Mario Frongia
Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi
Coni, bilancio positivo
Risultati, numero dei praticanti, impiantistica e diffusione. Il comitato regionale guidato da Bruno Perra saluta un 2025 di pregio. "Sarei felice di vedere l'apertura dei cantieri del nuovo stadio e del palasport"
Mario Frongia
Ci sarebbero i circa duecentomila praticanti: “E potremo sbagliarci nella stima per difetto! Discipline come arti marziali, sport acquatici o arrampicata, che su scala nazionale è passata da 30mila a centomila iscritti, sono in forte crescita. E le palestre sono al completo. Per non parlare di tennis e padel”. Bruno Perra, presidente del Coni Sardegna, chiude l’anno con un sorriso. E con il numero uno del Comitato olimpico regionale sorridono anche le oltre quaranta Federazioni, le associazioni e gli enti di promozione. “Per tutti noi è stato fondamentale avere il supporto dagli assessorati regionali allo Sport e al Turismo. Ma anche con quello dei Trasporti siamo al lavoro: è facilmente intuibile quanto siano importanti gli spostamenti per gli operatori dell’ippica, tra cavalli e carrelli, per quanti praticano vela e per coloro che si muovono tra navi e aerei”. L’intesa con la Regione, dunque, come volano e indicatore di una sensibilità istituzionale più attenta alle esigenze degli atleti e dei club. “Dalla Regione si sviluppa una promozione che le società stanno cogliendo. E segnalo un aspetto: specie per i lavori strutturali sotto il milione di euro veniamo interpellati dai comuni per un parere. Bene, anche dalle piccole municipalità le richieste di poter aprire una palestra o riattare un campo polivalente sono in continua ascesa. Lo sport - rimarca il presidente - in Sardegna cresce e cresce bene”.
Auspici e linee operative. “Abbiamo lavorato bene sotto la guida di Giovanni Malagò e continueremo a farlo con il presidente Buonfiglio, Luciano è stato qui da noi un mesetto fa, le relazioni sono perfette e guardano al futuro. Non potremo che crescere assieme”. Bruno Perra guarda lontano. Ringrazia i media per il supporto e rilancia: “Siamo attesi da attività che abbracciano il mondo della scuola, del volontariato e dell’ associazionismo: lo sport negli ultimi vent’anni è completamente cambiato. Una società, dalla Riforma in poi, si deve attrezzare e avere competenze specifiche. Noi, con corsi di formazione e aggiornamento, siamo al loro fianco”. Un Comitato olimpico dinamico e volto al futuro. “Se penso all’impiantistica, l’auspicio per il 2026 è di veder partire a Cagliari i lavori per il nuovo stadio e per il palazzetto dello sport. Così come sarebbe ottimo se avanzassero quelli dell’impianto di Monte Urpinu al Tennis club Cagliari. E sarei felice di vedere ultimato il cantiere del palasport di Sassari”. Strutture, luoghi ed eventi. “Il 2024 è stato l’anno delle Olimpiadi di Parigi con tanti sardi e tante medaglie. Pensavamo fosse complicato ripeterci, come accade negli anni che seguono i Giochi. Invece ci sono le premesse per fare meglio. Magari, con Sergio Massidda che può riconfermarsi pesista di valore continentale”. Nella conferenza di fine anno si passa anche agli appuntamenti. “Tra i tanti eventi che sarei lieto di replicare, penso al Rally e ai campionati mondiali di moto cross di Riola Sardo. Il calendario degli appuntamenti è ancora in una fase di rifinitura ma sarà ancora di alto livello”. Un altro passaggio significativo riguarda l'aspetto culturale, tra fruitori e atleti di manifestazioni che si svolgono nei centri urbani: "In tutto il mondo anche le grandi metropoli accolgono con soddisfazione lo sviluppo di maratone e altri eventi, qui da noi dobbiamo ancora crescere". Infine, l'auspicio inerente il ciclismo: "Se ci sono stati dei problemi per il circuito di via Fiume a Quartu, spero presto che potremo metterci all'opera per trovare una soluzione alternativa".
Cagliari, Toro matato
Prati e Kilicsoy la ribaltano in casa granata. Pur tra assenze pesanti, Pisacane si ritrova un gruppo che non molla e la classifica fa meno paura. Adesso, testa al Milan
Mario Frongia
Funziona l’arretramento di Deiola, è perfetta la riconferma di Kilicsoy, reggono anche Idrissi, Mazzitelli e Prati. Le mosse di Fabio Pisacane vanno per il verso giusto. Nonostante le assenze: senza Belotti (sarebbe stata suggestiva la sfida del bomber in maglia granata proprio al suo ex Toro!), Felici, Mina, Folorunsho e Rodriguez, più Obert e Borrelli non al top. Out, per la coppa d’Africa, anche Liteta e Luvumbo. “Gli assenti sono una scorciatoia per alibi che non accetto. Se avessimo perso non sarebbe stato per la pioggia o per chi non c’era! Godiamoci questa vittoria, ci attende una partita difficile”. Il Pisacane pensiero va al Milan, alla Domus venerdì 2 gennaio, 2045. Per poi tornare sul 2-1 in rimonta contro il Torino: “L’abbiamo preparata sapendo che hanno giocatori abili nel cambiarla in corso d’opera. Mi è piaciuta la reazione. Esposito fuori? Scelta tecnica, non si è allenato al meglio. Idrissi sta crescendo e Mazzitelli l’abbiamo aspettato” aggiunge il tecnico del Cagliari. Insomma, festa meritata. Contro un Torino, specie dopo il vantaggio, a tratti supponente e distratto. “Abbiamo fatto 19 tiri e tanti cross, c’è dolore. La prestazione c’è stata, il risultato no” le parole amare di Marco Baroni Intanto, in attesa che le gare della diciassettesima giornata si completino, il Cagliari si porta a+6 dal Verona terzultimo con due partite da giocare. Ci sarebbe da commentare il flop dell'internazionale Doveri: clamorosa la gestione. dopo soli 8', seguita al fuorigioco-palla in area, fallo da rigore e/o espulsione di Paleari su Idrissi. da incubo. Lo fermeranno.
