Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Cagliari, incognite e dubbi
A un filo dal debutto in Coppa Italia e a quattordici giorni dalla A, segnali interlocutori da campo e mercato. Brilla l’offerta d’acquisto di una solida società americana. Il club non risponde
Mario Frongia
A sette giorni dalla prima partita ufficiale della stagione, le prime indicazioni sul Cagliari che sarà possono essere messe a terra. Le variabili sono enormi: il mercato che chiude l’1 settembre, l’incertezza sulle possibili uscite (Piccoli, Zortea, Luvumbo, Adopo, Veroli e Obert), la ripresa di alcuni infortunati doc (Gaetano), la consistenza degli acquisti (Kilicsoy). Fabio Pisacane ha vinto nel primo test estivo, a Ponte di legno, con l’Ospitaletto (serie C). Ha poi perso con Galatasaray (campione di Turchia) e Hannover (B tedesca). Ha conquistato il trofeo Gigi Riva battendo 1-0 il Saint Etienne (B francese) e ha pareggiato il doppio confronto in Cantabria con il Racing Santander (B spagnola). Sull’assetto ha ballato tra il 4-3-3 e il 3-5-2. Il risultato? Globalmente acerbo e da rivedere, sia per la consistenza della manovra, con difficoltà alla costruzione dal basso, sia per la verticalità e la finalizzazione: nell'insieme delle partite si fa fatica a contare una decina di tiri nello specchio. Troppo presto per emettere valutazioni. Tra gambe pesanti e nuove indicazioni tattiche, l’inserimento dei nuovi (Borrelli, Mazzitelli e Folorunsho), l’assenza di Luperto e le titubanze naturali dei vari Primavera aggregati alla squadra, il rendimento è stato a corrente alternata. Adesso, si entra nel vivo. Sabato, alle 20.45, alla Domus arriva l’Entella, 4-0 alla Ternana, per i trentaduesimi della Coppa Italia. Il Cagliari prosegue nel lavoro tattico e agonistico con tempi da campionato. Anche perché domenica 24 agosto alle 18.30, sempre in casa, si presenta la Fiorentina di Pioli con Kean e Dzeko. Insomma, in un attimo danze aperte.
Una proposta seria. Negli ultimi giorni ha tenuto banco l’offerta di acquisto del club, o almeno l’apertura delle trattative, da parte dell’Ekn devolopment group. La società con sede a Newport negli Stati Uniti, spazia su vari fronti: immobiliare, costruzioni, turismo, grandi opere, progettistica, consulenze e trattamento dati. Fonti accreditate accennano a oltre settecento milioni di dollari di opere realizzate, tra Arizona, Texas e Nevada, e cantieri in corso in mezzo mondo per oltre quattro miliardi di dollari. Ekn - dalle iniziali del fondatore e proprietario, Ebbie Khan Nakhjavani - ha sede anche in Italia, a Bergamo. La società l’anno scorso ha acquisito per circa settanta milioni di euro, al comune di San Pellegrino lo storico Grand Hotel. L’interesse al club rossoblù - nascosto o quasi dai media “amici”, addirittura paragonato a maldestri tentativi del passato - è nato via mail, modalità lineare e trasparente, immediatamente strumentalizzata dall'eterogeneo partito dello status quo. Peccato che Ekn abbia proposto anche un percorso che ha all’interno lo stadio e un villaggio sportivo multidisciplinare. Il tutto con alle spalle anche l’amicizia e l’endorsement, di Stefano Arrica, presidente della Federgolf regionale, imprenditore e figlio di Andrea, indimenticato padre dello scudetto rossoblù del 1969-70.
Cessione sì, ni, no. Sulla proposta il presidente rossoblù Giulini ha subito fatto issare parabordi, trincee e filo spinato. Nel corso di un convegno ha bollato fondi e simili come “pronti a comprare società fallite o decotte”. Ma ha scordato quanti club in “abili” mani italiane siano affondati per insipienza, mala gestione e incompetenza. Ma non solo. L’intervista sul progetto-proposta del miliardario Ebbie Khan Nakhjavani non viene pubblicata su varie testate giornalistiche evidentemente sensibili alle richieste del club. E l’imprenditore non viene ricevuto dalla dirigenza. La vergognosa cortina di fumo e silenzio fa il resto. Tra l’altro, il quadro rientra per nulla casualmente nei passi avanti per la realizzazione dello stadio. I soldoni, la struttura progettata dal Cagliari è lievitata fino a 210 milioni di euro. La Regione e il comune ne mettono a correre 60, ma una parte solo dal 2028. Denari pubblici - in Italia pare proprio che nessun’altra amministrazione pubblica abbia finanziato in questo modo la realizzazione di un campo da calcio per un club professionistico - che non possono essere usati per la costruzione di un hotel cinque stelle con 240 camere, i quattromila metri quadri del centro benessere, una gigantesca e lussuosa lounge-bar. Viene da pensare che il club - lo stesso che colleziona salvezze risicate e vive da anni, per mancanza di capitali, sotto la mannaia dell’Indice di liquidità - per colmare l’ingente disavanzo a sue spese di circa 150 milioni di euro, attenda il finanziamento del Governo centrale, fondi legati alle ristrutturazioni degli stadi in vista degli Europei del 2032. Adesso, tutto può accadere. Di certo, il patrimonio e i colori del Cagliari, e la sconfinata passione dei tifosi, sono un ottimo parafulmine per qualsiasi potere palese e occulto, dalla politica all’industria fino all’impresa. E a chi sottolinea come siano usciti dal cilindro 24 milioni di euro per riscattare Piccoli, Caprile e Adopo, si suggerisce pazienza e attesa. Il mercato chiude tra ventuno giorni. Per lo stadio se ne saprà di più a fine anno. Ma guai a nominare l’Ekn.
