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Trasporti, l'assessora Manca a Bruxelles per discutere sul futuro della mobilità sarda in Europa: “Importante lavoro di squadra"
L’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, si trova in questi giorni a Bruxelles per una serie di incontri istituzionali con alcune delle principali delegazioni italiane al Parlamento europeo. La missione si inserisce nel percorso di preparazione in vista dell’importante confronto sulla continuità territoriale aerea previsto a breve con la Commissione europea, che si terrà alla presenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell'Assessorato dei Trasporti.
“Questo viaggio – spiega l’assessora Manca – è parte del lavoro di squadra che stiamo portando avanti con coerenza e determinazione per garantire alla Sardegna collegamenti certi, stabili e sostenibili. L’Europa deve essere un alleato strategico per affrontare le sfide strutturali del nostro sistema di trasporti. In questo percorso riteniamo sia fondamentale il supporto di tutti i rappresentanti della Sardegna e dell'Italia a Bruxelles a prescindere dal colore politico di appartenenza. Dobbiamo portare a casa un modello di continuità territoriale aerea che soddisfi tutti i cittadini sardi e ogni singola esigenza e per ottenere questo risultato bisogna lavorare uniti e compatti”.
Tra gli incontri calendarizzati nelle giornate di oggi e domani, quello con il Gabinetto del Commissario trasporti e con le delegazioni italiane a Bruxelles di M5S, Partito Socialista Europeo e Partito Popolare Europeo.
L’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni europee le peculiarità e le esigenze specifiche della Sardegna in tema di mobilità, a partire dalla continuità territoriale aerea, e costruire un dialogo solido e costruttivo per definire un modello che riconosca concretamente il principio di insularità.
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Todde è la presidente più apprezzata degli ultimi 12 anni in Sardegna
I sardi premiano la leadership di Alessandra Todde. Secondo l’ultima rilevazione SWG sull’efficacia percepita dell’operato dei Presidenti della Regione Sardegna, la presidente Todde raggiunge il record del 37%, il dato più alto mai registrato negli ultimi dodici anni. Un risultato che la consacra come la presidente più apprezzata e stimata dal 2013 a oggi.
L’indagine, che monitora l’indice di efficacia percepita (somma di “molto” e “abbastanza efficace”) dei presidenti sardi nel tempo, mostra un netto scarto positivo rispetto ai predecessori: Cappellacci (25% nel 2013), Pigliaru (con un picco massimo del 30% nel 2015 ma un crollo al 10% nel 2018) e Solinas (33% nel 2021, poi in calo fino al 20% nel 2023).
Al via il ciclo di incontri per la presentazione delle azioni affidate a Sardegna Ricerche nell'ambito del Pr Fesr Sardegna 2021-2027
- 5 giugno – Cagliari (dalle ore 10:00 alle 17:00) - Sa Manifattura
- 12 giugno – Oristano (dalle ore 10:00 alle 17:00) - Hospitalis Sancti Antoni
- 13 giugno – Olbia (dalle ore 11:00 alle 18:00) – Aula Magna Consorzio UniOlbia
- 19 giugno – Sanluri (dalle ore 10:00 alle 17:00) - Teatro Comunale Akinu Congia
- 20 giugno – Nuoro (dalle ore 11:00 alle 18:00) – Sala Conferenze CCIAA di Nuoro
- 26 giugno – Carbonia (dalle ore 10:00 alle 17:00) – Sala Proiezioni Umanitaria
- 27 giugno – Tortolì (dalle ore 11:00 alle 18:00) – Sala Conferenze CIP dell'Ogliastra
- 4 luglio – Sassari (dalle ore 11:00 alle 18:00) – Sala Conferenze Palazzo Infermeria San Pietro
- diffondere in modo capillare le opportunità di finanziamento attivate nel quadro del PR FESR Sardegna 2021–2027;
- rafforzare il dialogo tra imprese, enti locali, università, centri di ricerca e attori del territorio, promuovendo nuove sinergie nell’ambito dell’ecosistema regionale dell’innovazione.
- Ricerca e Innovazione: Sostegno a progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione collaborativa, startup e centri tecnologici (71,49% del totale);
- Digitalizzazione delle PMI: Finanziamenti per la transizione digitale delle micro, piccole e medie imprese (16,51% del totale);
- Competenze per la Specializzazione Intelligente: Azioni rivolte allo sviluppo e rafforzamento delle competenze tecnologiche e scientifiche, in risposta ai fabbisogni del sistema produttivo. (9,21% del totale);
- Sostenibilità e uso di materiali riciclati: Misure per incentivare processi produttivi a basso impatto ambientale e modelli industriali sostenibili (1,21% del totale).
