Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
L’Ussi, nel ricordo di un immenso Gianni Minà
L’International award 2025 dedicato al grande cronista scomparso nel 2023 si tiene al Tanka di Villasimius. Con Zola, Dossena, Suazo, Hasselbaink, Di Matteo, Esposito, Zaccarelli, Copparoni, Oppo, Special Olympics e volti noti della tv e del giornalismo
“Ricordiamo un grande giornalista” le parole di Robert Acquafresca e Renato Copparoni. “Cultura, sport e scuola per una Sardegna sempre più forte” hanno aggiunto Rossana Podda, Francesco Feliziani, Bruno Perra ed Enrico Gaviano. “Siamo al fianco di eventi come questo in un proficuo gioco di squadra” il plauso di Alberto Urpi e Micaela Morelli. Si è aperta con entusiasmo, condivisione e attenzione alle nuove generazioni, al territorio, alle bellezze della Sardegna delle coste e dell’interno, la conferenza stampa dell'Ussi international award 2025 dedciata a Gianni Minà. Poi, spazio alla cultura e alla postura, quella dei giornalisti. Ma anche il mondo della scuola, le attività sportive e l’approfondimento professionale. Una parata di campioni, quella che da venerdì prossimo a domenica si dà appuntamento a Villasimius. Al Tanka resort, con Gianfranco Coppola (presidente Ussi) e Loredana Macchietti Minà (regista e moglie di Gianni, a casa della propulsiva Fondazione che porta il nome del grande giornalista scomparso nel 2023), entrambi fondamentali per l’avvio e la buona riuscita dell’evento. Ad accompagnarli i ricordi di Adriano Panatta, Alessia Orro, Simona Rolandi con gli Special Olympics, Vittorio di Trapani e Mario Zaccaria. Oggi, la sala conferenze dell’assessorato regionale al Turismo ha ospitato la presentazione dell’Ussi international award 2025 dedicato a Gianni Minà. L’evento - lanciato l’8 maggio al Coni a Roma con il presidente Giovanni Malagò, Loredana Macchietti Minà, regista e moglie di Gianni, l’eroe Mundial di Spagna ’82, Marco Tardelli, e il canottiere del gruppo Carabinieri, medagliato ai Giochi di Tokyo e Parigi, Stefano Oppo - ha avuto anche i video saluti di Panatta e Orro.
Emozioni e visione. La Sardegna che cresce e offre occasioni di riflessione e confronto. Al centro dell’appuntamento un modo fresco e accattivante di coinvolgere amministrazioni, enti pubblici e privati, imprenditori e associazioni. Alla conferenza hanno preso parte Rossana Podda (consulente assessore regionale al Turismo), Francesco Feliziani (Ufficio scolastico regionale), Bruno Perra (Coni), Micaela Morelli (Fondazione di Sardegna), Alberto Urpi (sindaco di Sanluri e consigliere regionale) ed Enrico Gaviano (consigliere Ussi Sardegna), i presidenti di Mediterranea (Gianfranco Perseu)), Acib (Dante Puddu), CraRegione (Gianni Aramu), CralRegione (Riccardo Laconi) e Msp (Alberto Borsetti). Il Premio è in media partner Rai, ha i patrocini Coni, Ordine giornalisti, Fnsi, Fondazione di Sardegna, Regione Sardegna, Sport e salute, Comuni di Villasimius e Sanluri, Ordine medici, FederCusi, Università di Cagliari e altri enti. Tra i sostenitori, con gli assessorati regionali a Sport e Turismo, Presidenza del Consiglio regionale, Odg e Ussi Sardegna, comuni di Villasimius, Sanluri e Muravera, Fondazione di Sardegna e Sport e salute, Dal tessuto produttivo attenzioni da Abbi-Crai, Garanzia etica, Consorzio turistico Villasimius, Cral Regione, La Casa del grano, Entel-Mcl, Eja Energia, Immobiliare Simius, Preziosi e Premiati, Intorno al mondo,
Le interviste da brivido. Maestro senza eguali, capace di incontri straodinari, Gianni Minà è stato ricordato da una serie di clip (Adriano Panatta, Marco Tardelli, Giovanni Malagò, Stefano Oppo, Alessia Orro, Loredana Macchietti Minà) e da commenti che ne hanno esaltato l’unicità: “Ricordiamo un grande giornalista, capace di scoop memorabili. Tifava Toro è stato spesso con noi in ritiro. Ringrazio l’Ussi e gli organizzatori” le parole di Renato Copparoni. “Minà è stato un campione, ha intervistato i grandi del mondo, lo ricordo con Maradona” ha aggiunto Robert Acquafresca. “Cultura, sport e scuola per una Sardegna sempre più forte. Il mix curato dall’Ussi è utile per unire aspetti sociali che meritano attenzione” hanno spiegato Rossana Podda, Francesco Feliziani e Bruno Perra. “Il nostro mestiere è profondamente cambiato. Gianni Minà ha intervistato Sepulveda e Martin Scorsese, Gabriel Garcia Marquez e Roberto Benigni, Robert De Niro e Massimo Troisi, Cassius Clay e Fidel Castro, Federico Fellini ed Enzo Ferrari: “Ineguagliabile” ha rimarcato Enrico Gaviano. “Sosteniamo e stiamo al fianco di eventi come questo curato dai giornalisti sportivi in un proficuo gioco di squadra. Parliamo di valorizzare, grazie anche alla straordinaria professionalità di un cronista unico, l’intera Sardegna, delle coste e dell’interno” il plauso di Alberto Urpi e Micaela Morelli.
I grandi campioni. L’evento - che rientra nelle attività progettuali sviluppate in ambito nazionale dall’Ussi in sinergia e condivisione con i progetti di Sport e salute - ha per capofila Gianfranco Zola. Con il Baronetto della regina partecipano all’Award Beppe Dossena (campione del mondo Spagna ’82), Roberto Di Matteo (allenatore Chelsea trionfatore in Champions nel 2012), Jerrel Hasselbaink (centravanti dell’Olanda e del Chelsea), Renato Zaccarelli (capitano del Torino campione d’Italia nel ’76), David Suazo e Mauro Esposito (attaccanti di Cagliari, Inter, Roma e Benfica), Renato Copparoni (ex di Cagliari, Torino e Lazio) e Stefano Oppo (canottiere di Oristano, plurimedagliato alle Olimpiadi di Tokyo e Parigi). A Villasimius si esibisce anche Marabadminton, neo campione d’Italia e campione d’europa 2023.