ArcheoVoce, l’innovazione tecnologica al servizio delle unicità storiche isolane
A portata di App gratuita e multilingue i Giganti, il Sinis, le rovine di Tharros. Il gol di pregio mondiale del paradiso naturalistico e archeologico curato dalla Fondazione Mont'e Prama. Intanto, con 32mila biglietti staccati a luglio viene frantumato il record del 2024
Mario Frongia
Un filo verde pregiato che annoda la storia della Sardegna, la divulga mixando tradizioni e culture, ne permette l’accesso digitale. Da oggi le meraviglie archeologiche e naturali del Sinis viaggiano anche su una App tematica e gratuita. ArcheoVoce, studiata e promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, coniuga innovazione e mette assieme passato, presente e futuro con un’immersione nei luoghi, nell’archeologia e nelle bellezze della Sardegna. Il percorso che condensa ed esalta “esperienze intuitive e interattive personalizzate in base agli interessi e alla curiosità” dei visitatori. Un esercito che cresce di giorno in giorno: nonostante il caldo torrido di inizio mese, a luglio la Fondazione ha staccato oltre 32mila biglietti. Nel 2024 sono stati 27mila. “Il numero di visitatori italiani è rimasto costante, il record si deve soprattutto ai tanti visitatori dall’estero. Alle provenienze da Regno Unito, Spagna, Francia, Germania e Olanda, si sono aggiunti molti turisti da Stati Uniti, Giappone e nazioni che rappresentano una novità come Australia e Nuova Zelanda. Questo - dice Anthonu Muroni, presidente della Fondazione - indica il successo delle nostre campagne di promozione all’estero e dei festival estivi. Attività che hanno registrato anche una buona presenza di turisti sardi”.
Innovazione e storia. I siti del Parco archeologico del Sinis, sono gestiti dalla Fondazione Mont’e Prama. Un condensato di competenze, passione e visione. Dalle meditate campagne di promozione, visibilità mediatica e marketing su scala internazionale dei Giganti, alla valorizzazione, gli studi e la ricerca confluita in un rilancio globale del territorio e dei suoi tesori. Fatti due conti, il Sinis ha innestato tempestivamente la marcia giusta e feconda. Da oggi per i visitatori dei cinque continenti si apre anche la fase digitale con ArcheoVoce. L’App digitale è scaricabile sulle piattaforme Microsoft, Apple e Android. Ma non solo. Mette a disposizione audioguide in undici lingue diverse: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese e olandese. Dall’Europa al resto del mondo con cinese, giapponese, russo e arabo. Un bel colpo se si guarda al di là del quotidiano. “La prima versione dell’app consentirà ai visitatori, in base al tempo disponibile, di scegliere una spiegazione più lunga o più sintetica. È prevista anche una versione semplificata, con un tono di voce più informale per i bambini. Nelle prossime versioni si aggiungeranno il sardo, attualmente in fase di sperimentazione, e altre lingue” ha precisato il presidente. Insomma, buone gambe per idee vincenti. Promosse dal mercato, dai vacanzieri, dalle istituzioni. “Le audioguide in undici lingue sono il frutto di un lungo lavoro e sono state realizzate partendo dalle spiegazioni di una delle guide della Fondazione. L’intelligenza artificiale? È stata usata per tradurle negli altri linguaggi. Il risultato è stato verificato e corretto con persone madrelingua”. In sostanza, nel cuore dell’Oristanese si vola leggeri. Anthony Muroni accelera: “La prima versione dell’app conterrà le audioguide per Tharros, la Chiesa di San Giovanni di Sinis, la torre spagnola e il sito archeologico di Mont’e Prama. Per il museo aspetteremo la riunione di tutte le statue, prevista per il tardo autunno e il nuovo percorso museale”.
Parte cognitiva e servizio navetta. Se l’app consentirà ai visitatori contemporaneamente di scattare foto o realizzare video durante l’ascolto dell’audioguida, da venerdì ci sono delle novità a Tharros: “Nell’area archeologica saranno installati i pannelli fisici in sei lingue, italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e sardo. È previsto anche il breil per le persone con ridotta capacità visiva” ha rimarcato il presidente della Fondazione. Audioguide e pannelli rientrano nel progetto di miglioramento dell’accessibilità dell’area archeologica di Tharros, e concernono la parte cognitiva.: “Dal prossimo anno ci sarà anche la possibilità di avere un percorso fisico molto più accessibile, con l’ingresso che sarà spostato nell’area dell’attuale cantiere alle pendici di Tharros. La visita partirà dal vecchio sito archeologico di Su Murru Mannu ed essendo il percorso particolarmente accidentato ci sarà una viabilità speciale per le persone anziane e i disabili con difficoltà motorie, che potranno visitare Tharros a bordo di macchinine elettriche simili a quelle che si utilizzano sui campi di golf” ha concluso Anthony Muroni. Il collegamento fra i vari siti? Viene garantito dal Mont’e Prama Link, servizio navetta che è oramai entrato nei cuori dai turisti che arrivano nel Sinis.
Province, si vota. Ma la data non convince
“Le elezioni sono un bene, ma farle a fine settembre significa pesare sui dipendenti, con piante organiche deficitarie, e sull'organizzazione degli enti locali”. Il consigliere regionale Alberto Urpi apre la riflessione sulla tempistica
Mario Frongia
Il voto, la libera espressione delle comunità, la democrazia. Un bene e una formula tanto vituperata quanto senza formule alternative che possano attuare il meglio per la convivenza civica e sociale equilibrata. La sola ricetta per uno sviluppo socioeconomico diffuso e continuo. L’appuntamento che scuote le coscienze, e affila le penne delle istituzioni e della politica, riguarda le elezioni provinciali. Tra i primi a offrire uno spunto di riflessione, il sindaco di Sanluri e consigliere regionale, Alberto Urpi: “Sia chiaro, tornare al voto è un bene. Ma la scelta della data è stato un errore che andrà a pesare sui dipendenti e sul personale degli enti locali e dei territori. Il ritorno al voto per le Province è una notizia positiva, attesa da tempo. Tuttavia, devo evidenziare la scelta errata della tempistica e della data:.indire le elezioni a fine settembre significa ignorare le enormi difficoltà in cui versano oggi le Province, soprattutto a livello di pianta organica”. Una sottolineatura nota a quanti amministrano la cosa pubblica.
