utente1

utente1

Nella Sala dell'Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini, lunedì 5 gennaio alle 18,00 si è tenuta la cerimonia di consegna del premio “Su Ninnieddu”, attestato di merito annuale assegnato dal Centro Culturale Campidanu a chi, con dedizione discreta, contribuisce al bene della comunità quartese. Il riconoscimento è andato all'archeologa Patrizia Zuncheddu “per il suo instancabile lavoro di ricerca, scavo e divulgazione sui siti archeologici del territorio, in particolare il Nuraghe Diana e la Villa Romana”.

La serata, affollata da cittadini e rappresentanti istituzionali, ha visto gli interventi del sindaco Graziano Milia, che ha definito Zuncheddu “un'eccellenza che arricchisce il patrimonio storico e culturale della città, che vogliamo valorizzare come merita”, e di Susy Monni, responsabile del Centro Culturale Campidanu, che ha sottolineato come la premiata “lavori nell'ombra, dedicando tutto il tempo libero agli studi”.

“Patrizia Zuncheddu è una cittadina di Quartu, un’eccellenza per la nostra comunità, un esempio di dedizione silenziosa che arricchisce il patrimonio storico e culturale di Quartu Sant’Elena” ha aggiunto il sindaco Milia. “I nostri beni archeologici, in particolare il Nuraghe Diana e la Villa Romana, sono elementi fondamentali della nostra identità e rendono il litorale quartese un paesaggio culturale stratificato. Sono strumenti preziosi per far crescere la consapevolezza dei cittadini verso le proprie radici con la convinzione che l’identità non è solo ciò che siamo stati, ma ciò che vogliamo diventare. Il riconoscimento per Patrizia Zuncheddu è meritatissimo e per questo ringrazio il centro culturale Campidano, una ricchezza di cui Quartu ha bisogno”.

“L’amministrazione comunale quartese” ha concluso Milia “è impegnata attivamente nella loro valorizzazione su due fronti: promuovendo visite guidate e percorsi aperti a cittadini, scuole e turisti, perché questi siti possano essere scoperti e vissuti; sostenendo iniziative culturali come la rassegna “Incanti”, che unisce archeologia, eventi e divulgazione, trasformando luoghi antichi in spazi vivi”.

Emozionata, l'archeologa ha ringraziato: “Questo riconoscimento è inaspettato. Ho sempre operato per il territorio, rendendo fruibili gli studi sulla Villa Romana e sul Nuraghe Diana. Ringrazio il sindaco Milia che ha creduto nel progetto”.

Il premio “Su Ninnieddu” - che celebra figure che operano lontano dai riflettori per la valorizzazione di Quartu - giunge in un momento significativo: il Centro Campidanu festeggia i 50 anni di attività, mentre la comunità quartese rafforza il legame con le sue radici.

Il Nuraghe Diana, situato sul promontorio granitico di Is Mortorius a 35 metri sul livello del mare, è un complesso trilobato di età nuragica (Bronzo recente - prima Età del Ferro, circa XVI-X secolo a.C.), composto da una torre centrale (mastio) con tholos, due torri minori e un cortile interno racchiuso da una cortina muraria. La sua posizione dominante sul Golfo degli Angeli ne faceva un punto di controllo strategico delle rotte marittime, forse dotato di un approdo naturale, come emerso dalle prospezioni subacquee condotte proprio da Patrizia Zuncheddu, che hanno restituito ceramiche romane e indizi di un utilizzo protratto nel tempo.

Inserito nella lista propositiva italiana per il Patrimonio Unesco dei monumenti nuragici, il sito è stato scavato a partire dagli anni 2000 sotto la direzione scientifica del professor Enrico Atzeni e della Soprintendenza, con Zuncheddu co-direttrice e poi responsabile scientifica di progetti di valorizzazione come la rassegna “Incanti”, che dal 2021 anima il nuraghe con visite guidate, conferenze, musica e laboratori.

Recentemente, la ripresa degli scavi sotto la direzione scientifica di Gianfranca Salis della Soprintendenza ha portato alla luce parti del villaggio circostante, confermando l'importanza del complesso come crocevia di scambi mediterranei.

Non meno significativo è il contributo di Zuncheddu alla Villa Romana di Sant'Andrea, indagata negli anni 1999-2000 insieme a Donatella Salvi della Soprintendenza. Si tratta di una villa marittima di età imperiale (III-IV secolo d.C.), probabilmente residenza estiva con possibili funzioni termali e di itticoltura, i cui resti - murature in elevato e ambienti parzialmente sommersi - testimoniano la continuità d’uso del litorale quartese dalle epoche preistoriche a quelle romane.

