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La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, lancia un appello diretto ai cittadini e alle cittadine attraverso un reel pubblicato oggi sui propri canali social, dedicato al tema dell’utilizzo di tre carceri sarde, Uta, Bancali e Badu ‘e Carros, come strutture destinate al regime del 41 bis.

Nel video, la Presidente ripercorre le iniziative istituzionali già avviate sul tema, ricordando di aver inviato nel giugno 2025 una nota al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a seguito delle prime notizie sull’ipotesi di destinare le case circondariali di Bad’e Carros, Bancali e Uta al 41 bis. A quella comunicazione seguì un incontro nel mese di settembre, nel corso del quale, riferisce Todde, “il ministro aveva assicurato che nessuna decisione sarebbe stata assunta senza il coinvolgimento delle istituzioni regionali”.

“Questo coinvolgimento, però, non c’è stato”, afferma la Presidente, richiamando il verbale della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre, in cui il Sottosegretario alla Giustizia Delmastro ha fornito un’informativa che, secondo Todde, conferma l’esistenza di un disegno preciso.

Nel documento si fa riferimento a sette carceri dedicate al 41 bis in Italia, preferibilmente localizzate nelle aree insulari, e vengono indicate, per la Sardegna, proprio le strutture di Bad’e Carros, Bancali e Uta. Inoltre, rispetto ai 192 posti inizialmente previsti, è indicato un incremento di almeno il 20 per cento, che porterebbe a circa 240 detenuti al 41 bis, oltre un terzo dell’intera popolazione nazionale sottoposta a questo regime.

La Presidente sottolinea le ricadute che una scelta di questo tipo avrebbe sull’isola: “Parliamo di un impatto diretto sull’economia, sulla sicurezza dei territori, sulla sanità pubblica finanziata dai sardi e sull’esecuzione penale ordinaria, perché i detenuti sardi sarebbero costretti a scontare la pena fuori dalla Sardegna”.

Nel reel, Todde respinge le accuse di strumentalizzazione ricevute nei mesi scorsi e ribadisce che i documenti ufficiali dimostrano la fondatezza delle preoccupazioni espresse dalla Regione.

“Non possiamo accettare che la Sardegna venga trasformata in un’isola carcere”, afferma la Presidente, che conclude con un appello alla mobilitazione: “Chiedo ai sardi e alle sarde di far sentire la propria voce insieme a me, per dire con forza che la Sardegna non ci sta e che vuole scegliere da sola il proprio destino”.

I centri storici non sono musei a cielo aperto né semplici attrazioni turistiche, ma il motore sociale ed economico delle città. È il messaggio forte emerso dal convegno “Centri storici – analisi e futuro”, organizzato oggi da Confcommercio Sud Sardegna nell’aula consiliare del Comune di Cagliari, davanti a istituzioni, associazioni di categoria ed esperti del settore.

 

L’appuntamento è stato moderato dal direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura.

Il cuore dell’incontro è stato il report presentato da Cristiano Erriu, segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari, che ha restituito una fotografia netta e per certi versi allarmante del centro storico cittadino.

 

Negli ultimi 30 anni Cagliari ha perso circa 35mila abitanti, con un progressivo spopolamento delle aree centrali. Parallelamente, però, le famiglie sono aumentate, passando da circa 67 mila nel 2003 a 78 mila oggi, diventando sempre più piccole, anziane e spesso monoparentali. Un cambiamento strutturale che incide direttamente sulla domanda di commercio e servizi di prossimità.

 

Sul fronte economico, i numeri sono ancora più duri: negli ultimi 15 anni hanno chiuso circa 1.200 imprese commerciali attive nel centro storico di Cagliari (1.073 se si considerano le sole imprese registrate). Un dato definito “impressionante”, che riflette un trend simile anche nel resto della città metropolitana.

 

A fronte delle chiusure, si registra però una crescita selettiva: +511 tra bar e ristoranti e +224 imprese di alloggio. In totale, 735 attività in più legate a ristorazione e ospitalità.

Il risultato è una trasformazione profonda: i centri storici diventano sempre più “alberghi all’aperto”, con una concentrazione di B&B, takeaway e somministrazione, mentre scompaiono artigiani, mercati, fruttivendoli e negozi di quartiere.

 

Molte nuove attività, inoltre, hanno una vita breve: aprono e chiudono rapidamente, generando instabilità e abbassando la qualità urbana. Tra le criticità evidenziate: monocultura commerciale, offerta standardizzata, insegne assenti o improvvisate, scarsa integrazione con il contesto urbano, oltre a rumore, rifiuti e conflitti crescenti con i residenti.

 

I dati illustrati confermano che la concorrenza oggi non è più tra strade, ma tra canali di vendita.

Nel 2025 l’e-commerce supera i 60 miliardi di euro, pari all’11% dei consumi, con l’84% delle famiglie sarde connesse a internet. Online si acquistano soprattutto abbigliamento (23%), ma crescono anche casa, pasti e ristorazione.

