utente1

utente1

Al via la Strategia Territoriale “Oristano Porta d'Acqua", il piano di rigenerazione urbana e ambientale promosso dal Comune di Oristano. Le operazioni inserite nella Strategia saranno attuate attraverso la forma dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI) e hanno come principale finalità trasformare alcuni dei principali spazi pubblici della città e rafforzarne la resilienza ai cambiamenti climatici.

L’ITI, la cui dotazione è pari a 10,05 milioni di euro ai quali con successivo atto si aggiungeranno ulteriori 3,45 milioni di euro, è finanziato attraverso la risorse della Priorità 6 del Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027, assegnate con deliberazione della Giunta regionale approvata su proposta del vicepresidente e assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni, nasce dalla collaborazione fra il Comune di Oristano e il Centro Regionale di Programmazione della Regione Sardegna.

Gli interventi previsti, presentati questa mattina dallo stesso assessore regionale Giuseppe Meloni, dal Sindaco Massimiliano Sanna e dall'assessore comunale all'Ambiente Maria Bonaria Zedda, si inseriscono nell'Agenda urbana regionale e puntano a coniugare sostenibilità ambientale, valorizzazione del patrimonio urbano, innovazione sociale e partecipazione civica. Al centro della strategia vi è la creazione di una rete di infrastrutture verdi e blu che collegherà il centro storico, il parco fluviale e le principali aree verdi cittadine, migliorando la qualità ambientale e la vivibilità degli spazi pubblici.

L'intervento più significativo riguarda il recupero dell'area dell'ex lavatoio di piazza San Martino, destinata a diventare una nuova porta d'accesso al parco fluviale. L'area sarà trasformata in un parco urbano multifunzionale, capace di coniugare funzioni ambientali, culturali e sociali. Il progetto prevede anche il recupero dell'edificio storico dell'ex lavatoio, che sarà destinato a ospitare attività culturali, educative e di sensibilizzazione sui temi dell'ambiente e della sostenibilità.

Un secondo importante polmone verde nascerà in via Emilio Lussu, dove sarà realizzata una nuova area verde attrezzata pensata come luogo di incontro, aggregazione e benessere per i residenti. Il nuovo parco contribuirà ad aumentare la dotazione di verde urbano e a contrastare gli effetti delle alte temperature estive.

Un altro tassello fondamentale della strategia è rappresentato dalla riqualificazione dei giardini storici San Martino, incastonati tra le vie Peppetto e Giovanni Pau, che saranno valorizzati attraverso interventi di recupero paesaggistico, miglioramento dell'accessibilità e incremento delle funzioni ricreative e culturali. La rete verde sarà completata dalla realizzazione di percorsi ciclopedonali e corridoi ecologici che collegheranno l'ex lavatoio, i giardini storici, il nuovo parco di via Emilio Lussu, il parco di viale Repubblica e piazza Manno. L'obiettivo è favorire una mobilità lenta e sostenibile e creare continuità tra le diverse aree urbane.

Tra gli interventi previsti figura anche il miglioramento dell'accessibilità e della fruibilità del parco di viale Repubblica, attraverso opere che consentiranno una maggiore integrazione con il resto della città e una migliore utilizzazione degli spazi da parte di cittadini e visitatori.

Particolare attenzione sarà dedicata alle misure di adattamento ai cambiamenti climatici. Il progetto prevede infatti la realizzazione di una rete di "rifugi climatici", spazi pubblici e aree verdi progettati per offrire protezione durante le ondate di calore sempre più frequenti. Grazie all'incremento delle superfici alberate, alla presenza di zone ombreggiate e all'utilizzo di soluzioni naturali per il raffrescamento, questi luoghi contribuiranno a mitigare le temperature nelle aree urbane più esposte. Accanto agli interventi infrastrutturali saranno sviluppate azioni immateriali rivolte alla comunità. Tra queste la creazione dell'Oristano Community Hub, uno spazio di partecipazione e collaborazione che coinvolgerà cittadini, associazioni, scuole e operatori economici nella gestione e valorizzazione dei nuovi spazi urbani.

