utente1

utente1

 Lo sport come strumento di riscatto sociale, salute e uguaglianza. È questo l’obiettivo del bando regionale FAST (FAre Sport Tutti), la maxi-misura da oltre 12,5 milioni di euro complessivi – che servirà a coprire tre annualità – stanziata dall'Assessorato dello Sport della Regione Autonoma della Sardegna.

Il progetto, finanziato nell'ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027, prevede l'erogazione di voucher per l'accesso gratuito alle attività sportive. I destinatari principali sono i minori, i giovani e i soggetti a rischio di esclusione sociale o in condizioni di vulnerabilità economica. L'obiettivo della misura è infatti quello di promuovere il benessere psicofisico e contrastare attivamente la povertà educativa e l'isolamento attraverso i valori della disciplina sportiva.

"Questo bando rappresenta un'opportunità straordinaria per abbattere le barriere economiche che allontanano ragazze e ragazzi dalla pratica sportiva", ha dichiarato Ilaria Portas, assessora dello Sport. "Come Regione siamo in prima linea per supportare le famiglie e garantire il diritto allo sport per tutte e tutti. Riteniamo infatti che sia uno strumento fondamentale per la socializzazione, la salute e la crescita dei giovani, e desideriamo che nessuno resti indietro".

La finestra per la presentazione delle domande partirà il 14 luglio alle ore 14 e resterà aperta fino al 15 settembre alle ore 23.59.

I beneficiari. Il bando prevede l'erogazione di voucher fino a un massimo di 500 euro, destinati a coprire le spese di iscrizione e frequenza. I beneficiari sono minori residenti in Sardegna di età compresa tra i 5 e i 18 anni. Ragazze e ragazzi con disabilità fino al compimento dei 26 anni.

La graduatoria verrà stilata in base all'attestazione ISEE 2026, che non dovrà superare i 20.000 euro, garantendo una corsia preferenziale e la priorità assoluta a bambine, bambini, ragazze e ragazzi con disabilità. Ciascun nucleo familiare potrà ricevere il voucher per un massimo di due minori; in caso di famiglie con più di due figli, i successivi potranno essere inseriti come idonei non beneficiari, restando in attesa di un eventuale scorrimento della graduatoria.

Modalità e utilizzo del voucher. Il contributo deve essere utilizzato per coprire le spese di iscrizione e frequenza delle attività sportive dilettantistiche all'interno della stagione 2026/2027. I corsi dovranno coprire l’intera stagione sportiva di riferimento per un periodo non inferiore a 6 mesi (ridotto a 3 mesi per le persone con disabilità).

Le attività dovranno svolgersi esclusivamente presso Società o Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD) con sede legale in Sardegna, regolarmente affiliate a Federazioni Sportive Nazionali (FSN), Discipline Sportive Associate (DSA) o Enti di Promozione Sportiva (EPS) riconosciuti dal CONI o dal CIP.

“Su Cala Finanza abbiamo avuto ragione. La Sardegna ha avuto ragione. Il Governo ha provato a decidere al posto nostro ma ha dovuto arrendersi all'evidenza e fare un passo indietro, revocando l'Autorizzazione ZES”. La Presidente della Regione Alessandra Todde commenta così la notizia del provvedimento con cui questa mattina il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha revocato l'autorizzazione unica n. 74/20267, precedentemente accordata a Tavolara Bay, società a responsabilità limitata per la variante urbanistica nel Comune di Porto Loiri San Paolo.
“Fin dal primo giorno abbiamo difeso la nostra posizione in ogni sede istituzionale”, spiega la Presidente Todde. “Lo abbiamo fatto perché sapevamo che erano in gioco principi fondamentali: il rispetto del nostro territorio, del Piano Paesaggistico Regionale e delle competenze che lo Statuto speciale attribuisce alla Sardegna”.
“Non è mai stata una battaglia contro gli investimenti o contro lo sviluppo: vogliamo progetti seri, sostenibili, capaci di creare lavoro e opportunità per i sardi. Le regole valgono per tutti e le procedure straordinarie non possono diventare scorciatoie: per questo continueremo a farle rispettare. E ogni volta che qualcuno proverà a decidere al posto nostro, troverà una Regione pronta a difendere, con determinazione e a schiena dritta, i diritti e la dignità della nostra Isola, conclude la Presidente Todde.
 
