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La Sardegna introduce nuove misure per tutelare i lavoratori dai rischi legati alle ondate di calore. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha firmato un’ordinanza urgente che limita le attività lavorative svolte all’aperto nelle ore più calde della giornata nei comparti maggiormente esposti alle alte temperature.

Il provvedimento, entrato in vigore con effetto immediato e valido fino al 31 agosto 2026, interessa i settori agricolo, florovivaistico, edile e impiantistico. Nelle giornate in cui la piattaforma Worklimate indicherà, alle ore 12, un livello di rischio “alto” per stress da calore, sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.

L’ordinanza si applica su tutto il territorio regionale e punta a prevenire malori, infortuni e situazioni di pericolo legate alle temperature elevate che caratterizzano sempre più frequentemente la stagione estiva.

Sono esclusi dal divieto gli interventi considerati indispensabili per la collettività, come quelli di pubblica utilità, protezione civile e tutela della pubblica incolumità. Potranno quindi proseguire le attività svolte dalle pubbliche amministrazioni, dai concessionari di servizi pubblici, dalle imprese incaricate e dall’Agenzia FoReSTAS. Resta comunque obbligatorio adottare tutte le misure di prevenzione e sicurezza previste dalla normativa vigente per la protezione dei lavoratori.

La Regione ricorda inoltre che il mancato rispetto delle disposizioni contenute nell’ordinanza può comportare l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 650 del Codice penale, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.

Con questo intervento la Giunta regionale intende rafforzare la prevenzione e garantire condizioni di lavoro più sicure durante i periodi di caldo intenso, salvaguardando la salute di chi opera quotidianamente all’aperto.

Sarà la cittadina gallurese il vero epicentro politico della Sardegna nel prossimo fine settimana. Su ben 148 comuni isolani chiamati alle urne nell'ultima tornata elettorale amministrativa, Tempio Pausania – co-capoluogo della neonata provincia della Gallura Nord-Est Sardegna – è infatti l’unico centro ad andare al ballottaggio. Nelle altre quattro grandi municipalità sarde con più di 15mila abitanti o capoluoghi di provincia, la partita si è chiusa già al primo turno il 7 e 8 giugno scorsi.

Domenica 21 e lunedì 22 giugno, i cittadini saranno richiamati alle urne per scegliere chi guiderà l'amministrazione locale. La sfida decisiva vedrà il sindaco uscente Giovanni Antonio Giuseppe Addis contendersi la fascia tricolore con la candidata civica Gianna Masu.

Il primo turno ha evidenziato un fortissimo interesse da parte della comunità tempiese, facendo registrare un’affluenza eccezionale pari al 68% degli aventi diritto. Si tratta di un balzo in avanti notevole rispetto alla precedente tornata elettorale, che si era fermata a un più modesto 57% di votanti. Questo rinnovato fervore democratico si traduce ora in un bacino di voti contendibile e in una campagna elettorale serrata per convincere gli indecisi e gli astenuti.

La scheda elettorale metterà gli elettori di fronte a due visioni diverse per il futuro del territorio, rappresentate da due figure di comprovata esperienza amministrativa.

Giovanni Antonio Giuseppe Addis – "Tempio Tradizione e Futuro" alla guida della coalizione che sostiene la continuità, Addis si presenta al ballottaggio forte del 32,83% dei consensi (corrispondenti a 2.539 voti) ottenuti al primo turno.

È un veterano dell'amministrazione locale, avendo fatto il suo primo ingresso in consiglio comunale nel lontano 1985. Nel corso degli anni ha ricoperto numerosi incarichi di giunta. Divenuto sindaco nel 2019 per subentro a seguito dell'incompatibilità del predecessore Andrea Biancareddu, Addis è stato poi confermato direttamente dai cittadini nel 2020 e punta ora a un nuovo mandato per completare i progetti avviati.