Il programma comprende inoltre un sistema di monitoraggio e gestione ambientale degli interventi che consentirà di misurare nel tempo gli effetti delle azioni realizzate in termini di sostenibilità ambientale, qualità della vita, inclusione sociale e resilienza climatica.

Nel corso della presentazione, l'assessore regionale Giuseppe Meloni ha evidenziato il valore dell'investimento quale esempio concreto delle politiche regionali finanziate con i fondi europei per promuovere la transizione ecologica e la rigenerazione sostenibile delle città sarde: "Abbiamo scelto di investire sugli Investimenti Territoriali Integrati - ha dichiarato l’assessore Meloni - perché mettono al centro i territori, costruendo strategie condivise che superano la frammentazione degli interventi. Oristano Porta d'Acqua è un esempio concreto di questo approccio: un progetto nato dal basso che, con il coordinamento della Regione, trasforma gli spazi pubblici, migliora la capacità della città di adattarsi ai cambiamenti climatici e crea nuove opportunità di sviluppo per l'intera comunità.”

“Porta d'Acqua rappresenta una delle più importanti operazioni di trasformazione urbana degli ultimi anni per Oristano - ha dichiarato il Sindaco Massimiliano Sanna -. Non si tratta soltanto di realizzare nuovi parchi o recuperare spazi esistenti, ma di costruire una nuova idea di città, più verde, più accessibile e più attenta alle esigenze delle persone”.

“Investiamo sul verde urbano come infrastruttura strategica per il futuro - ha aggiunto l'assessore comunale di Oristano Maria Bonaria Zedda -. Gli interventi previsti permetteranno di migliorare il benessere dei cittadini, ridurre gli effetti delle ondate di calore, valorizzare luoghi identitari e rafforzare il legame tra la comunità e il territorio”.

Con l'approvazione della strategia territoriale prende ora avvio la fase operativa che porterà alla definizione dei progetti esecutivi e alla successiva realizzazione degli interventi previsti.

“Non è una questione di metri cubi, ma di regole”. L'assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, interviene sul dibattito relativo ai progetti di Cala Finanza e Villa Joy, ribadendo la posizione della Regione.
 
“Continuare a parlare solo di cubature – spiega l’esponente della Giunta – significa spostare il confronto dal punto centrale. Quando tutti gli enti competenti in materia di tutela del paesaggio, dell'ambiente e della pianificazione esprimono pareri negativi, non si può fare finta che non esistano. Il tema è il rispetto delle procedure e delle istituzioni. Che senso hanno conferenze di servizi e istruttorie se poi vengono ignorate? Le regole valgono per tutti, anche quando si tratta di grandi investimenti”.
 
Spanedda chiarisce inoltre che sul progetto che riguarda Cala Finanza in particolare “non risultano atti amministrativi depositati negli uffici regionali o comunali. Diverso è il caso di Villa Joy, sul quale il Governo ha deciso di imporre una variante urbanistica attraverso la procedura Zes”.
 
“La Sardegna – spiega – ha competenza primaria in materia urbanistica e non può accettare che il Governo scavalchi la pianificazione regionale e locale. Le varianti si possono fare, ma seguendo le regole previste dalla legge e senza corsie preferenziali. Per questo la Regione ricorrerà alla Corte costituzionale”.
 
“La Regione non è contro lo sviluppo”, sottolinea Spanedda. “Siamo a favore di uno sviluppo che rispetti il territorio, la pianificazione degli enti locali in coerenza con quella regionale, tutte le istituzioni e i diritti dei cittadini. Il rispetto delle regole, è il rispetto della Sardegna”.

Con l'approvazione definitiva del Piano Casa 2026, il Governo conferma un'impostazione che la Regione Sardegna continua a non condividere. Restano infatti criticità che incidono sulle competenze regionali, sulla pianificazione urbanistica e sulla gestione del patrimonio pubblico.

