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Il mercato immobiliare della provincia di Cagliari continua a mostrare segnali di solidità, confermandosi il più dinamico della Sardegna. A dirlo sono i dati del nuovo Focus sul primo semestre 2026 elaborato da FIMAA Confcommercio Sud Sardegna, presentato questa mattina nella sede di Confcommercio Sud Sardegna. Lo studio integra i dati ufficiali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate relativi alle compravendite del 2025 con la percezione degli agenti immobiliari del territorio, offrendo una fotografia aggiornata del mercato residenziale e delle prospettive per la seconda parte dell’anno.

Nel 2025 in Sardegna sono state registrate 18.820 compravendite residenziali. La provincia di Cagliari, con 7.859 transazioni, si conferma quella con il maggior numero di compravendite dell’Isola e registra una crescita del 7,4% rispetto all’anno precedente. La sola città di Cagliari conta 1.922 compravendite, pari al 24% del totale provinciale, mentre l’intera area urbana cagliaritana concentra il 57% di tutte le compravendite registrate nella provincia. Un dato che conferma il ruolo centrale del capoluogo e dei comuni dell’area metropolitana nel mercato immobiliare regionale. 

“I dati confermano ciò che gli operatori percepiscono quotidianamente sul territorio: il mercato immobiliare continua a essere dinamico e la provincia di Cagliari mantiene un ruolo centrale nel panorama regionale”, ha dichiarato Marco Mainas, presidente di FIMAA Confcommercio Sud Sardegna. “La domanda rimane sostenuta, sostenuta sia dalle famiglie sia dagli investitori, e questo dimostra la capacità del comparto di reagire anche in un contesto economico che presenta ancora elementi di incertezza”.

Anche sul fronte delle quotazioni il mercato si mantiene stabile. La città di Cagliari registra un valore medio di 1.928 euro al metro quadrato, mentre nell’area urbana il valore medio è pari a 1.546 euro al metro quadrato. Tra i quartieri con le quotazioni più elevate spicca il Poetto, con una media di 2.817 euro al metro quadrato, seguito da Quartiere del Sole-La Palma(2.250 euro), Genneruxi (2.229 euro), Monte Urpinu-Bonaria(2.200 euro), Marina-Stampace (2.144 euro) e San Benedetto-Tribunale-Via Sonnino (2.050 euro al metro quadrato), a conferma della forte attrattività delle aree più ricercate della città. 

Gli operatori definiscono il quadro di sostanziale fiducia. Il 61,1%degli agenti immobiliari ritiene che il mercato resterà stabile nei prossimi sei mesi, mentre il 27,8% prevede un’ulteriore crescita delle compravendite. Anche sul fronte dei prezzi prevale la stabilità: il 72,2% degli intervistati ritiene che le quotazioni rimarranno invariate nel secondo semestre del 2026. La vivacità del mercato è confermata anche dai tempi di vendita: per oltre la metà degli operatori (55,6%) un immobile viene venduto mediamente tra i tre e i sei mesi, mentre per il 27,8% la compravendita si conclude entro tre mesi. 

Accanto ai segnali positivi, il Focus evidenzia anche le principali criticità del comparto. La più rilevante riguarda la disponibilità di immobili sul mercato, giudicata insufficiente dalla maggior parte degli operatori, in particolare per gli appartamenti tra i 70 e i 110 metri quadrati, oggi tra le tipologie più richieste. Cresce inoltre la domanda nei comuni dell’hinterland, come Quartu Sant’Elena, Selargius e Monserrato, mentre aumenta l’interesse verso gli immobili ad alta efficienza energetica. Più difficile, invece, la commercializzazione delle abitazioni che necessitano di importanti interventi di ristrutturazione, anche a causa dell’aumento dei costi dei lavori.

“La vera criticità oggi non è la domanda, ma l’offerta”, ha sottolineato Mainas. “Gli immobili di qualità, efficienti dal punto di vista energetico e proposti a prezzi coerenti con il mercato trovano rapidamente un acquirente. Al contrario, le abitazioni che richiedono importanti lavori di riqualificazione incontrano maggiori difficoltà. È necessario favorire l’immissione sul mercato di nuove abitazioni e investire sulla rigenerazione del patrimonio edilizio esistente per rispondere alle esigenze delle famiglie e sostenere la crescita del comparto”.

Il Focus mette inoltre in evidenza la struttura del settore immobiliare nel territorio. Nella Città metropolitana di Cagliari e nel Sud Sardegna operano 568 agenzie immobiliari, mentre FIMAA Confcommercio Sud Sardegna rappresenta oggi 177 agenti immobiliari, con nove nuovi associati entrati nel corso del 2026, a conferma del crescente ruolo dell’associazione come punto di riferimento per il comparto.

