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Gli stati generali dello sport si sono ritrovati a Tempio per l’ottava Conferenza Regionale dello Sport. La sede ufficiale e l’occasione formale per la presentazione dei risultati del Piano triennale per lo sport in Sardegna e per l’elaborazione e la condivisione di proposte e suggerimenti per la predisposizione del successivo Piano.

Il Piano Triennale dello Sport è il più importante strumento di programmazione strategica con il quale la Regione svolge la propria attività nel pieno rispetto della promozione e diffusione dello Sport nel territorio, Sport quale mezzo di tutela psico-fisica e di crescita culturale e civile della società.

A fare gli onori di casa, con il Presidente regionale del Coni, Bruno Perra, l’Assessore Andrea Biancareddu.

“ Intanto sono passati quattro anni dall'ultima conferenza regionale – ha detto Biancareddu - quindi diciamo che eravamo in fase di dichiarazione programmatica. Adesso si può fare anche un bilancio consuntivo Credo che si sia creata una sinergia eccezionale tra me e il mondo dello sport. Con le Federazioni esiste un rapporto di collaborazione fantastico che ci ha permesso di superare i periodi di difficoltà. Io sono arrivato che il bilancio dello sport complessivo, seppur ragguardevole, era di 14 milioni di euro.

Quest'anno siamo arrivati ad oltre 37 milioni, quindi credo che ci sia stata da parte mia e della della Regione un'attenzione speciale. Credo senza smentita, che la Regione Sardegna sia la prima regione in Italia che una legge così ben fatta e che spende tanto per lo sport. Noi siamo per lo sport, per tutti, lo sport nelle scuole, lo sport inclusivo. Abbiamo dato 3.000 voucher perché i ragazzi potessero frequentare le palestre.”

“ Siamo sempre vicini al mondo sportivo in tutti i sensi, sia investendo in impiantistica sportiva sia stando vicino alle federazioni. Quando sono diventato assessore si finanziavano solo il calcio, la pallacanestro, il tennis, la pallavolo. Ora qualsiasi tipo di sport, qualsiasi tipo di categoria, fino a quella più bassa, riceve dei contributi che servono sempre, perché anche solo per pagarsi la luce della sede.”

 Però questa è la dimostrazione che la Regione Sardegna è attenta anche alle piccole realtà e attenta ai 200 mila tesserati che abbiamo nel mondo dello sport. E’ attento a chi pratica sport in maniera amatoriale e all'insegnamento. Questo che lasciamo da Tempio è grande messaggio che lo sport lancia. Lo sport insegna a vincere e a perdere, a cadere e rialzarsi. Ed è un insegnamento che si applica, si deve applicare anche nelle scuole e nella vita.“

“Quando abbiamo una maglietta, un paio di pantaloncini siamo tutti uguali, ha voluto sottolineare ancora Biancareddu. Abbiamo deciso di destinare i fondi della Pubblica istruzione per le famiglie meno abbienti, cioè che avevamo un Isee sotto i 15mila euro. Hanno ricevuto un voucher da 250 euro per poter frequentare le palestre. Ne abbiamo distribuito circa 3.000 e quindi questo è un grande messaggio che io voglio lanciare. Dove la Regione proprio si impegna materialmente a far sì che lo sport sia una disciplina praticata da tutti, sia inclusivo e non abbia distinzioni di censo e di ricchezza.”

La Conferenza  aveva come titolo “Lo Sport Sardo senza confini” . Un titolo che dice tutto sulla volontà del mondo sportivo di andare proprio oltre lo sport. Hanno partecipato alla kermesse i rappresentanti dello Sport in Sardegna, del mondo politico, economico e culturale isolano, gli Enti locali, il CONI, il CIP, l’Università e la Scuola, le Federazioni Sportive e gli Enti di promozione e soprattutto i veri protagonisti: gli sportivi ed i praticanti dell’attività sportiva a qualsiasi livello.