 

A incidere sono quattro grandi fattori: e-commerce, accessibilità e parcheggi, concorrenza dei centri commerciali extraurbani, costi elevati e vincoli urbanistici.

 

Un altro segnale critico riguarda l’imprenditoria: crescono le imprese femminili, mentre quelle giovanili mostrano segnali “del tutto negativi”. Le imprese straniere rappresentano ormai circa un terzo del commercio al dettaglio.

 

“I centri storici non sono una cartolina, ma vere e proprie infrastrutture sociali ed economiche”, ha sottolineato Erriu.

“Il nostro obiettivo è quello di costruire indicatori che consentano di analizzare e monitorare demografia, accessibilità, struttura commerciale e qualità urbana. Solo così le politiche pubbliche possono essere efficaci, sostenibili e di lungo periodo”.

 

La proposta è quella di un cruscotto di analisi periodica, condiviso e aggiornato, a supporto delle decisioni politiche.

 

Per Emanuele Frongia, presidente Fipe Confcommercio Sud Sardegna, “il centro storico è un bene collettivo: non solo uno spazio fisico, ma un luogo di vita quotidiana. Far tornare le persone nel cuore della città è la vera sfida. Per tutti, lo scomodo deve diventare comodamente affrontabile”.

Un tema che riguarda Cagliari come Firenze: “Il soft power italiano passa anche dai suoi centri storici”.

 

Il vice direttore nazionale Fipe Luciano Sbraga ha ricordato che “oggi viviamo dentro un’economia dei servizi: il 41% del valore aggiunto si crea nelle città metropolitane. Se le città non girano, non gira il Paese”, sottolineando la necessità di politiche urbane orientate allo sviluppo e non solo alla regolazione. Anche Aldo Cursano, vice presidente nazionale Fipe Confcommercio, ha ricordato che è “necessario tutelare i locali storici del Paese soprattutto rilanciandone il valore sociale, culturale ed economico”, ricordando che Firenze è stata l’apripista di una pianificazione per trovare soluzioni di convivenza tra residenti e attività produttive. 

 

Il presidente di Confcommercio Sud Sardegna Marco Mainas ha lanciato l’allarme: “I centri storici vivono una profonda difficoltà sociale e culturale. Perdiamo in media cinque negozi al giorno, lasciando intere vie senza identità. Il rischio è una città monoculturale, schiacciata solo su turismo e ristorazione. Serve una svolta per il rilancio del commercio”.

 

Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha accolto la proposta di Confcommercio e Camera di Commercio: “I fenomeni che viviamo sono mondiali e non possiamo fermarli. Le abitudini sono cambiate, ma possiamo governare il cambiamento. Dove vive bene il turista, vive bene anche il cittadino”.

 

Dal confronto è emersa la necessità di una vera cassetta degli attrezzi: regolamenti comunali, politiche urbanistiche mirate, incentivi selettivi, formazione, patti antisfitto e gestione dei canoni, per ricostruire un mix commerciale di qualità e ridurre i conflitti tra residenti ed esercenti.

 

Il convegno si è chiuso con un impegno condiviso: mettere i dati al centro delle scelte per ridare futuro ai centri storici e riportarli ad essere luoghi vissuti, abitati e accessibili.

 

Hanno partecipato anche Paolo Murenu, consigliere direttivo Confcommercio Nord Sardegna, Agostino Cicalò, presidente Confcommercio Nuoro Ogliastra, Nando Faedda, presidente di Confcommercio Oristano, e Franco Cuccureddu, assessore regionale all’Artigianato, Commercio e Turismo. 