Guardando ai prossimi mesi, gli operatori ritengono che il mercato possa continuare a beneficiare di una domanda di prima casa ancora sostenuta, di condizioni di accesso al credito più favorevoli rispetto agli ultimi anni e dell’interesse degli investitori per gli immobili destinati alla locazione. A questi elementi potrebbe aggiungersi la crescente visibilità internazionale di Cagliari grazie ai grandi eventi che interesseranno la città.

“Le prospettive restano positive”, ha concluso Mainas. “Il mercato immobiliare è un indicatore dello stato di salute dell’economia del territorio. Quando cresce il comparto della casa si generano ricadute positive per numerose attività economiche: dall’edilizia ai servizi, fino al commercio di vicinato. Per questo continuiamo a monitorarne l’evoluzione attraverso un Osservatorio che vuole essere uno strumento utile non solo per gli operatori, ma anche per le istituzioni e per chi deve programmare lo sviluppo del territorio”.

In pubblicazione sul portale istituzionale l’avviso per la procedura comparativa utile per l'individuazione di uno o più enti del Terzo Settore con cui stipulare la convenzione per la realizzazione del servizio di Nonno-Nonna Vigile negli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028.

Le domande di partecipazione dovranno essere trasmesse entro le ore 12 del 7 agosto 2026.

L’avviso è rivolto a organizzazioni di volontariato (OdV) o associazioni di promozione sociale (APS): l’istanza, completa della documentazione richiesta, dovrà essere trasmessa, all’indirizzo PEC del Comune di Cagliari all’indirizzo protocollogeneraQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..it con oggetto “Domanda di partecipazione alla procedura comparativa per la realizzazione e gestione del Servizio “Nonno/a Vigile” anni scolastici 2026/2027-2027/2028”

Il servizio di vigilanza, utile per garantire maggiore sicurezza ai bambini delle scuole primarie e secondarie, sarà effettuato dai volontari negli attraversamenti pedonali in prossimità dei plessi scolastici individuati dalla Polizia Locale.

Al link in basso l’avviso, il modulo di domanda e tutta la documentazione utile

Dopo l’apertura, nei giorni scorsi, con il concerto di Ben Harper and the Innocent Criminals prosegue il programma di MusiCA Arena negli spazi della Fiera in viale Diaz: in cartellone domani, venerdì 10 luglio (ore 21.30), lo spettacolo “Bello di Mamma”, dello showman Enrico Brignano.

Gli appuntamenti del fine settimana proseguono sabato 11 (ore 20) con il doppio concerto di Eric Johnson e Matteo Mancuso - fuoriclasse texano della chitarra il primo, giovane e talentuoso chitarrista il secondo, che si esibirà con il suo trio – e domenica 12 con il Disaster Metal Fest, che vedrà sul palco i norvegesi Mayhem (prima volta in Sardegna per i pionieri del black metal norvegese), i canadesi Voivod e diverse band della scena italiana e sarda.

Il 17 luglio (ore 21.30) sul palco dell’Arena le leggende del progressive rock britannico, i Jethro Tull, con il loro “Curiosity Tour”: in scena il leader e fondatore del gruppo Ian Anderson con la formazione storica composta da David Goodier (basso), John O'Hara (tastiere), Scott Hammond (batteria) e il chitarrista Jack Clark. Due giorni dopo, domenica 19 luglio (ore 21), “We want Miles!!", concerto-tributo a Miles Davis. Il leggendario trombettista sarà ricordato dalle star che hanno condiviso con lui il palco da Marcus Miller a Bill Evans passando, tra gli altri da Mike Stern, Brett Williams e Anwar Marshall.

Lunedì 20 luglio (ore 21) la MusiCA Arena ospiterà il concerto-show dissacrante e ironico dell’istrionico Tony Pitoni, artista siciliano che si è ritagliato con le sue performance uno spazio tutto suo, difficilmente collocabile in una sola categoria, nel panorama musicale italiano. Serata tutta dedicata a Michael Jackson quella di giovedì 23 giugno (ore 22) con il tributo “Legend-The Show Live in Orchestra”, con Wendel Gama, che arriva a Cagliari dopo i sold out in tutta Europa e nella Penisola.

