamentali indispensabili per la civile convivenza tra persone provenienti da Paesi e culture diverse tra loro. Alla Summer week partecipano atleti di tutto il mondo e uomo e donna, che gareggiano in categorie distinte, negli allenamenti combattono insieme. Dobbiamo tener conto della differenza multiculturale, presente in una manifestazione con questi numeri, e altrettanto presente è, tra gli atleti, la componente Lgbtq+”. Visione, intelligenza e buon senso. Triade che si accompagna al rispetto in genere e a quello delle diversità in particolare. Nelle competizioni sportive e nella quotidianità. Un tracciato che rende l’appuntamento ancora più ricco e proficuo. “Abbiamo ritenuto necessario ribadire, con questo codice, alcuni principi come l’uguaglianza e il rispetto e regole di comportamento condivise”. E siamo alle gare. Alla presenza di venticinque tra i più titolati maestri della disciplina, gli specialisti tornano in Sardegna e si sfidano dal 14 al 23 settembre. La Brazilian Jiu Jitsu Summer Week è giunta alla nona edizione. Con il plauso degli assessori regionale Turismo e Sport, Franco Cuccureddu e Ilaria Portas,  e gli auspici del loro collega del comune di Cagliari, Giuseppe Macciotta. Istituzioni partecipi e sensibili a un evento che associa sport, turismo, economia, accoglienza e scoperta delle bellezze cittadine e non solo.  

Villaggio sportivo, territorio e famiglie. “Confermiamo la formula della manifestazione. Il villaggio sportivo - spiega Daniele Pisu di S’Animu - sarà allestito nella zona degli impianti di Monte Mixi, dove al Pala Pirastu si terranno le gare e si svolgeranno attività di intrattenimento per le famiglie degli atleti. La Summer nasce come evento sportivo. Ma è anche un’importante vetrina turistica, culturale e anche enogastronomica. Abbiamo in programma escursioni nel centro Sardegna, visite ad imprese artigiane tipiche, corsi di cucina tradizionale sarda, tour di Cagliari e la consueta tappa al mercato di San Benedetto”. Sostenuta dalla Regione, la Summer week ha una importante ricaduta economica sul territorio: “Tra viaggi, ospitalità per atleti e accompagnatori, tour, collaborazioni con aziende agricole e vitivinicole, porta un giro di affari di oltre un milione di euro”. 

Scuole europee in prima fila. Gli atleti arrivano da oltre cinquanta Paesi, soprattutto da Germania, Inghilterra e Francia, dove il BJJ cresce ogni anno come tesserati. Al via anche piccole delegazioni provenienti da Portorico, India e Venezuela. Tra i protagonisti i maestri Kaynan Duarte, giovane campione mondiale, Demian Maia, ex campione dell’Ultimate Fighting Championship e l’italiana Margherita Montes, fresca di combattimenti negli Stati Uniti. I giochi si aprono il 15 settembre con il Sardinian open (gara e tappa ufficiale nazionale valida per il ranking italiani: Categoria gi e no gi, con kimono e senza). Le gare proseguiranno nei giorni successivi, mentre il 19 ci sarà la grande sfida al femminile: 300 atlete che si confronteranno in tanti singoli incontri. Il 20 e 21 settembre, al Palapirastu, dalle 18 alle 24, si terranno le semifinali e finali Ocean, Gp(Grand Prix internazionale), dopo le otto tappe disputate in giro per l’Europa. Spettacolo da non perdere. I dettagli su atleti, cinture nere, gare e sponsor sul link:https://www.facebook.com/BjjSummerWeek?locale=it_IT%2F          

 

Linguaggi e approccio avvicinante per le nuove generazioni: l’Università di Cagliari tra i cittadini nel cuore della città. Tra tecnologie innovative, economia circolare, qualità della vita, fonti rinnovabili ed energia, Intelligenza artificiale, sicurezza e ambiente all’evento con quindici dipartimenti e oltre cento ricercatori con altrettanti progetti a disposizione dei cittadini. Il 27 settembre per la prima volta all’ExMà scienza tra condivisione e divulgazione. Finanziata da Commissione Europea e Fondazione di Sardegna, la “Notte” coinvolge anche Sassari, Nuoro e altri dodici atenei. Tra i partner Inaf, Istat, Airc, ScienzaSocietàScienza, Sardegna Ricerche-10Lab, InFn, UniCa radio e Polo universitario penitenziario

Mario Frongia

Il ruolo dell’ateneo tra la città e le nuove generazioni. Una cornice che basta e avanza per disegnare un futuro che è già presente. Sharper 2024-Notte delle ricercatrici e dei ricercatori, è sintesi e contenitore di una visione che guarda lontano. Ed esalta e divulga temi vicini, attuali e importanti nella quotidianità dei cittadini. Non a caso l’acronimo (Sharing researchers’ passion for education and rights) scomoda diritti, educazione e passione. Ovvero, i cardini di chiunque stia chino su un microscopio, un pc, un manuale. “Dobbiamo farci trovare sempre pronti. Sviluppo, innovazione tecnologica e formazione procedono a forte velocità. Noi - spiega Fabrizio Pilo, prorettore Innovazione e territorio - siamo chiamati, ed è un compito che assolviamo con molto piacere, a dare risposte. Lo facciamo quotidianamente ma per Sharper lo faremo con ancora più convinzione, coinvolgendo e includendo le fasce più vaste della popolazione. Lo spot? Venerdì 27 settembre, dalle 16.30 vi aspettiamo all’ExMà. Faremo di tutto per incuriosirvi e trasmettervi la passione per la ricerca e per la conoscenza”. Insomma, l’Università del capoluogo scende in campo puntuale e performante per un evento dai tratti internazionali. Visione, sfida e scommessa al tempo stesso. Aquilone multicolore e vessillo di speranze e opportunità. Per le studentesse e gli studenti, dalle medie in su. “Ma anche i bambini delle elementari saranno ospiti graditissimi: per loro ci saranno giochi e intrattenimenti. Un argomento speciale? L’abbattimento delle barriere architettoniche e la conquista di una migliore vivibilità dei centri urbani. Per riuscirci l’approccio culturale e civico è basilare” aggiunge Caterina Giannattasio, direttrice del Cagliari Accessibility Lab. Stessa filosofia per Michele Nitti e Carla Meloni, docenti ai dipartimenti di Ingegneria elettrica ed elettronica e di Psicologia, pedagogia e filosofia. Scienze dure e materie meno ostiche, temi quotidiani e visioni che conducono a scenari e prospettive differenti. Con l’asticella che si alza. Tra laboratori e aule, percorsi e progetti, lavori scientifici e intuito. Un puzzle accomunato da un solido dna: “Spiegare in modo semplice, catturare le attenzioni dei giovani, rilanciare quanto sia fondamentale conoscere e sapere con toni, strumenti e parole giuste” dice Alessandro Cau, docente di ecologia ed esperto di scienze del mare.

