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Sono stati pubblicati i bandi relativi al Cartellone delle manifestazioni del turismo del segmento MICE (Meeting, Incentives, Conferences – Events), finalizzati all’incremento dello sviluppo del turismo congressuale e suddiviso su due misure, con un finanziamento di 200.000 euro ciascuna:

  1. la prima misura, MIC “Meeting, Incentive & Congress”, mira a sostenere gli eventi collaterali correlati a fiere, congressi e incentive travels; tali eventi collaterali devono avere finalità di promozione turistica di località o siti della Sardegna e/o di promozione della cultura sarda (ambito artistico, artigianale, enogastronomico, folkloristico, ecc). La domanda di contributo può essere presentata da organismi pubblici e privati, in forma singola o associata, con richiesta di finanziamento fino al 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo erogabile di 20.000 euro.
  2. la seconda misura, “Events”, mira a sostenere l’organizzazione di manifestazioni complesse che si caratterizzano per pluralità di attività o per diverse tipologie di eventi, comunque collegati ad attività congressuali, le quali devono assommare un minimo del 25% delle spese ammissibili. Tra le attività devono essere presenti almeno tre delle seguenti categorie: sport, spettacolo, esperienziale, enogastronomico, culturale. Per tale misura la domanda di contributo può essere presentata dai soli Comuni -in forma singola o associata- con richiesta di finanziamento fino al 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo erogabile di 50.000 euro. All'interno del progetto, almeno il 20% del contributo dovrà essere obbligatoriamente investito in attività di comunicazione e promozione.

“Il settore MICE rappresenta un asset strategico per il turismo congressuale e professionale della Sardegna -afferma l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu- Si tratta di un comparto capace di rafforzare concretamente i processi di destagionalizzazione, elemento fondamentale per garantire continuità, crescita e sostenibilità all'intero sistema turistico regionale. Sostenere e promuovere il turismo congressuale significa investire in un modello di sviluppo capace di valorizzare le eccellenze territoriali, consolidare l'operatività delle strutture ricettive e incentivare l'utilizzo delle infrastrutture dedicate agli eventi anche al di fuori dei tradizionali periodi di alta stagione.

La Sardegna dispone di location di straordinario pregio, un patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico unico. Per questo motivo, il rafforzamento del settore MICE deve essere considerato una priorità strategica, finalizzata a posizionare l'Isola come destinazione di riferimento nel mercato nazionale e internazionale del turismo congressuale e degli eventi, accrescendo la sua attrattività e contribuendo a uno sviluppo sostenibile e duraturo del territorio”.

La domanda di contributo per entrambi i bandi dovrà essere presentata utilizzando esclusivamente la modulistica allegata al bando, entro il 25 giugno 2026 e trasmessa tramite posta elettronica certificata (PEC) alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tra i criteri premiali assume un ruolo centrale la stagionalità, ovvero l’organizzazione dell’evento nei periodi di bassa stagione.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute nel link dedicati scaricabili dal sito Regione Sardegna.

Quale futuro attende i centri storici della Sardegna? Quali strumenti possono contrastare il calo delle attività commerciali e restituire vitalità ai luoghi simbolo delle nostre comunità?

 Per rispondere a queste domande, Confcommercio Sud Sardegna, in collaborazione con i Centri Commerciali Naturali del territorio, organizza il convegno “Centri storici: analisi e futuro”, secondo appuntamento di un percorso di confronto dedicato al rilancio del commercio di vicinato e alla rigenerazione urbana.

Dopo la tappa inaugurale di Cagliari, l’iniziativa approda a Sant’Antioco, martedì 16 giugno alle 16.30, Sala del Consiglio Comunale, Piazzetta Italo Diana 1, con un nuovo momento di approfondimento e dialogo tra istituzioni, imprese e operatori economici, mettendo a confronto esperienze locali, regionali e nazionali. 

Il dibattito prenderà spunto anche dai risultati dell’indagine realizzata tra i commercianti del centro storico di Sant’Antioco, dalla quale emerge un quadro particolarmente significativo: oltre il 73% delle attività segnala un peggioramento della situazione economica negli ultimi tre anni, mentre più della metà delle imprese opera da oltre vent’anni, rappresentando un patrimonio identitario e sociale che rischia di andare perduto. Tra le principali criticità evidenziate figurano il degrado urbano, i costi di gestione, la carenza di illuminazione, la diminuzione dei flussi pedonali e le difficoltà di accesso al centro storico. 