Formazione e aggiornamento. Il 13 giugno si tiene il corso Odg. “Donne, professione e sport. Tra valori, discriminazioni e altre storie”. Con Gianfranco Coppola, Giuseppe Meloni (presidente Odg Sardegna), Vittorio Di Trapani (presidente Fnsi). Modera Mario Zaccaria (Consulta presidenti Ussi), Relatrici. Loredana Macchietti Minà, Mimma Caligaris (vice presidente Ussi), Simona Rolandi (Rai Sport), Valentina Bisti (Tg1-Rai), Ester Cois (prorettrice Uguaglianza di genere, Università Cagliari), Rita Dedola (avvocata, consigliera parità, Città metropolitana Cagliari), Camilla Frigerio (Consorzio Vero volley, Monza), Anna Rita Ecca (Ordine medici Cagliari), Rosanna Lavezzaro (questore Cagliari), Micaela Morelli (vicepresidente Fondazione di Sardegna), Stefania Rosas (Special Olympics), Simonetta Selloni (presidente Assostampa Sardegna). A seguire, cerimonia inaugurale, match tra campioni e Special Olympics, avviamento allo sport dei giovani, esibizioni, proiezioni e dibattiti sull’opera di Gianni Minà. (m.fr.)
Cagliari, ennesimo bivio ad alto rischio
Dubbi, incertezze, pause. Una gestione sul filo del rasoio, come negli ultimi dodici anni, tra mercato sgangherato, poche risorse, intromissioni e decisioni folli. Nicola mandato a casa per Pisacane, Bonato dimissionato, la piazza che incrocia le dita
Mario Frongia
Sciolto, al peggio e con poco raziocinio, il nodo Davide Nicola, adesso viene il bello. E per i tifosi più accorti riparte il film che dal 2014 propone il club rossoblù: l’uomo solo al comando, pochi denari, spesi pure male, programmazione sgangherata e a spanne, legata mani e piedi a operazioni last minute, politica che poco ha a che fare con il voler crescere provando a scansare la corsa al diciassettesimo posto. La sfilza di salvezze e retrocessioni spiega meglio. Comunque, serie A doveva essere e serie A è stata. Lo scudetto del Cagliari è la permanenza nel massimo campionato. Poi, si può parlare di ambizioni e passioni. Di un progetto che deve essere ben diverso, per storia, tradizioni e tifoseria, da quello di club come Empoli o Venezia. Ma nel frullatore, azionato ad arte e accompagnato da decisioni occasionali e un marketing tanto ossessivo quanto remunerativo, di anno in anno gira di tutto. Errori, omissioni, convinzioni e interferenze tecnico tattiche, già viste e messe in scena in passato. Dalle “figurine”, Godin su tutte, ai big persi a zero, Nandez, a direttori sportivi - adesso se ne andrà Nereo Bonato, equilibratore lodato e scaricato in un amen dal patron: in ascesa Antonio Romei, attuale legal advisior - allenatori presi e cacciati non solo senza riconoscenza ma con logiche smentite dai fatti. Basti pensare a Massimo Rastelli, Leonardo Semplici e Rolando Maran. Per fortuna, vista la conoscenza specifica della proprietà, è andata meglio con i portieri: la gestione autolesionista e fallimentare di Vicario, Cragno, Olsen, Radunovic, Scuffet e Sherri rimarrà da manuale del management calcistico. Adesso, ci sarà probabilmente il colpo da leggenda con Caprile. Dita incrociate.
L’allenatore, tra passato e presente. Davide Nicola ha scelto la dignità. In campo e fuori. Ma, al contrario di quanto asseriscono i soliti noti, non rescinde né accetterà di essere pagato a rate. Magari, troverà squadra, si parla del Lecce, e se la merita. Gli va un grazie per aver salvato un gruppo con forti criticità in tutti i settori. Ha sopportato pressioni durante l’anno, tenuto la schiena dritta alla fine. In misura, status e prospettive diverse, è arrivato e ha seguito il solco di indipendenza e profilo avuto da Claudio Ranieri. Il tecnico ha compiuto l'ennesimo miracolo a Roma e adesso rischia di dover risollevare la Nazionale. "Al presidente del Cagliari ho chiesto perché chiunque incontrassi mi parlasse male di lui", la chicca di una storica intervista rilasciata a Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport. Per inciso, difficile dire che i rossoblù della risalita e della prima salvezza giocassero meglio di quelli attuali. Ma sir Claudio è stato l’airbag di una presidenza detestata e messa all’angolo dopo la vergognosa retrocessione di Venezia, peraltro mai spiegata del tutto a parte per l’“infame” lanciato dal presidente in diretta tv a Fabio Caressa. Il calcio non permette la controprova. Chiunque, dal divano o dagli skybox della Domus, può dire che Obert, Kingstone, Prati, Gaetano e Marin avrebbero fatto meglio di Makounbou, Adopo, Deiola e Augello. E che, con loro, il Cagliari sarebbe arrivato tra le prime dieci. Poi, c’è il campo. Nicola ha perso venti partite, impossibile dire che non abbia sbagliato formazioni, approccio, cambi. Ma con le dirette concorrenti è stato un killer. Ed è rimasto in A. Poi, c’è il club. Mercato estivo e invernale, da acquisti non fatti (una punta per Lapadula, è arrivato Coman!) a cessioni non rimpiazzate (Azzi e Wieteska, non Sergio Ramos o Rio Ferdinand ma due cambi!). Con l’Indice di liquidità a testimoniare una proprietà che non può, non vuole o non sa investire. Si parla di denari freschi del gruppo Abbi-Crai - ma Giangiacomo Ibba e la sua famiglia sono troppo in gamba per cedere alle lusinghe -, di un Fondo che potrebbe rilevare il club ma solo appena se ne saprà di più sulla questione stadio. Adesso, anche per osservatori, terzi e non omologati, il bivio è nitido: Fabio Pisacane pare in vantaggio su Vanoli, ex Toro. Ma sono rimbalzati, ad arte, Gilardino, D’Angelo e altri. Pisacane con la Primavera ha vinto la Coppa Italia. Nulla contro la persona, che era stata indirizzata dall’attuale presidente verso l’Olbia a 80mila euro l’anno dopo 160 partite e cinque gol in A! Ma, mentre ci si augura il contrario, va tenuto conto che ad Asseminello le lezioni non servono. La quotidianità, come ai bei tempi di Zeman, Zola, Di Francesco e Zenga, come nei tempi passati pare ben farcita da intromissioni e interferenze tecniche. Purtroppo, l’ennesimo salto nel vuoto pare assicurato.
