utente1
L'inflazione frena la ripresa economica sarda
Il boom dell’inflazione frena la ripresa economica dell’Isola che chiude il 2022 con un PIL al +2,9% con prospettive di un calo dell’1,2% nel 2023. Lai e Serra (Confartigianato Sardegna): “Colpevoli i prezzi al consumo e il caro energia alle stelle: non possiamo permetterci questo possibile duro colpo. Necessario intervenire sull’autoproduzione energetica”.
Sono negative le previsioni sull’economia della Sardegna per il 2023: la crescita potrebbe rallentare e inchiodare il PIL sardo al -0.2% rispetto al 2022 mentre la differenza 2019-2023 potrebbe attestarsi al -1,2%. Positivo, al contrario, l’anno appena concluso: il 2022 dovrebbe chiudere con un +2,9%. Queste condizioni sono derivate, soprattutto, dal clima di incertezza creato dall’inflazione e dall’incertezza economica internazionale derivata dal conflitto in Ucraina.
Tutto ciò emerge dall’analisi territoriale effettuata dall’Ufficio Studi Confartigianato Imprese Sardegna dal titolo “Inizio 2023: prospettive e criticità per le imprese”. “Nonostante l’economia regionale stia chiudendo con una performance molto positiva, mostrando un’elevata reattività e una buona tenuta, nonostante il momento negativo a causa della pandemia e della crisi energetica internazionale - commentano Maria Amelia Lai e Daniele Serra, Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – preoccupano, al contrario, i dati sull’inflazione sul 2023: dobbiamo assolutamente evitare a ogni costo questo, possibile, colpo durissimo all’economia regionale: non possiamo permettercelo”. “Occorre sostenere le imprese del territorio, in particolare quelle artigiane e le piccole attività – proseguono Presidente e Segretario - consentendo anche ai cittadini di recuperare il potere di spesa per fare fronte, così, al momento d’emergenza legato all’aumento dei prezzi al consumo. L’entità della crisi energetica e gli impegni assunti dal Governo in tema di riforme fanno ora sperare in un approccio complessivo di razionalizzazione. Le risorse si possono, anzi, si devono recuperare, eliminando sprechi, inefficienze, rendite di posizione e assurdi squilibri”.
Dal dossier emerge anche come la pesantissima inflazione sia il principale fenomeno che sta contribuendo a raffreddare la ripresa e a far crescere i prezzi al consumo, con una intensità mai registrata dalla nascita della moneta comune europea. A novembre 2022, infatti, i prezzi sono cresciuti in Sardegna del 13,1% sul 2021. La media nazionale è dell’11,8% e viene superata in otto regioni, cioè Sicilia (14,3%), Liguria (13,7%), Sardegna (13,6%), Abruzzo (12,9%), Umbria (12,5%), Puglia (12,5%), Emilia-Romagna (12,4%) e Toscana (12,0%). A questo si deve aggiungere la preoccupante dinamica del costo dell’energia: i prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili, senza i carburanti per il trasporto, sono più che raddoppiati segnando, per la Sardegna, a novembre il +135,9%.
“Soprattutto sul costo dell’energia, da tanto tempo, chiediamo e auspichiamo una revisione finalizzata a riequilibrare il peso del fisco sulle diverse dimensioni di imprenditori-utenti – proseguono Lai e Serra - per questo occorre, innanzitutto, eliminare definitivamente gli oneri di sistema dalle bollette elettriche delle imprese.
L’azzeramento avvenuto nel corso del 2022 per effetto dei provvedimenti emergenziali dimostra che è un’operazione possibile e che va resa strutturale. Non è pensabile chiedere a un imprenditore
passato dai 7mila euro mensili di bolletta del 2021 ai 14mila del 2022 di aggiungere, da quest’anno, anche circa 2mila euro al mese per gli oneri generali del sistema elettrico”.
Per Confartigianato Sardegna “le politiche pubbliche si finanziano attraverso il principio di proporzionalità della contribuzione rispetto alla capacità di produrre reddito.”
“Con l’attuale sistema invece – proseguono Presidente e Segretario di Confartigianato Sardegna - le piccole imprese alimentate in bassa tensione pagano non solo per loro stesse ma anche per le agevolazioni concesse agli energivori, una iniquità non più tollerabile che la deflagrazione dei prezzi dell’energia impone di risolvere in tempi rapidi. Contenere i costi energetici avrebbe il duplice effetto di stimolare l’economia e ridurre l’inflazione. Contemporaneamente andrebbe dato impulso alle energie rinnovabili, anche con una forte attività di sburocratizzazione specie dei micro-progetti per laboratori artigiani e Pmi”.
