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L'assessora del Lavoro D. Manca presenta gli incentivi per la stabilizzazione: “Una misura tangibile contro il precariato"
“Consentire ai lavoratori di guardare al futuro con fiducia, di programmare tempi di vita e orizzonti familiari, ma soprattutto di poterlo fare in Sardegna e non essere più costretti a emigrare alla ricerca di opportunità occupazionali dalle prospettive più solide.
Questo è il nostro obiettivo.
Contratti a termine, lavori intermittenti ed altre forme di impiego che non garantiscono continuità e creano troppa incertezza sono una grande piaga della nostra regione, una piaga che alimenta la fuga dei giovani e meno giovani dalla nostra isola.
A partire da queste premesse abbiamo studiato una misura che consenta ai lavoratori sardi di poter finalmente pianificare il futuro nella loro terra d’origine e allo stesso tempo alle aziende di acquisire stabilmente preziose professionalità: l’Assessorato del Lavoro ha pertanto deciso di offrire degli incentivi economici ai datori di lavoro che procedano alla trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, o alla trasformazione di tirocini formativi in un contratto di lavoro a tempo indeterminato”.
Così l’assessora del Lavoro Desirè Manca illustra il provvedimento promosso dal suo Assessorato, di concerto con l'assessore del Bilancio Giuseppe Meloni e approvato oggi dalla Giunta.
“Abbiamo destinato all’attuazione di questo intervento 15 milioni di euro, di cui 3 milioni per il 2025, 6 milioni per il 2026 e altri 6 milioni per il 2027”, ha spiegato l’esponente della Giunta.
Nello specifico, si prevede l’erogazione di un incentivo pari al 50% della retribuzione lorda annua per l’assunzione di un tirocinante e per la trasformazione di un contratto di lavoro a tempo determinato in tempo indeterminato di un lavoratore di età compresa tra 18 e i 35 anni. Incentivo che sale al 65% per i lavoratori di età compresa tra 35 e i 50 anni e al 70% per gli over 50”.
“La precarietà lavorativa costituisce una delle principali criticità del mercato del lavoro con impatti negativi sulla qualità della vita dei lavoratori e più in generale dell’intera società. L’adozione di specifiche misure di politiche attive del lavoro orientate alla stabilizzazione occupazionale è un altro passo verso una società più giusta. Un altro passo in una nuova direzione per la Sardegna”.
La Sardegna è tra le mete preferite dagli europei e dagli italiani per le vacanze d’agosto 2025, secondo Jetcost
Questo agosto 2025 gli europei hanno tanta voglia di viaggiare e godersi una meritata vacanza; secondo il potente motore di ricerca di voli e hotel www.jetcost.it, le ricerche di voli sono anche aumentate del 8%, mentre quelle di hotel del 9% rispetto ad agosto del 2024.
Molti degli europei che hanno deciso di viaggiare ad agosto 2025 stanno scegliendo l’Italia. le nostre spiagge, il nostro sole, la nostra ricchezza culturale e il patrimonio culturale, le tradizioni e le feste popolari, i buoni alberghi e le infrastrutture, così come la ricchissima offerta enogastronomica e i prezzi più bassi rispetto ad altri paesi, hanno portato il nostro Paese ad essere il secondo più ricercato ad agosto, su Jetcost, per trascorrere queste vacanze, seguito dalla Spagna e preceduto solo dal Portogallo.
Jetcost.it analizza regolarmente le ricerche effettuate attraverso il suo sito, in modo da ottenere dati molto affidabili visto che si tratta di ricerche reali e non di sondaggi. I dati che analizzano i risultati delle ricerche di voli per il mese di agosto 2025 indicano che moltissime persone hanno optato per la Sardegna e soprattutto per Cagliari, è la terza città più richiesta dai viaggiatori portoghesi, la quarta dagli olandesi, la sesta dagli spagnoli, l'ottava per i francesi, la decima per i tedeschi e la 12esima per i britannici.