“Il 2026 sarà l’anno della Legge Statutaria e delle norme di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna, è un impegno importante ma non più rinviabile”. Così il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha aperto la conferenza stampa di bilancio dell’attività 2025 e di illustrazione dei principali obiettivi di quest’anno. “Da settembre, con l’istituzione della Commissione speciale sulla legge statutaria – ha detto il Presidente incontrando i giornalisti affiancato dai vice presidenti Giuseppe Frau e Aldo Salaris -, abbiamo iniziato un percorso intenso e condiviso, consapevoli che molti problemi di governance, tra Consiglio e Giunta, nei rapporti con lo Stato, di organizzazione della macchina regionale, sono legati anche ad una Autonomia regionale incompiuta o datata. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora dalla Commissione, nel 2025 ci sono state 13 sedute e ben 43 audizioni. Da ogni audizione abbiamo avuto importanti contributi: ora dobbiamo accelerare e procedere ad una prima stesura della proposta di modifica dello Statuto”.
LA MANOVRA
Il presidente Comandini ha sottolineato ancora una volta quanto sia stato importante approvare la manovra entro gennaio ed aver evitato un secondo mese di esercizio provvisorio: “pur con poca possibilità di manovra, la Finanziaria appena approvata con 100 milioni per il Fondo unico ha dato una prima doverosa risposta ai Comuni, con i 10 milioni di euro, la prima risposta alle comunità colpite dai danni causati dal ciclone Harry. Resta il rammarico – ha detto ancora - per come si sono chiusi i lavori, dopo giornate di confronto anche duro ma sempre leale con le opposizioni. Siamo sicuri che già dalla prossima seduta (domani, la Statutaria) e su temi che riguardano tutti i Sardi, come l’arrivo dei detenuti in regime di 41 bis nelle nostre carceri, ritroveremo l’unità e lo spirito di collaborazione che contraddistingue questa legislatura. Su un punto siamo stati netti: le leggi finanziarie omnibus non ci sono più, abbiamo cambiato rotta rispetto a quanto avvenuto per anni, puntando su leggi che siano realmente di settore”.
RAPPORTI CON LO STATO
Un lungo passaggio dell’incontro con la stampa è stato dedicato al rapporto Stato-Regione. “Il commissariamento della Sardegna sul dimensionamento scolastico – ha citato Comandini - è solo l’ultimo esempio di un rapporto tra Regione e Stato che deve essere riequilibrato. Troppe leggi sono state impugnate, anche se bisogna precisare che solo tre volte la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’incostituzionalità (ad esempio la LR 26 del 18 settembre 2025 sull’assistenza sanitaria regionale sul suicidio medicalmente assistito, ‘cosiddetto fine vita’), - e non siamo neanche a metà legislatura - per non ritenere che ci sia un atteggiamento pregiudiziale e centralista da parte del Governo. La protesta di parte deve, però, lasciare il posto alla rivendicazione politica autonomista di una Regione forte e rafforzata dalle prerogative del suo Statuto, della sua Carta costituzionale. Su questo campo dobbiamo saperci contrapporre in ogni sede alle bocciature dei governi. Pensiamo – ha aggiunto il presidente Comandini - al tema delle rinnovabili: a livello nazionale sulla transizione energetica non ci sono idee chiare. Nel tempo ci sono stati tre diversi Dpcm, contraddittori tra loro e l’ultimo dei quali, se applicato, davvero aprirebbe la strada in Sardegna ad impianti anche sul mare”. Anche a fronte di tutto ciò, “entro quest'anno dobbiamo essere impegnati a costruire una legge statutaria che appartenga a tutti, che non sia soltanto del Consiglio regionale o delle forze di maggioranza, ma che sia di tutte le forze politiche. La legge statutaria dovrà semplificare la vita democratica, dovrà agevolare i Sardi e la Sardegna, ma soprattutto riaccendere il senso civico, riaccendere la partecipazione non solo al voto, ma all'attività politica e amministrativa. Quando un cittadino non esercita più il suo diritto a votare, a partecipare alla costruzione delle politiche che riguardano il proprio Stato, la propria Regione, il proprio Comune, è una sconfitta per tutti e per la democrazia. Altro obiettivo che ci siamo prefissati è quello di riscrivere e adeguare il Regolamento interno del Consiglio, fermo a 25 anni fa, alle nuove esigenze dell’organizzazione”.
RAPPORTI CON LA GIUNTA
Il Consiglio regionale ha prodotto 36 leggi nel suo primo vero anno di attività: siamo stati impegnati in leggi di bilancio, interventi urgenti in settori nevralgici, come la sanità e l’agricoltura, abbiamo ripreso il tema energetico e delle aree idonee. “I numeri dell’attività nelle Commissioni sono sostanzialmente in linea col passato: 230 riunioni totali, quasi 500 audizioni. Come Assemblea, ritengo che possiamo e dobbiamo utilizzare di più e meglio la funzione legislativa, a partire dalle Commissioni, vero luogo dove si costruisce l’attività legislativa. Per troppe legislature – secondo il presidente - il Consiglio regionale ha avuto un ruolo quasi solo di ratifica di proposte della Giunta di turno, legando la sua attività o inattività a quanto trasferito dall’Esecutivo. Invertiamo la rotta, recuperiamo il nostro ruolo di legislatori, sempre nell’ottica della massima condivisione di obiettivi e lealtà con chi governa, ma soprattutto nell’interesse generale della Sardegna”.
PORTE APERTE
Le visite delle scuole e i rapporti con gli studenti rappresentano per il presidente Comandini una prassi da rafforzare e incentivare. “Abbiamo accolto 2411 studenti provenienti da oltre 50 scuole di tutta la Sardegna. Incontrare i giovani, aprire il palazzo alle visite delle scuole, far conoscere funzionamento, attività e compiti dell’Assemblea è stato ed è un obiettivo di legislatura, importante quanto fare le riforme. La nostra attività deve essere chiara, trasparente, raccontata utilizzando tutti i canali che abbiamo a disposizione. Abbiamo un sito aggiornato e moderno, grazie all’ufficio stampa del Consiglio siamo sui social, partecipiamo e sosteniamo iniziative di valore educativo e sociale”.
PERSONALE DEL CONSIGLIO REGIONALE
“Al 31 dicembre 2025 il numero totale dei dipendenti del Consiglio regionale è pari a 134 unità che, con l’incremento dei 12 Referendari di prossima assunzione (da questo mese), porta ad un aumento, dall’inizio della legislatura, di 60 unità (al netto dei pensionamenti). L’arrivo dei referendari ci aiuterà notevolmente anche per la qualità dell’attività legislativa. Inoltre, con l’approvazione del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) sono stati approvati i nuovi concorsi per l’assunzione di ulteriori 17 unità”. 
 