Eventi e giornata clou per la festa della scienza e della ricerca. E siamo al dunque con il count down che procede spedito. E coinvolge - con il team della direzione Ricerca guidata da Gaetano Melis che da mesi è all'opera nella gestione dei lavori  - oltre cento ricercatrici e ricercatori dell'accademia del capoluogo con altrettanti progetti e stand che narrano vitalità, competenze ed energie. Più passione e ancora passione per la ricerca. La “Notte” si sviluppa in più tappe. Come accennato, venerdì 27 è la giornata clou negli spazi dell’ExMà di Cagliari tra le vie Sonnino e Logudoro. Intanto. si sono già tenuti pregiati incontri e seminari tra gli studiosi in alcune scuole secondarie e al penitenziario di Uta. Tra gli  eventi pre Sharper, il 19 e 20 settembre, si segnalano “Passione scienza day” all’Orto botanico di viale Fra Ignazio, e la visita guidata alle Cere anatomiche del Susini alla Cittadella dei musei in piazza Arsenale. Il 24 si tiene la visita guidata al museo di Fisica in Cittadella universitaria a Monserrato. Mentre il 26, a 24 ore dal cuore della manifestazione, si inaugura una mostra al Muacc (Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee), in via Santa Croce.

L’affascinante mondo della ricerca. tra parole chiave e condivisione. Alla manifestazione prendono parte anche le università di Ancona, Bari, Camerino, Catania, Genova, L’Aquila, Nuoro, Palermo, Pavia, Perugia, Sassari, Terni, Trieste e Urbino. Sharper è finanziato dalla Commissione europea e cofinanziato dalla Fondazione di Sardegna. Tra i capitoli top dell’evento 2024 spiccano inclusione e accessibilità, intelligenza artificiale, economia circolare e riuso degli scarti produttivi, microbiologia, patrimonio culturale, ricerca scientifica in mare, edilizia sostenibile, materiali intelligenti, materie Stem, realtà virtuale. “Le attività proposte saranno legate all'interattività con una particolare  attenzione al coinvolgimento dei più giovani” rimarca il professor Pilo. In campo, per la prima volta al Centro d’arte e cultura di via San Lucifero, anche i partner storici: Inaf, Istat, Airc, ScienzaSocietàScienza, Sardegna Ricerche-10Lab, InFn, UniCa radio e Polo universitario penitenziario. Alla manifestazione dovrebbero partecipare anche gli specialisti della Polizia e dei Carabineri. Per UniCa un passaggio di rilievo connesso a doppia mandata sia alla Terza missione, sia al prestigioso quinto posto conquistato nella classifiche Censis.

Linguaggi e approccio avvicinante per le nuove generazioni: l’Università di Cagliari nel cuore della città. Tra tecnologie innovative, economia circolare, qualità della vita, fonti rinnovabili ed energia, Intelligenza artificiale, sicurezza e ambiente all’evento con quindici dipartimenti e oltre cento ricercatori con altrettanti progetti a disposizione dei cittadini. Il 27 settembre per la prima volta all’ExMà scienza tra condivisione e divulgazione. Finanziata da Commissione Europea e Fondazione di Sardegna, la “Notte” coinvolge anche Sassari, Nuoro e altri dodici atenei. Tra i partner Inaf, Istat, Airc, ScienzaSocietàScienza, Sardegna Ricerche-10Lab, InFn, UniCa radio e Polo universitario penitenziario

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Il ruolo dell’ateneo tra la città e le nuove generazioni. Una cornice che basta e avanza per disegnare un future che è già presente. Sharper 2024-Notte delle ricercatrici e dei ricercatori, è sintesi e contenitore di una visione che guarda lontano. Ed esalta e divulga temi vicini, attuali e importanti nella quotidianità dei cittadini. Non a caso l’acronimo (Sharing researchers’ passion for education and rights) scomoda diritti, educazione e passione. Ovvero, i cardini di chiunque stia chino su un microscopio, un pc, un manuale. “Dobbiamo farci trovare sempre pronti. Sviluppo, innovazione tecnologica e formazione procedono a forte velocità. Noi - spiega Fabrizio Pilo, prorettore Innovazione e territorio - siamo chiamati, ed è un compito che assolviamo con molto piacere, a dare risposte. Lo facciamo quotidianamente ma per Sharper lo faremo con ancora più convinzione, coinvolgendo e includendo le fasce più vaste della popolazione. Lo spot? Venerdì 27 settembre, dalle 16.30 vi aspettiamo all’ExMà. Faremo di tutto per incuriosirvi e trasmettervi la passione per la ricerca e per la conoscenza”. Insomma, l’Università del capoluogo scende in campo puntuale e performante per un evento dai tratti internazionali. Visione, sfida e scommessa al tempo stesso. Aquilone multicolore e vessillo di speranze e opportunità. Per le studentesse e gli studenti, dalle medie in su. “Ma anche i bambini delle elementari saranno ospiti graditissimi: per loro ci saranno giochi e intrattenimenti. Un argomento speciale? L’abbattimento delle barriere architettoniche e la conquista di una migliore vivibilità dei centri urbani. Per riuscirci l’approccio culturale e civico è basilare” aggiunge Caterina Giannattasio, direttrice del Cagliari Accessibility Lab. Stessa filosofia per Michele Nitti e Carla Meloni, docenti ai dipartimenti di Ingegneria elettrica ed elettronica e di Psicologia, pedagogia e filosofia. Scienze dure e materie meno ostiche, temi quotidiani e visioni che conducono a scenari e prospettive differenti. Con l’asticella che si alza. Tra laboratori e aule, percorsi e progetti, lavori scientifici e intuito. Un puzzle accomunato da un solido dna: “Spiegare in modo semplice, catturare le attenzioni dei giovani, rilanciare quanto sia fondamentale conoscere e sapere con toni, strumenti e parole giuste” dice Alessandro Cau, docente di ecologia ed esperto di scienze del mare.