Elio e le Storie Tese protagonisti venerdì 24 (ore 22) con il loro spettacolo “À la carte”, in cui la band – poche le presentazioni necessarie – fa scegliere agli spettatori la scaletta del concerto. Domenica 26 (ore 21.30) sul palco Cristiano De André Canta de André, per il tour del polistrumentista che propone un omaggio al repertorio del padre Fabrizio, in un viaggio tra musica, parole e ricordi legati in modo particolare, non è una novità, alla Sardegna. Ultimo appuntamento di luglio martedì 28 (ore 21.30) con il comico, cabarettista, attore e regista teatrale Maurizio Battista e il suo “Uno, nessuno e centomila”: una serata all’insegna della comicità leggera e irriverente, in cui a partire dall’autoironia trova spazio anche la riflessione sui comportamenti tipici e quotidiani di questi tempi.

Cinque le serate in programma poi per il mese di agosto. Primo appuntamento venerdì 7 agosto con il Live Show Tribute “K-Pop is Coming”, anticipo di Ferragosto giovedì 13 con Massimo Ranieri e il suo “Tutti i sogni ancora in volo...e continuano a volare”, i meravigliosi anni 80 di Nino D’Angelo giovedì 20 e “The Wall Celebration Tour”, con la Pink Floyd Legend per uno spettacolo in un’opera rock in cui musica, teatro e immagini si fondono in un’esperienza riconosciuta a livello internazionale come di altissimo livello, in programma il 27.

Intitolata al principe Karim Aga Khan, fondatore della Costa Smeralda, scomparso nel febbraio del 2025, la celebre piazzetta di Porto Cervo. Con l’occasione è stata inaugurata anche una scultura dedicata al principe, alla presenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, del sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda e di Rahim Aga Khan V, figlio di Karim, 50esimo imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti. Quella di stasera è la sua prima uscita pubblica in Sardegna da quando è diventato Aga Khan, ereditando il titolo dal padre.
 
L'intitolazione della piazzetta di Porto Cervo da parte del Comune di Arzachena segue di qualche mese l'intitolazione al principe dell'aeroporto di Olbia, che ora si chiama Costa Smeralda - Karim Aga Khan. 
 
“Oggi inauguriamo una piazza e una scultura, ma soprattutto affidiamo alla memoria collettiva un nome e una visione che hanno profondamente segnato la storia della Sardegna contemporanea”, ha detto nel suo intervento la presidente Alessandra Todde. “Intitolare questa piazza a Sua Altezza il Principe Karim Aga Khan IV – prosegue la Presidente – significa riconoscere il valore di un uomo che ha saputo immaginare il futuro quando quel futuro sembrava ancora impossibile. Una personalità capace di vedere nella Gallura e nella Costa Smeralda non soltanto un luogo di straordinaria bellezza, ma un patrimonio da valorizzare con rispetto, intelligenza e lungimiranza”.
 
La scultura, commissionata dal Comune di Arzachena in ricordo del principe Aga Khan, è concepita per armonizzarsi con il paesaggio e raccontare in modo permanente la sua visione e il suo contributo alla storia contemporanea della Sardegna. Il principe Karim Aga Khan è riconosciuto a livello internazionale come figura di primo piano nel campo della cooperazione, dello sviluppo culturale e della promozione di modelli di crescita sostenibile.
 
“La sua intuizione ha cambiato il destino di questo territorio. Lo ha fatto con un progetto che, fin dalle sue origini, ha cercato un equilibrio tra sviluppo economico, qualità architettonica e tutela del paesaggio. Un modello che ha reso la Costa Smeralda conosciuta in tutto il mondo e che ha contribuito a costruire un'immagine internazionale della Sardegna fondata sull'eccellenza, sull'accoglienza e sull'unicità del suo ambiente”, ha detto ancora la Presidente Todde nel suo intervento.
 
Il Comune di Arzachena per voce del sindaco Roberto Ragnedda ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria al principe Rhaim, Aga Khan V.
“Il suo lascito è fatto anche di cultura d'impresa, di innovazione, di investimenti, di occupazione e di fiducia nelle potenzialità della nostra isola. È un'eredità che ha coinvolto intere generazioni di lavoratrici e lavoratori, imprenditori, professionisti e giovani che hanno trovato nuove opportunità grazie a quella visione. Il principe ismaelita ha investito per dotare un territorio di infrastrutture strategiche come un aeroporto, un porto e addirittura una compagnia aerea, producendo sviluppo e posti di lavoro, anche ad alta qualificazione. La Sardegna ha oggi il compito di continuare a essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano e la qualità della vita delle persone che la abitano tutto l'anno”, ha concluso la Presidente Alessandra Todde.

A tre mesi dall'avvio del nuovo regime di continuità territoriale aerea, la Regione Sardegna traccia un primo bilancio dell'andamento del servizio, distinguendo con chiarezza due questioni spesso citate insieme nel dibattito pubblico, ma profondamente diverse tra loro: le cancellazioni dei voli e i ritardi.