Il momento meno adatto. L’onorevole Urpi accelera: “Parliamo di enti appena ricostituiti, sostanzialmente ancora privi di una struttura consolidata. Ma non solo. Il personale è ridotto all’osso, alle prese con l’attuazione di una riforma tuttora in corso. In questo contesto, chiedere di organizzare una tornata elettorale in pieno agosto vuol dire – rimarca l’onorevole - scaricare su dipendenti e funzionari un peso organizzativo enorme, nel momento meno adatto dell’anno”. Pare sia mancato un minimo di buon senso e attenzione. Le elezioni provinciali sono un argomento di forte attualità e impatto. Tanto che Vivi la Sardegna ospiterà e pubblicherà ben volentieri anche altri commenti provenienti dall’intero fronte di governo, dalle forze sociali del territorio, da enti e istituzioni. ”Sarebbe stato sufficiente uno slittamento di poche settimane, fissando la data a fine ottobre. In questo modo si sarebbero garantiti tempi più distesi e condizioni più sostenibili. I termini non erano perentori, ma ordinatori, e la possibilità di un rinvio c’era. Eppure si è scelto di procedere senza valutare fino in fondo l’impatto pratico di questa scelta. La macchina amministrativa, già messa a dura prova, sarà costretta a uno sforzo supplementare nel mese tradizionalmente dedicato al riposo e alla riorganizzazione interna. Un prezzo che pagheranno ancora una volta gli uffici e le persone che ogni giorno, spesso in silenzio, tengono in piedi i nostri enti locali”.
Necessaria una scelta ponderata. “Si poteva scegliere diversamente, con più attenzione e più ascolto. Il ritorno delle Province alla piena operatività avrebbe meritato un avvio ordinato, rispettoso dei tempi e delle persone. Ecco perché - spiega Alberto Urpi - pur nel pieno sostegno al processo elettorale in corso, esprimo perplessità e disaccordo sulla gestione dei tempi, che ritengo sbagliata e penalizzante per chi opera sul campo”.
Alessandro Manfredi, una storia di costanza e norme etiche
Body builder professionista, 55 anni, ha allenato Anna Oxa e Dolce e Gabbana. Ha vinto tutto e ora vuole riprovarci. “In gara senza farmaci e sotto stretto controllo medico”. Intanto, pensa ai campionati mondiali di Houston
Mario Frongia
Un filo verde difficile da spezzare. Quarant’anni di carriera in palestra. Body builder, tanto per capirci. Testa e corpo in una dimensione speciale, quasi ossessiva. Di certo, non per tutti. Ora dopo ora a modellare muscoli e postura. Con un obiettivo: “La cura del proprio corpo con onestà e spirito di sacrificio”. Alessandro Manfredi ha gareggiato e vinto ovunque. Dall’Europa agli Stati Uniti, passando per Asia e Medio Oriente. Fisico scolpito, muscoli e muscoletti, anche sconosciuti, levigati al massimo. Il prezzo? Molto alto, tra sacrifici e rinunce. Dagli allenamenti massacranti a sedute rigide che paiono non finire mai. Poi, pian piano i risultati arrivano. E dietro c'è anche l'aver praticato sport fin da ragazzini. "Dall'età di sei anni sono all'opera: dal calcio allo judo, lo sci e la canoa". Quindi, il body building. E i successi. Sorriso, braccia al cielo, flash, premi e riconoscimenti nelle competizioni mondiali più accreditate. Intanto, brillano due titoli italiani e un campionato del mondo, conquistato nel 2014 in una delle platee più ambite della specialità: Miami. Ai mondiali vanta anche un terzo, quarto e quinto posto colti sempre negli Stati Uniti tra Boston, Los Angeles e New York. Classe ‘69, Alessandro vive a Cagliari da tre anni. Si occupa, da personal trainer, di preparare gli atleti amatori e professionisti. Ma non solo: "Collaboro come Ems trainer in Family fitness e opero in uno studio cittadino dove facciamo anche l'elettromiostimolazione". Insomma, è scattato il colpo di fulmine: “Da queste parti clima, mare e sport sono le condizioni ideali per la mia professione. Un habitat che mi ha cambiato la vita”. Il mal di Sardegna, ha fatto un’altra vittima. Di pregio.
Scelta etica e sportiva. Dal 2010 Alessandro Manfredi è un atleta di Natural bodybuilding. Detta così pare banale. Ma in un contesto in cui si gioca spesso sporco e senza rispettare criteri scientifici ed etici, la scelta è di primo piano. “Seguo le norme dettate dalle federazioni di Bodybuilding natural. Cosa significa? Vuol dire che si compete senza alcun tipo di farmaco e si gareggia sotto stretto controllo medico con esami alle competizioni e durante l'anno”. Parole precise, che non lasciano adito a dubbi. Alessandro ha allenato anche Anna Oxa, Martina Colombari, Dolce e Gabbana. Ha una vita professionale che lo ha visto personal trainer in circoli di pregio a Milano e in Costa Smeralda: "Dal Cala di volpe al Romazzino, passando per il Pitrizza. E non scordo le esperienza al Palace Hotel di Saint Moritz". Un passato di lusso. Ma adesso, dopo quattro anni lontano dalle competizioni, ha in mente un bersaglio: la promozione dello sport sano e pulito: “Perseveranza, costanza, impegno e amore sono le uniche alleate naturali che ti portano all’obiettivo”. E adesso, prepara il rush. Ma non è quello finale. Infatti, nonostante non sia più un ragazzino, ci vuol riprovare. “Sarò in gara per la categoria fino a 80 kg a settembre a Vicenza e ai campionati italiani di Bologna. Poi, spero di qualificarmi per gli Europei di Monaco. Il traguardo? I mondiali di novembre a Houston”.