Dal 3 al 9 agosto tra i territori di Jerzu e Ulassai va in scena il XXVI Festival dei Tacchi
Torna in Ogliastra, dal 3 al 9 agosto, il Festival dei Tacchi, l’appuntamento ormai consolidato per gli amanti del teatro e dei paesaggi mozzafiato che, anche per questa XXVI edizione, è pronto a sorprendere e incantare. Sette giornate organizzate dalla compagnia cagliaritana Cada Die Teatro da trascorrere tra i due Comuni di Jerzu e Ulassai in compagnia di più di 30 artisti con oltre 21 spettacoli da realizzare in 9 spazi. Tre laboratori con relativi esiti scenici, due incontri letterari con autori jerzesi e ulassesi e una performance per un solo spettatore, arricchiscono ulteriormente il già nutrito programma che, quest’anno ha come tema e filo conduttore «lo stupore, o più precisamente la perdita di esso - spiega il direttore artistico Giancarlo Biffi -. Si tratta di un sentimento che si manifesta sempre meno nell'individuo, come se fosse schiacciato, sovrastato da altro; come se l'essere umano fosse sempre meno capace di “restare senza parole” o “rimanere a bocca aperta”. Stupirsi, è un’esperienza che appartiene al teatro; fin da piccini, assistendo a uno spettacolo, è sicuramente capitato a ognuno di noi di restare senza parole di fronte a quel che stavamo vedendo. Ecco anche quest’anno gli artisti invitati proveranno a lasciarci a bocca aperta».
In un'epoca in cui lo stupore sembra essersi diradato dunque, il Festival si propone di riaccendere quella scintilla, portando in scena voci capaci di scuotere e far riflettere. Sul palco, Sabina Guzzanti con Liberidì Liberidà sviscera con la satira i temi della libertà. È un invito a riscoprire lo stupore attraverso la lente critica e dissacrante. Roberto Mercadini ci guida in un viaggio inaspettato con Felicità for dummies, esplorando il concetto di gioia ben oltre le formule precostituite, dimostrando come lo stupore possa nascere dalla profondità della riflessione. E ancora, Concita De Gregorio, con Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale, celebra figure femminili rivoluzionarie, tra cui Maria Lai, restituendoci lo stupore delle loro battaglie e del loro coraggio nello sfidare le convenzioni. Il festival continua a capovolgere le prospettive con Jacopo Veneziani e le sue Perfette sconosciute, un'occasione per riscoprire il contributo inestimabile di artiste geniali, troppo spesso ignorate dalla storia dell'arte, restituendo loro il meritato stupore. Ascanio Celestini, con Poveri Cristi, ci invita a posare lo sguardo sulle periferie dell'esistenza, dove si celano storie di vite sradicate e una ricerca di felicità che genera un senso di stupore e commozione. Non mancano momenti per riscoprire le radici del nostro immaginario: Max Paiella in C'era una volta...favole italiane ci riporta alle fiabe della nostra infanzia, rivelando l'atemporalità di queste narrazioni popolari, capaci ancora oggi di generare stupore. L'omaggio vibrante e sentito di Andrea Santonastaso, in Mi chiamo Andrea, faccio fumetti, ripercorre l'anima complessa e irripetibile di Andrea Pazienza in un'esperienza visiva e narrativa unica che celebra l'arte del fumetto. Infine, Massimiliano Loizzi con Il Matto, la Terza Repubblica offre una farsa tragica e una satira tagliente sui confini e le ingiustizie, un monologo di teatro civile che, pur nella sua comicità, non manca di quadri drammatici e toccanti, capaci di suscitare profonda denuncia e un rinnovato senso di stupore per la forza del teatro.
A loro si affiancheranno realtà forse meno note al grande pubblico, ma che promettono grande stupore: è il caso del pluripremiato duo composto da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, di Patrizia Camatel, della coppia composta da Andrea Chiapasco ed Emanuele Franco, di Silvia Elena Montagnini e del duo Giorgia Calandrini e Dafne Tinti. A impreziosire il già ricco cartellone, andranno in scena poi le produzioni dei padroni di casa del Cada Die Teatro con Pierpaolo Piludu che presenta in anteprima Istorias con Su Concordu Iscanesu, Giancarlo Biffi con le avventure di Gufo Rosmarino nel bosco delle ciliegie gnam gnam e Mauro Mou con Lara Farci che propongono Emma.
Un evento particolare, per uno spettatore solo, andrà in scena da lunedì 4 a venerdì 8 agosto. Si tratta di Hamlet private (tre repliche al giorno tra Jerzu e Ulassai) di Michele Lino Bruno Losi, che ne cura anche la regia, con Giulietta De Bernardi. Le domande di Amleto sono anche le nostre domande. Il suo esitare è il nostro esitare. Da qui, dalla sua incapacità di agire, nasce Hamlet private, rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema divinatorio di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi.
IL FESTIVAL SECONDO GLI AMMINISTRATORI DI JERZU E ULASSAI
«A Jerzu si rinnova un appuntamento imperdibile per chi come noi crede fortemente nella straordinaria forza e nell'immensa bellezza di quel grande strumento di educazione dell’anima qual è il teatro. La nostra comunità continua a supportare la grande bellezza e a godere dell'emozione unica che trasmette uno spettacolo dal vivo. Siamo orgogliosi di fare cultura e di riuscire a farlo creando un’atmosfera unica che gli spettatori respirano nelle notti agostane in cui l’apprezzamento per la nobile arte enologica che da sempre ci contraddistingue, si somma e si fonde con la bellezza e la fama del suo, ormai storico, festival di teatro», Carlo Lai, sindaco di Jerzu.
«Sosteniamo convintamente il Festival, un evento che ogni anno si rinnova e che accompagna la rigenerazione culturale e sociale del nostro paese. Siamo onorati di poter ospitare ancora una volta contenuti di grande spessore culturale che accrescono la nostra capacità di rinnovamento continuo. Ci piace sottolineare alcune iniziative in particolare come le sempre più numerose proposte letterarie ad opera di autori ulassesi e i laboratori dedicati ai ragazzi che rinnoviamo per il terzo anno e che registrano sempre di più l’interesse della nostra comunità. Siamo anche molto soddisfatti delle attività collaterali in collaborazione con la Fondazione Stazione dell’Arte», Floriana Piras, consigliera di maggioranza del comune di Ulassai e vice presidente della Fondazione Stazione dell’Arte.