Imperatore Semih. La maglia 9 non gli pesa. Kilicsoy è la certezza che lievita. La rete contro il Pisa è stata l’antipasto. A Torino il gol dalla trequarti: dribbling e sterzate su cinque granata, sinistro secco e rasoterra a beffare Paleari. “Ringrazio tutti, a partire dai compagni, mi hanno accolto e messo a mio agio. Contro il Pisa il gol non è servito a vincere, con il Torino sì” dice il bomber turco ex Besiktas. Al Cagliari in prestito con diritto di riscatto, fissato intorno ai dodici milioni di euro, Kilicsoy può solo crescere. Anche Matteo Prati si gode l’attimo: “Il gol? Contava fare punti e migliorare la classifica” commenta il centrocampista che pare rendere meglio da interno più che in regia. La rivoluzione “giovani e motivati” costa sudore e fatica. E necessita di risorse solide, programmazione, competenza e visione accurata. Oggi su oggi il bilancio ha il segno in equilibrio. E chissà cosa ne pensano gli americani dei fondi speculativi che dovrebbero staccare un assegno di circa cinquanta milioni di euro per il 40 per cento di un club che dopo diciassette gare, con 18 punti, marcia nei solco della strada salvezza.
Mercato e salvezza. Intanto, va concluso il girone d’andata. Poi, arrivano cessioni e acquisti, casse aperte dal 2 gennaio al 2 febbraio. E c’è, sempre più impattante - e per la narrazione societaria fotocopia dispensata ad arte per rafforzare l’amore per la maglia, alle lacrime per i Quattro mori e Gigi Riva, i tempi dello scudetto o magari le attenzioni per l'ambiente della Sardegna! - la questione stadio, tra business, politica e indotto. Ma è da anni una faticaccia far stare i tifosi con l’animo più sereno. I boatos circolano, spesso innestati da diesse, procuratori, società. Di Palestra si è detto: dovrebbe stare sino a giugno ma l’Atalanta potrebbe cedere alle lusinghe dei sei, sette club top che chiedono l’esterno. L’Inter pare in testa alle pretendenti. Cash, valore sui 40 milioni di euro, i Percassi lo riprenderebbero da Cagliari a fronte di un conguaglio per girarlo ai nerazzurri. Il direttore rossoblù Angelozzi ha stoppato l’idea. Si vedrà. Pare destinato ai saluti, e sarebbe molto grave, anche Luperto, diretto dall’ex Nicola alla Cremonese. In rientro si parla di Dossena, ma anche di Marianucci (Napoli): di fatto, con Mina poco costante, un centrale, meglio se di piede destro, serve. Paiono all’addio anche Prati (destinazione Torino) e Mazzitelli. Ma questa è la fase di una giostra che andrà a velocità variabile. Per crederci è meglio aspettare certezze.
“Hansel e Gretel”: serata indimenticabile con i fratelli Grimm alle Saline
Da venerdì 26 a martedì 30 dicembre emozioni, leggerezza e fascino al Teatro delle Saline. Lo spettacolo di Natale con testo e regia di Elisabetta Podda è un classico atteso da sempre dal pubblico cagliaritano. Un piacevole e divertente viaggio nel tempo per grandi e piccini
Mario Frongia
Il classico che non si scorda. Arte teatrale pura, tra divertimento, risate ed emozioni. Al Teatrio della Saline si vola leggeri. E si festeggiano le feste con un viaggio nel tempo e nei tempi. Akròama presenta “Hansel e Gretel” con testo e regia di Elisabetta Podda. Un pomeriggio speciale, tra scene esilaranti e battute che catturano grandi e piccini. Lo spettacolo di Natale curato e promosso da Akròama è diventato un appuntamento immancabile per le feste natalizie. Una prova splendida della compagnia che da sempre conquista e affascina il pubblico maturo e i più giovani. “Un appuntamento ricco di emozioni, divertimento, fascino” dice il direttore artistico, Lelio Lecis. Insomma, da venerdì 26 dicembre, alle 18, con repliche sabato 27, domenica 28, lunedì 29 e martedì 30 dicembre, sempre alle 18, alle Saline si gode di affresco chje non si scorda.
Il bosco, due bimbi, una strega terribile. A ridosso di un grande bosco vivono due fratellini inseparabili: il coraggioso Hansel e la piccola Gretel. I due bambini, purtroppo, vivono nella povertà insieme ai loro genitori. Un giorno, quando in casa non c’è più nulla da mangiare, il padre e la madre, disperati, decidono di abbandonarli nel cuore del bosco e da lì tante cose accadranno: incontreranno anche una strega, molto speciale a dire il vero, ma sempre terribile. Riusciranno i due fratellini a sconfiggere la strega e a ritrovare la via di casa?