Cancellazioni: superata su tre tratte la soglia prevista dal contratto Sul fronte delle cancellazioni, il monitoraggio dell'Assessorato dei Trasporti evidenzia criticità significative su alcune delle tratte operate da Aeroitalia, vettore affidatario di cinque delle sei rotte in continuità territoriale. In particolare, su tre collegamenti il numero dei voli cancellati ha già superato la soglia del 2% prevista dal Decreto Ministeriale come limite massimo di tolleranza. Percentuale che sale sopra il 3% nel caso della Cagliari-Linate.

Il decreto ministeriale, che disciplina la continuità territoriale, non consente in alcun modo la cancellazione dei voli programmati. La soglia del 2% rappresenta esclusivamente il limite massimo oltre il quale scattano automaticamente le penali previste. Se la stagione IATA estiva si fosse conclusa alla fine di giugno, il vettore sarebbe già oggi esposto all'applicazione delle sanzioni economiche, pari a 3.000 euro per ogni volo cancellato oltre il 2%. La verifica definitiva sarà effettuata al termine della stagione estiva, quando verrà calcolato il dato complessivo. Il monitoraggio, infatti, ha lo scopo di correggere in corsa eventuali difformità registrate nel servizio.

La Regione ha già contestato formalmente al vettore queste violazioni, chiedendo il pieno ripristino del servizio previsto dal decreto.

“L'obiettivo della Regione non è applicare penali, ma fare in modo che i cittadini possano usufruire di tutti i voli previsti”, sottolinea l'assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca. “Le sanzioni rappresentano uno strumento di tutela del servizio pubblico, non il fine della nostra attività. Continueremo a vigilare mettendo in campo tutte le attività possibili affinché il vettore ripristini una situazione in linea con le esigenze di mobilità dei sardi”.

Tra le ulteriori inadempienze già contestate al vettore figurano anche il mancato rispetto, in alcune giornate, dell'obbligo previsto dal decreto ministeriale di garantire ai passeggeri la possibilità di effettuare andata e ritorno in giornata con almeno sei ore di permanenza nella Penisola, i tempi di attesa del call center dedicato, nonché la mancata attivazione, entro il termine previsto, dei voli aggiuntivi richiesti dalla Regione Sardegna. Per questi aspetti, già sanzionabili senza dover attendere la fine della stagione estiva IATA, sono già state avviate le procedure previste dal contratto.

Ritardi: dati in linea con il mercato, pesano le criticità di Milano Linate Diverso è invece il quadro relativo ai ritardi, tema che nelle ultime settimane ha alimentato numerose segnalazioni.

I dati raccolti dall'Assessorato evidenziano infatti che i voli della continuità territoriale operati da Aeroitalia e da ITA Airways fanno registrare percentuali di ritardo inferiori rispetto ai collegamenti in regime di libero mercato. Il dato medio dei voli operati con un ritardo superiore ai 15 minuti ha infatti registrato una percentuale ampiamente inferiore alla soglia di tolleranza prevista dal bando (80% del volato in orario), con una percentuale dell'11,26% per i collegamenti in partenza dall'Isola e del 16,97% per quelli in arrivo. Percentuali che includono anche i ritardi le cui cause non sono imputabili alla responsabilità del vettore.

A partire dal mese di giugno tutto il traffico aereo nazionale registra un incremento dei ritardi dovuto al notevole aumento dei passeggeri in transito e ai limiti strutturali e infrastrutturali dell'offerta. Relativamente alla continuità territoriale questo aspetto è particolarmente evidente nei voli in partenza da Milano Linate, scalo interessato da una grande saturazione. Per fare un esempio i voli in ritardo sulla Linate-Cagliari sono quasi il doppio di quelli registrati sulla tratta Cagliari-Linate.

Nei primi tre mesi di servizio della nuova continuità territoriale solo 7 voli hanno superato le 3 ore di ritardo, con una percentuale dello 0,22%. Percentuale che sale leggermente per i ritardi superiori alle 2 ore che si attestano allo 0,92% (29 voli complessivi).

“Comprendiamo perfettamente il disagio che anche un singolo ritardo può provocare ai passeggeri - conclude l'assessora Manca - ma il nostro dovere è distinguere tra la percezione del disservizio e l'analisi oggettiva dei dati. Dove emergono responsabilità del vettore interveniamo con fermezza, dove invece le criticità dipendono da fattori esterni al servizio di continuità territoriale continuiamo comunque a monitorare la situazione, mantenendo alta l'attenzione nell'interesse dei cittadini”.

L'Assessorato regionale dei Trasporti proseguirà l'attività di monitoraggio attraverso i periodici Comitati di monitoraggio, verificando costantemente il rispetto degli obblighi da parte dei vettori e adottando tutti gli strumenti previsti dalla normativa a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini sardi.