A contrastare l'amministrazione uscente c'è la coalizione civica guidata da Gianna Masu, che ha conquistato l'accesso al secondo turno con il 24,89% delle preferenze (pari a 1.925 voti). Manager della pubblica amministrazione, Masu è attualmente dirigente comunale presso la città di Olbia. Ha alle spalle un solido bagaglio professionale legato alla pianificazione strategica, allo sviluppo economico locale e alla promozione turistica. Ha inoltre curato importanti progetti territoriali in sinergia con istituti accademici ed enti attivi nel quadrante del Nord-Est sardo.

Con l'apertura dei seggi ormai imminente, l'attenzione è tutta rivolta alle strategie di mobilitazione dell'elettorato messe in atto dai due comitati. In un contesto dove ogni singola preferenza può fare la differenza, Tempio Pausania si appresta a scrivere una pagina cruciale per la governance della Gallura interna e per gli equilibri politici della nuova provincia sarda. Spetterà ai tempiesi stabilire se premiare l'esperienza e la continuità di Addis o scommettere sul rinnovamento tecnico proposto da Masu.

Cosa succede ai dati online delle persone che non ci sono più? Nella maggior parte dei casi l’identità digitale continua a restare in rete per anni e spesso né i parenti né i gestori delle stesse piattaforme riescono ad accedervi o ad evitare che qualcuno vi acceda furtivamente o con finalità illegali. Attualmente nel mondo esistono oltre 400 milioni di profili online appartenenti a persone defunte e si prevede che nel 2060 possano arrivare addirittura a 9 miliardi. Per contrastare l’esposizione mediatica incontrollata causata dalla morte dei titolari dei profili, la Regione Sardegna, tramite l’Assessorato degli Affari generali, intende avviare un progetto precursore, a livello nazionale, che consenta di erogare servizi di supporto ai cittadini in materia di eredità digitale per la tutela della privacy e la salvaguardia dei diritti in capo agli eredi o agli aventi causa.

È emerso durante l’incontro formativo sulla “Sovranità digitale ed eredità digitale” rivolto ai facilitatori digitali che operano nei comuni della Sardegna, rivolto ai facilitatori digitali che operano nei comuni della Sardegna, che si è svolto nella sala riunioni della direzione generale dell’Innovazione Digitale dell’Assessorato degli Affari generali.

“In una regione come la Sardegna dove abbondano gli anziani e mancano i giovani è fondamentale pensare alla salvaguardia dei diritti degli individui senza però dimenticare i nostri cari che non sono più tra noi o che verranno a mancare nel futuro”, ha spiegato l’assessore degli Affari Generali, Sebastian Cocco. “Oggi le nostre esistenze viaggiano online con una velocità di condivisione dei dati personali che è impressionante e tutti ci preoccupiamo di garantire sicurezza a questi dati finché siamo in vita. Ma occorre tutelare i dati anche quando le persone non sono più in vita. Il tema non è banale e pone importanti problemi di tutela della privacy, soprattutto oggi con l’impiego crescente di nuove tecnologie come l’IA e per l’uso incontrollato dei così detti deepfake”.

L’incontro di ieri è stato l’occasione per un report sui servizi erogati e sul numero di prestazioni rese ma soprattutto per introdurre ed affrontare nuove tematiche di grande rilevanza come appunto l’eredità digitale. Ad oggi sono circa 40 mila i sardi assistiti dagli oltre 120 punti di facilitazione attivati dalla Regione Sardegna nell’isola. I centri, finanziati con la Misura 1.7.2 del PNRR e con risorse regionali, hanno supportato i comuni nell’erogazione di quasi 65 mila servizi ai cittadini, servizi che spaziano dal supporto alla compilazione di domande destinate ad Enti ed Agenzie come l’INPS o l’Agenzia delle Entrate, fino all’assistenza nella ricerca di offerte di lavoro o di alloggi. Fondamentale per il loro funzionamento è stata la collaborazione con l’Aspal e i Centri per l’impiego. “Sono molto soddisfatto dell’attività svolta dai facilitatori digitali”, ha aggiunto l’assessore Cocco. “Ad oggi abbiamo raggiunto una buona percentuale degli obiettivi posti dal PNRR sia rispetto ai servizi resi che riguardo al numero di accessi agli sportelli. Considerando le prossime scadenze imposte dalla chiusura del PNRR, è nostro intendimento garantire la prosecuzione dell’offerta di questi importanti servizi a supporto dei cittadini e dei comuni, con la previsione di ampliare la sfera di competenze, ad esempio, in materia di eredità digitale”.