Classico senza tempo. “Hansel e Gretel” dai fratelli Grimm di Elisabetta Podda. Con Matteo Sbandi (Hansel), Sveva Contu (Gretel), Tiziana Martucci (strega). Scenografia Marco Nateri e Anna Paola Marturano. Disegno luci Lele Dentoni, Costumi Marco Nateri e Edoardo Melis. Sartoria Adriana Geraldo. Direzione tecnica Lele Dentoni. Tecnico Nicola Pisano. Fotografia Veronica Lampis. Responsabile produzione Julia Pirchl. Direzione artistica Lelio Lecis.
Allievi Akròama education. Lo spettacolo di Natale vanta un cooperazione che promette bene. Infatti, la scenografia è stata realizzata in collaborazione con gli allievi del laboratorio di Akròama Education: Antonella Fiori, Manuela Simbula, Maura Sanna, Maria Cristina Mancosu, Patrizia Congia, Rita Ximenes, Sara Foddis, Silvia Defraia e Roberta Mulas.
Cagliari, vittoria cercasi
Nel faccia a faccia con il Pisa finisce 2-2. Ma nel recupero Tramoni e soci potevano anche vincerla. Il match da 6 punti lascia perplessità e dubbi. La classifica rimane insidiosa e sabato si va a trovare il Toro
Mario Frongia
Le notizie positive, che non possono nascondere il peggio, partono da Kilicsoy: il turco, che nel suo Paese contendeva la maglia a Immobile, ha giocato dal 1’. E ha segnato. A tratti, controllo e movenze, ricorda il primo Gigi Casiraghi, con meno chili e centimetri. Il gol del 2-1 ha scoperchiato la gioia della Domus, depressa per il gol dei pisani firmato dal dischetto dell’ex Tramoni, cacciato come avesse la peste. Poi, con il neo goleador rossoblù del Bosforo in estasi, tutti a recriminare: ecco, non l’ha mai fatto giocare! Può risolvere la sterilità offensiva! Dare una finalizzazione che non abbiamo! E così via. Com’è giusto il tifo dipinge campioni molto in fretta. E altrettanto rapidamente li distrugge. O dimentica. Semih, classe 2005, è al Cagliari in prestito con diritto di riscatto. Ad arrovellarsi, ma neanche tanto, c’è da pensare che abbia un qualche bonus da incassare se gioca con continuità. E, visti i precedenti, è plausibile lo stop dall’alto. Insomma, nulla di nuovo in casa rossoblù. Da segnalare anche la prima rete di Folorunsho: era ora! Per l’esterno che avrebbe dovuto far dimenticare Zortea, la marcia va sempre al rallenty. L’inzuccata che è valsa il pari su cross di Zappa, merita un applauso. Un altro passaggio positivo del 2-2 in casa contro il Pisa di Alberto Gilardino riguarda la capacità di reazione e, al tempo stesso, l’amnesia difensiva quando il match va a chiudersi. “Siamo stati ingenui” il succo dopo gara di Fabio Pisacane. Ma la verità è che il gruppo dà questo: sta in partita a Como, combatte a Torino con la Juve, batte la Roma. Ma pareggia gare che avrebbe dovuto vincere - anche se sul filo di lana - con due dirette concorrenti, Genoa e Pisa. Male. Anche perché dietro le cose sono in effervescenza. Il 5-1 della Fiorentina sull’Udinese, che balza a 9 punti con la prima vittoria stagionale, è un primo segnale. Il Genoa, in dieci dopo 4’, è stata beffata dall’Atalanta solo nell’extratime. Insomma, nessuno molla. E se sabato si va a Torino senza la bava alla bocca, la chiusura dell’anno sarà amara.
Formazione, singoli, campo e fuori campo. Dopo tredici gare Fabio Pisacane ha confermato per due partite di fila gli stessi undici. In precedenza il valzer degli interpreti di certo non ha aiutato sintonia e collettivo. Con il Pisa passo indietro con più di una novità. Intanto, con il segno più, per Borrelli acciaccato, l’innesto di Kilicsoy. Poi, con il segno meno, l’accantonamento di Luperto. Non occorre essere dei geni per intuire che l’ex Napoli ed Empoli è nel mirino del tecnico, ovvero del presidente. Già fuori per tre gare in avvio - con i boatos che l’avrebbero visto con altri compagni al centro di un duro confronto con l’allenatore, legato alla composizione della mediana, Prati, fragile e poco frangiflutti - pare sia destinato alla Cremonese. Ritroverebbe Davide Nicola. E il club dovrebbe cercare un sostituto. Perché, anche augurandogli un gran bene, Rodriguez ha stoffa e mezzi ma da qui a dipingerlo come il futuro Sergio Ramos ce ne vuole. Per stare dietro, è parsa palese la non condizione di Mina. Ma nessuno deve sorprendersi: il colombiano ha i muscoli di cristallo, Ranieri dixit. Da qui, prestazioni e condizione in altalena. Infine, Prati. Il regista voluto dal capo supremo ha prima perso il posto da titolare. Poi, è subentrato a gara in corso. Fino a sparire dai radar: con il Pisa neanche un minuto. C’è tempo, è giovane. Ma magari, come dicono in tanti, può provare da interno. Da play fa troppa fatica. Ed ecco infrangersi il sogno della proprietà che l’ha pagato quattro milioni e mezzo di euro, e vede in salita un’eventuale plusvalenza. Chiacchiere? No, osservazioni nitide, confermate anche da analisti senza obbligo di compiacere. Inutile diluire il brodo: una squadra con 15 punti in sedici gare, a 3 lunghezze dal Verona terz’ultimo che ha una partita in meno, con il rapporto gol segnati/subiti, 17 e 23, tra le peggiori sette e cinque del campionato, deve cambiare passo. Quanto prima.