Eventi e giornata clou per la festa della scienza e della ricerca. E siamo al dunque con il count down che procede spedito. E coinvolge - con il team della direzione Ricerca guidata da Gaetano Melis che da mesi è all'opera nella gestione dei lavori  - oltre cento ricercatrici e ricercatori dell'accademia del capoluogo con altrettanti progetti e stand che narrano vitalità, competenze ed energie. Più passione e ancora passione per la ricerca. La “Notte” si sviluppa in più tappe. Come accennato, venerdì 27 è la giornata clou negli spazi dell’ExMà di Cagliari tra le vie Sonnino e Logudoro. Intanto. si sono già tenuti pregiati incontri e seminari tra gli studiosi in alcune scuole secondarie e al penitenziario di Uta. Tra gli  eventi pre Sharper, il 19 e 20 settembre, si segnalano “Passione scienza day” all’Orto botanico di viale Fra Ignazio, e la visita guidata alle Cere anatomiche del Susini alla Cittadella dei musei in piazza Arsenale. Il 24 si tiene la visita guidata al museo di Fisica in Cittadella universitaria a Monserrato. Mentre il 26, a 24 ore dal cuore della manifestazione, si inaugura una mostra al Muacc (Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee), in via Santa Croce.

L’affascinante mondo della ricerca. tra parole chiave e condivisione. Alla manifestazione prendono parte anche le università di Ancona, Bari, Camerino, Catania, Genova, L’Aquila, Nuoro, Palermo, Pavia, Perugia, Sassari, Terni, Trieste e Urbino. Sharper è finanziato dalla Commissione europea e cofinanziato dalla Fondazione di Sardegna. Tra i capitoli top dell’evento 2024 spiccano inclusione e accessibilità, intelligenza artificiale, economia circolare e riuso degli scarti produttivi, microbiologia, patrimonio culturale, ricerca scientifica in mare, edilizia sostenibile, materiali intelligenti, materie Stem, realtà virtuale. “Le attività proposte saranno legate all'interattività con una particolare  attenzione al coinvolgimento dei più giovani” rimarca il professor Pilo. In campo, per la prima volta al Centro d’arte e cultura di via San Lucifero, anche i partner storici: Inaf, Istat, Airc, ScienzaSocietàScienza, Sardegna Ricerche-10Lab, InFn, UniCa radio e Polo universitario penitenziario. Alla manifestazione dovrebbero partecipare anche gli specialisti della Polizia e dei Carabineri. Per UniCa un passaggio di rilievo connesso a doppia mandata al prestigioso quinto posto conquistato nella classifiche Censis.

Identità, valori e capacità sul palco di Porto Rotondo. Riconoscimenti per Eric Cantona, Marta Maggetti, Gianluigi Bacchetta, Bastiano Sanna, Silvia Careddu, Matteo Porru ed Enrico Ferro. Roberta Floris premiata con l"Olimpia Matacena Collini". Al “Ceroli” gli applausi di Gianfranco Zola, Alessandra Todde e Franco Cuccureddu

 Mario Frongia

Mondi diversi. Uniti da sport, professioni, impegno. Comportamenti ed etica. Energia e valori che hanno celebrato una Sardegna fiera e orgogliosa. Il Premio Navicella è questo e altro. Da ventitré anni, dopo l’ammiragliato a Cagliari, i fasti di Castelsardo, il cuore della Costa Smeralda, da Porto Cervo a Porto Rotondo. Il teatro “Mario Ceroli” culla e ulteriore slancio verso preziosi traguardi. Sala stracolma, signore in lungo, luci e musiche azzeccate. Lo spirito è quello giusto. Sobrio, meditato e in equilibrio nel mix che accomuna volti della cultura, della musica, della solidarietà. Ma anche calciatori, medici, scienziati, manager. Tutti con un filo, più o meno spesso, che li lega alla terra dei Quattro mori. Non a caso in prima fila si è divertita anche la presidente della Giunta, Alessandra Todde. Poco distante, sorriso compiaciuto per questa lunga clip settembrina che racconta l’isola, Franco Cuccureddu. L’assessore regionale al Turismo, da buon capo giuria che guarda lontano e deve rilanciare immagine, opportunità e gradimento dell’isola, ha preso per mano una serata speciale. Di memoria, riconoscenza, affetto. Sì, perché se hai assieme la cagliaritana Marta Maggetti, fenomenale medaglia d’oro nel surf ai Giochi francesi, e l’olianese Gianfranco Zola, l’alchimia può apparire strana. Ma rimane forte e convincente. Curato dall’associazione “Sardegna Oltre il Mare”, il premio ha sparso dettagli interessanti. Frammenti di identità, distanze, rinunce, sacrifici. Perfetti per arricchire indelebilmente partecipanti e premiati. Quasi un marchio che rende più forti, ottimisti, abili nel non mollare. Oltre che preparati e competenti. Fin dall’hardware dell’evento: la giornalista Egidiangela Sechi sul palco a condurre,  l’attore Marco Spiga a supporto, il direttore Simone Pittau alla guida dell’Orchestra da camera della Sardegna. Un trio made in Sardinia che si è conquistato il primo applauso del "Ceroli".

Tradizioni, rispetto, memoria. “La storia siamo noi” canta Francesco De Gregori. Parole, obiettivi, suggestioni. Asticelle da sollevare. Come quelle che riannodano pallone e cinema, mediaticità e successo. La privacy? Pregasi ripassare. Da qui, la fila per selfie e autografi con Eric Cantona. Stella del Leeds e del Manchester United di sir Alex Ferguson, quattro Premier, due di fila, e due Fa cup, 171 gare e 73 reti dal 1992 al ’97. Nazionale francese, attore - ha recitato anche con Monica Bellucci e Cate Blanchett - leader nato, conosciuto in mezzo mondo anche per la pedata a un tifoso che l’aveva ingiuriato. Cantona, occhiali, camicia blu e pantaloni rossi, ha un dna che piace: “Mia bisnonna era di Torralba, mio bisnonno di Ozieri. Sono partiti dalla Sardegna nel 1913. Mia bisnonna era incinta. Sento l’appartenenza a questa isola e alla Catalogna. Le origini sono importanti”. Pausa. Voce che si spezza: “Sono felice e mi commuove ricevere questo premio di fronte a mio padre”. Gianfranco Zola E rivede idealmente anche i suoi highlights. Le sfide Chelsea-Manchester United, un continente a parte. Il baronetto della Regina con i Blues ha messo in fila, dal ’96 al 2003, 312 gare e 80 reti, dueCoppe d'Inghilterra, una Coppa di Lega, una Charity Shield, una Supercoppa Uefa e una Coppa delle coppe. Bottino sontuoso. L’ovazione omaggia i due ex Premier. Zola porge a Cantona la Navicella forgiata dall’orafo di Cagliari, Bruno Busonera. Magic box è emozionato. “Eric, per me è un grande onore premiarti, qui a Porto Rotondo”. Cantona coglie l’assist: “Con Gianfranco ci siamo incontrati in campo tante volte. Ci siamo sempre rispettati e stimati reciprocamente. Ma non sapevamo di avere in comune sangue sardo”. Un fremito accomuna la sala. La manifestazione - patrocinata e in collaborazione con Comune di Olbia e Consorzio di Portorotondo, il sostegno di Fondazione di Sardegna, Banco di Sardegna, Cantine Surrau, Eurotarget Viaggi, Hotel Abi d’Oru, Hotel Sporting, Hotel Sestante, Hotel Gabbiano Azzurro e Iti Hotels - è al top. La festa, ben ritmata dalla giuria, è un continuo rincorrersi di emozioni. Maturate tra il Campidano, la Barbagia, la Gallura. E poi in giro, per seminare sardità nei cinque continenti.