Guardando ai numeri la dotazione finanziaria complessiva negli ultimi anni è stata notevolmente incrementata.  Si è passati da una dotazione di 14 milioni e 881 mila euro nel 2018 a 30 milioni e 170 mila euro nel 2022, grazie agli stanziamenti ordinari, straordinari e a quelli relativi all’impiantistica sportiva. La dotazione 2023 è ancora maggiore delle precedenti, pari ad oltre 37 milioni di euro, con un incremento importante dei fondi per l’impiantistica.

Nel 2020 e 2021 sono stati fortemente voluti due provvedimenti normativi eccezionali per far fronte alla crisi pandemica, i Centri sporti natatori. Il primo rivolto ai Centri sportivi natatori della Sardegna, circa 30, che più di altri impianti hanno dovuto subire costi enormi. A loro favore sono stati stanziati più di 1 milione di euro nel 2020 e altrettanti nel 2021, per sostenere le spese di gestione nei mesi di chiusura durante l’emergenza epidemiologica e per garantire la ripartenza.  Il secondo intervento normativo straordinario è stato effettuato a favore delle palestre e scuole di danza della Regione. Sono stati stanziati 1 milione e mezzo, arrivati alle 449 palestre e scuole di danza per sostenere le spese di gestione nei mesi di chiusura durante l’emergenza epidemiologica.

A favore di tutte le Federazioni Sportive sono stati destinati 4 milioni e mezzo di euro, proporzionalmente al numero degli atleti tesserati, e non solo in favore delle grosse società e Federazioni, al fine di garantire la pratica di tutte le discipline sportive, anche le meno diffuse.  Nel 2019 erano stati stanziati, con la legge di stabilità, 3 milioni e 300 mila euro per la partecipazione ai campionati regionali delle società affiliate alle Federazioni con almeno 5000 atleti, nello specifico alle 4 più grandi Federazioni. Dal 2020, tale disposizione è diventata strutturale ed è stata modificata in favore di tutte le Federazioni ed Enti di promozione sportiva, per il sostegno di tutte le società, anche le più piccole della Sardegna, anche delle discipline sportive meno diffuse. Lo stanziamento è passato da 5 milioni e mezzo nel 2020, anno della pandemia, a 4 milioni e mezzo nel 2021, a 5 milioni nel 2022. Il numero di Federazioni ed Enti è leggermente diminuito in quanto alcuni Comitati non hanno accettato il contributo e le due Federazioni medici sportivi e cronometristi non hanno ASD affiliate. Il numero delle società beneficiarie è invece sempre in aumento. Per il 2023 sono stati stanziati 5 milioni e 300 mila euro, di cui è già stato liquidato ad Enti e Federazioni, più del 50%.

Altro obiettivo della precedente Conferenza era intervenire, tramite appositi stanziamenti, sul patrimonio impiantistico sportivo regionale al fine di garantire la messa a norma, la piena accessibilità e fruibilità degli impianti e spazi sportivi, anche attraverso il perseguimento di livelli ottimali di sicurezza e sostenibilità ambientale.

E’ fondamentale, è stato sottolineato più volte dall’assessore Biancareddu, mettere a disposizione dei cittadini spazi dove praticare attività sportiva, soprattutto nei territori più disagiati, carenti di strutture o con impianti non funzionali alle esigenze della popolazione. Gli stanziamenti per l’impiantistica sportiva sono stati incrementati dal milione e mezzo nel 2020, a quasi 3 milioni nel 2021, a circa 11 milioni e mezza nel 2022, tra fondi regionali e statali. Importante intervento finanziario è stato quello previsto dalla Legge Omnibus 2021 che , tramite Accordo tra Stato e Regione Sardegna, ha stanziato circa 12 milioni di euro che in parte sono già stati programmati (circa 10 milioni). I restanti verranno programmati nel 2023.