Oltre a Cagliari, anche Olbia è tra le città più ricercate, essendo la sesta per i tedeschi, i francesi e i portoghesi, la settima per gli olandesi e la 12esima per gli spagnoli. Infine anche Alghero è molto ricercata, è 13esima città più richiesta dagli viaggiatori spagnoli, la 14esima dai portoghesi e la 15esima per i britannici.
Inoltre per gli stessi turisti italiani diverse altre mete nel Mediterraneo sono, insieme ad altre città italiane, le Isole Canarie, e le grandi capitali europee le destinazioni più desiderate per trascorrere questi giorni di riposo e svago: Tenerife al primo posto, Catania al secondo, Palermo al terzo, Olbia al quarto, Barcellona al sesto, Creta all'ottavo, Cagliari al nono, Parigi al decimo, Palma di Maiorca (11), Zakinthos (12), Ibiza (13), Lisbona (14), Malta (15), Fuerteventura (16), Londra (18), Malaga (19), Atene (20), Mykonos (21), Las Palmas de Gran Canaria (22), Napoli (23) e Lamezia Terme (24).
Quelli che hanno scelto destinazioni a lungo raggio hanno optato invece per New York (5), Sharm El Sheikh (7), Istanbul (17) e Bangkok (25).
Povertà alimentare in crescita: in Sardegna il 27,2% delle famiglie è a rischio. Maglia nera in Italia
È la Sardegna a guidare la triste classifica delle regioni italiane più colpite dalla povertà alimentare. Lo rivela il nuovo rapporto “Fragili equilibri” di ActionAid, che fotografa una situazione in peggioramento in tutto il Paese ma che sull’Isola assume tratti particolarmente gravi: più di una famiglia su quattro (27,2%) spende per il cibo meno della media nazionale, finendo così sotto la soglia di rischio di povertà alimentare. Un dato che supera nettamente la media italiana del 15,6% e pone la Sardegna in cima alla lista delle regioni più vulnerabili, davanti a Molise (24,6%), Calabria (21,9%) e Puglia (20,6%).
Il report di ActionAid evidenzia anche un peggioramento netto rispetto al 2019, con) la Sardegna che registra un aumento di 4,9 punti percentuali, tra i peggiori in Italia insieme alla Calabria (+14,8 punti). Un dato che conferma l’allargarsi del fenomeno non solo in termini di incidenza ma anche di profondità: cresce infatti soprattutto la fascia “invisibile”, quella composta da famiglie che non rientrano nei parametri Istat di povertà ma che comunque non riescono a garantire un’alimentazione regolare e adeguata.
«La povertà alimentare è solo in parte legata al reddito: riguarda anche l’accesso a cibo sano, vario e nutriente. In Sardegna, i dati mostrano una condizione strutturale di fragilità che va affrontata con urgenza» – sottolinea Roberto Sensi, responsabile del Programma povertà alimentare per ActionAid Italia.
L’indagine, condotta su scala nazionale, ha rivelato che nel 2023 oltre 5,9 milioni di persone in Italia hanno sperimentato una forma di deprivazione alimentare, con un incremento di circa 680 mila individui in un solo anno. In Sardegna, questa realtà si traduce in famiglie costrette a tagliare sulla spesa alimentare, a rinunciare alla qualità del cibo, alla regolarità dei pasti, e anche al significato sociale del mangiare insieme.
Secondo ActionAid, l’aumento del 9,8% dei prezzi alimentari nel 2023 ha reso il cibo la prima voce su cui si risparmia: una scelta obbligata che però ha impatti pesanti, non solo fisici ma anche psicologici e relazionali, specialmente per le fasce più fragili.
A pagare il prezzo più alto sono le famiglie monogenitoriali, numerose e con figli a carico, in particolare quelle che vivono in affitto a prezzi di mercato. Pesano anche la precarietà lavorativa, l’assenza di servizi pubblici adeguati, e, in misura crescente, la condizione migratoria: il 23,4% delle persone di origine extraeuropea in Italia vive una situazione di deprivazione alimentare, con picchi nel Sud Italia e in Sardegna, dove le donne migranti sono particolarmente penalizzate.