A tal proposito, Confartigianato Sardegna ha presentato alcune proposte sull’efficientamento energetico aziendale per sostenere le imprese nell’istallazione di impianti di produzione di energia da
fonti rinnovabili e per intervenire sulla transizione ecologica e sull’abbattimento dei consumi e dei costi, chiedendo un intervento di 50 milioni di euro.
Quartu-Litorale, nasce il punto info per i cittadini
Novità in arrivo nel litorale di Quartu: il vecchio “Centro Informazioni turistiche” di via Melibodes, nei pressi della rotonda del Margine Rosso, lascia spazio ad un nuovissimo “Punto Info” per i cittadini di Flumini e dintorni: un vero e proprio centro di servizi decentrato del Comune nell’area del territorio vasto, destinato ad ospitare Urp, servizi demografici, segretariato sociale e molte altre funzioni, attualmente allo studio del settore agli Affari Generali.
Insieme allo sportello comunale in un’ala separata dell’edificio di circa 125 mq aprirà anche un presidio del Banco di Sardegna, destinato ad accogliere uno sportello bancario automatizzato, una novità assoluta per il litorale quartese resa possibile dall’accordo quindicinale fra il Comune e la Banca. “Avevamo preso un impegno con i cittadini del litorale e lo abbiamo onorato”, spiega l’Assessora al Territorio Tiziana Cogoni: l’apertura del Punto info rappresenta un segnale concreto di vicinanza da parte del Comune nei confronti degli abitanti del litorale e costituisce un tassello importante del progetto di ricucitura fra centro e periferia portato avanti dall’Amministrazione Milia”. Tempi di apertura previsti entro la primavera: “Mancano solo alcuni dettagli, come le vetrate di separazione fra l’area servizi e quella bancomat, poi la struttura aprirà ufficialmente i battenti”.
Grande attesa per il Campionato Italiano J24 a Cala dei Sardi
Si avvicina la 42ma edizione del campionato italiano open della classe J24, e lo Yacht club Cala dei Sardi, su delega della FIV, sta lavorando intensamente per prepararsi all’evento che si svolgerà dal 25 al 28 maggio. Il campo di regata è ben noto ai regatanti, sarà il Golfo di Cugnana, nel cuore della Costa Smeralda, lo stesso che ha ospitato una edizione del Campionato del Mondo J24, due Europei e quattro Campionati Italiani. Saranno 10 prove previste, precedute da una regata di prova il 24 e una giornata interamente dedicata ai controlli di stazza il 23.
«Lo Yacht Club Cala dei Sardi - racconta il Consigliere Nazionale e Capo Flotta Zonale di Classe J24 Marco Frulio - si sta impegnando a offrire un'organizzazione all'altezza delle aspettative, con l'obiettivo di rendere la regata un successo. Tanti gli eventi collaterali previsti alla fine di ogni giornata di regate con anche la tradizionale cena degli equipaggi in programma per venerdì 26 maggio.»
La classe dei monotipo a chiglia J24 è la più diffusa al mondo, e la competizione rappresenta un momento molto atteso dagli appassionati di vela in tutta Italia. La partecipazione si preannuncia importante: solo dalla Sardegna prenderanno parte all'evento ben 15 imbarcazioni, ma sono già annunciate adesioni di altre squadre provenienti da tutta Italia. Sono infatti attive le convenzioni sui trasporti navali della Federvela ed altre facilitazioni sull’ospitalità alberghiera sono state concordate con lo Yacht Club Cala dei Sardi.
Tutte le informazioni sull’evento, Bando di Regata e moduli di iscrizione, sono disponibili sulla pagina web dedicata: https://www.yccds.it/
8 marzo, secondo Coldiretti Sardegna crescono e sono multifunzionali le aziende agricole guidate dalle donne
Sono oltre 11mila (11.425) le aziende agricole guidate da donne in Sardegna che rappresentano oltre il 24 per cento del totale. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti Sardegna sui dati del censimento 2021 in occasione della festa delle donne dell’8 marzo.