Altro progetto importante è il Progetto VISPI,  finanziato dal Fondo nazionale delle politiche giovanili, con un cofinanziamento regionale, che prevedeva la possibilità di realizzare iniziative di innovazione sociale finalizzate a prevenire e contrastare il rischio di esclusione sociale, generato o accentuato dalla pandemia, soprattutto degli adolescenti, anche mediante forme di voucher da destinare alle attività sportive, in forma di agevolazione per le fasce economicamente deboli. Nel corso dei lavori, particolarmente apprezzati gli interventi di Angelo Binaghi, presidente della Federazione nazionale Tennis, del presidente del Coni Regionale, Bruno Perra, del Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti e il Commissario del CIP-Sardegna, Simone Carrucciu.

La Regione chiede “di voler rivalutare, vista la delicatezza e complessità delle questioni in argomento” il rinvio delle assemblee straordinarie convocate per lunedì 29 maggio, con all’ordine del giorno la fusione per incorporazione di Sogeaal in Geasar, “per un tempo sufficiente e comunque non inferiore a 60 giorni”. Lo ribadisce il presidente della Regione, Christian Solinas, in una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al viceministro Galeazzo Bignami, al presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, all’Enac, a F2i Ligantia, a F2i Smeralda, Geasar, Sogeaal, e per conoscenza al presidente della Fondazione Sardegna, Giacomo Spissu, e al consigliere della F2i Sgr, Antonello Cabras.

“L’Enac – scrive il presidente Solinas – all’esito di approfondimenti istruttori, ha comunicato alle società Geasar e Sogeaal di ritenere che, allo stato, non possa essere autorizzato il prospettato progetto di fusione in un’unica società di gestione aeroportuale poiché in contrasto con le previsioni, i principi e il quadro normativo di riferimento”. Per le stesse ragioni, “l’Enac ha subordinato l’autorizzazione al progetto di fusione all’individuazione di soluzioni idonee a garantire alla Regione l'esercizio delle prerogative societarie”.

“Resta comunque – prosegue il presidente Solinas – un preliminare nodo politico fondamentale che involve interessi pubblici prevalenti e riguarda la visione strategica del sistema aeroportuale sardo, connessa all’affermazione del diritto costituzionalmente garantito alla mobilità e alla accessibilità dell’Isola di Sardegna”.

La Giunta regionale, ricorda il Presidente, “ha costituito un gruppo interdisciplinare di lavoro in materia di gestione aeroportuale, col compito di predisporre un documento di analisi, di posizionamento e di proposta di azioni coerenti con la miglior tutela degli interessi pubblici di cui questa Regione è portatrice”. E nel corso della riunione odierna “è stata altresì ribadita dalla Regione Sardegna l’inderogabile urgenza di un preventivo confronto politico a livello governativo, al fine di portare a sintesi e a condivisione le scelte strategiche in ordine alle gestioni aeroportuali dell’Isola”.

“Malgrado il richiamato, fisiologico e lineare percorso istituzionale proposto, F2i Sgr ha ribadito di non voler accogliere i ripetuti inviti finalizzati a postergare le riunioni assembleari in oggetto per consentire un confronto libero e sereno sul punto”, conclude il presidente Solinas, rinnovando la richiesta a posticipare la data delle assemblee straordinarie già convocate.

“La suggestiva cornice del Poetto è perfetta per ospitare i percorsi di gara delle tre discipline di una delle sei tappe del Campionato mondiale di triathlon. La Sardegna è diventata la sede naturale per questo tipo di manifestazioni e la città di Cagliari può contare sulla presenza dei migliori atleti al mondo. Un altro grande evento che fa parte del programma che vede lo sport come importante strumento di promozione dell’immagine nazionale e internazionale della Sardegna”. Lo ha detto l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, durante la presentazione del “World Triathlon Championship Series” maschile e femminile, il circuito più importante a livello mondiale, che, per il secondo anno consecutivo, si svolgerà a Cagliari.