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, le linee di indirizzo per l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità della rete regionale INFEAS (Informazione, Formazione e Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità) per il triennio 2026–2028, destinando risorse complessive pari a 5 milioni e 530 mila euro per tre azioni: il potenziamento della manifestazione “CEAS Aperti”, il finanziamento di progetti educativi ai Centri CEAS e il presidio della comunicazione della rete. La rete INFEAS opera attraverso i CEAS, istituzioni pubbliche a titolarità di Comuni, Parchi e aree marine protette, che svolgono attività di educazione e sensibilizzazione in tutto il territorio regionale. Le linee di indirizzo approvate identificano tre priorità tematiche, urgenti nel contesto sardo e radicate negli obiettivi della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SRACC): la prevenzione degli incendi, l’uso consapevole della risorsa idrica con riferimento ai fenomeni siccitosi e la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti con il contrasto all’abbandono incontrollato.

Le risorse, 5 milioni e 500 mila euro finanziano tre azioni distinte. L’Azione 1 destina 750 mila euro (250 mila euro per annualità) alla manifestazione “CEAS Aperti”, coordinata da un ente pubblico capofila: nel triennio 2026–2028 si terranno la sesta, la settima e l’ottava edizione, ciascuna con un evento finale residenziale che include azioni formative per gli operatori dei CEAS. L’Azione 2 destina 4 milioni e 750 mila euro al finanziamento diretto di progetti educativi ai CEAS sulle tre tematiche prioritarie (1 milione e 750 mila euro per il 2026, 1 milione e 250 mila euro per il 2027, 1 milione e 750 mila euro per il 2028; contributo per CEAS nel 2026: 30.170 euro). Ogni progetto deve includere un laboratorio realizzato con la partecipazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA) o delle agenzie regionali ARPAS o Forestas, la cui collaborazione strutturata con la rete INFEAS rappresenta il valore qualificante della programmazione. I destinatari prioritari sono gli studenti delle scuole primarie e secondarie. L’Azione 3 destina 30 mila euro per il 2028 alla proroga semestrale del contratto di comunicazione della rete INFEAS, già avviato per il biennio 2026–2027 in attuazione della DGR n. 35/69 del 4 luglio 2025.

Sottolineando come l’educazione ambientale sia un investimento strutturale sulla coscienza collettiva sarda: “Incendi, siccità e abbandono dei rifiuti sono sfide che richiedono non solo interventi operativi, ma anche consapevolezza e responsabilità diffusa. Con queste risorse rafforziamo la rete INFEAS e investiamo nell’educazione ambientale delle nuove generazioni e delle comunità locali, perché la tutela dell’ambiente si costruisce prima di tutto attraverso la conoscenza”, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.

Precisando come la regia pubblica e la collaborazione istituzionale costituiscano il valore aggiunto della programmazione: “Il valore della rete INFEAS risiede nella collaborazione tra CEAS, Corpo Forestale, ARPAS e Forestas. Mettere in rete competenze, esperienze e presenza sul territorio significa rendere più efficace l’educazione ambientale e rafforzare il legame tra cittadini, istituzioni e territorio”, ha concluso Laconi.

Con questa delibera la Regione Sardegna conferma la centralità dell’educazione ambientale nella propria politica di tutela del territorio. Il triennio 2026–2028 porterà nelle scuole e nelle comunità sarde progetti educativi strutturati su incendi, acqua e rifiuti, attraverso una rete di Centri pubblici in raccordo con le strutture tecniche regionali.

E’ stato pubblicato il bando relativo al Cartellone delle Manifestazioni del turismo enogastronomico. Si tratta del dodicesimo dei 13 cartelloni nei quali è articolato il programma dei grandi eventi per il 2026, a valere sulla Legge Regionale 7/55, le cui risorse ammontano ad un milione di euro.