La presenza femminile in campagna cresce in percentuale confermando il trend emerso già neI precedente censimento. Nel 2000, infatti, rappresentavano il 19,8 per cento del totale delle aziende agricole sarde, mentre nel 2010 erano passate al 23,9%, divenute il 24,3 nel 2021 (a livello nazionale rappresentano il 28%).
In Italia, secondo la classifica stilata dall'Osservatorio per l'imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, le imprese guidate da donne in agricoltura entrano a sorpresa nella top five dei settori con il più alto tasso di femminilizzazione, dopo i servizi vari, la sanità, l’istruzione e alloggio/ristorazione.
“Le donne stanno interpretando al meglio le opportunità offerte dalla legge di Orientamento del 2001 – afferma la responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa Sardegna Elisabetta Secci che guida anch’essa una fattoria multifunzionale -. La presenza femminile, infatti, è cresciuta soprattutto nelle nuove attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, gli agriasili, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet-therapy, gli orti didattici ma anche nell’agricoltura di precisione e a basso impatto ambientale fino nella presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica oltre che nell’agriturismo. Le aziende multifunzionali sono anche quelle che stanno affrontando e resistono meglio alla crisi economica”.
Le donne che hanno scelto l’agricoltura – evidenzia la Coldiretti –dimostrano capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità.
In Sardegna, su iniziativa del Teatro Circo Maccus, il primo Festival Internazionale di Circo Contemporaneo “Circondando 2023"
Conclusi gli spettacoli del carnevale, che hanno animato vie e piazze di Quartu, Barrali e Villamar, la compagnia Teatro Circo Maccus intraprende un’avventura inedita con la prima stagione del Festival Internazionale di Circo Contemporaneo “Circondando 2023”, con il sostegno del Comune di Quartu, Comune di Cagliari, Regione Sardegna, Fus, Fondazione di Sardegna e sponsorizzato dal Pedra e Cupa Village di Budoni.
Circondando è un un Festival che mette in scena compagnie sarde, nazionali e internazionali, coinvolge tutta la Sardegna e offre a numerose scuole dell'isola laboratori di arti circensi gratuiti. Il nuovo progetto del Teatro Circo Maccus diretto da Virginia Viviano con la partecipazione di Camilla Vargiu, responsabile per le Scuole, Gianni Sanna per la parte tecnica e logistica, Andres Gutierrez per la parte di giocoleria e teatro e Silvia Sotgiu per le discipline aeree, ha la vocazione di "circondare" i luoghi con atti performativi di circo contemporaneo cercando spunti per una riflessione sul cambiamento climatico e la ricerca di strategie di sostenibilità.
"Il circo contemporaneo per sua vocazione include, collega e arricchisce", afferma Virginia Viviano al lancio della prima edizione di Circondando, ideato in rete con Altro Circo e Circo Sfera per ricomprendere la Sardegna nel fermento culturale e artistico che il circo contemporaneo sta generando in tutto il mondo. "Con questo importante progetto vogliamo valorizzare le vocazioni e il potenziale dei giovani, promuovere processi di sperimentazione e rendere all'arte circense una funzione formativa e inclusiva in cui ritrovare un'unione di intenti e spunti di riflessione per tematiche importanti come la sostenibilità e il cambiamento climatico", conclude Viviano.
Partito ieri, lunedì 6 marzo, all’Istituto comprensivo Maria Lai di Quartu S.Elena, il progetto sviluppa una forte componente didattica che interesserà, fino al mese di maggio, ben 20 scuole dal nord al sud della Sardegna. Saranno sperimentate discipline quali danza contemporanea, teatro, acrobatica, acro-yoga e discipline aeree come trapezio, cerchio e tessuto.
Turismo, Bitas ad Alghero dal 23 marzo
“È il principale evento di promozione e commercializzazione turistica che si tiene in Sardegna: oltre cento tour operator internazionali, provenienti dalla Penisola e da alcuni Paesi europei ed extraeuropei (Germania, Austria, Regno Unito, Spagna, Francia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Australia, Canada e Stati Uniti), incontreranno oltre duecento operatori isolani”. Lo ha detto l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, durante la presentazione della sesta edizione della Bitas (Borsa internazionale del turismo attivo in Sardegna), finanziata coi fondi del PO FESR Sardegna 2014/2020, che si svolgerà ad Alghero dal 23 al 26 marzo e si potrà seguire anche da remoto: bitas.regione.sardegna.it. Le precedenti edizioni si sono svolte a Cagliari, Pula, Nuoro, Bosa e Dorgali-Cala Gonone.