Il lavoro di Patrizia Zuncheddu incarna un modello di “archeologia engagée”, che affianca la ricerca accademica allo studio che diventa costruzione identitaria di una comunità in trasformazione. Quartu Sant'Elena, terza città della Sardegna per popolazione, lavora per preservare le sue radici. Il litorale rappresenta un “paesaggio culturale” dove il passato dialoga con il presente: il Nuraghe Diana diventa luogo di fruizione collettiva attraverso eventi come “Incanti”, che attraggono migliaia di visitatori e coinvolgono scuole, famiglie e turisti.

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato una deliberazione che aggiorna i tetti di spesa per l'acquisto di prestazioni di specialistica ambulatoriale da parte dell’Azienda regionale della salute (ARES) per gli anni 2025 e 2026.

Il provvedimento nasce dall’esigenza di adeguare le risorse disponibili ai bisogni sanitari reali dei cittadini, alla luce di recenti modifiche normative e di un aggiornamento del fabbisogno trasmesso da ARES.

Per l’anno 2025, il tetto di spesa complessivo per la specialistica ambulatoriale viene incrementato di 300 mila euro, grazie a quanto previsto dalla legge regionale di assestamento di bilancio. Queste risorse aggiuntive sono destinate alla medicina iperbarica, un ambito di cura importante per numerose patologie, che richiede tecnologie e competenze specialistiche.

Un ulteriore intervento riguarda le prestazioni di emodialisi, considerate prestazioni salvavita. La quota di fondi vincolati a questo servizio viene aumentata da 10 a 11 milioni di euro, in coerenza con il fabbisogno aggiornato rilevato sul territorio. Questa quota è confermata sia per il 2025 che per il 2026, garantendo continuità e sicurezza ai pazienti che necessitano di trattamenti dialitici regolari.

Nel complesso, i tetti di spesa per la specialistica ambulatoriale risultano pari a:

  • 70.260.409,70 euro per il 2025
  • 70.598.374,84 euro per il 2026

L’aggiornamento dei tetti di spesa consente alla Regione di programmare in modo più efficace l'offerta sanitaria, assicurando che le risorse pubbliche siano indirizzate verso i servizi più necessari. In particolare, il rafforzamento dei finanziamenti per emodialisi e medicina iperbarica rappresenta una tutela concreta per i pazienti più fragili, riducendo il rischio di interruzioni o carenze nelle cure.

La deliberazione prevede inoltre la sostituzione degli allegati alla precedente decisione della Giunta, rendendo il quadro delle risorse più chiaro e aggiornato, e conferma il ruolo di ARES nella gestione e nel pagamento delle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, nel rispetto delle norme nazionali e regionali.

Un messaggio di determinazione, bilanci concreti e una dedica finale in lingua sarda. La Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha rivolto il suo augurio per il 2026 a "tutte le Sarde e tutti i Sardi", tracciando il perimetro di un anno di governo intenso, segnato da 106 sedute di Giunta e da alcuni risultati che definisce storici per l'autonomia dell'Isola.

Il cuore politico del messaggio risiede nell'annuncio degli ultimi giorni dell'anno: la chiusura della vertenza entrate con lo Stato. Un risultato che porta nelle casse regionali un miliardo e trecentosettanta milioni di euro.

«Un accordo che inizia finalmente a riconoscere, anche sul piano finanziario, gli svantaggi strutturali dell’insularità», ha spiegato Todde, definendo queste risorse come un diritto dei sardi atteso da troppo tempo.

La Presidente ha ripercorso i pilastri dell'azione di governo tra il 2024 e il 2025:

  • Ricostruzione della Sanità: Interventi mirati sull'organizzazione dei servizi e sul rafforzamento del diritto alla cura.

  • Nuova Continuità Territoriale: Un modello di mobilità che supera la logica della sola residenza, includendo i legami familiari e le necessità dei lavoratori.

  • L'acqua come bene essenziale: Una scelta netta per la gestione pubblica e integrata, rifiutando la logica della merce.

     

    Todde ha rivendicato il ritorno della Sardegna al centro delle grandi sfide europee. Simbolo di questa ambizione è l'Einstein Telescope, il progetto di ricerca sulle onde gravitazionali che punta a fare dell'Isola un polo di attrazione per investimenti strategici e lavoro qualificato. A questo si aggiungono i successi culturali, come il riconoscimento UNESCO per le Domus de Janas.