Secondo ActionAid, l’Italia continua a trattare il tema come un’emergenza e non come un problema strutturale. Il Programma Nazionale Inclusione 2021–2027 prevede soltanto la distribuzione di beni alimentari, senza affrontare le cause profonde della povertà alimentare né integrare misure sociali e alimentari.
«In Sardegna, come nel resto del Paese, serve un cambiamento radicale: non solo aiuti, ma una strategia pubblica che riconosca l’alimentazione come diritto fondamentale», afferma ancora Sensi. «Va riconosciuto il ruolo degli enti locali, migliorati gli strumenti di monitoraggio e resa la mensa scolastica un servizio pubblico essenziale».
Detenuti 41 bis in Sardegna. La presidente Todde: "Servono confronto e condivisione non colpi di mano"
“Il 18 giugno scorso ho scritto al ministro Nordio per esprimere preoccupazioni chiare e legittime sull’ipotesi di trasferire un numero elevato di detenuti al 41 bis nelle carceri sarde. Nessuna risposta. Nessuna possibilità di confronto con il Ministero della Giustizia”. Lo afferma la Presidente della Regione, Alessandra Todde, facendo riferimento a una missiva che ha inviato al ministro Nordio il mese scorso, quando due direttori generali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia (Antonio Bianco, responsabile della Direzione generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria, ed Ernesto Napolillo, responsabile della Direzione generale detenuti e trattamento) fecero visita al carcere di Uta.
Ed è proprio Napolillo ad aver scritto alle autorità sarde. “Apprendiamo dalla stampa del contenuto di una lettera inviata da Ernesto Napolillo ai presidenti del Tribunale di sorveglianza e del Tribunale di Cagliari, al Procuratore della Repubblica, al Prefetto, al Questore, al Comandante provinciale dei Carabinieri, al Procuratore nazionale Antimafia di Roma, al Provveditore dell’amministrazione penitenziaria regionale e al direttore generale della ASL.
In questa lettera si comunica che la decisione di trasferire 92 detenuti in regime di 41 bis nel carcere di Uta è stata presa e richiede a tutte queste autorità di prepararsi a tale evenienza. Se questo fatto fosse confermato sarebbe un atto grave che calpesta il principio di leale collaborazione tra istituzioni e che non tiene conto delle conseguenze per la sicurezza, la sanità, gli impatti sull’economia e la tenuta sociale del nostro territorio”.
Nella missiva inviata al ministro Nordio (che trovate allegata alla presente nota) la Presidente aveva messo in evidenza:
- · che la Sardegna è considerata dal Procuratore Generale “a forte rischio di sviluppo mafioso” e che la presenza dei detenuti al 41 bis rischia di rafforzare alleanze tra le mafie tradizionali e la criminalità locale;
- · che la carenza di personale della Polizia Penitenziaria ha già favorito episodi drammatici, come la fuga di Marco Raduano a Nuoro nel 2023;
- · che l’impatto sociale e sanitario di questa scelta non è sostenibile senza un piano strutturato di interventi.
“Ho il dovere di tutelare i cittadini sardi. Chiedo al Governo di fermarsi e di aprire immediatamente un confronto serio e responsabile”, evidenzia la Presidente, che poi conclude: “La Sardegna non può e non deve essere trattata come un laboratorio per esperimenti pericolosi”.