“Pur prendendo atto delle modifiche introdotte durante l'iter parlamentare, rimangono elementi che comprimono il ruolo delle Regioni e degli enti territoriali nelle scelte che riguardano il governo del territorio”, dichiara l'assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda. “Ci preoccupano i poteri attribuiti alle strutture commissariali, il ridimensionamento della programmazione regionale e il ricorso a fondi e strumenti finanziari nella gestione del patrimonio pubblico. Le trasformazioni urbanistiche devono essere guidate dalla pianificazione e dall'interesse delle comunità, non da procedure straordinarie o da logiche finanziarie. Ancora più grave - prosegue Spanedda - è l'idea che il patrimonio pubblico possa essere utilizzato come leva per obiettivi definiti altrove. Per la Sardegna quei beni rappresentano una risorsa strategica per lo sviluppo dei territori e devono continuare a produrre valore per le comunità che li esprimono”.

Un altro aspetto che preoccupa la Regione riguarda l’approccio al diritto all’abitare sia in termini di metodo che di impegno finanziario: “Il Piano Casa del Governo è molto lontano dal rappresentare una soluzione anche solo accennata alla difficoltà di trovare un alloggio dignitoso – evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu - un problema che colpisce duramente le nostre comunità. Si presenta invece come un provvedimento totalmente estraneo ai bisogni reali dei cittadini e delle cittadine. La Regione Sardegna – prosegue Piu - ha a cuore questo tema e sta facendo la sua parte, tanto che le cifre stanziate raccontano un approccio all’abitare con pesi differenti rispetto al Governo che ha stanziato 1 miliardo di euro per l’intero Paese mentre noi abbiamo investito mezzo miliardo sul tema casa solo per la nostra Isola. Sarebbe opportuno – conclude - che il Governo aprisse il dialogo con chi amministra i territori e conosce i problemi attorno alla casa e che sa cosa significhi cercare di difendere il diritto all’abitare attuando politiche e fondi adeguati al problema”.

La Regione difenderà le prerogative riconosciute dallo Statuto, il ruolo della pianificazione urbanistica, la funzione pubblica del patrimonio collettivo e il diritto alla casa. Su questi principi la Sardegna non farà passi indietro.

“Cogliamo con favore il fatto che la società incaricata di avviare il processo di reindustrializzazione dello stabilimento Bekaert di Macchiareddu abbia proposto ipotesi di acquisizione da parte di soggetti industriali che sembrano essere solidi”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, nel suo intervento in occasione dell’incontro convocato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy per fare il punto sullo stato di avanzamento del processo di reindustrializzazione della società Bekaert Sardegna.

Nel corso del tavolo sono stati illustrati i tre progetti prioritari selezionati ricevuti dalle aziende proponenti, le cui generalità restano al momento riservate.

“Confermiamo la disponibilità della Regione Sardegna ad essere parte attiva nel favorire quanto più possibile l’acquisizione dello stabilimento, incentivando e facilitando le attività di insediamento del nuovo soggetto industriale attraverso tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, dai contratti di sviluppo al supporto finanziario fino alla formazione”, ha sottolineato l’assessore.

Cani ha inoltre rimarcato la necessità di accompagnare la transizione mantenendo la fabbrica aperta fino alla cessione dello stabilimento: “È una richiesta che facciamo a Bekaert – ha spiegato - al fine di evitare situazioni di forte instabilità per i lavoratori e le loro famiglie, nelle quali, come esperienze analoghe ci insegnano, tutto il sistema diventa di più difficile gestione”.

Si apre ora la fase di negoziazione con i tre candidati, che sarà seguita dalla scelta del piano industriale e dall’avvio della negoziazione. L’accordo preliminare e la relativa attuazione sono attesi entro la fine dell’anno.

Il prossimo incontro ministeriale di aggiornamento è convocato per il 10 settembre prossimo alle ore 11.

La Regione Sardegna ha raggiunto il target previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la formazione degli operatori sanitari sulle infezioni correlate all'assistenza, nell'ambito della Missione 6 Salute – Componente 2, Investimento 2.2, sub-investimento (b). Tutti gli operatori previsti dal target hanno conseguito gli obiettivi di frequenza fissati al 30 giugno 2026.