“Seppure sia nato come evento di promozione del turismo attivo, si è consacrato come l’appuntamento più atteso dall’intera offerta turistica sarda (anche generalista), in linea con le tendenze del mercato turistico, che vedono nelle attività all’aria aperta e nel turismo esperienziale le forme di offerta maggiormente attrattive nel mercato internazionale – ha aggiunto l’assessore Chessa – Il turismo attivo è la nuova filosofia del turismo sostenibile, considerato sotto il profilo economico, ambientale e sociale. Un’offerta della ‘Destinazione Sardegna’ che promuove la conoscenza del territorio a stretto contatto con le comunità locali, perciò un’ottima opportunità per far conoscere l’interno dell’Isola, favorendo l’allungamento della stagione turistica e la destagionalizzazione dei flussi”.
La manifestazione, ospitata nel ‘Villaggio Bitas’, che comprende più sedi nel ‘cuore’ di Alghero (Lo Quarter, il largo San Giovanni e il ‘vecchio mercato’), sarà aperta (giovedì 23, alle ore 9) dagli Stati generali del Turismo attivo, nel centro conferenze dell’Hotel Catalunya, con oltre 200 iscritti. Mentre, venerdì 24, alle ore 9, comincerà il workshop di incontro tra domanda e offerta, momento centrale della manifestazione. Nella stessa giornata, si svolgeranno anche tre seminari su “Domanda e offerta del Turismo attivo”, “Turismo data-driven: analizzare i dati per prendere decisioni più efficaci” e “Sentieri e itinerari della Sardegna”.
La Bitas si chiuderà con due giornate di educational tour (sabato 25 e domenica 26), rivolti alla stampa specializzata e agli operatori accreditati, che coinvolgeranno i territori del Monteleone, del Marghine, della Planargia, del Montiferru, di Oristano e del Sinis, di Stintino e della Nurra, e di Castelsardo e dell’Anglona: “Si alterneranno varie attività collaterali, sia di promozione territoriale che di formazione con seminari e tavole rotonde di approfondimento per operatori, amministratori e giovani che intendano specializzarsi nell’offerta di turismo attivo”, ha sottolineato l'assessore Chessa.
In queste prossime settimane, ha annunciato l’Assessore del Turismo, “prosegue l'intensa programmazione e l’offerta turistica isolana sarà protagonista in alcune fiere nazionali e internazionali: da oggi lo ‘spazio Sardegna’ sarà a Berlino, poi a Napoli, Parigi e Vienna. Il mese di marzo si chiuderà a Milano con la partecipazione alla fiera Fa’ la cosa giusta”.
Lavori pubblici, l'assessore Saiu: “Avanti sulla scuola forestale a Nuoro"
“Sulla realizzazione della scuola Forestale a Nuoro si va avanti, lavoriamo per risolvere le criticità e salvare così l’infrastruttura”. Lo dichiara l’assessore regionale dei Lavori Pubblici, Pierluigi Saiu, che oggi, in Regione, ha incontrato il comandante dei Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Fabio Migliorati, e il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, per fare il punto sulla realizzazione della struttura.
“Parliamo di un’opera strategica – dichiara l’assessore Saiu – di rilevanza regionale che la Sardegna attende da vent’anni, necessaria per l’aggiornamento del personale in servizio e per la formazione delle nuove leve, fondamentali per le attività sul territorio. L’incontro di oggi ha confermato la volontà comune di tutti i soggetti coinvolti di andare avanti sulla scuola a Nuoro, individuando il percorso migliore che ci permetta di rilanciare e accelerare la sua realizzazione, con la programmazione di nuove risorse”.
“Oggi l’unica cosa che importa è mettere al sicuro l’opera. In accordo con il Comune di Nuoro – precisa l’assessore Saiu – stiamo definendo il passaggio a un nuovo soggetto attuatore, preservando il lavoro svolto finora e assicurando gli impegni finanziari già presi. Abbiamo un progetto definitivo che necessita di essere integrato con quelle che sono le esigenze indicate dal Corpo forestale, per la realizzazione di un polo addestrativo e logistico che comprenda spazi adeguati per la preparazione fisica-atletica e per le esercitazioni pratiche. Oggi abbiamo voluto segnare un nuovo punto di partenza, che non significa ripartire da zero, e proseguiremo in questa direzione. Già lunedì prossimo abbiamo in programma un nuovo incontro a Nuoro con il Comune e il Corpo Forestale per definire i prossimi passaggi e per mettere in campo tutte le azioni che servono a realizzare il progetto della scuola Forestale”.