Scienze, condivisione e altruismo. Egidiangela Sechi riannoda i fili con garbo. Al suo fianco l'attrice Cristina Ricci. A Porto Rotondo si celebra una terra fertile. Magari ferita e strapazzata, ma sempre orgogliosa. Le musiche dirette da Simone Pittau riempiono la sala e l’animo. Il duo Zola-Cantona, chissà che ricami se avessero giocato assieme!, è lo spot. Ma ci si mette in piedi per omaggiare i giganti. In ordine sparso, flash di pregio per la flautista Silvia Careddu. Cagliaritana, radici tra La Maddalena e Bortigiadas, insegna flauto tra la Zürcher Hochschule di Zurigo, l’École normale de musique di Parigi e la Royal academy di Londra. Per Gianluigi Bacchetta, già direttore dell’Orto botanico di Cagliari, ordinario dell’ateneo del capoluogo e docente all’Università di Teheran, il premio giunge per aver creato la Banca del germoplasma e il Centro di conservazione della biodiversità. La curiosità? Il professore ha favorito la rinascita di un olivo millenario vittima dell’incendio nel Montiferru. Ancora scienza con il cardiologo e filantropo Enrico Ferro. Laurea in Medicina a Cagliari e ad Harvard, Biologia molecolare graduate a Yale, specializzato in Cardiologia ed Elettrofisiologia, lo specialista cagliaritano figlio d’arte è, tra l’altro, consulente del ministero della Salute degli Stati Uniti. Anche per il biochimico e manager di Nuoro, Bastiano Sanna, acclamazione che scuote. A capo del team scientifico della Vertex, tra le grandi industrie farmaceutiche mondiali, con sede a Boston, si occupa di terapie cellulari e genetiche, tra cui la cura genica della distrofia muscolare. Eccellenze che hanno conquistato credibilità e reputazione internazionale. Uno scenario che innesca, sempre di più, il piacere di essere sardi. L’opera di Bruno Busonera, premia Matteo Porru. Il giovane scrittore ha dedicato il riconoscimento all’associazione Vela Blu che si occupa di minori. Per Marta Maggetti la Navicella arriva dalle mani di Alessandra Todde. Infine, il premio speciale "Olimpia Matacena Collini" all'inviata Mediaset, Roberta Floris. Calici alti.

A Tramatza l’assemblea ha riconfermato il dirigente all’unanimità per il prossimo quadriennio. Numeri sontuosi con i complimenti di Giancarlo Abete, presidente della Lega nazionale dilettanti, di Gianfranco Matteoli e Beppe Tomasini

Mario Frongia

Una rielezione che guarda lontano. Per un futuro, quello del pallone sardo ma non solo, che è già presente. Gianni Cadoni brinda all’ennesima meritata chiamata in sella al Comitato regionale della Figc. “Gianni è stato e rimane un prezioso riferimento per il territorio. A livello locale e nazionale, da candidato all’Area centro per la vicepresidenza della Lega dilettanti, potrà proseguire in questo suo prezioso e costante lavoro”. Una frase di circostanza, facile da spendere? Il contrario. Anche perché sono le parole di uno dei giganti del calcio nazionale, Giancarlo Abete. A Tramatza - nonostante nel resto del Paese ci siano state concomitanti assemblee per il rinnovo dei direttivi - c’era anche lui. Presenza e sostanza, dal 2025 al 2028, per il movimento sardo e per i suoi segmenti. Gli oltre duecento delegati, giunti in una mattinata afosa, hanno benedetto il duo all’unanimità. “Sono molto contento e soddisfatto. Ringrazio il colleghi del direttivo, il presidente Abete e le società che hanno espresso il consenso: il lavoro e i nostri sforzi per far crescere il calcio in Sardegna sono stati apprezzati. E lo dicono i numeri. Ma sappiamo che c'è ancora strada da fare” ha rimarcato il neopresidente e attuale vice nazionale della Lnd. ”Da ammirare l’aver riportato la terza categoria, il pallone che unisce e accomuna, in tanti piccoli centri. La Sardegna cresce anche grazie al ruolo sociale del dilettantismo” ha aggiunto Giancarlo Abete. Altri applausi. Anche dagli ex rossoblù Gianfranco Matteoli e Beppe Tomasini, da Bruno Perra, numero uno del Coni sardo, da Bernardo Mereu, responsabile del settore giovanile del Cagliari. Insomma, un movimento che funziona. Che guarda lontano ma non trascura le criticità. Ad esempio, la funzionalità degli impianti sportivi, i rimbalzi post Covid e l’aumento dei costi di gestione.