- Domenica 3 agosto - Jerzu e Ulassai
Come da tradizione il primo giorno del Festival è dedicato agli incontri letterari con la presentazione di libri scritti da autori del territorio. Alle 11 nell’aula consiliare di Jerzu sarà la volta del libro La società jerzese dal 1550 ad oggi (Ars artium Edizioni) di Tonino Serra Contu con il sindaco Carlo Lai e Antonio Mou, ex sindaco di Jerzu e appassionato scrittore e poeta. Alle 18, nel cortile Camuc di Ulassai l’appuntamento curato da Giuseppe Cabizzolu con le letture di Pierpaolo Piludu. Saranno presentati i volumi Ulassai in biblioteca di Cabizzosu, Orme - Approccio riflessivo di Romolo Murgia, l’ultimo libro di poesie di Gianpiero Piras e Sazietà di Enrico Cannas.
Alle 19.15 nel cortile del Liceo Scientifico “Armando Businco” i padroni di casa del Cada Die Teatro presentano in anteprima Istorias. Accompagnato da Su Concordu Iscanesu Antonio Piras (contra), Pietro Dettori (oghe), Giampiero Motzo (mesuoghe) e Sandro Flore (basso), Pierpaolo Piludu accompagnerà gli spettatori tra racconti d’amore, di banditi, di animas bonas e de su dimoniu che, sino a una sessantina di anni fa, svegliava gli abitanti di Scano Montiferro con le sue urla terrificanti quando i moribondi si rifiutavano di cedergli l’anima in cambio di qualche altro anno di vita. La lingua sarda logudorese, “la lingua della poesia”, si intreccia con quella italiana e con la suggestione delle voci del canto a tenore de Su cuncordu iscanesu.
Alle 21.30 sullo stesso palco andrà in scena la satira. Sul palco la graffiante irriverenza di Sabina Guzzanti con Liberidì Liberidà in cui l’attrice romana si immerge nelle pieghe dell'attualità politica e sociale italiana. Si dedica al dialogo con le figure politiche di spicco come Giorgia Meloni ed Elly Schlein con l'intento di "attenuare il danno" attraverso la sua analisi critica e affronta temi di grande rilevanza come lo sviluppo tecnologico incontrollato “in mano a 4 esaltati irresponsabili”.
Gli appuntamenti della terza giornata inizieranno alle 11 alla biblioteca comunale con Emma (repliche il 6 e 7 alla stessa ora), una coproduzione Cada Die Teatro/Casa degli Alfieri, di Antonio Catalano e Mauro Mou che vede in scena lo stesso Mou insieme a Lara Farci. È un viaggio sensibile nell'infanzia, che esplora il desiderio di autonomia di una bambina. Attraverso parole, silenzi, musica e azioni, lo spettacolo racconta la relazione genitori-figli e il coraggio di scoprire il mondo. Un'emozionante storia di vita, tempo e legami affettivi.
Alle 17.30 nel cortile del Liceo Scientifico, Silvia Elena Montagnini propone Marie, l’affascinante storia di Marie Curie, immensa scienziata, pioniera dell’emancipazione femminile, ma anche avventuriera ed esploratrice. La sua storia è densa di passione, tenacia e volontà, è un’avventura ispiratrice dedicata ai ragazzi e alle ragazze di oggi.
Alle 19.15 intelligenza, ironia e un tocco di filosofia quotidiana saranno protagonisti di Sarém - La riluttante disillusione dell’aspettativa con il duo di giovani attori, autori e registi composto da Andrea Chiapasco ed Emanuele Franco. La commedia esplora le paure e le incertezze legate al futuro, affrontando con leggerezza e ironia le grandi domande che l'umanità si pone da sempre: "Cosa sarém noi?", "Cosa sarém domani?", "Dove sarém? Cosa farém? Con chi sarém?".
A stupire gli spettatori per l’ultimo appuntamento della giornata alle 21.30 sarà l’eclettico Roberto Mercadini, con Felicità for dummies - Felicità per i negati. Con il suo stile inconfondibile da erudito affabulatore, l’artista romagnolo affronta il concetto di felicità in modo originale e profondo, ben lontano dalle banalità dei manuali "for dummies". Attraverso un mix di aneddoti storici, scoperte scientifiche, riflessioni filosofiche e citazioni letterarie, Mercadini decostruisce l'idea comune di felicità come uno stato di costante gioia o assenza di problemi, rendendola comprensibile anche a chi si sente un "negato" in materia.
La mattina inizia con la replica dello spettacolo Emma. Alle 17.30 nel cortile del Liceo Scientifico, l’attrice autrice torinese Patrizia Camatel porta in scena Teresa, ovvero la sarta che voleva ricucire il firmamento, un poetico e dolce racconto che unisce l’inconfondibile stile narrativo dell’autore Antonio Catalano con aneddoti autentici intorno al mestiere dei sarti, figure che tramandano un’antica sapienza delle mani in grado di curare il cuore e l’anima degli esseri umani.