Non sono mancati i riferimenti alle sfide più difficili, come la gestione della dermatite nodulare bovina, che ha richiesto un coordinamento serrato tra allevatori e istituzioni europee. Sul fronte delle bonifiche, la Presidente ha citato con orgoglio il "primo colpo di benna" a La Maddalena, un segnale di risveglio dopo oltre un decennio di inerzia.

Pur ammettendo che «molto resta da fare» e che governare significa affrontare problemi complessi con risultati non sempre immediati, Todde ha ringraziato i cittadini per il confronto e la pazienza. Il messaggio si è concluso con una nota poetica e identitaria:

"Pro tue fortuna, ki onzi notte l'isplenda sa luna, ki no appas mai dolore..."

(Per la tua fortuna, che ogni notte splenda la luna, che tu non abbia mai dolore...)

«Il 2026 ci chiederà ancora più serietà, ascolto e coraggio», ha chiosato la Presidente. «Noi ci saremo».

 

Sabato 3 gennaio prendono ufficialmente il via anche in Sardegna i saldi invernali, che accompagneranno lo shopping delle famiglie per i prossimi 60 giorni. Nel Sud Sardegna, secondo le stime del Centro Studi Confcommercio Sud Sardegna, il valore complessivo dei saldi raggiungerà 32.297.300 euro, un dato sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno, seppur con una lieve flessione.

Saranno 159.100 le famiglie che approfitteranno degli sconti, con una spesa media di 203 euro a nucleo familiare. L’acquisto medio a persona si attesterà invece sui 92 euro, un euro in meno rispetto al 2025, segno di un mercato che tiene ma non cresce.

Un andamento stabile che risente però in modo evidente dell’anticipo degli acquisti legato alle promozioni di novembre.

“I dati ci restituiscono un quadro di sostanziale tenuta, molto simile a quello dello scorso anno –spiega Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Sud Sardegna – ma è evidente che la Black Week ha inciso in maniera significativa, anticipando una parte importante degli acquisti. Oggi i saldi non sono più l’occasione per comprare il superfluo, ma uno strumento per soddisfare bisogni concreti”.

 

Le festività natalizie hanno comunque garantito un discreto flusso di vendite, confermando la tendenza verso il regalo ‘utile’, sempre più preferito dai consumatori.

Le regole per acquistare correttamente durante i saldi

  1. Cambi: il cambio è a discrezione del negoziante, salvo difetti o non conformità del prodotto (d.lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). In caso di vizio, il consumatore ha diritto a riparazione, sostituzione o rimborso, denunciando il difetto entro due mesi.
  2. Prova dei capi: non è obbligatoria ed è lasciata alla discrezionalità dell’esercente.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate; vanno favoriti i pagamenti cashless.
  4. Prodotti in saldo: devono essere articoli stagionali o di moda, soggetti a deprezzamento se non venduti entro un determinato periodo.
  5. Prezzi: obbligo di indicare prezzo originario, percentuale di sconto e prezzo finale.

La Regione Autonoma della Sardegna rafforza il percorso di modernizzazione della pubblica amministrazione con l’approvazione del Protocollo d’intesa con l’Università degli Studi di Cagliari in materia di innovazione e transizione digitale. Un accordo strategico che avvia una collaborazione strutturata tra le due istituzioni per sostenere politiche pubbliche basate sui dati, ricerca applicata, sperimentazione tecnologica e sviluppo delle competenze a supporto del Sistema Regione.

Il protocollo, di durata quinquennale, si inserisce nel quadro della Strategia Regionale dei Dati e del Gemello Digitale della Sardegna e accompagna l’attuazione degli interventi programmati con il PR FESR 2021–2027 e con il PIAO 2025–2027, che delineano il percorso di evoluzione dei sistemi informativi regionali, della digitalizzazione dei procedimenti e del rafforzamento della sicurezza informatica.

L’intesa prevede lo sviluppo di iniziative congiunte in materia di transizione digitale e intelligenza artificiale, il potenziamento dei sistemi informativi e dei servizi ICT, la definizione di strategie di data governance e interoperabilità, nonché l’attivazione di percorsi di formazione avanzata a supporto del personale dell’Amministrazione regionale. Un contributo essenziale per rendere l’azione pubblica più efficace, coordinata e orientata ai bisogni di cittadine e cittadini.