Inclusione e lotta alle violenze di genere: Ussi, Sport e Salute e Asd Mediterranea al liceo “Foiso Fois” di Cagliari
"Giovani reporter": valori, regole e condivisione per abbattere barriere, avvicinare alle attività motorie e creare gioco di squadra. Un bel colpo per i cronisti sportivi alla vigilia degli ottant’anni dalla fondazione
Mario Frongia
Temi attuali, delicati e dibattuti. Condivisi con una platea di studentesse e studenti che navigano tra Michelangelo e Tintoretto, Caravaggio e Renzo Piano. Ussi Sardegna e nazionale, Sport e salute, Ordine dei giornalisti e liceo artistico e musicale “Foiso Fois”: quando l’intesa e il senso di responsabilità tra istituzioni e partner, matura e cresce. In una mattinata umida, l’aula che si raggiunge tra anditi dalle volte ardite, calchi, bozzetti, piccoli grandi affreschi, pitture. Cagliari, a pochi passi dal traffico e dai clacson che ingorgano il Natale e l’orgia consumistica che ne consegue. A poche centinaia di metri dai luoghi della movida, dai palazzi della politica, i circa settanta tra ragazzi e ragazze che hanno seguito l’evento inerente il progetto “Giovani reporter - Men sana in corpore sano”, hanno colto l’attimo. Felpe, jeans sdruciti, capelli multicolore, trucco bello intenso, giubbini e tshirt che raccontano sentimenti, gioie, amarezze. Da qui, un approccio in avvio alquanto statico, incerto, dubbioso. Poi, anche grazie al video “Yes I can”, strepitosa festa legata allo sport e alla vita dei disabili che non mollano e contrattaccano, il ghiaccio che pian piano si scioglie. E diventa curiosità, attenzione, stroppiccio di occhi e sguardi d’intesa. Così, ecco brillare la frequenza giusta. Anche grazie a Paolo Mastino e Gianfranco Perseu, presidenti Ussi Sardegna e Asd Mediterranea, con i saluti dello scrivente, ambasciatore anche dei concetti base dei cronisti sportivi nel segno delle politiche seguite dal direttivo nazionale Ussi, presieduto da Gianfranco Coppola, e dal referente regionale Sport e salute, Stefano Esu, le nuvole si sono pian piano scansate. Nell’approccio, sul progetto che accompagna la diffusione delle attività sportive sul territorio, con asset fondamentali quali inclusione, disabilità e lotta alle violenze di genere, sono state di rilievo le parole motivanti della preside, Nicoletta Rossi, e della docente di Lettere, Giulia Baita, al fianco dell’Ussi nel recepire e coordinare al meglio la proposta di formazione e confronto. Paolo Lai (Storia dell’arte), Isabella Mei (Discpline pittoriche), Marcella La Licata (Storia e filosofia), Alessandra Curreli (Inglese) e le insegnanti di sostegno Roberta Spiga, Melania Loddo e Sara Sulas hanno seguito con affetto e un filo di trepidazione i loro allievi. Un cameramen di Rai Sardegna ha filmato il contesto. Sì, se l’Unione stampa sportiva italiana nel 2026 festeggerà gli ottant’anni di storia e lavoro sindacale, avrà memoria e narrazione adeguata anche nel filo annodato con i ragazzi e le ragazze della seconda, quarta e quinta del corso D.
Con il secondo video, dedicato alle donne e all’universo femminile, alle energie e al talento che ne accompagna vitalità e intuito troppo spesso calpestato, è maturata un’empatia condivisa. Condivisa e avvicinante, distante dalle posture ingessate tipiche, almeno in partenza, dei liceali di fronte a volti, parole, immagini, suoni. Le tre classi hanno dato il meglio: platea silente e coinvolta, capace di intervenire e mostrare quel guizzo che accompagna chi sa già delle discese e delle salite, degli sgambetti e dei complimenti, del cadere e avere la forza di rialzarsi. Lo sport, insomma. Meglio, la vita quotidiana. Un ring dove ci si può fortificare nel combattere, nel trovare una comunicazione adeguata, nel costruire un cammino, magari duro e irto di spigoli, ma sincero e leale. Da qui, le considerazioni sulle regole, i principi, il rispetto degli avversari. Ovvero, la convinzione che la reciprocità, meglio se genuina, sia una base di partenza per nulla scontata. Così come non è copia e incolla stare al fianco, rispettare, apprezzare e condividere studio e momenti della propria esistenza con i ragazzi e le ragazze “arcobaleno”. Vita, emozioni, garbo e tutto quel che si vuole sognare, diffondere e coltivare. Il mondo corre e rincorre. Battaglie di cultura e comportamenti senza che nessuno se ne possa chiamare fuori. Anche la partitella finale di volley e le prove alla corda, sono state un buon esempio di condivisione. Gli interventi di Markus, Gabriele, Magda, Davide, Itria, Giuseppe, Francesco, Roberto e Tommaso, per la gran parte impegnati anche nel filmare e fotografare il confronto, hanno acceso la luce su percezioni e sfumature che spesso sfuggono. Per pigrizia o superficialità, poco importa. Ma le immagini che hanno dato una mano a incorniciare le tre ore scarse di faccia a faccia convinte e volte a un futuro mai cosi vicino. Nella sala, anche grazie a una lavagna Lim di nuova generazione, è lievitato un senso di appartenenza. Forse, quel genere di commistione che responsabilizza e fa sentire più vicini. Le pareti - tra tra ritratti e bozzetti che fanno parte di progetti piuttosto importanti, tra questi quello dedicato all’Inferno - hanno tenuto vicine sensazioni, umori, incertezze. Sì, c’è da lavorare e non potrebbe essere altrimenti. Tra coscienza critica, luoghi comuni, cliché e un giornalismo che spesso dimentica i propri obiettivi in un oceano di fake maturato su social privi di controllo. Ma quando è partito il video di Monica Contrafatto, sottufficiale dell’Esercito che nel 2012 in Afghanistan ha perso una gamba per l’esplosione di una bomba - e ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 è salita sul podio per indossare il bronzo nei cento metri, con il bis a Tokyo 2021- ragazze e ragazzi sono ammutoliti per davvero. Il sorriso felice e determinato di Monica ha chiuso il cerchio.