DATI SULLE LEGGI IMPUGNATE
Nella XVII legislatura sono state impugnate 11 leggi regionali, 8 del 2025 e 3 del 2024; la Corte costituzionale si è pronunciata 5 volte, mentre le altre 6 sono ancora sub judice; nelle 5 pronunce la Corte ha dichiarato 3 volte l’incostituzionalità delle disposizioni impugnate (o di parte di esse) con risultati di notevole impatto sulle leggi regionali di interesse; in particolare si tratta della legge n.80 del 2025 in materia di organizzazione sanitaria, della legge n. 20 del 2024 in materia di aree idonee e della legge n. 5 del 2024 con cui era stata introdotta la moratoria provvisoria in materia di realizzazione di impianti di produzione di rinnovabili. Sono state, invece, dichiarate legittime e il ricorso statale è stato respinto in merito alle disposizioni di cui alla legge n. 2 del 2025, e alla legge n. 12 del 2024 entrambe relative alla possibilità di utilizzare per un certo lasso temporale il personale medico in quiescenza. 
Martedì, 03 Febbraio 2026 16:51

Tutto pronto per il Carnevale cagliaritano 2026

Da Pirri a Sant'Avendrace e Is Mirrionis sino ai quartieri storici e al Villaggio Pescatori: a Cagliari è tutto pronto per il Carnevale, con una serie di appuntamenti che andranno avanti per due settimane numerose iniziative per tutti i gusti e tutte le età. Tra le altre, quattro sfilate, l'ormai tradizionale Vespiglia, la pentolaccia e il rogo di Cancioffali a Giorgino. Con una novità importante, il ritorno dopo diversi anni dei carri allegorici in città, in programma domenica 15 febbraio.

Cinque i gruppi organizzatori - Viking Group, Villaggio Pescatori, Il Crogiuolo, Vespa Club Cagliari e Tra Parola e Musica - che hanno messo a punto un programma ricco di appuntamenti e diversificato: “Un ringraziamento alle associazioni che hanno partecipato al bando comunale”, ha sottolineato l'assessora alla Cultura Maria Francesca Chiappe e la presidente della commissione competente Marta Mereu durante la conferenza stampa di presentazione delle due settimane di festa, “perché hanno organizzato iniziative che interessano tutta la città e con appuntamenti per ogni età. Siamo felici del ritorno dei carri dopo 20 anni e, in particolare, della gioranta al Villaggio Pescatori, che è un modo per dare risalto a una zona, Giorgino, particolarmente danneggiata dal ciclone Harry”.

Il prologo a Pirri, dove già domenica 1 febbraio si sono svolti tra il parco della Ex Vetreria e gli spazi di Casa Saddi i primi eventi a cura de Il Crogiuolo. La programmazione pirrese proseguirà già il 6 febbraio. Prossimi appuntamenti con lo spettacolo teatrale Amici Interstellari (Casa Saddi, ore 17), della compagnia Effimero Meraviglioso, e con la festa dedicata agli ospiti della Casa di riposo comunale Vittorio Emanuele II: in scena negli spazi di Terramaini la compagnai S'arza Teatro con Patapumfete. Appuntamenti anche sabato 7 e domenica 8 (il dettaglio nel calendario al link in basso) prima della sfilata di domenica 15 febbraio, con partenza alle 10.30 dal Parco della Vetreria con i Barbariciridicoli, Antas Teatro e la ratantira del gruppo Villaggio Pescatori. Lo stesso giorno, e in replica anche domanica 22, la Sartiglietta in Bicicletta, con zeppolata finale.

Il Carnevale entra nel vivo il 12 febbraio, Giovedì Grasso, con la sfilata nei quartieri storici – da Castello a Stampace, passando per Villanova a Marina – a partire dalle 18, con circa 200 figuranti e i suoni della ratantira. Domenica 15 la seconda sfilata, quella che segna il ritorno dei carri allegorici in città dopo 20 anni: saranno cinque, accompagnati da centinaia di figuranti per le vie di Is Mirrionis, San Michele e Sant'Avendrace a partire dalle 17.30 con appuntamento in via San Paolo: “Siamo emozionati per essere riusciti a riportare i carri a Cagliari”, hanno sottolineato Fabrizio Aramu e Matteo Mandas del gruppo Viking, capofila dell'organizzazione, “e di portarli in quartieri vivi e vissuti che meritano una parte importante della festa”. Il 17 febbraio, Martedì Grasso, la tradizionale sfilata cagliaritana, con partenza alle 17 da Piazza del Carmine che sarà anche il punto di arrivo dopo il passaggio Piazza Yenne, via Manno, viale Regina Margherita e via Roma. Ad accompagnare le sfilate anche gli iscritti alla Fiab, in maschera in sella alle loro biciclette.