 

Sono in fase di pubblicazione i bandi per la concessione di incentivi alle attività artigianali. Si tratta di quattro importanti misure rivolte alle microimprese, alle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di sostenere la competitività del settore artigianato. Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 34 milioni e 150 mila euro.

“Con oltre 30 mila imprese e circa 64 mila addetti, l’artigianato rappresenta uno dei settori più importanti per l’economia della Sardegna – afferma l’assessore Franco Cuccureddu- che necessita di essere sostenuto ed incentivato con misure al passo con le nuove esigenze del mercato. Abbiamo così deciso in accordo con le associazioni di categoria di innovare gli strumenti a disposizione, con l’obiettivo da un lato di sostenere gli investimenti delle imprese attive e dall’altro di favorire la creazione di nuove imprese giovanili, femminili ed operanti nei piccoli centri, ed al contempo di sostenere il passaggio generazionale, di consentire di apprendere saperi artigianali con l’apprendistato e di poter competere al meglio acquisendo certificazioni e abilitazioni. La Sardegna è la Regione italiana -conclude Cuccureddu- che concede la più alta intensità d’aiuto, ben il 40% e fino a 300 mila euro, per gli investimenti sostenuti dalle imprese artigiane”.

Rispetto al 2025 tutte le misure sono state rimodulate, con il contributo delle associazioni di categoria e presentano numerose rilevanti novità. Contributi in conto interessi e in conto capitale a favore delle attività artigianali (appena pubblicato); incentivi alle imprese artigiane per l'apprendistato; contributi alle imprese artigiane coinvolte nel passaggio generazionale e contributi per il conseguimento di certificazioni di qualità, abilitazioni e patentini necessari per lo svolgimento di attività specialistiche, e per l’implementazione di percorsi finalizzati al riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) dei prodotti artigianali.

Il primo dei provvedimenti, già in pubblicazione, riguarda la concessione di contributi in conto capitale e in conto interessi finalizzati a sostenere gli investimenti delle imprese artigiane per l'acquisto di beni strumentali e immobili destinati allo sviluppo dell'attività. Per il 2026 sono stanziati complessivamente 30 milioni e 550 mila euro. Le principali novità del 2026 riguardano soprattutto le nuove disposizioni che introducono importanti novità rispetto ai bandi precedenti. Per la prima volta la Regione finanzia anche nuovi progetti di investimento da realizzare, superando il precedente sistema che sosteneva esclusivamente investimenti già conclusi. Nasce così una linea dedicata alle imprese femminili, giovanili e a quelle ubicate nei Comuni con meno di 5.000 abitanti, con una dotazione finanziaria di 4,834 milioni di euro e un importo massimo concedibile di 100 mila euro. Le imprese potranno richiedere un'anticipazione fino al 70% del contributo, favorendo la liquidità necessaria per avviare gli investimenti. Inoltre ci saranno procedure più semplici e maggiore flessibilità, con una rendicontazione semplificata e la possibilità di apportare variazioni non sostanziali ai progetti senza ulteriori autorizzazioni.

Ulteriori contenuti della misura:

Viene riproposta la disposizione sulla retroattività delle spese fino a 24 mesi per gli investimenti già realizzati, consentendo di ricomprendere anche interventi rimasti esclusi dal precedente bando esclusivamente per insufficienza delle risorse disponibili.

Possibilità di presentare due domande: chi accede ai contributi per investimenti già effettuati può accedere anche ai contributi per investimenti da effettuare.

Il contributo è soggetto alla regola del “de minimis”, secondo la quale il beneficiario non può usufruire nell’arco dei 3 anni precedenti la data di concessione dell’aiuto, di aiuti complessivi superiori a 300 mila euro.

Sostenibilità finanziaria: il piano di spesa deve comprendere un finanziamento bancario minimo correlato all’investimento

La procedura è a sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande. La compilazione e l’invio telematico della domanda (su SIPES) avverrà in due fasi con le seguenti modalità: Il link al bando: https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/178248306222793

“Come già detto complessivamente- sottolinea ancora Cuccureddu -le risorse messe in campo sono di circa 35 milioni e non escludiamo che possano, qualora ce ne fosse, la necessità ulteriormente scorrere le graduatorie dei bandi che andremo a pubblicare nei prossimi giorni”.

L’Assessorato conferma il proprio impegno a sostegno delle imprese artigiane e dell'occupazione qualificata, destinando 700 mila euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028, per un totale di 2,1 milioni di euro, agli incentivi per l'assunzione di apprendisti previsti dalla legge regionale.