In questo percorso, l’Università di Cagliari rappresenta un interlocutore di eccellenza per la Regione: un ateneo con competenze scientifiche consolidate nei campi dell’innovazione tecnologica, dell’ingegneria, dell’informatica e dell’analisi dei dati, capace di coniugare ricerca di alto livello, sperimentazione applicata e formazione avanzata al servizio del territorio.

“Questo protocollo – spiega l’assessora degli Affari generali, Personale e Riforma Mariaelena Motzo – rafforza la capacità dell’Amministrazione regionale di progettare, innovare e governare il cambiamento. La transizione digitale è una scelta strategica che riguarda il modo in cui le istituzioni funzionano e offrono servizi. Per questo abbiamo voluto costruire una collaborazione stabile con l’Università di Cagliari, eccellenza del nostro territorio, per investire su dati di qualità, competenze, formazione e sicurezza, rendendo il Sistema Regione più moderno, efficiente e vicino alle persone”.

Per il coordinamento e la verifica dell’attuazione del Protocollo, la Giunta regionale ha individuato nel Direttore generale dell’Innovazione e Sicurezza IT, Marco Melis, in qualità di Responsabile per la Transizione al Digitale, il referente istituzionale incaricato del governo operativo delle attività e della stipula delle convenzioni attuative. L’Università di Cagliari ha designato come proprio referente il Prorettore Gianni Fenu.

“Consolidiamo un’alleanza tra istituzioni e mondo della ricerca – conclude l’assessora Motzo – valorizzando le competenze e i talenti presenti in Sardegna e rafforzando l’innovazione come leva strategica per lo sviluppo e la qualità dell’azione pubblica”.

Plastica rimossa dalle spiagge e dai centri abitati, scuole coinvolte in attività di sensibilizzazione, Comuni premiati e una rete sempre più forte di volontari e referenti territoriali. Il 2025 è stato un anno di crescita concreta per Plastic Free Onlus in Sardegna, una delle regioni italiane più attive e partecipi nel contrasto all’inquinamento da plastica.

Nel 2025, a livello nazionale, Plastic Free ha organizzato 2.081 appuntamenti di pulizia ambientale, coinvolto 53.487 volontari e rimosso 575.413 chilogrammi di plastica e rifiuti. Ha inoltre realizzato 939 appuntamenti scolastici, raggiungendo 78.161 studenti, firmato 526 protocolli d’intesa con le amministrazioni locali e riconosciuto 122 Comuni Plastic Free.

A livello internazionale, l’associazione ha ottenuto l’accreditamento presso l’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, partecipando ai negoziati globali contro l’inquinamento da plastica a Ginevra (agosto) e a Nairobi (dicembre). È stato inoltre avviato il primo progetto scientifico per studiare gli effetti delle nanoplastiche sul cervello umano, in collaborazione con l’Università San Raffaele di Roma e l’IRCCS San Raffaele – Roma, finanziato dai primi 25.000 euro raccolti tramite banchetti in tutta Italia.

“Con grande orgoglio e soddisfazione – afferma Maria Francesca Carone, referente regionale di Plastic Free Sardegna – siamo felici di riflettere sulla straordinaria crescita della nostra associazione in questo 2025. Un anno che ha segnato traguardi importanti, resi possibili grazie all’impegno di tutte le persone che ogni giorno rendono concreta la nostra missione. Siamo cresciuti con 54 referenti attivi distribuiti in tutta l’isola, abbiamo raggiunto 24 protocolli d’intesa e, durante i nostri clean up nazionali, abbiamo visto una partecipazione sempre più numerosa: 20 eventi organizzati ad aprile e 25 a settembre.  Un grazie speciale – aggiunge – va ad Andrea Pigato, vice referente regionale, per il suo prezioso sostegno, ai referenti provinciali per la passione con cui svolgono il loro ruolo, a tutti i referenti per l’amore che mettono ogni giorno nel loro operato. Ringraziamo le amministrazioni comunali che credono in noi e soprattutto le volontarie e i volontari, il cuore pulsante di questa famiglia blu, che con la loro energia ci spingono a fare sempre di più. Guardiamo al 2026 con fiducia, pronti ad affrontare nuove sfide e a far crescere ancora l’impatto delle nostre azioni”.

Nel dettaglio, in Sardegna nel 2025 si sono svolti 188 appuntamenti ambientali, tra clean up (82), raccolte di mozziconi (6), passeggiate ecologiche (46) ed eventi pubblici, coinvolgendo 2.756 volontarie e volontari e portando alla rimozione di 47.481 chilogrammi di plastica e rifiuti. Le attività pubbliche hanno sensibilizzato 406 cittadini, mentre le 53 iniziative scolastiche hanno raggiunto 2.230 studenti.