Proroga di 30 giorni per la partecipazione ai bandi dei lavori pubblici
I comuni avranno un mese in più di tempo per partecipare agli 8 bandi, aperti dal 9 giugno, dell’Assessorato dei Lavori pubblici. Lo ha deciso l’assessore Antonio Piu che questa mattina ha firmato una direttiva che dispone la proroga del termine di scadenza degli avvisi, previsto per il 1° settembre, alla data del 30 settembre. Si tratta di bandi finalizzati all’attuazione di un Piano di investimenti pluriennale, che ha l’obiettivo di incrementare i livelli di sicurezza delle infrastrutture stradali locali, il miglioramento dell’accessibilità ai punti di erogazione dei servizi essenziali, la lotta contro lo spopolamento, e il miglioramento del sistema di viabilità alternativa sostenibile. “Ho ritenuto necessario dare seguito alle tante segnalazioni che mi sono arrivate dai sindaci – spiega Piu – che chiedono maggiore tempo. Reputo essenziale consentire la più ampia partecipazione agli enti locali interessati. È un’occasione straordinaria perché è la prima volta che la Regione fa una programmazione pluriennale dedicata agli enti pubblici, per questo invito ancora una volta i comuni a partecipare con tutti livelli di progettazione, dal più basso al più alto, per poter realizzare quelle opere che altrimenti rischiano di restare progetti chiusi in un cassetto. Il piano pluriennale prevede infatti di entrare in una graduatoria con i primi 86 milioni finanziabili subito, e i progetti che non entrano quest’anno scorreranno via via secondo graduatoria negli anni successivi”.
Ai bandi si può partecipare esclusivamente online mediante lo Sportello Unico dei Servizi (SUS), il sistema informatico appositamente predisposto dalla Regione per consentire la semplificazione della compilazione e soprattutto l’introduzione di criteri matematici, attributi ad ogni requisito soddisfatto, con un riscontro oggettivo, oltre al responso sulla realizzabilità dell’opera. “È questo un ulteriore elemento di semplificazione – sottolinea l’assessore – che ho voluto introdurre per dare maggiore possibilità di partecipazione accorciando i tempi di compilazione, riducendo gli elementi di difficoltà e soprattutto finalizzati a garantire maggiore trasparenza possibile. Se a questo aggiungiamo ora 30 giorni ulteriori di apertura degli avvisi, sono certo che la partecipazione degli enti sarà ancora più ampia. Abbiamo messo in campo ogni sforzo per incentivare e dare modo a tutti di partecipare”.
Gli avvisi pubblici sono i seguenti:
Il bando n. 1 ha come oggetto gli interventi di messa in sicurezza di ponti, viadotti e opere d’arte minori lungo la viabilità della Sardegna per un Importo complessivo (2025-2027) di 14milioni di euro
Il bando n. 2 è riservato alla progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili di competenza degli enti locali a cui possono partecipare i comuni in forma singola o associata, anche come Unione dei comuni per un Importo complessivo (2025-2027) di 11 milioni.
Il Bando n. 3 finanzia gli Interventi nella viabilità di interesse locale e regionale (anche strade intercomunali) a cui possono partecipare i comuni in forma singola o associata (massimo 2 comuni) per un importo complessivo (2025-2027) di 16milioni.
Il bando n. 4 è finalizzato alla realizzazione di un programma pluriennale di progettazione e attuazione di interventi di riqualificazione delle reti di drenaggio in area urbana, con priorità per le aree ad elevato rischio idraulico, l’importo complessivo (2025-2027) è di 12milioni.
Non erano mai stati erogati finanziamenti per intervenire sulle reti di drenaggio in aree non individuate dal PAI, ma, in relazione ai cambiamenti climatici, le copiose piogge che si stanno sempre più frequentemente verificando provocano allagamenti con danneggiamenti alle case e alle attività commerciali.
Il bando n. 5 è dedicato agli interventi per la creazione, ampliamento e messa in sicurezza dei cimiteri per un importo complessivo (2025-2027) di 9 milioni. Per la prima volta in Sardegna un’amministrazione finanzia progetti inerenti alla cremazione degli animali di affezione dando dignità ad un momento doloroso nella vita delle persone e contestualmente limitando il problema delle sepolture non autorizzate che generano problemi sanitari e di inquinamento.