“Tra atleti, staff e organizzazione sono coinvolte almeno 800 persone, che garantiscono circa 3.600 presenze in appena 5 giorni – ha aggiunto l’assessore Chessa – La gara sarà trasmessa nelle tv di almeno quaranta paesi, comprese alcune dirette televisive, portando la 'Destinazione Sardegna' nei salotti di tantissimi spettatori. Un ritorno di enorme valore per l’Isola, non solo in termini di presenze turistiche, ma anche sotto il profilo promozionale ed economico. Gli eventi sportivi di questo livello aiutano anche nella destagionalizzazione dei flussi turistici, confermando che la Sardegna ha le carte in regola per diventare l‘isola dello sport, grazie agli investimenti della Regione che hanno consentito di realizzare un fitto calendario di appuntamenti di qualità”.

Volotea, la compagnia aerea low-cost delle piccole e medie città europee, continua ad investire su Olbia e proprio in questi giorni inaugura una raffica di nuove rotte: a partire dal 26 maggio, infatti, sono disponibili i nuovi voli per la Francia (Marsiglia, Nizza e Parigi Orly), la Spagna (Barcellona, Bilbao, Madrid e Valencia) e l’Itala (Firenze). Senza dimenticare l’avvio della nuova tratta alla volta di Tolosa (Francia) che è stata inaugurata pochi giorni fa.

 Con queste nuove rotte, Volotea si classifica al primo posto al Costa Smeralda per numero di destinazioni collegate: l’offerta complessiva è di 28 tratte, 14 in Italia e 14 all’estero, con circa 1,1 milioni di posti in vendita. Proprio per far fronte alle esigenze di più intenso traffico, per la Summer 23 la compagnia a Olbia ha ampliato la sua flotta, che passa da 2 a 3 aeromobili Airbus 320 da 180 posti.

 “Con l’inaugurazione della tratta Olbia-Lille attivata solo un mese fa e le novità che annunciamo oggi, salgono a 10 le nuove rotte lanciate da Volotea al Costa Smeralda. Questo ci rende particolarmente orgogliosi e consolida ulteriormente il nostro legame con il territorio - ha dichiarato Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea -. Per la prossima estate, quindi, l’offerta Volotea è ancora più ampia e varia. Grazie ai nostri collegamenti, i passeggeri in partenza dallo scalo di Olbia potranno organizzare una vacanza all’insegna del relax, raggiungendo con voli comodi, diretti e a tariffe concorrenziali 10 destinazioni in Francia e 4 in Spagna, senza dimenticare le 14 città italiane. Con il ricco ventaglio di rotte, inoltre, puntiamo a incrementare notevolmente i flussi di turisti incoming, desiderosi di scoprire le bellezze della Costa Smeralda e dell’intera isola, con una vacanza fra natura incontaminata e mare limpidissimo”.

 Sono 28 le destinazioni collegate da Volotea all’aeroporto di Olbia, 14 in Italia (Ancona, Bari, Bologna, Catania, Firenze – Novità 2023, Genova, Milano Bergamo, Napoli, Palermo, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia e Verona), 10 in Francia (Bordeaux, Deauville, Lione, Strasburgo, Nantes, Lille, Marsiglia, Parigi Orly, Tolosa e Nizza – Novità 2023) e 4 in Spagna (Barcellona, Bilbao, Madrid e Valencia – Novità 2023).

 

Le pratiche di mitilicoltura sostenibile della Sardegna fanno scuola in Senegal in un progetto di sviluppo territoriale che coinvolge donne pescatrici e giovani della regione di Dakar. Grazie al programma “TOGG FII, Un Motivo per Restare” dell’associazione sarda Sandalia, all’interno dei “Partenariati territoriali per lo sviluppo sostenibile in Senegal - Progetto Reti al Lavoro” avviato dalla Regione Piemonte, di cui è capofila il Comune di Oristano -  le imprese della mitilicoltura dell’isola potranno portare le buone pratiche di economia circolare in Senegal, a Thiaroye-Sur-Mer. L’attività specifica prende il nome di “PETITS NOIRS. Sviluppo di una filiera di eccellenza nel settore della miticoltura a Thiarore sur Mer”.