Rotary, nel nome del padel
Sport, condivisione, una mano per chi soffre. Doppia serata di sfide e raccolta fondi per supportare le fasce sociali più disagiate. Un assist dei rotariani per la Comunità di San Vincenzo
Mario Frongia
L’attenzione agli ultimi. I tanti che affrontano quotidianamente salite, angoli bui, fragilità. Umanità ai limiti o quasi. Neppure tanto lontana. Da poter accantonare senso civico e responsabilità. Capitoli impossibili da scansare. Voltarsi altrove è difficile. Qualcuno ci prova. Il Rotary club di Cagliari, no. Ed ecco lo sport e l’inclusione. Tartine, smash, il non prendersi troppo sul serio. Con una raccolta fondi per quelli che sono, di fatto, figli di un dio minore. Feriti e frastornati. Ultimi, appunto. Un numero crescente. Giovani, donne, magari vittime di violenze, con minori a carico. Ma anche tanti uomini: “Soli, divorziati, che hanno perso il lavoro e vivono di stenti. Anche in città sono in forte aumento”. I dati sono tragici. “C’è da fare tanto, bene e in fretta” è la parola d'ordine dei rotariani. Valori etici, civici e sociali. Quel genere di concretezza che coniuga idee e dà loro le gambe. Basilari per accorciare le distanze e ridare un briciolo di speranza, orizzonte e dignità. La Comunità Oasi di San Vincenzo ringrazia e macina consensi. Volontari, una fede forte e coinvolgente, sostegno ai più deboli e non solo. Il Rotary padel 2025, dunque. Mercoledì 23 e venerdì 25 luglio, meteo incerto, ambizioni di vittoria nitida. All’Orange, in campo per il doppio maschile e misto. Iscrizioni e immediato overbooking: 36 coppie, l’iniziativa è piaciuta. Si gioca sul limite del set o della mezz’ora. Killer point al primo vantaggio. Dettagli. Perché si tratterebbe di fermarsi al dito. La luna è ben altro. “Tutti assieme per uno scopo e per il bene comune. La nostra missione è a supporto di chi soffre e sta male. Ci accomuna - ha detto Ninni Cabras a nome del Rotary club di Cagliari - fair play, passione, generosità e successo collettivo”.
Un filo verde di generosità e impegno. “La storia siamo noi” canta Francesco De Gregori. La storia del torneo griffato Rotary sui campi dell’Orange è stata frutto di un mix azzeccato: condivisione, talento, tecnica e cuore. Con una spruzzata di sana amicizia. Da qui, il padel e i rotariani come strumento di unione, beneficienza e vicinanza. "Ci impegniamo nel servire il prossimo al di là di qualsiasi interesse che non sia quello di chi ha bisogno”: questa la “vera” cornice dell’evento. Le due serate hanno potuto contare anche sulla sensibilità di aziende quali Formaggi Pinna, Anfiteatro immobiliare, Ottica Cosentino, Nivea Lavanderie, Birrificio 4 mori, Sardavetri, LBJ shop, Antiche terme di Sardara, Marin Hotel, Marco Marongiu, Vini Argiolas, Zurich assicurazioni, Grafiche Ghiani, MP Immobiliare, GH1. Griffe che hanno consentito anche una semplice quanto sincera e divertente cerimonia di premiazione. Applausi, battute e riconoscimenti. Beatrice, splendida e sorridente bimba di otto anni, ha estratto il primo premio, una racchetta offerta da Jambo. Si ride e si scherza. La gratitudine agli sponsor va di pari passo con pizzette, tramezzini, pennette, insalata di riso, bouquet di formaggi, pani carasau, guanciale, birra e vino a cascate. Piove, ma lo spirito è quello giusto. Si parte. In ordine sparso e tra i tanti che hanno preso parte alla manifestazione, sono stati citati, chiamati in causa, hanno appena partecipato al buffet o sono saliti sul finto podio e hanno portato a casa targhe, abbigliamento da gioco, accessori e applausi Tore Lilliu, Andrea Uroni, Alessio e Alessandro Lobina, Gianluca Aste, Denise Cappai, Federico Faraone ,Antonio Zanda, Grazia Costa, Alessio Grazietti, Fabio Stocchino, Marco Marchese, Bruno Corda., Roberto Nati, Carlo Leone, Andrea Zanda, Mario Lilliu, Angela Prisco, Chicco Carta, Roberto Nati, Alessandra Pinna, Giulia Vacca, Marco Galasso, Federico Manca Bitti, Valeria Atzeri, Raul Cadeddu, Stefano Oddini, Beppe Pinna, Carola Casu, Massimo Corrias, Giovanni Boetti, Cristiana Aime, Valentina Fanti, Marco Littera. In chiusura, applausi per Stefano Benci direttore del torneo e uomo macchina all’Orange. La sintesi? Spirito giusto, battute ironiche, risate, sport e inclusione. Più la mano sul cuore. Condizione inderogabile per chi va oltre lo scontato o il formale. Senza ipocrisie e spocchie di plastica. A due passi dal concomitante concerto di Edoardo Bennato, il Rotary ha messo in campo vincenti e perdenti. Ma ha vinto, con merito. E la cifra è stata nitida: un successo da cittadini che sanno vivere. Anche per gli altri.