Possono presentare istanza, fino al 7 luglio, i Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti o, in subordine qualora non vi sia istanza del Comune, le Pro Loco iscritte nel registro dell’Assessorato regionale del Turismo, che organizzano le manifestazioni enogastronomiche in grado di favorire la valorizzazione e promozione turistica del territorio attraverso la conoscenza dei prodotti agroalimentari del luogo in cui si svolgono gli eventi.

L’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio potrà finanziare i progetti presentati, nel limite massimo del 50% delle spese ammissibili e comunque fino ad un massimo di euro diecimila. Per le azioni di promozione e comunicazione la spesa obbligatoria minima è del 20% del contributo concesso. Ottengono un punteggio premiale le iniziative che non si tengono in alta stagione.

“Queste manifestazioni – afferma l’assessore Franco Cuccureddu – si inseriscono nel più ampio percorso di valorizzazione dei piccoli comuni e delle aree interne, che la Regione porta avanti attraverso politiche mirate alla diversificazione dell’offerta turistica e alla destagionalizzazione. L’enogastronomia costituisce un elemento distintivo dell’identità dei territori e un importante fattore di attrazione, capace di generare opportunità di crescita e sviluppo per le comunità locali. Attraverso il sostegno a tali iniziative, si promuove un modello turistico sostenibile che coniuga tutela delle tradizioni, valorizzazione delle produzioni locali e ricadute positive sul piano economico, culturale e sociale”.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute alla pagina della Regione Sardegna

Un investimento complessivo di 129 milioni di euro per realizzare il nuovo cuore dell'emergenza-urgenza e dell'alta specializzazione ospedaliera della Sardegna. È stata presentata oggi la nuova Piastra tecnologica dell'ARNAS G. Brotzu di Cagliari, opera strategica destinata a rafforzare il ruolo del principale hub sanitario regionale e a migliorare la qualità dell'assistenza per i cittadini.

Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde, il direttore generale dell'ARNAS Brotzu Maurizio Marcias e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

L'intervento rappresenta uno dei più importanti investimenti sanitari programmati in Sardegna negli ultimi anni. Al momento dell'insediamento della Giunta regionale il progetto disponeva di risorse pari a circa 90 milioni di euro, provenienti da fondi europei, statali e regionali. Con la programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, approvata il 27 novembre 2024, la Regione ha destinato ulteriori risorse all'opera, portando il finanziamento complessivo a 129 milioni di euro e garantendone la piena realizzazione.

“La nuova Piastra tecnologica non è soltanto un nuovo edificio – ha dichiarato la presidente Alessandra Todde – ma una scelta strategica per il futuro della sanità sarda. Investiamo in una struttura moderna che consentirà di integrare emergenza-urgenza, diagnostica avanzata, sale operatorie e terapie intensive, migliorando l'efficienza del sistema e la qualità delle cure. È un investimento che guarda al lungo periodo e che contribuirà a rafforzare la sanità pubblica della Sardegna per i prossimi decenni”.

La nuova struttura sarà realizzata all'interno del complesso ospedaliero del Brotzu e si svilupperà su sette livelli, per una superficie complessiva superiore a 17 mila metri quadrati. Il nuovo edificio sarà collegato direttamente all'ospedale esistente attraverso una torre di raccordo che consentirà la connessione funzionale con tutti i piani del presidio.

Al piano dedicato all'emergenza-urgenza troveranno posto il nuovo Pronto Soccorso, il Trauma Center, l'osservazione breve intensiva con 20 posti letto, le aree diagnostiche dedicate e le postazioni per la gestione dei casi più complessi. La struttura comprenderà inoltre una terapia intensiva post-chirurgica da 24 posti letto, due sale operatorie ibride ad alta tecnologia per attività neurochirurgiche e multidisciplinari e dieci nuove sale operatorie, consentendo la concentrazione in un unico polo delle principali attività chirurgiche dell'ospedale.