Ultimo giorno di festa, ricco di appuntamenti, domenica 22 febbraio. In programma alle 10.30 la 18esima edizione della Vespiglia, la corsa alla stella in Vespa nella discesa di via Azuni, evento atteso che ha saputo conquistare la consacrazione della Fondazione Sa Sartiglia e che “per la prima volta”, annuncia il presidente del Vespa Club Cagliari Maurizio Vannini, “si farà in formato ridotto anche a Oristano”. Alle 11.30, al parco della Ex Vetreria di Pirri, la Sartiglietta in bicicletta per i più piccoli e alle 16 la zeppolata per tutti. A partire dalle 18, poi, la Pentolaccia e il rogo di Cancioffali negli spazi del Villaggio Pescatori, a Giorgino: “Cancioffali che torna al Villaggio“, spiega Mariano Strazzeri, “come già successo in passato, è un orgoglio per l'associazione tra le più longeve nella tradizione del Carnevale cittadino: siamo felici di questa partecipazione corale e, dopo la nostra classica Pentolaccia, di poter offrire una grande zeppolata a tutta la città”.

“Quella che offriamo come associazione Tra Parola e Musica”, sottolinea Andrea Congia, “è invece un'anteprima culturale: Ceneri, Tamburi e Fuochi, un documentario sulla tradizione della festa a Cagliari, una proiezione di filmati storici del Carnevale cagliaritano dalla collezione di Sergio Orani e un estratto dello spettacolo Maschere di Carta, con l'attore Carlo Porru”. L'appuntamento è mercoledì 11 febbraio a partire dalle 18 negli spazi dell'asilo di Marina e Stampace.

C'è uno sguardo al passato ma anche il futuro, con l'iniziativa de Il Crogiuolo con i bambini e le bambine della scuole primarie di Pirri. “A loro abbiamo chiesto di disegnare la maschera della Municipalità”, racconta Rita Atzeri: “Quelle storiche cittadine sono legate agli antichi mestieri, speriamo che un giorno anche quella pensata oggi dai più piccoli possa diventare tradizione”.

La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha accolto oggi in Sardegna, insieme al sindaco della Città Metropolitana di Cagliari, Massimo Zedda, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, nell’ambito di una giornata di lavoro dedicata al sostegno alle imprese sarde colpite dal ciclone Harry e al rafforzamento degli strumenti a favore dell’internazionalizzazione del sistema produttivo regionale.

Al Palazzo Regio di Cagliari si è svolto prima un incontro tra la delegazione regionale, i vertici nazionali di ICE, SIMEST, Cassa Depositi e Prestiti e SACE e gli assessori competenti per agricoltura, ambiente, enti locali, industria e turismo. A seguire, il confronto con la comunità imprenditoriale colpita dal maltempo, durante il quale sono state approfondite le possibili misure di sostegno economico e finanziario e raccolte le principali istanze provenienti dai territori.

“È importante pensare anche a chi non è direttamente coinvolto dal conteggio dei danni sulle infrastrutture o sulle opere pubbliche. Dobbiamo guardare a chi domani mattina deve continuare a fare impresa, a chi deve tenere in piedi attività che stanno attraversando difficoltà. Il confronto di oggi va esattamente in questa direzione: fare fronte comune e dare risposte attraverso tutte le realtà del sistema Paese che accompagnano il Ministero”, ha affermato la Presidente Todde.

“In questo contesto ci stiamo muovendo celermente, con una Protezione civile che ha funzionato a tutti i livelli e con risposte che devono essere costruite insieme e che stanno arrivando. Forse è la prima volta che c’è una collaborazione così fattiva, capace di dare risposte non soltanto ai Comuni e ai livelli infrastrutturali, ma anche a chi deve fare impresa”, ha dichiarato la Presidente. “Le nostre imprese avranno delle risposte. Sono contenta della collaborazione che stiamo trovando e credo che questa sia la giusta risposta che le istituzioni devono dare”.

Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha confermato l’impegno del Governo a fianco della Sardegna: “Siamo in Sardegna per portare un messaggio di vicinanza concreta alle popolazioni e alle imprese colpite dal maltempo. Il Governo è impegnato a sostenere le aziende, in particolare quelle esportatrici e quelle inserite nelle filiere produttive, con strumenti semplici e accessibili. Il Ministero degli Affari Esteri, insieme a ICE, SIMEST, SACE e Cassa Depositi e Prestiti, fungerà da punto unico di accesso per smistare rapidamente le richieste di aiuto. Oggi mettiamo in campo risorse importanti, che superano complessivamente i 300 milioni di euro, ma soprattutto accompagniamo le imprese non solo nell’emergenza, bensì nella fase di ripresa. Lavoreremo in piena collaborazione con la Regione Sardegna e con tutte le istituzioni per garantire risposte rapide ed efficaci”.