A coordinare gli incontri per il trasferimento delle buone pratiche di economia circolare e di sostenibilità alle mitilicoltrici del Senegal sarà la Fondazione MEDSEA - che con i blue eco lab da tempo si occupa di trovare soluzioni di economia circolare per le produzioni a mare. La Fondazione curerà, a partire dall'estate, le attività in loco e online di informazione, comunicazione e formazione attraverso iniziative di scambio con gli operatori locali, tra cui le aziende Nieddittas di Arborea e Varpesca di Olbia.

Il Programma TOGG FII nasce dalla collaborazione della onlus di Sassari “Sandalia” con l'Associazione COFLEC (Collettivo Femminile contro l'Emigrazione Clandestina), creata da Yayi Bayame Diouf e costituita da 375 donne che hanno perso, nel tentativo di raggiungere l'Europa, figli, mariti, fratelli, sorelle o genitori. Con l’obiettivo di porre fine a questo esodo e dare una forma di sostentamento economico a giovani e donne, Diouf oltre ad essere la prima donna pescatrice di tutto il Senegal, ha creato il Gruppo di Interesse Economico (G.I.E.) Naatangue che si occupa oggi dell'allevamento, della valorizzazione e della commercializzazione dei mitili, con risultati molto incoraggianti e replicabile in almeno altri 10 siti lungo la Costa del Senegal.

Oltre all'intervento nel settore sanitario per contribuire alla diminuzione del tasso di mortalità materno ed infantile, il programma TOGG supporta una rete di agricoltori e allevatori locali alla produzione e trasformazione dei prodotti primari, ma soprattutto supporta la lotta dell'emigrazione illegale, attraverso attività di sensibilizzazione sui pericoli ad essa legati e al supporto alla creazioni di alternative professionali e di lavoro che diano motivi per restare in casa propria.

Il progetto “Petits Noirs”, inoltre, ha una prospettiva per generare una ricaduta positiva in ambito regionale - sia in Sardegna che in Piemonte - attraverso la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione rivolta alle famiglie contro lo spreco alimentare e la sana e corretta alimentazione per la prevenzione di varie patologie. Partecipano al progetto, oltre all’Azienda Nieddittas, anche l’Associazione Sandalia ODV, l’Azienda Varpesca di Olbia e l’Associazione Sardegna Soccorso Oristano VIDA Odv.

Tutti i mobili di un appartamento buttati per strada, creando sia pericolo per i passanti sia un grande senso di degrado. È accaduto nello scorso fine settimana ed è solo una delle tante azioni incivili sanzionate grazie all'attività di controllo della Polizia locale. Domenica sera in una strada del centro storico è stata rovesciata l’intera mobilia di una casa tra arredi, materiale ferroso, plastica, vernici, ecc.: oltre dieci quintali di rifiuti.

Il trasgressore, immediatamente identificato dagli agenti, dovrà rispondere, insieme al proprietario della casa, di una serie di illeciti: violazione delle norme del testo unico ambientale che punisce l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti con sanzioni fino a 3.000 euro; violazione del regolamento comunale di polizia urbana (che prevede 200 euro di sanzione); violazione del codice della strada per occupazione abusiva del suolo pubblico (l’ingombro provocato dai rifiuti ha bloccato il traffico in via Sant’Apollinare e per questo motivo i colpevoli sono stati sanzionati per 694 euro); violate anche le norme del regolamento comunale di igiene urbana (altri 500 euro di multa) e l'ordinanza sindacale, che prevede sanzioni per 500 euro. In totale, i responsabili hanno subito sanzioni per circa 4.894 euro; agli stessi saranno, inoltre, imputati i costi sostenuti dall’Amministrazione per la rimozione dei rifiuti, la pulizia e la sanificazione dell’area. Sono in corso accertamenti tributari sulla proprietà dell’immobile.

A questo caso eclatante si aggiunge tutta una serie di illeciti in materia ambientale: ben 403 in soli 22 giorni di controlli sulle modalità di conferimento nelle batterie di cassonetti.

Un dato pesante che mette in risalto che ancora troppi violano le più elementari norme ambientali incidendo in misura drammatica sui fenomeni di degrado che troppo spesso si registrano nel territorio urbano della città, e nelle periferie.