Marabadiminton, caccia allo scudetto
Sabato e domenica a Milano la Matex si gioca il titolo italiano. La formazione isolana è la regina del panorama italiano ed europeo. Adesso, per il team di Francesco Feliziani serve un ultimo sforzo
Mario Frongia
Tutte le finali fanno, da sempre e per sempre, storia a sé. Ci si arriva al top, con condizioni precarie, assenze di rilievo, infortuni recuperati così così, motivazioni da affinare. Lo sport, senza distinzioni, sa essere feroce. Portatore di piccoli grandi passi così come di accelerate senza respiro. La finale del Campionato italiano a squadre di Badminton della serie A 2025 ha assieme questo e non solo. Con la Matex Marabadminton che va alla ricerca del titolo. Meritato, sudato, voluto. Le Final four si terrà a Milano sabato 31 maggio e domenica 1° giugno. Esperti, osservatori e sportivi tengono gli occhi sugli isolani. E non è un caso. La formazione sarda è una realtà conclamata del circuito. Tra le squadre più forti e costanti degli ultimi anni, ha dominato la stagione regolare e si presenta come la favorita per la conquista del tricolore. Poi, c’è la reputazione. Solida, costruita passo passo e con il lavoro. Duro e umile.
I successi internazionali. In Spagna, due anni fa la squadra ha raggiunto l’apice del successo internazionale vincendo l’European Badminton Championships a Oviedo. Una finale storica con la Matex che ha sconfitto il Recreativo Ies La Orden. Parliamo di un club che si è laureato campione di Spagna dieci volte negli ultimi dodici anni. Pazienza. Ma talvolta, il palmares non basta per salire sul gradino più alto. Marbadiminton si è imposta 3-1. Punteggio senza scampo che è valso l’ingresso nel prestigioso “giardino” europeo della specialità. Senza scordare che è stata la prima squadra italiana a conquistare un titolo di straordinario prestigio. A seguire, Matex ha affrontato diversi passaggi complicati nei campionati italiani. "Il secondo posto nei campionati di Serie A nel 2021, 2023 e 2024 ha dimostrato una costanza impressionante" dice Francesco Feliziani, dirigente storico, team manager e sorta di deus ex machina della squadra. Ma è mancata la zampata che poteva valere lo scudetto. Da qui una maggiore determinazione della squadra nel voler raggiungere la vetta. Con al fianco Fondazione di Sardegna e Fondazione Mont' e Prama a soffiare decise su un percorso per nulla semplice.
I play off. Nel 2025 Matex Marabadminton sta mostrando una condizione di forma impeccabile. Ha chiuso al primo posto, con vittorie convincenti e una superiorità netta sugli avversari. Leader, dunque. Pronta per affrontare le sfide dei playoff. Sabato si apre con Brescia, mentre nell’altra finale si sfidano Ssv Bolzano e Bc Milano. Il successo della Matex nella regular season è dovuto anche al pool di atleti di altissimo livello. Da segnalare le performance di Julien Maio e Lea Palermo, medaglie di bronzo in doppio misto ai recenti campionati europei in Danimarca. Ma anche Christopher Vittoriani è stato dominante: tra i giocatori italiani più titolati, vanta quattro campionati italiani individuali assoluti vinti negli ultimi tre anni, tre in singolo e uno in doppio misto. Ma adesso, testa alle finali. Il gruppo sa come mettere in campo esperienza e consapevolezza. Il desiderio di portare per la prima volta in Sardegna il titolo italiano, fa il resto. Un traguardo nobile e pregiato. Con i tifosi mobilitati nello stare al fianco dei propri beniamini. Dita incrociate, certo. Ma il momento sa di buono.
Villasimius brilla sul tetto del mondo con il Sardinia Challenge
Da venerdì oltre trecento giovanissimi all’appuntamento con il trofeo Optimist Italia Kinder joy. Il navigatore oceanico Giancarlo Pedote testimonial d’eccezione di un evento che premia natura, ambiente, organizzatori e municipalità
Mario Frongia
Quel genere di eventi che marchiano animo e pelle. Nel cuore delle bellezze ambientali che combinano luoghi indimenticabili, progetti solidi e persone capaci. Villasimius, dunque. Baciata da sole, mare e buona programmazione. Culla e palestra di oltre trecento futuri skipper. Ma se anche fossero solo trecento cittadini che un domani si occuperanno d’altro, avranno per sempre un ricordo profondo di quel che faranno nelle acque di Campulongu e Santa Caterina. Il Sardinia Challenge mette le vele al vento. Ed è pronto a riconquistare appassionati e sportivi. Da venerdì 30 maggio al 2 giugno, Villasimius indossa l’abito della festa e balla su scala internazionale. Un altro piccolo grande premio per la giunta del primo cittadino Gianluca Dessì. Lavoro silenzioso, competenze, valorizzazione attenta, monitoraggio continuo e rigoroso delle occasioni che permettano uno sviluppo turistico sostenibile e di buon senso. L’evento velico è solo una delle tante perle offerte dal territorio. Ma anche per l’unicità, l’appuntamento è imperdibile. La cerimonia di apertura, alle 18 di venerdì prossimo, è aperta al pubblico. Un’occasione per apprezzare un ambiente sano e attraente che mette in vetrina il laborioso centro del sud dell’isola. Le prove delle regate della 3° tappa del Trofeo Optimist Italia Kinder Joy Of Moving 2025 sono l’antipasto di un percorso emozionante. Tecnica, suggestioni, scorci di acque turchesi in un mix di splendida natura. Uno scenario inconfondibile anche per il 1° e il 2 giugno: un altro campo di regata vedrà protagonisti gli iscritti al Sardinia Challenge WingFoil Trophy - Coppa Italia Grand Prix. L’appuntamento è valido come ranking per l’assegnazione del Campionato italiano ed è anche la seconda tappa del Campionato sardo. Il messaggio è chiaro: la tutela dell’ambiente e la sostenibilità, oggi per domani e per sempre. Su queste frequenze ci si sfida, si protegge il territorio, si cercano i successi nello sport.
Good bye, Kinder Nad! Sabato 31 maggio, al termine delle regate, intorno alle 17, dalla riva della spiaggia del Riso nella Marina di Villasimius, gli esperti dell’Area marina protetta capo Carbonara in collaborazione con il Cres, libereranno Kinder Nad, un esemplare di 7 anni di Caretta Caretta. A seguire, nella piazzetta del Marina di Villasimius, con le energie dei trecento giovanissimi velisti che prendono parte alla classe Optimist, un incrocio di pregio. Con una cornice: “Il mio giro del mondo in barca a vela e gli oceani da proteggere”. Le parole di una missione speciale saranno del navigatore solitario Giancarlo Pedote. Con Fabio Colivicchi, direttore di Saily.it, media partner della classe velica Aico e del circuito giovanile Optimist Italia Kinder Joy of Moving, a moderare, l’appuntamento è ricco di opzioni culturali e sociali. Giancarlo Pedote è l’unico velista navigatore italiano ad aver completato due volte il leggendario Vendée Globe challenge. La regata prevede la circumnavigazione a vela in solitario senza scalo e senza assistenza, attraversa tutti gli oceani e i mari del Sud lasciando a sinistra i grandi capi (Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn). Follia e magia al tempo stesso. A seguire, i navigatori fanno ritorno al porto di partenza in Francia. Giancarlo ha scritto vari libri. L’ultimo, riccamente illustrato, è dedicato ai giovani e si intitola “Proteggiamo l’Oceano”, ElectaKids. In sostanza, un viaggio per mare “tra i pericoli che minacciano gli oceani per scoprire con i ragazzi come salvarli, una scelta alla volta”. Giancarlo Pedote a Villasimius è un gran gol. Per la sua prima apparizione in Italia dopo l’arrivo alla fine del secondo giro del mondo nel febbraio scorso, ha scelto con gli organizzatori la splendida località e l’occasione utile per coinvolgere appassionati, giovani ed estimatori delle sue gesta. Il circuito Optimist Italia Kinder Joy of Moving porta a Villasimius centinaia di velisti e veliste tra 9 e 14 anni: l’incontro di un maestro del mare e delle sue esperienza straordinarie è un evento nell’evento. Regate, esempi, modalità. Questo e di più nell’appuntamento del 31 maggio. Tra avventura, educazione, sostenibilità, inclusione.