Sul fronte dell’emergenza, il direttore generale della Protezione civile della Regione Sardegna, Mauro Merella, ha sottolineato che “il sistema di Protezione civile ha funzionato in modo efficace e coordinato, evitando vittime nonostante precipitazioni eccezionali, fino a quasi 500 millimetri in pochi giorni, e mareggiate senza precedenti lungo le coste meridionali e orientali della Sardegna. I danni riguardano 144 Comuni e superano i 200 milioni di euro tra patrimonio pubblico, privato e attività economiche. Fin dalle prime ore abbiamo attivato tutti i livelli istituzionali. La Regione ha dichiarato lo stato di emergenza e stanziato 5,5 milioni di euro per gli interventi urgenti, lo Stato ha riconosciuto l’emergenza nazionale con 33 milioni di euro e il Consiglio regionale ha destinato ulteriori 10 milioni con la manovra finanziaria. Da domani partirà il caricamento dei danni e la raccolta delle segnalazioni, comprese quelle delle imprese, attraverso una piattaforma dedicata”.

“Come Assessorato dell’Industria siamo il soggetto naturale per accompagnare le imprese nel costruire relazioni, canali commerciali e percorsi di presenza sui mercati esteri. L’idea è partire da una mappatura e da un censimento puntuale delle imprese che hanno subito danni, accompagnata da una classificazione per settori di attività economica e per posizionamento all’interno delle filiere”, afferma il direttore generale dell’Assessorato dell’Industria, Massimo Carboni. “Questo passaggio – prosegue – è fondamentale per comprendere meglio i fabbisogni e per costruire, insieme alle imprese, alle associazioni di categoria e alle agenzie, pacchetti di misure mirati, capaci di rispondere in modo concreto alle diverse situazioni”. “L’impegno – conclude Carboni – è quello di lavorare in maniera strutturata e continuativa, affinché gli strumenti disponibili si traducano rapidamente in opportunità reali per le imprese colpite”.

La Presidente Todde ha infine ricordato che “nei prossimi giorni, attraverso la struttura commissariale, metteremo in campo un’organizzazione che ci consentirà di interagire direttamente con tutti gli strumenti di cui avete avuto informazione questa sera, in particolare sul fronte dell’internazionalizzazione. È un passaggio importante, sul quale serve un lavoro stretto con le associazioni di categoria, per capire come essere davvero efficaci nei confronti delle aziende che già dialogano con le agenzie dello Stato e che hanno subito danni”.

“I danni non emergono soltanto dai censimenti, ma anche attraverso il lavoro quotidiano delle associazioni. Per questo la cosa fondamentale sarà lavorare insieme e coordinare gli interventi. Sappiamo di avere, come isola, alcuni limiti strutturali, ma oggi l’obiettivo è fare in modo che, grazie a questa sinergia e agli strumenti straordinari, si possa rispondere in maniera diversa all’emergenza e trasformare questa fase anche in un’opportunità”, ha concluso la Presidente.

Hanno preso formalmente servizio oggi le sei figure professionali selezionate dal Consorzio interuniversitario Unitel Sardegna, che si occuperanno dell’attività di divulgazione sul territorio del progetto Einstein Telescope. A dar loro il benvenuto, nell’aula consiliare del Comune di Lula, i sindaci di Lula e Nuoro, Mario Calia ed Emiliano Fenu, il consulente della Presidenza della Regione per il progetto ET, Raffaele Marras, il direttore dell’INFN di Cagliari, Alessandro Cardini, la direttrice dell’INAF di Cagliari, Federica Govoni, Il ricercatore dell’INGV, Carlo Giunchi, il responsabile scientifico di Et Italia, Domenico D’Urso, i prorettori alla Ricerca di Uniss e Unica, Giuseppe Pulina e Luciano Colombo e il commissario del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Roberto Curreli.

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza e la centralità che le sei figure selezionate rivestiranno nella divulgazione e illustrazione del progetto, destinato a impattare sulla vita comunità coinvolte territorialmente. Fondamentale, quindi, che i cittadini siano coinvolti e informati su un evento storico che avrà profonde ricadute sulla vita economica e sociale. La giornata è poi proseguita con una visita al museo minerario e alla miniera di Sos Enattos, dove sono collocate alcune delle strumentazioni usate in questi anni dagli scienziati.

Il bando, per il quale sono pervenute ben 126 domande, si inseriva nel quadro delle iniziative per la promozione e valorizzazione della candidatura del sito di Sos Enattos (Lula) a ospitare l’infrastruttura. Attività coordinata dalla Presidenza della Regione di concerto con le università di Cagliari e Sassari e gli enti di ricerca INFN, INAF e INGV, che prevedono l’apertura di due sportelli territoriali informativi a Nuoro e Lula, il cui allestimento sarà gestito dall’INFN e completato nelle prossime settimane. Nel frattempo, i divulgatori selezionai seguiranno un breve periodo di formazione.