Alle 19.15, dal collettivo Il Terzo segreto di satira arriva per la prima volta nella città del vino Massimiliano Loizzi. Il suo spettacolo Il Matto, la Terza Repubblica, è una tragica farsa sui confini, i migranti, dio e mussolini. Un monologo fortemente comico e di satira che parla delle stragi di Lampedusa, scritto da Loizzi anche grazie al preziosissimo aiuto di Fabrizio Gatti. Un monologo di teatro civile, nella forma di un processo dove, seppure la satira si presenti di continuo e in momenti molto comici, vi sono dei quadri drammatici e toccanti che mettono al centro una forte denuncia.
Alle 21.30 salirà sul palco la pluripremiata coppia composta da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri. Dopo aver entusiasmato il pubblico della scorsa edizione con Apocalisse Tascabile, la coppia torna in Ogliastra con La Sparanoia, atto unico senza feriti gravi purtroppo. Lo spettacolo è un pugno allo stomaco e una risata amara. Questo atto unico sviscera con irriverenza intelligente e un'energia frenetica l'ansia di una generazione trentenne, intrappolata tra aspettative e disillusione. La drammaturgia di Fettarappa, esasperata dalla regia e dall'interpretazione atletica del duo, crea un crescendo incalzante dove la frustrazione si fa quasi fisica. Non ci sono feriti gravi "purtroppo" perché il dolore è interiore, universale. Uno spettacolo graffiante e necessario, che lascia il segno che si è avvalso del contributo intellettuale di Christian Raimo.
Dopo l’ultima replica di Emma (alle 11 a Jerzu), il festival si sposta a Ulassai dove alle 17.30 alla Stazione dell’Arte gli allievi della Scuola primaria del paese si esibiranno in Bosco, esito scenico nato dal laboratorio diretto da Silvestro Ziccardi con il contributo di Lara Farci e Anna Cortese.
Sempre alla Stazione dell’Arte, alle 19.15 gli spettatori potranno immergersi nella vita del genio e simbolo del fumetto italiano Andrea Pazienza. L’attore, disegnatore e conduttore radiofonico Andrea Santonastaso nel suo Mi chiamo Andrea, faccio fumetti non si limita a raccontare: disegna dal vivo sulla lavagna luminosa, creando un'esperienza visiva e narrativa unica. È un omaggio profondo e sentito a Pazienza, che ripercorre le sue vignette iconiche, le sue follie creative e le sue intime fragilità. Uno spettacolo che unisce arte visiva e narrazione per offrire un ritratto vivido di un'anima complessa e irripetibile. Un viaggio emozionante nel mondo del fumetto e nella vita di un artista fuori dagli schemi.
Alle 21.30 la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, accompagnata dalla musicista e cantautrice Erica Mou, orchestra un monologo potentissimo, un vero e proprio funerale laico per sette donne straordinarie, spesso dimenticate dalla storia. In Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale, De Gregorio dà voce a invettive appassionate, ricostruendo le vite e le battaglie di figure femminili che hanno osato sfidare convenzioni e poteri: Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Lisetta Carmi e Maria Lai. Non è una semplice commemorazione, ma una chiamata alla riflessione sul ruolo della donna, sulla memoria collettiva e sulle ingiustizie subite. Accompagnata dalla musica, De Gregorio crea un'atmosfera intima ma vibrante, che tocca corde profonde e spinge lo spettatore a riconsiderare il proprio sguardo sul passato e sul presente. Un atto dovuto e un'occasione preziosa per riappropriarsi di storie che meritano di essere raccontate.
La penultima giornata del Festival si apre alle 17.15 alla Stazione dell’Arte con l’immancabile avventura scritta e interpretata per i più piccoli dal direttore artistico Giancarlo Biffi, Gufo Rosmarino nel bosco delle ciliegie gnam gnam. In un tempo in cui il gioco era più importante del cibo, Gufo Rosmarino e i suoi amici scoprono le irresistibili ciliegie "gnam gnam". Ma attenzione alla Valle delle ombre graf graf! Per allontanarle, la luce non basta. Saranno gli affetti sinceri e il voler bene senza pretese di Baronetto a irradiare una luce più forte del sole, capace di sconfiggere ogni ombra. Una storia che celebra l'amicizia e la forza dei sentimenti nel bosco incantato.
Alle 19.15 l’istrionico Max Paiella sarà protagonista di C’era una volta…favole italiane. Dove sono finite le fiabe della nostra infanzia? Quelle raccontate dalla mamma, dal nonno, o lette nel primo libro, magari le "Fiabe italiane" di Calvino? In realtà, Calvino non le ha scritte, ma solo raccolte e rielaborate. Le fiabe non hanno un autore preciso, nascono dalla voce di chi le racconta e si diffondono attraverso un percorso misterioso. Cappuccetto Rosso, ad esempio, ha diverse versioni, così come le leggende di Cola Pesce. Se prendiamo qualsiasi fiaba, scopriremo che sono antichissime e presenti in tutta Italia, ma anche in Polonia, Francia e Russia. Le fiabe non hanno tempo né autore, perché, cambiate e arricchite, hanno un unico autore: il popolo. Per l’attore, musicista e autore romano, è fondamentale recuperare queste storie meravigliose che raccontano l'Italia in modo profondo e familiare, perché non sono solo per i bambini. Il meccanismo della fiaba (vicende con inizio e fine, elementi verosimili e inverosimili, prove per i protagonisti e una morale) è alla base delle moderne fiction, cartoni animati, manga e videogiochi.