I controlli sono stati effettuati dagli agenti grazie alle fototrappole sparse in città e di nuove, sofisticate, microtelecamere.

Il numero di sanzioni sono un dato rilevante, se letto unilateralmente, ma meno drammatico se comparato alla quantità di video e immagini analizzati dal nucleo di polizia ambientale del Comando di via Carlo Felice: 4528 filmati analizzati, 403 condotte illecite contestate, pari al 8,9% sul totale dei controlli effettuati. Purtroppo, però, le azioni degli incivili, anche se in minoranza, creano un senso di degrado che pesa su tutti, per non parlare delle conseguenze economiche perché si riduce la percentuale di raccolta differenziata generale.

Analizzando le condotte illecite per tipologia, si è rilevato che la più alta percentuale di violazioni riguarda il mancato rispetto delle regole per il ritiro porta a porta; un numero rilevante di condotte illecite sono imputabili ai residenti in altri comuni che conferiscono i propri rifiuti nei cassonetti di Sassari. Risulta, inoltre, frequente l’utilizzo di voluminosi sacchi neri con in genere rifiuti indifferenziati.

Il contributo di video e fotogrammi sono rappresentativi del degrado in cui sono trasformate le strade e le piazze del territorio comunale dagli incivili che violano manifestamente e consapevolmente le norme ambientali.

 

Il Comitato paritetico di monitoraggio della continuità territoriale, presieduto dall’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro, si è riunito oggi per programmare un potenziamento dei voli in vista della stagione estiva e fare il punto sull’andamento del traffico aereo fra i tre scali sardi e i due principali della Penisola, soprattutto in riferimento ai dati registrati negli ultimi mesi.

“Con le compagnie – afferma l’assessore Moro – abbiamo pianificato nuovi voli, rispetto a quanto previsto dal bando, che si sommano a quelli già aggiunti dal primo aprile a oggi. In particolare, l’Olbia-Fiumicino avrà dal primo giugno il raddoppio dei voli: la gara ne prevedeva 3 e saranno 6 (4 operati da Volotea 2 da Aeroitalia). L’Alghero-Linate è già passato da due a tre voli, garantendo anche quello delle 7, richiesto a gran voce da cittadini e operatori del territorio. Sul Cagliari-Linate, inoltre, sono stati già attivati 6 collegamenti rispetto ai 4 previsti”.

Sempre nel periodo compreso tra il primo aprile al 22 maggio 2023 – fa sapere l’esponente della Giunta Solinas – dall’analisi dei dati emerge che sul Cagliari-Fiumicino sono stati operati 670 voli rispetto ai 656 del 2022, sul Cagliari-Linate 457 anziché 453 e sull’Alghero Linate 282 contro 214, 6mila passeggeri in più rispetto all’anno scorso con un load factor, il coefficiente di riempimento, del 55,77 (52,90 nel 2022). “Su Alghero Fiumicino – aggiunge Moro – continua poi il recupero di traffico da parte di Aeroitalia: sull’Olbia Linate già oggi il numero dei passeggeri trasportati e il load factor sono superiori rispetto all’aprile del 2022”.

“Abbiamo posto una forte attenzione – conclude l’assessore Moro – anche sulle possibili criticità per il fine settimana ‘lungo’ dal primo al 4 giugno prossimi, che si preannuncia caldissimo, oltre che per la presenza di una festività, per la concomitanza con lo sciopero dell’handling aeroportuale programmato per domenica 4 giugno”

“Grazie ad una proficua collaborazione con l’Aci, la Regione sta puntando con convinzione su alcuni eventi motoristici per promuovere l’immagine della Sardegna in tutto il mondo. Il Rally Italia Sardegna è ormai una garanzia di successo ed è giunto alla ventesima edizione. Grazie agli oltre mille chilometri percorsi dai 74 equipaggi iscritti, in arrivo da 27 nazioni diverse, e grazie alla copertura televisiva le bellezze della nostra Isola potranno entrare nelle case degli appassionati in tutto il mondo”. Lo ha detto l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, durante la presentazione, nella sede dell’Aci a Roma, del Rally Italia Sardegna, sesta prova del Mondiale, che si svolgerà in quattro giornate da giovedì 1 a domenica 4 giugno nelle strade della Gallura. I Comuni interessati dalla gara automobilistica sono Aglientu, Alà dei Sardi, Arzachena, Bortigiadas, Buddusò, Calangianus, Erula, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Monti, Olbia, Oschiri, Ozieri, Padru, Palau, Pattada, Perfugas, Santa Tresa di Gallura, Tempio Pausania e Tula.