La sede della Scuola forestale a Nuoro diventa realtà. Oggi la Giunta regionale ha approvato la delibera che dà mandato alla Direzione generale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA) di stipulare una convenzione con il Comune di Nuoro per l’utilizzo dei locali della ex Artiglieria, in viale Sardegna, quale sede temporanea della scuola. La Convenzione avrà durata di un anno, eventualmente prorogabile secondo le esigenze.

In attesa che la scuola venga realizzata, come da programma, nell’ex vivaio forestale in località “Su Pinu” era necessario reperire con urgenza dei locali idonei per avviare il percorso formativo dei 96 agenti che costituiscono il primo contingente di reclutamento previsto nel Piano del fabbisogno 2025-2027.

Dopo le interlocuzioni tra il Corpo forestale e il Comune di Nuoro, la scelta è caduta sui locali dell’ex Artiglieria, che possono essere destinati ad alloggi, servizio mensa e aula didattica, adeguati come sede temporanea per l’espletamento dei corsi di reclutamento.

“Come avevamo promesso – afferma la presidente Alessandra Todde – dopo anni di incertezze la scuola forestale ha la sua sede a Nuoro. Non è ancora la sistemazione definitiva, ma era importante che i prossimi corsi partissero subito nel capoluogo che per noi è sempre stata la sede naturale di un progetto che consideriamo strategico per la protezione e gestione del territorio sardo”.

Contestualmente la Giunta ha stabilito che la Direzione generale CFVA dovrà anche quantificare gli oneri finanziari necessari all’adeguamento strutturale della sede temporanea e alle spese necessarie per l'arredamento e per i costi per lo svolgimento del corso di formazione degli agenti forestali.

Nel frattempo, prosegue l’iter progettuale per la realizzazione della scuola forestale di “Su Pinu”, che conta su un finanziamento regionale di 25 milioni di euro e la cui progettazione e la realizzazione è affidata alla società Opere e Infrastrutture della Sardegna s.r.l. (OIS).

La volontà della Regione è quella di superare l’idea di una tradizionale scuola di formazione, puntando a dare vita a un polo di eccellenza nazionale e internazionale nella formazione sulla lotta agli incendi e sulla tutela, protezione e vigilanza ambientale, aperto non solo alle esigenze del personale della direzione generale del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale, ma anche a quelle di tutti gli attori regionali della protezione ambientale e forestale.

“La tutela ambientale – spiega la presidente – deve poter contare su professionisti preparati non solo sul piano tecnico, ma anche organizzativo e decisionale e collaborativo e in questo senso la scuola forestale di Nuoro rappresenterà uno strumento determinante non solo nella lotta agli incendi, ma anche per la prevenzione e gestione delle emergenze”.

Recuperati oltre 17 milioni di euro derivanti dalle vendite del patrimonio aziendale di proprietà dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa (Area) nel periodo 2019-2025. Le risorse derivanti dall’alienazione verranno reinvestite, secondo quanto stabilito dalla legge 560 del 1993, in edifici ed aree edificabili, per la riqualificazione e l'incremento del patrimonio abitativo pubblico mediante nuove costruzioni, recupero e manutenzione straordinaria di quelle esistenti e programmi integrati. L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha presentato la delibera, che è stata approvata dalla Giunta, che stabilisce il programma per la ripartizione delle risorse, definito dall’amministratore unico di Area, Matteo Sestu, sulla base delle esigenze rappresentate dalle unità territoriali: “destiniamo prioritariamente i proventi dell’alienazione – spiega Piu – a interventi di manutenzione straordinaria su condomini misti e alloggi di risulta, al completamento di interventi già programmati e all’acquisto di alloggi, con particolare riferimento a immobili già alienati che hanno contribuito alla formazione di condomini misti nel territorio di Sassari, per consentire di riportare i condomini nella totale disponibilità di Area finalizzata ad una gestione più razionale e proficua di ogni aspetto, come ad esempio quello relativo alle manutenzioni”.

La ripartizione delle risorse è stabilita sulla base di quanto manifestato dalle unità territoriali di Area per la realizzazione di interventi necessari e sul dato della loro capacità di spendita delle risorse, di medesima derivazione. Secondo questi criteri la suddivisione nei vari servizi territoriali destina 5,8 milioni a Carbonia, 4,6 milioni a Sassari, 3,2 milioni a Nuoro, 2,8 milioni a Cagliari e 1,1 milioni a Oristano. “La realizzazione di questi interventi – sottolinea l’assessore – consentirà di migliorare le condizioni di sicurezza e di vivibilità degli alloggi, rendendone possibile, nei casi in cui ciò non sarebbe altrimenti consentito, l’assegnazione agli aspiranti beneficiari collocati nelle graduatorie comunali”.