L’incontro offrirà l’occasione per riflettere sul ruolo delle politiche pubbliche, della pianificazione urbana e delle strategie di sviluppo commerciale nella tutela e nella valorizzazione dei centri cittadini.

Interverranno: Marco Mainas, presidente Confcommercio Sud Sardegna, Cristiano Erriu, segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, Emanuele Frongia, vicepresidente vicario di Confcommercio Sud Sardegna, Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco;

Carlo Lai, imprenditore locale, Franco Cuccureddu, assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna. 

Un momento di confronto aperto per costruire una visione condivisa sul futuro delle città e del commercio di prossimità, partendo dai dati e dalle esigenze espresse direttamente dagli operatori economici del territorio.

 

 Inizia la fase attuativa dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI) “Sistema integrato del Sinis – Grande Progetto Mont’e Prama”, progetto strategico con una dotazione complessiva di 26.450.000 euro: 20.850.000 euro del Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027 e 5.600.000 euro di risorse regionali.

La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina a Cabras, nel nuovo Infopoint dell’Area Archeologica di Tharros, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’Assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, Giuseppe Meloni, il Presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, e il Sindaco di Cabras, Andrea Abis.

La Strategia territoriale, approvata dalla Giunta regionale lo scorso settembre, punta sul sistema culturale e archeologico del Sinis per creare nuove opportunità di crescita per il territorio e per l’intera Sardegna. L’intervento sostiene il Grande Progetto Mont’e Prama e il percorso di valorizzazione del Sinis come polo culturale di rilievo regionale, nazionale e internazionale, mettendo in rete patrimonio archeologico, paesaggio, comunità, ricerca, turismo sostenibile e formazione.

La fase attuativa è stata avviata con la Convenzione sottoscritta tra la Regione Autonoma della Sardegna, attraverso il Centro Regionale di Programmazione, e la Fondazione Mont’e Prama, individuata come soggetto attuatore. Le risorse sono destinate in larga parte alla realizzazione e al potenziamento delle infrastrutture del sistema Mont’e Prama, con particolare attenzione alla valorizzazione culturale, all’accessibilità dei siti e alla realizzazione del Centro studi e formazione.

“Con l’avvio della fase attuativa dell’ITI Sistema integrato del Sinis – Grande Progetto Mont’e Prama entriamo nella fase operativa di una strategia costruita insieme al territorio e sostenuta da un importante investimento, in cui abbiamo creduto da subito.”, ha dichiarato l’Assessore Giuseppe Meloni. “Il Sinis rappresenta uno dei contesti più significativi della Sardegna per patrimonio culturale, archeologico e ambientale. Attraverso questo investimento vogliamo consolidare un percorso che mette in relazione cultura, ricerca, formazione, innovazione e qualità dell’accoglienza, contribuendo a migliorare la competitività del territorio e la sua capacità di attrazione. Come Regione abbiamo scelto di sostenere questa visione di sviluppo territoriale, nella convinzione che la crescita delle comunità nasca anche dalla capacità di generare opportunità a partire dalla propria identità, dal proprio patrimonio. La buona programmazione consiste proprio nel mettere le risorse al servizio di una strategia chiara, capace di valorizzare le vocazioni dei territori e di creare nuove opportunità di sviluppo”

L’ITI si articola in quattro ambiti strategici: infrastrutture, ricerca, comunicazione e animazione territoriale, governance e capitale umano. Gli interventi puntano a rendere più accessibili, fruibili e sostenibili le infrastrutture culturali del sistema Sinis - Mont’e Prama; a proseguire e rafforzare le attività di ricerca e valorizzazione, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie; a promuovere il patrimonio culturale collegato ai Giganti di Mont’e Prama su scala regionale, nazionale e internazionale; a migliorare le competenze del capitale umano e la capacità di gestione di progetti complessi.

Il progetto interessa diversi luoghi di straordinario valore: il Museo Civico Giovanni Marongiu, l’area archeologica di Mont’e Prama, l’area archeologica di Tharros, l’ipogeo di San Salvatore e la Torre spagnola di San Giovanni di Sinis. Luoghi che, negli ultimi anni, hanno già mostrato una crescente capacità di attrazione. I visitatori complessivi dei siti gestiti dalla Fondazione sono passati da 73.840 nel 2021 a 177.230 nel 2024, confermando l’efficacia del sistema Mont’e Prama.