Cagliari, più o meno la solita storia
Mercato aperto, squadra da rinforzare, grosso modo simile a quella che si è salvata con un turno d’anticipo e ha perso venti volte su 38. Dal riscatto con postilla dei big, alla rottura con Augello e Viola sino all’addio di Makoumbou. In entrata, arriva Folorunsho ma saluta Marin. A Linz rossoblù sconfitti 3-1 dal Galatasaray, in gol Adopo
Mario Frongia
Una musica, e protagonisti, ben nota. La tifoseria ha pazienza, il mercato chiude il 31 agosto, c’è tempo. Anche per perdere i profili adatti o raccattare last minute giocatori rifiutati da altri (Petagna), da riatletizzare (Shomurodov), infortunati (Gaetano), poco adatti alla serie A (Hatzidiakos, Pereiro e Wieteska). O magari, a perderli a zero dopo averli pagati diciotto milioni di euro, Nandez. Questo per stare agli ultimi giri con Ranieri e Nicola. Se si va a ritroso è ancora peggio. Basti pensare agli ingaggi di Van der Wiel, Godin, Paloschi, Caceres, Baselli, Prelec (ancora oggi non sanno che farsene) o alle scommesse su Cerri, Han, Despodov, Bradaric, Ceter o Miangue. Poi, magari si sono lasciati andare Vicario e Tramoni. Ai tifosi pare vada bene anche così: il Cagliari si ama e sostiene a prescindere. Ma occhio a tirare troppo la corda. La scommessa Pisacane - che scorda sia di mostrare gratitudine per Massimo Rastelli, sia cosa gli avesse proposto il presidente con Di Francesco in panca: l’Olbia a 80mila euro dopo 150 gare e 5 reti in A - è tosta. E l’auspicio per fare al meglio è sincero. Poi, c’è il campo. Su questo fronte, il Cagliari è stato sconfitto in Austria a Linz dai campioni d Turchia del Galatasaray: 3-1 per i turchi, gol di Adopo per i rossoblù. E se Piccoli, Adopo e Caprile sono stati riscattati con la frase “rimangono a meno di offerte irrinunciabili!”, è stato ceduto Makoumbou per un milione e mezzo di euro. Si dice: dà sempre la palla indietro e non tira. Se facesse anche quello sarebbe Anguissa, giocherebbe nel Napoli campione d’Italia e varrebbe 25 milioni di euro. La cessione “illuminata” ricorda quella di Ionita, regalato per un milione quando avrebbe potuto dare tanto, vista anche la qualità complessiva del gruppo. Ed è fresca la notizia dell’addio di Marin, regalato all’estero, Aek, sempre per una milionata. Per non dire dei mancati rinnovi di Augello e Viola. Entrambi non se l’aspettavano. Viola l’ha scoperto negli Stati Uniti, dove ha fatto la baby sitter in un torneo sconosciuto trascurando vacanze e famiglia. Riconoscenza, rispetto, parola data: parole buone per lo Zanichelli, meno usate ad Asseminello.
La filofosia giovani-veterani. Appena arrivato il patron partì con la stessa ricetta. La risposta è arrivata puntuale. Tenuto il gruppo storico (Conti, Cossu, Sau), fanfare per l’arrivo di Longo e Crisetig. Il centravanti scuola Inter veniva dall’aver vinto a Wembley la Champions di categoria con Stramaccioni in panca. Un po' più della recente Coppa Italia. Il discorso è semplice e vale anche per gli altri giovani: se si pensa che con Vinciguerra, Liteta e Idrissi in A si facciano furori, magari si fa centro. E il Cagliari navigherà tra le prime dieci del campionagto. Ma la storia dice che non sarà semplice. La stessa storia che in tanti volutamente dimenticano o omettono. Ad esempio, scordando le vergognose gestioni che sono state poi addossate a Zeman, Zola (a dicembre gli promise cinque giocatori e ricevette Mpoku, Husbauer, Diakitè, Berkic, Cop, Gonzales: se qualcuno di questi ha vinto nel frattempo qualcosa, magari il Pallone d’oro, ce ne scusiamo!) e Festa. Sappiamo purtroppo come è andata a finire. Gli errori, nel pallone e nella vita, servono per imparare. Sembrava che con Nicola e Bonato si stesse intraprendendo la strada della modestia, dell’umiltà, della competenza, dell’avere i conti in regola e del far fare le cose a chi le sa fare. Invece, la storia in casa Cagliari pare andare all’indietro. E chissà se il diesse Angelozzi potrà davvero qualcosa. O per fare cassa “verrà” costretto a vendere anche Zortea e Luvumbo? Si vedrà. Ha preso Folorunsho, prestito a otto milioni di euro di riscatto: buon giocatore, utile nelle due fasi in mezzo e anche sulle fasce. Al momento manca la firma. Ed è arrivato anche il centravanti Borrelli, classe 2000, viene dalla B. Comunque, si deve pazientare. Per rinforzare l’organico c’è tanto tempo. E si rimane sempre lieti di venire smentiti dai fatti. Il rossoblù e i Quattro mori sono il colore e l’onore dei sardi. Sempre e comunque. Meno di chi viene da fuori e pensa di dare lezioni
Cagliari, tra passato e presente
La serie A si annuncia combattuta, la tifoseria attende fiduciosa nonostante le esperienze passate. Piccoli e Caprile lontani dalla Domus? Si vedrà. Intanto, salutano Viola, Augello, Makoumbou e Scuffet
Mario Frongia
Il Cagliari dei tre riscatti doc da 24 milioni di euro (“Ho dovuto attingere alle mie risorse personali” le parole del presidente, lo stesso che appena qualche mese fa con l’Indice di liquidità sul collo ha dovuto più o meno regalare Azzi e Wieteska pur di risparmiare sugli stipendi e, mentre anche le pietre chiedevano di una seconda punta al fianco di Piccoli, ha preso dall’Arabia Coman a un milione di euro per sei mesi!), ha dalla sua la fiducia di parte della tifoseria. Però, le incognite sul futuro del centravanti ex Atalanta e Caprile (“Non faccio business con i calciatori” ha esclamato il patron per poi aggiungere la frase magica: “A meno che non arrivino offerte irrinunciabili!”), sono concrete. Ma gli abbonamenti rinnovati sono diverse migliaia in pochi giorni: “Una buona cosa” le parole del predestinato Fabio Pisacane. “È il suo momento” ha annunciato il numero uno. La scelta ha lasciato a terra Davide Nicola e Nereo Bonato, sostituito da Angelozzi, ovvero, gli uomini battezzati neanche un anno fa come gli autori della programmazione e del consolidamento. Pazienza, un campionato e a casa, Adesso, tutti a decifrare in questa politica dei giovani e dei prestiti, le possibili partenze di Zortea, Piccoli, Marin, Caprile e Zappa. Makoumbou è già stato venduto, Palomba, a proposito di giovani, pure. Il caso Tramoni, come altri, non ha insegnato nulla al club. Non sono stati rinnovati i contratti di Augello, Viola (gliel’avevano promesso, l’ha scoperto negli Stati Uniti da Pisacane!), Jankto e Palomino. Ha avuto un altro anno Mina. Mentre in arrivo ci sono le spine, tra gli altri, di Rog, Scuffet, Radunovic. Curiosa la questione portieri: daranno Sherri in prestito dopo l’illuminata intuizione societaria che lo scorso anno ha causato lo strike con Scuffet e l’abbattimento di entrambi. Per il resto, a essere teneri, si va a vista. Si parla di Idrissi, Di Pardo e altri rientri dai prestiti. Chissà. Ma, per ora, ai tifosi va bene così.