A livello istituzionale, sono 24 i Protocolli d’Intesa firmati con Comuni sardi. Le adesioni risultano distribuite su tutto il territorio regionale: 8 protocolli nell’area di Oristano, 7 nella Gallura – Nord Est Sardegna, 5 nel Sassarese, 3 nel Sulcis Iglesiente e 1 nell’area di Cagliari. Un dato che evidenzia un’attenzione diffusa verso la tutela degli ecosistemi costieri e interni.

I 5 Comuni Plastic Free riconosciuti in Sardegna nel 2025 sono: Aglientu e Badesi (Gallura – Nord Est Sardegna), il capoluogo Oristano, Castelsardo (Sassarese) e Teulada (Sulcis Iglesiente). Un risultato che valorizza il legame tra sostenibilità ambientale e territori di grande pregio naturalistico, in particolare nelle aree costiere.

Cresce anche il numero delle amministrazioni che hanno adottato il divieto di rilascio in aria di palloncini, per contrastare la dispersione di materiali inquinanti e tutelare la fauna marina e terrestre. In Sardegna sono sette i Comuni ad aver già adottato il provvedimento: San Teodoro, Stintino, Olbia, Elmas, Aglientu, Badesi e La Maddalena.

Un 2025 all’insegna della partecipazione, della determinazione e della crescita, che per Plastic Free Sardegna rappresenta un trampolino verso nuovi obiettivi e un futuro sempre più responsabile e condiviso.

Tre anni di grandi successi per La Fondazione Pula Cultura Diffusa. Con una crescita del 54% sui numeri delle visite al Parco archeologico di Nora, il sito si conferma leader nel panorama del turismo culturale in Sardegna. 

 

A segnare questo successo è una crescita costante del numero dei visitatori, che ha portato il sito dai 72.000 accessi del 2022 ai 111.000 del 2025 (+54% nel triennio).

 

 Nora si conferma così un attrattore territoriale che non ha eguali, eletta anche “Miglior Esperienza Turistica Italiana 2025". Grazie a una digitalizzazione ben organizzata (biglietteria online al 39%) e a partnership strategiche con colossi come Costa Crociere e Disney Cruise Line, la Fondazione guarda al 2026 con nuovi servizi, che prevedono visite private, biglietti integrati con la Laguna di Nora e le Saline Conti Vecchi (FAI), un trenino sostenibile e l'istituzione di un prestigioso Premio Letterario Internazionale.

 

Andrea Boi, presidente della Fondazione, rimarca i risultati ottenuti dal Parco archeologico di Pula:

 

 "Nora non è più solo un sito archeologico, ma un brand d'eccellenza che unisce storia, innovazione e sostenibilità. Grazie al lavoro portato avanti dalla Fondazione in sinergia con il Comune, negli ultimi anni siamo stati in grado non solo di aumentare il numero degli ingressi, ma di far conoscere le bellezze di questo territorio in giro per il mondo”.

In occasione della notte del 31 dicembre 2025, CTM attiverà un significativo potenziamento delle corse notturne per garantire la mobilità e la sicurezza dei cittadini durante i festeggiamenti.

Il servizio di linea ordinario terminerà alle ore 22:15/22:30 e riprenderà con il potenziamento notturno a partire dalle ore 23:50.

Il potenziamento straordinario interesserà le linee ER, 1N, 9N e L. Gli orari di tutte le corse sono consultabili sull'app Busfinder.

Dichiarazione del Presidente Fabrizio Rodin

"La sicurezza dei cittadini e dei nostri conducenti nella notte del 31 dicembre è stata presa in seria considerazione dall'azienda. Per questo motivo abbiamo predisposto un articolato potenziamento del servizio notturno che entrerà in funzione a partire dalle ore 23:50, con la prima corsa della linea 1N in partenza dall'Ospedale Brotzu, seguita alle ore 23:55 dalla corsa da via Flavio Gioia. A seguire dalle 24 le linee ER, 9N,L.  A bordo servizio di vigilanza e videosorveglianza".

"Una buona notizia per festeggiare in sicurezza il Capodanno, senza dover ricorrere all'auto - ha commentato il Sindaco metropolitano e del Comune di Cagliari Massimo Zedda - saranno quattro le linee attive nella notte che connetteranno gli otto comuni metropolitani serviti dal CTM (Decimomannu, Assemini, Elmas, Cagliari, Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu Sant'Elena) fino a Flumini".