Ad oggi sono 12.308 gli operatori sanitari che hanno completato il percorso formativo, pari ad oltre il 90% dei professionisti ospedalieri, superando il target in anticipo rispetto alla data prevista per l’obiettivo finale.

Il percorso formativo è stato realizzato da ARES Sardegna quale soggetto attuatore esterno individuato dalla Regione. Il percorso, particolarmente complesso in quanto organizzato in moduli teorici e pratici dedicati alla prevenzione e al controllo delle infezioni ospedaliere, ha avuto l'obiettivo sia di rafforzare le competenze professionali e migliorare la sicurezza delle cure, sia di costruire un patrimonio di formatori che proseguiranno, anche dopo la conclusione del progetto PNRR, l’attività di prevenzione delle infezioni a livello dei presidi ospedalieri.

Il cardine di un progetto formativo così complesso, iniziato nel 2024 è quello di ridurre le infezioni che i pazienti ricoverati possono contrarre in ospedale in accordo con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Ministero della Salute e della letteratura scientifica.

Il raggiungimento del target rappresenta un importante risultato nell'attuazione degli interventi del PNRR in ambito sanitario e conferma l'impegno di tutte le Aziende sanitare del sistema sanitario regionale nel potenziamento delle competenze dei professionisti e nella diffusione delle migliori pratiche per la prevenzione delle infezioni ospedaliere, a beneficio della qualità dell'assistenza e della sicurezza dei pazienti.

La Regione Sardegna compie un passo importante nelle politiche attive del lavoro e nella tutela dei lavoratori coinvolti in crisi aziendali e occupazionali. Su impulso dell'Assessorato del Lavoro è stata infatti approvata dalla Giunta una deliberazione che attua una norma innovativa finalizzata a sostenere il reinserimento lavorativo delle persone che hanno perso il lavoro a seguito di crisi aziendali, licenziamenti collettivi o individuali. L'intervento, finanziato complessivamente con 8 milioni di euro, prevede l'erogazione di un incentivo alle imprese che assumono a tempo indeterminato lavoratori appartenenti a tali categorie. Si tratta di un vero e proprio incentivo occupazionale una tantum destinato alle imprese operanti nei settori economici ricompresi nella classificazione ATECO 2025, con esclusione delle attività non ammissibili ai sensi della normativa europea in materia di aiuti "de minimis". “Dietro ogni crisi aziendale ci sono persone, famiglie, storie professionali costruite in anni di sacrifici e improvvisamente travolte dall'incertezza. Quando un lavoratore perde il proprio impiego spesso vede messa in discussione la propria serenità, la capacità di programmare il futuro, la dignità conquistata attraverso il lavoro – spiega l’assessora Desirè Manca - .Per questo abbiamo voluto fortemente questa misura. Non come un semplice incentivo economico, ma come uno strumento concreto di giustizia sociale e di vicinanza a chi sta attraversando uno dei momenti più difficili della propria vita. Vogliamo dare una nuova opportunità a lavoratrici e lavoratori che rischiano di essere espulsi dal mercato del lavoro. La Regione Sardegna, per la prima volta, sceglie di intervenire in modo strutturato per favorire il reinserimento occupazionale delle persone colpite da queste situazioni, mettendo al centro il valore del lavoro, la tutela delle professionalità e la salvaguardia di competenze che rappresentano un patrimonio prezioso per l'intera comunità regionale. Abbiamo inoltre voluto ampliare il più possibile la platea dei beneficiari perché nessuno deve sentirsi abbandonato. Troppo spesso chi perde il lavoro vive una condizione di solitudine e di smarrimento. Il nostro obiettivo è trasformare una situazione di crisi in un'opportunità di ripartenza, restituendo fiducia, stabilità e futuro a lavoratori e famiglie della Sardegna”. Potranno accedere all'intervento i lavoratori coinvolti in procedure di licenziamento collettivo ai sensi della Legge 223/1991 e i disoccupati da non oltre 24 mesi il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di licenziamento collettivo o individuale. Un ruolo centrale sarà svolto dall'Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro (ASPAL), che provvederà alla verifica dei requisiti e dalle parti sociali che saranno coinvolte negli accordi di volta in volta stipulati con la Regione. "Questa misura rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche regionali del lavoro – evidenzia l'esponente della Giunta– perché interviene non soltanto nella gestione delle crisi, ma soprattutto nella costruzione di nuove opportunità occupazionali. Vogliamo trasformare situazioni di difficoltà in percorsi di ripartenza, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e sostenendo la creazione di occupazione stabile".