“La nuova Piastra tecnologica – ha sottolineato il direttore generale dell'ARNAS Brotzu Maurizio Marcias – consentirà una profonda riorganizzazione dei percorsi assistenziali e un significativo salto di qualità nell'assistenza ai pazienti. L'integrazione tra pronto soccorso, diagnostica, area critica e blocco operatorio permetterà di ridurre i tempi di intervento, migliorare l'efficienza organizzativa e valorizzare le tecnologie più avanzate a disposizione del sistema sanitario regionale”.

Il progetto comprende inoltre la realizzazione di un nuovo Centro unico di prenotazione (CUP), collocato in una posizione più accessibile per l'utenza, e l'adeguamento delle infrastrutture di supporto necessarie al funzionamento del presidio.

“Si tratta di un’opera di grande rilevanza per Cagliari e per tutta la Sardegna – ha dichiarato il sindaco Massimo Zedda – per l’importanza che l’azienda Brotzu riveste. Un’opera contribuirà a rafforzare un presidio sanitario di riferimento nazionale e a migliorare i servizi offerti ai cittadini. Come Comune stiamo lavorando per cercare di ampliare ulteriormente i parcheggi e migliorare l'accessibilità, oltre quelli già previsti dal Brotzu, lavorando in sinergia sia con la Regione, sia con il Comune di Selargius”.

La nuova Piastra tecnologica si inserisce nel percorso di rafforzamento della rete ospedaliera regionale e consolida il ruolo dell'ARNAS Brotzu quale centro di riferimento per le alte specialità, la gestione delle emergenze complesse e l'innovazione sanitaria.

Negli ultimi dieci anni la Sardegna ha perso quasi una imprese del commercio su sei, con il commercio al dettaglio che segna un calo superiore al 20%. Solo nel 2025 il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni nel settore resta negativo di oltre mille imprese. Una flessione che si concentra in particolare nei centri storici delle città sarde, dove negli ultimi tredici anni gli esercizi di vicinato — alimentari, abbigliamento, edicole, ferramenta — sono diminuiti di circa il 13%, mentre cresce il peso di bar e ristoranti, segno di una trasformazione del tessuto urbano che non garantisce gli stessi servizi essenziali ai residenti.

A pesare su questo scenario contribuiscono anche fattori strutturali: l'invecchiamento della popolazione sarda, con un tasso di natalità quasi dimezzato in vent'anni, e la crescita dell'e-commerce, che a livello nazionale ha più che raddoppiato il proprio valore in pochi anni, sottraendo ulteriori quote di mercato al commercio fisico di prossimità.

"Di fronte a numeri di questa portata, le risorse stanziate dalla Regione con il disegno di legge di variazione di bilancio (DL 203) per i contributi alle imprese commerciali sono un segnale positivo ma del tutto insufficienti", dichiara Sandro Guiso Direttore Regionale "parliamo di poco più di 4 milioni di euro per il 2026, una cifra che non è in grado di intervenire in modo significativo su un fenomeno che riguarda migliaia di attività in tutta l'Isola".

Confcommercio Sardegna ha portato questi dati in audizione in Consiglio regionale, chiedendo un incremento della dotazione finanziaria e l'introduzione di criteri che premino in modo specifico le attività nei centri storici e nei comuni più piccoli, dove il negozio resta spesso l'unico presidio di servizio per la comunità.

"Non si tratta di assistenzialismo, ma di un investimento sul territorio", prosegue Emanuele Frongia componente l’Assemblea dell’Associazione e già Vice Presidente di Confcommercio Sud Sardegna "Ogni euro destinato al commercio di vicinato torna alla collettività in termini di occupazione, sicurezza e vitalità dei centri urbani. Continueremo a chiedere alla politica regionale un impegno più coerente con la gravità della situazione."