La misura dedicata alle certificazioni di qualità, alle abilitazioni professionali, ai patentini specialistici e ai percorsi finalizzati al riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta (IGP) rafforza il sostegno alle imprese artigiane che investono nella qualificazione delle competenze, nell'innovazione e nella valorizzazione delle produzioni tipiche della Sardegna. L'obiettivo è accompagnare le imprese nei percorsi di crescita, favorendo il conseguimento di certificazioni e specializzazioni professionali, nonché sostenendo il riconoscimento e la promozione delle produzioni artigianali di eccellenza sui mercati nazionali e internazionali.

Per il triennio 2026-2028 la misura dispone di una dotazione complessiva di 2,7 milioni di euro, pari a 900 mila euro per ciascuna annualità, di cui 750 mila euro destinati alle certificazioni di qualità e ai patentini specialistici e alle abilitazioni professionali e 150 mila euro ai percorsi per il riconoscimento dell'IGP dei prodotti artigianali.

Infine la misura dedicata al passaggio generazionale introduce un cambiamento strutturale rispetto al passato. Se fino ad oggi il sostegno pubblico interveniva prevalentemente a favore di passaggi generazionali già conclusi, con il nuovo bando l’Assessorato sceglie di accompagnare il ricambio generazionale fin dalle sue fasi iniziali, sostenendo le imprese durante il percorso di subentro e favorendo la programmazione degli investimenti necessari ad assicurare continuità, innovazione e sviluppo. L'obiettivo è preservare il patrimonio di competenze, professionalità e tradizioni dell'artigianato sardo, rendendo più semplice e conveniente il trasferimento delle imprese alle nuove generazioni e accompagnando concretamente una nuova generazione di imprenditrici e imprenditori. Per l'annualità 2026 sono stanziati complessivamente 2 milioni di euro destinati sia agli investimenti sia ai servizi connessi ai processi di passaggio generazionale.

Si è concluso oggi nell’auditorium di Sa Manifattura a Cagliari il primo ciclo di incontri territoriali promosso dall'Assessorato degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica nell'ambito del percorso di adeguamento ed estensione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR). Gli appuntamenti hanno coinvolto amministratori locali, ordini professionali, associazioni e portatori di interesse, confermando una partecipazione ampia e qualificata.

“Chiudiamo questa prima fase di ascolto con risultati molto positivi. Dal confronto sono emerse questioni che conoscevamo, ma anche idee nuove e punti di vista originali che testimoniano la forte attenzione dei territori verso il proprio futuro e la volontà di contribuire all’aggiornamento e all’estensione del Piano”, dichiara l'assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda.

Tra i temi più ricorrenti, il rilancio dei centri storici come luoghi di produzione culturale ed economica, il rafforzamento del rapporto tra città e campagne, la tutela delle coste e delle aree interne e la ricerca di un equilibrio tra salvaguardia del paesaggio e transizione energetica.

“Sono arrivate anche osservazioni puntuali su fenomeni e criticità specifiche. Tutti i contributi saranno raccolti in un primo documento di lavoro che orienterà la fase successiva del percorso”, prosegue Spanedda.

Il prossimo appuntamento è in programma l'8 settembre con la Conferenza regionale sul PPR, che segnerà l'avvio della nuova fase di confronto istituzionale tra Regione e Stato. Seguiranno laboratori territoriali dedicati ai principali temi emersi durante gli incontri.

“Vogliamo costruire un Piano condiviso, capace di coniugare tutela del paesaggio, qualità dei territori e opportunità di sviluppo. Il confronto con le comunità locali continuerà a essere un elemento centrale di questo percorso”, conclude l'assessore.

Potenziare le attività di presidio del territorio, prevenzione e controllo, protezione civile, tutela ambientale e supporto tecnico-amministrativo alle strutture regionali impegnate nella gestione delle emergenze. Con questi obiettivi la Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del PIAO 2026-2028 nelle parti relative al fabbisogno del personale.

Il provvedimento dà attuazione alla possibilità prevista dalla normativa statale di procedere ad assunzioni a tempo determinato nel limite massimo di 32 milioni di euro per il triennio 2026-2028. In questo modo si potranno dunque programmare le assunzioni a tempo determinato necessarie a rafforzare i servizi essenziali di prevenzione e controllo del territorio, prevenzione incendi, lotta attiva agli incendi boschivi e protezione civile, nel quadro dell’Accordo di finanza pubblica tra Stato e Regione Sardegna.