Agenda nutrita. L’assemblea ha affrontato anche i temi calcio femminile e giovanile, futsal, arbitri e disabilità. “Ci rimboccheremo le maniche come abbiamo sempre fatto. Abbiamo in mente diversi progetti” rilancia Gianni Cadoni, alla guida del Comitato dal 2016. Il terzo mandato consecutivo del manager originario di Macomer, riparte con nuove energie. E una visione concreta e pragmatica. I lavori - presieduti da Nuccio Caridi, segretario Antonello Madau - hanno avuto uno scossone emotivo inevitabile: Giancarlo Abete ha ricordato Gigi Riva. Silenzio, applausi, pausa. Gianni Cadoni ha quindi ripercorso un cammino per nulla semplice. Oltre ai temi più in vista, il presidente ha riannodato i fili: attività giovanile, Rappresentative, campionati Dcps, grandi eventi, dagli Europei al mondiale di beach soccer. “Siamo ripartiti durante e dopo il Covid. Contiamo 456 società, 2.700 squadre, 35.200 tesserati, 16.970 gare giocate, 7.800 dirigenti, 4050 tecnici e oltre mille arbitri. Un obiettivo? Mettere sempre più al centro le società con azioni concrete, dal sostegno economico ai corsi di formazione, gli sportelli d’ascolto (fiscale di assistenza e per la tutela dei minori). Spazio anche al rilancio del centro di formazione Federale di Sa Rodia con la nuova club house, sala riunioni e centro medico. Attenzioni anche per lo sviluppo dell’area marketing e l’impiantistica. In breve, tanta carne al fuoco. Con scadenze e impegni che godono anche delle ottime relazioni del Comitato con le istituzioni. L’assemblea ha eletto all’unanimità anche i consiglieri Antonio Begliutti, Andrea Contini Andrea, Fabrizio D’Elia, Roberto Desini, Francesco Mereu, Giampiero Pinna e Mathias Urru. Hanno salutato  Giorgio Rubiu e Luca Caschili. Per i Revisori al lavoro Gianluigi Galletta, Giorgio Orrù e Antonio Serreli. Il presidente Abete, tra selfie, foto e strette di mano, ha rilanciato la sfida. “Siamo abituati a lavorare di squadra, qui in Sardegna è sempre più facile”. Il direttivo di via Bacaredda ha annuito. Il team isolano è atteso anche ai prossimi impegni d’oltre Tirreno. Ad esempio, l’assemblea romana del 4 novembre legata anche al destino del presidente Figc, Gabriele Gravina. La Sardegna a trazione Cadoni sarà sul pezzo. Come sempre.

Quasi un’ora con l’uomo in più, reazione forte ma imprecisa contro un avversario con l’acqua alla gola. Traversa piena di Viola. Ma su personalità e lucidità Davide Nicola deve riflettere. Dopo la sosta il Napoli di Conte alla Domus

Mario Frongia

Una partita che si è chiusa come la brutta prosecuzione del secondo tempo contro il Como. Il Cagliari in undici contro dieci per un'ora cade a Lecce, ultimo in classifica, sei reti subite, zero segnate. Prima vittoria per i padroni di casa che superano la formazione di Davide Nicola anche in classifica. Poca lucidità, poco cinismo, poca precisione: nella seconda frazione neanche un cross degno di questo nome in area, forse troppo intasata. I soliti limiti nella costruzione e nella rifinitura hanno completato un quadro poco incoraggiante. Per il tecnico la riflessione è impegnativa. Oramai il mercato è chiuso, è arrivato Gaetano, la rosa è rimasta lunga. L’1-0 di Krstovic ha punito Marin e soci. Ma se non segni alla fine la paghi. E adesso, da penultimi, testa al Napoli, prossimo ospite dopo la sosta per le nazionali alla Domus. La gara si apre con Mina dal via e Palomino fuori. Niente debutto di Zortea, ancora Azzi nella fascia con Zappa. Per l’ex Luca Gotti un problema mica male: da cinque partite, tre nel campionato scorso, i pugliesi non segnano. In via del Mare, tra Lecce - sconfitto da Atalanta e Inter – e Cagliari - pari con Roma e Como - arbitra Fabbri.

Il Cagliari parte bene. Si accendono Luvumbo, Augello e Marin. Lecce un tantino ingessato, in difficoltà nel ripartire. I cross dei padroni di casa non impensieriscono Mina e compagni. Poi, c’è il doppio errore: proprio Mina gioca una palla da incubo su Krstovic che si ritrova di fronte Scuffet ma non chiude, grazie anche a Luperto. Pesante occasione non sfruttata con Gotti che si dispera. La squadra si scuote, la pressione è alta. Ci riprova Krstovic, a lato. I rossoblù - in bianco - tengono botta. Ci provano Banda, difesa colta di sorpresa, e Pierret. Ramadani ricama calcio. Prati e Marin cerca la giocata con i tempi giusti. Per un quarto d’oro gara di reciproco controllo. Poi, c’è Luvumbo: Baschirotto dorme, sassata dell’angolano che scheggia la trasferta. Ma in mezzo c’era Piccoli. Piccoli segnali di partita tra l’ultima e la quattordicesima in classifica. Entrambe ci provano, buon segno. Manca l’ultimo tocco, la rifinitura che scatena il tiro. Per il Cagliari, Gaetano in panca può essere la risposta. Intanto, squillo da Piccoli, con girata su cross di Zappa che si infrange sulla difesa. Il Lecce manovra, non pulitissima, e passa su corner - causato da un tacco assurdo di Deiola - con sponda di Gaspar per Krstovic, in spaccata: 1-0, con Piccoli che dorme.  Risposta di Luvumbo, destro in angolo. La ragnatela dei padroni di casa diventa più efficiente, Azzi e Deiola devono inseguire. Al 36’ Scuffet esce a vuoto, Dorgu manca la porta di testa. Davide Nicola si sbraccia, la squadra ha qualche strappo ma non basta. Il match è sporco e scombinato con i reparti spesso in disordine. Servirebbe un tocco di identità, proprio quella che allena e reclama il tecnico. Vincere le seconde palle è fondamentale ma non basta. A seguire, serve tecnica, visione e personalità. Intanto, Oudin su punizione costringe Scuffet alla risposta di pugno. Poi, c’è Dorgu: espulso da Fabbri, richiamato dal Var, per un pestone su Prati al primo minuto dei due di recupero. La formazione di Gotti in dieci.  