“Buona parte del percorso si snoda nei territori gestiti da Forestas, perciò grazie alla collaborazione con l’Agenzia regionale si potranno far conoscere anche le bellezze isolane in campo forestale – ha aggiunto l’assessore Chessa – I grandi numeri messi in campo dall’organizzazione (circa mille persone coinvolte)  fanno intuire che la manifestazione avrà un enorme impatto economico in tutto il territorio”.  

“L’evento fa parte del ricco cartellone sportivo, composto da 43 manifestazioni nazionali e internazionali, che caratterizzerà il 2023 con l’obiettivo di consacrare la Sardegna come ‘isola dello sport’, efficace strumento di promozione turistica. Inoltre, nella base di Olbia saranno presenti anche due stand promozionali della Regione e di Forestas”, ha concluso l’Assessore del Turismo. 

Prende il via a Tortolì il tour “Il lavoro nei territori sardi”, che l’assessorato regionale del Lavoro porterà avanti in Sardegna per condividere il nuovo programma di politiche attive contro la disoccupazione.

Così l’assessore regionale del Lavoro Ada Lai. “Diamo voce ai territori per costruire reti e sinergie che creino sviluppo. Partiamo dall’Ogliastra proprio perché questo territorio può diventare il simbolo del rilancio delle zone interne della Sardegna. Abbiamo a disposizione risorse ingenti che abbiamo già programmato, la maggior parte delle quali sono state già deliberate e vogliamo spenderle tutte per il lavoro, fonte di benessere per tutte le persone.  Siamo qui per informare sulle politiche messe in campo dalla Regione per l’occupazione, ma anche per ascoltare le vostre esigenze, necessarie per co-progettare insieme i programmi futuri, come ci chiede l’Unione Europea per l’utilizzo dei fondi comunitari”.

Così l’assessore regionale del Lavoro, Ada Lai, è intervenuta al primo appuntamento del ciclo di incontri di animazione territoriale itinerante nell’isola, tenutosi questo pomeriggio a Tortolì, presso il Consorzio Industriale. Un’occasione di scambio e confronto per approfondire le traiettorie di sviluppo, le potenzialità e le criticità dei territori con i sindaci, i rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle imprese, i portatori d’interesse, le organizzazioni datoriali, sindacali, di categoria  e la comunità ogliastrina.

“Scegliamo una strategia partecipativa di sviluppo locale  - sottolinea Lai - ascoltando i protagonisti del territorio: i sindaci, che hanno il polso della situazione nei loro comuni e il mondo delle imprese, per rilanciare uno sviluppo sociale ed economico sostenibile, rispettoso dell’identità dei luoghi e contrastare il fenomeno dello spopolamento nelle zone dell’interno. L’Ogliastra è caratterizzata da un contesto montuoso, scarse infrastrutture, una bassa presenza di attività produttive, ma con un grande potenziale nei settori del turismo, della nautica e dell’agroalimentare. Da qui dobbiamo partire - aggiunge l’esponente dell’esecutivo Solinas - investendo sulla formazione professionale mirata alle richieste del mercato per creare quelle professionalità e quelle figure più ricercate dalle aziende.  Diverse le politiche già messe in campo dalla Regione per sostenere le imprese, come l’Avviso Destinazione Sardegna Lavoro, che nelle prossime edizioni sarà esteso anche alle imprese artigiane e agli autonomi del settore turistico, e gli interventi a favore delle  amministrazioni locali, attraverso i Cantieri Lavoras”.