“Con questa delibera – dichiara l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Sebastian Cocco – rafforziamo le strutture impegnate in funzioni essenziali per la sicurezza, la prevenzione e la tutela dei territori. È una risposta concreta ai fabbisogni rappresentati dalle Direzioni generali e dagli enti coinvolti, costruita attraverso una ricognizione puntuale delle esigenze organizzative”.

La programmazione prevede complessivamente 292 assunzioni a tempo determinato, di cui 243 riferite all’Amministrazione regionale, 36 a ENAS e 13 a Forestas, per un utilizzo complessivo del plafond pari a 31.884.666,99 euro. “Investire sul personale significa avere una maggiore tutela ambientale e di supporto tecnico-amministrativo alle strutture regionali per mettere l’Amministrazione nelle condizioni di lavorare meglio, garantire maggiore presenza sui territori e offrire risposte più efficaci ai cittadini e alle comunità locali”, conclude l’assessore.

 Coniugare la crescita professionale dei cittadini con la tutela dell'inestimabile identità culturale dell'isola: è questo l'obiettivo strategico della nuova misura dell’Assessorato del lavoro. In quest'ottica si inserisce un'iniziativa sperimentale di ampio respiro che unisce le politiche attive per l'occupazione alla salvaguardia della nostra storia e del nostro paesaggio.

“Con questo progetto vogliamo dare una risposta concreta e di prospettiva a tanti giovani diplomati e laureati che hanno scelto di investire la propria vita e i propri studi nella cultura e nella bellezza della nostra terra. Penso, ad esempio, a chi sogna di fare la guida archeologica, a chi ha studiato per valorizzare la nostra storia e troppo spesso si scontra con la mancanza di opportunità immediate.

La Sardegna – osserva l’assessora del Lavoro Desirè Manca - offre un patrimonio immenso che tutto il mondo ci invidia, ma questo patrimonio ha bisogno di gambe, competenze ed entusiasmo per essere raccontato e protetto. Non stiamo semplicemente attivando un cantiere occupazionale della durata di due anni: stiamo offrendo a questi ragazzi la possibilità di fare un'esperienza sul campo altamente qualificata, radicata nel proprio comune e nel proprio territorio. È un modo per dire loro, con i fatti, che lo sbocco occupazionale che cercano è possibile qui, a casa nostra, trasformando una straordinaria vocazione culturale in una reale e dignitosa opportunità di lavoro”.

L’Assessorato regionale del Lavoro della Sardegna ha pubblicato l’Avviso rivolto ai Comuni.

Grazie a uno stanziamento di 25,5 milioni di euro (24,5 milioni regionali e 1 milione di cofinanziamento PR FSE+, Programma Sardegna del Fondo sociale europeo plus), i Comuni sardi potranno assumere da 1 a 8 disoccupati (diplomati o laureati) con contratti di 24 mesi. I lavoratori saranno impiegati direttamente nei progetti comunali per il recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico del territorio.

L'iter per l'accesso ai finanziamenti si sviluppa in due momenti principali. Nella prima fase, che si apre oggi 1° luglio e si concluderà il 30 ottobre 2026, i Comuni interessati devono inviare tramite PEC la propria proposta progettuale e il piano occupazionale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per territorio, che avrà il compito di valutarne la conformità e dichiararne la congruità rispetto alla tutela del bene. Successivamente, le amministrazioni che avranno ottenuto il via libera formale dalla Soprintendenza potranno passare alla seconda fase, quella della candidatura telematica vera e propria. Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente online attraverso il portale Sardegna Lavoro, all'interno del sistema SIL, in una finestra temporale molto precisa: dalle ore 10:00 del 1° dicembre fino alle ore 23:59 del 18 dicembre 2026.

La Giunta regionale ha approvato l'utilizzo di 3 milioni di euro derivanti dalle economie maturate nel Fondo per le Indennità Regionali Aggiuntive (IRA) del triennio 2023-2025, destinandoli a un piano straordinario di valorizzazione del personale del Servizio sanitario regionale impegnato nei Pronto soccorso e nelle altre strutture maggiormente in sofferenza.