Un tempo con l’uomo in più.  Si riparte con Palomino e Lapadula per Zappa e Prati: il tecnico vede lontano. Rinforza l’attacco con un centravanti d’area La partita si scalda, contrasto tra Lapadula e Gallo. Il Cagliari tenta l’assedio e il Lecce boccheggia. In undici contro dieci la formazione di Nicola deve riassestare la partita. Con pazienza e concentrazione. Ci prova Azzi di testa, Falcone para. Si cercano i cross, vantaggiosi per i difensori di Gotti. L’ex secondo di Donadoni in rossoblù inserisce Morente e toglie Oudin. Cambio tattico che allevia la pressione di Marin e Augello. Il Lecce ritrova il contropiede. Banda punta Palomino che cerca il tiro a giro, di un soffio a lato. Ci pensa Marin a ridare respiro, palla tesa per Mina, rimpallo a favore del Lecce. Falcone perde tempo, Fabbri estrae il giallo. Fuori Azzi e Deiola, dentro Viola e Felici, al debutto. Qualità e velocità per scardinare il bunker casalingo. Giallo anche per Marin. Al ’70 il match è sempre in bilico. Gotti richiama Banda, uno dei migliori, per Coulibaly. La partita è frammentaria, giocate sporche, Cagliari lievemente impacciato nel gestire la superiorità numerica. Piccoli, dall’ingresso di Lapadula, scompare. L’affollamento in area e dintorni non paga. Finalmente spunta Pavoletti, out Piccoli a nove minuti dalla fine più recupero. Ex della gara, cinque reti in sei presenze a Lecce. La manovra è imprecisa e lenta. Luvumbo impegna di destro Falcone. Quindi, l’occasione d’oro per Viola: a colpo sicuro, traversa piena da cinque metri. Pierotti risponde due volte nel pieno dei sette minuti di extratime. Per il Cagliari un secondo tempo disastroso, senza neanche un traversone utile per le punte. Fabbri fischia, lo stadio esplode per la prima vittoria stagionale. La sintesi? Il primo test esterno rossoblù si è chiuso come peggio non poteva.        

Sulla terra rossa del circolo di Monte Urpinu il tennista si aggiudica i Seconda categoria battendo Stefano Baldoni in due set. Il siciliano porta a casa anche il titolo nel doppio con Biondolillo

Mario Frongia 

La miscela giusta. Il timing, le giocate, i rischi sui punti importanti, quel genere di sfrontatezza che premia chi osa. Al momento giusto e sul punto giusto. Per firmare il tris Alessandro Ingarao ha dovuto piegare Stefano Baldoni. Il punteggio, 60 63, dice meno di quanto si è visto in campo. Ma se il risultato racconta di una match in discesa, il campo ha detto anche altro. Il terzo tricolore di fila ai campionati italiani di tennis riservati ai Seconda categoria - per capirci, i Prima sono impegnati agli Us Open  - Ingarao ha mostrato una padronanza che lascia intuire altri progressi. In classifica e personale. Il siracusano è sempre stato in controllo, con Baldoni vittima di un tennis pulito, pesante da fondo, regolare negli scambi. Al Tennis club Cagliari gli appassionati, in questo consolidato appuntamento con i Campionati, non si sono di certo annoiati. E anche la finale, pur soli quindici game, è stata all’altezza. Il torneo, diretto dal maestro Andrea Lecca, ha regalato fin dai primi turni partite avvincenti e combattute. Così anche la finale di un Ingarao dominatore con in bacheca il sesto titolo di fila ai nazionali se si aggiungono le tre vittorie consecutive ai tornei di doppio. L’atleta siracusano con Baldoni si giocava la rivincita, visto che anche nel 2023 si sono ritrovati in finale. come nella scorsa edizione. Ma non c’è stato nulla da fare. Il campione non ha fatto sconti e si è preso lo scudetto. L’urlo dopo il punto decisivo ha detto molto di quel che ha significato la vittoria.

Emozioni nuove, in singolo e doppio. L’urlo di gioia come corollario di emozioni per nulla trascurabili. Alessandro Ingarao ha mostrato l’animo di chi sa coltivare successi in serie con umiltà e professionalità: “Non c’è emozione più bella, vincere il campionato italiano mi dá davvero tanto. L’andamento del match? Con Stefano ci conosciamo, abbiamo giocato una partita a dama” le parole tra le lacrime del siracusano. Per Baldoni, affaticato dopo la semifinale maratona di ventiquattro ore prima giocata con Gabrieli, un incontro in cui ha faticato a entrare in gioco. Una questione di testa e gambe. Da Ingarao in campo il repertorio di attacchi e di grandi recuperi. Con Baldoni piuttosto falloso, dal servizio al passante. La reazione di Baldoni è arrivata nei primi giochi del secondo set. Servizio strappato e vantaggio del 2-1. Poca roba per Ingarao. Il momentaneo appannamento ha portato in dote il controbreak. E da qui in poi è stata discesa o quasi. Il 6-3 conclusivo ha siglato il trionfo. “È stata una partita dura, non bisognava commettere errori. Forse lui non era al cento per cento per la lunga semifinale di ieri. Io sono riuscito a gestire bene il torneo nei giorni scorsi e ho conservato energie per la finale” i saluti del dopogara. Alessandro Ingarao ha chiuso la festa aperta ieri con la conquista del titolo in doppio con Biondolillo. In chiusura, tra gli applausi, le premiazioni, curate dal presidente del Tennis club Cagliari, Renato Arba.

Venerdì, 30 Agosto 2024 19:00

Cagliari, primo esame fuori casa

A Lecce con le ultime news di mercato, in chiusura alla mezzanotte di oggi. Gaetano? La telenovela dovrebbe essersi chiusa. “Sono curioso di vedere i miei lontano dalla Domus” dice Davide Nicola

Mario Frongia

Davide Nicola parla ai cronisti alle 12.45. In serata il charter per Lecce, prima trasferta stagionale. Il calciomercato si avvia a chiudere i battenti, alla mezzanotte di oggi. La quadra? Oltre a Gaetano - le agenzie e i siti specializzati danno il trequartista diretto proprio a Lecce, per il debutto in panchina - l’evoluzione in uscita potrebbe riguardare Makoumbou, Jankto, Wieteska, Lapadula e Hatzidiakos. In entrata ballano i soliti noti: Okereke, Barak, Borini e qualche altro. Insomma, la solita giostra. Ma tra meno di 24 ore c’è il Lecce guidato dall’ex Luca Gotti. “In gruppo si parla poco di mercato, la rosa ormai è questa. Se dovesse arrivare qualcuno, si vedrà. Ma  sono focalizzato su questa squadra, su chi c’è ora” il commento del tecnico del Cagliari. Nicola spende parole per Pereiro, che ha rescisso (“Ragazzo straordinario, non ho avuto il tempo di capire come potesse esserci utile. Con la società abbiamo fatto altre scelte”), Zortea (“Deve riprendere passo e confidenza”), Mina (“Abbiamo aggressività e possibilità di varie interpretazioni. Ha fatto 66 minuti ed era dispiaciuto di uscire: deve fidarsi di me, per evitare che possano verificarsi infortuni”), Palomino (“Anche per lui il minutaggio è scelto ad hoc”), Viola (“Sta sopportando bene i carichi di lavoro, ma non ha la condizione di chi si è allenato sempre”), Makoumbou e Lapadula: “Ho fatto i complimenti per come si sono allenati, nonostante il mercato. Li ho visti determinati e attenti”.