L’uomo degli oceani. Con gli spunti di Fabio Colavicchi, video e immagini, si scoprirà chi è Giancarlo Pedote. Originario di Firenze, classe ‘75, laurea in Filosofia, è stato istruttore di windsurf e di vela. La carriera del navigatore solitario negli oceani si apre con la classe Mini 650. Pedote partecipa a due edizioni della celebre Mini Transat, con un secondo posto a causa di una avaria nell’ultima notte, dopo aver dominato. Fa esperienza su altre classi: Figaro, multiscafi, Class40. Poi, approda alle Imoca 60, le barche del leggendario Vendée Globe, la regata intorno al mondo senza scalo, che completa per due volte. Il suo sponsor è Prysmian. Ha scritto quattro libri: “Manuale del Velista” e “Manuale dello Skipper” (Mursia), “L’Anima nell’Oceano” (Rizzoli), e il libro illustrato per ragazzi “Proteggiamo l’Oceano” (ElectaKids)”. Sostenibilità, cura e attenzione della vita dell’ambiente marino e terrestre: saranno queste le frequenze condivise nella piazzetta della Marina di Villasimius. La festa si annuncia molto interessante. Il Villaggio del Sardinia Challenge, a pochi passi dagli spazi dell’Area marina protetta capo Carbonara, vedrà gli esperti spiegare quali tesori naturali conservano i fondali sardi. Un programma nutrito e ben pesato. L’organizzazione del Sardinia Challenge è firmato da Lega navale italiana-sezione di Villasimius, Yacht club Villasimius, Marina di Villasimius; Federazione italiana Vela. Al team si aggiunge il supporto fondamentale della Classe Optimist Italia, in pri a fila nella candidatura nazionale di Villasimius. Infine, il Gruppo Ferrero con il progetto Kinder Joy Of Moving. L’evento ha i patrocini del Comune di Villasimius e dell’Area marina protetta di capo Carbonara. La manifestazione rientra tra gli eventi promossi dall’assessorato regionale al Turismo, guidato da Franco Cuccureddu. Una macchina organizzativa e istituzionale complessa. Con i contributi operativi non solo del sindaco Gianluca Dessì e dell’assessore allo sport, Michele Cireddu, ma anche di alcuni imprenditori locali, come Sergio Ghiani di Simius Immobiliare e Consorzio turistico Villasimius. Le buone idee sono preziose. Poi, occorrono gambe, tempi ed energie giuste per farle camminare.
Cagliari, quale futuro?
Salvezza in cassaforte ma adesso c’è il nodo dell’allenatore e di almeno tre pedine fondamentali. La proprietà attende lo sviluppo della questione stadio e dovrà dire ai tifosi e alle istituzioni con quale traguardo e con quali risorse proseguire
Mario Frongia
Quesiti e riflessioni per le imminenti vacanze pallonare estive. In ordine sparso, sarà mai possibile allestire una squadra che possa ambire a stare stabilmente in A, meglio se tra la decima e la tredicesima posizione? Oppure, avute due certezze, la salvezza e il via libera allo stadio nuovo - a breve, almeno con il cantiere per la demolizione del Sant’Elia - prenda corpo, al di là delle voci ricorrenti, anche un passaggio di mano proprietario? Le obiezioni sono note: godetevi il massimo campionato e pensate a città come Palermo o Bari. Peccato che entrambe, pur con dimensioni e possibilità differenti, non abbiamo la storia, il tifo e il seguito del Cagliari. Ma andiamo oltre. Se si volta pagina, un fondo o uno sceicco potranno garantire una gestione, traguardi e una programmazione migliore di quella attuale? Domanda lecita. Ci sono esempi di club che neanche con patron facoltosi hanno fatto bene. Ma intanto - nella speranza che chiunque capiti non faccia utili solo con il trattamento di materiali altamente inquinanti e che possano dire senza cadere nel ridicolo “Rispetto per la Sardegna” -, tutti sanno come sta andando da una decina di anni. tra sofferenze e retrocessioni. E che nel calcio la gran parte dei denari arriva dalla tv e dalla pubblicità. Oltre che da una sapiente e capace gestione del monte stipendi. Quindi, ci si attrezza con uno staff all’altezza, autonomo, competente. Poi, c’è la storia di un impianto moderno e polifunzionale. E quella di un settore giovanile che funzioni, con scouting affidato a figure esperte e accreditate. La Coppa Italia conquistata dalla Primavera, così come il debutto in A del portiere Ciocci al “Maradona”, sono segnali interessanti. Ma non può bastare.
Da Nicola al futuro. Di Davide Nicola si può contestare tanto. Se anche Carlo Ancelotti, José Mourinho e Pep Guardiola, senza scordare Antonio Conte, Simone Inzaghi, Claudio Ranierii o Stefano Pioli, che hanno vinto, fatto giocare quasi sempre abbastanza bene le proprie squadre, sono finiti nel tritacarne della critica e dei social, figuriamoci se questo non debba riguardare anche il tecnico del Cagliari. Nicola doveva salvare il Cagliari e l’ha fatto. Con una giornata di anticipo e un organico modesto, peraltro accorciato a gennaio. Certo, se hai trascorso una ventina di turni tra le ultime tre, ne hai perse venti, nove in casa, su trentotto, è lecito capire la tifoseria che sogna qualcosa di più. Ma se il club è sotto scacco per mancanza di fondi, con l’Indice di liquidità a condizionarne le manovre da un pezzo, è molto complicato ambire ad altro. La sensazione è che il tecnico, anche per le parole spese nel post Napoli, non rimanga anche se ha un accordo fino al 2027.