Un tuffo nel mondo della sconosciuta arte al femminile è quello in cui il pubblico sarà accompagnato a partire dalle 21.30 da Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore, presenza fissa nel programma di La7 In altre parole e attuale conduttore del programma in onda da ieri su RaiTre Vita d’artista. Lo studioso sarà in scena con Perfette sconosciute. Troppo spesso la storia dell'arte ha trascurato talenti femminili rivoluzionari. Da Properzia de' Rossi a Marie Bracquemond, da Angelica Kauffman a Hilma af Klint, fino a Dora Maar, Lee Krasner e Marina Abramović: figure che hanno sfidato il loro tempo. Per secoli, la narrazione è stata maschile, sminuendo il contributo femminile. Questo incontro vuole capovolgere la prospettiva, riportando al centro le loro storie, le sfide affrontate e il loro inestimabile contributo. Dalle botteghe rinascimentali alle avanguardie, ripercorreremo un cammino invisibile ma fondamentale: l'arte al femminile è colonna portante della storia.
Nel pomeriggio, alle 17 al Bosco di Sant’Antonio, i Cuori di panna smontata, gli allievi attori della Scuola d’Arti sceniche La Vetreria, restituiranno al pubblico l’esito scenico La vita presa a morsi, frutto del lavoro fatto durante il laboratorio diretto da Giulietta De Bernardi. La ricerca esplora corpo e voce sulla questione generazionale. Come Amleto, a cui il fantasma del padre chiede vendetta, i giovani subiscono pretese. L'esito? Un'esistenza di inadeguatezza e colpa, che porta alla morte. Il percorso si svilupperà all'aperto, in relazione a paesaggio, alberi, suoni e luci.
Alle 19.15 Giorgia Calandrini e Dafne Tinti della compagnia Catalyst daranno vita a Lammerica, spettacolo ispirato ai diari privati di Chiara Calda e Teresa Luongo, due donne del '900 che hanno vissuto il periodo della migrazione italiana. Lo spettacolo, frutto di un lavoro di ricerca e sperimentazione artistica, racconta due viaggi intensi di due donne comuni, uno verso l’America, l’altro verso l’Italia, attraverso un’esclusiva elaborazione scenica e sonora delle pagine dei due testi autografi. I diari scelti provengono dalla selezione di testi eseguita per il progetto “Italiani all’estero” dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.
Alle 21.30 torna alla Stazione dell’Arte un amico del Festival dei Tacchi, Ascanio Celestini con Poveri Cristi. Accompagnato dal musicista Gianluca Casadei, il cantastorie romano punta lo sguardo sui destini che nessuno nota, esplorando le periferie come microcosmi vivi dove si celano esseri umani che ci ostiniamo a non voler vedere. Con la sua sensibilità e senza retorica indaga le vite sradicate di chi vaga cercando un po' di felicità in uno spettacolo civile e politico che celebra il rifiuto dell'egoismo. "Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra," suggerisce.
Alle 23.30 il Festival dei Tacchi si conclude e dà appuntamento alla prossima edizione con Dae Sa Janna ‘e su chelu, omaggio alla notte delle stelle cadenti con le danze col fuoco di Artemyde.
I LABORATORI
4 - 8 agosto
Laboratorio dedicato ai Cuori di panna smontata
e ai giovani di Jerzu e Ulassai
La vita presa a morsi
diretto da Giulietta De Bernardi
La ricerca esplora il corpo e la voce come suo prolungamento, attraverso un nodo drammaturgico che ruota attorno alla questione generazionale. Dal mondo adulto arrivano pretese e aspettative, proprio come accade ad Amleto, a cui il fantasma del padre chiede: “Se mi hai amato abbastanza, vendica il mio assassinio… ”. Questo il peso che porterà Amleto ad incontrare la morte dopo essere andato contro la propria natura e aver trascorso un'esistenza di inadeguatezza e sensi di colpa.
4 – 7 agosto
Bosco - laboratorio Maestra Luisa
con gli Allievi della Scuola primaria di Ulassai
diretto da Silvestro Ziccardi
con il contributo di Lara Farci e Anna Cortese
Il bosco è un luogo strano, buio e luminoso, misterioso e svelato, dove puoi perdere il tuo nome ed essere ombra o voce, un uccello, il vento, il giorno… una metafora dell’anima, e del teatro. Il bosco con i suoi abitanti suona e ogni suono crea un’armonia dove ciascuno ha la sua parte. Nel nostro bosco i versi degli uccelli e le loro storie, si intrecciano con gli strumenti musicali, con i corpi e le voci dei ragazzi e delle ragazze della scuola Primaria di Ulassai.
1 - 9 agosto
Laboratorio di teatro dedicato alla comunità Jerzese e a quella più estesa dei Tacchi.
La scena sui Tacchi - Teatro e comunità
diretto da Lara Farci, Mauro Mou, Francesca Pani, Marcella Puddu e Pierpaolo Piludu
Fino a dicembre 2025, cittadini di ogni età, con o senza esperienza, saranno protagonisti di un laboratorio del Cada Die Teatro. L'obiettivo è rafforzare i legami sociali con le comunità che ospitano il Festival attraverso il gioco, la collaborazione e l'espressione creativa, riscoprendo un teatro che cura il vivere individuale e collettivo, rivitalizzando la socialità e l'affettività comune.
Il Festival dei Tacchi è sostenuto da Comune di Jerzu, Comune di Ulassai, Fondazione di Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura, la Provincia dell’Ogliastra e la Fondazione Stazione dell'Arte.