In luna di miele. “Non verrò a fare Guardiola”. Ma anche: “Gaetano non va imbrigliato in meccanismi tattici” e “Sono felice, il Cagliari è nella mia pelle”. Fabio Pisacane non può che sentirsi le ali addosso. Parliamo dello stesso scaricato da difensore dal presidente nell’anno di Eusebio Di Francesco: gli è stata indicata l’Olbia e ottantamila euro di contratto annui. Ovviamente, disse no e prese la strada di Lecce, biennale a 400mila. Dettagli. Adesso, dopo la Coppa Italia con la Primavera, è piena luna di miele. Il patron ha scomodato emozioni. Bene. Poi, c’è il campo. Per una squadra che viene dalla salvezza alla penultima giornata, con venti sconfitte sulla pelle, il margine è risicato. Con Sassuolo, Pisa e Cremonese che paiono intenzionate a blindare la serie A, i rischi aumentano. Ma per ora, in attesa delle obbligate mosse di mercato in entrata, la piazza prova a essere un filo ottimista. L’appuntamento è per giovedì 10 luglio. Poi, sul Tonale, con test estivi a seguire. La rosa viene presentata a Tharros il 5 agosto grazie alla collaborazione con Fondazione Mont’e Prama, il 17 Luperto e soci giocano i trentaduesimi di Coppa Italia, il 24 alla Domus arriva la Fiorentina per la prima di campionato. Il mercato chiude il 31 agosto, Servirebbe una strategia. Magari, bella solida.
Sanluri, tra storia, cultura e applausi per Aldo Cazzullo
Da Sa Battalla al mondo contemporaneo, la foto di una comunità forte, coscienziosa e dinamica. “Dalle sconfitte e dalle lezioni della storia si possono costruire grandi vittorie” ha detto Alberto Urpi
Mario Frongia
Un altro step vincente. Frutto di visione, competenza, intuito e senso dello Stato. Sanluri legge, ascolta, commenta. E mette a dimora i semi dello sviluppo, tra coscienza critica, analisi culturali, rievocazioni storiche. Impossibile non vederne i progressivi ed efficaci passi in avanti delle rassegne, con il coinvolgimento dei grandi nomi del teatro, dell’editoria, della tv e dei principali organi di informazione nazionale. Aldo Cazzullo, altra preziosa intuizione del sindaco e consigliere regionale Alberto Urpi e della sua Giunta, ha chiuso e riaperto un cerchio dalle potenzialità straordinarie. Aggregazione, confronto e inclusione. Per un passato da rievocare con cura per capire e crescere. Il Comune di Sanluri, in collaborazione con la Pro loco, l’Associazione enti locali, il Cedac e le associazioni cittadine, ci ha preso gusto. La XIV edizione della rievocazione storica Battaglia di Sanluri, per tutti Sa Battalla del 30 giugno 1409, ha proposto un programma ricco e vasto. Un gigantesco passo indietro ha coinvolto per per due giorni residenti, ospiti, turisti. La foto che non si scorda ha ritratto perfette riproduzioni dell’epoca di abiti, corazze, armi e mestieri. “Continuiamo ad investire sul turismo storico e culturale. La battaglia di Sanluri - ha detto il primo cittadino - ha caratterizzato profondamente la storia della Sardegna. È stato un momento cardine del Medioevo nel Mediterraneo che ha avuto ripercussioni importati negli assetti geopolitici successivi. Abbiamo aggiunto ulteriori elementi a questa edizione: oltre alla rievocazione sul campo e al castello, sono stati apprezzati dei passaggi recitati utili a capire la battaglia. Sa Battalla è un momento di storia di tutti i sardi che è importante conoscere”.