La forza delle genuinità del territorio
Il cuore e la storia di una Sardegna che non tradisce: Planargia, Parteolla, Sulcis e Medio Campidano. Per la cultura turistica esperenziale 2025 sono state premiate le artigianalità tipiche di Sanluri
Mario Frongia
Ci sarebbe da narrare della passione e del talento. Di un proficuo percorso esperenziale dai tratti poco noti. Una Sardegna che sorprende e colpisce. Nella semplicità e nelle modalità. Ad esempio, il Museo del pane e la chiesa di Nostra signora delle grazie. Ma non solo. La storia del civraxiu e quella della fede. Storia e attualità, un percorso esaltato dalle caratteristiche territoriali e socioimprenditoriali di Sanluri. Ed è proprio nel cuore del Medio Campidano, in una giornata fredda e con un sole pallido, che hanno avuto luogo le premiazioni del contest inerente il progetto su attività tipiche, storiche e tradizionali del territorio. Sulla cultura esperenziale 2025 lo sguardo è andato all’intraprendenza, gli usi, le abitudini conservate nel tempo a Sanluri. La giuria permanente, che ha fatto capo alle Associazioni Acib, CraRegione e Mediterranea, si è unita a un comitato composto da visitatori ed escursionisti con esperienze maturate nei contesti tipici regionali, nazionali ed esteri.
Valutazione e confronto. Dalle visite in Planargia, Parteolla, Sulcis e Medio Campidano sono emerse le attività artigianali e genuine di Bosa, Dolianova, Sant’Anna Arresi e Sanluri. In pratica, il cuore del contest. Con i sindaci Alfonso Marras, Ivan Piras, Paolo Dessì e Alberto Urpi, le rispettive Giunte e l’insieme delle comunità, in prima fila. Supporti e guide d’eccezione nelle bellezze naturali e nella laboriosità del territorio. Un percorso di oltre due mesi, tra nuraghe, cattedrali, castelli, habitat medievali, frantoi, cantine, produttori di miele, formaggio, insaccati, vini, sottoli, liquori. Ma da non scordare ci sono stati anche tappeti, produzioni di bisso e nasse, strumenti musicali, launeddas, coccoeddus, pane carasau, civraxiu, coccoi. Per un insieme fragrante di eccellenze della cucina e dell’enogastronomia. Il tutto condito con incontri, formazione, lezioni illustrative, degustazioni, seminari, escursioni, trenini caratteristici, dimostrazioni ai fornelli. Ma anche visite museali, tra arazzi, quadri, affreschi, cimeli ottocenteschi e residuati bellici. Insomma, la Sardegna meno nota, ma comunque ricca di fascino e sorprese.
Un progetto che ha colto nel segno. E ha messo in mostra tesori e gioie della produttività, del talento, della tavola. Tra artigianato e mestiere, una terra che conserva e ripropone le proprie affinità. Da qui, le scelte dei giurati. A Sanluri, domenica 14 dicembre, si è chiuso il contest. Una sorta di bilancio. Ma anche genuinità, competizione e valorizzazione, a disposizione dei media, che si è sviluppata tra la saletta convegni del Castello di Eleonora, la piazza della Casa del pane e la chiesa più grande e amata dai sanluresi, Nostra signora delle grazie. Con l’assessore al Turismo di Sanluri, Fabrizio Collu, i presidenti Dante Puddu e Gianfranco Perseu, gli ex rossoblù dello scudetto del ’70, Beppe Tomasini e Renato Copparoni, con Gigi Piras, secondo bomber all time del Cagliari con 104 reti e per sette anni capitano rossoblù, a omaggiare i vincitori. I giurati - Giulia Baita (Olmedo), Maria Assunta Serra (San Donà del Piave), Rosanna Cabula (Oristano), Antonio Lo Cascio (Palermo), Barbara Fiori (Capoterra), Uccio Ibba (Cagliari), Betania Dos Santos (Maceiò, Brasile), Annalisa Putzu (Iglesias) e Andrea Uccheddu (Arbus) - si sono espressi su tre capitoli chiave: “Presentazione e connotazioni storiche e ambientali”, “Sapori, preparazione e tradizione” e “Fascino, appeal, curiosità e riproduzione esperenziale”. Dopo una approfondita e serrata consultazione, e il confronto con le numerose ed eccellenti proposte osservate nel corso delle quattro escursioni nei territori e nelle cittadine isolane, la giuria ha promosso i titolari delle attività artigianali radicate nel passato promuovendole come quelle più affini alla filosofia del progetto esperenziale: Francesco Tanda e Ireneo Matta, costruttori e suonatori di launeddas, Renzo Pillosu, titolare dell’omonimo panificio, e Gianni Mereu, maestro pastaio-esperto di panificazione e di Storia medievale. I quattro selezionati sono stati ritenuti, dopo apposite valutazioni e comparazioni, interpreti e conoscitori più vicini al mondo della tradizione e delle tipicità locali. In sostanza, la sigla di un progetto di valorizzazione che ha coinvolto poco meno di un migliaio di partecipanti. Un insieme, colorato dai kit individuali tshirt-cappellino-zaino, che ha assaporato le quattro aree di forte importanza e leadership sociopolitico ed economica. Un poker di municipalità operose e ricche di proposte. Ovvero, una Sardegna tutta da scoprire. Filmata e fotografata nei dettagli da un videomaker professionista, all’opera per la realizzazione di un documentario sul percorso. I dettagli di una regione da amare.