Una stagione che, almeno per il momento, mostra segnali di tenuta e un moderato ottimismo da parte degli operatori del settore, pur in presenza di criticità che continuano a gravare sulle imprese. È quanto emerge dall’indagine della Fipe Confcommercio Sud Sardegna su una platea di circa 250 imprese della ristorazione e del turismo del territorio.

L’indagine evidenzia un comparto sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. Il 22% degli operatori che hanno partecipato al sondaggio ritiene infatti che l’andamento generale della stagione sia in linea con il 2025, mentre solo una minima parte registra un peggioramento e alcuni segnalano invece risultati migliori.

Sul fronte del fatturato, la situazione appare complessivamente positiva: la maggioranza degli imprenditori dichiara ricavi stabili rispetto allo scorso anno e una parte delle attività segnala addirittura un incremento. Analoga la situazione relativa al numero dei clienti, che per la maggior parte degli operatori è rimasto invariato.

Tra gli elementi più significativi emerge l’aumento della presenza dei turisti stranieri: quasi la metà degli operatori che hanno risposto al questionario rileva infatti una crescita degli ospiti provenienti dall’estero, mentre la clientela italiana appare più contenuta, anche se i mesi tradizionalmente più forti per il turismo nazionale restano luglio e agosto.

Se i numeri della stagione trasmettono un cauto ottimismo, restano però aperte alcune problematiche strutturali. L’aumento dei costi di gestione rappresenta la principale criticità segnalata dagli imprenditori: praticamente tutti gli operatori evidenziano rincari rispetto allo scorso anno, con la quasi totalità che parla di costi in ulteriore crescita.

 

Subito dopo figurano la difficoltà nel reperire personale qualificato e le problematiche legate ai collegamenti e ai trasporti.

Alla domanda sugli interventi più urgenti per sostenere le imprese del comparto, gli operatori indicano in primo luogo la riduzione dei costi aziendali. Seguono il miglioramento dei trasporti e delle connessioni, l’introduzione di misure per favorire l’assunzione del personale, una maggiore promozione turistica del territorio e un incremento degli eventi e delle iniziative capaci di attrarre visitatori.

“I dati raccolti ci restituiscono l’immagine di un comparto che sta dimostrando grande capacità di resistenza e adattamento – commenta il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia –. C’è una sostanziale tenuta dei fatturati e delle presenze e registriamo segnali incoraggianti soprattutto sul fronte dei turisti stranieri. Tuttavia, non possiamo ignorare le difficoltà che le imprese continuano a sostenere quotidianamente. L’aumento dei costi, la carenza di personale e le criticità dei trasporti richiedono interventi concreti e tempestivi. Le aziende stanno facendo la loro parte, ma serve una strategia condivisa che consenta al settore di crescere e di esprimere pienamente il proprio potenziale”.

Per Fipe Confcommercio Sud Sardegna la stagione 2026 conferma dunque la solidità di un comparto fondamentale per l’economia del territorio, ma evidenzia anche la necessità di affrontare con decisione le questioni che da anni limitano la competitività delle imprese.