 

 

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova Piastra tecnologica dell'ARNAS Brotzu, la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde ha illustrato tre importanti delibere approvate dalla Giunta regionale nella seduta di ieri, provvedimenti che, come ha sottolineato la Presidente, "vanno nell'ottica dell'idea di sanità che vogliamo creare".
La prima delibera riguarda il rafforzamento della sanità pubblica e le misure adottate in vista della scadenza, fissata al 30 giugno, dei contratti dei medici gettonisti.
"La prima scelta riguarda la difesa della sanità pubblica", ha spiegato Todde. "Abbiamo deciso di valorizzare ulteriormente la nostra dirigenza medica e il comparto sanitario, incentivando gli spostamenti all'interno delle singole ASL per garantire il supporto ai Pronto soccorso e ai servizi dell'emergenza-urgenza".
Il provvedimento prevede incentivi fino a 100 euro per i dirigenti medici e fino a 60 euro per il personale del comparto che opereranno all'interno della propria azienda sanitaria, mentre per le convenzioni gli importi potranno arrivare fino a 140 euro per i dirigenti medici e fino a 80 euro per il personale infermieristico.
"È importante, soprattutto in vista della stagione estiva, costruire una risposta solidaristica dell'intero sistema sanitario regionale verso le realtà che, in determinati periodi, registrano maggiori difficoltà", ha aggiunto la Presidente.

La seconda delibera riguarda invece la ripartizione delle risorse alle Aziende sanitarie per il 2025.
"Per ragioni legate alla chiusura dei bilanci abbiamo mantenuto gli stessi criteri utilizzati negli anni precedenti", ha spiegato Todde, "ma abbiamo introdotto una novità importante: l'istituzione di un tavolo che avrà il compito di rivedere i criteri di ripartizione tenendo conto della stagionalità e dell'incidenza delle patologie nei diversi territori".
L'obiettivo è adeguare progressivamente la distribuzione delle risorse alle peculiarità dei territori e alle variazioni della popolazione che caratterizzano la Sardegna durante l'anno.
"La Sardegna è un'isola che cambia significativamente in termini di popolazione in alcuni periodi dell'anno e in alcune aree, e il sistema sanitario deve essere in grado di rispondere a queste trasformazioni", ha sottolineato la Presidente.
La terza delibera approvata dalla Giunta regionale destina 3 milioni di euro all'abbattimento delle liste d'attesa, una delle priorità individuate dall'esecutivo regionale sin dall'inizio della legislatura.
"Fin dall'inizio del mandato siamo impegnati su questo fronte", ha ricordato Todde. "Abbiamo lavorato insieme ad Agenas per migliorare trasparenza e tracciabilità dei dati e per rilevare in maniera puntuale i reali bisogni di salute dei cittadini sardi".
Le nuove risorse saranno indirizzate in particolare verso alcune delle prestazioni che oggi presentano le maggiori criticità.
"Con questo nuovo intervento andremo a incidere in particolare sugli interventi di cataratta, sulle gastroscopie e sulle colonscopie", ha concluso la Presidente.

Le tre delibere si inseriscono nel più ampio percorso di rafforzamento del sistema sanitario regionale portato avanti dalla Giunta, con interventi che riguardano contemporaneamente il personale sanitario, la programmazione delle risorse e il miglioramento dell'accesso alle prestazioni per i cittadini.

“Cagliari si conferma luogo di incontro e confronto aperto, capace di valorizzare la cultura come strumento di crescita condivisa. Il tema del dialogo scelto per questa edizione, è particolarmente significativo per una comunità che crede nel confronto tra idee e generazioni”.

Così Maria Francesca Chiappe, assessora alla Cultura, Spettacolo e Turismo, durante la presentazione di questa mattina di giovedì 18 giugno alla MEM – Mediateca del Mediterraneo, della 9^ edizione del Festival Treccani della lingua italiana, in programma a Cagliari da mercoledì 24 a venerdì 26 giugno 2026.

Ideata da Fondazione Treccani Cultura, la rassegna arriva a Cagliari con una riflessione sul valore del “dialogo”, inteso come occasione di “crescita, comprensione reciproca e incontro tra culture, generazioni e visioni diverse”, ha sottolineato Massimo Bray (direttore generale dell'Istituto della Enciclopedia italiana) in collegamento video. Per 3 giorni, i Giardini ospiteranno incontri, lectio e spettacoli dedicati a questo tema, declinato nei suoi aspetti culturali, artistici, scientifici, civili e sociali.