Nel dettaglio, le figure selezionate si occuperanno di divulgazione scientifica, mediazione territoriale e supporto al dialogo comunitario nel territorio. Opereranno in coordinamento con i formatori di Unica e Uniss e la compagine di ricercatori e tecnici coinvolta nel progetto.

Lunedì, 02 Febbraio 2026 16:53

Cagliari rafforza i legami con il Bangladesh

Dialogo e cooperazione. Queste le tematiche al centro dell'incontro di oggi a Palazzo Bacaredda, dove la vicesindaca di Cagliari, Maria Cristina Mancini, ha ricevuto in visita l'ambasciatore della Repubblica del Bangladesh in Italia, Rokebul Haque.

L'incontro, ospitato nella sala di rappresentanza del Sindaco, assente per impegni istituzionali fuori sede, si è tenuto in un clima particolarmente cordiale.

Durante la visita, la Vicesindaca ha sottolineato la presenza significativa della comunità bengalese a Cagliari, che al 31 dicembre 2024 contava 689 residenti, in prevalenza giovani uomini tra i 20 e i 45 anni. “Una realtà - ha ricordato Mancini - bene integrata e rispettosa della città e dei suoi abitanti”, riconoscendo anche l'impegno del console Salvatore Floris, nel favorire percorsi di inclusione e dialogo.

Dal canto suo, l'ambasciatore Haque ha espresso apprezzamento per la costante attenzione dell'Amministrazione comunale verso le cittadine e i cittadini bengalesi. Ha ricordato come il Comune sia sempre vicino e disponibile, offrendo supporto nelle iniziative sociali, culturali e di culto. Un gesto, questo, che testimonia il rapporto di fiducia costruito negli anni. L'Ambasciatore ha inoltre evidenziato gli ottimi rapporti bilaterali tra Bangladesh e Italia, rapporti che si riflettono positivamente anche nelle dinamiche locali, grazie alla presenza di una comunità attiva e ormai radicata nel tessuto cittadino.

L' incontro di questa mattina di lunedì 2 febbraio 2026 si è concluso con le foto ufficiali e lo scambio di doni, simbolo di un'amicizia istituzionale destinata a proseguire.

“Portare i nostri ragazzi e le nostre ragazze in un luogo del dolore come Auschwitz ha un forte significato simbolico e intende avviare un percorso virtuoso contro l’indifferenza dilagante. La memoria di ciò che è stato deve essere un faro luminoso, soprattutto in questo tempo in cui soffiano pericolosi venti di guerra, che porti a scegliere sempre la via della pace e della fratellanza e solidarietà tra i popoli”. Lo ha detto questa mattina l’assessora regionale della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, durante la presentazione del “Promemoria Auschwitz Sardegna 2026”, che si è tenuta in Consiglio regionale alla presenza del presidente Piero Comandini e di numerosi sindaci dell'isola. Il progetto, finanziato dalla Regione Sardegna, promosso da circa 70 amministrazioni comunali e gestito dall'ARCI Sardegna in cooperazione con l'Associazione Deina, ha l’obiettivo di consentire a studenti e studentesse dai 18 ai 25 anni di approfondire le tematiche storiche e sociali relative agli anni dell’Olocausto.

“Anche quest'anno l'assessorato della Pubblica istruzione finanzia il progetto Promemoria Auschwitz, che dà la possibilità a tanti giovani sardi di fare non soltanto un'esperienza di viaggio e visita ad Auschwitz, ma soprattutto un percorso di formazione di cittadinanza attiva”, ha detto l’assessora Portas. “Crediamo molto in questo progetto che ha l’obiettivo di formare i nostri ragazzi, facendogli conoscere il passato per vivere un futuro migliore”.

Il progetto Promemoria Auschwitz 2026 prevede numerosi incontri di approfondimento sulla storia della Seconda Guerra Mondiale, della Deportazione e della Shoah. Tappa centrale sarà il viaggio nei luoghi simbolo della Shoah, in programma dal 18 al 23 febbraio, con visite al Museo Fabbrica di Oscar Schindler, all'ex ghetto ebraico di Cracovia e ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau. “Sarà un’esperienza che sicuramente lascerà nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze un prezioso e importante segno”, ha spiegato l’assessora Portas.

La Regione conferma in questa finanziaria l'attenzione agli enti locali attraverso fondi per il loro funzionamento, per migliorare la qualità dei servizi e per continuare la pianificazione del territorio e la rigenerazione urbana. È una scelta politica netta: rafforzare i Comuni significa rafforzare la Sardegna”.

Lo dichiara l’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, illustrando le disposizioni dedicate agli enti locali e all’assetto territoriale, discusse ieri in aula.

“Il Fondo unico delle autonomie locali viene confermato con 573 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2026 - 2028. Si tratta di risorse fondamentali per garantire il funzionamento degli enti, sostenere i servizi essenziali, finanziare gli investimenti e assicurare l’esercizio delle funzioni conferite. Inoltre, il Consiglio ha reperito ulteriori 100 milioni all'anno per i prossimi tre anni per un'integrazione al Fondo unico, a lungo richiesta dagli Enti locali. In un contesto nazionale ancora segnato da incertezze, la Regione garantisce stabilità e capacità di programmazione ai Comuni”.