Autonomia differenziata, il presidente Solinas: "L’opposizione si inchina al centralismo dello Stato, noi perseguiamo autonomia più ampia della Sardegna
L’autonomia deve essere attualizzata e difesa con atti concreti, non invocata a intermittenza e lasciata, nei fatti, sottomessa alle derive centralistiche care alla sinistra.
Così il Presidente della Regione Christian Solinas risponde alle critiche avanzate dalle forze di opposizione in Consiglio Regionale in merito al ddl sull'autonomia differenziata.
La Sardegna deve vivere la propria Autonomia, declinarla in base alle sfide e ai cambiamenti e tradurla in una resistenza culturale che non è isolamento ma piena condivisione e partecipazione.
Nuove prospettive legislative possono ampliare i confini dell'autonomia sarda, e dovrebbero vedere impegnate tutte le forze politiche in uno sforzo unitario. Dobbiamo proseguire nel percorso avviato sulle entrate, che grazie agli accordi da me sanciti con il Governo ha portato a maggiori introiti alla casse regionali per 480 milioni annui, nonche’ all’assegnazione di 1 miliardo e 600 milioni per la realizzazione di nuove opere pubbliche.
Vedo invece l'opposizione poco incline all'elaborazione di proposte e più attratta dallo sterile scontro politico, che considero peraltro legittimo e rispettabile. L'annunciato dibattito in aula sarà l'occasione per ricercare nuovi punti in comune per rilanciare la nostra battaglia autonomistica non solo nel Parlamento nazionale ma anche a Bruxelles, per ottenere una revisione profonda della normativa europea, per renderla più rispondente alle sfide dei nostri territori che le crisi quali quella attuale evidenziano e aggravano.
A Oristano la terza tappa del Job Day Sardegna
Formazione e orientamento per gli studenti, nuove opportunità per chi cerca un’occupazione e per le imprese. Grande partecipazione per la tappa di Oristano del Job Day Sardegna, l’evento organizzato dall’assessorato regionale del Lavoro in collaborazione con l’Aspal, l’agenzia sarda per le politiche attive del lavoro.
A Oristano si è registrata una maggiore affluenza rispetto agli appuntamenti di Sassari, Olbia e Nuoro: 68 le aziende in presenza e 73 quelle attive online che in totale hanno messo a disposizione 524 annunci di lavoro per 2230 lavoratori ricercati. Quasi cinquemila le candidature arrivate (ogni persona può candidarsi per più posizioni), 2500 iscritti, 1.400 i colloqui di lavoro fissati.
Durante il Job Day ci sono stati momenti di confronto sul mercato del lavoro, orientamento post diploma per gli studenti e strategie per creare nuove occasioni di lavoro nell’Isola. Durante il convegno OrientaMenti si è parlato delle opportunità offerte dall’Università per il prosieguo degli studi dopo il diploma tra corsi di laurea e esperienze che si possono fare all’estero. Tra gli ospiti, rappresentanti dei due atenei sardi, degli istituti tecnici superiori e la pallavolista oristanese Alessia Orro.
“Il Job Day vuol dire cercare lavoro, trovarlo e avere la speranza di realizzarsi nella propria terra - ha affermato Ada Lai, assessore regionale del Lavoro. La Sardegna ha bisogno di eccellenza, di ragazzi formati, di far incontrare le imprese di tutti i territori con chi cerca lavoro; ma ha anche la necessità di coinvolgere i sindaci, che sono i veri depositari delle esigenze del territorio e di creare un’economia nuova, grazie alle nuove tecnologie e a una nuova sostenibilità. Il Job Day è un modo nuovo di trovare lavoro. È importante che i giovani si formino, anche all’estero, ma che poi tornino in Sardegna per mettere a disposizione i loro talenti”.