Durante l’incontro sono state illustrate e condivise le misure che l’assessorato regionale del Lavoro metterà in campo per favorire l’occupazione in Ogliastra. Dal Programma Gol, finanziato dal PNRR,  alle linee di intervento di politica attiva del lavoro del Fondo Sociale Europeo + per l’occupabilità, l’inclusione e la coesione sociale, dall’accesso al credito per le piccole e medie imprese al sostegno al lavoro autonomo attraverso il microcredito, dalla formazione professionale mirata all’accompagnamento per rientrare  nel mercato del lavoro attraverso i bonus occupazionali.

All’interno della strategia di sviluppo partecipativo dei territori, nei prossimi interventi avranno un ruolo cruciale i GAL  (gruppo d’azione locale), uno  strumento promosso dall’Unione Europea per sviluppare i programmi dedicati al miglioramento socio-economico delle comunità rurali, ossia raggruppamenti di partner pubblici e privati. Saranno proprio i GAL a realizzare il prossimo avviso dell’assessorato regionale del Lavoro per le aree montuose,  finanziato dal FSE 21-27,  in continuità  con la strategia adottata dalla Giunta Solinas per contrastare il fenomeno dello spopolamento.Un intervento di valorizzazione complessiva dei borghi montani e della loro economia basata sull’allevamento e sull’agroalimentare, con un potenziale turistico ancora inespresso a causa dell’isolamento infrastrutturale che la Giunta Solinas intende superare

Sono partiti i progetti Anpas riservati ai giovani sardi che hanno partecipato al bando per il Servizio civile universale. Tre riguardano il settore dell’assistenza (Orizzonti solidali, Sardegna al centro, Mano nella mano), uno l’ambito educativo (Ad maiora semper). «Ripartiamo con un nuovo slancio, in un momento in cui tutto il mondo del volontariato si interroga sul presente e soprattutto sul suo futuro», è il commento di Lucia Coi, presidente di Anpas Sardegna. «Stiamo studiando nuove modalità per rilanciare il Terzo settore e ridare linfa alla nostra organizzazione con forze fresche. Il Servizio civile è una grande opportunità di crescita, ma forse bisogna rivedere alcuni meccanismi per renderlo più appetibile ai ragazzi. Tra le ipotesi in discussione, la possibilità di concentrare l’impegno in cinque giorni settimanali anziché in sei».

«I nostri progetti sono inseriti all’interno del programma Nobs – Nuove opportunità di benessere e salute», spiega Elisabetta Paolinelli, responsabile regionale del servizio civile Anpas. «Saranno avviati 76 giovani in età compresa tra i 18 e i 28 anni: realizzeranno le attività in 20 pubbliche assistenze a prestazioni Anpas Sardegna, in altrettanti Comuni dell’Isola. Sino a quest’anno, il percorso di tutoraggio era previsto soltanto nel settore educazione. Da quest’anno viene esteso a tutti gli ambiti: consiste nel riconoscimento, a fine servizio civile, di competenze individuali (raccolta di informazioni sul mercato del lavoro territoriale, regionale e nazionale, uso degli strumenti per la ricerca attiva del lavoro, contatti con i rispettivi Centri per l’impiego: oltre ai giovani e ai tutor, parteciperanno a questi incontri anche gli operatori locali di progetto). I giovani saranno supportati e guidati nella stesura del curriculum vitae e di una lettera di presentazione da spendere nel mercato del lavoro. Credo che sia un’esperienza formativa molto importante sotto tutti i punti di vista: alla fine dei dodici mesi, questi giovani usciranno fortemente arricchiti con un bagaglio che non è fatto soltanto di nozioni specifiche ma anche di valori umani».

Paolinelli poi precisa che «i ragazzi e molti formatori saranno impegnati in due fasi molto importanti: una formazione specifica centrata sul tipo di progetto scelto (con formatori delle singole associazioni) e una formazione generale più strutturata sul Servizio civile universale, su storia, valori, diritti e doveri, tenuta dai formatori di Anpas Sardegna».

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