Cagliari, pari sfumato a Bergamo
Cinque parate di Caprile, una di Carnesecchi. I rossoblù la pareggiano e stanno a galla con merito. Poi, mancano cinismo e tecnica per portare a casa un punto. L’Atalanta la chiude 2-1. E domenica arriva il Pisa
Mario Frongia
A +2 dal terzultimo posto dopo quindici gare con quattordici punti. Il Cagliari è questo, ci si deve aspettare di più o ci sarà comunque da stringere i denti come ogni anno. I tifosi coniano domande che sanno di già sentito. Fanfara, ghirlande e frecce tricolori dopo l’1-0 alla Roma sono già in archivio. Con la Fiorentina che affonda e il Verona che si rilancia a quota 12, la sconfitta di Bergamo fa rizzare le antenne ai rossoblù. Che poi Scamacca la butti dentro con una bella quota di fattore Q e Borrelli di testa allo scadere del primo tempo sfiori il palo con Carnesecchi inerme, è un’altra storia. Con i se non si è mai andati in zona Coppe né si è evitata la retrocessione. La sconfitta di Bergamo promuove Gaetano, secondo gol in due gare di fila, ed Esposito, assist perfetto. Ma rimanda ancora una volta il gruppo, autore di una prova blanda in avvio, con De Roon e soci a sovrastare e dare i tempi della gara. Come sempre Luperto e compagnia hanno un pregio: vanno sotto e non mollano, tengono i reparti in equilibrio, ripartono e danno qualche brivido a Palladino. Ma, in sintesi, quando, come un po’ tutti si aspettano, i padroni di casa calano perché subentra anche la fatica accumulata con il Chelsea sconfitto in rimonta tre giorni prima, il Cagliari non ne approfitta. E Scamacca trova il guizzo fortunoso a due passi da Caprile.
I singoli, il mercato e la classifica. Il Cagliari a Bergamo è rimasto in campo con la testa giusta. L’ha fatto dal Como in poi, è caduto di misura a Torino con la Juve e ha fatto soffrire sino al diciannovesimo rigore il Napoli campione d’Italia al Maradona per la Coppa. Quindi, la sberla alla Roma. Percorso incoraggiante. Poi, si va a scavare ed emerge quel centimetro che manca per fare un metro. Piccole amnesie dietro, qualche marcatura preventiva che salta, la dimensione qualitativa che si nota appena palleggio, finalizzazione e confronto salgono. Ma non si parla solo di Lookman che dribbla e scappa. L’Atalanta ha tecnica e mestiere. Le si poteva fare lo sgambetto e aspettare il calo prevedibile della ripresa. Invece, sotto porta manca il cinismo e dietro si prende gol. La mediana, con Prati al terzo subentro di fila, punta sulla fisicità di Deiola e Adopo. Ma non basta. E Pisacane lo sa. Vanno bene Obert, è promettente Rodriguez, offre prove sempre più incoraggianti Palestra. Che poi il diesse Guido Angelozzi abbia fatto squillare le trombe (“È uno dei laterali più forti d’Europa e, con Caprile, sarà con noi fino a giugno!”) è un’altra storia. Il direttore sportivo, nel citare ogni tre parole il verbo del presidente, dà notizia anche dell’idea di riandare sul mercato a gennaio. Out Belotti e Felici, con Mina che sta fuori una gara ogni due, ci sarà da trovare almeno due pedine pronte, italiane, affidabili, formate in A. Intanto radio mercato dà in partenza Kilicsoy e Mazzitelli. Si vedrà. Sulla posizione in classifica c’è poco da fantasticare. Il tracollo della Fiorentina in casa, fermo a 6 punti, determina il rilancio del Verona e riporta alle statistiche: mai ci è salvati nella situazione dei viola dopo 15 gare. A Firenze è accaduto, ma meglio aspettare la matematica, quel che nessuno avrebbe mai detto. Fa notizia anche il Parma, battuto da una Lazio in nove. In casa Cagliari è molto dirimente il match di domenica alle 12.30 alla Domus. Arriva il Pisa di Gilardino sconfitto di misura dal Lecce. Inutile dire cosa valgano i 3 punti contro una concorrente più che diretta. Ci sarebbe da commentare anche la presentazione dei soci che si sono presi il 40 per cento del Cagliari mettendo denari, intorno ai cinquanta milioni di euro, indispensabili per l’operazione stadio. La sensazione è che a breve disarcionino la proprietà e si prendano tutto e anche il contorno. Mai visti dei fondi speculativi che iniettino soldi e stiano a guardare le mosse altrui. Specie se determinano il solito navigare border line tra quindicesimo posto e zona retrocessione. Ma adesso testa a Tramoni - ex scartato e avvelenato - e agli altri pisani.