“L’ITI rappresenta per la Fondazione Mont’e Prama un passaggio di straordinaria importanza”, ha dichiarato il Presidente Anthony Muroni. “La Strategia territoriale consente di dare continuità e forza a un percorso che in questi anni ha consolidato il ruolo di Mont’e Prama come grande patrimonio culturale della Sardegna e come riferimento riconosciuto anche oltre i confini regionali. I Giganti hanno restituito alla nostra Isola una parte fondamentale della propria storia e della propria immagine nel mondo. Oggi il nostro compito è fare in modo che questo patrimonio sia non solo conservato e raccontato, ma messo nelle condizioni di generare conoscenza, qualità, lavoro, formazione e nuove relazioni culturali e istituzionali”.

Il Grande Progetto Mont’e Prama si fonda su un approccio integrato e place-based, costruito attraverso il percorso di co-progettazione tra Regione e Fondazione Mont’e Prama. L’obiettivo generale è promuovere lo sviluppo della Penisola del Sinis, attraverso la valorizzazione del patrimonio che ruota intorno al complesso scultoreo dei Giganti di Mont’e Prama. Particolare rilievo assume il tema della sostenibilità. La strategia prevede interventi orientati alla qualità degli spazi, all’accessibilità, all’efficientamento energetico, alla gestione sostenibile dei siti e alla costruzione di un’esperienza di visita più completa, innovativa e inclusiva. La valorizzazione del patrimonio culturale viene così collegata alla transizione verde, alla transizione digitale e alla crescita delle competenze, in coerenza con gli indirizzi del PR Sardegna FESR 2021-2027.

“L’avvio operativo dell’ITI apre una nuova fase di programmazione intensa e concreta”, ha sottolineato il Sindaco di Cabras, Andrea Abis. “Per il nostro Comune questo progetto rappresenta un’opportunità speciale volta a rafforzare il processo avviato di valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale del Sinis attraverso nuovi interventi su infrastrutture, servizi e accessibilità. Si tratta di uno strumento che rafforzerà e consoliderà uno dei pilastri dell’economia locale e territoriale”.

La Regione Autonoma della Sardegna e la Fondazione Mont’e Prama proseguiranno il lavoro comune per accompagnare l’attuazione dell’ITI, monitorare l’avanzamento delle operazioni e assicurare che le risorse programmate si traducano in risultati duraturi e riconoscibili per la comunità e per l’intera Sardegna.

A partire da lunedì 15 giugno e fino al 15 settembre 2026 sarà attivo il servizio di salvamento balneare nelle spiagge libere del Poetto e di Cala Mosca. Operativo ogni giorno dalle ore 9 e alle 19, l’obiettivo che si propone l’Amministrazione comunale è di garantire maggiore sicurezza ai frequentatori del litorale durante la stagione estiva.

Le attività, finanziate con fondi di bilancio, sono state affidate alla Karalis Rescue odv, che assicurerà la presenza degli operatori in 4 diverse postazioni lungo la costa.

I punti di presidio saranno collocati a Cala Mosca, alla Prima, alla Quarta e alla Sesta fermata Ctm (di fronte all’ex Ospedale Marino).

Il servizio resterà attivo per 3 mesi, coprendo il periodo di maggiore affluenza sulle spiagge cagliaritane.

 Il futuro dell’autonomia sarda, la riforma dello Statuto speciale e il ruolo degli enti locali nel nuovo assetto istituzionale dell’Isola. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Da Mario Melis al 2030. Quali riforme per la Sardegna”, promosso dal Consiglio delle Autonomie Locali e ospitato oggi all’hotel Sa Corte di Oliena.

Nel corso della seconda sessione dei lavori, dedicata alle riforme necessarie per la Sardegna, è intervenuta la presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha richiamato il valore politico e istituzionale dell’eredità di Mario Melis e la necessità di aprire una nuova fase di confronto sul futuro della specialità sarda.

“Parlare di Mario Melis significa parlare della postura della Sardegna”, ha detto la presidente. “Ci ha lasciato un’idea alta dell’autonomia, fondata sulla responsabilità istituzionale, sul rapporto con lo Stato e sulla capacità di rappresentare la Sardegna con autorevolezza nei luoghi in cui si decide”.

Todde ha sottolineato come il tema dell’autonomia non possa restare confinato nel confronto tecnico o istituzionale: “Il cambiamento dello Statuto, della legge statutaria perché sia efficace, e la capacità di essere rappresentati correttamente nel contesto italiano ed europeo possono avere forza soltanto se questi temi vengono compresi dai cittadini. Una nuova stagione costituente può esistere solo se nasce anche da una spinta dal basso”.