Pro e contro. La dirigenza imputa all’allenatore il mancato impiego, con conseguente deprezzamento, di Marin e Prati. Ma dopo il 4-0 in casa dell’andata proprio contro Anguissa e soci, Davide Nicola ha capito che giocando di fioretto sarebbe retrocesso e l’avrebbero cacciato. Cosa che ha rischiato dopo il ko in casa contro l’Empoli. Da lì in poi ha dovuto indossare la corazza: centrocampo solido e giocatori tecnici in panca. Tenuto conto che gli han dato Gaetano in condizioni imperfette, per non dire di Coman preso dall’Arabia dopo aver ceduto Lapadula quando sarebbe servita una punta pronta per la A. E non hanno neanche rimpiazzato i difensori dati per risparmiare due stipendi. Morale: il tecnico ci ha messo forse un pò a trovare la quadra della squadra, è stato più volte attendista nei cambi, ha cambiato modulo troppo spesso e Luvumbo spalle alla porta non si può proprio vedere! Ma ha saputo vincere dodici partite, più due pareggi e due sole sconfitte con le parigrado: pacchetto che avrebbero voluto di cuore a Monza, Lecce, Parma, Verona, Venezia o Empoli. Dunque, lo si può cacciare (troveranno un accordo con lauta transazione a favore dell’allenatore) ma sarebbe scorretto scordare la qualità della materia prima prima che ha avuto a disposizione. Con i migliori tre da serie A, Piccoli, Adopo e Caprile, che per stare in città vanno riscattati per qualcosa come 25 milioni di euro. Ecco, perché anche per confermare il presente servono risorse certe e solide. A proposito, ieri il Napoli ha battuto il Cagliari 2-0, McTominay e Lukaku, con Mina (fresco di rinnovo), Adopo e Sherri mandati al bar, e ha vinto il quarto scudetto con 82 punti, uno più dell’Inter, impostasi a Como 2-0, De Vrij e Correa. I rossoblù centrano la seconda salvezza di fila con 36 punti. Brindisi augurale per Ciocci, classe 2022, che ha debuttato in serie A.
"Lavoriamo per estirpare malattie come sclerosi multipla e diabete giovanile"
"La nostra è una battaglia contro le patologie autoimmuni" dice il genetista Francesco Cucca. SardGen, sfida e opportunità. Con diagnosi, cura, sviluppo farmaci efficaci e riduzione costi sanitari al centro del tavolo. Due anni di percorso con oltre 500 ricercatori coinvolti, 150 già reclutati, con dieci brevetti depositati
Mario Frongia
Una sfida e un’opportunità assieme. Nel nome di una Sardegna più forte, capace di rispondere con l’innovazione e la scienza alle patologie. La partita che ha per traguardo e percorso assieme la medicina preventiva e il benessere dei sardi ha avuto il fischio d’avvio all’auditorium del Parco scientifico di Pula. La casa madre di Sardegna ricerche ha ospitato la presentazione del programma di prevenzione medica e ricerca SardGen. Ai lavori hanno preso parte gli operatori principali di un progetto che vale oltre cinquanta milioni di euro. Carmen Atzori (direttrice generale Sardegna Ricerche) agli assessori regionali alla Programmazione e alla Sanità, Giuseppe Meloni e Armando Bartolazzi, Gavino Mariotti (rettore Università Sassari). Gianluca Cadeddu (program manager, e.Ins). Francesco Cucca (genetista, responsabile scientifico SardGen). Una mattinata ricca di spunti, con un tour negli spazi del braccio scientifico regionale, tra il verde e un silenzio che catapulta nei templi della ricerca mondiali. “Sono molto orgogliosa di far parte di un’attività che mette assieme tanti portatori sani di fiducia. Saremo parte attiva dei lavori con i nostri laboratori Biomed, così come la Biobanca sarda sarà centrale nel rilancio del Parco tecnologico” ha detto Carmen Atzori. “Momento molto importante, sigliamo una sinergia tra istituzioni che vale una scommessa per la Sardegna del futuro. Come amministrazione ci siamo fatti trovare pronti per il bene delle future generazioni” ha aggiunto Giuseppe Meloni. “Riconosciamo l’enorme valore di SardGen, ha rilevanza mondiale e dovrà svilupparsi sempre più in Sardegna. Investire in centri in centri come questo, e nella ricerca, significa risparmiare risorse in futuro” ha rimarcato Armando Bartolazzi. “L’Università ha lavorato al progetto durante il lockdown. Siamo arrivati terzi su 128 al bando dell’Unione europea. Neccesario investire sulla progettualità, le risorse ci sono, vanno intercettate e spese per progetti di utilità pubblica” ha sottolineato il rettore Gavino Mariotti.
Occupazione qualificata e motore della ricerca. Per Gianluca Cadeddu “SardGen ha unito i principali attori dell’innovazione in Sardegna. Coinvolge oltre 500 operatori, e ne sono stati reclutati 150. Abbiamo due anni di tempo e dieci brevetti depositati per un progetto che prevede sostenibilità prospettica e coinvolgimento dei cittadini. Lo slogan? Dalla ricerca all’impresa”. Un percorso solido, con a disposizione circa 50 milioni di euro, che ha sposato pubblica amministrazione, atenei, imprese e ricercatori. Accelerata nella forma e nel merito da Francesco Cucca: “Vogliamo estirpare malattie gravi come la Sclerosi multipla. I progressi della ricerca contribuiranno a potenziare la medicina preventiva e a ridurre i costi sanitari. I benefici per la popolazione si tradurranno in una salute migliore con una qualità della vita superiore e un aumento dell'aspettativa di vita in salute. Prevenire apporta benefici immediati che deriveranno dall'esecuzione di una batteria di analisi biochimiche condotte con il coinvolgimento delle aziende ospedaliere universitarie di Sassari e Cagliari e dell’Arnas Brotzu”. Condivisione, dunque. Intesa e procedure concordate, anche grazie al supporto dell’agenzia specializzata in comunicazione e web marketing Addv, su sentieri di pregio. Obiettivi che hanno la forza e la vocazione per attrarre ricercatori dai cinque continenti. “Mi piace pensare che SardGen abbia tutte le carte in regola su più fronti. Sarebbe riduttivo un lavoro e una visione limitata al contesto locale. Possiamo essere calamitanti, esempio proficuo di un lavoro che conduce a ricadute impattanti per la salute e la qualità della vita dei cittadini” ha aggiunto il genetista cagliaritano di fama internazionale.