Cagliari, Gasperini ko
Gaetano match winner con Pisacane che imbriglia le ambizioni del tecnico più longevo e innovativo del campionato. La Roma cade alla Domus, gioca in dieci per un tempo, e la classifica di Luperto e soci riprende colore. Adesso, testa all’Atalanta
Mario Frongia
Il gol lo segna la pedina più attesa, Gianluca Gaetano. E in una gara che riporta il Cagliari dopo quattordici turni alla terza vittoria stagionale - l’ultima alla Domus risale al 13 settembre, 2-0 sul Parma, a seguire c’è stato il blitz a Lecce -, si consolida nella tifoseria l’idea che il gruppo abbia ripreso coscienza delle proprie potenzialità. Che non saranno basate su gioco fluido e spumeggiante, ripartenze e manovra avvolgente. Ma sono e rimangono comunque quelle di una squadra che non molla, sta in campo sino all’ultimo secondo dei minuti di recupero, è capace, con umiltà e spirito di sacrificio, di raccogliere le briciole da qualsiasi campo e avversario. Dopo l’inabissamento dovuto al confinamento di Luperto in panca, innescato da una mediana fragile con Prati in regia, la musica pare cambiata. Anche senza Mina, e con un buon Rodriguez, garra uruguagia, dal dopo Como il Cagliari ha ricostruito un percorso che può permettere di lottare con serenità per la salvezza. L’hanno dimostrato le prove di Torino con la Juve e i 95’ e la roulette dei rigori in casa del Napoli campione d’Italia. Prestazioni confortanti e sincere.
Il successo con una delle big. Battere la Roma senza centravanti - ma il discorso sugli assenti vale sempre anche al contrario - e reduce da cinque vittorie lontano dall’Olimpico, non è una barzelletta. I giallorossi hanno fisicità, Koné e Cristante, ma mancano di idee. E pensare di sconfiggere il Cagliari con i “piccoli”, Baldanzi e Soulè, è stata la mossa che ha fatto cadere Gian Piero Gasperini. Con un Palestra debordante e imprendibile nelle accelerate, Caprile mai impegnato, Adopo in ripresa e Folorunsho finalmente accettabile - sull’evitabile battibecco con Hermoso il chiarimento è arrivato in serata - i rossoblù hanno macinato pazienza e attenzione in parti uguali. Consolidata la difesa a quattro, primeggiando sulle seconde palle ed evitando di farsi imprigionare nella ragnatela ospite e dai dribbling di Soulé prima e Dybala poi, Deiola e soci hanno mostrato che quando c’è da alzare l’asticella rispondono presente. Con 14 punti in altrettante gare i rossoblù sono in compagnia di Parma, Torino e Genoa dal tredicesimo al sedicesimo posto. La terzultima piazza la occupa il Pisa, con 10 punti. Decisamente meglio del +1 del post sconfitta di Torino con la Juve.
Yildiz-Cagliari 2-1: Juve opaca, rossoblù superficiali
A Torino, il vantaggio e poco più. Ordine e applicazione non bastano. E la classifica si complica. Adesso, Napoli e Roma in quattro giorni
Mario Frongia
Innanzitutto, i fatti: il Cagliari dei 3 punti di vantaggio dal terzultimo posto si è inabissato. Con quattro punti in nove gare - undici in tredici, ultima vittoria a Lecce, 23 settembre, in precedenza in casa, con il Parma - i rossoblù sono stati ripresi dal Genoa e superati proprio dal Lecce dell’ex Di Francesco, dato per morto prima dell’ora. E, con undici lunghezze alla pari di Parma e Genoa, la distanza dal terzultimo posto che conduce in B per Luperto e soci si è ridotta ad appena un punto. C’è da preoccuparsi? Sì e no. A neanche un terzo di campionato tutto può accadere. Di mezzo, c’è il mercato di gennaio, la questione stadio/ingresso del fondo speculativo americano, una nobile che non dovrebbe far parte delle ultime, la Fiorentina, il Verona che pare in forte difficoltà ma non è il Monza dello scorso campionato, tanti scontri diretti. Ma sarebbe meglio tarare subito le frequenze giuste e indossare elmetto e paradenti. Oltre a calarsi in fretta in quella dimensione da battaglia e spirito di sacrificio che fa parte del curriculum di chi si vuole salvare.