 
 

Per le formazioni di Serie B1 del Tennis Club Cagliari sta per arrivare il momento della verità. Il match secco del primo turno dei play-off promozione, giocato la scorsa domenica, ha stabilito le avversarie che, fra 28 giugno (gara d’andata) e 5 luglio (gara di ritorno), contenderanno il passaggio in Serie A2 alle squadre cagliaritane, ambedue esentate dal primo turno in quanto capaci di chiudere i rispettivi gironi al primo posto. Gli uomini, i migliori nella prima fase fra tutte le 42 squadre in gara nella competizione (grazie a 18 punti complessivi e 33 incontri vinti), lotteranno per il passaggio di categoria contro gli altoatesini del TC Rungg Südtirol di Appiano sulla Strada del Vino (Bolzano), a segno in un duello lunghissimo contro il Tennis Club Perugia, che li ha visti rimontare un passivo di 1-3 e imporsi al doppio di spareggio. Le ragazze, a loro volta capaci di chiudere con sei successi in altrettante gare (nessuna rivale come loro), se la vedranno invece contro le toscane del Tennis Club Pistoia, seconde classificate nel girone 3 e passate per 3-1 domenica nella sfida contro la Torres Tennis di Sassari. In virtù del primo posto nei rispettivi gruppi, le due formazioni cagliaritane avranno la possibilità di giocare la gara di ritorno in casa, il 5 luglio. Di conseguenza, saranno entrambe impegnate in trasferta nella prima sfida, in programma per domenica 28 giugno dalle 9 del mattino. I ragazzi in Alto Adige, le ragazze in Toscana.

Ma ci sarà anche una formazione che domenica 28 sarà impegnata sulla terra battuta di Monte Urpinu. Si tratta del team di Serie B2 maschile, rimasto fuori per un soffio dai play-off promozione e impegnato nello spareggio per conservare la categoria, sempre con formula di andata e ritorno. Nel loro caso, la prima delle due sfide è già andata in archivio e in maniera positiva, perché i ragazzi guidati da Martin Vassallo Arguello si sono imposti per 4-2 nella trasferta al Circolo Tennis Civitanova Marche, conquistando un vantaggio potenzialmente determinante in vista del ritorno. Dopo il 2-2 dei singolari, con successi di Bruno Pujol Navarro (6-1 6-0 a Marco Miceli) e Marco Furlanetto (7-5 6-1 a Lorenzo Battista), e sconfitte di Alessio Balestrieri e Diego Pinna, i cagliaritani si sono presi la vittoria conquistando entrambi gli incontri di doppio. La coppia Pujol Navarro/Furlanetto ha dominato contro Miceli/Cartechini (6-2 6-2), mentre Pinna e Balestrieri hanno siglato il definitivo 4-2 superando per 6-3 3-6 10/6 il duo Battista/Sgariglia. Domenica, a Cagliari, basterà un pareggio per garantire al team la permanenza in B2 anche per il 2027.

RISULTATI
Serie B2 maschile – Gara d’andata play-out salvezza
Circolo Tennis Civitanova Marche – Tennis Club Cagliari 2-4
Bruno Pujol Navarro (Ca) b. Marco Miceli (Ci) 6-1 6-0, Francesco Cartechini (Ci) b. Alessio Balestrieri (Ca) 6-2 2-6 6-2, Marco Furlanetto (Ca) b. Lorenzo Battista (Ci) 7-5 6-1, Antonio Romitelli (Ci) b. Diego Pinna (Ca) 7-6 4-6 6-0, Furlanetto/Pujol Navarro (Ca) b. Miceli/Cartechini (Ci) 6-2 6-2, Pinna/Balestrieri (Ca) b. Battista/Sgariglia (Ci) 6-3 3-6 10/6.

L'Assessorato delle Politiche Sociali, del Benessere e della Famiglia ha disposto l'attivazione, a partire dal 1 luglio 2026, del servizo di accompagnamento alla spiaggia del Poetto rivolto a persone anziane over 70 e a persone diversamente abili con relativo accompagnatore, residenti a Cagliari, per la stagione balneare 2026
Il servizio, che resterà attivo fino al 4 settembre 2026, verrà effettuato la mattina dal lunedì al venerdì e prevede l'accompagnamento con due bus dedicati con partenza dai punti di seguito indicati. 