Finanziamenti e Biobanca. Il 17 aprile scorso la Giunta regionale ha approvato la realizzazione della Biobanca Sarda, infrastruttura pubblica di rilevanza strategica per il rafforzamento della medicina preventiva, della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico nel settore biomedico. L’iniziativa è cofinanziata con fondi Pnnr dall’Unione Europea e dalla Regione Sardegna, progetto “Genes for health”. La Biobanca ospiterà attività di ricerca e sviluppo per la messa a punto di nuovi farmaci fondate su analisi genomiche e immunologiche approfondite. “I dati genetici raccolti - ha spiegato il professor Cucca - avranno un'utilità clinica accertata e validata per la diagnosi e prevenzione di malattia. E potranno essere messi a disposizione del sistema sanitario regionale per un utilizzo in linea con il consenso libero, specifico e informato espresso dai candidati partecipanti al progetto. Il programma ha per bersaglio lo sviluppo di farmaci mirati ed efficaci, utili per patologie autoimmuni ed ematologiche, molto diffuse in Sardegna”.
Cagliari, tre sberle per la salvezza!
Alla Domus, contro un Venezia inguardabile, arriva la matematica certezza della permanenza in A. I rossoblù vanno a trovare il Napoli a caccia dello scudetto. Nei prossimi 20 giorni si decide il futuro di Davide Nicola, da luglio alle prese con un potenziale tecnico modesto
Mario Frongia
“Onore al Cagliari. Noi non siamo mai entrati in partita. Siamo sembrati bambini che giocano con gli adulti”. La sintesi sui suoi di Eusebio Di Francesco rende l’idea di cosa sia stato e di come sia maturato il 3-0 firmato da Mina, Piccoli e Deiola. Per i sedicimila della Domus la festa è stata servita con una prestazione senza sforzi. Il Venezia si è rivelato incapace di fare tre passaggi di fila e non si è mai reso pericoloso. Di certo, fotocopia sbiadita del gruppo che ha battuto la Fiorentina la giornata precedente, levandosi per la prima volta dal terzetto che va in B. I rossoblù - reduci da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare - lo hanno azzannato senza pietà. E adesso, Luperto e compagni vanno a Napoli, ancora testa a testa con l’Inter per lo scudetto. Insomma, la stagione si chiude con una grande vetrina, il bersaglio raggiunto e un solo allenatore in panchina.
Bivio societario. La questione stadio da un lato, la programmazione dall’altro. Ci sarebbe un terzo quesito: la cessione del club. Sono questi i temi principale sul tavolo della presidenza. All’interno, autentici macigni che fanno capo al capitolo risorse, progetti e potenzialità. Sul tema nuovo impianto moderno, a norma ed eventualmente utilizzabile per gli Europei del 2032, giocano altri player. Ma è evidente che sull’impiego dei fondi pubblici in ballo, 50 milioni di euro dalla Regione e dieci dal comune di Cagliari, le attenzioni saranno alte. C’è da chiedersi: se il costo della nuova casa dei Quattro mori pare oscilli tra i 150 e i 170 milioni di euro, come potrà affrontare la spesa una proprietà che non immette capitali e da anni vive sotto il capestro dell’Indice di liquidità? Tanto che, per stare alle mosse più recenti, pur di risparmiare due stipendi ha praticamente regalato Azzi e Wieteska senza rimpiazzarli. Ma non solo. Sarà sufficiente per gli investitori, fondi e altri, una posta che prevede albergo a cinque stelle, bar-lounge super lusso e centro benessere da quattromila metri quadri? E quanto questo scenario sarà digeribile dai residenti, e dai sardi in genere, in attesa di una rivisitazione di qualità dell’area che va da Su Siccu a Marina Piccola passando per il quartiere di Sant’Elia? Nodi che potrebbero, almeno parzialmente, sciogliersi prima dell’estate. A meno che il presidente non faccia un passo indietro e liberi la piazza.
Questioni tecniche. Dalla programmazione, si spera pluriennale, alla colonna vertebrale del gruppo. A partire dai riscatti di Caprile, Adopo e Piccoli. Giovani, promettenti, in crescita e con un buon mercato. Il rebus? Per riscattarli da Napoli e Atalanta servono grosso modo 25 milioni di euro. Il salvadanaio del Cagliari è abbastanza capiente? Si vedrà. Poi, c’è la questione guida tecnica. Sia chiaro, Davide Nicola ha diverse responsabilità. L’undici tipo variato troppe volte. Un atteggiamento offensivo e propositivo a corrente alternata. Le risposte spesso conservative, anche in casa, quando sarebbero servite mosse offensive e più coraggiose. La piazza non ha celato malcontento e insoddisfazione pur sapendo che il pesce che va a male puzza sempre dalla testa. Ma se centri la salvezza con un turno d’anticipo nel post Claudio Ranieri. Se, pur con una rosa modesta e male assortita, indebolita a gennaio per le note ciriticità finanziarie del club, riesci a tenere botta negli scontri con le pari grado, il discorso si chiude. Anzi. Forse, il Cagliari si lascia alle spalle organici più tecnici, come il Parma. E non è preceduto in classifica da squadre che valgono meno. Bersaglio centrato, dunque. Con la meritata soddisfazione del tecnico, capace di non essere solo quello delle salvezze disperate da subentrato. Ma adesso viene il bello. La sensazione è che, pur avendo raggiunto l’obiettivo, la presidenza non abbia intenzione di proseguire la liason. Chissà, magari scatta l’ora di Fabio Pisacane, autore dell’exploit Coppa Italia con la Primavera. E, soprattutto, nato in casa a costo zero e nelle grazie del patron. Si vedrà.
Sanluri Legge, Federico Buffa in cattedra
La rassegna domani ospita il cronista di Sky. Lo spettacolo si terrà al Teatro Akinu Congia e descrive il Mundial spagnolo del 1982: emozioni, immagini, parole e suoni di un momento epico. Sportivo e non solo. Il secondo weekend si apre oggi alle 18.30 e si chiude domenica. “È nostro dovere formare le nuove generazioni al dialogo e allo spirito critico” rimarca il sindaco, Alberto Urpi
Mario Frongia
Un Festival che sa di Sardegna. Ma non solo. SanluriLegge vola ad alta quota. E da oggi a domenica gli spettacoli colgono l’attimo. Cronaca, attualità, letteratura, sport, politica. Un affresco puntuale e accattivante quello costruito all’interno della manifestazione del comune di Sanluri. Stasera si parte alle 18.30 con Luca Locci. Il dialogo dell’imprenditore di Macomer con Francesca Figus (Unione Sarda) verte sul sequestro di cui fu vittima quando aveva nove anni. Mesi di prigionia e dolore. Una storia toccante raccontata dalla vittima. A seguire, alle 20, lo spettacolo “La storia siamo noi. Voci, suoni e appunti di Sardegna”. Il recital vede sul palco Flavio Soriga sulle note del violoncello di Gianluca Pischedda.