Occasione sprecata. A Torino, con una Juve asmatica, fragile, in forte difficoltà, frastornata dai fischi dei propri sostenitori, con Spalletti che è parso un lontano parente del “Lucio” che sbrana i suoi e gli avversari, si poteva fare di più. Ad esempio, non è tempra ideale di chi deve lottare per stare in A, passare meritatamente in vantaggio e farsi riprendere in neanche un minuto. La Vecchia Signora era in bambola, la contestazione dura: l’1-0 era il momento per essere davvero squadra. Cattiva, sporca e cinica. Ma anche umile e di carattere. Invece, tutti al bar a festeggiare il terzo gol di Esposito, su assist stellare di Palestra, e stendere un tappetino a Yildiz, fenomenale di suo anche senza regali. Male. Anzi, malissimo. E non solo. Nel momento in cui si deve stringere i denti, picchiare il giusto e con intelligenza e pazienza se la palla arancione finisce nel Po, Folorunsho e compagnia sono riusciti a farsi trovare ancora una volta sotto tono a una manciata di secondi dalla fine del primo tempo. Altra ingenuità, altra magia di Yildiz. Che poi Conceicao abbia iniziato a carburare, Cambiaso sia stato cosa diversa da Kostic, McKennie e Locatelli - il regista della Nazionale, non siamo messi benissimo! – abbiamo sbagliato di meno e giocato a un ritmo migliore, è stata solo la conseguenza di un Cagliari debole, a tratti presuntuosetto, poco abile nel cogliere di sorpresa una Juve sofferente. Senza Vlahovic dopo mezz’ora, stanca e poco lucida con addosso la rimonta in Coppa con il Bodo. Dunque, con buona pace del drappello di ultras travestiti da cronisti, una sconfitta meritata.
Perplessità, dubbi, rischi. Fabio Pisacane per la tredicesima gara di fila mostra un undici diverso. Spedisce Prati in panca e lancia Liteta: adesso, con il senno di poi ma con l’esperienza del prima, si può dire che il debutto è stato alquanto temerario. Altra novità: Deiola stopper su Vlahovic, causa forfait di Mina. Il centravanti si è fatto male, ma la scelta centimetri e abnegazione se pare aiutare nell’immediato, non basta né per vincere, né per stare in A. Ancora panchina per Gaetano, campo e minuti per Kilicsoy, l’eterno sconosciuto, e per Idrissi, zero minutaggio per Luvumbo - e c’è da chiedersi quali siano le ragioni di un’involuzione evidente - qualche strappo interessante di Felici. A Per cornice le prove poco edificanti di Adopo e Folorunsho. Poco per graffiare la Juve. In sostanza, la giostra non è delle più divertenti. E la scaletta si annuncia piuttosto impegnativa: a Napoli per la Coppa Italia (mercoledì alle 18), la Roma domenica alla Domus, l’Atalanta a Bergamo, sabato 13. Un mix che rivela fin troppe insidie, per la classifica e per il morale.
Gal e Flag, sbloccati i fondi regionali
“Era a rischio il funzionamento dei territori. È fondamentale seguire l’iter applicativo delle leggi” dice Alberto Urpi, autore in Consiglio di un’interrogazione decisiva sul tema alla Giunta. Arrivano 134mila euro per il tessuto produttivo
Mario Frongia
Un Question time diverso dal solito. Per una prospettiva che riguarda il territorio, le imprese, il tessuto produttivo. Di certo, con un esito fondamentale per migliaia di operatori. La firma è quella del sindaco di Sanluri e consigliere regionale, Alberto Urpi. “L’interrogazione sui Gal ha avuto un’accelerazione, ora finalmente i fondi sono sbloccati. Era a rischio il funzionamento dei territori” le parole del primo cittadino. I Gruppi di azione locale e della pesca (Gal e Flag).sono enti pubblico-privati che operano come partenariati per promuovere innovazione, inclusione e sostenibilità nelle aree interne e costiere della Sardegna. Gestiscono strategie di sviluppo locale, finanziate dai Fondi europei agricolo e Affari marittimi e pesca (Feasr e Feamp). Insomma, la mossa giusta al momento giusto.
Un Question time prezioso. Il 26 novembre in Consiglio regionale, con una interrogazione al Question time, l’onorevole Urpi ha riportato all’attenzione della Giunta una situazione che stava diventando critica. “L’assenza degli atti attuativi della legge approvata il 14 luglio di quest’anno, ha bloccato di fatto l’operatività dei Gal e dei Flag, mettendo in difficoltà decine di lavoratori e rallentando l’attività di sviluppo nei territori rurali e costieri della Sardegna. Una legge ferma nei cassetti significa progetti fermi, territori fermi, persone lasciate nell’incertezza” ha rilanciato Alberto Urpi. “Nel corso della discussione l’assessore Gianfranco Satta, allora in carica, ha riconosciuto la fondatezza delle mie sollecitazioni e ha comunicato che, proprio poche ore prima della seduta, la Giunta regionale ha approvato la delibera necessaria per assegnare e ripartire i fondi previsti: circa 134mila euro destinati ai Gal e ai Flag della Sardegna, somme fondamentali per garantire continuità amministrativa e operativa”. Un bel gol. “L’assessore ha inoltre sottolineato come l’interrogazione e le precedenti segnalazioni abbiano contribuito a sollecitare un’accelerazione del procedimento, e di questo non posso che prendere atto positivamente. Il risultato raggiunto è importante, perché rimette in moto un sistema che rappresenta un presidio strategico nei territori, un punto di riferimento per progettazione, sviluppo locale, sostegno alle comunità e alle imprese. Inoltre - ha puntualizzato il primo cittadino di Sanluri - rimango convinto che sia essenziale vigilare affinché le leggi approvate dal Consiglio regionale vengano applicate tempestivamente, senza rallentamenti che rischiano di mettere in difficoltà enti, lavoratori e interi ambiti territoriali. Continuerò a seguire da vicino l’attuazione della norma e l’utilizzo delle risorse stanziate, perché lo sviluppo dei territori passa anche attraverso il buon funzionamento di realtà come i Gal e i Flag, che ogni giorno lavorano per costruire opportunità e crescita nella Sardegna rurale e costiera. Colgo l’occasione per ringraziare l'assessore e collega Gianfranco Satta per la risposta risolutiva”.