Il provvedimento rappresenta un tassello fondamentale della strategia introdotta dalla Regione per rafforzare stabilmente il sistema sanitario pubblico e accompagnare la conclusione del ricorso ai medici "gettonisti", cessato in Sardegna con la scadenza del 30 giugno, in attuazione della normativa nazionale che non prevedeva ulteriori proroghe.

La delibera prende atto delle economie complessivamente maturate nel Fondo IRA nel triennio 2023-2025, pari a circa 13 milioni di euro, e dispone un primo utilizzo di 3 milioni per incrementare le retribuzioni del personale già strutturato, con particolare attenzione ai servizi di emergenza-urgenza, attraverso specifici incentivi economici destinati ai dirigenti medici e al personale del comparto sanitario impegnati nei Pronto soccorso e, in base alle esigenze organizzative delle aziende, anche nelle altre unità operative maggiormente in sofferenza.

"La Regione sta portando avanti una scelta di sistema: investire sulle professionalità del nostro sistema sanitario pubblico e creare le condizioni affinché siano i professionisti già presenti nelle nostre strutture a garantire la continuità e la qualità dell'assistenza, uscendo dalla logica emergenziale", dichiara la Presidente della Regione e assessora ad interim dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale, Alessandra Todde. “Andremo quindi ad incentivare le retribuzioni del personale strutturato dei Pronto Soccorso di 42 euro all’ora per quanto riguarda la dirigenza medica, di 23 euro all’ora per il personale del comparto”, spiega la Presidente. “Tali somme andranno ad aggiungersi al compenso orario percepito con il normale orario di lavoro. Infine- prosegue la Presidente- i fondi saranno ripartiti fra le varie ASL in base agli accessi al Pronto Soccorso registrati nell’arco dell’annualità 2025”

La misura si inserisce in un percorso avviato dalla Regione nelle ultime settimane per garantire una transizione ordinata verso un modello fondato sulla progressiva reinternalizzazione delle professionalità sanitarie e del comparto all'interno del Servizio sanitario regionale.

Ne fanno parte anche due ulteriori provvedimenti strategici: l'istituzione dell'Albo unico regionale delle professioni sanitarie in regime libero-professionale, predisposto da ARES e aperto anche a medici specialisti e specializzandi, e l'introduzione della Tariffa unica regionale per le prestazioni aggiuntive intra ed extra aziendali, che uniforma le tariffe orarie su tutto il territorio regionale.

"Abbiamo costruito un sistema organico di strumenti che consentirà alle aziende sanitarie di affrontare con maggiore efficacia questa fase di transizione", prosegue la Presidente. "La valorizzazione economica del personale, insieme all'Albo unico e alla tariffa regionale uniforme per le prestazioni aggiuntive, offre alle aziende sanitarie nuovi strumenti per organizzare i servizi facendo leva sulle risorse del sistema pubblico."

La delibera stabilisce inoltre che gli incentivi saranno attribuiti in funzione delle effettive esigenze organizzative delle aziende sanitarie, privilegiando il rafforzamento dei Pronto soccorso ma consentendo anche il sostegno alle altre unità operative caratterizzate da particolari criticità assistenziali. È previsto inoltre un monitoraggio trimestrale sull'utilizzo delle risorse assegnate.

Contestualmente, la Giunta ha dato mandato alla Direzione generale della Sanità di avviare un'istruttoria per valutare il successivo impiego delle ulteriori economie residue del Fondo IRA, pari a circa 10 milioni di euro (al netto degli eventuali impegni già assunti dalle aziende e non ancora contabilizzati), per affrontare altre criticità del sistema sanitario regionale, sulla base delle sofferenze riscontrate in vari ambiti, ulteriori a quello dell’emergenza-urgenza.

“Dopo questo primo intervento da 3 milioni di euro, proseguiremo il lavoro per destinare progressivamente anche le ulteriori economie del Fondo alle tante esigenze del sistema sanitario regionale", assicura la Presidente Todde.

La presidente della Regione, Alessandra Todde, è intervenuta oggi in veste istituzionale alla conferenza “Einstein Telescope: scienza, territorio e sovranità strategica europea”, organizzata dal Gruppo parlamentare europeo The Left nell’auditorium di Sa Manifattura, a Cagliari, con la partecipazione dell’INFN e degli scienziati delle Università di Cagliari e Sassari.

All’evento, infatti, sono intervenuti esponenti del mondo scientifico e politico, che hanno illustrato gli impatti che il progetto ET avrebbe sul territorio sardo nel caso venisse realizzato nel sito candidato di Sos Enattos, nel Nuorese, il suo enorme potenziale nel campo della ricerca sulle onde gravitazionali.