Aeroporto di Cagliari, apre il nuovo parcheggio a pagamento: 250 posti auto
L’Aeroporto di Cagliari annuncia un’importante novità: a partire da oggi 3 giugno 2025 apre il nuovo parcheggio P5 dotato di 250 posti auto.
L’area di sosta, ubicata in zona Santa Caterina, a pochi passi dal terminal passeggeri, è a disposizione degli utenti aeroportuali alla tariffa lancio di 6 euro al giorno. La promozione speciale, valida fino al 30/06/25, è stata concepita per invitare tutti a familiarizzare con il nuovo parcheggio, scoprire come accedervi e apprezzarne la comodità.
SOGAER ha da poco lanciato la app gratuita CAGLIARI AIRPORT - disponibile sugli store per iOS e Android - con funzionalità che consentono il pagamento in app dei
parcheggi (con emissione fattura) e del Fast Track, l’esenzione dal pagamento del parcheggio per i PRM e la visualizzazione dei voli in tempo reale.
Altre innovazioni riguarderanno l’efficientamento dell’utilizzo delle aree dedicate all’utenza e di quelle riservate agli operatori aeroportuali mediante l’aggiunta di nuovi stalli al parcheggio Multipiano, e l’implementazione di un sistema che darà la possibilità di conoscere in tempo reale la disponibilità di posti liberi e la loro ubicazione.
Fabio Mereu, amministratore delegato di SOGAER, società di gestione dell’Aeroporto di Cagliari, ha dichiarato: “Nell’ottica del miglioramento continuo della qualità dei servizi aeroportuali, stiamo intervenendo su alcune aree per aumentare il comfort di chi sceglie il nostro scalo. L’aggiunta di posti per la sosta servirà ad accogliere un maggior numero di auto e ci aiuterà a contrastare il pericoloso fenomeno della sosta selvaggia, sia nella rotonda d’accesso all’aeroporto che altrove”.
“Il nuovo parcheggio P5 viene lanciato con la tariffa promozionale flat di 6 euro al giorno”, ha aggiunto l’AD Mereu. “L’idea è di fare alcune settimane di test per capire come reagisce l’utenza che, per la sosta lunga, potrà scegliere il P5 o i già collaudati parcheggi Low Cost ed Extra Low Cost. In totale, SOGAER mette ora a disposizione di passeggeri e visitatori dell’Aeroporto di Cagliari circa 1.700 posti auto”.
Coldiretti Cagliari e Fipe Confcommercio Sud Sardegna: nasce patto agricoltura - ristorazione per portare i prodotti locali sulle tavole dei cittadini e dei turisti
Festa della Repubblica, nell’isola musei aperti e ingressi gratis
Un 2 giugno all’insegna della cultura, della storia e dell’identità italiana. In occasione della Festa della Repubblica, oggi lunedì, i musei statali della Sardegna aprono gratuitamente le loro porte a turisti e residenti, offrendo un’occasione unica per scoprire o riscoprire il patrimonio artistico e storico dell’isola. L’iniziativa, promossa dalla Direzione regionale musei, si inserisce in un lungo weekend che ha visto un’ottima partecipazione del pubblico anche alla tradizionale manifestazione "Monumenti Aperti", confermando un interesse crescente verso la valorizzazione del territorio.
A Sassari, il protagonista è il Museo Nazionale Sanna, che presenta al pubblico il nuovo allestimento del padiglione Castoldi. Il percorso espositivo accompagna i visitatori attraverso un viaggio nella storia più antica della Sardegna: dalla preistoria all’età nuragica, fino ai periodi fenicio, punico e romano. Restando in città, è aperta anche la Pinacoteca nazionale, che propone una selezione di opere dei maestri del Novecento, offrendo uno spaccato sull’evoluzione dell’arte contemporanea sarda.
Spostandosi nell’incantevole scenario dell’Arcipelago della Maddalena, la tappa imperdibile è l’isola di Caprera, dove si trova il Compendio Garibaldino. Cuore pulsante del complesso è la celebre Casa Bianca, ultima residenza dell’Eroe dei due mondi, circondata da elementi che ne testimoniano la quotidianità: il mulino a vento, il giardino, il pino piantato da Garibaldi stesso per celebrare la nascita della figlia Clelia. Proprio qui si svolgeranno oggi le celebrazioni ufficiali per la Festa della Repubblica e la commemorazione della morte di Garibaldi.
Per chi desidera proseguire l’itinerario, una stradina panoramica conduce alla fortezza di Arbuticci, oggi trasformata nel Memoriale Garibaldi: un luogo carico di suggestione, con sale multimediali, cimeli e una vista spettacolare sul Golfo della Maddalena. I più avventurosi, prenotazione alla mano, potranno completare la giornata con una passeggiata fino alla Cala Coticcio, la “Tahiti” sarda, accessibile proprio nei pressi del Memoriale.
Anche Cagliari partecipa con un’apertura straordinaria di grande rilievo: la Basilica di San Saturnino, uno dei più importanti monumenti paleocristiani dell’isola. Durante la visita sarà possibile seguire il percorso tematico "La guerra attraverso gli occhi della Basilica", che documenta, con immagini e testimonianze, la resistenza dell’edificio ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Una giornata ricca di emozioni e riflessioni, in cui passato e presente si intrecciano nel segno dell’identità culturale e del senso civico. La Sardegna celebra così il 2 giugno: con l’arte, la memoria e la bellezza dei suoi luoghi più significativi.