Tra gli interventi finanziati è compresa la realizzazione di nuovi alloggi a Macomer: “si tratta di alloggi oggetto di realizzazione, attualmente allo stato grezzo, con le lavorazioni ferme da due decenni e che grazie a questo stanziamento, dopo l’ultimazione saranno messi nella disponibilità degli assegnatari. A questi si aggiungono il recupero degli alloggi di risulta su cui stiamo lavorando da tempo, passando da 150 a 250 dal 2024 al 2025. Un obiettivo che ci vede impegnati per proseguire ad investire, anche grazie a queste risorse, sull’aumento del numero di alloggi disponibili, partendo soprattutto da quelli inutilizzati perché non idonei a causa, per esempio, della necessità di interventi di manutenzione, affinché possano essere riassegnati”.

La Giunta regionale ha approvato la riprogrammazione di circa 2,6 milioni di euro destinati all'edilizia scolastica, con l'assegnazione dei finanziamenti alle Province e alle Città Metropolitane per la realizzazione delle indagini diagnostiche sugli edifici che ospitano gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado. La delibera è stata proposta dall’assessore degli Enti locali, Francesco Spanedda, di concerto con l’assessora della Pubblica istruzione Ilaria Portas, e dall’assessore della Programmazione, Giuseppe Meloni.

"Mettiamo a disposizione risorse che consentiranno di realizzare le indagini diagnostiche sugli edifici scolastici superiori. Si tratta di un intervento che rende più efficace il lavoro sulla sicurezza del patrimonio scolastico e offre agli enti di area vasta gli strumenti per programmare gli interventi necessari", dichiara l'assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda.

La rimodulazione delle risorse rafforza il ruolo delle Province e delle Città metropolitane nella gestione dell'edilizia scolastica e dà continuità al programma regionale di verifica del patrimonio scolastico.

"Il provvedimento è il risultato di un lavoro di coordinamento tra assessorati e con gli enti locali, che ha permesso di individuare una soluzione condivisa per rendere disponibili queste risorse e accelerarne l'utilizzo sui territori", prosegue Spanedda.

"La sicurezza all'interno delle nostre scuole è una priorità assoluta, funzionale a garantire il diritto allo studio in contesti sereni, moderni e protetti. Con lo stanziamento odierno diamo un segnale concreto e immediato ai territori, rispondendo alle esigenze di manutenzione, adeguamento e prevenzione giustamente sollecitate dagli enti locali, dai dirigenti scolastici e dalle famiglie", dichiara l'assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas.

"Intervenire sulle strutture delle scuole secondarie di secondo grado – continua – significa investire sul futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e sulla serenità di chi ci lavora ogni giorno. Il nostro impegno sul tema dell'edilizia scolastica è costante: l'obiettivo non è solo sanare le criticità strutturali, ma supportare attivamente le Province e le Città Metropolitane nella gestione e nell'esecuzione dei progetti, affinché le risorse – conclude – si trasformino rapidamente in spazi di apprendimento sicuri e inclusivi".

Il provvedimento prevede l'erogazione dei finanziamenti in un'unica soluzione e fissa al 31 dicembre 2027 il termine per la conclusione delle attività.

La Regione Sardegna compie uno dei più importanti investimenti mai realizzati a favore delle giovani generazioni, destinando quasi 100 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021 -2027 alla formazione di alto livello, alla ricerca, all'innovazione e al lavoro qualificato. Con il Piano NEWGENS e le misure STEP (Strategic Technologies for Europe Platform, Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa), approvati dalla Giunta regionale su proposta dell'assessora del Lavoro Desirè Manca prende forma una strategia che punta a costruire il capitale umano della Sardegna, sostenendo l'occupazione, la creazione d'impresa e la formazione di competenze altamente specializzate nei settori tecnologici strategici. Un investimento che guarda al futuro dell'Isola, offrendo ai giovani l'opportunità di formarsi anche fuori dalla Sardegna per poi riportare competenze, innovazione e valore al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio.

“Il Piano NEWGENS rappresenta una scelta strategica della Regione per il futuro della Sardegna. Il nostro obiettivo – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca - non è soltanto aumentare l'occupazione giovanile, ma migliorarne la qualità, investendo sulle competenze e creando le condizioni perché i giovani possano costruire il proprio percorso di vita e di lavoro nella nostra Isola. Vogliamo accompagnare i nostri giovani nella formazione, favorire l'acquisizione di competenze sempre più qualificate e richieste dal mercato e trasformare anche le esperienze maturate fuori dalla Sardegna in un valore aggiunto per il nostro territorio”.