Un sabato speciale. Opinionista, divulgatore e firma di pregio, Aldo Cazzullo ha raccontato “Da Sa Battalla a Dante, la nascita di una patria”. In sostanza, un viaggio articolato e avvincente nel Medioevo della Sardegna. La corte esterna del Castello di Sanluri, gremitissima, ha risposto con attenzione ed entusiasmo. La conversazione con il giornalista e scrittore ha colto nel segno. I saggi di Aldo Cazzullo hanno fatto luce e approfondito aspetti salienti del Belpaese. Un percorso tra passato e futuro. Nel centro della Marmilla, sotto le stelle, in un’atmosfera conviviale con la degustazione dei vini della Cantina Su Entu, si è compiuto un piccolo grande miracolo che ha sposato identità, storia, territorio. “Sa Battalla è stato lo scontro campale tra i sardi del Giudicato di Arborea guidati da Guglielmo III di Narbona e i catalano-aragonesi dell’erede al trono Martino II. Si scontrarono nelle campagne di Sanluri, nella località Su Bruncu de sa Battalla. Vinsero gli aragonesi trucidando l’esercito sardo in località S’occidroxiu, Ovvero, il macello. “Parliamo dello scontro militare che ha sancito la definitiva crisi del Giudicato d’Arborea e ristabilito il potere della Corona d’Aragona in Sardegna. Ovvero, ha posto fine all’indipendenza dell’Isola”. Tratti sobri e precisi, momenti di studio e approfondimento applauditi dalla platea. “Il nostro impegno prosegue. Figure qualificate della cultura nazionale che dal vivo dialogano con il pubblico, parlano di Sa Battalla e delle conseguenze successive, nel Mediterraneo e fino al Regno di Sardegna che diventa Repubblica, accrescono il senso della storia e dell’appartenenza. Per il nostro territorio - ha rimarcato il sindaco Alberto Urpi - sono esperienze che fino ad alcuni anni fa sembravano improponibili. Ma siamo cresciuti, questi momenti si ripetono periodicamente. Ed è così che dopo aver ospitato storici del calibro di Alessandro Barbero e Roberto Giacobbo, siamo arrivati ad Aldo Cazzullo”. La nota finale è piuttosto interessante: “Tra Sa Battalla e il festival SanluriLegge siamo riusciti a dimostrare che anche d'estate nei nostri centri, non costieri e lontani dal mare, si possono fare grandi numeri. La ricetta? Bisogna crederci e impegnarsi tanto, ma si può. Grazie - ha concluso il primo cittadino - ai tantissimi che lo hanno reso possibile”.
Cagliari, incertezze e vecchie storie
Mercato, tra riscatti e fake. Una politica societaria che, visti i precedenti, non regala grandi prospettive. Da oggi al 10 luglio si scoprirà quali siano le vere le intenzioni e le potenzialità economiche del club
Mario Frongia
La tifoseria freme. E pensa: ma se uno dei principali motivi per cui è stato cacciato Davide Nicola era legato al poco impiego di Marin, Obert e Prati, com’è che proprio il rumeno è stato messo tra i partenti? Sarà perché ha un contratto annuale che supera il milione e nessuna intenzione di ridurselo come pressa il club? Un discorso già fatto in passato e che si riproporrà anche per Rog e altri. Si vedrà. Ma la premessa è d’obbligo: in questi giorni la giostra pallonara è incontrollabile. Il mercato - per un titolo, un’intervista, una foto o una mezza buffala - è nelle mani di chiunque. Sui social i nomi dei papabili, entranti e uscenti, del Cagliari e non solo, è illimitato. Ma adesso, si entra nel vivo con i riscatti. Le testate più vicine, se non vicinissime, alla società rossoblù digitano solerti il riscatto di Piccoli, Adopo e Caprile. Ballano circa 25 milioni di euro. Peccato aggiungano una postilla quasi equivoca: verranno riscattati ma non è detto che rimangano. Dunque, via al gioco delle plusvalenze. Perché si ha conferma che, anche se dovessero esserci iniezioni di capitale da parte di gruppi terzi all’asset dirigenziale - l’Indice di liquidità continua a tenere sotto scacco il club.
Perplessità, tra flop e sofferenza. La tiritera vista nell’ultimo decennio pare destinata a proseguire. Tra affanni, organico carente in qualità, poca programmazione. Anzi, no. Fabio Pisacane ha, tra i suoi compiti, da percorrere una strada: valorizzare i giovani che ha condotto alla vittoria storica della Coppa Italia Primavera. Una mission mica da ridere. La serie A è banco di prova severo e crudele. Che sia necessaria una colonna vertebrale solida e di qualità è fondamentale. ovvero, portiere e bomber che conoscano la categoria e facciano la differenza. Come diceva, dopo aver messo in porta Albertosi e Riva in avanti, ai tempi dello scudetto Andrea Arrica, saggio e illuminato dirigente, anche con pochi denari. Altrimenti si soffre. E tanto. Per cui, se partono Piccoli e Caprile, la storia è semplice: con la plusvalenza devono arrivare interpreti all’altezza. E non saranno gratis. Se poi, come passa nel ventilatore mediatico allineato, la società vuole fare cassa anche da Zappa, Zortea e Makoumbou, ci sarà da pensare anche ai sostituti. e serviranno altri denari.
Campionato e Coppa: da Ponte di Legno a Cabras, partendo da Asseminello. L’appuntamento è per il 10 luglio al Crai Center di Assemini. Tre giorni conditi da vIisite mediche e ambientamento dei nuovi. Quindi il salto nel Tonale fino al 22 luglio. Il 23 è prevista un’amichevole top a Linz con il Galatasary campione di Turchia. Da stabilire le altre amichevoli. La presentazione della squadra dovrebbe tenersi a Cabras, il 3 agosto. Poi, si fa sul serio. Il 17 primo step per i trentaduesimi di Coppa Italia, alla Domus con la vincente di Avellino-Audace Cerignola. Poi si entra nel vivo: prima di campionato in casa contro la Fiorentina, domenica 24 agosto alle 18.30. Quindi, il sabato seguente trasferta al Maradona del Napoli con lo scudetto al petto. Poi, pausa per la nazionale. E, a seguire, terza d’andata in casa con il Parma, sabato 14 settembre alle 15. Insomma, il rinnovo di Mina è davvero poca roba per dire ai tifosi di un Cagliari che verrà competitivo almeno per blindare la categoria. Il rischio è - pur incrociando le dita e senza scordare che stare nel massimo campionato è e sarà serie A per tutti! – elevato. La risalita di Sassuolo, Pisa e Cremonese – società solide, credibili e in fase di profondo restyling adeguato alla categoria – non promette bene. Il Cagliari di Nicola si è salvato con un turno d’anticipo, sedicesimo alla pari con il Parma, con venti sconfitte sul groppone. Ci sarà da fare meglio. O almeno altrettanto.