Farmaci oncologici, Spesa aumentata di oltre il 9%. Bartolazzi: “Segnale dell’aumento dell'accessibilità alle terapie per i pazienti sardi”
“La Regione Sardegna sostiene con fondi propri le spese per i farmaci oncologici, compresi quelli innovativi”, lo afferma l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, che poi spiega: “le spese per questi farmaci sono cresciute di oltre il 9% nel 2024 rispetto all’anno precedente”.
Nel 2024, infatti la spesa si è attestata a 241,6 milioni di euro, mentre nel 2023 era pari a 221,2 milioni. La crescita, quindi, è stata esattamente del 9,3%. “La spiegazione di questo dato – continua l’assessore – risiede nell’aumentata possibilità di trattare il cancro con terapie sempre più varie, anche se costose, ed accessibili a tutte le fasce di popolazione attraverso il nostro Sistema Sanitario pubblico. Questo aspetto ha un impatto importante sulle aspettative di vita dei malati: in presenza di cure diversificate e più efficaci la malattia si cronicizza e quindi si possono evitare esiti fatali”.
L’analisi del dato della spesa pro capite a carico del Sistema sanitario regionale nel 2023, riferita sempre ai farmaci oncologici, conferma questa tendenza, con una cifra di 148,22 euro a testa. Per quanto riguarda i farmaci “innovativi”, invece, la spesa nel 2024 è stata di poco più di 17 milioni, dato di poco inferiore a quello del 2023. Il Sistema sanitario regionale in questo caso ha speso in media 10,4 euro.
“L’Assessorato della Sanità si sta impegnando per ampliare l’accesso alle cure con farmaci innovativi. Abbiamo già avviato delle interlocuzioni con l’AIFA per attingere al fondo 5% che ci consentirebbe di aumentare questa spesa. Il nostro obiettivo – sottolinea l’esponente della Giunta Todde – è introdurre la ricerca grazie alla creazione di un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) regionale, che ci permetterebbe un maggior utilizzo di cure innovative, magari scoperte e prodotte qui nell’Isola, in grado di portare vantaggi concreti ai pazienti sardi”.
“Intervenire sulla diagnosi precoce, quindi sull’individuazione tempestiva dei tumori, prima che arrivino a uno stadio avanzato, rimane fondamentale per assicurare una più rapida e migliore guarigione dei pazienti. È questo l’obiettivo della nuova Rete Oncologica regionale che garantirà una presa in carico veloce, omogenea e diffusa nel territorio”.
Casa: i cagliaritani spendono più di 13mila euro l’anno per mantenerla
Le famiglie italiane spendono, in media, 1.298 euro al mese per mantenere la casa; il dato arriva dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it su 10 città campione e include i costi legati al mutuo, le bollette luce e gas, l’acqua, le spese di manutenzione ordinaria, quelle condominiali e la Tari.
Se, in media, la spesa annua è pari a poco più di 15.500 euro, i valori cambiano sensibilmente spostandosi lungo lo Stivale: al Nord, ad esempio, costa mediamente il 47% in più rispetto al Sud e nelle Isole. E tra le città analizzate, Milano guida la classifica con una spesa media annuale che supera i 24.000 euro; Roma è seconda, con 21.000 euro, mentre la città più economica tra quelle analizzate è Palermo, dove sono sufficienti poco meno di 8.500 euro l’anno.
L’analisi* è stata realizzata prendendo in considerazione un’abitazione di circa 100 mq, ubicata in zona semicentrale nelle seguenti città campione: Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Cagliari. Il valore dell’immobile è stato calcolato sulla base delle quotazioni medie rilevate da Agenzia delle Entrate – Omi, mentre per il mutuo è stato considerato un finanziamento a tasso fisso al 3,3%, durata 25 anni e LTV (Loan To Value) che varia, a seconda del Comune, tra il 75% e l’80%, così come emerso dall’osservatorio di Facile.it – Mutui.it. Per le altre voci di spesa sono stati invece rielaborati i dati forniti da fonti associative e istituzionali, tra cui l’Istat.
Il mutuo
La rata del mutuo è la voce più importante e, a seconda della città, rappresenta tra il 75% e l’86% della spesa mensile, con valori assoluti che variano sensibilmente in base alle quotazioni immobiliari. A Milano, ad esempio, un immobile da 100 mq in un normale stato conservativo e ubicato in una zona semicentrale costa, in media, 465.000 euro; a Roma servono 410.000 euro. Con questi valori e un mutuo di 25 anni al 3,3% significa far fronte ad una rata mensile che, a Milano, supera i 1.700 euro, a Roma i 1.500 euro.
Guardando alle altre città analizzate, sul podio al terzo posto si posiziona Firenze (1.102 euro la rata mensile media), mentre Bologna è quarta con 1.080 euro. Le rate più basse si registrano al Sud: a Palermo, ad esempio, occorrono 489 euro al mese, a Bari 619 euro.
La situazione cambia solo di poco se si guarda a chi vive in affitto; prendendo in considerazione i valori di locazione medi rilevati da Agenzia delle Entrate – Omi relativi ad un immobile di 100 mq ubicato in zona semicentrale nelle città prese in esame, la spesa annua cala in media del 6%, fermandosi a poco meno di
14.700 euro.