Dietro questa visione c'è un investimento concreto: quasi 100 milioni di euro. Con una dotazione di 44,2 milioni di euro, il Piano Newgens finanzierà interventi per favorire l'occupazione stabile, la creazione di impresa, rafforzare le competenze e accompagnare le nuove generazioni verso un lavoro qualificato. Accanto a queste misure, la nuova Priorità STEP, mette a disposizione 52 milioni di euro per sostenere la formazione e l'occupazione nei settori tecnologici strategici individuati dall'Unione europea: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse e biotecnologie. Gli interventi comprendono percorsi di upskilling e reskilling, incentivi alle imprese che assumono personale qualificato, strumenti di microcredito per startup innovative, contratti di ricerca, master, borse di studio e dottorati realizzati in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari.

Tra gli indirizzi approvati figura anche l'innalzamento dell'indennità massima dei tirocini extracurriculari finanziati dal Piano NEWGENS, fissata in mille euro lordi mensili, con l'obiettivo di favorire una più ampia partecipazione.

L'attuazione del Piano sarà affidata ad ASPAL, in collaborazione con la Direzione generale del Lavoro, la Direzione generale della Pubblica Istruzione, le Università, gli enti di ricerca e il partenariato economico e sociale.

“Con questa programmazione – conclude l’assessora del Lavoro - compiamo una scelta strategica: investire sulle persone, sulle competenze e sul talento dei nostri giovani, perché il capitale umano è la vera leva dello sviluppo della Sardegna. Attraverso il Piano NEWGENS e le misure STEP puntiamo al contempo a rafforzare il sistema produttivo, sostenere l'innovazione e trasformare la conoscenza in nuove opportunità di sviluppo per tutta l’isola”.

Nel 2025 la spesa delle famiglie sarde per i beni durevoli si è attestata a 1 miliardo e 654 milioni di euro, in calo dello 0,8% rispetto all’anno precedente. I dati emergono dall’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic giunto alla 32esima edizione. La flessione è molto più contenuta della media nazionale (-2,1%) e colloca la Sardegna fra le regioni che hanno reagito meglio al rallentamento del mercato. La spesa media per famiglia arriva a 2.212 euro, quindicesimo dato regionale in Italia, con un calo del -0,8%.
 
A sostenere il profilo dell’isola sono soprattutto l’usato e diversi comparti per la casa. Le auto nuove si fermano a 299 milioni di euro e calano del 7,2%, mentre le auto usate salgono a 588 milioni di euro con un +2%, una delle migliori dinamiche nazionali. I motoveicoli valgono 44 milioni di euro e lasciano sul terreno l’1%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 141 milioni di euro e crescono del 4%, i mobili totalizzano 355 milioni di euro e flettono del 2,5%, l’elettronica di consumo si attesta a 36 milioni di euro con un -2,4%. Sul fronte digitale, l’information technology raggiunge 43 milioni di euro e cresce del 2,6%, mentre la telefonia sale a 148 milioni di euro con un +1,1%. La Sardegna è l’ultima regione italiana per la spesa media a famiglia in motoveicoli, elettrodomestici ed elettronica di consumo.
 
“In Sardegna la spesa complessiva per beni durevoli cala appena dello 0,8% - dichiara Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic - con una dinamica nettamente migliore della media italiana, e dentro questo risultato si leggono segnali di vivacità tutt’altro che marginali. La crescita delle auto usate, degli elettrodomestici, dell’information technology e della telefonia dice che le famiglie continuano a spendere, ma selezionano con più attenzione i capitoli di acquisto. Il dato più emblematico arriva da Nuoro, che è l’unica provincia italiana a chiudere l’anno con una crescita della spesa familiare nei durevoli: un segnale che racconta bene la capacità di reazione di un territorio apparentemente periferico ma ancora dinamico”.
 
CAGLIARI: IN CALO LA SPESA PER AUTO NUOVE, TENGONO LE USATE. Cagliari si conferma il principale mercato sardo dei beni durevoli con 496 milioni di euro di spesa complessiva nel 2025, pari al 51° valore nazionale, ma registra un calo dell’1,4%. La spesa media per famiglia è di 2.455 euro, la più alta della regione, anch’essa in flessione dell’1,4%. La mobilità vale una parte importante del paniere: le auto nuove arretrano a 106 milioni di euro (-6,4%), le auto usate avanzano a 175 milioni (+0,6%) e i motoveicoli a 17 milioni (+3%). Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici arrivano a 37 milioni di euro (+3,9%), l’elettronica di consumo ferma a 10 milioni (-1%), i mobili a 91 milioni (-3%). In crescita l’information technology, a 11 milioni di euro (+1,3%), mentre la telefonia tiene a 49 milioni (+0,1%).
 