Il test Lecce. Con due punti casalinghi, pari con Roma e Como, Davide Nicola riparte dalla concretezza. Ad esempio, il calo visto nel secondo tempo contro  i lariani: “Non è stata una questione di condizione fisica, siamo allenati per giocare cento minuti. Non abbiamo saputo mantenere le giuste distanze e nel timing. Adesso è difficile essere perfetti, il Como ha avuto quattro situazioni molto pericolose, due nate da palla inattiva in cui potevamo fare meglio”. Sulla tattica, poche storie: “L’atteggiamento aggressivo deve far parte del nostro dna. Ci sono accorgimenti da rispettare per far esprimere meglio il nostro gioco. Il Lecce non è il Como”. Ecco, su chi sia la squadra che attende i rossoblù - sconfitta nei primi due turni da Atalanta e Inter - il tecnico è chiaro: “Il Lecce dimostra da anni di avere le idee chiare. Ha aggiunto alcuni giocatori grazie al buon lavoro del direttore Corvino. Ed è motivo di grande curiosità vedere come risponde la squadra di fronte a un pubblico diverso. Giocano a quattro dietro, sono molto solidi, hanno fisicità e sono abili a giocare in verticale. Gli esterni hanno caratteristiche diverse, per imprevedibilità e gamba. Stanno dimostrando  identità di gioco, noi dimostreremo la nostra”.

Attacco e calci da fermo. Davide Nicola si è soffermato anche sui calci piazzati: “Sono situazioni ideali per segnare. Serve orientamento e saper presidiare la zona di competenza, rispettando i principi di marcatura. I rigoristi? Ne abbiamo tre, li sceglierò di partita in partita. Mina è tra questi”. Sul fronte offensivo l’allenatore del Cagliari la prende larga: “Gli attaccanti che ho a disposizione stanno dimostrando quello che ci aspettiamo. Cito Pavoletti, dubito abbia mai fatto una preparazione così. Nel momento in cui sarà completamente sciolto, lui come Lapadula, lo vedrete stare in campo in modo diverso. Piccoli? Sono contento. Sa che può e deve fare molto di più, deve stare sereno”. Insomma, in attesa che si chiuda il mercato, allo stadio di via del Mare dal via dovrebbero esserci Scuffet, Zappa, Mina (Palomino), Luperto; Zortea (Azzi), Prati, Marin, Deiola (Adopo), Augello; Luvumbo, Piccoli. A tre dietro, centrocampo a cinque e due punte. Ma potrebbe esserci qualche sorpresa: “I convocati non li do ancora, devo prima sentire i medici” ha detto Nicola. Le statistiche non sono male: il Lecce non batte il Cagliari dal 2008 (2-0, Giacomazzi e Castillo).

Salgono le attese per l’evento mondiale con decine di team equestri al via. In un habitat ambientale unico si snoda il percorso da 120 chilometri patrocinato da tre ministeri, Regione, Agenzia Forestas, i comuni di Arborea e Terralba, Coni, Federazione internazionale e Fise

Mario Frongia

Quella fenomenale sensazione che accompagna gli eventi che funzionano. Si svolgono in un contesto naturalistico pressoché unico. Mettono al via i i team e i migliori cavalieri del pianeta. Assegnano titoli europei e mondiali. Hanno per epicentro, organizzativo e logistico, con esperienze consolidate e un’ospitalità di pregio, l’Horse country resort. Siamo nel cuore della costa oristanese. Sommersi e immersi tra i territori di Arborea e Terralba. Quindi, pinete e zone umide, prati e cespugliati di macchia mediterranea, litorale sabbioso e borgo dei pescatori, come Marceddì. Facile unire i puntini: il Sardegna Endurance Festival 2024 si svolge dal 26 al 29 settembre al Horse country di Arborea. In breve, sintesi e tesi di una delle manifestazioni più prestigiose del calendario della disciplina. Non a caso, a poco meno di un mese dal via, sono decine le iscrizioni dei team equestri internazionali. Ed è tanto meno occasionale che gli organizzatori, con in prima fila la Federazione equestre internazionale, possano vantare un eccellente parterre du roi. Ed è particolarmente significativo che l’evento abbia i patrocini dei ministeri del Turismo, dell’Ambiente e sicurezza energetica e dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste. Ma non è tutto. Anche la Regione con l’Agenzia Forestas, i Comuni di Arborea e Terralba, il Coni nazionale e la Federazione italiana sport equestri sono al fianco della manifestazione. Una plateale conferma di quanto sia il valore aggiunto delle sfide.

Le gare, i titoli, il fascino. L’Horse country resort ospita sia il Fei Endurance European Championship for Young Riders & Juniors, ovvero gli europei di Endurance per giovani e giovanissimi cavalieri. Sia il Fei Endurance World Championship for Young Horses, il campionato mondiale di Endurance riservato ai giovani cavalli sotto gli otto anni. “Le competizioni di Endurance, molto diffuse e apprezzate soprattutto nei paesi del Golfo persico dove, come in Sardegna, si conserva un’antica tradizione legata alla storia delle comunità locali, mettono in luce le capacità di cavallo e cavaliere sul piano della distribuzione delle forze da assicurare in campo durante la competizione agonistica, a volte anche molto dura e impegnativa, ma senza mettere a rischio la salute dei partecipanti” spiegano gli organizzatori. La lunghezza dei tracciati di gara varia dai 30-40 chilometri ai 120 e 160. La disciplina equestre predilige la partecipazione dei cavalli di razza araba, molto resistenti e dalla forte tempra fisica, ma raggiungono notevoli prestazioni anche gli angloarabi o i purosangue inglesi. L’appuntamento, da sempre seguito da media dei cinque continenti, è una perla per gli appassionati e anche per quanti si avvicinano al mondo dell’ippica e dei purosangue. Che poi la culla e la cornice sia l’Horse country non può che completare un quadro vincente. Anche per quanto riguarda l’ospitalità turistica e dei vacanzieri in cerca di scorci naturali e paesaggistici indimenticabili.

Horse country, location e fucina di qualità. In vista della 126esima edizione della Fieracavalli di Verona - dal 7 al 10 novembre - gli spazi dell’Horse Country resort si confermano cuore pulsante degli sport equestri isolani anche con le gare per il Premio regionale circuito Foals, dedicate ai puledri e alle puledre di uno e due anni, previste nel prossimo fine settimana, dal 30 agosto all’1 settembre. La competizione, valida per poter partecipare all’appuntamento veronese, si concluderà nel primo week end di ottobre con le finali dei puledri regionali (maschi e femmine) di tre anni. Le rassegne sono curate dal Circolo ippico Grighine Asd e dal Circolo ippico Usignolo Asf. Un altro piccolo grande tassello che fa capo a storia, tradizioni e cultura sarda. Equestre ma non solo.