Utenze e manutenzione
Altra voce che incide sulle spese legate all’abitazione sono le utenze luce, gas, l’acqua, le spese condominiali e quelle di manutenzione ordinaria. Anche in questo caso i costi sono più elevati nelle città del Nord, dove in media si deve mettere a budget il 29% in più rispetto a quelle del Centro Italia e, addirittura, il 48% in più se confrontate con quelle ubicate nelle regioni del Sud e nelle Isole.
A guidare la classifica è ancora una volta Milano, con una spesa media mensile che arriva a sfiorare i 300 euro, seguita questa volta da Torino (288 euro) e Genova (284 euro).
A Napoli e Roma si spendono, in media, circa 210 euro al mese. Chiudono la graduatoria le città di Cagliari, dove sono sufficienti 175 euro al mese, Palermo (190 euro) e Bari (195 euro), aree sicuramente agevolate da un clima meno rigido che consente di ridurre i consumi energetici e, in particolare, quelli legati al riscaldamento.
La Tari
A completare il quadro c’è la Tari, la tassa comunale per lo smaltimento dei rifiuti. Ai fini del calcolo è stata presa in esame una famiglia composta da tre componenti e un immobile di 100 mq.
In questo caso lo scenario si ribalta e sono le famiglie residenti al Sud e nelle Isole a dover far fronte ai costi più alti; qui, tra le città analizzate, si spende in media il 16% in più rispetto al Nord Italia.
Fa eccezione Genova, che conquista il primo posto nella graduatoria con un valore di Tari 2024 pari a 501 euro, il più alto tra i 10 comuni capoluogo presi in esame.
Al secondo posto si posiziona la città di Napoli, dove lo scorso anno la spesa media per la tassa comunale è stata pari a 482 euro; terzo posto per il comune di Cagliari (465 euro), seguito da quello di Bari (426 euro).
A Roma si è speso 394 euro, vale a dire il 25% in più rispetto a Milano. Chiude la classifica Bologna, che è risultata essere tra le città analizzate quella con la Tari più bassa (287 euro).
Giornata mondiale sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: open day nel Centro della ASL di Cagliari
In occasione della GIORNATA MONDIALE sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), la SC Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute mentale della ASL di Cagliari dedica la settimana dal 26 maggio al 4 giugno al “World Eating Disorders Action Day“. Oltre a vari incontri con il personale sanitario e con professionisti nell'ambito del teatro, del design e dell’arteterapia, il 3 giugno dalle 11 alle 16, il centro per i Disturbi alimentari sarà aperto alla popolazione con lo SPORTELLO DI ASCOLTO E SCREENING GRATUITO, volto all’individuazione precoce del disturbo e alla presa in carico, in presenza dei professionisti del servizio.
I DNA: cosa sono e come si curano
I DNA sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del proprio corpo. Il digiuno, la restrizione alimentare, le abbuffate, le crisi bulimiche, il vomito autoindotto, l’assunzione impropria di diuretici e/o lassativi al fine di contrastare l’aumento ponderale, sono i principali sintomi di chi soffre di DNA.
Secondo le stime ufficiali, il 95,9% delle persone colpite dai disturbi alimentari sono donne, ma è comunque in crescita la percentuale che riguarda i maschi colpiti da tale malattia.
Dai dati forniti dall’ISS, studi pubblicati rilevano in Italia una prevalenza dello 0.2-0.8 per cento per l’anoressia e dell’1-5 per cento per la bulimia, in linea con i dati forniti dagli altri paesi. Una ricerca condotta all’Università Sapienza, su un campione complessivo di 770 persone di età media di 25 anni, ha rilevato una percentuale del 70,3 per cento di bulimia nervosa, il 23,4 per cento di anoressia nervosa, il 6.3 per cento di “disturbi alimentari non altrimenti specificati” o di altra condizione, perlopiù corrispondente a obesità. L’età d’esordio del disturbo è mediamente tra i 15 e i 18 anni, con due picchi (15 e 18 anni), età che rappresentano due periodi evolutivi significativi, quello della pubertà e quello della cosiddetta ‘autonomia’, passaggio alla fase adulta, che sono stati rilevati anche in molti altri studi sul tema; tuttavia si sta rilevando una progressiva riduzione dell’età d’insorgenza.
Soffrire di questo disturbo sconvolge la vita di una persona, impatta notevolmente sulla qualità della sua vita: la sensazione è che tutto ruoti attorno al cibo, alla paura di aumentare di peso o non riuscire a perderlo. Così, comportamenti che prima sembravano normali, diventano difficili se non impossibili e motivo di forte ansia, come partecipare a momenti di convivialità in famiglia o con gli amici.
"Per quanto si tratti di psicopatologie complesse, guarire dai DNA è possibile, ma solo attraverso un approccio alla cura integrato e multidisciplinare, con una visione unitaria e totale della persona spiega la dott.ssa Annadele Pes, responsabile del Centro -. "A tale proposito, e partendo da diversi studi condotti in ambito nazionale e internazionale sull’efficacia dell’Arteterapia, abbiamo attivato nella nostra struttura degli Atelier creativi (yoga, danzamovimentoterapia, teatro, riflessologia plantare, scrittura creativa, design e fotografia artistica) che, oltre alla parola, lasciano spazio al corpo, al movimento e ad altre modalità artistico-espressive; svolti individualmente o in piccoli gruppi, hanno una funzione complementare e in continuità con i trattamenti tradizionali".