A SASSARI TIENE IL MERCATO DEI BENI DUREVOLI, QUASI 500 MILIONI LA SPESA. Con 494 milioni di euro di spesa in beni durevoli e una flessione contenuta allo 0,6%, Sassari è la provincia che più si avvicina a Cagliari per dimensione del mercato e una delle più vivaci dell’isola. La spesa media per famiglia è di 2.151 euro, in calo dello 0,6%. Nel comparto della mobilità le auto nuove valgono 95 milioni di euro e scendono del 5,7%, le auto usate raggiungono 180 milioni grazie a un +1,4%, mentre i motoveicoli si fermano a 17 milioni (-0,4%). Nei beni per la casa gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 40 milioni di euro (+3,5%) pur essendo la provincia ultima in Italia per la spesa media per nucleo familiare (175 euro). L’elettronica di consumo frena a 11 milioni (-1,6%) e i mobili a calano a 103 milioni (-2,2%). Più brillante la componente digitale: l’information technology sale a 14 milioni di euro con un +4,8%, una delle migliori performance provinciali italiane, e la telefonia raggiunge 33 milioni con un +2,5%.
 
NUORO PRIMA IN ITALIA PER CRESCITA DELLA SPESA IN DUREVOLI. Nuoro è la provincia che nel 2025 sorprende di più: la spesa complessiva in beni durevoli arriva a 205 milioni di euro e cresce dello 0,5%, miglior risultato d’Italia, mentre la spesa media per famiglia sale a 2.173 euro con un analogo +0,5%, anche in questo caso primo dato nazionale per dinamica. Il risultato poggia su una mobilità a due facce: le auto nuove si fermano a 23 milioni di euro (-11,8%), ma le auto usate raggiungono 74 milioni e crescono del 4,6%, una delle migliori variazioni del Paese; i motoveicoli valgono 3 milioni e perdono appena lo 0,6% con provincia ultima in Italia per la spesa media per nucleo familiare (28 euro). Tra gli altri comparti spiccano gli elettrodomestici, che toccano 21 milioni di euro con un +5,6%, miglior dinamica della Sardegna. L’elettronica di consumo scende a 5 milioni (-3,7%), i mobili tengono a 56 milioni (-0,4%), l’information technology sale a 6 milioni (+1,5%) e la telefonia a 17 milioni (+0,8%).
 
A ORISTANO 143 MILIONI DI EURO DI SPESA IN BENI DUREVOLI, CROLLANO AUTO NUOVA E MOTOVEICOLI. Oristano chiude il 2025 con 143 milioni di euro di spesa in beni durevoli, ultimo mercato della Sardegna per volumi, e una flessione del 2%; la spesa media per famiglia si attesta a 2.072 euro, anch’essa in calo del 2%. Il ridimensionamento interessa soprattutto la mobilità: le auto nuove si fermano a 20 milioni di euro (-18%), le auto usate raggiungono 52 milioni (+3,7%) e i motoveicoli franano del 21,6% a 2 milioni con le famiglie oristanesi penultime in Italia per la spesa media (29 euro). I comparti per la casa offrono elementi di tenuta: gli elettrodomestici salgono a 12 milioni di euro (+4,1%), l’elettronica di consumo arretra a 3 milioni (-3,7%) e i mobili tengono a 34 milioni (-0,7%). Nel digitale, l’information technology arriva a 4 milioni di euro (+0,7%), mentre la telefonia vale 16 milioni con un -0,4%.
 
EX SUD SARDEGNA: LA SPESA PER AUTO USATA CORRE A +3%, TRA LE MIGLIORI D’ITALIA. Nel 2025 il Sud Sardegna totalizza 316 milioni di euro di spesa complessiva in beni durevoli, in lieve calo dello 0,5%, con una spesa media per famiglia di 2.067 euro (-0,5%). Il tratto più interessante del quadro provinciale è la tenuta dell’auto usata: 108 milioni di euro e +3%, uno dei dati migliori del Paese. Le auto nuove si fermano invece a 55 milioni di euro (-4,8%), mentre i motoveicoli valgono 5 milioni e segnano un -5,1%. Sul fronte della casa, gli elettrodomestici raggiungono 30 milioni di euro (+3,5%), l’elettronica di consumo arretra a 7 milioni (-3,9%) e i mobili scendono a 71 milioni, con una flessione del 4,5%, la più pesante della regione. L’information technology sale a 8 milioni di euro (+2,5%), la telefonia a 32 milioni (+2,3%), a conferma di un orientamento di spesa ancora favorevole verso i comparti più utili nella vita quotidiana.
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