E domani c’è la narrazione passionale di Federico Buffa. I riflettori vanno su un momento di passione collettiva indimenticabile. Federico Buffa sarà in scena sabato alle 20 al Teatro Akinu Congia. L’inviato di Sky presenta “Italia Mundial”, gol ed emozioni del mondiale spagnolo del 1982. La colonna sonora è del pianista e compositore Alessandro Nidi. Dopodomani, domenica 18 maggio si parte con “Se i gatti potessero parlare”, romanzo di Piergiorgio Pulixi che, alle 18.30, interloquisce con Giuditta Sireus. Quindi lo scrittore Matteo Porru (Premio Campiello Giovani 2019 e Grand Prix du Livre 2024) presenta il suo libro, “Il volo sopra l’Oceano”.
Week end stellari. Sanluri Legge si è aperto con la testimonianza di Sigfrido Ranucci. Ha avuto sul palco “Le bugie di Chico. L'ergastolano che ci ha ingannati per vent'anni” di Marco Strano sul caso di Enrico “Chico” Forti. Nicola Muscas ha presentato il romanzo “Un amore di contrabbando. Gigi Riva, una vita in rovesciata”, omaggio al grande Rombo di tuono. Gianrico Carofiglio ha presentato “Elogio dell’ignoranza e dell’errore”. Applausi per “Rundinedda Road. La storia di Piero Marras”, il libro di Alessandra Corrias. Quindi, politica internazionale, social, fake news e libertà di stampa con Marianna Aprile (Novella 2000 e Oggi, conduttrice di “Millennium”, “In Onda”) e Michela Ponzani (storica, in tv con “La mia passione”, “Clio. Il filo della Storia”).
La Marmilla. Tra cultura, tradizioni e luoghi. In un sapiente e garbato intreccio di penne pregiate, video, interviste, testi e scritture iconiche. La spruzzata di un giornalismo rigoroso e puntuale a chiudere il cerchio. A ben vedere, un cerchio magico. Ricco di suggestione e non solo perché il tutto si svolge ai piedi di un castello medievale che se potesse parlare ne avrebbe per tutti e di tutti i colori. Sanluri Legge ha levato da un pezzo le rotelle alla ruota posteriore. Il festival va da solo. Con identitarietà e orgoglio. Guarda lontano e un’edizione dopo l’altra rende merito all’intuizione e al saper cogliere l’attimo di Alberto Urpi. Sindaco della concretezza e dell’andare dritto al punto. Abile nel saper tessere relazioni utili alla collettività e nel premiare le competenze. Attento nel dare alla propria municipalità opzioni di crescita e sviluppo. Con una rilettura accurata, autori e autrici testimoni dell’attualità e curiosi scrutatori del domani. Sanluri Legge ha un bersaglio preciso con varie declinazioni. Intanto, avvicinare narratori e cittadini. Dare voce a chi racconta il nostro Paese. Spiegare e confrontare posizioni e vedute differenti.
Pane e libri. “Qualcuno, anche in tempi passati, ha detto che di cultura non si vive. Noi pensiamo che ci si possa nutrire in tutti i sensi. Allenare all’ascolto e formare le nuove generazioni, dare loro spirito critico, è un nostro dovere”. Il primo cittadino incassa credibilità e reputazione. Sanluri Legge e cresce. Trasmette una sensibilità che aiuta lo sviluppo, avvicina e aggrega. “Credo che si possa, dopo otto edizioni, tracciare un bilancio più che positivo. Anche perché la rassegna cattura consensi nel Campidano, tra Marmilla e Gallura e nell’intera area meridionale dell’isola. Vi aspettiamo” rilancia l’onorevole Urpi.
L’asticella sale. Con la direzione artistica, editoriale e il contradditorio e la moderazione di Valeria Ciabattoni (Cedac) e Francesca Figus (Unione Sarda), Sanluri Legge vola “Siamo entusiasti di questa nona edizione. Non è stato facile realizzare un cartellone con autori straordinari che ci faranno trascorrere momenti di svago e di approfondimento. Con il festival portiamo a casa nostra autori e giornalisti di caratura internazionale. Nove anni fa in tanti non credevano nell’iniziativa. I risultati ci stanno dando ragione” rimarca Alberto Urpi. Sanluri Legge è promosso dalla municipalità con il sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Il festival gode della collaborazione del Cedac (Circuito multidisciplinare spettacolo dal vivo in Sardegna) e ha il coordinamento dell'Associazione enti locali per le attività culturali e di spettacolo. Informazione su https://comune.sanluri.su.it/
“Profondo nero”, hip hop made in Sardinia
Applausi per l’opera di Roberto Pili al Cinefest di Roma. Platea delle grandi occasioni, spunti, dibattito e interesse per un linguaggio che cresce e cattura consensi
Mario Frongia
Il luogo e il momento giusto. Suggestioni, frasi, inquadrature. La musica che accompagna le persone e le loro salite. Quotidianità, sentimenti, residenze. Ragazze e ragazzi che sanno, alimentate da curiosità, attenzione. Ma anche amore, condivisione e coraggio. Fin nei dettagli. Un mondo culturale dalle mille sfaccettature ha reso onore al Cinefest di Roma alle espressioni e ai linguaggi provenienti da esperienze e forgiature differenti. E proprio per questo da apprezzare e metabolizzare. La quinta edizione dell’Hip Hop festival ha messo in vetrina un universo che cattura, suscita riflessioni e alimenta interrogativi: linfa vitale della convivenza sociale e civile. La Casa della Cultura di Villa De Sanctis a Torpignattara, ha ribadito il ruolo della città eterna nell’essere locomotiva e capitale europea del cinema. Con un bouquet di artisti di primo piano anche una solida performance proveniente dal Campidano. Infatti, a conquistare cuori, coscienza e mente della giuria è stato il docufilm “Profondo nero” del regista sardo Roberto Pili. Prodotto da Francesco Pili, insignito del premio Best Documentary Short 2025, l’opera nasce dalla passione per l’arte urbana del regista. Che coglie l’attimo: il docufilm ha in bacheca anche la vittoria nelle ultime edizioni del Coliseum International Film Festival e de IlCorto.it, sempre a Roma. “Profondo nero è un viaggio emotivo e visivo che esplora con delicatezza e intensità il rapporto tra arte urbana e salute mentale, attraverso la testimonianza autentica e profonda del writer sardo Davide Lai, in arte Nero” spiega il regista. Insomma, un gran gol nella capitale della cultura, convenzionale e d’innovazione e sperimentazione. “Non a caso Roma ospita uno dei soli tre festival al mondo interamente dedicati alla cultura hip hop come linguaggio artistico, sociale e politico” aggiunge Francesco Pili.