Il bando n. 6 si rivolge agli interventi di riqualificazione dei centri urbani per un importo complessivo (2025-2027) di 13 milioni. Verranno finanziate le reti Metropolitan Area Network (MAN) che garantiscono connessioni sicure e alta velocità di un numero elevato di utenti, e hotspot Wi-fi di accesso ad Internet negli spazi pubblici.
Il bando n. 7 è pensato per gli Interventi di riqualificazione degli edifici pubblici. Per un importo complessivo (2025-2027) di 10 milioni.
Il Bando n. 8 ha una dotazione destinata a finanziare gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici e spazi pubblici, per un importo complessivo (2025-2027) di 1 milione.
Cagliari città della pace e del dialogo nel Mediterraneo
Con voto favorevole, nella seduta di ieri il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato la mozione intitolata “Cagliari città della pace e del dialogo nel Mediterraneo”, un documento politico e programmatico che segna una svolta nel posizionamento strategico della città rispetto allo scenario internazionale.
Fortemente voluta dal sindaco Massimo Zedda, primo firmatario della mozione, e presentata in Aula dal consigliere Davide Carta, l’iniziativa mira a fare di Cagliari un punto di riferimento stabile per la promozione della pace, del dialogo interculturale e della cooperazione tra i popoli del bacino mediterraneo.
Nel corso del dibattito in Aula è emersa con chiarezza l’ambizione dell’Amministrazione comunale: costruire una cultura della pace attraverso strumenti e azioni concrete, capaci di coinvolgere l’intera comunità cittadina e le sue istituzioni. Tra le misure previste nel documento figurano: la costituzione di un Tavolo permanente per la pace, il sostegno all’educazione alla cittadinanza globale e alla nonviolenza nelle scuole, la realizzazione del Parco della Pace tra i colli di Tuvumannu e Tuvixeddu, l’adesione permanente alla Marcia Perugia-Assisi, il recupero e la riconversione a fini sociali del patrimonio militare dismesso, la promozione di corridoi umanitari e sanitari, l’istituzione del Festival Mediterraneo della Pace e delle Culture, la sottoscrizione del Trattato internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, l’adesione a una rete internazionale di città del Mediterraneo impegnate per la pace.
“Nessuno da solo può rispondere alle sfide globali di questo tempo”, è stato ribadito durante l’intervento dei consiglieri. Per questo la città chiama a raccolta tutte le istituzioni, dalla Regione all’Università, dalla Chiesa al Governo nazionale, in una “alleanza politica e culturale, che sappia generare un’alternativa concreta di sviluppo sostenibile, dialogo e solidarietà”.
Con l’approvazione della mozione nel pomeriggio di ieri, martedì 22 luglio 2025, Cagliari si candida a essere protagonista nel processo di costruzione di un Mediterraneo di pace, valorizzando il suo ruolo storico e geografico di crocevia tra culture e civiltà, e riaffermando con forza la sua vocazione a essere una città aperta, inclusiva e solidale
Dermatite nodulare bovina, incontro con associazioni di categoria. Todde: “Misure straordinarie per sostenere gli allevatori e proteggere il patrimonio zootecnico della Sardegna"
Cagliari inaugura una pietra ricordo per l’accoglienza e l’integrazione
Una cerimonia carica di significato ha avuto luogo questa mattina nel cuore della città, in via Roma, sotto i portici all’incrocio con largo Carlo Felice. Qui, l’assessora Anna Puddu ha svelato una pietra ricordo, simbolo di pace e di speranza, dedicata a tutti coloro che cercano rifugio dalla sofferenza.