Lunedì, 26 Agosto 2024 20:05

Cagliari, frenata con il Como

In gol Piccoli e Cutrone. Lariani più quadrati nella ripresa, rossoblù ancora imprecisi nella manovra. Nel recupero l'ex Cerri si divora il colpaccio. Adesso, testa al Lecce. Nella speranza che dal mercato arrivi almeno un pezzo pregiato

Mario Frongia

Finisce in parità. Ma ai punti l'avrebbe portata a casa con merito il Como. L'1-1, Piccoli e Cutrone in gol, premia i padroni di casa. Primo tempo tosto, secondo in calo, di gambe e di idee. Davide Nicola porta a casa il punto e mette il mirino sulla prossima a Lecce. Pensando che dal mercato, che chiude venerdì 30 a mezzanotte, dovrebbe arrivargli qualcosa di concreto. Il minuto di raccoglimento per la scomparsa di Ninnino Orrù, per un anno alla presidenza del Cagliari di Ranieri e Longo, Matteoli e Francescoli. Ma anche di Sven Goran Eriksson tecnico di Samp e Lazio. Si parte. Ci sono gli ex Dossena, in campo, Goldaniga, Vigorito e Cerri in panca. Davide Nicola piazza Mina al centro della difesa, Luperto-Augello a sinistra, Zappa-Azzi dall'altra parte. Mediana come con la Roma. Piccoli e Luvumbo a rimorchio, partendo da destra. Cesc Fabregas conferma il mezzo tridente Belotti-Cutrone-Strefezza.  

La fiammata di Piccoli. Il Cagliari si distende bene, il Como risponde ordinato. Gol di Belotti, Di Bello annulla, off side evidente. Poi, si gioca. Confusi, palla su palla, con grande animo nonostante i 34 gradi, il sole alto e una buona percentuale di umidità: certo che i geni del business non si riposano mai. .Intanto, Nicola sprona i suoi. Cross e corner a ripetizione. Ma Reina non rischia. Al centro, combattono Da Cunha e Mazzitelli con Prati e Marin. Luvumbo è tra le grinfie di Dossena e Barba. Il primo tiro nello specchio è del Como, Strefezza. Scuffet para. Ben più difficile l'intervento di Reina su fiammata di Luvumbo. Il Cagliari è in salute, chi ha la palla sa di trovare almeno due, tre soluzioni di scarico. Testa e gambe, anche sulle ficcanti ripartenze dei lariani. Fabregas è impassibile. Il tecnico chiede a Strefezza e Braunoder di verticalizzare. Dopo mezz'ora si ha una certezza il trequartista che manca al Cagliari non ce l'ha neanche il Como. Ultimo passaggio e rifinitura sono una voragine per le formazioni di Nicola e Fabregas. Si riaccende Luvumbo e Reina respinge di piede. Le azioni si susseguono ma quasi sempre su palla lunga. Calcio combattuto, ma la serie A è anche altro. Si riparte, Piccoli c'è, Reina pure. La notizia? I rossoblu tengono la linea difensiva molto alta. L'atteggiamento paga. La cronaca è ricca. Prima Mina si immola su Da Cunha, poi Scuffet para in due tempi su Cutrone e respinge su Strefezza. I lariani sono vivi. Risponde Azzi, destro a lato. Luperto macella Belotti. Piccoli duetta con Marin e Prati, manca sempre un centimetro per essere a casa. Reina è il regista aggiunto. Ma Mina è sempre in vantaggio sulle punte ospiti. Di Bello mostra il giallo a Moreno, gioco pericoloso su Azzi: è il terzo cartellino dopo quelli per Prati e Braunoder. Nonostante la fornace Domus, si combatte. A due alla fine Luperto confeziona l'assist di testa per Piccoli, Barba è beffato; 1-0. Buon Cagliari, vantaggio meritato.   

Il meritato pari del Como. Fabregas richiama Braunoder e inserisce Perrone. L'assetto non cambia. Il Como cambia passo. Il Cagliari aspetta. Cutrone tira, corner. Per quella che è stata giustamente battezzata sfida salvezza, il Cagliari è chiamato a dare risposte di identità e consapevolezza. Proprio come chiede Nicola. Dall'angolo Dossena spizza di testa, Zappa dorme e Cutrone pareggia: 1-1. Otto minuti e gli ospiti riacquistano fiducia, l'appoggio per ripartire e su Reina: un po' di anni di troppo ma piedi migliori di qualche centrocampista! Anche il Como solleva la linea. Nico Paz (farà la differenza, da mal di testa per i rossoblù) per Da Cunha, Cerri per Belotti: Fabregas punta al bersaglio grosso. Nicola risponde con Adopo per Prati. Reina attento in uscita su Piccoli. Il Como ha il pallino, il Cagliari esce male, è impreciso nella gestione. Ci prova Adopo, calcio d'angolo. Entrano Palomino, al debutto, per Mina (il colombiano non ha più di un'ora), Lapadula per Luvumbo. La squadra cambia leggermente pelle. Fabregas chiama Mazzitelli per Sergi Roberto. Formazioni a specchio. Ci prova ancora Cutrone, Zappa si salva in angolo. Miracolo di Scuffet su Nico Paz. Gli ospiti tengono il campo, match in bilico. La fiammata di casa la firma Lapadula al 32'. Reina non trattiene, carambola e palla sul palo bloccata dal 41enne portiere spagnolo. Nicola non ci sta. Si alza Felici ma non debutta. Escono Augello per Obert e Piccoli per Pavoletti. Il Como duetta troppo facile di prima intenzione. ai sardi manca fiato e, quindi, lucidità. Il sopravvento ospite è chiaro. Guizzo di Marin, Reina para. Match per chi ha l'ultimo respiro. Ecco Goldaniga per Dossena. Il pubblico fischia, peccato con i Quattro mori hanno fatto entrambi bene. Poi sono stati liquidati per fare cassa, meglio non scordarlo. Poi ecco il buon vecchio Cerri che da due passi spara in curva. Un minuto dopo l'ex centravanti manca anche la stoccata nell'area piccola. Di Bello manda tutti in doccia. Punto prezioso, ma in coda, troppa fatica.

 

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