Così Maika Aversano, direttrice generale Aspal: “Una grande affluenza che continua a crescere di tappa in tappa, segno evidente che i Job Day stanno ricevendo apprezzamento sul territorio. Anche oggi abbiamo dedicato molto spazio all’orientamento, alla formazione e ai percorsi motivazionali dei più giovani. Sono presenti poi tantissime imprese di tanti settori produttivi in particolare agricoltura, meccanica, edilizia, servizi sociosanitari, vendita e commercio. Per quanto riguarda l’offerta di lavoro, abbiamo un pubblico molto vasto che rappresenta tutte le fasce d’età dai giovani agli over 50. Molto promettente anche la risposta dei giovani che sono qui non solo per l’orientamento ma anche per presentare la propria candidatura a diversi posti di lavoro”.
Il Job Day Sardegna 2023 proseguirà il 16 marzo a Tortolì e il 30 e 31 marzo a Cagliari.
Quartu, si avvia a conclusione un altro progetto di coesione sociale "La comunità del buon gusto"
La passione per la cucina come forma di riscatto per tanti giovani in stato di vulnerabilità sociale. È l’obiettivo del progetto ‘La comunità del buon gusto di Quartu Sant’Elena’, promosso dall’Accademia del Buon Gusto e dalla Fondazione Giulini e finanziato dall’Amministrazione comunale nell’ambito dei progetti di coesione sociale.
Nel gennaio 2021 lo chef William Pitzalis e i cuochi regionali del Dipartimento Solidarietà ed Emergenza hanno avviato l’Accademia del Buon Gusto, una scuola di cucina professionale attiva presso lo Spazio Polifunzionale del Lazzaretto di Cagliari, con l’obiettivo di offrire occasioni di riscatto sociale ai giovani più vulnerabili.
Nello scorso mese di novembre, a seguito dell’avvio dei progetti di coesione sociale coordinati dall’Assessorato ai Servizi Sociali, il programma è stato attivato anche a Quartu, con la partecipazione di ben 19 ragazzi. Dalla prevenzione e dal contrasto ai comportamenti antisociali dei giovani al miglioramento dell’occupabilità, grazie alla crescita delle loro competenze in cucina: una bella occasione di crescita per porre un freno e fare quindi da contrasto attivo alla povertà educativa e al disagio esistenziale.
I percorsi sono stati predisposti dall’Accademia, con l’organizzazione di un programma completo e strutturato che durante i mesi di lavoro ha regalato ai partecipanti occasioni formative, esperenziali e relazionali. I primi incontri, di carattere teorico, si sono svolti presso l’Ex Convento dei Cappuccini, a Quartu; hanno poi fatto seguito i laboratori di cucina, nei locali del Lazzaretto di Sant'Elia, a Cagliari.
Grande la partecipazione e il coinvolgimento dei partecipanti, con alcuni di loro che hanno dimostrato una spiccata capacità nella lavorazione degli impasti, superando le aspettative create durante le prime interazioni. Dai primi piatti alla pasta fresca, e poi le varie tipologie di riso utilizzate in cucina e la pizza: tutti gli stimoli dinamici lanciati nel corso dell’attività sono stati colti e apprezzati dai giovani, molti dei quali si sono già detti interessati anche ad eventuali ulteriori iniziative.
“Questo progetto ha una duplice valenza; è infatti benefico sia dal punto di vista dell’inclusione sociale sia per quanto riguarda il lato professionalizzante - commenta l’Assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche Generazionali Marco Camboni -. Durante il percorso alcuni ragazzi hanno infatti dichiarato apertamente di aver riscoperto una passione ormai messa in un angolo a causa delle difficoltà personali incontrate durante la vita. E molti di loro hanno capito che la cucina rappresenta il luogo ideale per affrontare il proprio percorso lavorativo”.
“I corsi di cucina con professionisti e chef di alto livello puntavano proprio a questo - prosegue soddisfatto l’esponente della Giunta Milia -. La possibilità di cimentarsi nelle mansioni necessarie in cucina e, per i più volenterosi, nella preparazione di pasti completi sono stimoli importanti che possono quindi aprire nuovi scenari futuri, anche per coloro che in passato non avevano ‘confidenza’ con la cucina”.
Il progetto si concluderà con un evento finale in una location particolarmente suggestiva: Sa Dom’e Farra. La storica dimora campidanese, per anni un unicum nel panorama etnografico regionale, sarà infatti la sede della rappresentazione finale del programma, il prossimo 23 marzo alle 17.30. I cittadini che vorranno partecipare potranno degustare, in cambio di un’offerta libera, le pietanze preparate dai partecipanti al progetto. Il ricavato sarà devoluto al Centro antiviolenza cittadino Donna Ceteris.