I lavori sono stati aperti con i saluti di benvenuto ai partecipanti della Presidente Todde, dell’assessore dell’Urbanistica della Città metropolitana di Cagliari, Matteo Lecis Cocco-Ortu e del direttore di INFN Cagliari, Alessandro Cardini.

Ringraziando gli organizzatori del convegno, la Presidente ha sottolineato il valore della candidatura sarda a ospitare l’Einstein Telescope, “la più grande infrastruttura di ricerca attualmente programmata in Europa”.

“Come Regione crediamo molto in questo progetto – ha affermato Todde –, che non è solo scientifico, ma di una portata tale in grado di generare trasformazioni permanenti dal punto di vista socio-economico. Non solo per il territorio candidato a ospitarlo, ma per l’intera isola. In Italia abbiamo l’esempio del Gran Sasso, in Svizzera il Cern di Ginevra: abbiamo visto le ricadute positive che possono avere sui territori al di là dell’aspetto tecnologico”.

“Io – ha continuato Todde – credo che sia un'opportunità per far capire che anche nelle regioni che non vengono considerate centrali si può fare ricerca, si deve fare ricerca, anche nell’ottica delle politiche che l'Europa sta promuovendo: il diritto a rimanere nelle proprie regioni, il diritto a svilupparle, il diritto di fare in modo di sentirsi europei a pieno titolo, anche dal punto di vista della scienza e della ricerca”.

Per sottolineare il grande respiro europeo del progetto Einstein Telescope, la presidente ha ricordato l’accordo sottoscritto a gennaio tra Regione Sardegna e Land della Sassonia per portare avanti una candidatura congiunta per ospitare l’infrastruttura nella configurazione “a doppia L”.

“Sono due regioni che condividono molto dal punto di vista geologico, dal punto di vista della storia mineraria, dal punto di vista della visione industriale, anche il fatto di poter creare nuovi modelli di sviluppo legati alla ricerca tecnologica, in questo caso sulle onde gravitazionali. L’Einstein Telescope è un'infrastruttura strategica europea e può veramente cambiare, con la Sardegna e con la Sassonia, la storia della ricerca del Continente”.

Nella sessione scientifica della conferenza sono intervenuti il responsabile scientifico di ET Italia, Domenico D’Urso, che ha spiegato l’ambito di ricerca in cui opererà l’Einstein Telescope, ossia la misurazione delle onde gravitazionali; il ricercatore dell’INFN, Andrea Contu, che ha raccontato le attività svolte per ET sul territorio; la project manager del progetto ETIC, Monique Bossi, che si è soffermata sulla valenza europea dell’infrastruttura; il Rup del progetto ETIC, Gaetano Schillaci, che ha illustrato gli aspetti tecnici del progetto preliminare di ET e del l cantiere di SUnLab.

Il panel politico ha visto poi gli interventi dei parlamentari europei Pasquale Tridico, Gaetano Pedullà, Giorgio Gori, Oliver Schenk e Tomas Kubin, dell’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, e del segretario regionale di Sinistra Italiana, Eugenio Lai.

In chiusura dell’incontro è intervenuto il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, che a proposito delle trasformazioni che l’ET porterà sul territorio, ha spiegato come “il solo fatto di essere candidati a ospitare l’infrastruttura stia già generando sviluppo nel tessuto sociale ed economico cittadino. A partire dall’insediamento in città della prima sede dell’INGV in Sardegna - ha detto - o quanto stiamo facendo per l’allestimento e recupero di strutture ricettive, come per esempio l’ex Artiglieria, che ospiterà studenti e ricercatori di tutto il mondo”.

Significativo riconoscimento per la sanità sarda a livello nazionale: il progetto di ARES Sardegna, presentato per tutta la regione, si è aggiudicato il finanziamento dell'avviso pubblico "Grandi Anziani" indetto da AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), posizionandosi al primo posto nell’Area Sud Italia e al terzo posto assoluto in tutta Italia.

Il progetto vincitore, rinominato significativamente A Kent’Annos in Salude, è stato sviluppato da ARES, in raccordo con le Direzioni Generali delle Politiche Sociali e della Sanità dell'Assessorato regionale. Finanziato con 3,47 milioni di euro di fondi europei PNRR (Missione 6), il piano rappresenta un’importante evoluzione dell'assistenza territoriale nell'isola, coinvolgendo in modo capillare tutte le Aziende Sanitarie sarde, i Distretti Socio-Sanitari e gli Ambiti PLUS.