Sarà necessaria la prenotazione telefonica da effettuarsi il giorno precedente chiamando il numero 335 6352773 dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:00; il numero telefonico sarà attivo dal 30 giugno.

I percorsi sono i seguenti:

BUS n° 1

  • Piazza Italia
  • Casa di Accoglienza Terramaini
  • Piazza Giovanni XXIII
  • Piazza San Michele
  • Ospedale SS Trinità
  • Spiagga del Poetto

 

BUS n° 2

  • Piazza Yenne
  • Piazza De Gasperi
  • Amsicora
  • La Palma Via Euro
  • Parrocchia S. Elia
  • Spiaggia del Poetto


 

L'arrivo alla spiaggia è previsto per le ore 9:00 e il rientro avverrà con partenza dal Poetto intorno alle ore 12:00.

 Inoltre è previsto l'accompagnamento di persone con disabilità fisica ridotta con un mezzo dedicato dotato di sponda per il trasporto della carrozzina, con partenza dal domicilio della persona alle ore 8:30 e rientro al proprio domicilio alle ore 12:00.
Tale servizio può essere previsto per un solo utente al giorno che potrà recarsi al mare con proprio accompagnatore, previa prenotazione telefonica al numero suindicato.

 Il servizio di accessibilità alla spiaggia del Poetto è stato potenziato con la presenza di personale socio sanitario presso due postazioni balneari, il Golfo 1 e il Golfo 7.
Gli operatori socio sanitari saranno presenti il lunedì e il mercoledì dalle ore 08.00 alle ore 13:00 presso il Golfo 1 e il martedì e il giovedì negli stessi orari presso il Golfo 7.

Tempio Pausania volta pagina. Al termine dello scrutinio del ballottaggio per le elezioni comunali, la candidata civica Gianna Masu conquista la guida della città e diventa la nuova sindaca del centro gallurese, unico comune della Sardegna chiamato al secondo turno per l’elezione del primo cittadino in virtù del suo status di capoluogo della provincia Gallura Nord-Est Sardegna.

La sfida decisiva vedeva contrapposti il sindaco uscente Gianni Addis e Gianna Masu. Dopo un avvio caratterizzato da risultati alterni nelle prime sezioni, l’andamento dello scrutinio ha progressivamente premiato la candidata civica, che ha consolidato il vantaggio fino a rendere irreversibile il risultato.

I primi dati provenienti dalle frazioni avevano mostrato un quadro diviso: a San Pasquale Masu aveva ottenuto un netto successo, mentre a Nuchis era stato Addis a prevalere con ampio margine. Con il procedere dello spoglio, tuttavia, la candidata ha iniziato a recuperare terreno, riuscendo prima a superare il rivale e poi ad ampliare il distacco.

Quando erano state scrutinate circa 1.600 schede, Masu aveva già effettuato il sorpasso con un vantaggio vicino ai dieci punti percentuali. Successivamente, con oltre 3.000 voti conteggiati, il margine si è mantenuto favorevole alla candidata civica. La tendenza si è ulteriormente rafforzata nella fase centrale dello scrutinio, quando, su circa 4.450 schede esaminate, Masu si attestava attorno al 60% delle preferenze contro il 40% di Addis.

A spoglio quasi ultimato è arrivata la conferma definitiva: Gianna Masu ha conquistato la maggioranza dei consensi e guiderà Tempio Pausania nei prossimi anni, interrompendo l’esperienza amministrativa del sindaco uscente.

Sul fronte della partecipazione, l’affluenza al ballottaggio si è fermata al 61,81%, un dato inferiore rispetto al primo turno, quando alle urne si era recato il 68% degli aventi diritto. Alla chiusura dei seggi, nella serata di domenica, la partecipazione registrata era stata del 44,08%.

Per Tempio Pausania si apre ora una nuova fase amministrativa, affidata alla prima cittadina eletta al termine di una competizione che ha visto prevalere la proposta civica rappresentata da Gianna Masu.
 
 
 
Pagina 22 di 299