La Giunta regionale ha approvato l’attribuzione delle risorse aggiuntive regionali destinate al personale del Servizio sanitario regionale impegnato nelle attività di donazione, prelievo, trasporto e trapianto di organi e tessuti. Per l’anno 2025 sono stanziati complessivamente 1 milione ed 850 mila euro, come previsto dalla Legge di assestamento 2025-27 approvata nel mese di settembre.

Le risorse, definite a seguito del confronto con le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria e del comparto sanità, sono finalizzate a sostenere e valorizzare un ambito di attività di alta specializzazione e particolare complessità, che coinvolge una pluralità di professionalità e competenze fondamentali per garantire livelli elevati di assistenza. La ripartizione prevede l’assegnazione di incentivi al personale dell’ARNAS “G. Brotzu” per le attività di donazione, prelievo e trapianto, al personale dell’AREUS per le attività di trasporto e al personale delle ASL e delle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari per le attività di donazione e segnalazione dei potenziali donatori.

Il provvedimento conferma le modalità già sperimentate positivamente nel triennio precedente e amplia la platea dei beneficiari, includendo tutto il personale coinvolto nei percorsi di trapianto, indipendentemente dal profilo professionale di appartenenza. Le aziende sanitarie provvederanno alla distribuzione delle risorse attraverso accordi integrativi aziendali, nel rispetto della normativa vigente.

«La donazione e il trapianto di organi rappresentano uno dei livelli più alti di solidarietà e di qualità del nostro sistema sanitario”, ha dichiarato la Presidente Alessandra Todde, Assessore ad interim della Sanità. “Con questo intervento riconosciamo e valorizziamo il lavoro di tutte le professioniste e i professionisti che, spesso in condizioni di grande complessità, garantiscono cure salvavita e risposte tempestive ai cittadini. Investire in questo settore significa rafforzare un’eccellenza della sanità sarda e sostenere un modello di assistenza fondato sulla competenza, sulla rete e sulla collaborazione tra servizi».

La Direzione generale della Sanità è incaricata di curare gli adempimenti necessari all’attuazione del provvedimento, assicurando il corretto utilizzo delle risorse e la continuità delle attività di donazione e trapianto sul territorio regionale.

La Giunta regionale ha approvato la ripartizione delle risorse finanziarie regionali e nazionali destinate alle prestazioni aggiuntive del personale del Servizio sanitario regionale, finalizzate allo smaltimento delle liste d’attesa e al contrasto della carenza di personale sanitario. Il provvedimento si inserisce nel quadro delineato dalla Legge regionale n. 13 del 2025 e dal Decreto-legge n. 202 del 27 dicembre 2024 e dà continuità a un intervento già attivo negli anni precedenti.

“Ridurre le liste d’attesa e garantire risposte tempestive ai bisogni di salute dei cittadini è una priorità assoluta per la Regione “, sottolinea la Presidente Alessandra Todde, assessore ad interim della Sanità. “Con questo provvedimento valorizziamo l’impegno del personale sanitario e forniamo alle aziende strumenti concreti per affrontare le criticità legate alla carenza di organico. È un intervento necessario per migliorare l’accessibilità ai servizi e rafforzare la qualità del sistema sanitario pubblico, nell’interesse delle persone e dei territori”.

Per il triennio 2025-2027 sono stanziati complessivamente 3,5 milioni di euro annui di risorse regionali, cui si aggiungono, per il solo 2025, i finanziamenti nazionali assegnati alla Sardegna per un totale di oltre 3,9 milioni di euro, destinati alla dirigenza medica e al personale sanitario del comparto. Le risorse saranno ripartite tra le aziende del Servizio sanitario regionale sulla base di criteri oggettivi e condivisi, che tengono conto della carenza di personale, della popolazione assistita e dell’eccedenza dei tempi medi di attesa rispetto agli standard previsti.

Il provvedimento è il risultato di un confronto con le organizzazioni sindacali regionali della sanità e si applica al personale sanitario dipendente delle aziende del SSR, sia a tempo indeterminato che determinato, consentendo l’erogazione di prestazioni aggiuntive su base volontaria, in via eccezionale e temporanea, a integrazione dell’attività istituzionale. La Direzione generale della Sanità è incaricata di curare gli adempimenti necessari all’attuazione del provvedimento e al monitoraggio dell’utilizzo delle risorse, al fine di assicurare un impatto efficace e misurabile sulla riduzione delle liste d’attesa.

Pagina 57 di 299