Nel suo intervento la presidente ha ribadito la necessità di rafforzare in modo unitario la posizione della Sardegna, sia nel rapporto con lo Stato sia nel quadro europeo: “L’autonomia e le nostre prerogative devono essere patrimonio di tutti. Non possono appartenere a una parte sola. Quando sono in gioco diritti fondamentali, la Sardegna deve sapersi rappresentare in modo unitario”.

Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il ruolo dell’Europa e la condizione insulare. “In questo momento è in discussione la strategia europea per le isole. È un passaggio importante, che può incidere sul riconoscimento concreto del diritto all’insularità, sulla mobilità, sul contrasto allo spopolamento e sugli investimenti nei settori strategici. La Sardegna deve stare in questo confronto con una voce riconoscibile”.

Todde ha poi richiamato il lavoro avviato dalla legislatura sulla legge statutaria, indicando alcune priorità: la forma di governo, il rapporto tra Presidenza e Consiglio regionale, il rafforzamento del ruolo del Consiglio e la ridefinizione del rapporto tra Regione ed enti locali.

“Dobbiamo discutere di come vogliamo rappresentarci davanti ai cittadini e di come rendere più moderno il nostro sistema istituzionale”, ha affermato. “Siamo ancora ancorati a un impianto normativo che risale al 1977. Il mondo è cambiato, la Sardegna è cambiata, i cittadini sono cambiati. Serve una Regione più moderna, con regole più chiare e più adatte al tempo che viviamo”.

Ampio spazio anche alla riforma degli enti locali e al tema del comparto unico. “Da una parte chiediamo ai Comuni di attuare politiche e spendere risorse, dall’altra spesso li lasciamo senza personale e senza strumenti adeguati. Questa frattura va affrontata. Il rapporto tra Regione ed enti locali riguarda l’attuazione piena del principio di sussidiarietà: ogni livello istituzionale deve sapere con chiarezza quali responsabilità ha e con quali strumenti esercitarle”.

Nel corso del convegno sono intervenuti, il presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini, il presidente del CAL, Ignazio Locci, la presidente di Anci Sardegna Daniela Falconi, il sindaco di Oliena, Sebastiano Congiu, il vicepresidente del CAL, Francesco Lai, e la figlia di Mario Melis, Laura Melis. La giornata si è articolata in due sessioni dedicate al rapporto tra autonomie territoriali, Europa e Mediterraneo e alla definizione di una nuova agenda di riforme per la Sardegna.

“Mario Melis - ha concluso la Presidente Todde - ci ha lasciato un’idea alta dell’autonomia. Sta a noi tradurla nel tempo presente, con coraggio istituzionale e con rispetto per le comunità che rappresentiamo. Con la Carta di Oliena può partire un messaggio chiaro: la specialità sarda appartiene al futuro, se abbiamo il coraggio di riformarla”.

“Le leggi della Sardegna non si possono aggirare. Difenderemo fino in fondo le prerogative della nostra autonomia”.

Così la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde interviene sulla decisione del Governo di autorizzare, attraverso la procedura prevista dalla ZES Unica per il Mezzogiorno, il progetto previsto nell’area di Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, in un contesto di straordinario valore ambientale e paesaggistico che si affaccia sull’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, uno dei principali sistemi naturalistici del Mediterraneo, istituito nel 1997 e sottoposto a molteplici livelli di tutela ambientale.

La vicenda nasce dal mancato accoglimento, da parte del Governo, dell’opposizione formalmente presentata dalla Regione Sardegna al progetto promosso dalla società Tavolara Bay Srl. La Regione ha già annunciato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ritenendo che la procedura adottata determini una compressione delle competenze regionali in materia di pianificazione territoriale, tutela paesaggistica e governo del territorio.

“Parliamo di un intervento che interessa una zona di altissimo pregio ambientale e paesaggistico, sulla quale la Regione, gli enti locali e i cittadini avevano già espresso osservazioni, dubbi e contrarietà. Riteniamo che le competenze regionali, le norme urbanistiche e gli strumenti di tutela del paesaggio debbano essere pienamente rispettati”, afferma la Presidente.

Nel corso dell’iter autorizzativo, numerosi soggetti istituzionali coinvolti nella tutela del territorio hanno espresso valutazioni critiche sull’intervento, evidenziando la necessità di garantire il pieno rispetto degli strumenti urbanistici vigenti e delle norme poste a salvaguardia delle aree costiere e dei beni paesaggistici. La Regione ribadisce che la semplificazione amministrativa non può tradursi in un indebolimento delle prerogative costituzionalmente riconosciute alle autonomie speciali né nella riduzione delle garanzie poste a tutela del territorio.