L’Ussi nel ricordo di Gianni Minà
L’International award ha sposato sport, inclusione, territorio e giornalismo. Dal corso di formazione dell’Ordine sulle donne alla sfida tra ex campioni e Special Olympics, fino alle interviste storiche del cronista scomparso nel 2023. Nel padel brillano Acquafresca-Esposito, Di Matteo-Hasselbaink, Zola-Urpi e Marchese-Suazo. La cooperazione tra enti pubblici e Mediterranea, Craregione, Acib e CralRegione
Mario Frongia
Un parterre d’eccezione. Con i vertici nazionali del giornalismo e dei sindacati di categoria, presidenti e vice di Ordine dei medici, Fondazione di Sardegna, magistratura e forze dell'ordine, associazionismo, volontariato, cariche regionali e comunali, accademia e libere professioni. Tutte e tutti assieme nel ricordo di Gianni Minà. Una tre giorni che ha avuto per ospiti al Tanka di Villasimius Gianfranco Coppola a Giuseppe Meloni, Paolo Mastino, Emilio Montaldo, Rosanna Lavezzaro, Antonio Nicolli, Padre Gabriele Semino, Paolo De Angelis, Micaela Morelli, Rita Dedola, Ester Cois, Stefania Rosas, Mimma Caligaris e Loredana Macchietti Minà. Quindi, i campioni, quelli che hanno vinto con e per i club e la maglia azzurra. Da Beppe Dossena a Renato Zaccarelli, Stefano Oppo, Renato Copparoni, Beppe Tomasini e Marabadminton, fresco campione d’Italia. L’“Ussi international award 2025-dedicato a Gianni Minà” ha avuto anche i saluti di Adriano Panatta, Marco Tardelli, Alessia Orro e Giovanni Malagò. Insomma, il giusto tripudio nel ricordo delle magie della professione, oggi impensabili, firmate dal cronista piemontese con origini siciliane.
Villasimius, territorio e ambiente. L’evento si è chiuso sabato 14 giugno. Ai lavori - dal corso di formazione dell’Ordine dei giornalisti alla cerimonia inaugurale e alle iniziative di inclusione, culturali, esaltazione del territorio e attenzione alle nuove generazioni - hanno preso parte Gianfranco Coppola, Mario Zaccaria e Paolo Mastino (presidenti Ussi nazionale, Campania e Sardegna), Giuseppe Meloni (presidente Odg Sardegna), Gianluca Dessì, Michele Cireddu e Francesco Ciusa (sindaco, assessore e segretario, Villasimius), Rosanna Podda e Francesco Piludu (assessorati regionali Turismo e Programmazione), Micaela Morelli (Fondazione di Sardegna), i consiglieri regionali Alberto Urpi (sindaco di Sanluri) e Stefano Schirru, Antonio Nicolli (questore vicario), Stefano Colantonio e Massimo Meloni (tenente colonello e maggiore, Carabinieri). L’Award - curato dalle associazioni Mediterranea, Acib, Craregione, Msp e CralRegione - ha avuto la media partner Rai, patrocini e supporto di Coni, Ordine giornalisti, Ussi Sardegna, Fnsi, Fondazione di Sardegna, Regione Sardegna, Sport e salute, Comuni Villasimius e Sanluri, FederCusi, Ordine medici e Università di Cagliari.
Cerimonia inaugurale, aggiornamento professionale e Comitato nazionale Ussi. L’award si è aperto con il corso Odg. “Donne, professione e sport. Tra valori, discriminazioni e altre storie”. Con Gianfranco Coppola, Giuseppe Meloni, Vittorio Di Trapani, Emilio Montaldo (Fnsi e Ordine medici Cagliari), Moderate da Mario Zaccaria e Cristiana Aime (Rai), relazioni di Loredana Macchietti Minà, Mimma Caligaris (vice presidente Ussi), Simona Rolandi (Rai Sport); Valentina Bisti (Tg1-Rai), Ester Cois (prorettrice Uguaglianza di genere, Università Cagliari), Rita Dedola (Consigliera parità, Citta metropolitana Cagliari), Camilla Frigerio (Consorzio Vero volley, Monza), Rosanna Lavezzaro (questore Cagliari); Micaela Morelli; Stefania Rosas (Special Olympics); Gianna Zazzara (vice presidente Assostampa Sardegna). Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte anche Padre Gabriele Semino (facoltà teologica, Cagliari), Paolo De Angelis (procuratore aggiunto tribunale Cagliari), Ignazio Artizzu (caporedattore Rai), Gianluca Dessì (che ha premiato Loredana Macchietti Minà), Michele Cutolo (vice presidente nazionale Mcl), Stefano Oppo (plurititolato olimpico), Renato Copparoni (Cagliari, Torino e Lazio), Beppe Tomasini (Cagliari campione d’Italia), Beppe Dossena (campione del mondo Spagna ’82) e Renato Zaccarelli (capitano Torino scudetto 1976). Per l’occasione si è riunito al Tanka anche il Comitato di presidenza nazionale Ussi con, oltre a Gianfranco Coppola, Mario Zaccaria, Mimma Caligaris e Mario Frongia, Giuliano Veronesi e Gabriele Tacchini.
Campioni e inclusione. Nel torneo fantasma misto di padel titolo ex aequo per Acquafresca-Esposito e Di Matteo-Hasselbaink. Piazza d’onore per Zola-Urpi e Marchese-Suazo. Particolarmente applaudito il match di calcio a 7 tra campioni, arbitrato da Beppe Dossena e Renato Zaccarelli, e gli Special Olympics, coordinati dalla responsabile scientifica, Stefania Rosas. In due serate sono stati proiettati, con il commento di Loredana Macchietti Minà, la moderazione delle croniste Rai, Simona Rolandi, Simona Desole e Valentina Bisti, con dibattito a seguire, quattro puntate di “Cercatore di storie” di Gianni Minà - scomparso a 84 anni nel marzo del 2023 - con le interviste a Maradona, Cassius Clay, Sergio Leone, Robert De Niro, James Wood, Ennio Morricone e Enzo Jannacci. (m.fr.)