La pietra, donata dai medici, infermieri e personale amministrativo della Asl di Cagliari, rappresenta un gesto concreto di solidarietà e di impegno civico verso le persone più vulnerabili. “Dedicata a chi fugge dalla sofferenza e cerca da noi riparo”, si legge nel messaggio inciso sulla pietra, che si configura come un simbolo di accoglienza e integrazione per l’intera comunità.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di sensibilizzazione e di promozione dei valori di solidarietà che caratterizzano la città di Cagliari, nota per la sua tradizione di ospitalità. “Cagliari è una città della pace che fa propri i valori dell’accoglienza e dell’integrazione”, ha scandito l’assessora Anna Puddu durante la cerimonia.
“Questa pietra rappresenta un atto di memoria e di speranza, un segno tangibile del nostro impegno a favore di chi fugge dalle guerre, dalla povertà e dalla sofferenza”, ha concluso la titolare delle alla salute e benessere delle cittadine e dei cittadini.
All'evento erano presenti numerosi rappresentanti di associazioni attive nel settore dell’assistenza e del soccorso, che si occupano quotidianamente di accogliere e sostenere migranti e persone senza dimora, ma anche tante cittadine e cittadini.
La dottoressa Silvana Tilocca, tra gli organizzatori, ha espresso l’auspicio che questa iniziativa possa essere il “primo seme” di un progetto più ampio, capace di svilupparsi anche in altre, e non solo della città.
“L’atto di oggi è un segno di speranza e di solidarietà”, ha detto Tilocca. “Vogliamo che questa pietra ricordo sia un monito affinché tutti riconoscano il valore dell’accoglienza e dell’integrazione come pilastri fondamentali di una società più giusta e umana”.
La cerimonia di questa mattina di martedì 22 luglio 2025, si è conclusa con un momento di riflessione, mentre il sole illuminava “pietra ricordo” e una comunità che si conferma fedele ai propri valori di pace e solidarietà.
"Bar e ristoranti sono una risorsa, non un problema", ecco il Manifesto dei titolari dei locali cagliaritani
“Sappiamo bene che Cagliari negli ultimi dieci anni sia cresciuta economicamente, molte delle difficolta che affrontiamo oggi sono il risultato di dover gestire una città che cambia”, lo dice Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, esaminando la quotidianità che vivono oggi i pubblici esercizi nel capoluogo di Regione.
Per questo, attraverso la Fipe Confcommercio Sud Sardegna, i titolari dei locali alzano la voce con un appello pubblico: “Costruiamo insieme una città più viva, accogliente e consapevole del valore dei suoi locali”.
Lo fanno attraverso il Manifesto Cagliari 2025, un documento corale firmato da ristoratori, baristi e imprenditori dell’intrattenimento, che rivendica il ruolo centrale di questi luoghi nella vita urbana, culturale e turistica della città.
“Non è un attacco all’attuale amministrazione comunale – chiarisce subito Emanuele Frongia, presidente Fipe Sud Sardegna –. È una situazione che va avanti da oltre dieci anni, sotto giunte di colori diversi. Oggi però non possiamo più permetterci ambiguità: i locali sono una risorsa, non un problema. Rappresentano lavoro, presidio sociale, identità e qualità della vita cittadina. Non possiamo essere trattati come un'emergenza da contenere”.
Nel Manifesto, Fipe evidenzia come la “cultura del fuori casa” sia parte integrante del DNA urbano di Cagliari, e dell’Italia intera. Un settore che non solo genera occupazione e accoglienza, ma anima spazi pubblici, valorizza i quartieri, sostiene eventi culturali, crea comunità.
Eppure, lamentano gli imprenditori, manca una politica urbana strutturata: si susseguono ordinanze temporanee, limitazioni non condivise, mancanza di confronto con la categoria. Il rischio? Una città che perde vivibilità e competitività turistica.
Le richieste del Manifesto
- Regole certe, stabili e condivise sull’utilizzo degli spazi pubblici.
- Stop all’approccio emergenziale: basta ordinanze last-minute, servono scelte politiche vere.
- Un tavolo permanente di confronto tra imprese, istituzioni, residenti e mondo culturale.
- Programmazione trasparente e anticipata degli eventi pubblici, per favorire partecipazione e integrazione con le attività locali.