“Questo rilevante risultato a livello nazionale premia il lavoro di squadra e la sinergia tra gli enti coinvolti dal progetto, Assessorato, Aziende sanitarie e Università sarde, Ambiti PLUS e quindi Comuni, che ora opereranno insieme per il miglior risultato a beneficio dei nostri grandi anziani in tutti i territori”, afferma la Presidente ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde. “La Sardegna è una delle regioni più longeve del mondo e questo rappresenta per noi un motivo di orgoglio, ma anche una grande responsabilità. Vivere più a lungo deve significare poter vivere meglio, con servizi adeguati, assistenza di qualità e la possibilità di rimanere il più possibile nella propria casa e nella propria comunità. Il finanziamento ottenuto riconosce la qualità del lavoro svolto dalla Regione, da ARES e da tutti i partner coinvolti, ma soprattutto conferma la validità di una visione che mette la persona al centro”, spiega la Presidente.

Il progetto A Kent’Annos in Salude nasce per rispondere a esigenze assistenziali tipiche dei territori sardi, dove il 27% della popolazione è over 65 anni e la densità di popolazione è bassa. La strategia regionale intende superare l'approccio "ospedalo-centrico" per investire sulla cura di prossimità, nella comunità di riferimento e quindi presso il domicilio della persona. L’obiettivo è la presa in carico di 1.410 grandi anziani (prevalentemente tra gli 80 e i 90 anni) focalizzata su tre direttrici:

· Deterioramento cognitivo: stimolazione cognitivo-motoria a domicilio con tecnologie adattive dalle interfacce chiare e semplificate;

· Aderenza terapeutica: dispenser digitali intelligenti per non dimenticare i farmaci, d’intesa con le farmacie del territorio;

· Isolamento sociale: monitoraggio domotico e forte coesione con gli Enti del Terzo Settore per combattere tale rischio di isolamento.

Il progetto, concepito per diventare un modello regionale strutturale, punta a migliorare la sicurezza e la qualità della vita degli anziani nella propria comunità. Parallelamente, mira a ridurre accessi a pronto soccorso e ricoveri impropri, e perciò evitabili, e a garantire la continuità assistenziale, abbattendo le disuguaglianze territoriali.

La cabina di regia del progetto sarà guidata da ARES Sardegna, in collaborazione con l’Assessorato Regionale - Direzioni Politiche Sociali e Sanità -, e in sinergia con le Aziende Sanitarie sarde, le Università di Sassari e Cagliari.

“Questa iniziativa non mira alla semplice fornitura di tecnologie o di dispositivi elettronici, bensì alla definizione di un nuovo modello di prevenzione e di cura che integri stabilmente la sfera sanitaria con quella sociale, portando effettivamente la medicina di prossimità a casa dei nostri anziani più fragili, abbattendo distanze che per loro costituiscono un problema più che per altri utenti”, spiega il Direttore Generale di Ares, Giuseppe Pintor. Al termine dei 18 mesi iniziali previsti dal progetto, questa architettura organizzativa sarà perciò pronta per diventare uno standard strutturale di tutta la sanità di prossimità in Sardegna”, conclude il Direttore Generale.

La delegazione sarda ha presentato oggi i dettagli operativi del progetto a Roma, in occasione dell'illustrazione dei progetti vincitori del bando presso la sede di AGENAS.

Avviate dal Servizio SUAPE, mercati e attività produttive le due procedure, rispettivamente con Determinazioni dirigenziali n.3962 e 3959 del 24/06/2026, le procedure per la realizzazione e gestione dei mercati tematici di antiquariato, vintage, collezionismo e affini presso la Piazza del Carmine e la Piazza Giovanni XXIII.

Le manifestazioni di interesse da parte dei soggetti in possesso dei requisiti previsti dagli Avvisi pubblici (disponibili sul portale istituzionale del Comune di Cagliari) dovranno essere inviate entro le 12 del 20/09/2026.

L'autorizzazione riguarda il triennio 2027-2029, previo rilascio di annessa concessione di suolo pubblico. 

Potrà essere presentata istanza di partecipazione solo per uno dei siti di interesse, ovvero Piazza del Carmine o Piazza Giovanni XXIII.

Pagina 21 di 299