“Siamo favorevoli allo sviluppo quando rispetta le leggi, le comunità e il valore dei luoghi. La Sardegna non è contraria agli investimenti e non chiude la porta alle opportunità di crescita. Chiediamo però che ogni intervento avvenga nel rispetto delle regole e delle competenze riconosciute alla nostra Regione”, sottolinea Todde.

La Presidente richiama inoltre la necessità di coniugare crescita economica, attrazione degli investimenti e salvaguardia del patrimonio ambientale, nel rispetto delle norme che regolano l’utilizzo del territorio e delle competenze attribuite alla Sardegna dal proprio Statuto speciale. La tutela delle coste e del paesaggio rappresenta infatti uno degli elementi fondamentali delle politiche regionali di sviluppo sostenibile e di valorizzazione delle risorse identitarie dell’Isola.

“Le nostre coste rappresentano un patrimonio pubblico straordinario. Sono identità, ambiente, economia durevole e futuro. Per questo continueremo a difendere il diritto della Sardegna a decidere del proprio territorio e a far valere le prerogative che derivano dalla nostra autonomia speciale”, conclude la Presidente.

Il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, esprime forte condanna per quanto avvenuto la scorsa notte alla moschea di via del Collegio, a Cagliari, e vicinanza alla comunità musulmana.
“Ogni atto di intolleranza religiosa, vandalismo e violenza di strada non può essere sottovalutato e va condannato con fermezza. Un ringraziamento va a quanti sono prontamente intervenuti per spegnere il fuoco e limitare i danni.
Attendiamo che le forze dell’ordine facciano chiarezza sull’accaduto”.

Più risorse per supportare le imprese sarde nei processi di innovazione e digitalizzazione. La Giunta stanzia ulteriori 12.047.684 euro, su proposta dell’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni, per il “Bando Aiuti alle PMI sarde per la transizione digitale”, finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR Sardegna 2021-2027 e gestito dall’agenzia Sardegna Ricerche. La misura consentirà di ampliare il numero delle imprese finanziabili, tra quelle che hanno partecipato al bando, pubblicato lo scorso dicembre.

“L'interesse dimostrato dalle imprese sarde conferma quanto la digitalizzazione sia oggi una priorità per il nostro sistema produttivo”, sottolinea l’assessore Meloni, e poi spiega: “Con questa delibera abbiamo scelto di destinare oltre 12 milioni di euro aggiuntivi al bando per consentire a un numero maggiore di aziende di realizzare investimenti in innovazione, tecnologie digitali e miglioramento dei processi produttivi. È una scelta che valorizza le risorse europee disponibili e che ci permette, allo stesso tempo, di dare risposte alle esigenze che provengono dal tessuto economico isolano. Sosteniamo la trasformazione digitale delle imprese per migliorare la loro competitività, per supportare la crescita economica e per creare le condizioni verso uno sviluppo a medio e lungo termine dell'intero sistema produttivo regionale”.

Il bando, pubblicato da Sardegna Ricerche, che riguarda l l'Azione 2.2.1 “Digitalizzazione delle PMI” del Programma Regionale FESR 2021-2027, è finalizzato a sviluppare la competitività delle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI), sarde attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico innovativo e servizi di consulenza a sostegno alla digitalizzazione dei processi aziendali.

L'elevato numero di domande presentate nei primi giorni di apertura aveva determinato il superamento della dotazione finanziaria disponibile e la conseguente sospensione delle procedure di caricamento e invio delle istanze. Con il provvedimento approvato dalla Giunta regionale vengono ora assegnati a Sardegna Ricerche ulteriori 12.047.684 euro, provenienti dalla dotazione residua della Priorità 2 “Transizione digitale” del Programma Regionale FESR 2021-2027. Queste risorse consentiranno di finanziare un maggior numero di imprese, tra quelle che hanno già presentato la domanda per il bando pubblicato a fine 2025.

L'integrazione finanziaria consentirà di consolidare una delle principali misure regionali dedicata alla diffusione dell'innovazione digitale nel tessuto produttivo sardo.

Neppure il tempo di archiviare il voto che a Quartu la macchina amministrativa è già pronta a ripartire. A pochi giorni dalla riconferma alla guida della città, il sindaco Graziano Milia ha presentato la nuova giunta comunale, una squadra che punta sulla continuità ma introduce anche elementi di novità con l’ingresso di tre nuove assessore.