- Riconoscimento del valore sociale, economico e culturale dei pubblici esercizi.
- Equilibrio tra i diritti di tutti: residenti, operatori, cittadini, turisti.
- Una governance urbana moderna che coinvolga chi la città la vive, anche di notte.
“La politica – prosegue Frongia – deve uscire dalla zona grigia e prendersi la responsabilità di scegliere un modello di città. Non si può più restare a metà strada, tra chi vuole tutto silenzioso e chi invece crede in una Cagliari viva, europea, aperta e sostenibile. E non si può fare senza di noi.”
Fipe si dice pronta a firmare un patto tra imprese e istituzioni, per trovare soluzioni concrete che tengano insieme turismo, vivibilità e sviluppo economico. Un accordo che parta dall’ascolto e dalla co-progettazione, non più da interventi calati dall’alto.
“Siamo stanchi di doverci difendere. Oggi vogliamo proporre, collaborare, costruire. Per poter andare avanti e non fermarsi solo alle parole”, conclude Frongia, “a brevissimo organizzeremo un luogo pubblico per presentare il nostro Manifesto Cagliari 2025. Quindi è un invito a fare squadra per una città più giusta, dinamica e capace di guardare avanti. Il tempo delle scelte condivise è ora”.
Aeroporto di Tortolì, bloccati gli interventi di riqualificazione con risorse per 3,5 milioni
Importante passo avanti per la riqualificazione dell’aeroporto di Tortolì con l'obiettivo di certificarlo come scalo di aviazione civile. La Regione Sardegna ha stanziato 3,5 milioni di euro per i lavori di riqualificazione della struttura, un passaggio decisivo per ottenere l’autorizzazione da parte di ENAC e aprire l’aeroporto ai voli civili. L’obiettivo è quello di abilitare lo scalo non più solo all’aviazione generale, ma anche all’operatività di aeromobili commerciali da 80-100 posti.
L’intervento prevede l’adeguamento della recinzione perimetrale, la sistemazione delle aree di manovra, l’adeguamento del deposito carburanti e degli impianti tecnici, la messa in sicurezza dell’aerostazione, il potenziamento dei sistemi antincendio, la realizzazione degli impianti idrici e fognari e l’acquisto delle attrezzature aeroportuali necessarie all’operatività.
“Abbiamo compiuto una scelta lungimirante e tecnicamente solida – afferma l’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca –. Grazie al lavoro condiviso con i nostri uffici, con la Presidenza e con gli organismi europei, abbiamo salvaguardato una misura cruciale per il rilancio della mobilità e del turismo in Ogliastra. L’aeroporto di Tortolì può finalmente entrare a far parte a pieno titolo della rete degli scali civili della Sardegna, accanto a Cagliari, Alghero e Olbia”.
A seguito di un’approfondita analisi del Regolamento Generale di Esenzione 651/2014 (GBER) e di un’attenta interlocuzione con la Rappresentanza permanente dell’Italia all’Unione Europea, è stata individuata una modalità che ha consentito di sbloccare le operazioni senza necessità di notifica formale alla Commissione e quindi accelerando l'avvio dell'intervento.
La riqualificazione potrà beneficiare del finanziamento disposto al 95% previsto per le regioni remote dell’Unione Europea, riducendo al minimo la quota di cofinanziamento richiesta al beneficiario, fissata al 5% e a carico del Consorzio. In un altro contesto geografico-sociale la misura sarebbe stata soggetta a una copertura pubblica massima del 75%, con conseguente aggravio economico per l'operatore economico.
L’ultimo step sarà ora l’aggiornamento della convenzione con il Consorzio Industriale per rendere operativa l’erogazione dei fondi. Un passaggio finale che sancisce il completamento di un iter complesso, ma di assoluto rilievo strategico per il territorio ogliastrino, da anni in attesa di un’infrastruttura aeroportuale funzionante e all’altezza delle sue potenzialità economiche e turistiche.