Attivismo culturale indipendente. L’evento, ospitato dalla Casa della cultura il 9 e 10 maggio scorsi, è un segno di vitalità e intraprendenza culturale. Un sasso nello stagno, spesso troppo fermo, dell’attivismo culturale. Con il successo di Profondo Nero, l’evento Hip Hop si conferma non solo come vetrina e culla del cinema indipendente. Ma ribadisce l’essere crocevia culturale internazionale. “Un luogo dove l’hip hop torna alle sue radici di denuncia, identità e resistenza. Un evento che restituisce centralità alla narrazione collettiva e alla forza della creatività come risposta ai conflitti del presente” aggiunge Francesco Pili. “Questo riconoscimento mi ha profondamente commosso. Desidero ringraziare di cuore Giulia e - le parole di Roberto Pili nel ricevere il premio - l’organizzazione del Cinefest. Ma soprattutto la giuria per aver creduto in Profondo Nero e per il prezioso lavoro che ha svolto nel promuovere la cultura hip hop in tutte le sue sfaccettature”. Il regista ha condiviso il premio con l’intero cast e con i partecipanti al progetto: da Davide Nero Lai a dj Sputo, Bboy Lucio, Matteo Prosa, Gisella Trincas, Danno, Ice One, Kaos One, Francesco Pili, Bettina Camedda, Sandro Montisci, Cristina Argiolas. “Questo premio è di tutti noi!” è stata la colonna sonora del balzo di gioia degli attori e del team nel cuore di Roma.
Cagliari, sprofondo rosso sul lago
Il Como bastona 3-1 i rossoblù. Molli, quasi impauriti, incapaci di reagire e gestire, nonostante il vantaggio iniziale. Nicola, senza difensori dopo il mercato folle di gennaio, paga dazio, In coda, e anche in testa, si balla e non mancano sorprese. Domenica arriva il Venezia
Mario Frongia
Trentaseiesima da brividi. Per i tifosi del Cagliari e per quanti pensavano che i giochi fossero fatti. Sia chiaro, i rossoblù hanno messo quasi al sicuro la permanenza in A andando a vincere a Verona. Poi, ha vinto l’Empoli. A seguire, ecco il Venezia che batte 2-1 la Fiorentina. E la giostra salvezza si complica, con ombre e dubbi. Il vecchio refrain quando si pensa che possa piovere e invece diluvia, è attualissimo. La squadra di Davide Nicola è a +5 dal terzultimo seggiolino che porta in B. Lo occupa a quota 28 il Lecce. Poi, a 29 ci sono i lagunari dell’ex Di Francesco, a 32 il Parma di Chivu e a 33, alla pari con Caprile e soci, c’è il Verona. Allo stato, con 180 minuti più recupero da giocare, la formazione pugliese retrocederebbe con Empoli (29) e Monza (18). Ma i titoli di coda del torneo alla Dario Argento, in testa e in coda, paiono destinati a offrire sorprese. E siamo al Cagliari. Quelli visti in casa perdere con l’Udinese già sazia, capace dopo sette giorni di subire in Friuli la sconfitta dal Monza, e fare il bis avantieri con il Como, non danno indicazioni incoraggianti. Anche perché alla Domus domenica arriva proprio il Venezia.
Rosa male assortita e scoperta dietro e avanti. Il tema è noto: per problemi evidenti di cassa, con l’Indice di qualità che ha bloccato le operazioni in entrata, a gennaio la società non ha preso una seconda punta dopo aver ceduto Lapadula, si è liberata di Azzi (tra i migliori nella Cremonese in corsa per la A) e Wieteska. Per risparmiare due stipendi hanno lasciato il tecnico senza ricambi. E appena Mina si è fermato, con Luvumbo acciaccato, ecco la frittata. Obert e Palomino hanno giocato per la prima volta assieme al Senigallia. Il 3-1 non è solo colpa loro. Ma l’obbligo del rattoppo, con Zappa, Zortea e Augello che necessitano da un pezzo di rifiatare, ha contribuito a creare un fine di stagione da incubo. Su blog e social, ma anche su media che dovrebbero essere meno inclini alle piroette lessicali per nascondere una rosa di qualità medio bassa e una programmazione societaria mediocre, la furia dei tifosi è feroce. E mette in croce, per l’ennesima annata fallimentare, la presidenza e il bersaglio più facile, l’allenatore. Davide Nicola non è immune da colpe. Ad esempio, il modulo e i primi undici, specie in mediana, cambiati senza sosta. Con un valzer che non ha aiutato, assieme ad alcuni cambi conservativi. Fino all’impiego con il contagocce di Marin e Prati. Il destino del tecnico pare segnato. Gli attribuiranno, salvezza o meno, il non gioco e tanto altro. I numeri, 21 turni nelle ultime tre piazze, reti fatte e subite tra le peggiori cinque, dicono che questo gruppo sarebbe destinato a soffrire con chiunque. Ma è meglio non dirlo alla proprietà.
Sprint finale. Domenica alla Domus il faccia a faccia con il Venezia, che pareva defunto e adesso si gode la vittoria con la Fiorentina, assume toni da spareggio o quasi. Il Cagliari ha l’obbligo di vincere. A tutti i costi, per convincere ci sarà tempo. Il match contro i lagunari ricorda una sanguinosa e vergognosa retrocessione in un’annata con Semplici cacciato dopo tre turni, Mazzarri a quattro gare dalla fine con la chiamata di Agostini per il suicidio collettivo. Eppure, la Salernitana perdeva in casa 3-0! Bastava un golletto. Invece è stato il dramma, con il tocco di classe del presidente che - dopo aver preso con la fanfara e a cifre folli Godin e Caceres, e averli fatti cacciare! - nel dopo gara dà dell’infame a Fabio Caressa. La storia è anche questa. In breve, tra sei giorni si cerca un risultato obbligato. Ed è meglio non contemplare il pari. Con un occhio alle altre pericolanti. Si giocano Verona-Como, Lecce-Torino, Monza-Empoli e Parma-Napoli. Complicato prevedere cosa accadrà. Lo stesso può dirsi per la lotta scudetto dopo il pari interno del Napoli. La formazione di Conte non potrà andare al Tardini in gita. Ma anche l’Inter, che ospita la Lazio, non troverà un pomeriggio di vacanza. Problemi loro. Quelli che tengono sulle spine la tifoseria rossoblù riguardano il come e il modo migliore per battere il Venezia. Servirà approccio, testa, muscoli e sudore. Inutile dire che determinazione e spirito di sacrificio dovranno condire il tutto. Per poter andare al Maradona, ultima di stagione, ad affrontare il Napoli che potrebbe già avere lo scudetto sul petto. Ma, conoscendo il tecnico e i sessantamila in festa, meglio non aspettarsi sconti. Le altre? L’ultima vede il Parma a Bergamo, l’Empoli che ospita il Verona, la Lazio che attende il Lecce e il Venezia che sfida la Juventus al Penzo. Ballano sei punti. E non c’è nulla di scontato.