Le new entry sono Romina Mura, già sindaca di Sadali per due mandati e parlamentare per nove anni, alla quale sono state affidate le deleghe ad Ambiente, Mobilità sostenibile e Trasporti; Marcella Marini, che seguirà Pubblica Istruzione, Sport, Innovazione, Politiche di Genere e LGBTQIA+; e Monica Sotgiu, chiamata a occuparsi di Flumini e dei territori extraurbani.

Cinque invece le conferme rispetto alla precedente amministrazione. Marco Camboni manterrà i Servizi Sociali e le Politiche Generazionali, Antonio Mauro Contini continuerà a seguire Lavori Pubblici, Servizi Tecnologici e Manutenzioni, Rossana Perra avrà ancora Attività Produttive e Valorizzazione del Territorio, mentre Salvatore Sanna si occuperà di Rapporti con il Consiglio comunale, Turismo, Bilancio e Personale. Confermato anche Aldo Vanini all’Urbanistica e alla Programmazione Strategica.

Resta inoltre vicesindaco Tore Sanna, già vicepresidente del Consiglio regionale, consigliere provinciale e più volte sindaco di Villasimius.

Con la composizione del nuovo esecutivo, Milia chiude rapidamente il cantiere politico e lancia un segnale chiaro: il secondo mandato è già iniziato e Quartu non intende perdere tempo.

La Regione Sardegna compie un passo decisivo per il rafforzamento del sistema di welfare regionale con l’approvazione del Piano regionale dei servizi alla persona 2026-2028, il documento strategico che definisce indirizzi, obiettivi e priorità per la programmazione dei servizi sociali e sociosanitari dell’Isola.

"Il Piano regionale dei servizi alla persona non è soltanto un documento di programmazione: è un investimento strategico da 1,5 miliardi con cui rafforziamo i servizi territoriali, sosteniamo i PLUS, integriamo sociale e sanità e costruiamo una rete più vicina ai cittadini”. Così la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde, che nei mesi scorsi ha voluto accompagnare con la sua presenza le 8 tappe di presentazione del Piano nell’isola. “Questo Piano-prosegue Todde- nasce dal confronto con i territori e con gli operatori che ogni giorno lavorano nelle comunità: non è un documento calato dall’alto, ma il risultato di un percorso condiviso che mette al centro i diritti delle persone e la qualità della presa in carico”.

Il documento finale è dunque il risultato di un ampio percorso di confronto e concertazione con gli Ambiti PLUS, le Aziende sanitarie locali, gli enti locali, il Terzo Settore e tutti i principali attori del sistema regionale dei servizi alla persona, con l’obiettivo di costruire una rete più moderna, integrata e vicina ai bisogni delle comunità. Il nuovo Piano arriva a quasi vent’anni dall’approvazione della legge regionale n. 23 del 2005, che ha delineato il sistema integrato dei servizi alla persona, e colma un vuoto programmatorio atteso da territori, operatori e cittadini. Un percorso particolarmente significativo anche alla luce del fatto che il precedente Piano regionale, adottato nel 2022, non aveva completato il proprio iter di approvazione.

Il Piano si sviluppa in coerenza con il Programma regionale di sviluppo 2024-2029 e con i più recenti indirizzi nazionali in materia di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), ponendo al centro la persona e il diritto a servizi accessibili e di qualità in tutto il territorio regionale. Particolare attenzione viene dedicata alle grandi sfide che caratterizzano la Sardegna: l’invecchiamento della popolazione, la denatalità, lo spopolamento delle aree interne, il contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale, il sostegno alle famiglie, ai minori, alle persone con disabilità e non autosufficienti, nonché la prevenzione e il contrasto della violenza di genere.

Tra gli obiettivi strategici figurano il rafforzamento della rete territoriale dei servizi, il potenziamento dell’integrazione sociosanitaria, il consolidamento degli strumenti di inclusione sociale e lavorativa, il sostegno alla domiciliarità, la promozione dell’invecchiamento attivo, il miglioramento dell’accesso ai servizi attraverso l’innovazione digitale e il rafforzamento della capacità amministrativa degli Ambiti PLUS. Con questo Piano la Regione Sardegna si dota di una cornice organica e aggiornata per programmare le politiche sociali dei prossimi anni, garantendo maggiore uniformità dei servizi, riduzione delle disuguaglianze territoriali e una presa in carico sempre più efficace e personalizzata delle persone e delle famiglie.

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