Tra gli appuntamenti principali, il confronto tra il sindaco Massimo Zedda e lo stesso Massimo Bray sul ruolo della cultura nelle comunità contemporanee.

Il botanico Stefano Mancuso proporrà “L'intelligenza delle piante”, una riflessione sulle forme di comunicazione del mondo vegetale.

Spazio anche alla musica con la cantautrice Joan Thiele, che dialogherà con Cristina Faloci, e al teatro con Giovanni Truppi, in scena con “Calvino-Pasolini. La lunga fiaba di sabbia”.

Il programma propone inoltre gli interventi dell'antropologo Marco Aime sul dialogo interculturale e del filosofo Silvano Petrosino con la lectio La rivoluzione del dialogo.

Lo scrittore Francesco Abate incontrerà Padre Salvatore Morittu per un confronto sui temi dell'ascolto e dell'inclusione sociale, mentre Mauro Bonazzi offrirà una lettura del dialogo come pratica filosofica.

Tra gli altri appuntamenti, quello di Chiara Alessi sul rapporto tra design e corpo e il confronto tra Beatrice Cristalli e Anna Maria Lorusso sui cambiamenti della comunicazione nell'era digitale.

Spazio sarà dedicato all'ambiente, con il dialogo tra Elena Buoso e Giorgia De Gioannis. E poi momenti dedicati alla musica e alle arti, dal concerto dell'Ensemble Micrologus, tra sacro e profano, al laboratorio di fumetto con Luca Usai, disegnatore di Topolino.

Insomma, il Festival rappresenta un'occasione ulteriore per rendere la cultura più accessibile e vicina al pubblico, “favorendo partecipazione e consapevolezza”, ha concluso l'assessora Chiappe.

Promossa da Fondazione Treccani Cultura in collaborazione con il Comune di Cagliari e la Fondazione di Sardegna, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e dell'Università di Cagliari, la manifestazione vede la partecipazione di Panini Comics - Topolino e il sostegno di Rai Cultura e Rai Radio 3 come media partner.

Alla vigilia dell’esame di maturità, che prenderà il via domani per migliaia di studentesse e studenti in tutta Italia, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha rivolto un messaggio di augurio alle ragazze e ai ragazzi sardi che si apprestano ad affrontare una delle prove più importanti del loro percorso scolastico.
 
“Ciao ragazze e ragazzi, siete circa 12.000 che vi apprestate ad affrontare la maturità. In bocca al lupo a tutte e a tutti voi”, ha dichiarato la Presidente. “So che in queste ore ci sono ansia, notti insonni, paura di dimenticare tutto, voglia di fare bene, aspettative vostre e dei vostri amici. È normale, state chiudendo un pezzo importante della vostra vita e ne state aprendo un altro”, ha aggiunto.
 
“Portate con voi quello che avete imparato, le persone che hanno creduto in voi, gli errori che vi hanno fatto crescere. La Sardegna ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro entusiasmo, della vostra energia”, ha proseguito Todde.
 
“Non credete a chi vi dice che va tutto male, che in Sardegna non ci sono opportunità, che in Sardegna non c’è futuro. Io ho imparato nella mia vita che il futuro si costruisce, che la fiducia si costruisce, che le opportunità si costruiscono”, ha sottolineato la Presidente.
 
“E allora è necessario che voi vi impegnate per fare in modo che questa sia una terra di opportunità”, ha evidenziato. “Io vi posso raccontare la mia maturità, non solo notti insonni, perché ovviamente le aspettative erano tantissime, ma anche voglia di riscatto, voglia di dimostrare, voglia di far capire che ce la potevo fare. E mi è servito, eccome se mi è servito”, ha ricordato Todde.
 
“Buon esame di maturità a tutte e a tutti voi”, ha concluso la Presidente.
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