Sono inoltre confermati i fondi per permettere il consolidamento di Province e Città metropolitane.

Un'altra decisione di importanza strategica è l'introduzione di un finanziamento triennale per la scuola di formazione per gli Enti Locali, per un totale di 2.300.000 euro.

“È un modo per affrontare il tema della formazione in modo strutturale - spiega Spanedda - all’interno di un quadro di riforme più ampio, orientato a dare stabilità e continuità alla pubblica amministrazione regionale e locale. L'iniziativa si ricollega all’attuazione del Comparto unico di contrattazione tra Regione ed Enti locali, contribuendo alla nascita di una comunità della Pubblica amministrazione sarda che rafforzi la capacità del sistema degli enti locali di operare efficacemente nei territori.

L’assessore evidenzia infine la piena coerenza degli investimenti proposti con il Piano di sviluppo regionale e con le linee programmatiche della legislatura: “Investire su servizi, infrastrutture e qualità urbana significa contrastare lo spopolamento, ridurre i divari territoriali e rendere la Sardegna più coesa”.

“In questo quadro - conclude Spanedda - le azioni finanziate contribuiscono anche a rafforzare le condizioni territoriali che sostengono le grandi sfide strategiche dell’Isola. Penso alla candidatura dell’Einstein Telescope, da noi sostenuta con un totale di 7.400.00 euro per il 2026-2028, per interventi di rigenerazione urbana, qualità dei contesti insediativi, sicurezza e funzionalità dei territori, fattori decisivi per rendere credibile e competitiva una proposta di livello internazionale”.

Si è svolta oggi a Oristano la Conferenza Regionale per le Politiche del Lavoro, promossa dall’Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, con il supporto dell’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro (ASPAL). L’iniziativa rappresenta un passaggio centrale nel percorso di rinnovamento delle politiche del lavoro della Regione che coinvolge rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro, della formazione, delle organizzazioni sindacali e datoriali, dell’inclusione sociale.

Un appuntamento annuale che quest’anno si colloca in un momento decisivo per la Sardegna.

“Dopo oltre quarant’anni, la Regione è pronta a voltare pagina sulla formazione professionale. Lo scorso anno, a Nuoro, fu scelto un tema che rappresentava un impegno e una visione: ‘Seminiamo il futuro, formazione e lavoro per una Sardegna che cresce’. Oggi quel seme ha iniziato a germogliare. Il tema di questa edizione, ‘Dalla formazione all’occupazione. Politiche attive per il lavoro che cambia’, non è uno slogan, ma la sintesi di un percorso concreto portato avanti insieme a istituzioni, enti e stakeholder”, ha dichiarato l’assessora Desirè Manca.

L’intervento dell’assessora si è concentrato sulle principali novità, a partire dalla riforma della formazione professionale, definita un asse fondamentale per il rafforzamento delle politiche attive. “Abbiamo avviato un processo di riforma non solo tecnico o amministrativo, ma culturale – ha spiegato – Una formazione più vicina ai fabbisogni reali del sistema produttivo, flessibile, capace di accompagnare le transizioni lavorative e di dialogare con imprese, territori e servizi per il lavoro. Non è formazione fine a sé stessa, ma leva di occupabilità”.

Tra le iniziative più innovative, l’esponente della Giunta ha citato la creazione di hub formativi nei settori audiovisivo, comunicazione digitale e intelligenza artificiale, e le misure sperimentali per voucher formativi destinati al conseguimento del Cabin Crew Attestation (CCA), della licenza di pilota di linea (ATPL) e della licenza di manutentore aeronautico (LMA).

Un focus particolare è stato dedicato al quadro occupazionale regionale, evidenziando segnali positivi di stabilità e crescita del lavoro, con un aumento delle assunzioni e dei contratti a tempo indeterminato, e maggiore partecipazione di giovani, donne, lavoratori maturi e cittadini stranieri. “Le politiche del lavoro devono occuparsi anche di chi resta indietro e, in quest’ottica, abbiamo rafforzato programmi per l’inclusione e il contrasto al precariato, con particolare attenzione al fenomeno del part-time involontario, spesso causa di sfruttamento, soprattutto per le donne. Fondamentale è stato il lavoro di rete con sindacati, imprese, terzo settore, organizzazioni datoriali, associazioni di categoria, consulenti del lavoro, cooperative sociali e istituzioni, tra cui il Tribunale di Sorveglianza, per progettare azioni condivise e sostenibili”.

In conclusione, l’assessora ha rivolto un messaggio di responsabilità collettiva: “La Sardegna può e deve essere una terra in cui il lavoro cresce, cambia e include. Sta a tutti costruire un cambiamento giusto, sostenibile, partecipato e condiviso”.

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